Da lunedì 19 marzo 2019 il servizio di raccolta differenziata Porta a Porta prenderà avvio su tutto il territorio comunale di Sefro.
La raccolta, il trattamento e il successivo avvio al recupero e quindi al riciclo sarà a cura del Cosmari srl, azienda interamente pubblica che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti di tutti i comuni della provincia di Macerata con una raccolta media del 75%.
Saranno interessate sia le famiglie che tutte le attività economiche (negozi, artigiani, aziende, uffici professionali) residenti sul territorio.
Le modalità del nuovo servizio sono semplici e facili da adottare e già in uso in tantissimi comuni italiani. In pratica prevede che ognuno che risiede a Sefro capoluogo, collochi all'esterno della propria abitazione, davanti alla porta di casa, nei giorni e negli orari prefissati, il sacchetto dei rifiuti, corrispondente, per qualità, a quello indicato nel programma stabilito. Sarà compito degli operatori ritirare i rifiuti e avviarli al recupero presso gli impianti di selezione consortili.
In pratica le famiglie dovranno mettere fuori della porta di casa il sacchetto blu con i rifiuti multimateriale, ossia plastica, alluminio e barattolame metallico, ogni venerdì, dalle ore 7.00 alle ore 8.00 se abitano a Agolla o Sorti dovranno utilizzare i contenitori stradali.
il sacchetto di carta con carta, cartoncini, giornali, riviste e tetrapack, ogni giovedì, dalle ore 7.00 alle ore 8.00 se abitano a Agolla o Sorti dovranno utilizzare i contenitori stradali.
il sacchetto giallo con i rifiuti rsu, quindi inserendo tutto quello che non è differenziabile o recuperabile, ogni lunedì dalle ore 7.00 alle ore 8.00 se abitano a Agolla o Sorti dovranno utilizzare i contenitori stradali.
Per il rifiuto umido e per il vetro si potranno continuare ad usare, secondo le proprie esigenze, i cassonetti stradali di piccole dimensioni marroni e verdi. Per conferire l’organico è indispensabile utilizzare i sacchetti biodegradabili e compostabili.
Particolare attenzione è dedicata anche alle utenze non domestiche, quali ristoranti, bar, esercizi commerciali, aziende produttive, studi professionali, strutture ricettive. In questo caso il servizio sarà calibrato sulla base delle concrete esigenze di ciascuna attività, attraverso concordate ed adeguate modalità di conferimento (della carta, della plastica, del cartone e degli imballaggi in genere) presso il proprio esercizio commerciale o la propria azienda, sempre secondo un calendario prestabilito.
Questo modo nuovo di conferimento dei rifiuti, come tutte le novità che si affacciano nel quotidiano abbisogna di un periodo di "rodaggio" funzionale così da farci acquisire dimestichezza e far proprie le nuove regole di comportamento.
In questi giorni si sono tenuti diversi incontri informativi con la partecipazione dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e degli esperti del Cosmari.
Il kit per effettuare la raccolta differenziata è stato distribuito direttamente e gratuitamente a casa da parte degli operatori del Cosmari. Le famiglie hanno ricevuto un mastellino per la raccolta dell’umido, i sacchetti blu per il multi materiale leggero, i sacchetti per la carta e cartone, i sacchetti gialli per l’indifferenziato e i sacchetti biodegradabili e compostabili per l’umido. Inoltre, sempre a casa, saranno consegnati un libricino informativo con il glossario dei rifiuti e un utile calendario che ogni giorno facilita il conferimento esatto dei propri rifiuti.
Gli obiettivi primari di questo nuovo servizio – ricorda il Sindaco Giancarlo Temperilli - sono aumentare la raccolta differenziata fino al 65%, migliorare ulteriormente l'immagine e la vivibilità di tutto il territorio comunale, contenere i costi di gestione e di smaltimento dei rifiuti, riducendone anche le quantità prodotte.
Si ricorda che è fondamentale il rispetto dell'obbligo di separazione dei rifiuti conferiti. E' indispensabile la partecipazione attiva e consapevole da parte di tutti i cittadini e di tutte le famiglie. Per ottenere i massimi vantaggi è necessario minimizzare la quantità dei rifiuti prodotti e integrare gli sforzi di ognuno, perché insieme è possibile tutelare il territorio, migliorare l'ambiente e la nostra salute. Tutto ciò perché tutti abbiamo a cuore il nostro territorio e Sefro.
Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale di Recanati, Stefania Stimilli (Pac)
"A nome di Pac ringrazio l’assessore Sabbatini per la sua risposta rispetto a quanto da me richiesto durante il consiglio comunale del 28 febbraio scorso, in relazione alla biblioteca Moroni.
In verità però la mia domanda, alla quale l’assessore non aveva risposto per la mancata conoscenza dei dati e che si può riascoltare dall’audio e dalla registrazione della seduta, non verteva sul numero degli iscritti quanto piuttosto sul numero degli utenti effettivi che usufruiscono giornalmente dei servizi erogati dalla biblioteca comunale.
In paesi vicini a Porto Recanati infatti, (Castelfidardo, Recanati, Osimo , Civitanova Marche) le biblioteche comunali hanno tutte il servizio di Wi-Fi gratuito e, ad eccezione di quella di Osimo, hanno tutte 2/3 postazioni fisse con Pc connesso, media dei visitatori giornaliera varia dai 20/25 utenti di Osimo e Castelfidardo ai 70/100 di Recanati e Civitanova Marche.
Ritengo pertanto che l’assessore Sabbatini dovrebbe rivalutare la sua opinione espressa nella risposta a me fornite scrivendo che “non si è voluto in sostanza creare un hotspot pubblico dove tutti possono connettersi e ciò in buona sostanza perché la biblioteca comunale non può rappresentare luogo per fruire di una connessione generalizzata e per qualunque tipo di necessità, ma solo ed esclusivamente per finalità di studio e ricerca inerenti i fruitori del servizio”.
I numeri degli utenti delle biblioteche comunali dei paesi a noi limitrofi dovrebbero ancora di più far comprendere che se si vuole dare un vero servizio pubblico è necessario dotare anche la nostra biblioteca di un servizio Wi-Fi gratuito e delle postazioni con pc connessi, nonchè di arredo e luci adatte alla lettura e al lavoro di ricerca.
Questo permetterebbe agli utenti della biblioteca di studiare in modo molto più completo, ma anche di fare ricerche e leggere i quotidiani. Solo in questo modo si doterebbe anche porto Recanati di una vera biblioteca comunale utilizzabile non solo per il mero prestito libri, ma anche , cosa molto più attuale, a lavoro di studio e ricerca in loco".
Continuano gli incontri formativi da parte del Villa Musone. In questa stagione la società gialloblu ha organizzato finora diversi appuntamenti, alcuni legati alla pratica sportiva mentre altri riguardanti le tematiche giovanili, sempre molto partecipati ed interessanti. Per continuare su questa falsariga, lunedì 19 marzo, alle 18.30 presso la sala Anders in località Acquaviva di Castelfidardo, si svolgerà l'incontro dal tema "Figli, genitori e smartphone, una grande sfida educativa".
Il pomeriggio sarà incentrato su questa tematica molto sentita ed attuale, visto che i dati confermano come l'uso dello smartphone sia ormai quasi una sorta di dipendenza per i giovani, e non solo. Infatti il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni difficilmente si prendono una pausa dagli smartphone tanto da arrivare a controllare il proprio cellulare in media 75 volte al giorno. Addirittura il 7% lo fa fino a 110 volte al giorno. Sono i dati emersi da un sondaggio online condotto dall'Associazione Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo) su un campione di 500 persone, di età compresa tra i 15 e i 50 anni. In questa statistica rientrano anche gli adulti che purtroppo tengono comportamenti analoghi. Infatti il 49% degli over 35 non riesce a stare senza cellulare, controlla se sono giunte notifiche o messaggi almeno 43 volte al giorno, di cui un 6% arriva a sfiorare le 65 volte: un 58% di loro non riesce a stare per almeno 3 ore senza buttare un occhio sullo schermo. Ad approfondire il tema ci sarà il dott. Filippo Angeletti, logopedista già relatore del primo incontro sul bullismo e cyberbullismo. L'incontro, oltre ad essere rivolto ad istruttori, atleti, dirigenti e genitori, è gratuito ed aperto a tutti.
“Sono 34 gli impianti delle Marche non in regola con la Direttiva comunitaria per quanto riguarda il sistema delle reti fognarie e il trattamento delle acque reflue. Una inadempienza che potrebbe costare alle Marche la considerevole cifra di 11 milioni di euro di ammenda". La denuncia viene dal consigliere regionale Sandro Bisonni, vice presidente della commissione Ambiente della Regione, che sull’argomento ha presentato una interrogazione in consiglio regionale proprio allo scopo di fare chiarezza sulla vicenda.
“La Direttiva – precisa Bisonni – stabilisce che tutti gli agglomerati con una popolazione superiore ai duemila abitanti siano forniti di adeguati sistemi di reti fognarie, per il trattamento delle acque reflue, entro precise scadenze temporali che se non rispettate saranno motivo di ammenda. Nelle Marche attualmente sono 34 gli impianti non in regola che tradotto in euro di multa significa 11 milioni che ricadranno, questo oramai è noto, sulle tasche dei cittadini che vedranno aumentare la loro bolletta dell’acqua non tanto per l’incremento del costo della materia prima ma per il mancato investimento nelle infrastrutture atte alla depurazione".
Da una informale accesso agli atti, risulterebbe che degli impianti "a rischio", "una parte potrebbe essere in regola prima della scadenza, tra il 2020 e il 2023, attraverso la realizzazione delle strutture di depurazione. Ma in molti casi lo stato di avanzamento dei lavori si attesta su livelli iniziali o insufficienti e quello che è sicuro che almeno 17 di questi non saranno in grado di raggiungere la conformità entro il periodo stabilito dalla Direttiva europea".
“I soldi della multa – precisa Bisonni – potrebbero essere utilizzati per la realizzazione degli impianti. Non è una idea geniale, ma scontata perché nessuno sarebbe disposto ad attendere con le mani in mano, una scadenza che porta ad infrazione e alla conseguente ammenda, se sa bene che può porvi rimedio. Sarebbe meglio investire questi soldi in strutture che resterebbero patrimonio della comunità. Inoltre va sottolineato che è proprio la mancanza di adeguate depurazioni delle acque ad essere la causa principale di quei divieti di balneazione che tanto danno portano all’ambiente, al turismo e all’economia della regione”.
Per questo Bisonni chiede espressamente al presidente della giunta regionale di fare chiarezza e di conoscere se i 34 impianti con procedura di infrazione in corso potranno raggiungere la conformità prima che la Corte di giustizia europea emetta la condanna per inadempienza; se la Regione ha fornito tutti gli strumenti economici, di programmazione, qualità dei progetti e un percorso trasparente e certo nei tempi per la conclusione dei lavori di adeguamento del servizio di depurazione; se non ritinga necessario rafforzare i controlli non solo sulla costa ma anche sui fiumi, sui fossi e scarichi dell’entroterra allo scopo di individuare eventuali scarichi illegali non depurati o mal funzionanti e questo attraverso le forze dell’ordine, anche alla luce dei nuovi strumenti messi a disposizione dalla legge sugli ecoreati.
Il cimitero di Macerata trasformato in una discarica. Questo è quello che appare nelle foto che un lettore ci ha inviato in redazione per denunciare la situazione di degrado del camposanto di via Pancalducci: "Questo è quello che troviamo quando andiamo a trovare i nostri cari morti... siamo nel degrado più assoluto" denuncia.
Rifiuti ingombranti, sgabelli, sanitari - come si evince dalle foto - risultano ammassati in maniera disordinata tra i cassonetti gettati a terra o fuori dai container che dovrebbero servire proprio per raccogliere i rifiuti più voluminosi. La presenza di quelli che sembrano essere resti di un cantiere fa pensare che si tratti di un tentativo, finora riuscito, di trasformare la zona in una sorta di discarica a cielo aperto, dove chiunque può abbandonare quello che non gli serve più, incurante di chi al cimitero va per un saluto ai propri congiunti.
Dalla capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi, riceviamo.
"Presentata in consiglio regionale una mozione a firma della capogruppo Elena Leonardi sulla situazione, nella regione Marche, dell'assenza di scuole di specializzazione per la cosiddetta "area non medica". Si tratta di corsi di specializzazione del tipo “Patologia Clinica e Biochimica Clinica”, “Microbiologia e Virologia”, “Genetica Medica”, “Farmacologia e Tossicologia Clinica”, “Scienza dell'alimentazione” e così via. Tutte materie che sono necessarie per formare adeguatamente tecnici di laboratorio e biologi che svolgono tirocini o servizi di vario tipo presso i laboratori analisi regionali.
Il ministero dell'Università e Ricerca Scientifica già dal 2016 ha iniziato a sollecitare gli Atenei italiani ad attivare tali corsi, diverse Università su tutto il territorio nazionale hanno così seguito la circolare medesima. Per quanto riguarda le Marche parrebbe che tali corsi non siano ancora stati attivati tutti e per il loro accesso sono "abilitati" attualmente soltanto i medici. Quello che si chiede nella mozione, continua la Vicepresidente della Commissione Sanità, è un impegno a stipulare un'intesa, un accordo, con l'Università Politecnica marchigiana affinchè anche il personale dell'area "non medica" possa avere riconosciuto questo diritto dando seguito a quanto stabilito con Decreto Nazionale. Inoltre il corso sarebbe comunque oneroso per chi volesse frequentarlo, pertanto esso sarebbe sostenuto finanziariamente dagli stessi soggetti; il vantaggio è che questi professionisti o studenti non dovrebbero più trasferirsi presso i grandi Atenei italiani con un impegno finanziario spesso insostenibile.
Si pensi inoltre alla perdita della possibilità di continuare il tirocinio presso il servizio sanitario regionale o presso i centri medici privati regionali marchigiani. Un vantaggio economico anche per la nostra regione: con il mantenimento di queste figure nel nostro territorio, inoltre, il D.L. n. 502 del 30 dicembre 1992 sancisce l'obbligatorietà del possesso del titolo di specializzazione, anche per i laureati “non medici”, come uno dei requisiti obbligatori per la partecipazione concorsuale al Sistema Sanitario Nazionale. Ho fiducia nell'accoglimento di questo atto nell'Aula regionale perchè il blocco della attivazione delle scuole di specializzazione nei confronti dei soggetti “non medici” sta arrecando un grave danno ai tanti giovani biologi che hanno sempre sognato di poter lavorare nei laboratori del Sistema Sanitario Nazionale".
La giunta comunale di Civitanova Marche ha approvato, primo Comune delle Marche, un nuovo atto d'indirizzo in vista della pubblicazione del prossimo bando per la formazione della graduatoria degli aventi diritto alle case popolari (delibera n. 90 del 10-3-2018).
Vengono introdotti una serie di criteri più rigorosi riguardanti la documentazione da produrre per l'accesso alla graduatoria, in modo da rendere più semplici i controlli delle autocertificazioni non solo in Italia ma anche in altri Stati. E' il Comune ad effettuare i controlli, sia a campione che in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive.
I nuovi vincoli non riguardano la graduatoria vigente, approvata nella seduta del 6 ottobre 2016 dalla Commissione Comunale Assegnazione Alloggi Erp, che scadrà il prossimo 23 ottobre, ma il nuovo bando che dovrà essere predisposto.
Il provvedimento è stato presentato questa mattina, nella sala dell'Amicizia, dal sindaco Fabrizio Ciarapica, e dagli assessori Ermanno Carassai (Lavori Pubblici e Case Popolari), Giuseppe Cognigni (Sicurezza e Decoro urbano) e Pierpaolo Borroni (Commercio).
“Miriamo alla formazione di una graduatoria più equa, che ci dia maggiore certezza di escludere dalle liste degli aventi diritto quei nuclei familiari già in possesso di un immobile adibito ad abitazione. Questo vale non solo in Italia ma anche in altri Stati – ha spiegato il sindaco Ciarapica - Con questa misura non si ledono diritti, ma si ristabilisce una equità sociale che andava ripristinata. Ringrazio gli assessori Cognigni, Carassai e Borroni per il loro fondamentale contributo”.
In base al regolamento comunale, il richiedente ricorre all’autocertificazione e, ove occorra, alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà dei requisiti richiesti.
La delibera approvata stabilisce che i cittadini di Stati extraeuropei (a meno di presenza di apposite convenzioni internazionali) debbono già al momento della presentazione della domanda per l'accesso alla graduatoria presentare la dichiarazione dello Stato di provenienza, con traduzione in italiano, che attesti che nessun componente del nucleo ha una abitazione idonea nello Stato da cui le persone provengono. I cittadini della Comunità Europea (non italiani) possono presentare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà al momento della domanda, ma poi se sono collocati in posizione utile per l'assegnazione di un alloggio, prima di tale assegnazione, debbono presentare la certificazione dello Stato di provenienza con traduzione asseverata dell'Autorità Consolare che certifichi che l'assegnatario e tutti i componenti del nucleo familiare non sono proprietari di altro alloggio idoneo.
“Siamo i primi nelle Marche ad attuare questa riforma, nel rispetto delle normative vigenti – sottolinea l'assessore Cognigni - La casa è un diritto di tutti e vogliamo scoraggiare abusi”.
L'assessore Ermanno Carassai ha poi illustrato la situazione degli alloggi disponibili. “Prima della scadenza dell'attuale bando contiamo di assegnare otto alloggi, di cui due sono in via Quasimodo, uno in via Verga. Per gli altri devono ancora iniziare i lavori di ripristino, perché, come sapete, l'Erap è impegnata in primis nelle zone terremotate dove c'è maggior urgenza”.
L’amministrazione comunale di Potenza Picena ha aderito come partner istituzionale all’iniziativa di valenza nazionale denominata “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”. Dal 17 marzo al 1 aprile, presso la Chiesa di Santa Caterina, si svolgerà la mostra in versione “compact” organizzata e promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che resterà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30.
Scopo dell’esposizione è quello di diffondere una concreta cultura di pace attraverso un percorso di immagini, documenti e testimonianze di uomini e donne che vissero il dramma di Hiroshima e Nagasaki. Aperta a tutti, con ingresso gratuito, la mostra è pensata in particolare per le giovani generazioni, destinate a raccogliere il testimone del futuro del nostro pianeta e renderlo un luogo in cui alle armi ed ai conflitti si sostituiscano il dialogo e la pace.
“L’amministrazione comunale di Potenza Picena ha scelto di aderire con entusiasmo e convinzione a questa iniziativa che, partendo dalla consapevolezza della memoria, vuole essere non solo un monito ma un cammino verso un futuro migliore – ha sottolineato il vice sindaco, Noemi Tartabini – ci è piaciuta la grande attenzione rivolta alle scuole ed ai giovani in una campagna in cui le parole d’ordine sono pace e rispetto verso ogni essere vivente e verso il pianeta che ci ospita”.
Senzatomica è una dei principali partner italiani dell’Ican (International Campaign to Abolish Nuclera weapons), un’unione di organizzazioni non governative di 101 Paesi insignita del Premio Nobel per la Pace 2017. L’iniziativa ha, inoltre, il patrocinio della Regione Marche ed è stata insignita di una medaglia quale speciale premio di rappresentanza dal presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel febbraio 2011.
Ieri 15 marzo, una delegazione dell’Amministrazione Comunale si è recata in visita presso la comunità di recupero di San Patrignano, al fine di approfondire il fenomeno delle dipendenze con particolare focus sulla ludopatia.
La visita si inserisce nel lavoro promosso da Monia Rossi, presidente della Commissione Consiliare attività economiche e produttive e dall’assessore ai servizi sociali Barbara Capponi per la formulazione di un nuovo regolamento per la disciplina del gioco d’azzardo.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di trovare il giusto equilibrio nella disciplina del settore vista la forbice esistente tra il costo sociale per il recupero delle persone che vivono il disagio della ludopatia e la necessità di non limitare il settore dei giochi leciti, settore molto significativo sia per i produttori che per gli esercenti locali.
«È Fondamentale conoscere affondo il problema per poter implementare delle strategie efficaci - ha affermato l’assessore Capponi. Conoscere questa realtà ci ha mostrato delle metodologie di lavoro e prospettive di collaborazione che saranno senz’altro utili per la prevenzione e l’intervento nei confronti della nostra cittadinanza».
Il consigliere Rossi, invece, si è concentrata sull’aspetto umano: «Mi ha molto emozionato - ha detto - vedere la forza di volontà di questi ragazzi che hanno ripreso in mano la propria vita per iniziare un percorso di rinascita”.
Alla visita erano presenti, oltre all’assessore Capponi e al consigliere Rossi, il consigliere Belletti e i funzionari Passarelli, Castellucci e Ranieri. Durante la visita, i rappresentanti del Comune hanno preso atto che le ditte costruttrici delle macchine da gioco hanno predisposto gli apparecchi di un dispositivo in grado di riconoscere e impedire il gioco alle persone segnalate come ludopatiche dai servizi sociali del Comune.
La comunità di recupero San Patrignano sorge su un territorio di circa 260 ettari, è una relatà molto importante che ospita circa 1300 ragazzi in cura e 160 famiglie di ragazzi residenti, operatori ed ex pazienti guariti.
Il finanziamento per 1 milione e 800 mila euro da parte del Ministero dell'Ambiente e della Regione Marche per il mitigamento del rischio idrogeologico nella zona di Via Beato Benvenuto (Rione Mercato) è stato oggetto di una riunione operativa promossa dal Sindaco Fiordomo come appuntamento della campagna di ascolto. Ad illustrare lo studio geologico e la progettualità prodotta dopo i problemi emersi con l'alluvione del 2012 il Dirigente dell'ufficio tecnico Maurizio Paduano e il geologo Morgoni.
Presenti anche Raffaella Caraceni, presidente del gruppo comunale di volontari, e la vice Stefania Grassetti per parlare di prevenzione e buone pratiche in caso di emergenza. Interesse e soddisfazione da parte dei residenti di Via Benvenuto ma anche della centrale Via Loreto per il finanziamento ottenuto. Ora iniziano le procedure tecniche per elaborare il progetto definitivo ed appaltare i lavori.
Nella puntata di ieri sera, giovedì 15 marzo, nel tg satirico di Canale5 è andato in onda un servizio da Visso, iniziato con l'inviato Riccardo Trombetta, in quello che rimane del centro storico del paese, dopo le scosse del 26 e del 30 ottobre 2016.Nonostante le tante promesse ricevute, gli abitanti di Visso lamentano un grande immobilismo burocratico e la mancata consegna di parte delle casette a loro destinate.A mostrare le condizioni del paese è Giuseppe Capocci, dell'Associazione "Risorgi Visso", che con un velo di tristezza indica quello che era il suo negozio e spaziando nella piazza, tutti gli edifici lesionati, evidenziando come non sia stato fatto molto per quanto riguarda la ricostruzione.Le telecamere si spostano quindi di fronte ad un grande edificio gravemente danneggiato, dove dovrebbe sorgere un centro commerciale e la nuova piazza di Visso, importantissimi sia come funzione sociale che a livello turistico. Purtroppo però i lavori sono inesorabilmente fermi a causa di fondi per un totale di 8 milioni di euro, bloccati dalla Regione (2 milioni) e dalla Protezione Civile per (6 milioni).Difficoltà anche per le attività commerciali, sistemate in delle anguste casupole di legno a ridosso del fiume, fredde d'inverno e infuocate d'estate, dove mancano perfino i bagni, come nel caso della parrucchiera intervistata la quale ha sottolineato che con una clientela di signore anziane, questa situazione crea notevoli disagi."Quì non ci vede e non ci sente nessuno - conclude l'ultimo signore intervistato - né la Regione, né la Provincia, né lo Stato. Noi vogliamo che si riparta, riparta la ricostruzione e se non succede, che se ne vadano via tutti!".
Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale di Civitanova, Vincenzo Pizzicara (Noi con Ciarapica)
"Fa sorridere il civitanovese Micucci, consigliere in Regione, che accusa il sindaco di essere ondivago quando lui, membro della IV commissione Sanità e Politiche Sociali, negli ultimi due anni non ha mai preso posizione in difesa dell’ospedale di Civitanova Marche e nemmeno contro la localizzazione dell’ospedale unico alla Pieve.
Per due anni Micucci ha taciuto su tutto l’iter unilateralmente portato avanti dal governatore Ceriscioli, dal sindaco Carancini e in precedenza dall’amministrazione Corvatta e adesso a giochi fatti, tutti i responsabili vogliono addossare le colpe al sindaco Ciarapica che ha partecipato soltanto alle ultime due conferenze dei sindaci.
Mi preme ricordare che il governatore non era presente al consiglio comunale aperto di novembre, fortemente voluto dalla maggioranza, e in quella sede Micucci non aveva fatto intuire che fosse possibile rivedere la decisione o valutare nuovi scenari rispetto a quanto già stabilito. Oltretutto, per avere la presenza del governatore è stato indetto un nuovo consiglio comunale aperto e il governatore Ceriscioli ha dato disponibilità solamente dopo le elezioni.
È bene sottolineare che nel verbale della conferenza dei sindaci del 4 agosto, l'unica in cui Ciarapica ha potuto votare, si legge chiaramente: “Il sindaco di Potenza Picena e Civitanova Marche dichiarano il proprio sostegno per un sito vicino alla zona costiera provinciale dove risiede la maggior parte degli abitanti con una densità che aumenta nei mesi estivi. In particolare il sindaco di Civitanova Marche sostiene la candidatura della propria struttura, recentemente ampliata con notevoli investimenti, mentre sottolinea l’importanza di sapere la sorte delle strutture esistenti dopo la scelta del sito dell’ospedale unico”. Pertanto il loro è stato l’unico voto di opposizione alla baricentricità pura. Infine, leggendo l’intervento di Micucci, sembra proprio che il consigliere non abbia più argomentazioni, tanto da ricalcare la risposta del suo collega di partito Silenzi.
E quindi non si riesce a capire di chi siano le affermazioni uscite sulla stampa se Micucci o Silenzi".
A Recanati il nuovo impianto del calcio a 5 sarà presto realtà. È infatti in appalto l'intervento previsto a fine 2017 dall'amministrazione comunale per dare una risposta alle esigenze della società di calcio a 5, al tennis e al Liceo Scientifico, carente di spazi per l'attività fisica. L'incontro di presentazione del progetto si è svolto presso la sede della Croce Gialla ed è stato molto partecipato con dirigenti, atleti e appassionati.
Insieme al sindaco Francesco Fiordomo il vice Antonio Bravi, il Delegato allo sport Mirco Scorcelli e il presidente della commissione lavori pubblici Gianfilippo Simoni. L'illustrazione è stata curata dall'Ing. Graziano Bravi, presidente dell'Helvia Recina Futsal Recanati che ha messo a disposizione gratuitamente il progetto. Per il Liceo Scientifico presente la professoressa Pia Piergiacomi, molto soddisfatta per la gradita novità che darà risposte importanti anche per le attività sportive degli studenti. Presenti anche il dirigente del Comune Giorgio Foglia e la geometra Michela Vitali che ha seguito l'intero iter. 183 le offerte giunte in Comune per questo intervento che sta per vedere la luce.
"Ormai da diversi anni cercavamo di trovare una soluzione per questa struttura che è strategica per la città, in una zona che ha una grande storia ancor prima della sua urbanizzazione con la realizzazione del Liceo - ha affermato il Sindaco Fiordomo -. Anche nei confronti dello sport l'amministrazione c'è. Ricordo con piacere che il primo mutuo che abbiamo stipulato è stato per il nuovo campo di calcio a Villa Musone nel 2010, poi il sintetico allo stadio Tubaldi, l'intervento nelle palestre come quella di palazzo Venieri e su tante altre passando alle importanti convenzioni con il mondo dello sport che ha un rolo fondamentale per la comunità. Ora abbiamo tre importanti progetti. Questo del calcio a 5 è il primo, poi l'ampliamento del palazzetto dello sport finanziato dal Ministero e dal Coni che diventerà un punto di riferimento non solo per le partite di basket ma anche per meeting ed eventi, ed infine il terzo che speriamo di finalizzare e relativo al bando Sport e periferie per una struttura polifunzionale per dare una risposta alla scherma, alla ginnastica artistica e lo sport per disabili".
"Ora il nostro momento è arrivato così come per gli amici del tennis e per il Liceo con una struttura di alto valore - ha detto Graziano Bravi, presidente dell'Helvia Recina Futsal Recanati che dal 1983 promuove in città l'attività del calcio a 5 -. Per noi è un grande traguardo perchè abbiamo atteso con pazienza che arrivasse il nostro momento, poichè a volte ci si dimenticha che le amministrazioni comunali hanno tantissime priorità anche piu' importanti delle nostre. Il progetto prevede un ampliamento dell'impianto, la copertura in acciaio di uno dei due campi, la realizzazione di una tribunetta e di bagni per il pubblico". "Sono davvero contento per i ragazzi che avranno un nuovo spazio, come insegnante e come consigliere della passata legislatura visto il grande lavoro che si sta continuando a fare", ha detto la Piergiacomi. "Per me questo intervento è una soddisfazione particolare- ha evidenziato Gianfilippo Simoni-. Ci abbiamo lavorato per molto tempo e alla fine è emersa una soluzione che fa crescere il mondo dello sport di Recanati per il quale abbiamo fatto e stiamo facendo davvero tanto".
“La vicinanza delle date del 31 marzo, termine ultimo fissato dal decreto-legge 189/2016 per la presentazione delle schede AeDES da parte dei tecnici professionisti, e del 30 aprile 2018, giorno entro il quale dovranno essere presentate, pena l’inammissibilità delle stesse, le domande di contributo per la ricostruzione privata degli edifici con danni lievi, sta creando ansia e paura nei cittadini già pesantemente colpiti dal dramma del terremoto del centro Italia e da una gestione dell’emergenza che ha creato soltanto ritardi e disagi alle popolazioni che vorrebbero tornare al più presto a delle normali condizioni di vita”.
Con queste parole il senatore Paolo Arrigoni, responsabile regionale della Lega nelle Marche, denuncia una situazione che avrà "pesanti ripercussioni sul processo di ricostruzione post-sisma e che preoccupa cittadini terremotati e professionisti incaricati di redigere gli studi tecnici, minacciati da rilevanti sanzioni".
“Nella giornata di martedì – continua il senatore della Lega – in una nota inviata ai sindaci dei territori colpiti dal terremoto e agli ordini professionali della regione dall’Ufficio speciale per la ricostruzione nelle Marche veniva evidenziato come a fronte delle imminenti scadenze siano ancora attese dall’ufficio 14.235 perizie giurate (AeDES) e circa 5.000/6.000 progetti di ricostruzione per danni lievi; tanto che le istanze depositate vengono ritenute assolutamente inadeguate in termini numerici rispetto ai danni provocati dal sisma ”.
“La Lega, allo scopo di evitare ovvie ripercussioni negative al processo di ricostruzione e risolvere effettive difficoltà di rispetto dei termini per i cittadini terremotati e i professionisti interessati, ha richiesto formalmente al Commissario straordinario del Governo di provvedere urgentemente con un’ordinanza all’immediato differimento dei termini, e di farsi garante per l’emanazione di un apposito decreto-legge da parte del Governo Gentiloni”.
“Tuttavia è doveroso ammettere che lasciare scadenze così importanti in pieno prevedibile periodo elettorale non ha fatto altro che aggiungere incertezza, certificando ancora una volta la superficialità e l’arroganza della maggioranza e del Governo uscenti”, conclude Arrigoni.
Il sindaco Pezzanesi e gli assessori Luconi e Colosi comunicano che a partire dal prossimo 23 marzo il Comune di Tolentino provvederà al pagamento del contributo per l’autonoma sistemazione – Cas relativo ai mesi di gennaio e febbraio 2018.
Come nelle precedenti occasioni, il Comune rende noto che laddove si registrino ritardi, "questi stessi sono dovuti a una attenta verifica degli aventi diritto e delle mutate situazioni relative ai sopralluoghi degli edifici". Ad esempio vanno valutate le reali situazioni degli stabili a seguito dei sopralluoghi Aedes, l’avvenuto decesso o il trasferimento in altro comune dell’avente diritto o la revoca dell’inagibilità.
Si ricorda agli aventi diritto del Cas "di comunicare agli uffici preposti ogni variazione del nucleo familiare, qualsiasi spostamento della nuova sistemazione e l’eventuale riacquisto dell’agibilità della propria abitazione di residenza oppure l’eventuale variazione del proprio iban del conto corrente".
Tutti gli uffici interessati stanno lavorando con particolare attenzione ma stante il numero delle famiglie interessate, si conta di accreditare il Cas entro la fine del mese di marzo.
Il sindaco Giuseppe Pezzanesi, il vicesindaco Silvia Luconi, l’assessore alla Polizia Locale e Sicurezza, Giovanni Gabrielli, il presidente della Pro Loco TCT, Edoardo Mattioli, il consigliere comunale Gionata Del Pupo e Gino Vitali della Linotype prenderanno parte alla cerimonia ufficiale di consegna dei fondi incassati con la vendita del calendario “Tolentino Resiste. La speranza non crolla”.
L’evento si terrà sabato 24 marzo, alle 18.30, alla Caffetteria del Politeama, in corso Garibaldi 80 a Tolentino.
Come si ricorderà, a seguito del sisma, da due anni, La Linotype pubblica un calendario interamente dedicato alla Città di Tolentino.
I proventi sono stati sempre devoluti in beneficenza: lo scorso anno per la realizzazione della nuova sede della locale sezione cittadina dell’Avis e per questo 2018, il ricavato sarà devoluto all’acquisto della pavimentazione antishock per i giochi del parco pubblico “La Rinascita”, in via Portanova, all’interno del Quartiere Viale Vittorio veneto – Trento e Trieste.
Sostituire un cuore artificiale con un altro cuore artificiale di ultima generazione. Questo l'intervento effettuato per la prima volta in Italia sei mesi fa all'ospedale Lancisi dell'Aou Ospedali Riuniti di Ancona e tentato solo quattro volte nel resto del mondo.
L'operazione, eseguita dall'equipe del cardiochirurgo Marco Di Eusanio assieme al direttore di Anestesia e Rianimazione cardiochirurgia Christopher Munch e a quello di Cardiologia Gian Piero Perna consistita nel sostituire ad un paziente70enne di Macerata, Ennio Carassai, il Vad (ventricular assist device-dispositivo di assistenza ventricolare) che gli era stato impiantato a Milano quattro anni fa, rivelatosi con il tempo malfunzionante, con un altro nuovo e più moderno.
Sei anni fa Carassai era stato colpito da un infarto che gli aveva provocato una grave riduzione della funzione cardiaca, e per salvarlo gli era stato impiantato un Vad, in sostanza una pompa che sostituisce la funzione dei ventricoli, che negli anni aveva provocato trombosi.
Dopo il caso clamoroso della scorsa estate, con il famoso camion sulla ciclabile del lungomare nord, un fatto più o meno analogo è successo nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 marzo, nel tratto del Castellaro.
Questa volta non si è trattato di un bisonte della strada ma di una piccola utilitaria grigia, probabilmente una Peugeot, che ha lasciato comunque di stucco la donna che passeggiava col cane che l'ha vista e l'ha fotografata.
Sicuramente anche coloro che erano in coda in via Abruzzo/Aristotele, dove la pista e la strada si intersecano, hanno notato che qualcosa non andava, quando l'hanno vista sbucare per immettersi in direzione Villa Eugenia.
Se non andiamo errati, a meno che non sia entrata per errore ed abbia fatto una difficoltosa inversione, l'unico punto di accesso è all'ingresso di via Castellara e a parte il discorso se ci fossero o meno i paletti, la domanda che ci facciamo è: per quale motivo è passata di li?
Oltretutto, sembra che quel tratto di ciclabile non sia nuovo ad incursioni di auto, dato che anche un'altra donna riferisce di averne incontrata una transitare nel senso opposto, da via Aristotele a via Castellara.
Quasi 500 mila euro provenienti da tutta Italia e veicolati alle famiglie e agli allevatori colpiti dal terremoto tramite il GUS Gruppo Umana Solidarietà, una delle prime associazioni mobilitate fin dal 24 agosto 2016 in molti comuni del cratere, da Arquata del Tronto ai comuni dell’Alto maceratese.
Attività proseguite per oltre un anno, che il GUS ha voluto raccogliere in una pubblicazione dal titolo “Ore 3.36”, una sorta di racconto collettivo in immagini e parole degli operatori e dei volontari impegnati all’interno delle attività dei “centri di ascolto”.
“Con Ore 3.36 vogliamo ringraziare tutti gli operatori che hanno lavorato per la popolazione colpita dal terremoto, con grande energia e grande spirito dal 24 agosto 2016, e in alcuni paesi continua ancora oggi”, afferma Paolo Bernabucci, presidente del GUS, “e con questa raccontiamo ciò che siamo riusciti a fare e diamo conto dei fondi che abbiamo raccolto attraverso la rete di associazioni e fondazioni che si sono rivolte a noi per veicolarle alle aree colpite”.
“La pubblicazione nasce dai racconti e dalle foto degli operatori e delle operatrici del terremoto, e testimonia i momenti di convivenza e di condivisione degli stessi operatori con le famiglie colpite”, aggiunge Letizia Bellabarba, Coordinatrice GUS Emergenza Terremoto Piceno.
“Ore 3.36” contiene inoltre un dettagliato resoconto per dare rilievo all’attività di collettore svolta dal GUS con associazioni, fondazioni e privati che hanno voluto contribuire alla ricostruzione tramite donazioni finalizzate sia al sostegno degli allevatori attraverso la donazione di moduli per uso produttivo, cisterne, stufe, frigoriferi, sia finanziando la ripresa delle attività sociali attraverso l’acquisto di libri, apparecchiature informatiche e multimediali per le scuole, sostegno psicologico e acquisto di beni di prima necessità. Attività eterogenee che grazie agli operatori dei centri di ascolto sono riuscite a dare un ulteriore e necessario aiuto, indispensabile per la ripresa delle attività produttive e per fronteggiare l’emergenza abitativa e scolastica.
Tra i primi ad intervenire la Fondazione La Stampa - Specchio dei Tempi, storico partner del GUS che, oltre ai primi aiuti, nel corso del 2017 ha finanziato la costruzione della scuola elementare di Arquata del Tronto.
A Specchio dei Tempi si sono presto affiancati: Oxfam Italia, Fondazione De Agostini, Dea Capital, Top Digital, Vulcangas, Associazione Luca Casto e World Vision, a cui si sono aggiunte le donazioni dei cittadini.
“Non potevo mancare oggi”, ha affermato l’assessore Marco Taccari di San Ginesio durante la presentazione del libro, “voglio infatti testimoniare l’utilità dei Centri per l’ascolto e la vicinanza dei volontari che sono diventati un punto di riferimento per i residenti. Le pettorine del GUS che giravano per San Ginesio non le scorderemo più”.
Nella memoria degli operatori, ragazze e ragazzi del GUS, resterà l’abbraccio con chi ha perso tutto in un attimo, il volto di chi ha pianto una notte intera le famiglie scomparse e schiacciate dalle macerie, e poi il freddo, la neve, il gelo e i pascoli all’addiaccio, fino ai timidi segnali di rinascita.
Queste sensazioni, queste istantanee sono tutte dentro “Ore 3.36”, con le foto scattate nel momento esatto in cui le cose sono accadute, in bilico tra una lacrima di commozione, una mano stretta e un sospiro di sollievo, da ragazze e ragazzi che silenziosamente hanno svolto per mesi, e che stanno ancora svolgendo, il preziosissimo e non facile compito di sostenere chi ha perso ogni cosa e solo ora prova a ricominciare.
Proseguono le opere di demolizione per la riapertura delle zone interdette a causa del terremoto e le relative messe in sicurezza, sul territorio del Comune di Pieve Torina. È stata ultimata in questi giorni un'altra demolizione, quella relativa ad un edificio privato in località Tazza, frazione di Pieve Torina, gravemente danneggiato dalle scosse. Su progetto dell'ingegnere Paolo Bianchi, l'impresa Cifolelli Edilizia s.r.l. ha proceduto alla demolizione dell'immobile e alla relativa messa in sicurezza dell'area. Sono state numerose le demolizioni che si sono rese necessarie a seguito delle scosse dell'ottobre 2016, che ha provocato nel Comune di Pieve Torina una inagibilità di oltre il 93%. Molte di queste hanno interessato immobili siti lungo la pubblica via, e nei mesi a seguito del terremoto si è provveduto agli abbattimenti anche nella volontà di riaprire il prima possibile le strade principali, per favorire il ripristino della circolazione delle automobili e dei mezzi che stanno lavorando sul territorio e la progressiva ripresa della vita quotidiana.