Abbassamento della falda idrica: possibile il razionamento notturno nei comuni delle province di Macerata e Fermo. Lo rende noto Tennacola Spa che gestisce il servizio idrico Integrato in 27 comuni presenti nel territorio dell’ATO n.4 , 13 della provincia di Macerata 14 di quella di Fermo.
L’azienda ha riscontrato un abbassamento delle falde idriche che impone una scrupolosa attenzione da parte di tutti i cittadini a un uso responsabile dell’acqua. È possibile infatti, che, qualora la situazione non registri un miglioramento, si renda necessario da parte del Consorzio Tennacola, un razionamento della risorsa idrica nelle ore notturne nel territorio servito.
“Stiamo monitorando costantemente la situazione – dice Antonio Albunia, presidente di Tennacola Spa – e per questo è fondamentale richiamare la collettività ad un uso parsimonioso dell’acqua, un bene prezioso da tutelare”. “Occorre evitare consumi eccessivi e non necessari” – raccomanda il presidente.
“Nonostante le piogge abbondanti delle ultime settimane – insiste Albunia - l’assenza di precipitazioni nevose lo scorso inverno ed i periodi prolungati di siccità dei mesi passati hanno provocato una progressiva riduzione delle falde idriche”. “È possibile – conclude il presidente di Tennacola Spa – che nelle prossime settimane si renda necessario un razionamento della fornitura nelle ore notturne, provvedimento che, fino ad oggi, Tennacola non ha mai avuto bisogno di adottare. Qualora tale scelta si dovesse rendere necessaria, non mancheremo di fornire puntuale comunicazione ai cittadini ed ai Comuni interessati. Per il momento rinnoviamo con forza l’invito a non disperdere un bene prezioso”.
Maceratese di nascita, ma perugino di adozione. Sarto, per la storica Sartoria Lemmi del capoluogo umbro. Questa è la storia di Riccardo Verolo e della sua passione per l’eleganza. Lo abbiamo intervistato per raccontare la sua storia all'interno del mondo della sartoria italiana.
Quando hai iniziato a cucire e da dove è partita la tua passione?
"Ho iniziato che avevo 14 anni, a Macerata, da una sarta che si chiama Elena Severini. Con lei ho fatto un po’ di esperienza e pratica fino al diploma. Ho imparato così a tenere ago e filo in mano. Che io ricordi a Macerata una sartoria vera, che ti produce il capo completo, non c’è più. Le sarte dove ho imparato io, facevano aggiustamenti e piccoli lavori. Ma questo perché la sartoria è un mestiere sempre più dimenticato. Ma nella mia città ho mosso i primi passi e mi sono strutturato, imparando i piccoli segreti giornalieri del mestiere".
Quando sei entrato a far parte della Sartoria Lemmi?
"Finita l’esperienza delle superiori con il diploma, mi sono trasferito a Roma per tre anni e mezzo dove ho sia studiato che lavorato. Ho frequentato una scuola che mi ha formato sulla tecnica e la pratica. Ho quindi raffinato quelle conoscenze che avevo appreso nelle botteghe. Nel 2016 sono arrivato alla Sartoria Lemmi, storica sartoria di Perugia, fondata dal maestro Augusto Lemmi nel 1948. Oggi è guidata dal figlio Vittorio Lemmi. Purtroppo il maestro è morto nel 2018. Con Vittorio abbiamo deciso di ringiovanire la sartoria, puntando sulla formazione interna. Questa collaborazione si è creata perché Vittorio nasce come camiciaio e cercava negli ultimi anni qualcuno che prendesse l’eredità del padre in sartoria, in modo da continuare entrambe le tradizioni".
Spiegaci la metodologia che adottate all’interno della sartoria?
"La nostra tipologia di lavoro è diversa rispetto a quella della classica casa-bottega del sarto. Oggi, prendiamo la valigia e andiamo direttamente a casa del cliente. Decidiamo insieme a lui il tipo di vestito. Il cliente è parte attiva nella fase iniziale. Poi torniamo in bottega prepariamo il modello e torniamo nuovamente dal cliente per fare la prima prova. Gli incontri in media sono due/tre per arrivare al prodotto finito. Dopodiché il modello che abbiamo creato per il primo vestito del cliente viene salvato in una cartella personale. Dalle volte successive avremo già il modello su cui costruire quindi il secondo abito. Ovviamente ci possono essere delle modifiche durante gli anni, ma quello che a noi interessa è il bilanciamento generale fatto con quel modello".
Dove lavorate principalmente?
"Lavoriamo solo con privati. Facciamo tra i 120 e i 150 pezzi l'anno. La maggior parte del nostro lavoro è fuori dalla città di Perugia. Le citta e le zone dove lavoriamo periodicamente sono Londra, Ginevra, Zurigo, Montecarlo, Dubai, la Savoia, oltre ovviamente che l’Italia, che tra Umbria, Marche, Bologna, Milano e Venezia è una parte consistente del nostro lavoro".
Fate solo capi da uomo?
"Prevalentemente sì, ma lavoriamo anche su capi da donna, sempre nello stile della Sartoria Lemmi, quindi tailleur. Rimaniamo sempre sul cosiddetto capo-spalla. Abbiamo voluto però aprirci anche al femminile, soprattutto oggi che molti outfit si toccano e avvicinano. Ad esempio nell’ultima sfilata di Yves Saint Laurent è stato fatto indossare lo smoking ad una donna".
Quali sono gli elementi di novità in un mestiere cosi legato alla tradizione?
"La nostra produzione manifatturiera è interna, mentre le stoffe e le lane sono prevalentemente italiane. Ad oggi siamo un gruppo di cinque ragazzi, tutti giovani. Cerchiamo di recuperare la tradizione. Non abbiamo voluto approcciare al mondo dell’industria, mantenendo quindi la tradizione del lavoro fatto a mano, delle 50 ore e dei 25mila punti per capo. L’innovazione è dal punto di vista stilistico. Ovviamente seguiamo gli standard dell’eleganza da uomo. Non seguiamo le mode".
Spiegaci meglio la differenza tra Moda ed eleganza
"Quando si va dal sarto si riceve un capo che sta bene oggi e sta bene tra vent’anni, e quel capo non passa mai di moda. La parola d’ordine è eleganza. Siamo l'opposto della Milano Fashion Week. La sartoria è il contrario della moda, perché la moda deve vendere quindi ti propone sempre cose nuove. Il sarto ti propone l’abito elegante e non figlio del momento. Ovviamente con gli anni si possono cambiare fantasie, tagli o punti del capo. Ma nella linea generale si trova il giusto bilanciamento per il cliente”.
Domenica 6 ottobre si svolgerà a Porto Recanati la 2^ edizione della “Giornata del Volontariato”.
Le associazioni di volontariato e le organizzazioni no-profit portorecanatesi si raccoglieranno con i loro Stand informativi e i loro volontari lungo Corso Matteotti dalle 16 alle 20 e incontreranno i cittadini per farsi conoscere e sensibilizzare la comunità verso la cultura della solidarietà sociale e dell’impegno civile.
L’evento, patrocinato anche quest’anno dal Comune di Porto Recanati, vedrà coinvolte molte delle realtà associative che con i loro volontari si impegnano quotidianamente nei vari ambiti: socio-assistenziale, protezione civile, teatrale, musicale, inclusione sociale, carità, gemellaggio culturale, donazione di sangue, degli organi e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale del territorio locale.
Le realtà aderenti sono Camminiamo Insieme, il Circolo Sociale Anni d’Argento, Avis, Aido, Porto Recanati Solidale, l’Associazione culturale l’Arca, la Protezione Civile, la Caritas, l’Agesci, la Pro Loco Porto Recanati, l’associazione Amici di Kronberg, il New Social Group e il Gruppo Bandistico Giuseppe Verdi.
Un evento che anche quest’anno offrirà a tutti i cittadini portorecanatesi, e non solo, l’opportunità di conoscere, durante la tradizionale passeggiata domenicale lungo il Corso Matteotti, le molteplici realtà associative no profit locali, di sostenere i progetti che interessano il bene comune e di avvicinarsi alle nuove iniziative sociali volte alla crescita personale e all’inclusione sociale.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare all’evento così da poter conoscere da vicino il lavoro spontaneo, gratuito ed altruistico con cui ogni cittadino volontario contribuisce al progresso materiale e morale dell’intera comunità di Porto Recanati.
Immaginate un luogo dove la passione per il design si fonde con l'eccellenza artigianale italiana, dove l'innovazione incontra la tradizione, e dove ogni progetto è il risultato di un'ispirazione condivisa e di un sogno comune. Tutto questo è Extra Ordinario, un team nato dall'incontro di sensibilità diverse, ma unite da una visione comune: creare bellezza attraverso il design.
La storia di Extra Ordinario inizia dall'unione dei percorsi dei due fondatori, Alessandro Toni e Matias Alexis Baldassarri Aragona. Partendo da Civitanova Matias, con un background come disegnatore di prodotto, ha lavorato in studi di design a Milano e New York, tra cui Yabu Pushelberg e Patricia Urquiola, sviluppando un know-how tecnico approfondito. Alessandro, originario di Tolentino invece, ha avuto la fortuna di lavorare per Poltrona Frau, una delle aziende più rinomate nel settore del contract, dove ha imparato cosa significa operare in una multinazionale. Da due anni, la famiglia di Extra Ordinario si è allargata con l'ingresso in società dei rispettivi fratelli dei fondatori: Luca Toni, ex commerciale presso ICA Vernici di Civitanova, e Ivan Baldassarri, product designer proveniente da un importante studio di Milano. Il loro contributo ha rafforzato ulteriormente la squadra, unendo competenze commerciali e creative per portare avanti l'innovazione nel settore del design.
Abbiamo incontrato Alessandro e Matias nella sede temporanea di Extra Ordinario a Civitanova Marche e ci hanno raccontato la storia della loro azienda e come si sviluppa la loro attività. I due fondatori ci spiegano come la loro passione per l’Italia e il territorio locale li abbia spinti a unire le forze per creare Extra Ordinario, un’azienda in grado di offrire qualcosa di diverso nel settore dell’interior design e del product design.
“Essendo grandi amici dai tempi dell’università ci siamo sentiti molto spesso, manifestando questa voglia di creare qualcosa di nostro. Uno degli obiettivi principali era veicolare la qualità e l’artigianalità locale, collaborando con piccoli artigiani e piccole aziende, su progetti di livello massimo. Allora abbiamo pensato: perché non uniamo le nostre due esperienze per creare una realtà che possa offrire qualcosa di diverso nel settore in cui operiamo?”. Extra Ordinario, infatti, non è solo un nome, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: superare i limiti del comune, esplorare nuove possibilità e trasformare ogni idea in realtà concreta.
Dal primo giorno, Extra Ordinario ha scelto di concentrarsi su una nicchia specifica e ambiziosa: il settore degli hotel a 5 stelle. È qui che il team ha trovato la sua vera vocazione, immerso in un mondo dove ogni dettaglio conta e dove l’eccellenza non è solo un obiettivo, ma un imperativo.
Extra Ordinario ha avuto il privilegio di lavorare per alcuni dei nomi più iconici nel mondo degli hotel di lusso, sia a livello nazionale, come l'Hotel Bulgari di Roma e l'Hotel La Palma di Capri, che a livello internazionale, come il Ritz-Carlton Hotel a New York sulla Quinta Strada, l'Hotel Bulgari di Londra e di Parigi, The Vault at Bellagio di Las Vegas e molti altri ancora. Recentemente il team ha curato gli arredi su misura per il nuovo complesso residenziale Aman a Tokyo, un progetto che ha rappresentato una vera sfida di innovazione e perfezione artigianale.
Extra Ordinario si distingue soprattutto per il suo approccio innovativo: non si propone di sostituire gli architetti, ma di diventare il loro "reparto contract", interpretando e realizzando le loro visioni. "Per noi, la salvaguardia del design intent è fondamentale", spiega Alessandro. "Quando produciamo un prodotto disegnato da un architetto, compiamo uno sforzo tecnico ed economico per offrire un risultato che rappresenti esattamente ciò che l’architetto voleva".
Questo impegno ha permesso a Extra Ordinario di costruire relazioni durature con clienti e progettisti, relazioni che si trasformano spesso in collaborazioni su nuovi progetti. "Il fatto che i clienti continuino a tornare da noi è motivo di grande orgoglio", confessa Matias. "Significa che siamo riusciti a soddisfare le loro aspettative al punto da voler continuare a lavorare insieme".
Il team di Extra Ordinario è composto da giovani ambiziosi che, da Civitanova, lavorano con successo su progetti internazionali. Da mesi è stata anche attivata una collaborazione con l’Università di Camerino. “Ci siamo concentrati molto sulla ricerca del personale – dice Alessandro – Da alcuni mesi abbiamo instaurato anche una relazione con l’Università di Camerino, che di anno in anno sforna sempre diversi talenti. Noi possiamo promuovere la nostra attività facendola conoscere e allo stesso tempo ci vengono segnalati quelli che sono i profili più interessanti che possono collaborare con noi. Cerchiamo costantemente persone capaci e ambiziose perché vogliamo continuare a crescere e a portare avanti il nostro approccio distintivo".
Extra Ordinario si impegna anche nel campo della sostenibilità, un valore sempre più richiesto dai clienti e dagli architetti. "La ricerca dell’ecosostenibilità nei nostri prodotti è spesso affidata direttamente a noi", sottolinea Matias. "Proponiamo materiali innovativi che rispondano alle esigenze di sostenibilità e durabilità, in linea con le regolamentazioni mondiali."
Per quanto riguarda i suoi progetti futuri, Extra Ordinario guarda avanti con l'entusiasmo di chi non si accontenta mai e l'ambizione di chi sa che ogni progetto è un'opportunità per spingersi oltre i confini del possibile. "Sicuramente vogliamo continuare a divertirci e a essere riconosciuti nel nostro settore", conclude Alessandro. "E soprattutto, vogliamo continuare a valorizzare le realtà produttive italiane, il nostro patrimonio più importante".
Con una visione che unisce il rispetto per la tradizione italiana e l’innovazione continua, il team di Alessandro e Matias è pronto a esplorare nuove frontiere del design, sempre guidato dalla passione per il bello e dal desiderio di trasformare ogni idea in un’esperienza unica e straordinaria. Perché, in fondo, ciò che li rende davvero "extra ordinari" è la capacità di vedere l’eccezionale nel quotidiano e di trasformarlo in realtà.
Torna a Camerino l’appuntamento di portata nazionale, organizzata dal Touring Club, con la Caccia ai Tesori Arancioni 2024: si svolgerà domenica 6 ottobre e sarà dedicata al tema della musica.
L’evento è aperto a tutti e adatto ad ogni età: non si tratta di una competizione vera e propria ma ogni squadra, che completerà correttamente il percorso, riceverà un dono rappresentativo del territorio. Il luogo di partenza sarà presso la Associazione Turistica “Pro Camerino” - Ufficio IAT, Sottocorte Village, via Ottaviani. La Caccia ai Tesori Arancioni 2024 sarà unica e incentrata sul tema musicale grazie alla collaborazione delle Associazioni Adesso Musica, GMI Camerino e Musicamdo.
Tanti i musicisti coinvolti a partire dal Maestro Vincenzo Correnti con i componenti della banda musicale città di Camerino, la band New Tone composta da studenti UNICAM, la clarinettista Michela Fattoretti e il pianista Simone Campagnola. I partecipanti alla caccia al tesoro saranno accompagnati quindi dalla musica con un particolare omaggio al compositore Filippo Marchetti, a cui è intitolaro il Teatro di Camerino. Partecipando all’evento ci si potrà immergere nella cultura locale e ascoltare le storie e le leggende locali narrate dagli abitanti del borgo. Opportunità, inoltre, di visitare la mostra “L’arte torna in centro” e la mostra fotografica “Camerino Viva / Viva Camerino”. Prevista infine una merenda “Arancione & Musica” presso il punto accoglienza a cura dell’Associazione Turistica “Pro Camerino”.
“Camerino è pronta ad accogliere ancora una volta l’evento di portata nazionale dalla Caccia ai Tesori Arancioni grazie al Touring Club e al riconoscimento Bandiera Arancione, riconfermata quest’anno, che la Città può vantare dal 2009 - spiega l’assessore al Turismo, Silvia Piscini – Quest’anno l’edizione sarà tutta dedicata alla musica, grazie all’impegno e al lavoro delle Associazioni Adesso Musica, GMI Camerino e Musicamdo. L'invito, ovviamente, è a partecipare e di scegliere Camerino come borgo per la Caccia ai Tesori Arancioni per questa domenica. I posti sono limitati, affrettatevi ad iscrivervi per una splendida giornata all’insegna del divertimento, della musica e della cultura”.
Nei giorni scorsi è stato sottoscritto tra la Direzione Aziendale, la RSU Poltrona Frau e le organizzazioni sindacali territoriali della Fillea Cgil Filca Cisl, il nuovo accordo integrativo aziendale valevole per il triennio di 2024-2026.
Il nuovo accord migliora alcune "buone pratiche” derivanti dalle precedenti contrattazioni, introducendo alcune importanti novità. "L'accordo prevede, un aggiornamento e ampliamento dei principi ispiratori dei precedenti accordi integrativi ed è l'espressione di un confronto nel quale hanno trovato una sintesi i valori di tutela dei lavoratori e i principi propri di un'azienda responsabile e orientata ai risultati", spiega in una nota Poltrona Frau.
Tra i punti più qualificanti e di importante valore etico e sociale, viene ampliata la fruibilità dell'istituto della Banca ore Solidale introdotto nello scores triennio, viene portato da 10 a 15 giorni il congedo di paternità con gli ulteriori 5 giorni totalmente a carico aziendale e viene favorito il meccanismo di utilizzo del congedo parentale.
Per quanto riguarda la redistribuzione dei profitti il meccanismo di calcolo del premio di risultato, pur confermato nella struttura dei parametri, è stato rivisto, in merito alle definizioni, alle scale di riferimento e all'esclusione o riduzione degli impatti derivanti dalla malattia, dagli infortuni e dall'esercizio del diritto di sciopero.
La valorizzazione della diversità e dell'inclusione viene sostenuta da una accresciuta attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che tiene conto delle necessità personali in riferimento alle necessità di supporto al nucleo familiare.
Viene, inoltre, stabilito un monte ore permessi aggiuntivo per accertamenti medici, innalzata la percentuale di contribuzione a carico dell'azienda per i dipendenti iscritti al fondo previdenziale di categoria e introdotti programmi di welfare aggiuntivi per sostenere la capacità di spesa dei lavoratori più fragili.
Infine, viene confermato l'istituto dei Comitati Paritetici, importante strumento per la valorizzazione delle proposte di miglioramento dei lavoratori e le incentivazioni previste nelle precedenti contrattazioni, che già costituivano un importante traguardo e beneficio per i dipendenti.
Fedrigoni annuncia l'uscita dal business dell'ufficio, ma conferma la volontà di continuare a investire sulle Marche e sulla crescita del brand Fabriano a livello globale. Previsto l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 195 addetti alla produzione di carta per l'ufficio, manutenzione e gestione di materiali e spedizioni dello stabilimento di Fabriano, l'unità di trasformazione del vicino sito di Rocchetta, e gli impiegati di Giano, società che sarà dismessa da 1 gennaio 2025.
L'ha comunicato l'amministratore delegato Marco Nespolo ai sindacati durante la riunione in corso a Fabriano. "Non stiamo lasciando le Marche. Continueremo a investire sullo sviluppo dei nostri siti produttivi presenti sul territorio e nel brand Fabriano, simbolo d'eccellenza del Made in Italy nel mondo e asset strategico per Fedrigoni. Faremo tutto il necessario per mitigare l'impatto sulle nostre persone. Il confronto e collaborazione con tutte le parti sociali sarà fondamentale", le parole di Nespolo riportate da Ansa.
Il Gruppo Fedrigoni, di proprietà di due fondi Bain Capital e BC Partners, nelle Marche è presente con stabilimenti a Fabriano e l'altro a Rocchetta; a Castelraimondo e Pioraco e Sassoferrato. Complessivamente 840 persone tra dipendenti e somministrati.
La decisione di Fedrigoni arriva dopo due anni di ricerca di partner disposti a investire su Giano per rilanciarne la competitività: "Abbiamo cercato a lungo, senza successo, partner che dessero le necessarie garanzie di sviluppo e di rilancio del business dell'ufficio", prosegue Nespolo. "Abbiamo sondato tutti gli scenari possibili, fino a valutare la vendita dell'intero business Fabriano, nonostante sia per noi un asset strategico. Neanche in questo caso abbiamo, purtroppo, individuato potenziali partner, per cui siamo giunti alla difficile, ma necessaria decisione di uscire dal business dell'ufficio, così da poter concentrare i nostri sforzi e investimenti sui prodotti distintivi dell'arte e disegno di Fabriano, simbolo d'eccellenza del Made in Italy nel mondo e asset strategico per Fedrigoni", ha concluso.
L’arcivescovo Francesco Massara e l’intera Chiesa di Fabriano-Matelica hanno espresso piena solidarietà e vicinanza ai 195 dipendenti delle Cartiere di Fabriano e alle loro famiglie, duramente provate dall’annunciata perdita del posto di lavoro. La Diocesi si fa voce della loro angoscia, appellandosi al Gruppo Miliani affinché si apra una nuova stagione di confronto costruttivo per mantenere la dignità che solo il lavoro può dare. Il settore della carta è storicamente un fiore all'occhiello di Fabriano.
L’arcivescovo Massara ha confermato "la propria disponibilità per cooperare con l’azienda e le istituzioni, regionali e nazionali, in modo che siano salvaguardate le competenze e l’alta professionalità dei lavoratori e si garantiscano alle loro famiglie certezze sul futuro. È eticamente necessario dare continuità operativa all’azienda il cui futuro è importante non solo per i lavoratori ma per tutto il sistema economico e sociale di un territorio già duramente provato dalla de-industrializzazione. Occorre l’impegno di tutti perché i posti di lavoro siano tutelati".
"Senza lavoro non c’è dignità: diritto al lavoro e democrazia sono posti in stretto collegamento dalla Costituzione italiana e Papa Francesco esorta incessantemente a non lasciare inascoltato, il grido di allarme dei lavoratori. La Chiesa di Fabriano-Matelica sarà sempre e in ogni modo vicina ai lavoratori e alle famiglie richiamando il senso di responsabilità dei vertici aziendali per cercare, in dialogo con le istituzioni e i sindacati, strade risolutive di speranza e fattiva collaborazione", conclude l'arcivescovo Massa.
La vicenda viene seguita con attenzione anche dall'amministrazione comunale matelicese, in quanto le ricadute di questa operazione interessano anche la realtà cittadina. "Si tratta di una situazione che non possiamo ignorare, nelle cartiere del gruppo Fedrigoni sono impiegati tanti nostri concittadini - commenta il sindaco Denis Cingolani - stiamo seguendo da vicino i fatti e siamo aperti a ogni tipo di confronto e di azione con le parti sociali interessate. Nel frattempo, ribadiamo il nostro più totale sostegno ai dipendenti del gruppo in questo momento di forte preoccupazione”.
Un palco e una platea completamente rinnovati. Una tribuna mobile per garantire la polifunzionalità della struttura. Una sala prove e altri spazi da destinare alle attività socio-culturali della comunità. È questo il volto dell’ex cinema Florida di Porto Potenza Picena, storico luogo di condivisione del passato che oggi, con l’avvio dei lavori di ristrutturazione, si prepara ad una seconda vita.
Sono partiti in questi giorni infatti gli interventi che, entro dicembre 2025, completeranno il progetto dal valore economico complessivo di 1 milione 255 mila euro finanziati per lo più con i fondi della rigenerazione urbana intercettati dal Comune.
“Il cantiere – spiega il Sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini – vedrà la ristrutturazione dei vecchi locali ma anche il recupero di nuovi spazi, sino ad oggi inutilizzati. Avremo una facciata rinnovata, nuovi impianti, nuove pavimentazioni e la sistemazione dell’area esterna”. Centrale nel progetto anche l’abbattimento delle barriere architettoniche: “Trattandosi di una struttura aperta al pubblico – spiega ancora il Sindaco – saranno garantiti tutti i requisiti di accessibilità e visibilità sia al piano terra, sia al primo piano. È infatti previsto l’inserimento di un ascensore”.
Sull’articolazione degli spazi interni e sulla destinazione di essi, c’è stato un confronto in fase progettuale tra l’amministrazione comunale e l’associazionismo locale: “Il nuovo Florida sarà utilizzato anche dalle associazioni sociali e culturali del nostro territorio. – dice il Sindaco – Con loro è stato fatto un incontro ad hoc nel corso del quale sono state rilevate le esigenze specifiche, così da consentire la realizzazione di una struttura che risponda pienamente alle necessità di alcuni dei suoi fruitori”. Non gli unici. “La comunità tutta – conclude il Sindaco - potrà qui riunirsi per incontri, eventi e presentazioni”.
Sempre più sta prendendo forma una vera e propria guerra mondiale, che si sta sviluppando su due fronti: quello ucraino e quello mediorientale. Si tratta di due scontri diversi, chiaramente, ma che debbono essere a nostro giudizio intesi come parti differenziate di un medesimo conflitto: il che emerge limpidamente se si considera che, sui due fronti, troviamo contrapposte le stesse forze, cioè da un lato l'occidente o, meglio, l'uccidente liberal-atlantista, e, dall'altro, la Russia, la Cina e quelli che potremmo genericamente definire i paesi disallineati alla globalizzazione americano-centrica e turbocapitalistica.
A rigore, questo conflitto mondiale non è cominciato adesso, ma già nel lontano 1989, quando terminò la guerra fredda, che potremmo altresì intendere come la terza guerra mondiale, e principiò la nuova guerra mondiale, la quarta. Quest'ultima potrebbe essere ragionevolmente intesa come la guerra planetaria che la civiltà del dollaro ha scatenato contro tutte le forze che, per una ragione o per un'altra, non si sono ancora piegate alla sua libido dominandi e al processo stesso di americanizzazione del globo.
Così debbono dunque essere intesi scontri come quello della Serbia del 1999 o dell'Iraq, fino alla Libia di Gheddafi: scontri diversi tra loro, certo, ma che si lasciano agevolmente ricondurre a questo paradigma ermeneutico, secondo cui la civiltà del dollaro ha preso di mira Stati che, in un modo o nell'altro, non erano ancora genuflessi all'ordine liberal-atlantista di matrice americana.
Quello che è accaduto in Ucraina nel 2022 e che sta ora accadendo a Gaza e dintorni deve essere letto in questa cornice di senso: il processo di americanizzazione del mondo è giunto ora direttamente allo scontro con una potenza mondiale come la Russia e non è difficile immaginare che, nei prossimi anni, il nuovo obiettivo di Washington sarà la Cina, anch'essa una potenza sovrana e peraltro ormai tale da primeggiare sullo scenario mondiale.
Come non mi stanco di ripetere, non è in atto una guerra della Russia contro l'Ucraina, come vanno ripetendo con l'usuale zelo gli araldi del pensiero unico politicamente e geopoliticamente corretto. Si tratta, invece, della guerra che la civiltà dell'hamburger sta conducendo contro la Russia, colpevole di non genuflettersi al nuovo ordine mondiale americanocentrico. L'Ucraina del guitto Zelensky, attore Nato, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, figura soltanto come instrumentum belli manovrato da Washington contro Putin.
Per quel che riguarda il Medio Oriente, le politiche imperialistiche e genocidarie di Netanyahu debbono essere esse stesse lette secondo questa chiave interpretativa, ossia come orientate a normalizzare in senso occidentale e capitalistico l'intera area. La vecchia categoria leniniana di imperialismo, lungi dall'essere un inservibile ferro vecchio, ci permette di comprendere piuttosto bene quel che sta accadendo sia contro la Russia di Putin, sia contro i paesi detti mediorientali che non si piegano al nuovo ordine mondiale, l'Iran in primis.
Dovrebbe essere ormai chiaro come il sole che il vero obiettivo di Israele risulta soprattutto l'Iran, che già da tempo Washington ha connotato come "Stato canaglia", espressione orwelliana che serve di fatto a definire tutti gli stati resistenti all'imperialismo a stelle e strisce. Surreale e irresponsabile risulta naturalmente l'atteggiamento della cosiddetta comunità internazionale, l'ennesimo nome ipocrita con cui l'uccidente qualifica se stesso.
Detta comunità internazionale, sempre pronta a denunciare soprusi e dittature quando si tratta di realtà non occidentali, tace vergognosamente sull'operato di Netanyahu. Israele sta utilizzando soprattutto due argomenti puramente ideologici per giustificare l'ingiustificabile, ossia il proprio operato imperialistico e genocidario: Israele dice infatti di esercitare il proprio sacrosanto diritto di difendersi, quando in realtà sta aggredendo Stati sovrani come l'Iran e come il Libano.
Ancora, Israele dice che sta lottando contro il terrorismo, quando in realtà sta ponendo in essere politiche che sono esse stesse palesemente terroristiche, nella misura in cui vanno a colpire obiettivi civili e procurano morti su morti. Si vorrà forse riconoscere che le donne, gli anziani e i bambini uccisi da Netanyahu sono tutti indistintamente terroristi degni di fare quella fine? Insomma, non sta giungendo una nuova guerra mondiale: essa è cominciata fin dal 1989 e adesso sta entrando nella fase più acuta.
(Credit foto: hosny salah da Pixabay)
La Protezione civile delle Marche ha emesso un’ allerta meteo arancione valida per domani, 3 ottobre, fino alla mezzanotte. Sono previste precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio o temporale, più abbondanti nel settore centro settentrionale della regione “dove le cumulate potranno risultare puntualmente elevate”, spiega la Protezione civile.
“Date le condizioni medie di saturazione dei suoli, si prevedono criticità idrogeologiche diffuse e innalzamenti significativi del reticolo idrografico, in particolare nella porzione centro settentrionale nella seconda parte della giornata di domani”.
L’allerta idraulica e idrogeologica (allerta arancione) riguarda le aree interne, collinari e costiere settentrionali, ovvero le zone di Pesaro-Urbino e Ancona. E alcune zone centrali del Maceratese per criticità idrogeologica. Allerta gialla, invece, sul versante idraulico (fiumi, torrenti ecc.) per le aree interne, collinari e costiere centrali. Criticità idrogeologiche (allerta gialla) anche nel Fermano e nell’Ascolano.
Il cielo si presenterà molto nuvoloso o coperto, le precipitazioni saranno diffuse e persistenti, localmente a carattere di rovescio, più abbondanti nel settore centro-settentrionale della regione. Le temperature si presenteranno in diminuzione nei valori massimi con venti deboli o moderati dai quadranti meridionali, tendenti a ruotare da nord in serata. Il mare sarà mosso, molto mosso in serata.
Gli inviti giungono anche dall'estero per ‘Li Matti de Montecò’, in procinto di partire nientemeno che alla volta dell'Ungheria. Per la terza volta infatti il gruppo folk di Montecosaro è stato scelto e chiamato dagli organizzatori delle "Giornate Italiane", manifestazione che si tiene al castello di Varpalota.
Non una novità dunque, ma una conferma che diventa un ulteriore riconoscimento circa la bravura dell'associazione montecosarese. Un grande onore la partecipazione nella città medievale, nonché una grossa responsabilità perché 'Li Matti de Montecò' saranno non soltanto l'unico gruppo marchigiano presente, bensì l'unico di tutta Italia.
L'edizione 2024, va specificato, è persino più importante perché presenta anche realtà provenienti da Austria e Polonia. Le "Giornate Italiane" di Varpalota si svolgeranno tra venerdì e sabato e 'Li Matti de Montecò' saranno presenti con una quindicina di figure tra suonatori, cantanti e ballerini e ci rappresenteranno proponendo i canti, i balli e le attività della civiltà contadina marchigiana
Questa volta a differenza del passato non solo esibizioni. 'Li Matti de Montecò' avranno uno spazio tutto loro, uno stand informativo dove esporranno e potranno anche vendere a turisti e interessati prodotti tipici del nostro territorio. Prima di partire infatti sono stati consegnati loro vini della Cantina Fontezoppa e cibo del Salumificio Tre torri.
"Un’occasione persa", così il responsabile Cisl di Macerata e Civitanova, Rocco Gravina, inquadra la vicenda del consiglio comunale aperto sulla sanità convocato a Macerata per il prossimo 4 ottobre.
"Un’occasione persa. Avevamo accolto con piacere l’invito iniziale alla partecipazione, l’invito a esporre le nostre idee, la posizione di un sindacato che in provincia di Macerata rappresenta quarantamila persone. Poi ci hanno detto che potevamo sì partecipare, ma senza possibilità di intervento - spiega Gravina in una nota -. Noi non ci saremo, per ascoltare un Consiglio comunale non ci vuole un invito, basta collegarsi al sito. Non è questa la politica che ci piace: non ci piace chi pensa di indicare la linea nel silenzio degli altri spettatori. Non saremo spettatori di questo Consiglio comunale sulla sanità: noi vogliamo partecipare, confrontarci, condividere, progettare un percorso".
"Non parteciperemo, come Cisl, al Consiglio comunale ma promuoveremo noi delle assemblee per affrontare il tema dei servizi sanitari, per ascoltare, per parlare, per dare un contributo alla soluzione dei problemi - sottolinea il responsabile Cisl Macerata e Civitanova -. La politica ha perso un’occasione con questo Consiglio comunale che doveva essere aperto ai contributi esterni, ma che invece resterà al chiuso. Inutile invitarci a discussioni autoreferenziali, non è il nostro modo di agire, non è il nostro modo di intendere la condivisione. Noi non ci saremo, un’occasione persa".
Consiglio aperto, porte chiuse. Rocco Gravina lancia infine una proposta: ^"Le soluzioni si trovano ai tavoli, però non in quello singolo di chi pensa di poter essere l’unico e insindacabile depositario della verità. C’è bisogno di reti, di conoscenze e di competenze maturate anche sul campo: agire da soli non porta da nessuna parte. Cisl è pronta a mobilitarsi per il diritto alla salute".
C’è tempo fino a mercoledì 30 ottobre, alle ore 12.30, per presentare alla Provincia le domande per partecipare al bando per l’assegnazione dei locali sfitti (ex agenzia di viaggi) in via Gramsci 17, sotto il loggiato di Palazzo degli Studi. Il locale ha una superficie di 68 mq, di cui 36 al piano terra e altri 32 al piano mezzanino abitabile, raggiungibile tramite scala a chiocciola e dispone di servizi igienici.
Il canone di concessione annuo previsto a basa d’asta è di 8.295 euro, con una cauzione di 829,50 euro. Il contratto avrà validità di nove anni e alla scadenza al concessionario verrà riconosciuto il diritto di prelazione per la stipula del nuovo contratto.
La porzione immobiliare potrà essere adibita ad esercizio pubblico e commerciale, a sede di studi professionali o di associazioni e, comunque, ad impieghi diversi dall’uso abitativo non contrari alla legge, all’ordine pubblico, al comune senso di decenza, nonché al decoro architettonico dell'edificio di ubicazione e dell'intero centro storico cittadino.
Verranno, in ogni caso, precluse le attività di sala giochi, agenzie di scommesse, phone center ed internet point, sexy shop, vendita di cannabis light e prodotti simili, anche in considerazione dal fatto che nel medesimo palazzo è presente un istituto scolastico.
La domanda di partecipazione, le modalità di presentazione della stessa e tutte le informazioni relative al bando sono disponibili sul sito della Provincia. Per visionare le porzioni immobiliari e avere chiarimenti tecnici, invece, è possibile rivolgersi ad Arianna Cingolani al numero 0733/248474 o scrivendo una mail all’indirizzo arianna.cingolani@provincia.mc.it.
Dopo tre anni il primo dirigente Mauro Caprarelli lascia la guida dei vigili del fuoco di Macerata per andare a ricoprire l'incarico di comandante di Viterbo. A succedergli il comandante Leonardo Rampino, proveniente dal Comando di Pesaro-Urbino dove ha ricoperto lo stesso incarico dal settembre del 2021.
L'ingegner Rampino, nella sua carriera, ha svolto incarichi al Comando dei vigili del fuoco di Novara, dal 1995 fino a marzo 1999; al Comando dei vigili del fuoco di Pesaro Urbino con la qualifica di direttore vicedirigente, da aprile 1999 e fino a giugno 2018; al Comando dei vigili del fuoco di Terni, con funzioni vicarie; a Roma presso la direzione centrale risorse logistiche e strumentali; a Roma presso la direzione centrale prevenzione e sicurezza tecnica. Rampino è anche stato dirigente dell'ufficio per il soccorso pubblico presso la direzione regionale dei vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia.
Nella giornata odierna si è svolta, presso la sede del Comando, la cerimonia del passaggio di consegna tra i due comandanti che hanno rivolto un saluto a tutto il personale e si sono scambiati sinceri auguri per il nuovo incarico.
Il comandante Caprarelli nel congedarsi ha rivolto un "sentito ringraziamento a tutte le autorità locali, alle istituzioni territoriali e ai cittadini della provincia, consapevole di portare con sé l'esperienza professionale maturata presso il territorio della provincia di Macerata".
L'ingegner Rampino ha incontrato tutto il personale operativo, amministrativo e i funzionari tecnici assicurando piena condivisione degli obiettivi ai fini del miglioramento del servizio fornito alla collettività.
Tra le diete più chiacchierate in circolazione c’è sicuramente la dieta chetogenica. Esaltata da alcuni come mezzo efficacissimo per il dimagrimento, demonizzata da altri per i rischi che le si attribuiscono, è in realtà uno strumento importante in una vasta gamma di situazioni; un regime alimentare particolare, sicuramente, che va utilizzato con le dovute precauzioni, ma che può garantire risultati rilevanti dove altri metodi spesso falliscono.
Partiamo dal definire la dieta chetogenica: è importante premettere che non si tratta di una dieta iperproteica, ma di un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati (pochi grammi al giorno), aumenta di contro i grassi e mantiene l’apporto proteico in linea con le principali linee guida nutrizionali. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia. I meccanismi fisiologici attivati in questa situazione riducono l’eventuale uso di proteine a scopo energetico, proteggendo la massa magra e riducendo in maniera notevole la sensazione di fame, rendendo quindi la dieta più facile da seguire.
Il suo primo utilizzo risale agli anni '20, dove venne impiegata per controllare l’epilessia non trattabile con i farmaci. Negli ultimi anni si è visto un crescente interesse nei confronti di questo regime alimentare, non solo per il trattamento dell’epilessia, ma anche di altre patologie come obesità, alcune forme tumorali, diabete di tipo 2, sindrome metabolica e sindrome dell’ovaio policistico.
Il termine “chetogenica” deriva dal fatto che l’assenza di carboidrati induce la produzione di corpi chetonici (che verranno utilizzati come energia) e l’insorgenza dello stato di chetosi. Questa chetosi indotta si rivela un processo fisiologico e non patologico, come succede nel diabete di tipo 1.
Proprio per la capacità indurre uno stato di chetosi, la dieta chetogenica offre sicuramente dei vantaggi rilevanti nel campo del dimagrimento: per la rapidità dei risultati che accresce notevolmente la compliance, per la riduzione della sensazione di fame, per l’effetto di risparmio sul tessuto muscolare e per la maggior aderenza al piano alimentare che risulta in genere molto facile da seguire.
Di contro, presenta sicuramente degli svantaggi, ovvero la sensazione di affaticamento che si avverte soprattutto nei primi giorni, la mancanza di un “pasto libero” e, se protratta nel tempo, il rischio che diventi monotona. Inoltre, si rivela controindicata in una serie di condizioni come gravidanza e allattamento, insufficienza renale, diabete di tipo 1 e disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
In conclusione, la dieta chetogenica non è pericolosa, purché si eviti il “fai da te” e ci si faccia seguire da un professionista della nutrizione. Lo stesso professionista dovrà accompagnare il paziente anche in una seconda fase di percorso, caratterizzata da una reintroduzione graduale (sì, perché la chetogenica non è una dieta a vita!) delle principali fonti di carboidrati in un organismo non più abituato, evitando così la possibilità di riacquisire il peso perso.
Sono 680 gli edifici, tra questi anche interi condomini e diverse multiproprietà, già interessati dai finanziamenti destinati alla ricostruzione privata post terremoto nel Comune di San Severino Marche.
A fornire un aggiornamento sul dopo sisma è stato la sindaca della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in apertura dell’ultima seduta del Consiglio comunale.
“Il finanziamento totale per le pratiche private, le opere sugli edifici pubblici e i luoghi di culto, oltre ai contributi per la delocalizzazione delle attività produttive, supera i 422 milioni di euro – ha sottolineato il primo cittadino settempedano, per poi spiegare - Di questa somma, oltre 381 milioni di euro sono già stati stanziati per la ricostruzione privata, destinati al recupero di 680 edifici”.
Il sindaco ha evidenziato che le pratiche presentate ammontano a un totale di 996, delle quali 424 riguardano interventi di ricostruzione leggera, 132 di ricostruzione pesante, 434 legati all'Ordinanza 100 e 6 all'Ordinanza 13/2017. Finora, sono 416 le pratiche concluse per contributi legati al sisma e 43 per contributi fuori sisma.
Continui ritardi e varianti tecniche stanno rallentando il completamento dei lavori di costruzione delle piscine in zona Casermette, prolungando ulteriormente i tempi di consegna. Quella che doveva essere un'opera pronta per la fine di ottobre 2024, vedrà invece il suo termine spostato a inizio 2025. Si tratta dell'ennesimo slittamento per un progetto che è in corso dall'11 luglio 2022.
Inizialmente, la fine dei lavori era stata fissata per il 24 giugno 2023. Una serie di imprevisti e modifiche in corso d'opera hanno portato a posticipare la data al 31 luglio 2024. Neppure questa scadenza è stata rispettata, e già in estate si parlava di un nuovo rinvio al mese di ottobre. Ora, i dipendenti della ditta incaricata, la Torelli Dottori spa, confermano che anche quel traguardo non sarà raggiunto, indicando come nuovo termine dei lavori il 2025.
A rallentare i lavori sarebbero stati i continui cambiamenti tecnici e le modifiche progettuali, che hanno costretto la ditta incaricata a procedere a rilento rispetto al termine fissato per ottobre di quest'anno fermando, in alcuni casi, completamente il cantiere per lunghi periodi dell'anno.
Non è la prima volta che i tempi di realizzazione subiscono una proroga: la storia di questo cantiere sembra destinata a prolungarsi ulteriormente, lasciando i cittadini con l'ennesima attesa e incertezza su quando potranno finalmente vedere completata l'opera.
Regolamentazione temporanea della circolazione stradale domenica 29 settembre in occasione del passaggio della gara ciclistica “34^ Leopardiana Sarnano-Recanati” nella zona di Villa Potenza.
Per l’occasione il comando della polizia locale di Macerata ha messo un’ordinanza che prevede: in via Teatro Romano, su entrambi i lati (ultimo tratto) il divieto di sosta con rimozione coatta valido dalle ore 13:30 alle ore 15:30 e comunque fino al termine della manifestazione; la sospensione temporanea della circolazione stradale, in occasione del transito della competizione, fino al passaggio del cartello mobile 'fine gara ciclistica', sulle strade urbane via Teatro Romano, SS 77 (ponte Pertini), SP 181 nel tratto compreso tra la rotatoria di Borgo Peranzoni e la SS77 e infine innesto sulla SS 77 con uscita dal territorio del Comune di Macerata in direzione Sant’Egidio di Montecassiano.
Lo scorso 24 settembre la Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità dell’intervento di riqualificazione del complesso sportivo di Villa Fermani. Un primo passo per mettere in atto una riqualificazione dell’intera area attraverso una serie di interventi che andranno a migliorare l’offerta di impiantistica sportiva del territorio.
Il progetto prevede il rifacimento del tamponamento esterno della copertura della bocciofila con totale rimozione delle lastre in fibrocemento contenente amianto e sostituzione delle stesse con pannelli sandwich in metallo ed installazione su porzione del tetto di pannelli solari fotovoltaici, l’installazione di un sistema di accumulo di energia elettrica, relamping energetico dei corpi luminosi all’interno dell’area di gioco della bocciofila, costruzioni di due nuovi campi da padel, riqualificazione degli spogliatoi ad uso del tennis sia in termini di efficienza energetica sia in termini di adeguamento degli accessi ai locali ed ai servizi.
Un intervento di circa 974.000 euro, finanziato tramite ordinanza commissariale del 29 dicembre 2023, che si va ad integrare con un un’altra progettualità che stiamo sviluppando la quale prevede l’ampliamento dell’attiguo parco della villa Fermani al fine di dotare l’area di spazi verdi all’area aperta adeguati per trascorrere momenti ludico ricreativi in un contesto rinnovato e di prospettiva.
Inizieranno lunedì 30 settembre i lavori di asfaltatura in corso Garibaldi. L’intervento, per un importo di 210 mila euro, riguarderà il tratto compreso tra il vialetto nord di Piazza XX Settembre e via Carnia. “Dopo il primo stralcio di viale Vittorio Veneto per il quale abbiamo già approvato il completamento – dice il sindaco Fabrizio Ciarapica – riqualifichiamo un’altra strada di Civitanova. Iniziamo con il primo stralcio, poi anche corso Garibaldi sarà asfaltato completamente. Nel frattempo – ricorda il Sindaco - i lavori in contrada Piane di Chienti sono in via di ultimazione e altri cantieri stanno per partire”.
I lavori di asfaltatura termineranno entro il 29 ottobre. “Salvo imprevisti – annuncia il Sindaco – riusciremo a riaprire la strada prima della scadenza”. La prima settimana sarà necessario interdire il transito veicolare per effettuare le opere di risagomatura della fascia centrale, quindi si provvederà alla chiusura di corso Garibaldi in prossimità delvialetto nord fino all’intersezione con via Piave, con convogliamento del traffico sui seguenti itinerari: piazza XX Settembre, corso Vittorio Emanuele, via Piave, corso Garibaldi oppure piazza XX Settembre, vialetto Nord, viale Matteotti, via Santorre di Santarosa, lungomare Piermanni.
Successivamente al periodo di chiusura sopra indicato, il transito veicolare su corso Garibaldi verrà garantito, mediante canalizzazione su corsia dedicata, ricavata nella porzione di sede stradale non occupata dai macchinari.
Per quanto riguarda le strade perpendicolari che confluiscono su corso Garibaldi, cioè Via Cavour, via Mazzini, via Isonzo e Via Carso saranno chiuse all'altezza dell'intersezione con corso Vittorio Veneto in base all'avanzamento dei lavori con accesso consentito ai soli residenti. Per la durata dei lavori è vietata la sosta ambo i lati H24 lungo tutto il tratto oggetto di intervento.