Sono circa 8.500 le persone accreditate per partecipare alla cerimonia per la visita di Papa Francesco a Loreto lunedì 25 marzo e che saranno distribuite in piazza della Madonna e in via Sisto V. Il dispositivo di sicurezza delle forze dell'ordine, integrato dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia Locale, sarà anche affiancato da una compagine organizzativa di 180 volontari della Protezione Civile Regionale. Sei saranno le ambulanze e due i punti medici allestiti nell'area, mentre presso il Comune di Loreto sarà allestito, dalle prime ore della mattina, il Coc.
Questo è quanto stabilito ieri durante la riunione del Comitato Provinciale dell'Ordine e Sicurezza Pubblica, presieduta dal prefetto di Ancona Antonio D'Acunto, per definire gli aspetti organizzativi e di sicurezza relativi alla visita del pontefice, che arriverà a Montorso alle ore 9:00.
Il Pontefice poi, a partire dalle 9:45, celebrerà la Messa nella Santa Casa di Loreto. Alle 10:30 si procederà con la Firma del Documento Lettera ai Giovani e, 15 minuti dopo, il Santo Padre saluterà gli ammalati nella Basilica. Alle 11:15, sul Sagrato del Santuario, ci sarà il saluto di Sue Eccellenza Monsignor Fabio Dal Cin e il Saluto e il Discorso ai Fedeli di Papa Francesco. Alle 12:00 il Pontefice terrà l'Angelus e farà un giro della Piazza e di Via Sisto V per poi congedarsi per il pranzo e ripartire alla volta di Roma alle 14:45.
A Loreto si respira "un'atmosfera gioiosa e di attesa: aspettavamo dal 2012 l'appuntamento con il Santo Padre", il commento del sindaco Paolo Niccoletti. Loreto si sta anche preparando ad accogliere Loreto sotto il profilo logistico e della sicurezza. "Il sistema di videosorveglianza comunale che già contava 40 spy-cam - riferisce il sindaco - per l'occasione è stato potenziato di altre dieci telecamere nei punti nevralgici di Loreto tra i quali quelli di accesso alla città e in Piazza della Madonna." Nuove telecamere "in grado di identificare le targhe veicoli e poter segnalare in tempo reale la presenza di veicoli o persone indesiderati". La città consegnerà in dono al papa un rosario, "segno di devozione mariana ed espressione di maestria dei nostri artigiani".
È stato inagurato ufficialmente, sabato 23 marzo, il nuovo Centro Intercomunale del Riuso, realizzato in località Ele a Castelraimondo, proprio di fianco al centro di raccolta comunale, con l’intento di dare una seconda vita agli oggetti che non di usano più e che possono essere utili ad altre persone. Infatti si possono portare o prelevare beni di consumo ancora in buono stato e funzionanti che possono essere efficacemente utilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originarie. Il Centro del Riuso intercomunale di Castelraimondo è stato realizzato grazie alla Regione Marche, all’Ata n. 3, all’Unione Montana del Potenza, Esino, Musone, al Cosmari e ai Comuni di Castelraimondo e Camerino.
Al nuovo Centro del Riuso Intercomunale potranno conferire o ritirare oggetti in buono stato i cittadini residenti nei comuni di: Apiro, Camerino, Castelraimondo, Cingoli, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Pioraco, Poggio San Vicino, San Severino Marche, Sefro e Treia. Il Centro del Riuso è ospitato in un moderno manufatto di circa 200 mq, dotato di un locale ufficio, una stanza per i servizi e un bagno. Sul soffitto del fabbricato sono stati istallati pannelli fotovoltaici. Per la realizzazione sono stati spesi 120 mila euro. Il Centro del Riuso è gestito da Risorse Cooperativa Sociale ETS.
Questi gli orari di apertura al pubblico: Giovedì (orario invernale) dalle oe 15 alle ore 17; (orario estivo) dalle ore 17 alle ore 19; sabato dalle ore 10 alle ore 12.
Per venire incontro alle esigenze dei cittadini la Comunità Montana del Potenza, Esino, Musone, insieme ai Comuni coinvolti e al Cosmari, sta predisponendo un servizio mensile a chiamata tramite prenotazione per il ritiro a domicilio, ad esempio, degli ingombranti o dei raee, così da aiutare le famiglie nel trasporto dei propri oggetti, specie di grandi dimensioni, al Centro del Riuso. Le modalità di funzionamento del servizio verranno rese note a breve.
Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti, oltre ai Sindaci dei Comuni interessati dalle attività del Centro del Ruso, Renzo Marinelli Sindaco di Castelraimondo, Angelo Sciapichetti, Assessore Ambiente della Regione Marche, Antonio Pettinari Presidente della Provincia di Macerata, Matteo Cicconi Presidente Unione Montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino, Elisabetta Torregiani Assessore all’Ambiente del Comune di Castelraimondo. Le conclusioni sono state a cura di Giuseppe Giampaoli Direttore Generale di Cosmari srl. A concludere la cerimonia il taglio del nastro, la benedizione e la visita del nuovo Centro del Riuso Intercomunale.
"Con il Centro del Riuso – è stato detto in maniera convinta e corale da tutte le autorità intervenute - centriamo un importante obiettivo quello della riduzione dei rifiuti. Oggetti non più utili ad alcuno non si trasformano in rifiuto ma tornano ad essere utili ad altre persone. Questo di Castelraimondo è il sesto Centro del Riuso che realizziamo (dopo quelli di Tolentino, Camporotondo, Macerata, Montecassiano e Civitanova Marche) e che inauguriamo con l’intento di sensibilizzare ulteriormente tutti i nostri cittadini ad una gestione sempre più virtuosa e al tempo stesso integrata, vindei rifiuti. Bene fare la differenziata ma è altrettanto importante selezionare e quindi raccogliere tutti quegli oggetti che essendo in buono stato possono essere adoperati da qualcun altro e che quindi possono essere riutilizzati senza problema. Ovviamente il tutto a costo zero per chi conferisce mentre per chi decide di prelevare e riutilizzare un oggetto usato ma ancora un buono stato ci sarà un piccolo contributo. Un vero e proprio esempio concreto di quella che oggi viene definita “Economia circolare”.
Con il centro del Riuso si vuole contrastare e superare la cultura dell’usa e getta, sostenere la diffusione di una cultura del riuso dei beni, basata sui principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale, promuovere il reimpiego e il riutilizzo di beni usati, prolungandone il ciclo di vita, oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da ridurre la quantità di rifiuti da avviare a trattamento e o smaltimento, realizzare una struttura di sostegno a fasce sensibili della popolazione, come i cittadini meno abbienti, consentendo una possibile acquisizione, a titolo gratuito, di beni di consumo usati ma funzionanti e in condizioni di essere efficacemente utilizzati per gli scopi e le finalità originarie dei beni stessi, superare il fenomeno, localmente diffuso, del rovistamento dei cassonetti o nei luoghi di conferimento dei rifiuti che espone a rischi di infortunio o malattia coloro che cercano.
Il Centro del Riuso è strutturato prevedendo una zona di ricevimento e di prima valutazione dei beni, una zona di primo ammassamento, una zona di catalogazione e infine una zona di immagazzimento ed esposizione dei beni. Al Centro del Riuso sono accettati i beni di consumo ancora in buono stato e funzionanti che possono essere efficacemente utilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originarie. Ad esempio si potranno portare al Centro del Riuso piatti, posate e suppellettili; oggettistica; giocattoli; libri; mobili; divani; lampadari (privi della fonte luminosa); reti e materassi; biciclette; passeggini e carrozzine, culle e box, elettrodomestici come ferri da stiro, forni a micronde, apparecchi per cuocere, ventilatori, apparecchi elettrici di riscaldamento, aspirapolvere, tostapane, macchine per cucire, frullatori, macinacaffé, friggitrici, apparecchi radio, video registratori, apparecchi televisivi, telefoni, fax, cellulari, personal computer, stampanti ed altre periferiche, piccole apparecchiature informatiche, ecc. Inoltre si potranno lasciare anche articoli sportivi come sci e scarponi, racchette da tennis, borse, ma anche valigie, utensili elettrici, libri e volumi di ogni genere, film in vhs, cd o dvd, musicassette, dischi in vinile. Non saranno accettati indumenti il cui conferimento può avvenire mediante gli appositi cassonetti stradali di colore giallo.
Il bene, in buono stato e funzionante, senza parti danneggiate o pericolose, una volta preso in carico sarà catalogato e successivamente messo in mostra per essere poi consegnato ad un nuovo utilizzatore. Si ricorda, invece, che al Centro di Raccolta, quella che una volta veniva comunemente chiamata isola ecologica, i cittadini potranno conferire, gratuitamente, oltre ai rifiuti rsu indifferenziati e differenziati (carta, cartone, plastica, alluminio, barattolame metallico, organico, vetro, oli vegetali esausti, indumenti, batterie) anche gli ingombranti (mobili, reti per materassi, tavoli, sedie, divani, ecc) raee ossia rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (elettrodomestici in genere come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, computer, televisori, stampanti, telefoni, piccoli elettrodomestici, ecc.), materiali ferrosi e legnosi, alluminio, verde e ramaglie, rispettando il regolamento comunale. E’ vietato conferire gli inerti.
È stato il Sindaco Noemi Tartabini a scoprire la targa, posta sulla facciata principale della palazzina civica di via Regina Margherita, di intitolazione della Sede Municipale di Porto Potenza Picena ad Alessio Conestabile della Staffa. La cerimonia ha visto la presenza dei discendenti del fondatore dell’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano, tra cui l’Avv. Matilde Cassano, e di molti cittadini.
“Ci è sembrato un atto dovuto – ha sottolineato il Sindaco Tartabini – nei confronti di chi ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo economico e sociale del nostro territorio. Il Santo Stefano in quasi un secolo di attività si è trasformato da centro elioterapico in eccellenza sanitaria a livello nazionale, con partnership europee, dando occupazione a generazioni di potentini. La sua presenza ha fatto crescere i nostri cittadini nell’inclusione del portatore di handicap. Il contatto con la disabilità ha pregnato la nostra vita quotidiana, migliorandola”.
La cerimonia si è conclusa con un concerto della Banda Musicale “Città di Potenza Picena”.
La madrina del Mugellini Festival, Elvidia Ferracuti, soprano dalla levatura internazionale il cui nome è legato, nella sua lunga carriera che va dagli anni ’50 agli anni ’90, ai più prestigiosi teatri italiani ed europei, è stata insignita della benemerenza artistica dall’Amministrazione Comunale di Potenza Picena.
La cerimonia si è svolta nella Sala Giunta del Palazzo Municipale alla presenza degli Assessori Tommaso Ruffini e Luisa Isidori con la partecipazione dei direttori artistici del MuFe, il maestro Lorenzo Di Bella e il maestro Mauro Mazziero. “Per aver legato il prestigio del suo nome a quello di Potenza Picena facendo parte del Comitato d’Onore del Mugellini Festival, importante evento che richiama ogni anno un’ampia partecipazione e la presenza di musicisti, orchestre e personaggi di notevole rilievo nel panorama artistico internazionale; Per essere un’apprezzata cantante lirica e stimata docente di Conservatorio; Per la Sua personalità, per il suo grande amore oltrechè per il canto per la sua terra marchigiana”. Questa la motivazione impressa nella pergamena a firma del Sindaco Noemi Tartabini che è stata consegnata alla soprano Elvidia Ferracuti, la quale ha speso parole di affetto e di stima verso la Città di Potenza Picena che “mi ha adottata come madrina ed io tutti voi come miei nipoti”.
Con la firma del verbale finale da parte del Commissario straordinario alla ricostruzione, Piero Farabollini, si è chiusa ieri la Conferenza permanente chiamata ad approvare il progetto esecutivo del nuovo Istituto tecnico tecnologico statale “Eustachio Divini” di San Severino Marche. La scuola, finanziata con l’Ordinanza commissariale 14/2017, verrà ricostruita in viale Mazzini, nella stessa area dove sorgeva il vecchio edificio abbattuto a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016.
Contestualmente alla chiusura della Conferenza permanente, il responsabile unico del procedimento ha consegnato l’area di cantiere all’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’appalto dei lavori: la Marinelli Costruzioni di Rieti e la Frimat Spa, alla presenza dei tecnici comunali.
Abbiamo incontrato il Direttore del Dipartimento di Dipendenze dell’Area Vasta 3, che comprende i Sert di Macerata, Civitanova Marche e Camerino, il Dottor Gianni Giuli, per cercare di osservare da vicino una realtà che, per i più, è considerata un tabù ma che, per gli esperti, dovrebbe invece essere maggiormente conosciuta proprio perché così si può fare prevenzione e si può cercare, tutti insieme, di combatterla.
“Il Dipartimento di Dipendenze dell'Area Vasta 3 conta circa 1.500 pazienti – spiega il Direttore Giuli -: utenti che dal 2002 al 2017 sono raddoppiati. La maggior parte delle persone che sono in cura al Sert sono eroinomani poi ci sono gli alcolisti e i giocatori d’azzardo. La situazione reale, in termini di numeri però, è ben diversa: per una persona che si cura al Sert ce ne sono quattro fuori che usano la sostanza o che hanno delle dipendenze e non si rivolgono a noi. Questa è la media nazionale ed è un dato che possiamo confermare anche con le nostre unità di strada che evidenziano come l’uso di sostanze stupefacenti sia elevato nei luoghi di aggregazione: moltissimi infatti affermano di aver fatto uso di droghe almeno una volta nell’ultimo anno.”
“Andando a osservare la nostra provincia nel dettaglio, la costa, e quindi nello specifico Civitanova Marche, è sempre stata la zona critica: in primis per la questione relativa all’Hotel House, dove c’è una sacca di disagio importante e dove parte lo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre le zone interne sembrano avere un minore impatto del fenomeno” – spiega il Direttore -. Credo che dopo la morte di Pamela (Mastropietro, ndr.) si siano accesi i riflettori su questa situazione, che interessa tutto il territorio maceratese, che è sempre stata grave nella nostra provincia e che noi da tempo denunciavamo.”
Secondo i dati relativi all’anno 2017, i consumatori sono principalmente maschi con un rapporto di 4 a 1 rispetto alle donne, rapporto che diminuisce se parliamo di alcool, di cui rimangono i maggiori dipendenti gli uomini ma con un rapporto 2 a 1. L’età media della tossicodipendenza è di 30 anni mentre se parliamo di gioco d’azzardo l’età media si alza verso gli over 40 e 50 e lo stesso discorso vale per la cocaina e per l’alcool. Ad oggi, l’utente é cambiato – spiega il Dottor Giuli -: mentre quest’ultimo prima era ‘puro’ e quindi utilizzata un solo tipo di droga, per lo più eroina, oggi ne consuma più di una. In questi termini gli stessi spacciatori si sono ‘attivati’ e non vendendo più solo una sostanza ma tutte: questo è un dato allarmante soprattutto se pensiamo che moltissimi giovani si avvicinano al mondo della droga e dalla marijuana possono arrivare con facilità all’eroina.”
Proprio uno dei dati più allarmanti evidenziato dal Dottor Giuli è l’utilizzo della sostanza stupefacente nei giovanissimi. L’età del primo incontro con la droga é sempre più precoce, “Noi abbiamo avuto utenti anche di 12 anni che hanno fatto uso di eroina: in seguito a questi fenomeni, diventati sempre più frequenti, abbiamo aperto un ambulatorio in un luogo diverso dal Sert, in cui la privacy rimane molto stretta e dove facciamo la diagnosi precoce, perché prima si interviene e maggiori sono le probabilità di successo. In questi casi – avverte Giuli – è fondamentale il coinvolgimento della famiglia.”
“Il primo uso, in generale, è sempre quello legato all’alcool che, a 12 anni, è una droga a tutti gli effetti – ci spiega il Direttore -. I minori infatti non hanno l’alcol deidrogenasi, l’enzima che metabolizza l’alcool, diversamente dagli adulti: nel dodicenne quindi la bevanda ha un effetto psicoattivo immediato. Il secondo approccio con lo sballo è la cannabis che, in questo momento, sta vivendo un ‘momento’ particolare. Mi spiego meglio. Con la vendita della cannabis light i giovani
pensano sia normale fare uso di cannabinoidi. Non voglio entrare in polemica, ma anche la sostanza light rimane cannabis e rappresenta a tutti gli effetti l’uso di una sostanza stupefacente, anche se a bassissimo dosaggio.”
“Dico alle famiglie di essere attente a questa problematica; nel passaggio tra elementari e medie, il contatto con la sostanza, in termini di conoscenza, è pari al 100%. Non bisogna far finta che il problema non ci sia ma bisogna affrontarlo. Le famiglie devono essere attente ai segnali , come a esempio l’abbassamento del rendimento scolastico, o l’eccessiva sonnolenza diurna, bisogna sapere cosa questi dicono. L’attenzione a queste tematiche però deve essere un discorso che vale per tutti gli educatori in generale, allenatori, docenti, tutti dobbiamo agire perché nessun ambiente è esente dall’uso di sostanze stupefacenti.”
“Mi rendo conto che spesso capita che non si affronta il problema per paura, ma noi non dobbiamo avere paura perché maggiormente si affronta la situazione e meglio è – spiega il Direttore -. Il nostro compito è quello di sviluppare la capacità critica dei giovani e giovanissimi senza parlar loro di stupefacenti. Stiamo portando avanti progettazioni di prevenzioni che partono dalle scuole elementari, dove cerchiamo di interagire con i ragazzi per riuscire a sviluppare alcune abilità cognitive-relazionali, emotive e psicologiche che siano in grado di dotare i giovani di una capacità critica decisionale. Se noi riusciamo in questo, i giovani, quando sarà il momento, sapranno dire ‘no’. Non possiamo far finta di nulla: noi non fermeremo mai i flussi di sostanze, dobbiamo invece diminuire la domanda, è questo il lavoro di prevenzione e di relazione che dobbiamo fare. Il progetto “Built the future”, che abbiamo ideato con il Comune di Macerata e che si sta svolgendo nelle scuole, va proprio in questo senso.
Sulle terapie del Sert, il Dottor Giuli è molto chiaro. “Io non parlo mai di guarigione. La tossicodipendenza è una malattia cronica recidiva: se il nostro cervello prova la sostanza e gli piace, mette quella condizione positiva nella sua memoria e lì rimane, viene “immagazzinata”. Questa memoria biologica dura per tutta la vita, non si cancella più: questa è la verità scientifica . Il cervello però è plastico e una giusta terapia, psicologica e farmacologica, lo può far tornare a una condizione quanto più distante dalla sostanza. Il metadone è un farmaco che stabilizza la dipendenza e permette ai pazienti di affrontare la problematica, come il trattamento residenziale quale è la comunità terapeutica , ma in determinati momenti della vita il rischio del riuso c’è sempre purtroppo. È importante quindi lavorare sulla psicologia della persona, facendogli vedere una parte di vita che magari non ha mai visto perché occupata dalla sostanza. I nostri sono sempre percorsi integrati in cui collaborano medici, psicologi, assistenti sociali: si discute tutti insieme sui vari casi e si decide il percorso in base alla tipologia del paziente. Proprio perché la patologia da dipendenza è grave, è importante che vengano convogliate tutte le forze per un’attività di prevenzione reale: chiunque deve prendersi le proprie responsabilità e fare in modo di operare un cambiamento sul territorio.”
“In merito all’alcolismo, si parla di bere a rischio quando c’è una situazione in cui la dipendenza non appare. Per intenderci, quel comportamento di abuso che possiamo definire ‘abbuffata del fine settimana” . Il bere a rischio poi può rimanere così o può invece cambiare e diventare una dipendenza quando l’abuso diventa giornaliero2 – ha spiegato il Dottor Giuli.
“Sul gioco d’azzardo, a mio parere, c’è stato un vero e proprio progetto industriale della criminalità organizzata e dello Stato che dal 2006 al 2010 hanno investito e aumentato il mercato del 490%: c’è quindi una disponibilità di gioco capillare . Sono inoltre duplicate e centuplicate le modalità del gioco, in cui c’è un meccanismo di vincita e perdita molto veloce – osserva Giuli -. Non abbiamo dati certi perché c’è una fascia di popolazione che gioca e non è patologica, mentre un’altra lo è: ma è difficile identificare quest’ultima. Il comportamento diviene patologico quando si concentra tutto il tempo della giornata lì e quando si investe più di quello che si ha e si arriva all’indebitamento. La disponibilità di gioco inoltre aumenta la possibilità di malattia e proprio per questo credo che ci dovrebbero esserci delle limitazioni degli orari e delle fasce di orario protette - il monito del Direttore -. Anche perché il discorso della cura è molto complicato e non ha per il momento linee guida chiare, allo stato attuale sembra che ciò che funziona di più sono i gruppi di auto mutuo aiuto. Anche in questo caso è prioritario che ci sia un trattamento di tipo psicologico e psicoterapico.”
“Le sostanze varieranno, ce ne saranno sempre di nuove e se vediamo i dati degli ultimi anni dovremmo dire che abbiamo totalmente perso la battaglia ma non bisogna arrendersi: dobbiamo essere sul territorio, fare prevenzione, coinvolgere tutti gli attori. Se possiamo fare anche solo una minima cosa la dobbiamo fare: con la capacità critica e con la cultura si cambiano le cose ed è nostro compito continuare a puntare su questo” ha concluso Giuli che, proprio parlando di prevenzione, cultura e informazione, ha voluto ricordare l’uscita nelle sale cinematografiche, in questi giorni, del film “La mia seconda volta”, che racconta la storia di Giorgia Benusiglio che, dopo aver assunto una pasticca di ecstasy ha rischiato di morire e ha poi subito un trapianto di fegato ed è riuscita a salvarsi. Nel film uno degli attori è Simone Riccioni, che si è sempre impegnato su tematiche sociali. Invito tutti ad andare a vedere questo bellissimo film.
È scomparso all'età di 70 anni Luigi Panata. Il medico, la cui famiglia ha origini di Passo Treia e che ora risiedeva a Gubbio, lascia la moglie e tre figli.
A Panata si deve la fondazione dell'associazione "L’impegno ONLUS" che si occupava di vaccinare e operare agli occhi i bambini ciechi del Burkina Faso.
L'ospedale in cui operava era diventato famoso ed era un punto di riferimento per molti paesi africani tanto che i piccoli pazienti arrivavano anche dal Gabon. L’ultimo viaggio in Africa di Panata risale a un mese fa quando - nonostante fosse già malato - si era comunque voluto recare dai suoi piccoli pazienti.
Lo scorso anno era stato premiato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo impegno. In Burkina Faso Panata aveva anche costruito nove pozzi per l’approvigionamento idrico ed era molto amato dall'intera comunità.
Marco, questo è il nome di fantasia che gli abbiamo voluto dare, assume eroina da quando ha vent’anni e ora ne ha trentasei. Ha un lavoro, conduce una vita ordinaria con il sostegno del SERT di Macerata ma non riesce a fare a meno dell’eroina una volta a settimana. Marco ha visto morire un amico di overdose ma, nonostante questo, racconta di non riuscire ad abbandonare la sostanza.
Una condizione la sua, nella quale si trovano molti giovani (e non solo). Grazie alla collaborazione del direttore del SERT di Macerata, il Dottor Gianni Giuli, vi abbiamo voluto raccontare con una video-intervista la sua testimonianza.
Fine lavori post terremoto in un altro edificio del centro storico di San Severino Marche.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza di inagibilità con la quale era stata dichiarata l’inutilizzabilità di due abitazioni, e di parte di due locali commerciali, in un immobile di via Cesare Battisti. Le opere, per un importo complessivo di 260mila euro, sono state seguite dallo studio tecnico Rinaldi.
A San Severino Marche sono 278 le pratiche presentate per la ricostruzione degli edifici di cui 225 relative alla ricostruzione leggera di immobili dichiarati parzialmente inagibili (classificati come B e C con schede Aedes) e altre 53 relative ad immobili con danni gravi (valutazione E della scheda Aedes).
Le pratiche già finanziate sono 135 (127 ricostruzione leggera B e C e 8 ricostruzione pesante E), quelle chiuse 51. Altre 19 revoche di Ordinanze di inagibilità sono state emesse a seguito di lavori eseguiti senza ricorso a contributi pubblici.
Una folla di migliaia di persone, favorita dal bel tempo, ha consacrato la terza edizione de “I Giardini di Marzo”, la manifestazione organizzata dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con le aziende floro-vivaistiche locali. La festa di Primavera ha, di fatto, aperto il programma degli eventi outdoor coinvolgendo le realtà territoriali: dall’Associazione Ristoratori e Albergatori, a quella dei Commercianti con l’apporto della Pro Loco.
“I Giardini di Marzo – ha detto l’Assessore Paolo Scocco – non è soltanto una mostra mercato di prodotti floreali e da vivaio, ma sancisce, ormai da qualche anno, l’avvio della stagione turistica. La volontà di questa Amministrazione Comunale di allungare il periodo di eventi pubblici per rivitalizzare il nostro territorio trova riscontro nelle tantissime persone che, domenica scorsa, hanno affollato da mattina a sera il centro di Porto Potenza. In tal senso vanno anche gli interventi per il recupero di spazi pubblici, come la parte a monte di piazza Douhet.
Quest’anno ci sono state due importanti novità particolarmente apprezzate: “Le piazzette dei mestieri e sapori” un mercatino di prodotti agricoli ed artigianali e “La Reginetta di Primavera” che ha eletto Chiara Torregiani Miss dei Giardini di Marzo. Mi preme di ringraziare per la collaborazione Cristina Straini, Nadia Cameli, Simona Calvani e Debora Aversa titolari delle attività floro-vivaistiche cittadine nonchè Naomi Store, Gallery Club, Beauty Bar e Vanessa Carbone per l’organizzazione del concorso di bellezza”.
Obiettivo raggiunto: Castelluccio di Norcia riavrà la sua webcam. Si festeggia in casa Sce-nari Digitali dopo la chiusura positiva della campagna di crowdfunding lanciata nelle scorse settimane sulla piattaforma di Eppela con il supporto della Cna dell’Umbria. Campagna con cui Agnese, Leonardo, Luciano e Massimiliano - i quattro soci della start up - sono riusciti a mobilitare il popolo della rete per raccogliere fondi con cui restituire al borgo della Valnerina quell’occhio elettronico che per dieci lunghi anni ha osservato discreto la quotidianità dei suoi abitanti, la bellezza dei suoi paesaggi, immortalandone colori e umori per farne dono a tutto il mondo.
Raggiunto il traguardo degli 8mila euro, Scenari Digitali ha deciso di spostare l’asticella a 11mila euro. All’acquisto di nuova telecamera 4k, di un nuovo impianto fotovoltaico e ai costi di connettività e di gestione si aggiungeranno anche una stazione meteorologica ed un tour virtuale del Deltaplano, struttura che ospiterà i ristoranti del borgo, e delle attività di Castelluccio - con tanto di certificazione Google - che, dopo il drammatico sisma del 2016, stanno ora provando a rialzarsi.
A rendere possibile la realizzazione di un sogno per i quattro amici, ma anche per i tantissimi amanti del borgo della Valnerina che domina quell’angolo di paradiso che è il Pian Grande sono stati più di 180 sostenitori da diverse parti d’Italia e dall’estero. Tra loro anche il Cai Umbria, che ha permesso di chiudere in anticipo la sfida, dando così la possibilità ai soci della start up di rilanciare di altri 3mila euro la campagna di crowdfunding, che si chiuderà ufficialmente sabato 30 marzo.
"Il Club Alpino Italiano - ha commentato la presidente Fabiola Fiorucci - ha sempre avuto particolarmente a cuore il territorio di Castelluccio di Norcia e del Parco Nazionale dei Sibillini, luoghi frequentati da sempre da escursionisti ed alpinisti umbri. Per questo motivo - ha proseguito - il Cai umbro ha deciso di aderire all'iniziativa di crowdfunding, stanziando una somma consistente che ha fatto sì che il progetto andasse a buon fine. Il Cai - ha concluso - ha ritenuto meritevole l'iniziativa, sia per il contenuto della stessa (la webcam è strumento di grande ausilio agli escursionisti e alpinisti) che, soprattutto, per l'aspetto simbolico sotteso alla raccolta fondi, quello della ricostruzione, a partire dalla webcam, e della ripresa economica del territorio”.
E grande è, oggi, la soddisfazione del popolo della rete, ma non solo. A gioire anche e soprattutto i castellucciani, come sottolinea il presidente dell’Associazione “Per la vita di Castelluccio onlus”, Giovanni Perla. “A nome dell’associazione - ha dichiarato - vorrei ringraziare tutti i sostenitori che hanno aderito alla campagna di raccolta fondi per il ripristino della webcam. Un’iniziativa importante che ha spinto anche noi a dare un contributo, perché quell’occhio elettronico torni a osservare Castelluccio”.
“Grazie a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto” è stato il commento di Agnese, Leonardo, Luciano e Massimiliano, che ora si augurano di riuscire a tagliare anche il nuovo traguardo. Per donare è possibile collegarsi al link https://www.eppela.com/lawebcamdicastelluccio.
Nella mattinata di ieri, i Vigili del Fuoco su richiesta del M.I.B.A.C. sono intervenuti presso il Duomo di Macerata per lo smontaggio e il successivo spostamento delle pale d’altare (tra le più importanti “Madonna in Trono tra i Santi Giuliano e Antonio Abate e del 1369” e “Madonna in Trono tra i Santi Giuliano e Antonio di Padova” del XVI secolo) e altri oggetti sacri custoditi al suo interno.
La prima parte delle opere custodite nella sacristia sono state recuperate il 7 Marzo sempre dai Vigili del Fuoco.
Lo smontaggio e lo spostamento di tutte le opere è necessario per ripristinare l’agibilità della Cattedrale, in quanto resa inagibile dalle scosse di terremoto avvenute nel 2016.
La Prefettura di Caserta ha emesso un decreto interdittivo nei confronti dell'impresa Eni srl di Salvatore Piccolo impegnata in due cantieri post sisma in provincia di Macerata: quello della messa in sicurezza della basilica di San Nicola a Tolentino, parzialmente riaperta nel dicembre scorso, e il restauro di una struttura ricettiva a Valfornace.
La ditta avrà 60 giorni di tempo per fare ricorso e dimostrare la regolarità della propria posizione. Intanto, i lavori dovranno essere sospesi. Lo hanno riferito in una conferenza stampa il segretario provinciale di Macerata della Cgil Daniel Taddei e il segretario provinciale Fillea Cgil Massimo De Luca. Era stata la Cgil a sollevare dubbi sulla regolarità dell'impiego della ditta vincitrice degli appalti.
La Eni srl aveva chiesto nel dicembre 2017 il certificato antimafia e, non avendolo ottenuto, aveva presentato ai Comuni appaltanti un'autocertificazione.
(Fonte Ansa)
Si assegna a Recanati il Premio Donna Cultura 2019 dell'Ande, Associazione Nazionale Donne Elettrici delle Marche. L'appuntamento è per questo venerdì alle 17 all'Aula Magna. L’apartitica e anti-ideologica ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici) dal 1946 si occupa non solo di “far acquisire maggior coscienza politica”, valorizzando la persona in un contesto di civile convivenza e in condizione di pari opportunità tra donna e uomo, ma anche di impegno civile, di tematiche politico - economiche, sociali e culturali. Il premio “DONNA CULTURA” è stato istituito da ANDE Marche con l'obiettivo di assegnare un riconoscimento a personalità femminili che si sono distinte per cultura, valori, competenza, capacità, impegno sociale e professionale. In questa edizione sono state selezionate donne portatrici e trasmettitrici di solidi valori familiari, sociali e d'impresa.
Prof.ssa Silvana Sabbatini Guzzini: Laureata in Giurisprudenza, è stata Professoressa di Cultura Generale e educazione civica. Sposata con il Cavaliere del lavoro Giuseppe Guzzini, noto industriale marchigiano dell'illuminazione, ha condiviso con il marito i valori cristiani di onestà, pace e fede. Dopo la nascita del quarto figlio ha abbandonato l'insegnamento per attualizzare l'obiettivo di una famiglia unita e positiva. Ha trasmesso l'esempio di coraggio e sacrificio, coerenza e responsabilità, anche nel dedicarsi all'impegno sociale e nel sostegno offerto al coniuge, all'azienda e alle molte attività e manifestazioni culturali di nicchia sponsorizzate, tra le quali spicca il “Premio Città di Recanati”, importante Festival della Canzone Popolare e d'Autore, poi trasferito a Macerata con la denominazione di MUSICULTURA.
Dott.ssa Simona Reschini: Laureata in Economia e Commercio presso l'Università Politecnica delle Marche ha ottenuto un master in Business Administration alla Bocconi. Dopo importanti esperienze presso Società di consulenza (Sint S.r.l) e Società di progettazione architettonica e design di mobili (Lworks S.r.l.), oggi ricopre il ruolo di Assistente alla direzione, con mansioni di amministrazione e controllo, marketing e organizzazione, presso l'azienda di famiglia ENZO RESCHINI S.R.L di Macerata, industria pluricertificata, specializzata nella lavorazione dell'alluminio e dell'acciaio e di “progetti innovativi” che abbinano design e tecnica. Impegnata nel sociale e presso la Curia, ha raggiunto gli obiettivi d'impresa che si era prefissata con passione, determinazione e perseveranza. Dal dicembre 2017 ricopre la carica di Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Marche.
Arch. Laura Ottaviani: nata a Recanati, laureata in Architettura al Politecnico di Milano, ha sviluppato le già evidenti doti artistiche seguendo corsi di disegno presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera. Inserita nell'azienda di famiglia, specializzata nella produzione di oggetti preziosi in oro e argento, la trasforma, adattandosi velocemente al mercato: modifica tutta la produzione della linea casa rinnovando il design, con linee pulite, eleganti e contemporanee, quindi progetta ex novo, utilizzando metalli poveri arricchiti da cristalli e pietre naturali, linee di Gioielli, di Orologi, di Borse-gioiello, infine di gioielli e accessori per uomo. Amministratore Delegato, Direttore Commerciale, Creativo e Marketing ha fatto del Marchio OTTAVIANI il punto di riferimento nel mondo della moda, apprezzato anche dal mercato internazionale. Impegnata nel sociale ha destinato alcune sue creazioni a raccolte fondi per progetti benefici, collaborando con la Fondazione Umberto Veronesi.
Il premio verrà assegnato alla presenza della Dott.ssa Jolanda Rolli, Prefetto di Macerata, della Prof.ssa Graziella Vitali, Presidente Ande Marche Ancona e della Sig.ra Paola Pierangeli Tittarelli, Madrina del Premio “Donna Cultura”. Accompagneranno le premiate il Dott. Antonio D'Acunto (Prefetto di Ancona); Dott. Gabriele Magrini Alunno (Direttore di BANCA ITALIA); Dott.ssa Paola Bichisecchi (Direttrice di Confindustria Marche); Dott. Gianluca Pesarini (Presidente di Confindustria Macerata); Dott. Adolfo Guzzini, (Presidente iGuzzini Illuminazione) e l'Avv.ssa Gabriella Pierantoni Rossignoli. La giornata è realizzata da ANDE Marche con il Patrocinio del Comune di Recanati.
L’Associazione Territoriale Penelope Marche onlus terrà, sabato 23 marzo, dalle ore 11:30 alle ore 13:00, una conferenza stampa sul tema "Persone scomparse e sottrazione di minori".
Interverranno all'incontro Giorgia Isidori, sorella di Sergio Isidori e Presidente Penelope Marche onlus; la Dottoressa Marinella Colombo, membro della European Press Federation e autrice dei libri: “Non vi lascerò soli” - “La tutela oltre la frontiera”; l'avvocato Federica Guarrella, legale dell'Associazione Penelope ed Emilio Vincioni, papà vittima di sottrazione internazionale di minore.
L'incontro si terrà presso la Sala Pilati nella Biblioteca Multimediale “Romualdo Sassi” di Fabriano in provincia di Ancona.
Una delegazione del GGI di Confindustria Macerata guidata dal Presidente Paolo Carlocchia, nell’ambito della programmazione di incontri di altre realtà industriali del Paese, si è recata nella capitale del Piemonte, accolta calorosamente dai colleghi dell’Unione Industriale di Torino e dal Presidente del GGI Alberto Barberis.
Di particolare interesse la visita allo stabilimento ed al Museo della Lavazza, azienda di successo a livello internazionale, che da oltre 120 anni coniuga perfettamente nella sua attività imprenditoriale la passione per il lavoro, il prodotto ed il territorio.
Significativo è stato anche l’incontro con l’imprenditrice Paolina Bosca delle omonime Cantine, impresa produttrice di spumante e vino dal 1831 che ha saputo innovarsi negli anni attraverso la costante ricerca di nuovi prodotti e mercati. La giornata si è conclusa con una cena nelle Sale del Circolo dell’Unione Industriale di Torino luogo storico della cultura imprenditoriale.
Giovedi 28 marzo ci sarà la consegna dei lavori da parte dell'ANAS per il ripristino della viabilità sulla strada provinciale 66/2 Ussita – Casale. In questi giorni sono state eseguite tutte le attività propedeutiche per l'effettivo inizio dei lavori tra cui l'immissione in possesso e la conseguente cantierizzazione. Il cronoprogramma prevede che all'inizio saranno eseguiti i lavori finalizzati a una riapertura, seppure provvisoria, della strada fino a Casali con un probabile senso unico alternato nei tratti più problematici.
L'appalto è stato affidato all'ATI PAECO srl e NUOVA FISE per un importo complessivo di 8.200.000 euro.
Sulla strada in questione sono previsti vari interventi su diversi tratti oltre alla sistemazione della frana principale. Sono infatti ben 5 le criticità registrate sull'intera arteria che hanno comportato ben dodici interventi di ingegneria. Tutte le opere di ripristino sono state progettate e appaltate dall'ANAS che si occuperà anche della direzione dei lavori.
“Finalmente un altro cantiere che si apre nel territoriio più devastato dal sisma - ci dice dice il Presidente Pettinari; una notizia senz'altro positiva che tuttavia arriva ben dopo 29 mesi dalla chiusura della strada -. È vergognoso e inaccettabile che si debba affrontare l'emergenza del sisma con le procedure e le regole per un'opera ordinaria. La sola fase di appalto infatti è durata più di un anno. In questo modo si continua a mortificare un intero territorio e si vanifica anche l'impegno del soggetto attuatore ANAS.”
“Il sisma del 2016 ha causato notevoli cambiamenti nelle falde acquifere dell’Appennino Centrale marchigiano che non possiamo assolutamente sottovalutare: da molte sorgenti spesso captate a scopo idropotabile addirittura non esce più acqua. Per preservare un bene prezioso come l’acqua e garantire misure risolutive calibrate sulle problematiche specifiche di ciascuna falda, è necessario continuare a monitorare la situazione attraverso frequenti controlli ambientali e ridisegnare al più presto un nuovo approccio gestionale dell’acqua nei territori interessati, rivedendo i piani di sfruttamento. È inoltre importate definire strumenti di partecipazione adeguati (come i contratti di Fiume e i contratti di Lago), che coinvolgano settori pubblici e privati, istituzioni, associazioni, cittadini, tecnici ed esperti per individuare le criticità e le politiche da mettere in campo”. Questo il commento Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, riguardo i dati sulle modificazioni idrogeologiche indotte dalla sequenza sismica dell’Italia centrale nel 2016 e contenute nel dossier “Buone e cattive acque”, che Legambiente lancia oggi in vista della Giornata Mondiale dell’Acqua di domani.
"A seguito del sisma dello 24 agosto 2016 e nel corso dell’attuale sequenza sismica, infatti, sono state notate anomalie nel regime idrologico dei corsi d’acqua e/o nei livelli delle falde acquifere che alimentano le principali sorgenti del territorio - continua Pulcini -. Per quanto riguarda le acque sotterranee, si sono verificati evidenti incrementi di portata di quasi tutte le maggiori sorgenti nell’area epicentrale. Sorgenti come Pescara d’Arquata, Capodacqua, Foce di Montemonaco, (per citarne alcune) alimentate dagli acquiferi dell’area dei Piani di Castelluccio e del Monte Vettore, o la sorgente San Chiodo di Castelsantangelo sul Nera hanno mostrato, nelle ore successive al sisma, aumenti di portata anche di molte decine di litri/secondo oltre che temporanee alterazioni del chimismo e sporadici aumenti di torbidità dell’acqua. Le cause di tali variazioni, sebbene i meccanismi non siano ancora del tutto chiariti e varino da sito a sito, sono riconducibili essenzialmente a modificazioni dei circuiti delle acque sotterranee: abbastanza comune ad esempio è l’apertura di nuovi sistemi di fratture ma, ancor più comunemente, è l’aumento di permeabilità d’insieme dell’acquifero come conseguenza di fenomeni di “ripulitura” delle fratture a seguito degli incrementi di pressione indotti dal sisma."
"Differenti sono state le conseguenze del sisma sulle sorgenti minori o più superficiali: non sono rare testimonianze di sorgenti “scomparse” (come quella di Forca Canapine nell’ascolano, scomparsa dopo le scosse del 26 e 30 ottobre 2016 e che contribuiva con una portata di oltre 50 l/s all’approvvigionamento idrico dei comuni del Piceno) o, al contrario, di sorgenti che, da anni non più attive, hanno ricominciato a funzionare - conclude il Presidente di Legambiente Marche -. Oltre alle sorgenti scomparse, che renderanno necessario il reperimento di nuove fonti di approvvigionamento o un aumento nei volumi captati in quelle esistenti, ad aumenti di portata corrisponderanno necessariamente diminuzioni nei tempi di residenza e di immagazzinamento della risorsa idrica. Questi effetti sono potenzialmente pericolosi in quanto predispongono i corsi d’acqua a possibili fenomeni di esondazione in concomitanza di eventi meteorologici intensi o di repentini scioglimenti del manto nevoso durante la stagione invernale e primaverile."
Da domani, venerdì 22 marzo, per l’accesso alla Ztl di via Don Minzoni verrà ripristinato, tutti i giorni della settimana, l’orario 0 – 24. Si interrompe quindi come previsto l’intervento assunto dall’Amministrazione comunale che riguardava il periodo dal 7 gennaio scorso fino ad oggi, dal lunedì al venerdì, il libero accesso nelle fasce orarie 12 – 15 e 18 – 20.
Si ricorda che per entrare nella ZTL c’è anche la possibilità di attivare un permesso di accesso a 3 euro per una durata di 30 minuti in qualsiasi orario mentre per alcune categorie professionali, quali artigiani, imprese edili e rappresentanti di commercio, esiste un permesso temporaneo giornaliero di cui gli interessati possono usufruire nelle fasce orarie 7.30 – 12.30 e 14 – 18.30. Si ricorda inoltre la possibilità di accedere liberamente al parcheggio a pagamento in piazza Vittorio Veneto.
L'Azienda Monterotti ha conquistato i palati di quanti, tra ieri e oggi, hanno gustato le prelibatezze del salumificio di Sarnano nel punto vendita Annona nella Città del Vaticano.
Come ci ha raccontato Riccardo, del salumificio Monterotti, "le degustazioni sono partite ieri con l'assaggio del prosciutto tagliato a mano mentre oggi abbiamo proposto mortadella e ciauscolo. Un'esperienza che abbiamo deciso di fare per far conoscere i nostri prodotti di prima qualità in un punto vendita con il quale collaboriamo ormai da anni e che vende le nostre eccellenze."
Tra i tanti che hanno gustato le prelibatezze dell'Azienda di Sarnano, anche molti vescovi, suore e sacerdoti, tra cui Don Felice Riva, cappellano dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (frazione di Fiumicino, Roma) e Don Abraham Kavalakatt.