di Francesco Silla

CBF Balducci Macerata ko: Firenze vince 3-1 al Fontescodella nei Playoff Challenge

CBF Balducci Macerata ko: Firenze vince 3-1 al Fontescodella nei Playoff Challenge

Non riesce il bis arancionero nella sfida con Firenze al Fontescodella, anticipo della quarta giornata del Girone A dei Playoff Challenge Serie A1 Tigotà: le toscane passano in quattro set, riscattando la sconfitta casalinga di sabato scorso e raggiungendo le arancionere a quota 3 punti in classifica. Sotto 1-0, le fiorentine fanno loro il match grazie ai 21 punti di Bukilic, top scorer e MVP del match, e ai 17 di Acciarri, super al servizio con 7 ace: in totale sono 15 le battute vincenti di Firenze. Per le maceratesi miglior realizzatrice Decortes con 19 punti, Il Bisonte vince anche la sfida a muro (11 vs 6). Primo set tutto di marca arancionera: dopo un buon avvio di Firenze (5-8) la CBF Balducci HR cambia marcia confezionando un 55% in attacco (8 per Decortes, 6 per Kokkonen) e tanta attenzione in difesa: da centro set le padrone di casa volano sul 20-16 e chiudono 25-18. Il Bisonte si ritrova nel secondo set grazie ad un servizio pungente (3 ace, 5-11) e respinge il tentativo di rientro arancionero (14-16) con l’attacco che sale al 43% (5 punti a testa per Knollema, Bukilic, Tanase e Acciarri) fino al 18-24, poi il turno in battuta di Ornoch prova a centrare una clamorosa rimonta (23-24), spenta però dal colpo di Knollema. Stesso tema nel terzo set: le maceratesi faticano in ricezione (Acciarri e Bukilic protagoniste al servizio) e Firenze ne approfitta piazzando due break (8-13 e 11-19) che segnano il parziale: le arancionere tentano un’altra rimonta risalendo fino al 18-21 ma le toscane tengono i nervi saldi chiudendo 20-25 (6 centri per Bukilic). Nel quarto le ragazze di coach Lionetti subiscono ancora il servizio fiorentino (altri 5 ace delle toscane), e Il Bisonte prima prende il largo con ancora Bukilic sugli scudi (7 punti nel set) poi centra un maxi break dal 9-16 al 9-25 che chiude la sfida. Coach Lionetti schiera Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kokkonen-Piomboni, Bresciani libero. Coach Chiavegatti mette in campo Morello-Bukilic, Acciarri-Malesevic, Knollema-Tanase, Valoppi libero. Decortes a segno (4-3), Bukilic firma il 4-6, ancora Decortes (5-6), ace Bukilic, 5-8. Kokkonen in pipe (6-8), le arancionere restano a -2 (8-10), out Bukilic (9-10), Mazzon primo tempo, 10-11. Decortes contrattacco (11-11), Piomboni tocco vincente (12-12), invasione aerea Morello (13-12), toccato l’attacco Kokkonen, 14-12. Decortes lungolinea (15-13), Clothier passa (17-14), Kokkonen a segno (18-15), Mazzon palla sulla riga, 19-16. Decortes contrattacco (20-16), Kokkonen mani out (21-17), Decortes a segno (22-17), Piomboni passa, 23-18. Ancora Decortes (24-18), chiude Clothier a filo rete, 25-18. Ace Acciarri nel secondo set (1-4), pallonetto Bukilic (1-5), Decortes a segno (2-5), primo tempo Mazzon, 3-6. Kokkonen non trova le mani del muro (4-8), ace Bukilic (5-10), muro Tanase (5-11), le arancionere restano a -5 (8-13), Decortes contrattacco, 9-13. Muro Kokkonen (10-13), ancora Decortes (11-13), pallonetto Bukilic (11-15), entra Kockarevic per Kokkonen, Decortes vincente, 13-16. C’è Sismondi per Clothier, invasione aerea Firenze (14-16), Decortes non passa (14-18), muro Decortes (15-18), Sismondi primo tempo, 16-19. Knollema contrattacco (16-21), entrano Batte e Ornoch per Bonelli e Decortes, muro Acciarri (16-22), Kockarevic a segno (17-22), Acciarri non passa, 18-22. Ace Acciarri (18-24), Kockarevic contrattacco (20-24), muro Mazzon (21-24), Mazzon a filo rete (22-24), Kockarevic vincente (23-24), chiude Knollema, 23-25. Restano in campo Sismondi e Kockarevic (per Piomboni) nel terzo set, Decortes a segno (2-3), muro Tanase (2-5), Kokkonen vincente (3-5), out Malesevic, 4-5. Mazzon out (4-7), Acciarri out (6-7), muro Acciarri (6-9), fast Acciarri (6-10), Mazzon primo tempo, 7-10. Altro ace Acciarri (8-13), Kockarevic a segno (9-13), Decortes diagonale (10-14), Bukilic contrattacco, 10-16. Entrano Ornoch per Kokkonen e Batte per Bonelli, ace Knollema (10-17), Sismondi primo tempo (11-17), ace Malesevic (11-19), la palla cade nel campo Firenze, 12-19. Acciarri non passa (14-20), Decortes pipe (15-21), Knollema out (16-21), ancora errore Knollema, 17-21. Decortes contrattacco (18-21), errore arancionero (18-23), Bukilic contrattacco (18-24), Sismondi primo tempo (19-24), Knollema out (20-24), Kockarevic out, 20-25.   Quarto set con Ornoch in campo per Kokkonen, ace Acciarri (1-2), Malesevic a filo rete (1-4), altro ace Acciarri (1-5), Sismondi primo tempo, 3-6. Kockarevic out (3-7), poi la serba a segno (5-8), muro Acciarri, 6-10. Ace Bukilic (6-11), Acciarri contrattacco (6-12), ace Acciarri (8-15), Decortes non passa, 9-16. Bukilic contrattacco (9-17), entrano Batte e Crawford per Bonelli e Sismondi, Knollema contrattacco, 9-18. Difesa vincente di Valoppi (9-19), Crawford out (9-20), muro Bukilic (9-21), muro Knollema, 9-22. Knollema mani out (9-23), ace Morello (9-24), muro Bukilic, 9-25. CBF BALDUCCI HR MACERATA - IL BISONTE FIRENZE 1-3 (25-18 23-25 20-25 9-25) CBF BALDUCCI HR MACERATA: Clothier 2, Bonelli 2, Kokkonen 9, Mazzon 9, Decortes 19, Piomboni 2, Bresciani (L), Crawford, Ornoch 1, Kockarevic 5, Sismondi 5, Batte. All. Lionetti. IL BISONTE FIRENZE: Tanase 7, Acciarri 17, Morello 6, Knollema 15, Malesevic 6, Bukilic 21, Valoppi (L), Agrifoglio, Lapini (L), Kacmaz, Villani, Colzi, Zuccarelli. All. Chiavegatti. Arbitri: Cruccolini, Salvati.   Note - Spettatori: 420, Durata set: 25', 28', 22', 19'; Totale: 94'. MVP: Bukilic.

07/03/2026 21:00
Marche, 33.746 imprese femminili: quasi un’azienda su quattro è guidata da donne

Marche, 33.746 imprese femminili: quasi un’azienda su quattro è guidata da donne

Nelle Marche sono 33.746 le imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025, dato sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente (-0,2%). Il tasso di femminilizzazione regionale è del 23,2%, superiore alla media nazionale del 22,3%: quasi un'impresa su quattro è guidata da donne. Lo rileva la Camera di Commercio delle Marche, che ha anche pubblicato il bando "Impronta d'Impresa Marche 2025", giunto alla terza edizione. Il bando - promosso dal Comitato per l'imprenditoria femminile - premia imprese guidate da donne che hanno introdotto innovazioni nei campi del turismo, del Made in Italy, della sostenibilità e della digitalizzazione. Il budget è di 40.000 euro. Le domande presentate sono state 106, di cui 59 ammesse nelle quattro categorie previste. Le candidature provengono soprattutto dalle province di Ancona e Pesaro Urbino. Nelle tre edizioni complessivamente saranno premiate 54 imprese, per un totale di 126.000 euro. "Le donne imprenditrici dimostrano dinamismo e capacità di innovazione anche in una fase di trasformazione del tessuto produttivo", dice il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Il bando 'Impronta d’Impresa' vuole valorizzare quelle imprenditrici che stanno innovando il modo di fare impresa nelle Marche, creando valore per il territorio e per la comunità. Le candidature ricevute dimostrano quanta creatività, competenza e visione strategica siano presenti nelle imprese femminili marchigiane, soprattutto nei campi della sostenibilità, della digitalizzazione e della valorizzazione del Made in Italy", evidenzia Federica Capriotti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio delle Marche.

06/03/2026 17:30
Nuova legge Comuni montani, sindaci contro i nuovi criteri: “Scuole a rischio e territori penalizzati”

Nuova legge Comuni montani, sindaci contro i nuovi criteri: “Scuole a rischio e territori penalizzati”

La nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla riforma nazionale accende il dibattito nelle Marche e mette in allarme diversi territori del Maceratese esclusi dall’elenco. Al centro della contestazione ci sono i criteri altimetrici fissati dal Dpcm attuativo, che ridefiniscono la mappa sulla base dell’altitudine media e della pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i sindaci, rischia di avere conseguenze concrete su scuole, servizi sanitari, agricoltura e agevolazioni fiscali. A spiegare i punti critici è il sindaco di Colmurano, Mirco Mari. “C’è una legge del 2025 che rimanda ai decreti attuativi per la definizione dei criteri”, sottolinea, chiarendo che il primo decreto firmato il 18 febbraio fa riferimento ai caratteri fisici del territorio. Il nodo principale riguarda la soglia dei 350 metri di altitudine media, parametro che avrebbe determinato l’esclusione di diversi Comuni maceratesi. Secondo Mari, il problema non è solo formale. “Il danno economico diretto può anche essere contenuto”, spiega, perché la ripartizione dei fondi montani potrebbe essere rivista. Ma l’aspetto più delicato riguarda le deroghe e gli incentivi collegati allo status di Comune montano, che incidono sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. Il riferimento è soprattutto alla scuola e alla sanità territoriale. “Con la qualifica di Comune montano si possono ottenere deroghe sul numero minimo di alunni per classe”, evidenzia il sindaco. Senza queste deroghe diventa più difficile mantenere i plessi nei piccoli centri, con il rischio concreto di chiusura delle scuole e ulteriore spopolamento. Anche sul fronte sanitario potrebbero esserci ripercussioni, perché i medici di base che operano nei Comuni montani hanno benefici specifici che favoriscono il ricambio. Sulla stessa linea il sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni, che invita a leggere la riforma dal punto di vista dei cittadini. “La legge sui Comuni montani nasce negli anni ’50 per sostenere i territori dell’entroterra”, ricorda, evidenziando come oggi si sia passati a criteri prevalentemente matematici. Una scelta che, secondo lui, non tiene conto delle difficoltà reali legate a viabilità e servizi. Paoloni entra poi nel merito della questione scolastica. “Avevamo una deroga che ci permetteva di mantenere le classi anche con 12 o 13 bambini”, spiega. Senza quella possibilità, molte scuole ricostruite dopo il terremoto rischiano di restare vuote, con un danno per le comunità e per le casse dello Stato. A questo si aggiunge la perdita di agevolazioni fiscali, tra cui l’eventuale esenzione Imu sui terreni agricoli. I sindaci esclusi si sono riuniti a Urbino per definire una linea comune. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un ricorso al Tar del Lazio, oltre a possibili iniziative di protesta. L’obiettivo è ottenere una revisione dei criteri e il reintegro dei Comuni esclusi nella classificazione montana. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dopo l’incontro a Roma con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e con i sindaci, tra cui Maurizio Gambini e Daniele Grossi. “È stato un percorso difficile e controverso”, ha dichiarato Acquaroli, spiegando che il ministro avrebbe manifestato disponibilità a una revisione dei criteri qualora Regioni e Comuni lo chiedessero in modo unanime. Tuttavia, ha precisato che la decisione non dipende esclusivamente dal ministro. Il presidente ha quindi ringraziato Calderoli per l’apertura dimostrata. “Non ci saranno penalizzazioni per i Comuni esclusi né sull’ambito scolastico né su quello agricolo”, ha riferito. Inoltre, ha annunciato che accanto ai criteri fisici verranno introdotti parametri socioeconomici per la distribuzione delle risorse, con fondi destinati ai territori che sapranno dimostrare in modo più marcato la loro identità montana.

05/03/2026 12:28
“C’è una parte della violenza che non si vede”: ICEBERG debutta al Teatro Apollo di Mogliano

“C’è una parte della violenza che non si vede”: ICEBERG debutta al Teatro Apollo di Mogliano

Questa mattina, presso la sede della Provincia di Macerata, è stato presentato ufficialmente ICEBERG, il nuovo progetto teatrale contro la violenza sulle donne nato per accendere i riflettori su quella parte sommersa, silenziosa e quotidiana che troppo spesso resta invisibile. Il debutto è in programma il 7 marzo 2026 alle ore 20:45 al Teatro Apollo di Mogliano, in una data simbolica alla vigilia della Giornata internazionale della donna. ICEBERG è prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e dalla Casa delle Donne di Jesi, con il sostegno di Banco Marchigiano e Feleppa, ed è sviluppato in dialogo con numerose realtà marchigiane impegnate nel contrasto alla violenza di genere, tra cui CNA Impresa Donna Marche, Se Non Ora Quando Osimo e Il Faro Sociale. Una rete ampia che conferma la natura del progetto: non solo spettacolo teatrale, ma una vera azione culturale condivisa che coinvolge istituzioni, scuole, associazioni e centri antiviolenza del territorio. ICEBERG non si limita alla rappresentazione scenica, ma affianca allo spettacolo momenti di confronto, informazione e formazione, trasformando il teatro in uno spazio di ascolto e responsabilità collettiva. L’esperienza artistica diventa così un’occasione concreta di consapevolezza, soprattutto per le giovani generazioni, in un’epoca in cui si comunica sempre più attraverso schermi e sempre meno guardandosi negli occhi. Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo costruisce un linguaggio teatrale essenziale e diretto, dove parola, suono e presenza scenica diventano strumenti di testimonianza e riflessione. In scena Chiara Bonfrisco, Francesco Properzi, Elisabetta Tulli, Enrico Verdicchio, Rosetta Martellini, Benedetta Morichetti ed Elena Galassi, con una squadra artistica e tecnica che rafforza la qualità e la profondità del progetto. Il cuore dello spettacolo è racchiuso nella sua metafora. ICEBERG non mostra la violenza nel suo momento più evidente, quello fisico o irreparabile, ma concentra lo sguardo su ciò che la precede, sui segnali minimi e sottovalutati, su quelle dinamiche che lentamente trasformano una relazione in un territorio di squilibrio, paura e dipendenza. Le parole che svalutano, le battute che normalizzano il possesso, i controlli scambiati per attenzione, le rinunce progressive che isolano la vittima diventano i veri protagonisti della narrazione. Il pubblico non assiste soltanto a eventi, ma riconosce dinamiche quotidiane e diffuse: la minimizzazione, il senso di colpa indotto, la difficoltà di essere credute, il peso del giudizio sociale, la solitudine che precede ogni richiesta di aiuto. ICEBERG porta in scena la zona grigia della violenza, quella in cui non è ancora evidente ma è già presente, insinuandosi nel linguaggio e nei ruoli sociali. Roberta Nuzzaci, presidente di Met – Marche Eventi Teatro, ha spiegato che l’idea nasce da un’esigenza personale maturata attraverso un contatto diretto con la Casa delle Donne di Jesi. L’obiettivo è accendere campanelli d’allarme, soprattutto nelle giovani generazioni, per riconoscere ciò che sta sotto la punta dell’iceberg, dove si trovano femminicidi e aggressioni fisiche, ma che è sostenuta da una massa sommersa fatta di segnali ignorati. Il testo è stato costruito attraverso un confronto costante con le referenti della Casa delle Donne, in un percorso di letture e rielaborazioni condivise. Elisabetta Tulli ha raccontato di aver affrontato una lunga fase di formazione e interviste per realizzare un’opera di teatro civile autentica e documentata, capace di unire competenze drammaturgiche e responsabilità sociale. Dopo diverse revisioni, lo spettacolo è pronto per il debutto del 7 marzo, con l’intento di trasformare il palcoscenico in uno strumento di prevenzione. Il regista Roberto Rossetti ha definito ICEBERG un progetto che nasce da una necessità e che utilizza il teatro per fare cultura e informazione, mescolando elementi musicali, momenti di leggerezza e di forte emozione, in una messa in scena guidata dalla sensibilità verso una tematica urgente e attuale. Chiara Bonfrisco, protagonista dello spettacolo, ha parlato di una grande responsabilità interpretativa, trattandosi di una storia ispirata a materiale reale. Raccontare questa vicenda significa permettere al pubblico di empatizzare e riconoscere i segnali, comprendendo quanto sia fondamentale intervenire prima che la violenza emerga nella sua forma più estrema. In un tempo in cui la cronaca restituisce quotidianamente numeri e nomi, ICEBERG sceglie di restituire contesti, processi e responsabilità collettive. Non cerca il colpo di scena, non spettacolarizza il dolore, ma invita a comprendere le radici della violenza. Perché la violenza non comincia con un gesto. Comincia molto prima. E spesso passa inosservata.

04/03/2026 18:59
Provinciali 2026, Paoloni a 10 giorni dal voto: "Semplificare per progredire. Sbloccheremo i tavoli fermi da mesi"

Provinciali 2026, Paoloni a 10 giorni dal voto: "Semplificare per progredire. Sbloccheremo i tavoli fermi da mesi"

A pochi giorni dalle elezioni provinciali del 15 marzo prossimo, abbiamo ascoltato Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno e candidato alla presidenza della Provincia di Macerata, per approfondire visione, priorità e metodo di lavoro con cui intende guidare l’Ente nei prossimi quattro anni. Presidente Paoloni, nel suo comunicato ha parlato di una Provincia come 'Casa dei Comuni'. Cosa significa concretamente? "Significa ribaltare l’impostazione: la Provincia non deve essere un organismo sopra i Comuni, ma uno strumento al loro servizio. Quando sono diventato sindaco mi sono trovato, dal giorno dello spoglio, a dover amministrare una macchina complessa. Da consigliere si vede una parte del lavoro, ma quando entri nei meccanismi interni capisci quanto sia fondamentale conoscere a fondo struttura, uffici, procedure. La prima azione concreta sarà proprio questa: ascoltare chi lavora dentro l’Ente e confrontarmi con tutti i sindaci, senza distinzione. Solo così la Provincia può diventare davvero la casa dei Comuni". Paoloni insiste su un concetto chiave: solidarietà tra i Comuni: "Dobbiamo rimettere al centro l’idea che i Comuni non sono isole lontane. Le competenze provinciali - pianificazione territoriale, viabilità, manutenzione stradale, edilizia scolastica, ambiente - hanno ricadute su tutti. Se i Comuni parlano insieme e fanno sintesi, la Provincia può trasformare quelle istanze in decisioni operative". Tra le priorità cita spesso ambiente e rifiuti. Da dove si riparte? "Ci sono questioni rimaste sospese. Penso alla gestione dei rifiuti e alla discarica, un tema fermo da mesi. L’ultimo incontro in sede di Aato risale a novembre dello scorso anno: si era stabilito di rivedersi prima di Natale con il Presidente della Regione, ma non è successo. Questo non è un metodo accettabile. Se i sindaci hanno votato un percorso, quel percorso va ripreso, aggiornato e portato a termine. Si riconvoca il tavolo, si verifica se le condizioni sono cambiate e si riapre il confronto anche con la Regione. Non si possono lasciare opere e decisioni sospese per anni". Accanto all’ambiente, Paoloni richiama la necessità di accelerare sulle infrastrutture viarie, dalla manutenzione ordinaria alle opere strategiche, molte delle quali finanziate anche con fondi Pnrr: "Non basta sedersi a un tavolo. Bisogna farlo con l'obiettivo di decidere in tempi certi. Le promesse che restano tali generano sfiducia e, alla lunga, fanno perdere opportunità al territorio". Il suo approccio è riassunto in un motto personale: "Semplificare è progredire. Spesso partiamo da problemi complessi e li complichiamo ulteriormente. Invece bisogna scomporli, ascoltare, verificare cosa è possibile fare secondo la legge, decidere insieme. Dove non c’è unanimità, si vota: è la democrazia. Ma poi si parte". Il voto provinciale è di secondo livello e pesa di più nei Comuni più popolosi. Come pensa di essere un presidente trasversale? Paoloni rivendica il suo percorso civico: "Ognuno ha una storia. Io nasco civico e resto civico. Il mio competitor, che stimo e rispetto, ha un percorso diverso. Ma non è questo il punto. Qui non si elegge un governo nazionale, si elegge il presidente della Provincia. Io sono convinto che i sindaci e i consiglieri comunali, indipendentemente dall'appartenenza politica, valuteranno le persone e il merito delle proposte". E aggiunge: "Se sarà scelto l'altro candidato, lavorerò con lui nell’interesse del territorio. Se sarò io il presidente, mi aspetto la stessa collaborazione. La Provincia deve rappresentare in modo equilibrato centri urbani, aree interne, zone montane e realtà costiere. Le difficoltà che viviamo - dalla carenza di medici alla chiusura di servizi - non hanno colore politico. Sono problemi concreti che richiedono risposte condivise". A dieci giorni dal voto del 15 marzo 2026, il messaggio di Robertino Paoloni agli amministratori chiamati alle urne è chiaro: "Ogni decisione deve rispondere a una domanda semplice: porterà un beneficio reale ai cittadini? Se la risposta è sì, allora dobbiamo avere il coraggio e la determinazione di farla partire. L’obiettivo è consegnare una Provincia di Macerata più forte, più funzionale e davvero aggregante".

04/03/2026 10:00
Incentivi lavoro 2026: novità su bonus giovani e donne estesi anche a Marche e Zes unica

Incentivi lavoro 2026: novità su bonus giovani e donne estesi anche a Marche e Zes unica

Gli incentivi per le assunzioni cambiano volto ma restano centrali anche per il tessuto economico marchigiano. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe (Dl 200/2025), il Governo ha prorogato diverse misure a sostegno dell’occupazione, riducendo però in parte l’intensità degli sgravi contributivi previsti in precedenza dal Dl Coesione. Una novità rilevante per il territorio riguarda l’estensione della Zona economica speciale (Zes unica), che ora include anche le Marche, ampliando così le opportunità per le imprese locali. Per quanto riguarda i giovani under 35, il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato sarà disponibile fino al 30 aprile 2026. Tuttavia, per i nuovi contratti stipulati tra gennaio e aprile 2026, lo sgravio scenderà dal 100% al 70% dei contributi a carico del datore di lavoro per due anni. L’esonero tornerà al 100% solo in caso di incremento occupazionale netto, cioè se l’azienda aumenterà il numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Il tetto massimo dell’agevolazione resta fissato a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro per le imprese situate nella Zes unica, quindi anche nelle Marche. Stesso meccanismo per le assunzioni di disoccupati over 35 nella Zes. Le aziende con meno di dieci dipendenti potranno beneficiare fino ad aprile di uno sgravio del 70%, che potrà arrivare al 100% solo in presenza di nuova occupazione aggiuntiva. Se la misura non sarà ulteriormente prorogata, dal mese di maggio resterà in vigore la nuova decontribuzione Sud, che nel 2026 prevede una riduzione del 20% dei contributi, fino a un massimo di 125 euro al mese. Diversa invece la situazione per il bonus donne svantaggiate, che viene prorogato per tutto il 2026 senza riduzioni. Lo sgravio resta pari al 100% dei contributi fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno sei mesi se residenti nella Zes unica, o impiegate in settori caratterizzati da forte disparità di genere. Anche in questo caso è necessario che l’assunzione produca un incremento occupazionale netto. Le risorse per finanziare le misure arriveranno in parte dai fondi europei e statali del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e in parte dagli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026. Per le imprese maceratesi si apre dunque una finestra di opportunità importante, soprattutto per chi intende investire su nuove assunzioni stabili e rafforzare l’organico nei prossimi mesi, sfruttando un quadro di incentivi che, pur ridimensionato, resta significativo.

02/03/2026 11:24
Macerata celebra l'87° anniversario dei vigili del fuoco al Teatro Lauro Rossi (FOTO e VIDEO)

Macerata celebra l'87° anniversario dei vigili del fuoco al Teatro Lauro Rossi (FOTO e VIDEO)

Si è svolta questa mattina al Teatro Lauro Rossi di Macerata la celebrazione dell'87° anniversario della fondazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, organizzata dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Macerata alla presenza delle autorità civili, militari e religiose della provincia. Una ricorrenza significativa che, da quest'anno, viene celebrata ufficialmente nel giorno della nascita del Corpo, istituito il 27 febbraio 1939, data che ha segnato il passaggio dai corpi civici comunali a un’organizzazione nazionale strutturata e uniforme su tutto il territorio italiano. Prima del 1939, infatti, i pompieri operavano attraverso realtà comunali, pur vantando una tradizione che affonda le radici fino all'Antica Roma. Con l'Istituzione del Corpo Nazionale si è compiuto un salto di qualità decisivo per il sistema del soccorso pubblico: mezzi, attrezzature e formazione uniformi in tutta Italia. Oggi le dotazioni in uso a Macerata sono le stesse presenti nelle grandi città come Milano o Palermo e il personale viene formato presso le scuole centrali antincendi seguendo standard identici su scala nazionale, garantendo efficienza e coordinamento anche in caso di emergenze di rilievo. Il tema scelto per la cerimonia, "Lì dove serve", sintetizza la missione quotidiana dei vigili del fuoco. Nel corso dell'evento il Comandante provinciale ha ribadito con forza questo concetto dichiarando: "I Vigili del Fuoco ci sono. Lì dove serve, noi ci siamo. È una giornata importante". Un messaggio che racchiude il senso del servizio svolto ogni giorno attraverso gli interventi di soccorso tecnico urgente, cuore dell’attività operativa del Corpo. L'auspicio espresso è che i vigili del fuoco siano chiamati a intervenire il meno possibile nelle grandi emergenze, perché ogni intervento coincide con una situazione di difficoltà per i cittadini. Nell’ultimo anno, fortunatamente, non si sono registrate emergenze di particolare gravità nella regione, ma l’impegno resta costante e pronto a estendersi a livello nazionale grazie alla natura unitaria del Corpo. Durante la cerimonia sono stati consegnati i diplomi di lodevole servizio a Sergio Ciccarelli, Roberto Gigliucci, Roberto Mattiacci, Ercole Pomeri, Maurizio Prenna, Fabio Scocco, Vincenzo Brancaccio e Massimo Gallucci, riconoscimenti che testimoniano professionalità, dedizione e spirito di servizio. Conferite anche le Croci di anzianità a Luca Baldi, Giacomo Calcioni, Ivan Cecola, Giacomo Del Bianco, Giovanni Gironella, Antonio Lerario, Sergio Mannozzi, Paolo Paolella, Daniele Polci, Giannicola Rusca, Damiano Venella e Daniele Fracasso, quale attestazione per gli anni di attività svolti con impegno all’interno del Corpo. La giornata del 27 febbraio si è aperta alle ore 9 con la cerimonia dell'alzabandiera presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Macerata e l’omaggio alla lapide dei caduti alla presenza del Prefetto Giovanni Signer. Dalle 9.30 in piazza della Libertà è stata allestita un’esposizione di mezzi e attrezzature con il personale delle diverse specializzazioni, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di conoscere da vicino le attività operative. Alle 10 si è svolta la cerimonia ufficiale al Teatro Lauro Rossi con la partecipazione delle autorità provinciali e la consegna delle benemerenze, mentre dalle 11:30 la manifestazione è proseguita all’esterno con una manovra dimostrativa aperta al pubblico, accompagnata dai brani eseguiti dall’orchestra di fiati "Insieme per gli altri". Una celebrazione che ha unito memoria, riconoscenza e impegno verso il futuro, ribadendo il ruolo fondamentale dei Vigili del Fuoco come presidio di sicurezza e punto di riferimento per la comunità: lì dove serve, ci sono.

27/02/2026 18:30
Il Consiglio comunale di Macerata rinvia il caso Mattatoio: "seduta segreta" oggi per l'asta

Il Consiglio comunale di Macerata rinvia il caso Mattatoio: "seduta segreta" oggi per l'asta

Ieri pomeriggio si è svolto il consiglio comunale di Macerata, durante il quale sono state affrontate diverse interrogazioni e deliberazioni, tra cui il conferimento della cittadinanza onoraria al cardiochirurgo Massimo Massetti e l’approvazione della convenzione triennale di Musicultura. Tuttavia, sono stati rinviati i temi più attesi e dibattuti, in particolare la discussione sulla commissione d’indagine relativa alla vicenda dell’asta del Mattatoio, che da settimane anima il confronto politico cittadino. La consigliera Barbara Antolini di Forza Italia ha chiesto che la discussione avvenisse a porte chiuse, motivando la richiesta con la necessità di evitare la diffusione di informazioni riservate sulla disponibilità finanziaria del Comune. Una posizione che ha subito acceso il dibattito in aula. Dal fronte opposto, prima Andrea Perticarari e poi il consigliere Ricotta del Partito Democratico hanno contestato l’esistenza stessa di un’informazione segreta, definendola un "finto segreto". Secondo l’esponente dem, la cifra di duecentomila euro era già stata resa pubblica, essendo indicata nell’ordine del giorno, nella delibera comunale e nell’istanza presentata al giudice, oltre a essere stata riportata dalla stampa locale. Nonostante le obiezioni, la maggioranza dell’aula ha votato a favore della seduta segreta, con 18 voti favorevoli e 10 contrari. Va ricordato che la commissione d’indagine è stata approvata all’unanimità, dunque con il voto favorevole anche dei consiglieri di maggioranza su una delibera proposta dal centrosinistra. La diretta dei lavori è stata trasmessa limitatamente alla fase di discussione, mentre non sono state rese pubbliche le informazioni relative agli aspetti economici. Alla luce di questa decisione, oggi pomeriggio si terrà dunque una seduta a camere spente dedicata esclusivamente alla questione del Mattatoio, un passaggio che si preannuncia cruciale e che continua a infiammare il clima politico locale.   Resta, invece, avvolto dal silenzio un altro tema centrale per il futuro amministrativo della città. Né la minoranza né il diretto interessato hanno preso posizione sulla ricandidatura del sindaco uscente, Sandro Parcaroli. In aula è circolata anche l’ipotesi di dimissioni al termine del consiglio, ma al momento il futuro politico del primo cittadino rimane incerto e tutto da chiarire.

24/02/2026 16:00
Macerata - Tra buche e segnaletica ko: l'accesso dei dipendenti all'ospedale è una "trappola" (FOTO)

Macerata - Tra buche e segnaletica ko: l'accesso dei dipendenti all'ospedale è una "trappola" (FOTO)

Dopo diverse segnalazioni abbiamo documentato lo stato della via d’accesso per i dipendenti all'ospedale di Macerata, che si raggiunge da via Pancalducci e prende il nome di Via Santa Lucia. Le denunce parlavano di una strada in condizioni disastrate, con buche profonde al centro del manto di asfalto, segnaletica abbandonata e un concreto rischio di nuove rotture. Una situazione che, nel tempo, ha causato disagi quotidiani ai lavoratori costretti a percorrere questa via per raggiungere il posto di lavoro. Abbiamo raccolto e documentato con alcune foto lo stato del manto stradale, che appare oggettivamente degradato e compromesso. La profondità delle buche e l’evidente pericolosità del tratto rendono necessario un intervento urgente, per garantire sicurezza e accessibilità ai dipendenti che utilizzano questa strada come principale collegamento con l’ospedale.    

24/02/2026 13:30
Elezioni a Macerata, l'ombra del ritiro di Parcaroli agita il centrodestra a 3 mesi dal voto

Elezioni a Macerata, l'ombra del ritiro di Parcaroli agita il centrodestra a 3 mesi dal voto

Il conto alla rovescia verso le amministrative del 24 e 25 maggio è iniziato, ma a Macerata il quadro politico resta tutt’altro che definito. Al centro delle attenzioni c’è ancora il sindaco uscente Sandro Parcaroli, il cui futuro politico appare sempre più incerto. Nelle ultime settimane avrebbe preso corpo, anche attraverso confidenze riservate, l’ipotesi di una sua rinuncia alla ricandidatura. Una scelta che non nasce all’improvviso, ma sarebbe il risultato di una somma di fattori personali e politici che hanno progressivamente logorato il primo cittadino. Il clima che si respira in città avrebbe inciso più delle rassicurazioni arrivate da Roma. L'incontro di fine gennaio con Matteo Salvini aveva riacceso entusiasmo e fiducia, lasciando intendere che la strada del bis fosse ancora percorribile. Tuttavia, una volta rientrato a Macerata, Parcaroli si sarebbe ritrovato immerso in tensioni che quell’appuntamento non è riuscito a sciogliere. Anzi, le difficoltà locali sembrano aver avuto il sopravvento sugli incoraggiamenti nazionali. A pesare maggiormente è stata la vicenda del mattatoio, divenuta uno dei terreni di scontro più duri di questa consiliatura. L'opposizione ha chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine, sollevando interrogativi sulla gestione amministrativa. Un attacco che il sindaco avrebbe vissuto come una messa in discussione personale, oltre che politica. Non è un caso che il tema torni prepotentemente d'attualità proprio nel penultimo Consiglio comunale prima delle elezioni, destinato a trasformarsi in un passaggio ad alta tensione. Ma il disagio del primo cittadino non si fermerebbe ai rapporti con la minoranza. Il fronte più delicato resta quello interno alla maggioranza, in particolare una Lega locale segnata da divisioni e malumori. La richiesta di accesso agli atti sul mattatoio avanzata dal capogruppo leghista Aldo Alessandrini è stata interpretata come un segnale di sfiducia difficilmente archiviabile. Un gesto che avrebbe accentuato la sensazione di isolamento del sindaco all’interno della sua stessa coalizione. In questo contesto, alle tensioni politiche si intrecciano valutazioni più intime: l'età, la famiglia, il desiderio di ridurre l’esposizione pubblica dopo anni di amministrazione. Dubbi che rendono sempre meno scontata la sua permanenza in campo. Eppure, il centrodestra si trova di fronte a un problema tutt’altro che secondario: non può permettersi un vuoto di leadership a tre mesi dal voto. Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha ribadito la preferenza per la continuità, mentre Forza Italia ha confermato la disponibilità a sostenere un eventuale secondo mandato di Parcaroli. Le vere incognite restano però nel Carroccio, dove le fratture interne appaiono tutt’altro che ricomposte. Se il sindaco dovesse ufficializzare il passo indietro, si aprirebbe una corsa contro il tempo per individuare un candidato condiviso. Fratelli d’Italia, oggi forza trainante della coalizione, valuta il nome dell’assessore Paolo Renna, considerato vicino ad Acquaroli e alla senatrice Elena Leonardi. Restano sullo sfondo anche la vicesindaca Francesca D'Alessandro, entrata da poco nel partito, e Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del governatore. In area azzurra circola il nome dell’assessore Riccardo Sacchi, mentre l’Udc guarda a Marco Caldarelli. Sul versante opposto, il centrosinistra ha già sciolto le riserve con la candidatura di Gianluca Tittarelli. Una scelta che mette ulteriore pressione al centrodestra, chiamato ora a decidere se ricompattarsi attorno al sindaco uscente o aprire una trattativa complessa per il dopo-Parcaroli. In ogni caso, la partita sembra destinata a giocarsi più sugli equilibri interni alla coalizione che sul confronto con l’opposizione. E il tempo, ormai, non è più un alleato.

23/02/2026 16:40
Iscrizioni scolastiche a Macerata in forte calo nel 2026-2027: il confronto con i dati regionali aggiornati

Iscrizioni scolastiche a Macerata in forte calo nel 2026-2027: il confronto con i dati regionali aggiornati

I dati generali sulle iscrizioni scolastiche nelle Marche confermano un trend negativo nel triennio 2024-2027, con una contrazione che diventa particolarmente marcata nell’ultimo anno. Il totale degli studenti regionali passa da 14.192 nel 2024-2025 a 14.160 nel 2025-2026, fino a scendere a 13.469 nel 2026-2027, registrando un calo di 691 unità in un solo anno. Dopo una fase iniziale di sostanziale stabilità, il sistema scolastico marchigiano entra quindi in una fase di riduzione più evidente, che coinvolge tutte le province. In questo quadro si inserisce la provincia di Macerata, che mostra un andamento negativo continuo. Gli studenti passano da 2.918 nel 2024-2025 a 2.896 nel 2025-2026, fino a 2.764 nel 2026-2027, con una perdita complessiva di 154 iscritti nel triennio e un calo di 132 unità nell’ultimo anno. Il dato colloca Macerata tra le province maggiormente interessate dalla flessione, anche se non ai livelli di Pesaro Urbino, che registra la contrazione più marcata. Il confronto provinciale evidenzia come Ancona scenda a 4.259 studenti nel 2026-2027 con 151 iscritti in meno, mentre Pesaro Urbino passa a 3.144 studenti, segnando un calo di 232 unità. Ascoli Piceno e Fermo mostrano riduzioni più contenute ma comunque significative, rispettivamente di 86 e 90 studenti nell’ultimo anno. In questo scenario, Macerata si colloca in una posizione intermedia, ma con un segnale chiaro di ridimensionamento. Un elemento centrale riguarda la distribuzione delle iscrizioni regionali per tipologia di scuola nel 2026-2027. Le iscrizioni totali ai licei ammontano a 7.393 studenti, confermandosi come l’indirizzo più scelto. Seguono gli istituti tecnici con 4.179 iscritti, mentre gli istituti professionali raccolgono 1.911 studenti. (Dati Usr Marche)

23/02/2026 16:20
Bonus Zes, arrivano le istruzioni Inps: nelle Marche incentivi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato

Bonus Zes, arrivano le istruzioni Inps: nelle Marche incentivi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato

Con la circolare 10/2026, l’Inps fornisce finalmente le indicazioni operative per usufruire del bonus per assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 nei territori Zes, comprendenti Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, a cui si aggiungono Marche e Umbria. Per queste ultime regioni, tuttavia, il beneficio è valido solo per le assunzioni successive al 20 novembre 2025, data di entrata in vigore della legge 171/2025 che ha esteso la Zes. L’incentivo, previsto dall’articolo 24 del Dl 60/2024, consiste in un esonero contributivo del 100% sui contributi previdenziali (escluso il premio Inail), fino a un massimo di 650 euro al mese. Possono beneficiarne i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi, assunti da aziende private con un massimo di 10 dipendenti al momento dell'assunzione, nelle sedi operative delle regioni indicate. L’esonero ha una durata massima di 24 mesi e non riguarda dirigenti, apprendisti o lavoratori domestici. Per ottenere il bonus, il datore di lavoro deve garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, calcolato sull’intera organizzazione e non solo sulla singola unità produttiva. La circolare sottolinea inoltre che il beneficio può riguardare anche soggetti già occupati a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia usufruito parzialmente dello stesso incentivo. Sono richiesti il Durc e il rispetto dei principi contenuti nell’articolo 31 del Dlgs 150/2015. Le domande vanno presentate preventivamente online tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), indicando i dati del lavoratore, il rapporto di lavoro, la retribuzione media mensile, il numero di dipendenti dell’azienda e la sede di lavoro. Dopo i controlli e la verifica dei fondi disponibili, l’Inps autorizza l’accesso all’agevolazione, che sarà riconosciuta nei flussi Uniemens a partire da febbraio 2026. Per recuperare gli arretrati da settembre 2024 a gennaio 2026, si potranno utilizzare i flussi UniEmens di febbraio, marzo e aprile 2026, inserendo i nuovi codici L619-L620 nella sezione “EZES”. L’esonero può essere applicato anche alle assunzioni a tempo indeterminato tramite somministrazione, a condizione che il limite occupazionale e la sede di lavoro facciano riferimento all’utilizzatore.

04/02/2026 16:30
L’opposizione chiede unità di crisi sanitaria, Acquaroli: “La sanità marchigiana è in miglioramento" (VIDEO)

L’opposizione chiede unità di crisi sanitaria, Acquaroli: “La sanità marchigiana è in miglioramento" (VIDEO)

La richiesta dell’opposizione di istituire una unità di crisi per la sanità regionale ha riacceso il confronto politico in Consiglio regionale. Il tema nasce dalle difficoltà strutturali del sistema sanitario marchigiano, tra liste d’attesa, carenze di personale e una domanda di cure sempre più alta, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie croniche. È in questo contesto che la maggioranza ha ribadito la linea già tracciata dalla Regione, puntando su programmazione, risorse aggiuntive e riforme in corso, piuttosto che su nuovi organismi emergenziali. Presente alla giornata di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Macerata, a margine dell’evento il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha risposto al tema dibattuto ieri mattina, richiamando il quadro generale in cui si muove la sanità marchigiana. Secondo Acquaroli, “la tematica della sanità in questo momento in Italia” va letta dentro una fase di forte complessità nazionale, segnata dal definanziamento e dallo smantellamento della sanità del territorio, dinamiche che non possono essere attribuite agli ultimi anni di governo regionale. Il presidente ha sottolineato come non ci siano stati cambiamenti improvvisi in tempi recenti, ricordando che “non è che dal 28 al 29 settembre ad oggi le cose siano trasformate così tanto”. Allo stesso tempo, ha evidenziato che i dati ufficiali raccontano una tendenza diversa rispetto a una narrazione esclusivamente emergenziale: “dai dati Agenas, dai dati del Ministero, dalla Fondazione Gimbe, la sanità marchigiana è data anno dopo anno in miglioramento”. Un miglioramento che, però, non deve portare a sottovalutare le criticità ancora presenti. Acquaroli ha chiarito che “questo non ci deve tranquillizzare”, ribadendo la disponibilità della Regione al confronto con tutte le forze politiche e sociali e alla costruzione di sinergie utili a rafforzare il sistema. In questa prospettiva si inseriscono il completamento degli interventi del Pnrr, l’ingresso di nuovo personale sanitario e il lavoro per ristabilire una nuova rete dell’emergenza, insieme alle riforme da portare a compimento nel corso della legislatura. La posizione della Regione, dunque, resta quella di affrontare le difficoltà con strumenti strutturali e programmazione di medio-lungo periodo, respingendo l’idea che un’unità di crisi possa da sola risolvere problemi che affondano le radici in anni di mancata programmazione e sottofinanziamento. L’obiettivo dichiarato rimane quello di tutelare il sistema sanitario marchigiano, mettendo al centro le esigenze dei cittadini e garantendo risposte concrete a chi ha bisogno di cure. Nel frattempo questa mattina c'è stato l'incontro tra la Commissione sanità, e quindi il presidente Nicola Baiocchi (FdI) e vice Andrea Nobili (Avs), e l’assessore Paolo Calcinaro. Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora, sono state descritte le principali linee programmatiche dell’esecutivo, con aggiornamenti sulle ultime iniziative per l’assunzione di personale e la riattivazione di organismi consultivi regionali. “Un primo incontro molto costruttivo – ha commentato il Presidente Baiocchi – Pieno accordo tra l’assessore e la Commissione per costruire un percorso di dialogo costante e di collaborazione”. Un focus sulle opere finanziate dal Pnrr Salute, i nodi medicina d’urgenza e liste di attesa, l’avvio di una mappatura funzionale di tutti i territori per guidare le scelte di appropriatezza sui servizi. 

04/02/2026 11:59
Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Ascoltare i cittadini può rappresentare un punto di partenza utile in una fase in cui il quadro politico maceratese appare ancora frammentato e privo di una direzione chiaramente definita. Il sondaggio civico promosso online dalla nostra testata ha provato a ribaltare l’impostazione consueta del dibattito, scegliendo di partire dalla comunità anziché dai tradizionali tavoli politici. La domanda, volutamente semplice e priva di riferimenti partitici, chiedeva di indicare una persona della società civile ritenuta affidabile per la guida della città di Macerata. Non si è trattato di una votazione né di una candidatura formale, ma di un esercizio di ascolto che ha raccolto 470 risposte complessive, segnale di un interesse tutt’altro che marginale. Le indicazioni si sono distribuite tra 125 nomi riconducibili all’area di centrodestra, 132 al centrosinistra e 197 riferiti ad altri profili, a conferma di una ricerca di fiducia che va oltre gli schieramenti tradizionali. Solo 7 partecipanti hanno scelto di non esprimersi, mentre 9 risposte contenevano nomi offensivi o di fantasia, rimanendo quindi escluse dall’analisi. Dai dati emerge con chiarezza una tendenza significativa: quando viene chiesto di indicare una figura affidabile, i cittadini privilegiano profili civici, percepiti come competenti e radicati nel territorio, rispetto a nomi già inseriti in percorsi politici strutturati. La preferenza sembra orientata più verso la credibilità personale e il rapporto concreto con la città che verso l’appartenenza partitica, restituendo un’immagine di fiducia costruita dal basso. In questo quadro si colloca il risultato più evidente del sondaggio. Il nome più indicato in assoluto è stato quello dell’avvocato Giancarlo Giulianelli, che ha raccolto 131 segnalazioni, distanziando nettamente tutti gli altri. Un dato che segnala una fiducia diffusa e trasversale, attribuita a una figura riconosciuta come autorevole e affidabile da una parte significativa della comunità, al di là delle collocazioni politiche. È tuttavia necessario precisare che il nominativo emerso non risulta candidabile, poiché Giulianelli ricopre attualmente l’incarico di Garante Regionale dei Diritti della Persona, condizione incompatibile con una partecipazione alla competizione elettorale amministrativa. Questo aspetto non riduce il valore dell’indicazione emersa, ma anzi rafforza il senso dell’iniziativa: i cittadini hanno espresso una preferenza di fiducia, non una richiesta di candidatura, indicando il tipo di profilo che sentono più vicino alle proprie aspettative. All’interno delle aree politiche tradizionali, il quadro appare più frammentato. Nell’area di centrodestra il nome più indicato è stato quello di Francesca D’Alessandro, con 34 segnalazioni, seguita dal sindaco in carica Sandro Parcaroli, che ha raccolto 33 indicazioni, e da Fabio Pistarelli, a quota 23. Un risultato che evidenzia una distribuzione del consenso senza una figura nettamente predominante. Nel centrosinistra, il nome più citato è stato Gianluca Tittarelli, con 38 segnalazioni, seguito da Andrea Tonnarelli con 26, da Luca Squadroni, con 23 voti, e dall’ex sindaco Romano Carancini con 17. Anche in questo caso emerge una pluralità di riferimenti, senza una convergenza paragonabile a quella registrata sul profilo civico più votato. Tra gli altri nomi indicati, merita attenzione il dato relativo a Giuseppe Bommarito, che ha raccolto 32 segnalazioni, e a Flavio Corradini, con 10 voti, già candidato in passato. Si tratta di indicazioni che confermano ulteriormente come una parte rilevante dei cittadini guardi a percorsi esterni ai circuiti politici consolidati, cercando figure percepite come indipendenti e riconoscibili. Un ulteriore elemento che emerge dal sondaggio riguarda la valutazione dell’amministrazione uscente. Il fatto che il sindaco in carica non risulti tra i nomi più indicati segnala una difficoltà dell’azione amministrativa nel tradursi in fiducia spontanea. Al di là di qualsiasi lettura partitica, il dato suggerisce una distanza percepita tra governo cittadino e comunità, che merita attenzione in vista della prossima scadenza elettorale. Nel complesso, i risultati restituiscono l’immagine di una politica che spesso procede su binari diversi rispetto al sentire dei cittadini. Questa distanza contribuisce probabilmente a spiegare un astensionismo crescente, che non appare legato a disinteresse, ma piuttosto a una mancanza di identificazione con le figure proposte. I cittadini sembrano chiedere con chiarezza volti nei quali riconoscersi prima ancora che programmi da valutare. Questo sondaggio non ha l’obiettivo di offrire soluzioni né di sostituirsi ai percorsi politici ufficiali. Rappresenta però un segnale chiaro, difficilmente ignorabile: quando vengono interpellati, i cittadini partecipano e chiedono di essere ascoltati prima delle decisioni, non dopo. Utilizzare strumenti di ascolto come questo può aiutare tutte le forze politiche a comprendere meglio il sentire della comunità e a valutare profili che nascono dal basso, anziché essere semplicemente indicati dall’alto. La responsabilità finale resta nelle sedi istituzionali, ma una domanda rimane aperta: la politica maceratese è davvero pronta ad ascoltare la propria comunità?

02/02/2026 14:00
CBF Balducci HR Macerata - Niente da fare al PalaVerde contro le campionesse dell'Imoco Conegliano: arancionere sconfitte in tre set

CBF Balducci HR Macerata - Niente da fare al PalaVerde contro le campionesse dell'Imoco Conegliano: arancionere sconfitte in tre set

Niente da fare in un PalaVerde sold out (oltre 5 mila spettatori) per la CBF Balducci HR che cede in tre set alle padrone di casa della Prosecco DOC A.Carraro Imoco Conegliano, fresche vincitrici della Coppa Italia, nella nona giornata di ritorno della Serie A1 Tigotà. Partita mai in discussione con le venete superiori in ogni fondamentale (8 muri vs 4, 4 ace vs 1, 50% in attacco vs 35%) con la MVP Sillah (16 punti) e la top scorer Adigwe (18 con 4 muri) in evidenza. Le arancionere ritrovano Clothier stabilmente in campo ad un mese e mezzo dall’infortunio al menisco, in doppia cifra Decortes (11) e Kokkonen (10). A quattro turni dal termine la CBF Balducci HR resta al decimo posto a quota 21 punti, mantenendo il +4 sulla zona rossa. Le maceratesi all’avvio tengono l’impatto con la corazzata veneta, rientrando due volte (5-5 e 10-10 dopo il doppio break Imoco), poi il muro delle padrone di casa e i colpi di Gabi (5) pescano il +5 (20-15) decisivo per il 25-20 conclusivo. Simile l’andamento del secondo set, con la CBF Balducci HR che resta in scia alla Prosecco DOC A.Carraro (8-7), poi sale in cattedra Adigwe (8 punti con 2 muri) per l’opposta delle azzurrine, 16-10, e le venete prendono il largo fino al 25-16 conclusivo con il 58% in attacco, 4 per Kokkonen e Decortes tra le arancionere. Nel terzo le venete spingono subito sull’acceleratore con una formazione arancionera inedita in campo per coach Lionetti, Sillah (9 punti nel parziale) è in evidenza nel break del 16-10, l’attacco Imoco gira ancora al 50% e Conegliano chiude senza problemi 25-15. Coach Lionetti mette in campo Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kockarevic-Kokkonen, Caforio libero. Coach Santarelli sceglie Ewert-Adigwe, Lubian-Fahr, Gabi-Sillah, De Gennaro libero. L’ace di Adigwe firma il primi break per il 5-2, Kokkonen va a segno (5-3), muro Bonelli (5-4), Clothier contrattacco, 5-5. Gabi diagonale (7-5), l’ace di Lubian allunga sul 9-6, Decortes mani out (9-7), ace Clothier, 9-8. Kockarevic spinge giù il 10-9, Decortes contrattacco (10-10), ancora lei (11-11), Adigwe ferma Kokkonen, 13-11, la finlandese risponde subito, 13-12. Decortes vincente (14-13), muro Gabi (16-13), ancora l’Imoco a muro con Lubian (17-13), errore veneto in ricostruzione (18-15), Gabi a segno, 20-15. Pipe Sillah (21-15), Decortes passa (21-16), Mazzon primo tempo (22-17), Sillah out (22-18), ancora Mazzon, 23-19. Clothier a segno (24-20), il set si chiude 25-20. Break arancionero in avvio di secondo set (1-3), c’è l’ace di Gabi (3-3), Decortes a segno (3-4), Sillah contrattacco (6-4), pallonetto Kokkonen, 6-5. Ancora Kokkonen (7-6), di nuovo lei (8-7), Kockarevic non trova il campo (10-7), Fahr a filo rete, 11-7. Entra Ornoch per Kockarevic, la polacca subito a segno (11-8), Decortes gran colpo (12-9), invasione arancionera (15-10), Adigwe contrattacco (16-10), Kokkonen non trova il campo (19-13), Decortes pallonetto, 19-14. Out il primo tempo Clothier (21-14), Adigwe contrattacco (22-14), entra Batte per Bonelli, Clothier a segno (22-15), muro Mazzon, 22-16. Muro Fahr (24-16), chiude Adigwe 25-16. Restano in campo Batte e Ornoch nel terzo set, Clothier a segno (2-3), muro Sillah (4-3), errore arancionero (5-3), Sillah contrattacco, 6-3. Ornoch a segno (6-4), Adigwe contrattacco (8-4), Decortes out (9-4), Ornoch diagonale, 9-5. Gabi sfrutta la difesa di piede gialloblu (11-6), Clothier ferma Fahr (11-8), non riesce la difesa arancionera (13-8), Kokkonen passa, 13-9. Entrano Bonelli e Kockarevic per Batte e Decortes, Clothier primo tempo (14-10), Sillah inventa il 16-10, muro Ewert, 18-11. Ace Sillah (19-11), dentro Sismondi per Mazzon, Lubian pallonetto (20-11), rientrano Batte e Decortes, l’opposta subito a segno (21-13), Adigwe contrattacco (23-13), ancora Decortes (23-14), Kokkonen vincente (23-15), il set si chiude 25-15. IL TABELLINO PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-0 (25-20 25-16 25-15) PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO: Ewert 2, Braga Guimaraes 12, Fahr 6, Adigwe 18, Sillah 16, Lubian 8, De Gennaro (L), Chirichella, Zhu, Daalderop, Wolosz, Haak. Allenatore Santarelli. CBF BALDUCCI HR MACERATA: Bonelli 1, Kockarevic 2, Mazzon 4, Decortes 11, Kokkonen 10, Clothier 8, Caforio (L), Ornoch 3, Capodacqua (L), Sismondi, Crawford, Batte, Bresciani, Piomboni. Allenatore Lionetti. Arbitri: Lentini, Giardini.   Note - Spettatori: 5344, Durata set: 23', 22', 23'; Totale: 68'. MVP: Sillah.

01/02/2026 19:20
Sanità, Marche tra le regioni virtuose per la spesa. Calcinaro: "Nel Maceratese ospedali di comunità collegati al pronto soccorso"

Sanità, Marche tra le regioni virtuose per la spesa. Calcinaro: "Nel Maceratese ospedali di comunità collegati al pronto soccorso"

La spesa sanitaria pubblica continua a crescere anno dopo anno, ma non abbastanza da tenere il passo con i bisogni reali del Paese. Il bilancio pubblico fatica a sostenere l’aumento dei costi e il modello di sanità universale, già sottoposto a forti pressioni, rischia ulteriori tensioni nel prossimo futuro, soprattutto alla luce dei cambiamenti demografici. I segnali di allarme sono evidenti. Secondo l’ultimo monitoraggio annuale della Ragioneria generale dello Stato, nel 2024 ben 16 Regioni e Province autonome su 21 hanno dovuto coprire con risorse proprie la differenza tra il finanziamento nazionale e la spesa sanitaria effettivamente sostenuta. Il disavanzo complessivo regionale ha raggiunto i 2,57 miliardi di euro, in crescita del 47,8% rispetto all’anno precedente.(fonte il Sole 24 Ore) In questo quadro complesso, solo cinque territori sono riusciti a chiudere i conti senza ricorrere a fondi propri: Lombardia, Veneto, Marche, Lazio e Campania. Un dato che colloca le Marche tra le Regioni considerate più virtuose sotto il profilo dei conti sanitari, evitando il ripiano del deficit che altrove ha comportato la sottrazione di risorse ad altri capitoli di spesa pubblica. La dinamica non è nuova. Dal 2018 la spesa corrente sanitaria supera stabilmente il Fondo sanitario nazionale, con un divario che, dopo il picco del 2021, è tornato ad ampliarsi nel 2024 fino a 4,3 miliardi di euro. Come sottolineato anche dalla Corte dei conti, il sistema di finanziamento resta orientato più a preservare l’esistente che a rafforzare strutturalmente servizi e capacità del sistema sanitario. A pesare sui conti è soprattutto la demografia. L’invecchiamento della popolazione è destinato ad aumentare la spesa sanitaria di circa 15 miliardi di euro entro il 2040, con il rischio, in assenza di nuovi finanziamenti, di una riduzione delle risorse pubbliche pro capite. In questo contesto fragile, anche le Regioni in equilibrio, come le Marche, sono chiamate a coniugare sostenibilità economica, qualità dei servizi e innovazione. È su questo terreno che si inserisce l’azione del neo assessore regionale alla Sanità delle Marche, Paolo Calcinaro, chiamato a governare una fase delicata per il sistema sanitario regionale. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sulle prime scelte, sulle criticità del territorio maceratese e sulle prospettive future della sanità marchigiana. Dai dati pubblicati dal Sole 24 Ore emerge che le Marche sono tra le regioni che non hanno utilizzato fondi propri per coprire il disavanzo tra spesa sanitaria e fondo sanitario statale. È un dato che può essere letto in modo diverso: c’è chi lo considera positivo e chi negativo. Qual è la sua interpretazione? "Guarda, te lo dico molto chiaramente e voglio anche anticipare una cosa: non devo elogiare me stesso, perché in quegli anni io non c’ero. Anzi, se avessi voluto, avrei tutto l’interesse a criticare. La verità è che se una Regione poteva innalzare il tetto di spesa del personale del 5%, lo poteva fare solo se rispettava determinati vincoli. Se quei vincoli non c’erano, non era possibile farlo. Questo chiarisce già molto del dibattito".  Questo ci porta alla seconda domanda: come si è mosso nei primi mesi dal suo ingresso in assessorato? "Innanzitutto cercando di conoscere con attenzione le realtà esistenti, ciò che è in atto, le problematiche, le tematiche e il territorio. È un lavoro che sto ancora facendo e che, in un certo senso, non finirà mai. Parallelamente abbiamo iniziato a ragionare su strategie di breve, medio e lungo periodo". Entrando nello specifico del territorio, visto che siamo un giornale della provincia di Macerata: ieri era a Tolentino e qui a Macerata il tema ricorrente è l’ospedale da costruire a la Pieve. Quali sono oggi le principali criticità della provincia? "Una tematica che accomuna tutti i territori è la difficoltà legata alla chiusura di 13 pronto soccorso. Per quanto riguarda il Maceratese, invece, siamo molto avanti sugli ospedali di comunità. Ti anticipo un’idea: questi ospedali di comunità dovranno essere strettamente collegati al pronto soccorso. Le dimissioni dovranno essere gestite direttamente tramite un bed manager, cioè una figura che si occupa della gestione dei posti letto, per ridurre il fenomeno dei pazienti in attesa nei corridoi o nei reparti di emergenza". Un altro tema centrale è quello delle liste d’attesa. C’è stata l’iniziativa delle prestazioni nei fine settimana, di cui ha parlato anche sui social. Può aggiornarci su come sta andando? "Sì, questo weekend l’iniziativa è partita in modo più strutturato. Credo sia un segnale importante. Non è una soluzione definitiva, lo sappiamo tutti, ma dimostra che il sistema pubblico può essere flessibile e adattarsi: non è qualcosa di immutabile". Tornando ai dati citati nell’articolo: le cinque regioni (Lombardia, Veneto, Marche, Lazio e Campania) che non hanno utilizzato il disavanzo. Abbiamo chiarito che si tratta di un dato positivo, ma questo non esclude la necessità di innovare. Quali sono le prossime mosse? "Sì, il dato è positivo, ma non basta. L’innovazione resta fondamentale. La prima volta che ci siamo visti da assessore è stata all’ospedale di Macerata per l’inaugurazione dei nuovi macchinari: quello è un esempio concreto di come, anche grazie alla collaborazione con il privato, si possano offrire nuove possibilità ai pazienti. L’obiettivo è migliorare sia l’organizzazione sia le attrezzature". Quindi non solo strutture, ma anche altro? "Esatto, non solo. Una priorità è migliorare la tecnologia a supporto del territorio, non soltanto degli ospedali. Penso alla telemedicina, che sarà fondamentale soprattutto per gli anziani e per le aree interne, dove spostarsi è più difficile. È uno strumento davvero utile e proiettato al futuro". Ultima domanda, anche più tecnica: che margine di manovra ha l’assessore regionale su questi temi? C’è un contatto diretto con lo Stato e con le ASUR sul territorio? "Il nostro compito è proporre e fissare obiettivi alle sette aziende ospedaliere, in particolare alle cinque che operano sul territorio. Per la prima volta, nonostante i fondi fossero disponibili da anni, abbiamo avviato assunzioni sul territorio: circa 380 unità nelle cinque province, destinate non agli ospedali ma ai servizi territoriali. Questo è un passo importante. Poi sarà anche mio compito cercare di trattenere e ottenere più fondi a livello statale".

30/01/2026 17:00
L'affaire Vannacci scuote la Lega, Buldorini non esita: "Sono al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015"

L'affaire Vannacci scuote la Lega, Buldorini non esita: "Sono al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015"

Abbiamo ascoltato Luca Buldorini, vicepresidente della Provincia di Macerata ed esponente della Lega, in un momento politico carico di tensioni e interrogativi che stanno attraversando il partito a livello nazionale. Al centro del confronto c’è il rapporto sempre più complesso tra il segretario della Lega Matteo Salvini e Roberto Vannacci, entrato nel partito in occasione delle elezioni europee del 2024, portando con sé un consenso significativo, fino ad arrivare alla nomina di vicesegretario. Le recenti dichiarazioni critiche di Salvini e la decisione di Vannacci di depositare un nuovo logo, che potrebbe diventare il simbolo di un suo futuro partito, hanno riacceso le voci su una possibile scissione. Un tema che tocca da vicino anche il territorio maceratese, considerando che Buldorini, insieme al sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, aveva promosso il Team Vannacci quando questo era ancora pienamente inserito nell’alveo della Lega e che oggi viene osservato come possibile nucleo organizzativo di una nuova presenza politica legata al Generale. Nel corso dell’intervista Buldorini affronta il nodo del rapporto tra Salvini e Vannacci, chiarendo la propria posizione e quella del territorio, ma allarga lo sguardo anche alle sfide future della Provincia di Macerata, alle grandi progettualità infrastrutturali e a un accenno al futuro di Sandro Parcaroli. Partiamo a bruciapelo. Questione Salvini-Vannacci? Cosa ne pensa? Lei tra l'altro ha creato uno dei Team Vannacci qui nel territorio  "Ti rispondo oggettivamente. Allora, io sono militante della Lega e al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015, quindi non da ieri e non da una volta che sono stato eletto in Regione. Nel 2015 ho aderito alla Lega e alla leadership di Matteo Salvini e da lì ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto perché, da buon militante, quando si condivide una linea, e anche da militare essendo vigile del fuoco, io eseguo quello che mi viene chiesto sia per responsabilità ma anche per dimostrare quello che valgo. Quindi ho fatto l’organizzativo regionale, sono stato a fianco di Riccardo Marchetti, commissario regionale nel 2020, per tutta la campagna elettorale, sono stato chiamato a fare il commissario provinciale, poi ho fatto il segretario provinciale. Quando è stato da farsi da parte, mi sono fatto da parte senza mai minimamente pensare di uscire dalla Lega e di togliere la fiducia a Matteo Salvini. Quindi quando a Firenze Matteo Salvini dà la tessera al generale Vannacci e lo nomina vice segretario regionale, Vannacci è un vice segretario della Lega voluto da Matteo Salvini. Per fare i team sul territorio, io che sto sul territorio ho fatto il team sul territorio, quindi non ho fatto niente di meno, niente di più di quello che il partito ha approvato. Perché la Lega non è morta: si è cercato sempre di farle il funerale, ma è più viva che mai perché, oltre a essere il partito più longevo dell’arco parlamentare, se ancora nascono nuove correnti significa che la Lega è viva. Diciamo che la domanda era d’obbligo perché ieri è uscito anche che Vannacci ha registrato un logo che potrebbe essere quello di un suo partito. Ovvio che all’interno di un partito ci sono diverse anime. Io sto, ripeto, nella Lega dal 2012, quando non sapevo nemmeno chi fosse Roberto Vannacci. Se tu mi chiedi un’opinione su Vannacci, ti dico che ho avuto la fortuna di conoscerlo e collaborarci. Dico che per me è un valore assolutamente aggiunto, è una persona competente e preparata, come poche ne ho conosciute. Ovviamente come ne abbiamo tante in Lega. La Lega è un partito radicato sul territorio, è un partito che è stato sempre aperto a tutti. Io sono contento che ci siano correnti all’interno. Qui parliamo di Lega nazionale, è un partito nazionale. Lega – Salvini Premier. Si chiama così, punto". Come il suo ruolo di Vicepresidente di Provincia si interseca colla militanza nella Lega? "Matteo Salvini mi ha sempre dato l’incarico e il ruolo di sostenere Sandro Parcaroli e io in questi cinque anni, anche creandomi dei problemi, sono stato sempre vicino a lavorare per Sandro Parcaroli. Per me oggi è un onore. Spero in una continuità, ma non sono io a deciderlo, lo deciderà Sandro Parcaroli. Sono comunque orgoglioso di quello che con Sandro Parcaroli siamo riusciti a fare. Le chiacchiere poche, i fatti tanti. Dopodiché chi chiacchiera continui a chiacchierare, continui a parlare di Lega morta, del “Pompiere col cerino”. C’è un limite a tutto, che non decido io, lo decide la legge. Però per il resto le chiacchiere non risolvono i problemi dei cittadini e dei territori. Ritengo che per chiunque si metta in politica la priorità non sia la concorrenza partitica, né il denigrare, l’uccidere o l’infangare l’antagonista. L’obiettivo è risolvere i problemi delle persone. Ci dobbiamo misurare su questo e farlo nel rispetto dei dettati normativi. Così ci siamo mossi per il mattatoio, per la discarica, per tutti i problemi che sono venuti sopra il nostro tavolo. Non ci siamo mai voltati dall’altra parte, nemmeno quando era scomodo". Ieri è andato a Roma con Luca Paolorossi e Sandro Parcaroli a trovare Salvini? "Certo" Dall’incontro di ieri cosa è uscito per il futuro di Macerata e provincia? "Sicuramente tante progettualità, tra cui la Val Potenza, che ormai è arrivata a un punto concreto dove c’è da attivare, perché il cantiere entro il 2031 deve essere collaudato. Abbiamo parlato anche di nuove infrastrutture che possono migliorare ulteriormente, a prescindere se ci sarà Sandro o no, perché il territorio è Macerata. Mi riferisco alla bretella dei Vigili del Fuoco che collegherà con il sottopasso dell’Agraria, a Piediripa e al collegamento con San Claudio, visto che adesso il ponte c’è, al progetto della bretella Mattei–La Pieve, o anche a un rilancio della Valleverde. Dall’altra parte c’è l’ospedale. L’ospedale comprende tante cose, non è solo la struttura ospedaliera: può significare residenzialità sanitaria, case di riposo, posti letto. Non è solo fare l’ospedale, quello lo fa la Regione, ma realizzare questo significa poi avere una visione d’insieme di tutto ciò che gli ruota attorno. E uno come Parcaroli, con la sua visione da imprenditore, è perfetto in questo. Non pensa solo ai problemi di domani mattina, lui immagina già quello che viene dopo. E quando vai da Matteo Salvini, da un ministro, non vai a parlare dei disagi della chiusura della 21 della Pieve, ma di progettualità future. Questo è Sandro Parcaroli". Lei vorrebbe, e anche Salvini, continuità da parte di Parcaroli? "Un sindaco e presidente di Provincia come Parcaroli, ma ancora prima una persona come Parcaroli, con questa qualità di guardare oltre il presente, non è facile trovarla in Italia, in un momento storico in cui oggi il 50% delle persone non va a votare".

29/01/2026 13:35
Macerata, sondaggio sul sindaco: i consigli per votare, c'è tempo fino al 2 febbraio. Spicca un nome

Macerata, sondaggio sul sindaco: i consigli per votare, c'è tempo fino al 2 febbraio. Spicca un nome

(Articolo aggiornato alle ore 10:30 del 29 gennaio) - Il sondaggio lanciato nei giorni scorsi sta registrando una buona partecipazione, nonostante alcune difficoltà di tipo tecnico. Oltre 400 persone hanno già votato, esprimendo la propria preferenza sulla persona che ritengono più adatta a rappresentare la città. C’è però un aspetto negativo da evidenziare. I due articoli contenenti il sondaggio, ovvero l’intervista a Gabriele Micarelli e l’articolo dedicato esclusivamente al sondaggio, hanno totalizzato più di 3.500 visualizzazioni complessive, a fronte dei soli 400 voti effettivi. La difficoltà è dovuta principalmente al modo in cui è stato strutturato il sondaggio. Per garantire che ogni persona potesse votare una sola volta, è stata inserita un’autenticazione tramite account Google. Aprendo gli articoli da Facebook, però, molto spesso l’accesso automatico all’account Google non viene riconosciuto. Per questo motivo consigliamo di aprire il sondaggio direttamente da Google, cercando Picchio News e accedendo all’articolo dedicato al sondaggio, che si trova tra le prime sei notizie del sito. È significativo notare come, nonostante queste difficoltà, gli articoli abbiano ottenuto un forte riscontro su Facebook. L’intervista a Micarelli è stata visualizzata 9.167 volte, con 30 interazioni e 7 commenti. L’articolo che lanciava esclusivamente il sondaggio ha raggiunto 20.422 visualizzazioni, con 86 interazioni e 50 commenti. Infine, la grafica con il link diretto al modulo Google per votare è stata visualizzata 50.410 volte, registrando 163 interazioni e 117 commenti. Dati che confermano come l’argomento sia fortemente sentito dai cittadini. Lo smarrimento politico e l’indecisione delle parti sul nome del candidato sindaco stanno generando attenzione, confronto e partecipazione. Non resta che rilanciare nuovamente il sondaggio (e consigliarvi di aprirlo da google sul sito di Picchionews), che verrà chiuso lunedì mattina, momento in cui verranno comunicati i risultati. Caricamento…

29/01/2026 10:40
Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

I dati Istat sulla popolazione nelle Marche mostrano come dinamiche demografiche opposte finiscano per bilanciarsi. Da una parte continua a pesare il saldo naturale negativo, con i nuovi nati che restano meno della metà dei decessi, dall’altra la spinta dei movimenti migratori, soprattutto dall’estero, che portano nella regione molte più persone di quante non se ne vadano. Il risultato complessivo è che tra gennaio e ottobre dello scorso anno, all’ultimo aggiornamento mensile pubblicato dall’Istat, le Marche hanno perso appena 283 residenti, pari a 0,19 per mille, scendendo a 1.480.262 abitanti. Un dato in linea con la media italiana, visto che al 31 ottobre 2025, secondo i primi dati provvisori Istat, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.956.824 abitanti, in diminuzione di 13 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Per la regione si tratta comunque di un rallentamento della decrescita demografica rispetto al 2024, quando nei primi dieci mesi aveva perso 599 residenti, più del doppio rispetto al dato attuale. Il quadro resta segnato da poche nascite. Nelle Marche il mese di ottobre 2025 ha fatto registrare 752 nascite, il dato mensile più alto dell’anno, per un totale di 6.852 nati da inizio anno, solo 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che restano però molto lontani da quelli del triennio 2007-2010, quando le nascite annue si aggiravano tra 14.000 e 14.600. A fronte di questi valori, nei primi dieci mesi del 2025 si sono registrati 14.221 decessi, con un saldo naturale negativo di 7.269 unità. A limitare l’impatto di questo squilibrio interviene il contributo dei flussi migratori, che producono un saldo positivo di 6.459 residenti, grazie a 9.884 ingressi contro 3.425 uscite. È questo elemento a ridurre al minimo il calo demografico complessivo e a sostenere in particolare i centri urbani marchigiani, più attrattivi per chi arriva dall’estero e da altre regioni italiane. Delle dodici città marchigiane più importanti, nove presentano un segno positivo nei primi dieci mesi del 2025. In questo contesto si inserisce il dato di Macerata, che registra un incremento di 80 residenti nei primi dieci mesi del 2025. Un valore contenuto, ma significativo perché va in controtendenza rispetto al saldo naturale negativo e conferma come anche per il capoluogo maceratese il ruolo dei movimenti migratori sia determinante nel mantenere stabile la popolazione. Accanto a Macerata mostrano segnali positivi anche Fermo (+73), Jesi (+68) e Civitanova Marche (+50), mentre alcune città importanti restano in calo, come Ascoli Piceno (-28), Senigallia (-26) e Osimo (-15). (Dati Istat)

28/01/2026 16:00
Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)

Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)

Nel cuore delle Marche, a Belforte del Chienti in provincia di Macerata, l’Azienda Agricola Carassai Giordano rappresenta oggi una realtà autentica capace di unire agricoltura, tartufo nero pregiato, accoglienza turistica e valorizzazione del territorio. Una storia che nasce dalla passione e dalla determinazione di Giordano Carassai, fondatore e titolare, che racconta: "L'azienda è nata circa dieci anni fa, per una passione nata tramite mio padre, che da piccolo mi faceva essere aiutante nell'orto di casa". Da quell’orto domestico è iniziato un percorso fatto di sacrifici, esperienze e volontà di imparare sul campo. Prima ancora di possedere un terreno, Giordano ha scelto di "andare a dare una mano agli agricoltori locali, quindi anche sugli allevamenti", costruendo passo dopo passo una competenza concreta. La svolta arriva con l’acquisto di un piccolo appezzamento agricolo ai piedi di Belforte: "Da lì abbiamo ribonificato tutto il terreno, che era un bosco, ed è iniziato questo tipo di avventura”. Oggi l'azienda agricola Carassai Giordano è una realtà strutturata, con uno sguardo chiaro verso il futuro. L’obiettivo è duplice: far crescere l’azienda e allo stesso tempo far conoscere un territorio ricco di potenzialità ancora poco esplorate. "Ad oggi l'obiettivo dell'azienda agricola, e anche il mio, è di far conoscere questo territorio", sottolinea Giordano. Un ruolo centrale è svolto dalla tartufaia, curata da Leonardo Carassai, fratello di Giordano e tartufaio. Qui nasce il tartufo nero pregiato, prodotto simbolo dell’azienda. "La stagione è iniziata il primo dicembre e finirà il 15 marzo. Siamo a buon punto quindi, abbiamo tartufi molto maturi, molto buoni quest'anno", spiega Leonardo. L'impianto conta circa 600 piante giovani di tartufo nero pregiato, affiancate anche dalla produzione di tartufo scorzone estivo, avviata negli ultimi anni. La particolarità della tartufaia risiede nelle tecniche adottate, pensate per creare le condizioni ideali alla crescita del tartufo. "La particolarità del nostro impianto è avere una pacciamatura di ghiaglino intorno alle piante per trovare le condizioni giuste e favorevoli per la creazione del tartufo e per combattere il sole estivo", racconta Leonardo, evidenziando l’attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Accanto alla produzione agricola, l’azienda si distingue come azienda agricola multifunzionale, grazie al lavoro di Erika Carassai, responsabile della fattoria didattica. "Noi siamo fattoria didattica e facciamo accoglienza a scuole, a gruppi, a turisti, per fare delle esperienze in natura che possono far riscoprire qual è il vero senso del benessere a 360 gradi", spiega Erika. Un benessere che passa dal cibo sano, ma anche da uno stile di vita corretto e dal contatto diretto con la natura. Durante l’inverno, l’esperienza più richiesta è quella legata al tartufo: la cerca del tartufo in tartufaia, insieme a Leonardo e al suo cane, permette ai visitatori di vivere da vicino una tradizione antica e affascinante. Con l’arrivo della primavera, l’azienda apre le porte a turisti italiani e stranieri, scolaresche, famiglie e gruppi, desiderosi di conoscere le tradizioni rurali marchigiane. L’accoglienza passa anche dal gusto, grazie all’AgriFoodTrack aziendale, uno spazio dedicato alla degustazione dei prodotti di propria produzione e di quelli di altre aziende agricole locali selezionate con cura. L’Azienda Agricola Carassai Giordano di Belforte del Chienti si conferma così un esempio virtuoso di come agricoltura, tartufo, turismo esperienziale e didattica possano convivere, creando valore per il territorio e offrendo ai visitatori un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata alle radici.

28/01/2026 10:00
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