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Ciambelle pasquali marchigiane: le “strozzose”, dolce antico della tradizione contadina

Ciambelle pasquali marchigiane: le “strozzose”, dolce antico della tradizione contadina

La Pasqua si avvicina e cosa c’è di meglio di un dolce made in Marche, capace di raccontare storia, tradizioni e profumi di una volta. Le ciambelle pasquali marchigiane, dette anche "strozzosse", rappresentano uno dei simboli più autentici della cultura gastronomica locale, un dolce semplice ma ricco di significato che ancora oggi resiste al tempo.

Le loro origini affondano in un passato contadino, quando a prepararle erano le “Vergare”, le donne delle famiglie rurali custodi dei saperi domestici. Si tratta di una ricetta antica e povera, realizzata con pochi ingredienti facilmente reperibili, ma proprio per questo capace di racchiudere un forte valore simbolico legato alla condivisione e alla festa.

Tradizione vuole che queste ciambelle venissero preparate nella notte del Venerdì Santo, per poi essere cotte la domenica di Pasqua. Un gesto che segnava la fine della Quaresima e l’inizio della celebrazione, con un dolce che riuniva la famiglia attorno alla tavola.

Gli ingredienti sono semplici: uova, zucchero, olio, farina e mistrà o liquore all’anice, che dona al dolce il suo aroma caratteristico. Nel fermano sono conosciute come “strozzosse”, un nome curioso che secondo la tradizione popolare potrebbe derivare dalla loro consistenza compatta.

Il procedimento è essenziale ma presenta una particolarità che rende questo dolce unico. Si inizia montando uova e zucchero, poi si aggiungono olio e farina, seguiti dal mistrà. Una volta ottenuto l’impasto, si formano le ciambelle che vengono prima lessate per circa quindici minuti. vengono poi fatte riposare e spaccate ai lati per poi venir cotte in forno per un'altra mezzora circa.

La doppia cottura è l’elemento distintivo che conferisce una consistenza a metà tra biscotto e pane dolce. Qualcuno poi, più goloso, aggiunge una glassa sopra dopo cottura.

Proprio questa lavorazione rappresenta una delle curiosità più interessanti della ricetta, piuttosto rara nella tradizione dolciaria italiana. Anche la forma è particolare, un cerchio che si spacca sui lati.

Oggi le "strozzosse" continuano a essere protagoniste delle tavole marchigiane, spesso gustate a colazione o accompagnate da un bicchiere di vino dolce nei giorni di festa. C'è anche chi le mangia con il salato per un antipasto diverso.

Un dolce che è molto più di una ricetta, ma una vera e propria testimonianza di identità, memoria e tradizione che continua a vivere nel presente.

 

 

 

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