A seguito degli eventi sismici degli ultimi giorni che hanno creato gravi disagi nella popolazione, ingenerando un comprensibile sentimento di paura e di precarietà, il sindaco Romano Carancini ha firmato un’ordinanza con la quale viene prorogato il termine di pagamento della scadenza della seconda rata della Tassa Rifiuti 2016 (TARI), originariamente fissata alla data del 31 ottobre, al prossimo 16 novembre.
Su JustGiving.com, piattaforma web dedicata alla raccolta fondi online, è stato lanciato un crowfunding per la città di Tolentino, duramente colpita dal sisma."Aiutateci a sostenere la nostra comunità, Tolentino, - si legge sul sito - che è una città di 21.000 persone, di cui quasi tutti sono stati costretti a lasciare le loro case. Abbiamo bisogno di dare loro un riparo, cibo, acqua, assistenza sanitaria e di speranza".La soglia stabilita per ottenere i soldi è di 5000 sterline, delle quali, finora, ne sono state raccolte 1.498.
Nel corso dell'incontro con i sindaci svolto ieri pomeriggio, alla presenza del Commissario straordinario per l'emergenza sisma Vasco Errani, del capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, è stata caldeggiata l'assunzione di scelte omogenee nel territorio e l'organizzazione in gruppi da parte dei comuni per raggiungere decisioni congiunte.Sulla scorta di tali suggerimenti, i rappresentanti delle amministrazioni comunali facenti capo all'Ambito territoriale XIV si sono riuniti questa mattina a Civitanova Marche. Uniformemente i sindaci di Civitanova, Montecosaro, Montefano, Montelupone, Monte San Giusto, Morrovalle, Potenza Picena e Recanati hanno ritenuto opportuno emettere un'ordinanza di chiusura dei plessi scolastici di ogni ordine e grado per i giorni di giovedì 3, venerdì 4 e sabato 5 novembre.Una decisione volta a consentire il superamento della complessiva fase emergenziale a causa dei ripetuti fenomeni sismici che hanno interessato il territorio maceratese. Si precisa che la scelta non è dettata dalle condizioni degli edifici, poiché le ripetute verifiche effettuate nelle strutture scolastiche di tutti i comuni hanno confermato l'agibilità delle strutture.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da parte del comune di Pievebovigliana circa la raccolta fondi per la popolazione colpita dal sisma. "A seguito dell’eccezionale evento sismico iniziato lo scorso 26 ottobre, che ha reso inagibile l’intero patrimonio immobiliare, il Comune di Pievebovigliana comunica l’apertura di una sottoscrizione a favore della popolazione locale terremotata. Chiunque volesse contribuire può effettuare un versamento sul conto di tesoreria comunale aperto presso la Nuova Banca delle Marche S.p.a. filiale di Pievebovigliana IBAN: IT 81 D 06055 69070 000000001498. In seguito verrà resa pubblica la destinazione di tutti i fondi raccolti. Si ringrazia anticipatamente, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa. Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Pievebovigliana"
Sono oltre 22mila le persone assistite dal Servizio nazionale della Protezione Civile in seguito alle scosse di terremoto che hanno colpito il territorio dell'Italia centrale il 24 agosto, il 26 ottobre e il 30 ottobre. Lo riferisce il Dipartimento di Protezione civile.In particolare, sono quasi 15.400 le persone assistite nell'ambito del proprio comune: di queste, quasi 14mila in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc, oltre 1.400 invece in strutture alberghiere o agriturismi sul territorio. Sono, poi, circa 6.700 le persone accolte presso le strutture alberghiere: seimila di queste sono alloggiate lungo la costa adriatica mentre poco meno di settecento sono quelle alloggiate nelle strutture ricettive individuate in Umbria. Infine, circa duecento persone fra Lazio, Marche e Umbria sono assistite in tenda.Nella regione Marche sono circa 17.500 gli assistiti: circa 11.000 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, circa 70 in tenda, 900 in strutture ricettive sul territorio e oltre 5.500 negli alberghi della costa.Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato a Preci (Perugia), uno dei paesi dell'epicentro del terremoto. Il premier ha partecipato in forma privata ad una messa per la festività di Ognissanti, celebrata all'aperto dal vescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. Presenti anche il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il sindaco Pietro Emili. "C'è un'emergenza della ricostruzione. Ci vorrà tempo e ce la faremo, non c'è la bacchetta magica. Ma lo faremo, anche se ci vorrà tanto tempo", ha detto Renzi. "Oggi a Preci. Ho portato ai nostri connazionali l'affetto di tutti noi, nessuno escluso. Ci rialzeremo, noi siamo l'Italia": ha scritto in serata su Twitter il premier, che pubblica sui social network le foto dell'incontro con alcuni degli sfollati, "da Viola che ha due mesi fino a Emilia che ha 103 anni". "Ricostruiremo tutto, tutti insieme. Ci vorrà tempo e tenacia, ma lo faremo", ribadisce il premier su Facebook.Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si recherà nelle zone del terremoto, anticipando il rientro da Israele.(ANSA)
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha emesso un avviso pubblico con il quale, a seguito delle continue scosse di terremoto che hanno determinato una grave situazione di pericolo per l’incolumità delle persone, invita i cittadini proprietari di immobili destinatari di ordinanze di inagibilità totale dei propri edifici ad utilizzare, quale accoglienza provvisoria, gli alberghi e le strutture ricettive messe a disposizione dall’Amministrazione comunale.“Ci stiamo adoperando – spiega il sindaco Piermattei - perché tali sistemazioni siano il più vicino possibile alle strutture danneggiate comprendendo gli inevitabili disagi che la cittadinanza, comunque, dovrà sopportare in questo periodo di emergenza.Abbiamo già fatto appello a tutte le istituzioni perché, nel più breve possibile, sia trovata una sistemazione alternativa che non sia provvisoria”.Per ulteriori informazioni, e per la compilazione delle schede di richiesta, ci si può rivolgere direttamente all’Ufficio Servizi alla Persona presso il C.O.C. Centro Operativo Comunale allestito al palasport “Albino Ciarapica” in viale Mazzini (tel. 3204082044).
Continua senza sosta il lavoro per gestire l'emergenza post-terremoto guidato dal Centro Operativo Comunale con i funzionari della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana, le Forze dell'Ordine ed i numerosi volontari che stanno operando sul nostro territorio.Il Comune di Camerino ha attivato un Conto Corrente per l'emergenza terremoto a cui si possono effettuare donazioni. (UBI><BANCA POPOLARE DI ANCONA – AGENZIA DI CAMERINO. IBAN: IBAN: IT 86 C 05308 68830 000000004280 )I Vigili del Fuoco hanno consegnato questa mattina la mappatura completa della città, il triage del capoluogo e di tutte le frazioni con l'obiettivo di consentire gli interventi di messa in sicurezza e di rimozione dei pericoli incombenti sulle strade e sulle aree aperte al pubblico. Il lavoro è in continua evoluzione perché la terra continua a tremare e non è possibile eliminare definitivamente i pericoli di crollo o di distacco delle parti sospese nei tetti e nei balconi delle case per via del continuo riproporsi dello sciame sismico. In queste ore non è possibile accedere alle abitazioni lesionate per recuperare beni di prima necessità o oggetti personali di valore perché il valore delle persone non si può anteporre a nessun'altra priorità. La prudenza esige di non andare a creare situazioni che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza e l'incolumità dei cittadini e degli addetti ai lavori.In ogni caso, presso i locali della Contram in Via Le Mosse 19, dove è attivo il Centro Operativo Comunale, si possono continuare a presentare le richieste di recupero beni e di sopralluogo. I sopralluoghi e le verifiche per l'agibilità delle abitazioni inizieranno non appena la fase acuta dello sciame sismico si sarà quietata. È possibile invece, per chiunque sia titolare di un'attività commerciale, iniziare a presentare le richieste per i moduli prefabbricati che saranno consegnati successivamente.Risultano effettuati tutti gli sgombri di merci reperibili o elementi che compromettono la salubrità o l'igienicità dagli esercizi pubblici e nelle attività commerciali.Nei prossimi giorni sarà rimodulata la zona rossa rendendola se possibile più ristretta e meglio rispondente alle effettive esigenze della salvaguardia della pubblica e privata incolumità.Saranno altresì programmate nei prossimi giorni le verifiche interne agli alloggi lesionati e per questo è necessario che i richiedenti indichino anche un riferimento per essere successivamente contattati al momento dell'accesso nei locali. Le verifiche speditive saranno eseguite da tecnici comunali e da professionisti che volontariamente rendono le loro prestazioni con il coordinamento dei rispettivi ordini professionali e collegi di appartenenza. Diffidate da tutti coloro che si presentano da soli o che non hanno un tesserino di riconoscimento riconducibile agli addetti sopra citati.
Appello urgente da parte del Comune di Tolentino. Si richiede la disponibilità possibilmente di ingegneri ma anche di architetti e geometri per effettuare i controlli negli edifici danneggiati dal sisma. Manifestando la propria disponibilità si aiuta concretamente a superare questa prima fase di emergenza.I tecnici che vogliono mettersi a disposizione possono recarsi all’Ufficio Tecnico in via Roma, al primo piano della palazzina ex-caserma dei Carabinieri oppure chiamare il numero 338.1573423.Si ringrazia per la collaborazione.
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata avvertita poco prima delle 9 nelle Marche e in Umbria. Il sisma si è sentito distintamente anche ad Ancona. Sono in corso verifiche della Protezione civile.L'epicentro è stato localizzato vicino a Acquanina - Fiastra a una profondità di dieci chilometri.
La terribile serie di terremoti che sta sconvolgendo il patrimonio artistico del Centro Italia e la vita di migliaia di persone, non lascia indifferente il mondo del calcio e dello sport. Il capitano della Roma Francesco Totti, icona del pallone italiano, ha voluto manifestare la propria vicinanza alle popolazioni terremotate con un videomessaggio di saluto a Pieve Torina, piccolo paese dell’entroterra maceratese, e, di concerto, a tutti coloro che stanno vivendo un vero e proprio incubo in queste settimane.https://www.youtube.com/watch?v=UVVMRz45G-cNella fattispecie Pieve Torina è stato duramente colpito dalle scosse (sono inagibile quasi il 100% degli edifici) e vuole ripartire subito al motto di #ilpresentesgrulla ma #ilfuturononcrolla. Oggi pomeriggio presso l’hotel Holiday di Porto Sant’Elpidio (Fermo), dove in questa fase di emergenza è ospitata gran parte della comunità del paese (1500 abitanti), l’amministrazione comunale guidata dal giovane sindaco Alessandro Gentilucci ha organizzato una festa di Halloween per i più piccoli. Un momento di spensieratezza a cui ha fatto arrivare il suo saluto anche il capitano della Roma, Francesco Totti, vicino a tutte le popolazioni che stanno vivendo il terribile dramma del sisma.Oggi intanto il Comune di Pieve Torina ha avviato una raccolta fondi in favore del nostro paese così duramente colpito dal #TerremotoCentroItalia ecco l’IBAN per le donazioni: IT75U 06055 69080 0000 0000 1554 CAUSALE: #emergenzaterremoto #aiutaPieveTorina ogni mano, ogni piccolo aiuto in questo momento è una grandissima FORZA perché #ilpresentesgrulla ma #ilfuturononcrolla!
"In un momento - si legge in una nota del sindaco Gianluca Pasqui in merito all'Università di Camerino - nel quale tutto è una priorità, non posso non considerare l'Università la priorità per la ripartenza della nostra città.Ritengo pertanto di dover incontrare il prima possibile il Commissario Straordinario Vasco Errani ed il Presidente della Regione Luca Ceriscioli, congiuntamente al Magnifico Rettore Flavio Corradini, per riuscire a concretizzare l'impegno preso durante la visita a Camerino del Presidente del Consiglio Matteo Renzi: quello di riuscire a riprendere al più presto la vita universitaria del nostro Ateneo nella nostra Città. Non posso infatti in alcun modo immaginare che l'anno accademico, le attività amministrative e la vita accademica dell'Università di Camerino possano riprendere in un luogo diverso dalla città che porta il suo nome. Già ci siamo attivati richiedendo tecnici agibilitatori Aedes al fine di verificare le strutture universitarie così da avere i numeri certi sui quali discutere e ragionare, oltre ad identificare altre aree che serviranno ad ospitare strutture idonee ad accogliere i nostri studenti".
Proseguono le attività di verifica e di sopralluogo a seguito della scossa di domenica mattina, gestite dalla sede comunale provvisoria allestita nella Scuola Elementare Edmondo De Amicis in Piazza Dante grazie ai numerosi addetti e volontari. L'amministrazione comunale di Castelraimondo intende ringraziare con tutto il cuore gli addetti e i volontari della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, tutte le Forze dell'Ordine, la Polizia Munipale e non da ultimi tutti i dipendenti comunali e per il grande lavoro di questi giorni.Sono stati fatti uscire in sicurezza tutti gli anziani le cui abitazioni sono risultate inagibili o fortemente danneggiate, e sono stati trasferiti nel Centro di Accoglienza ricavato nel Palazzetto degli Impianti Sportivi Comunali in località Feggiani così che siano loro garantite tutte le attenzioni e le cure.Anche numerose attività economiche, artigianali e commerciali hanno risentito gravemente dei danni riportarti sia direttamente che indirettamente a seguito del terremoto. Una situazione che rischia di aggravarsi e di rappresentare un vero problema per l'occupazione.Oltre 600 le persone accolte nel centro di accoglienza che continua a restare funzionante presso gli Impianti Sportivi Comunali.
Siamo pronti a concedere la sospensione del pagamento dei mutui anche nei comuni colpiti dal terremoto di ieri mattina e ad applicare immediatamente tutte le misure decise dal consiglio dei ministri di oggi". A dirlo è l'amministratore delegato di Nuova Banca Marche, Luciano Goffi. (Ansa)
Nuova visita nel Comune più grande del Maceratese colpito dal terremoto, quello di San Severino Marche, da parte del commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Vasco Errani, del capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, e del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. A mezzogiorno in punto l’elicottero dell’Esercito Italiano è atterrato allo stadio “Soverchia”.Il primo cittadino ha incontrato la delegazione, composta anche dall’assessore regionale alla Protezione Civile, Angelo Sciapichetti, presso il C.O.C., il Centro Operativo Comunale, allestito all’interno del palasport “Albino Ciarapica”. Qui il sindaco Piermattei ha presentato l’ultima conta dei danni con 500 edifici crollati, più di 1000 fabbricati dichiarati totalmente inagibili o agibili con provvedimenti di pronto intervento. Alla fine è stato effettuato anche un sopralluogo per rendersi conto della reale situazione per non fermarsi a quello che sta divenendo un bollettino di guerra.“Quasi la metà delle abitazioni presenti nel territorio di San Severino Marche risulta danneggiata. E’ un grandissimo numero visto che, in città e nelle frazioni, abbiamo circa 6500 immobili. Ma la nostra vera preoccupazione, prima che per le case, è per le persone. Abbiamo 1500 persone che sono state evacuate dalle proprie abitazioni, 3mila persone che hanno trascorso la scorsa notte in auto in città e altre 2mila persone che hanno passato la notte in auto nelle frazioni. Altre 400 persone hanno dormito, invece, nei 100 camper che abbiamo ospitato nelle aree di sosta attrezzate. Abbiamo garantito un posto letto a 500 persone nei cinque Centri d’accoglienza che abbiamo allestito e che sono stati tutti utilizzati. Quattro famiglie sono state alloggiate in albergo, ma a Martinsicuro. Altri nuclei hanno rifiutato per non andare in Abruzzo. Poi, grazie a un intervento del Governatore Ceriscioli, sono state trovate altre sistemazioni lungo la costa marchigiana e più vicine a noi. Ma sono ancora troppo poche. L’albergo per la Protezione Civile sembrava essere la soluzione migliore per affrontare questa prima emergenza ma molti preferiscono restarsene in auto perché non vogliono lasciare le vie e i quartieri dove fino a ieri sono stati. La paura è stata tanta anche perché le scosse continuano e continuano. I danni sono incalcolabili, ogni ora la lista aumenta con numeri a due e tre cifre. Le scosse delle ultime ore, l’ultimo sciame sismico, ci hanno intanto costretto a dichiarare “rosse” quattro zone della città: il rione Uvaiolo, da via Mazzini lungo la strada provinciale 502 che porta a Serrapetrona, il rione Mazzini, da via Raffaelo a via Da Vinci, via Alighieri e via Leopardi. Poi il rione Settempeda, da via Padre Giuseppe Zampa a via della Libertà a via Crivelli e la zona che va da via Settempeda a via Pergolesi, via Rossini fino a villa Collio. Infine la zona del centro storico da via Massarelli, via Lazzarelli e diverse altre vie e vicoli di collegamento laterale. Poi abbiamo tantissime aziende danneggiate: da quelle storiche, impegnate nella lavorazione del marmo, a quelle agroalimentari e vitivinicole. Poi ci sono crolli di capannoni agricoli e di strutture che ospitano allevamenti. Infine abbiamo le attività artigianali e quelle commerciali. Nelle prossime ore – ha concluso il sindaco - dovrò chiudere due bar perché inagibili”.“Comprendiamo la paura di tutti ma non possiamo trasformare la città di San Severino Marche in un campeggio visto che si sta anche avvicinando l’inverno – hanno spiegato il commissario Errani e il governatore Ceriscioli, sottolineando – Oggi la Protezione Civile nazionale installerà una grande tenda che darà ospitalità a 350 persone. Ci raccomandiamo solo di non autorizzare la sistemazione di moduli abitativi o di abitazioni in legno nei pressi delle abitazioni. In questo caso ci vedremo costretti ad intervenire perché si tratta di un abuso edilizio. La paura non può andare nei moduli e non ha senso dormire nelle auto o nelle tende. Dobbiamo capire la reale situazione visto che i danni sono evidenti, cercheremo di fare i sopralluoghi il prima possibile ma dobbiamo anche guardare alla sicurezza dei certificatori e delle persone impegnate nel portare soccorso alle popolazioni”.Capitolo a parte, sull’argomento si è incentrata quasi tutta la seconda parte del summit, è stato da ultimo destinato alle scuole: sono più di 800 gli studenti dell’Itts, l’Istituto tecnico tecnologico statale “Eustachio Divini”, che hanno una sede inagibile. La struttura, di proprietà della Provincia di Macerata, è stata transennata dopo il sopralluogo dei tecnici. Inagibili le strutture comunali dell’asilo “Virgilio” e della materna di via Talpa. Altri 540 alunni del plesso “Alessandro Luzio” stanno attendendo i sopralluoghi dei tecnici della Protezione Civile regionale, sollecitati più volte in queste ore dal Comune, per avere una risposta. “Abbiamo strappato da Errani e dal governatore Ceriscioli, con loro anche l’assessore Sciapichetti, la promessa di una verifica ulteriore in tempi rapidissimi. Dalla Protezione Civile abbiamo avuto anche una promessa: una cucina da campo, capace di garantire un pasto a 500 persone, e un’altra struttura, se sarà necessario, per dare un tetto alle persone per trascorrere le prossime notti”.
Proseguono le operazioni dell’Anas per ripristinare la transitabilità sulle strade statali in seguito ai danni provocati dal sisma nel Centro Italia. In queste ore sono impegnati oltre 60 operatori specializzati e tecnici, con circa 40 mezzi, nei tratti danneggiati.La riapertura della strada statale 4 “Via Salaria”, attualmente chiusa in entrambe le direzioni tra l’uscita per Amatrice e Grisciano (comune di Accumoli), in provincia di Rieti, è prevista entro la giornata di domani. In questo tratto l’arteria è stata interessata da deformazioni del piano viabile in vari punti del tracciato. Il personale incaricato da Anas sta provvedendo ininterrottamente, 24 ore su 24, ad eseguire gli interventi di ripristino localizzato necessari a riaprire al traffico nel più breve tempo possibile, previo l’esito positivo dei controlli in corso sui viadotti. Il transito è già consentito ai mezzi di soccorso.Nel tratto marchigiano della Salaria il transito è consentito a senso unico alternato in vari tratti dove sono in corso interventi di ripristino. A Pescara del Tronto le barriere di container installate da Anas all’inizio di ottobre hanno contenuto integralmente una consistente quantità di materiale franato a causa dell’ultima forte scossa, consentendo la riapertura tempestiva al traffico già dal pomeriggio di ieri.La strada statale e 685 “delle Tre Valli Umbre” (Spoleto-Norcia-Arquata del Tronto) è chiusa in entrambe le direzioni tra Cerreto di Spoleto e Serravalle, in provincia di Perugia, e tra Norcia (PG) e Arquata del Tronto (AP).Tra Cerreto di Spoleto e Serravalle il transito è consentito ai mezzi di soccorso. In questo tratto l’arteria è stata interessata dalla caduta di massi in vari punti. Le reti di protezione installate a seguito del sisma del 24 agosto scorso hanno consentito di trattenere alcuni grossi massi, evitando gravi danneggiamenti all’infrastruttura. Al momento sono in corso le operazioni di svuotamento e ripristino delle reti, le attività di verifica sulla stabilità delle pendici rocciose e gli interventi di disgaggio dei volumi rocciosi pericolanti che incombono sulla sede stradale, al fine di garantire le condizioni di sicurezza e ripristinare i collegamenti tra Spoleto e Norcia.Nei pressi di Norcia inoltre il piano viabile è stato interessato da cedimenti e deformazioni, il transito è regolato sul posto.Tra Norcia e Arquata del Tronto il sisma ha danneggiato la galleria “San Benedetto”, in corrispondenza del confine regionale, e cinque viadotti sul tratto marchigiano. Al momento sono in corso verifiche tecniche e rilievi preliminari agli interventi di consolidamento e ripristino necessari alla riapertura. In questo tratto il transito è pertanto interdetto a tutti i veicoli. I soli mezzi di soccorso provenienti da Ascoli Piceno in direzione Norcia possono transitare fino a Pescara del Tronto.In considerazione del ripetersi delle scosse sismiche, sono inoltre in corso ricognizioni e verifiche tecniche continue per garantire la sicurezza della circolazione su tutto il resto della rete stradale di competenza, dove attualmente non risultano danni rilevanti.
In queste ore si susseguono notizie ed ipotesi su quanto sta accadendo nel Centro Italia. Dopo il sisma si ipotizza di tutto. Confusione, notizie falsate, bombardamento mediatico sensazionalistico. Questo è quello che non vogliamo. Alimenta il panico ed il senso di incertezza in una popolazione già stremata.
Doveroso ci appare un contributo scientifico serio sulla attuale situazione. E non possiamo non chiederlo al prof. Emanuele Tondi, che a pochi giorni dal terremoto di Amatrice del 24 Agosto aveva indicato la zona tra Norcia e Preci come la possibile area epicentrale di futuri terremoti distruttivi (http://www.picchionews.it/il-geologo-tondi-intervista-choc-sapevamo-dal-2009-che-il-terremoto-avrebbe-colpito-in-quel-punto/ PUNTO 5: “Da una personale valutazione, se si verificasse questa seconda evenienza, la zona che ha la probabilità maggiore di generare un terremoto è quella a nord di Norcia, nell’area di Preci”).
“Innanzitutto l’unica certezza che c’è sempre stata e che resta ferma nel marasma di informazioni è che non può essere previsto quando un terremoto colpirà. Il nostro territorio, come ormai tristemente di conoscenza comune, è ampiamente e fortemente sismico e ciò che sta accadendo si è verificato già nel passato. Purtroppo abbiamo avuto secoli per prepararci ma non l'abbiamo fatto. Stiamo accusando il colpo di anni di ritardo nella messa in sicurezza delle strutture e del territorio.
In secondo luogo, la geologia, giovane scienza in evoluzione, ci ha fornito una base di dati da utilizzare, dati che però devono essere progressivamente aggiornati studiando i fenomeni naturali quali appunto i movimenti delle faglie. I terremoti di Amatrice e Preci non sono stati previsti in termini temporali; sulla base dei concetti scientifici che riguardano la meccanica delle faglie, erano state individuate le faglie candidate a riattivarsi prima di altre, ovviamente sempre in termini probabilistici, perché le variabili, come sappiamo, sono molte. Questo tipo di analisi, permetterebbe di ottimizzare ed indirizzare con criteri tecnico-scientifici (e magari non politico-clientelari) le opere di prevenzione (miglioramento ed adeguamento sismico degli edifici), che ovviamente non possono essere svolte in tutta Italia contemporaneamente.
Il concetto a cui mi riferisco è più o meno quello sviluppato dal laboratorio sismologico dell’Università di Berkeley in California: http://seismo.berkeley.edu/blog/2008/10/10/earthquake-probabilities-in-the-bay-area.html. Chiaramente stiamo sempre parlando di probabilità, che non è una certezza, come dimostrato dall’evento del 30 mattino di magnitudo 6,5, considerato improbabile ma che si è invece verificato. Per concludere, quando si afferma che c’è il rischio dell’attivazione di altre faglie (e questo lo dicono tutti), visto che si sa dove sono, si può dire anche quali sono. Bisognerebbe avere un po’ più di coraggio ad utilizzare i risultati delle ricerche scientifiche in questo campo. Valutare la pericolosità sismica con gli stessi criteri per un area in cui il terremoto è avvenuto l'altro ieri o 400 anni fa, ai giorni nostri, è un concetto superato. “
Doveroso appare da parte nostra ringraziare il prof. Tondi per la pazienza con cui ci fa partecipi di concetti scientifici ignoti ai più, facendo crescere in tutti noi la consapevolezza del rischio sismico e quindi la richiesta prioritaria di prevenzione. Questa è l’informazione che dobbiamo richiedere agli studiosi, non miracoli o risposte salvifiche, ma la verità ricavabile dal dato oggettivo. Abbiamo conosciuto il presupposto da cui la geologia muove: non ci sono certezze quanto ai terremoti in termini di previsioni temporali. Le faglie si sanno dove sono, quanta energia massima possono rilasciare, ma non si può stabilire con certezza né quando né con quale frequenza si attiveranno.
In molti si chiedono ora cosa ci si può aspettare. Due sono le risposte che si possono dare. La prima viene dalla scienza e su questo risponde Tondi: “Si sono avuti eventi multipli “mainshocks” sempre lungo la stessa zona di faglia, quella che si estende da Pescara del Tronto fino a nord di Castel Sant’Angelo, nota come il Sistema di Faglie del Monte Vettore-Monte Bove. Con l’evento del 24 Agosto si è attivata la porzione meridionale, poi il 26 Ottobre si è attivata la parte centro-settentrionale e il 30, purtroppo, si è riattivata in tutta la sua lunghezza, con il terremoto di magnitudo 6,5, il più forte degli ultimi 300 anni in questa zona dell’Appennino centrale. Ora occorre studiare al più presto e nella forma più approfondita possibile le caratteristiche della faglia così come si è realmente mostrata ed estendere i risultati di questi studi, laddove possibile, ad altre faglie dormienti che potrebbero riattivarsi. Rendere il dato che la scienza naturale ci offre il più certo e sicuro possibile ai fini della sua utilizzazione in chiave di prevenzione e non, come erroneamente si vuol credere o ci si vuole illudere, in termini di previsione”.
La seconda risposta ve la forniamo noi e deve venire dalle istituzioni e da noi collettività: cominciare a costruire una differenza per il futuro, PRIORITA' NAZIONALE sicurezza in termini di risposta ai sismi ma anche al dissesto idrogeologico. Oggi è un terremoto. Domani sarà un alluvione. E noi stessi rendiamoci protagonisti: investiamo in prevenzione, formiamoci e pretendiamo che l'informazione in funzione di prevenzione continui e diventi un "modello stabile". Tutti: amministrazioni, aziende e cittadini. La prevenzione pretendiamola e facciamola.
Sequenza sismica iniziata il 24 Agosto 2016 ed epicentro dell’ultimo evento di magnitudo 6,5 del 30 Ottobre 2016 (da www.ingv.it)
Nastro scuro alla base della faglia a Nord del Monte Vettore che indica la sua riattivazione di oltre mezzo metro in superficie (da Paolo Galli, https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10210570561410750&set=g.50026449082&type=1&theater).
Dettaglio del movimento lungo la faglia (da Paolo Galli, https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10210570561410750&set=g.50026449082&type=1&theater)
"Spostamento sulla faglia di oltre un metro" (da Paolo Galli, https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10210570561410750&set=g.50026449082&type=1&theater)
L’amministrazione comunale ha tracciato un bilancio degli effetti causati dal terremoto di ieri mattina in città. “La città sta soffrendo con discrezione e rispetto per altre zone molto più colpite, ma anche qui a Macerata comunque esistono varie criticità” ha detto il sindaco Romano Carancini durante la conferenza stampa convocata al termine di una riunione del Coc, il Centro Operativo Comunale, alla quale erano presenti il vice sindaco Stefania Monteverde, gli Narciso Ricotta, Paola Casoni, Mario Iesari, Alferio Canesin e il dirigente dei servizi Tecnici del Comune Tristano Luchetti.Ieri sono stati messi a disposizione dei cittadini 1200 posti letto divisi in sei strutture e distribuiti 700 pasti caldi con un significativo sforzo di tutta la struttura comunale impegnata fino a tarda notte e con il fondamentale supporto di dieci associazioni, un totale di 120 volontari, che con grande slancio si sono prodigati in favore della collettività. L’Ircer da parte sua ha ospitato persone con difficoltà di deambulazione e anziani allettati.Sempre ieri, in seguito a sopralluoghi eseguiti dai tecnici del Comune sono state fatte evacuare le famiglie di una palazzina in via Verga 128, a causa di lesioni ai pilastri, in via Roma, in via Emanuele Filiberto 10 e in via Tommaso Lauri, ma i sopralluoghi sono ancora in corso e quindi la situazione è ancora da valutare. Anche le scuole, che erano già state visionate dopo la scossa del 26 ottobre ed erano in procinto di riaprire il 3 novembre, dovranno essere nuovamente attenzionate e le lezioni sono state quindi sospese fino al 5 per riprendere regolarmente lunedì 7 novembre.Gli asili nido comunali riapriranno invece mercoledì 2 novembre essendo stati tutti visionati questa mattina.A scopo precauzionale sono stati annullati i mercati settimanali di mercoledì 2 novembre nel centro storico (Mercato delle merci, dei fiori e della frutta e verdura) mentre si svolgeranno regolarmente quelli del Foro Boario e all’ingrosso di Piediripa.Il Comune anche per questa notte mette a disposizione dei cittadini le sei strutture di accoglienza che stasera non avranno il punto di ristoro. Ricordiamo i luoghi: Palasport di Fontescodella, Aula sinodale, Palavirtus, Centro fiere di Villa Potenza, Palestra di via Fratelli Cervi e della scuola di Sforzacosta. Attive anche le aree di servizio per la sosta nei parcheggi del Foro Boario, dell’Oasi, del Palasport di Fontescodella, nella zona industriale di Sforzacosta e Valleverde di Piediripa.In accordo con la Diocesi durante la riunione del Coc è stato deciso che la celebrazione liturgica di domani, 1° novembre, si svolgerà ai Giardini Diaz alle 11,30. Per il giorno dei defunti, 2 novembre, ci sarà alle 9,30 al Cimitero la deposizione di una corona in onore dei caduti di tutte le guerre. Alle 10,30 la celebrazione liturgica si svolgerà ai Giardini Diaz. Nel pomeriggio, alle 15, la funzione del vescovo si svolgerà invece all'interno del civico cimitero, nella parte nuova ma in un punto ancora in via di definizione. (sb)
La nostra terra è ferita, scossa, si parla di un mostro che si è svegliato sotto le montagne e non lascia spazio alla vita nei nostri bellissimi borghi ridotti ormai a cumuli di pietre.Nelle ultime ore abbiamo solo visto immagini di distruzione, abbiamo letto di persone senza più una casa, un posto dove andare a lavoro e abbiamo cercato di capire, comprendere se era possibile evitare e soprattutto se ci saranno ancora eventi di questo genere. Dicono che siamo stati fortunati, perché a differenza del terremoto del 24 agosto non abbiamo avuto morti, anche l'ora legale ci ha regalato la salvezza. Sì, siamo stati fortunati perché siamo vivi, perché abbiamo il bene più prezioso di tutti: il futuro. Ma ora, dobbiamo cercare di ricostruirlo questo futuro e non possiamo farlo da soli.La sensazione è quella di essere abbandonati. In altre occasioni abbiamo visto e partecipato a maratone di solidarietà, abbiamo colorato i nostri monumenti solo per essere più vicino a popolazioni che vivevano momenti drammatici, anche questo è un dramma. I dati ufficiali parlano di 25 mila persone sfollate e tanti si sentono come profughi obbligati a lasciare la propria terra, con il volto scavato dalla paura vissuta. Sembrano dire "Non lasciateci soli".L'entroterra maceratese ha dato origine ha molte delle tipicità che esportiamo in Italia e nel mondo: il ciauscolo, il Varnelli, l'acqua dei Sibillini, e quella accoglienza che solo chi è passato da quelle parti sa descrivere. Hanno fatto di quei monti fonte di ricchezza e la struttura portante per il loro futuro, una struttura che ha subito un grosso danno, ma che non deve crollare.Per questo ci sentiamo di esprimere la vicinanza e il sostegno più assoluto a queste persone, ai Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e tutti i soccorsi che incessantemente lavorano in quelle zone e che sono anche la loro terra. Non vogliamo che ci rimanga solo il ricordo della vivacità di quei luoghi, della magia delle sue leggende, del sapore dei suoi prodotti. Vogliamo che ci sia un reale sostegno da parte dello Stato e dell'Italia intera alla nostra terra di Marca, all'infinito che cela questa provincia.Noi siamo con loro, noi siamo certi che con la stessa forza con cui hanno superato tutte le avversità del tempo anche questa volta gli abitanti di tutti questi paesi e cittadini saranno capaci di dimostrare che ce la possono fare: #laresistenzadelciauscoloChiunque voglia può condividere l'immagine creata per dimostrare solidarietà e vicinanza a queste persone, un simbolo per far sentire la voce dei tanti che vogliono tornare ad una vita normale dopo il sisma.La foto è stata scattata a Pieve Torina da Claudio Colotti
Dopo la terribile scossa di ieri mattina l’amministrazione comunale ha tracciato un bilancio degli effetti causati dal terremoto di ieri mattina in città. Per la giornata di oggi il centro storico è regolarmente aperto.Le attività commerciali e i ristoranti sono aperti così come, per il momento, il mercatino francese allestito, da ieri pomeriggio, in piazza Vittorio Veneto.
Da un primo sopralluogo in seguito al terremoto del 30 ottobre, all'Università di Macerata non sono emersi danni significativi.Le residenze gestite direttamente da Unimc o per tramite della società cooperativa Il Faro sono risultate sicure. Nei prossimi giorni saranno effettuati controlli capillari e formali delle aule, delle residenze e degli spazi dell'Ateneo per poter garantire una ripresa delle attività in piena sicurezza. Per poter procedere con le verifiche, viene estesa, quindi, a tutta la settimana (1-6 novembre) la chiusura dei dipartimenti e delle sedi amministrative, compresa la sede distaccata di Jesi, con ripresa a partire da lunedì 7 novembre.Eventuali imminenti scadenze saranno prorogate, in modo da non ledere nessun diritto acquisito. Ulteriori specifiche comunicazioni (su sedute di laurea, test di ammissione, ecc. ) potranno essere fornite a partire dalla prossima settimana con la ripresa delle attività e comunque in tempo utile.