Dopo mesi di intenso lavoro, il Comune di Camerino ha pubblicato nel mese di settembre la gara per la redazione dei piani particolareggiati delle zone perimetrate. Oltre allo studio delle aree del centro storico che sono rimaste in perimetrazione, i progettisti che si aggiudicheranno l’incarico, dovranno ripensare anche la conformazione urbanistica della zona di Borgo San Giorgio – Vallicelle e delle frazioni di Arnano, Calcina, Nibbiamo, Piegusciano e Sant’Erasmo. “Il lavoro per predisporre i documenti di gara è stato lungo ed impegnativo, ma grazie alla professionalità e all’impegno del personale dell’ufficio tecnico comunale, siamo finalmente arrivati alla fine - dice Luca Marassi, Capogruppo e delegato alla ricostruzione insieme al consigliere Anna Ortenzi”. Un iter lungo quasi un anno che ha portato alla pubblicazione del bando.
“Appena insediati il primo atto che abbiamo voluto fare per velocizzare la ricostruzione è stato proprio quello di sbloccare l’annoso nodo delle perimetrazioni, ridefinendo le zone da perimetrare e portando in Consiglio comunale l’atto di approvazione delle nuove aree – spiega Marassi - L’iter è poi proseguito con la delibera dell'USR per l’accettazione della proposta di perimetrazioni e con il calcolo degli importi relativi alla redazione dei piani attuativi da presentare in regione per la richiesta del contributo. Dopo qualche mese è arrivata la delibera del Commissario con la concessione del finanziamento. Dal giorno dopo gli uffici si sono adoperato per redige l’articolato capitolato di gara che, una volta terminato, è stato inviato all'ANAC per la verifica procedurale. Benestare arrivato i primi giorni di settembre e che ci ha finalmente dato il via libera per la pubblicazione della gara. Come amministrazione – prosegue - anche se non obbligatorio, abbiamo deciso di inserire nel bando anche la redazione del Documento Direttore: uno strumento di indirizzo strategico fondamentale per la Camerino che sarà, per progettare una ricostruzione organica e funzionale. Nel percorso che ci porterà alla redazione di questi importanti documenti sarà fondamentale il coinvolgimento della cittadinanza. Abbiamo cercato di farlo da subito ed è nostra intenzione continuare questo percorso di ricostruzione in modo partecipativo, pur con tutte le difficoltà dettate dall'emergenza sanitaria, perché per ridisegnare la nostra bella città abbiamo bisogno del sostegno e delle idee di affermati professionisti e di tutti i nostri concittadini”.
Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1081 tamponi: 686 nel percorso nuove diagnosi e 375 nel percorso guariti. I positivi sono 18 nel percorso nuove diagnosi: 8 in provincia di Ancona, 6 in provincia di Pesaro Urbino, 2 in provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione. Questi casi comprendono 2 rientri dall'estero (Albania e Pakistan), 8 contatti in ambito domestico, un soggetto sintomatico, 6 contatti stretti di casi positivi e un caso in fase di verifica.
In leggera dimunuzione il rapporto percentuale tra tamponi effettuati e nuovi casi rispetto alla giornata di ieri (2,62%) , quando il numero di nuovi positivi era di 17, a fronte di 420 tamponi processati nel percorso nuove diagnosi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale, invece, a 7.752 su un totale di 137.750 campioni testati.
Di seguito, nel dettaglio i dati rilasciati dal Gores:
Il Comune di San Severino Marche, nell’ambito di una serie di interventi di riqualificazione della pubblica illuminazione che stanno interessando le frazioni del vastissimo territorio di competenza, ha effettuato opere di relamping lungo la strada che conduce e attraversa la località di Serripola. I lavori sono stati effettuati da tecnici e operai dell’azienda municipalizzata Assem per un importo complessivo di circa 15mila euro.
Si è svolta sabato 19 settembre, in simultanea presso le due sale polivalenti del Comune di Castelsantangelo Sul Nera e nel rispetto delle norme anti Covid-19, la presentazione del Documento Direttore per la ricostruzione (il DDR) alla cittadinanza e ai professionisti del settore.
"La ricostruzione di questo territorio comporta una rilettura coerente delle azioni ordinarie ed emergenziali che hanno inciso sull’assetto del territorio nella prospettiva di orientare i processi attuativi di ricostruzione post-sisma nella ricerca di una strategia di sviluppo dell’intera area, non soltanto a livello comunale, a partire dalle criticità e dai punti di forza" ha sottolineato il sindaco Mauro Falcucci.
A introdurre la giornata di lavoro è stato l’Architetto Stefano Boeri, il quale prima di passare alla presentazione delle linee generali del DDR, ha rinnovato i ringraziamenti all’amministrazione Comunale.
Ad assistere alla presentazione del DDR alla cittadinanza hanno partecipato, in video conferenza, anche gli studenti del laboratorio tematico del Corso di Studio in Architettura, Ambiente Costruito, Interni del Politecnico di Milano seguiti dal Prof. Andrea Gritti e la Prof.ssa Valeria Pracchi.
Il Sindaco Falcucci, sottolineando l’importanza del risultato ottenuto, ha ricordato il ruolo fondamentale del protocollo d’intesa siglato tra l’amministrazione Comunale e gli Enti sovraccomunali a dicembre 2019," al fine di raggiungere la massima condivisione delle linee guida di pianificazione".
La presentazione è stata anche l'occasione per parlare sinteticamente della recente OCSR 107/2020 inerente i Programmi Straordinari di Ricostruzione.
A tale proposito Falcucci, pur condividendo lo spirito della nuova ordinanza con la quale il Commissario ha creato le condizioni necessarie per dare una nuova opportunità a quei Comuni maggiormente colpiti che non hanno intrapreso fin da subito la strada della pianificazione per poter programmare la ricostruzione dei propri territori, ha evidenziato che "la stessa necessita di alcune precisazioni applicative essenziali per evitare di penalizzare quei Comuni, come Castelsantangelo sul Nera, che fin da subito hanno avviato la strada della Pianificazione Attuativa nel pieno rispetto delle Ordinanze emanate nel 2017".
“Attenzione inizio mulattiera, rallentare”. Sono questi gli avvertimenti comparsi da qualche giorno nell’ultimo tratto della Strada 502 che da Jesi conduce a Pian di Pieca di San Ginesio.
Le segnalazioni di pericolo sono state appese su alberi e supporti della segnaletica stradale da alcuni degli automobilisti che quotidianamente percorrono quel tratto di strada e ne conoscono le insidie. Una scelta di responsabilità civica, che hanno ora fatto presente alla nostra redazione con tanto di foto, che mettono in evidenza la situazione in cui versa la Strada 502 che da Jesi porta a Pian di Pieca.
L'arteria in questione, di proprietà della Regione e con la manutenzione a cura dell'Anas, presenta numerose buche, avvallamenti e dossi molto pericolosi. Non sono solo insidiosi, ovviamente, per i motociclisti, ma risultano dannosi anche per gli automobilisti stessi che, se non conoscono la strada e la percorrono a velocità sostenuta, rischiano di finire fuori strada o di danneggiare l'autovettura per non parlare anche della possibilità di causare degli incidenti se si perde il controllo del mezzo, dato che è una strada a doppio senso di marcia.
La "mulattiera" doveva essere anche percorsa dalla gara ciclistica "Tirreno - Adriatico", ma è stata giudicata troppo rischiosa per farla percorrere ai ciclisti e, dopo alcune discussioni, si è deciso di far percorrere solo il tratto degli ultimi 2 km e cioè il tratto in condizioni migliori.
Gli automobilisti attendono risposte e un'adeguata manutenzione da parte degli organi preposti.
Il Comando Provinciale di Macerata, unitamente alla locale AVIS, ha promosso un’iniziativa volta ad organizzare, per l’anno 2020, tre giornate da dedicare alle donazioni di sangue da parte degli appartenenti al Corpo della Provincia.
Sono state così individuate le date del 5 marzo, dell’11 giugno (in coincidenza con l’evento globale del “World Blood Donor Day”, celebrato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno nel mese di giugno e che per il 2020 è stato assegnato all’Italia) e del 17 settembre.
In Italia sono migliaia i pazienti ricoverati negli ospedali che hanno continuo bisogno di sangue e, di questi, molti sono quelli affetti da patologie che richiedono un ricorso regolare alle trasfusioni, per cui le donazioni non possono essere differite neanche in un momento come questo in cui il sistema sanitario nazionale si trova a fronteggiare la grande emergenza del Coronavirus.
Un gesto quello della donazione che è impegno morale, prima ancora che dovere civico, fortemente sentito dai militari della Guardia di Finanza, il cui altruismo e la cui profonda sensibilità – che da sempre li contraddistingue – hanno consentito di raccogliere nelle tre giornate, attraverso 63 donazioni, in una cornice di assoluta sicurezza nel rispetto delle direttive anti Covid, 25.200 ml di sangue intero e 4.900 ml di plasma, contribuendo così a dare sollievo a quanti legano la propria sopravvivenza alla disponibilità di sangue.
Un atto volontario di generosità e solidarietà, quello delle Fiamme Gialle maceratesi, in un momento in cui il Paese sta affrontando una delle sue prove più delicate e difficili.
Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 550 tamponi: 420 nel percorso nuove diagnosi e 130 nel percorso guariti. I positivi sono 17 nel percorso nuove diagnosi: 6 in provincia di Ascoli Piceno, 3 in provincia di Fermo, 3 in provincia di Macerata, 2 in provincia di Ancona e 3 fuori regione. Questi casi comprendono 5 rientri dall'estero (Kosovo, Romania e Camerun), 6 contatti in ambito domestico, 3 soggetti sintomatici, 1 contatto stretto di caso positivo e 2 casi in fase di verifica.
In leggero aumento il rapporto percentuale tra tamponi effettuati e nuovi casi rispetto alla giornata di ieri (4,04% ), quando il numero di nuovi positivi era di 31, a fronte di 921 tamponi processati nel percorso nuove diagnosi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale, invece, a 7.734 su un totale di 136.854 campioni testati.
Di seguito, nel dettaglio i dati rilasciati dal Gores:
Si è conclusa ieri la prima delle due giornate di votazione per eleggere i consiglieri e il presidente dell’undicesima legislatura della Regione Marche.
Alle ore 23:00 di domenica 20 settembre si è recato a votare il 42,72% degli aventi diritto, rispetto al 49,78 del 2015, quando si è votato nella sola giornata di domenica 31 maggio.
Hanno già espresso il loro voto 559.962 marchigiani. Le urne sono nuovamente aperte oggi, dalle ore 7:00 prima della chiusura definitiva prevista alle ore 15:00.
Successivamente, dopo lo scrutinio del referendum per la riduzione del numero dei parlamentari, inizierà lo spoglio delle schede regionali. La prima giornata di voto ha fatto registrare un’affluenza del 42,96% nella circoscrizione di Ancona (rispetto al 51,54% del 2015 e al 63,50% del 2010, quando si è votato in due giornate, come nella tornata attuale).
In quella di Ascoli Piceno la percentuale è stata di 41,07 (47,36% nel 2015 e 61,40% nel 2010), in quella di Fermo 43,05% (51,46% nel 2015 e 61,10% nel 2010), in quella di Macerata 40,51% (rispetto al 47,17% del 2015 e al 61,90% del 2010), in quella di Pesaro e Urbino 45,34% (50,55% nel 2015 e 64,20% nel 2010).
Queste le percentuali registrate alle 23.00 nei capoluoghi regionale e provinciali: Ancona 41,83%, Ascoli Piceno 42,93%, Fermo 48,76%, Macerata 49,29%, Pesaro 47,41%.
Arrivano i dati sull'affluenza alle urne delle ore 19:00. Seggi aperti dalle 7 di questa mattina fino alle 15 di domani, lunedì 21 settembre, per eleggere i membri del Consiglio regionale e, nel caso della provincia maceratese, per scegliere Sindaco e Giunta di 3 comuni (Macerata, Petriolo, Ussita ndr). Si vota anche per il Referendum consultivo nazionale sul taglio dei Parlamentari.
In provincia di Macerata l'affluenza è stata del 31,18% degli aventi diritto (nel capoluogo l'affluenza è superiore e si attesta al 37,87%), il secondo dato più basso della Regione Marche dove l'affluenza media si è del 32,94%.
Negli altri due comuni in cui si svolgono le Amministrative l'affluenza è la seguente: Petriolo 37,21% - Ussita 52,63%.
Sempre secondo i dati diffusi dall'Ufficio Elettorale della Regione, sulla totalità delle 1.567 sezioni, la provincia dove l'afflusso alle urne è stato più alto è quella di Pesaro-Urbino (35,61%), davanti ad Ancona (33,76%) e Fermo (32,21%). Ascoli Piceno è all'ultimo posto con il 30,12 degli aventi diritto al voto che si sono recati alle urne.
Si sono recati alle urne 431.816 marchigiani. Nella tornata elettorale del 2015, con una sola giornata di voto, alla stessa ora aveva votato il 34,18% degli elettori.
Ricordiamo come lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi (lunedì alle 15:00), partendo da quello per il Referendum consultivo nazionale sul taglio dei Parlamentari, a cui seguirà lo spoglio per le consultazioni elettorali regionali e infine quello delle amministrative.
(Foto Ansa)
Allerta meteo gialla della Protezione civile a causa dei temporali che interesseranno la Regione Marche nella giornata di domani, lunedì 21 settembre.
Il cedimento del campo barico favorirà il transito di un sistema nuvoloso di provenienza nord-atlantica, che determinerà condizioni di instabilità atmosferica associate ad un lieve calo delle temperature
Nella giornata di domani, il cielo si presenterà irregolarmente nuvoloso, con locali addensamenti più intensi e ciò darà luogo a precipitazioni sparse dalla mattinata, localmente a carattere di roevescio o temporale
Le temperature saranno in dimunuzione con venti deboli, a tratti moderati lungo la costa, di provenienza sud-orientale
Arrivano i primi dati sull'affluenza alle urne. Seggi aperti dalle 7 di questa mattina fino alle 15 di domani, lunedì 21 settembre, per eleggere i membri del Consiglio regionale e, nel caso della provincia maceratese, per scegliere Sindaco e Giunta di 3 comuni (Macerata, Petriolo, Ussita ndr). Si vota anche per il Referendum consultivo nazionale sul taglio dei Parlamentari.
In provincia di Macerata l'affluenza è stata del 12,41% degli aventi diritto (nel capoluogo l'affluenza è superiore e si attesta al 15,27%), il secondo dato più basso della Regione Marche dove l'affluenza media si è del 13,43%.
Negli altri due comuni in cui si svolgono le Amministrative l'affluenza è la seguente: Petriolo 11,41% - Ussita 21,05%.
Sempre secondo i dati diffusi dall'Ufficio Elettorale della Regione, sulla totalità delle 1.567 sezioni, la provincia dove l'afflusso alle urne è stato più alto è quella di Pesaro-Urbino (14,62%), davanti ad Ancona (14,00%) e Fermo (12,78%). Ascoli Piceno è all'ultimo posto con il 12,32% degli aventi diritto al voto che si sono recati alle urne.
Alle Regionali del 2015, alla stessa ora, aveva votato il 13,04% degli elettori. Cinque anni fa, la tornata elettorale si svolse in un’unica giornata (domenica 31 maggio 2015), mentre l’attuale si concluderà alle ore 15.00 di domani (lunedì 21 settembre).
Alle Regionali del 2010 che, come l’attuale, si articolò in due giornate (domenica e lunedì), alla stessa ora aveva votato l’8,11% degli elettori.
Ricordiamo come lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi (lunedì alle 15:00), partendo da quello per il Referendum consultivo nazionale sul taglio dei Parlamentari, a cui seguirà lo spoglio per le consultazioni elettorali regionali e infine quello delle amministrative.
Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1458 tamponi: 921 nel percorso nuove diagnosi e 537 nel percorso guariti.
I nuovi casi positivi registrati sono 31: 15 in provincia di Ancona, 10 in provincia di Ascoli Piceno, 4 in provincia di Pesaro Urbino e 2 in provincia di Macerata.
Tra i nuovi casi sono compresi 6 rientri dall'estero (Albania e Romania), 14 contatti in ambito domestico, 2 soggetti sintomatici, 5 contatti stretti di casi positivi, 1 caso riscontrato dallo screening realizzato in ambiente lavorativo, 1 rientro dalla Sardegna e 2 casi in fase di verifica.
Costante il rapporto percentuale tra tamponi effettuati e nuovi casi rispetto alla giornata di ieri (3,41% e 3,36%), quando il numero di nuovi positivi era di 24, a fronte di 702 tamponi processati nel percorso nuove diagnosi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale, invece, a 7.717 su un totale di 136.444 campioni testati. I ricoverati sono 24, di cui 2 in terapia intensiva.
Di seguito, nel dettaglio i dati rilasciati dal Gores:
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante le novità al Codice della Strada adottate tramite la Legge del 11 settembre 2020 n. 120, di conversione del d.l. 16/7/2020 n. 76, il decreto “semplificazioni”.
Di seguito l’analisi dell’avvocato Oberdan Pantana:
Nel decreto “semplificazioni”, è stata nascosta una miniriforma al codice della strada disseminata, in maniera disorganica, tra le “semplificazioni procedimentali” di cui al Capo I del Titolo II, le disposizioni in materia di “cittadinanza digitale e accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione” di cui al Capo I del Titolo III, le “semplificazioni in materia di attività di impresa e investimenti pubblici” e le “semplificazioni in materia di green economy” di cui ai Capi I e III del Titolo IV.
Con specifico riferimento alle modifiche al Codice della Strada, il primo impatto riguarda l’esenzione dal divieto di guida con targa estera; come noto, il decreto sicurezza, con l’obiettivo di combattere il fenomeno della “esterovestizione” dei veicoli, aveva inserito all’art. 93, comma 1-bis, il divieto di circolare sul territorio italiano con un veicolo immatricolato in uno Stato estero nei confronti di chi risieda in Italia da oltre 60 giorni.
Unica deroga è concessa, dal comma 1-ter, al soggetto residente in Italia da oltre 60 giorni, conducente di un veicolo concesso in leasing, in locazione senza conducente o in comodato a un soggetto legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un'impresa costituita in un altro Stato membro dell'Unione Europea o aderente allo Spazio Economico Europeo, che non abbia stabilito una sede secondaria o effettiva in Italia.
Per mitigare la portata di tale rigore viene oggi introdotto il nuovo comma 1-quinquies che, nel tentativo di risolvere i numerosi problemi recati dalla precedente normativa, esclude dal divieto cinque categorie di soggetti: i residenti nel comune di Campione d'Italia; il personale civile e militare dipendente da pubbliche amministrazioni in servizio all'estero, non iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE) ai sensi dell’art. 1 c. 9 lett. a) e b) L. 470/1988; i lavoratori frontalieri, o quei soggetti residenti in Italia che prestano un'attività di lavoro in favore di una impresa avente sede in uno Stato confinante o limitrofo (si tratta di Austria, Francia, San Marino, Slovenia, Svizzera, Vaticano), i quali, con il veicolo ivi immatricolato a proprio nome, transitano in Italia per raggiungere il luogo di residenza o per far rientro nella sede di lavoro all'estero; il personale delle Forze armate e di Polizia in servizio all'estero presso organismi internazionali o basi militari; il personale dipendente di associazioni territoriali di soccorso, per il rimpatrio dei veicoli immatricolati all'estero.
Altra novità riguarda al nuova classificazione di “strada urbana ciclabile” (lett. e-bis) del comma 3 dell’art. 2, definita come strada interna a un centro abitato, a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità fino a 30 km/h, con priorità per i velocipedi che godono anche di precedenza nei confronti degli altri veicoli (nuovo comma 4-bis dell’art. 145).
Ai sensi del nuovo comma 9-bis dell’art. 148, lungo tali strade, per effettuare il sorpasso di un velocipede si devono osservare particolari cautele per assicurare la distanza laterale di sicurezza; a tal fine, prima di effettuare il sorpasso, il conducente deve valutare l'esistenza delle condizioni per compiere la manovra in sicurezza, regolando la velocità che deve essere ridottissima qualora lo richiedano le circostanze, la cui violazione comporta la sanzione pecuniaria da 167 a 666 euro.
Inoltre, il nuovo comma 1-bis dell’art. 182, prevede che in caso di circolazione sulle strade urbane ciclabili, ai ciclisti non si applica l’obbligo di procedere su un’unica fila; infine, su tali strade i Comuni possono stabilire la modalità di circolazione dei velocipedi anche a “doppio senso ciclabile”, cioè in senso opposto al senso unico di marcia (art. 7 c. 1 lett. i-bis).
Numerose poi le modifiche alle definizioni stradali recate dall’art. 3.
Viene sostituito integralmente il n. 12-bis) che novella la definizione di “corsia ciclabile”, posta di norma a destra della carreggiata, appositamente delimitata e contraddistinta, destinata alla circolazione sulle strade dei velocipedi. Tale corsia può essere impegnata, per brevi tratti, da altri veicoli laddove le dimensioni della carreggiata lo consentano, anche quando siano presenti fermate del trasporto pubblico. Infine, la corsia si intende valicabile, per lo spazio necessario a consentire agli altri veicoli di effettuare la sosta o la fermata, nei casi in cui vi sia fascia di sosta laterale.
Viene, inoltre, aggiunto il nuovo n. 12-ter), recante la definizione di “corsia ciclabile per doppio senso ciclabile”, quale parte longitudinale posta a sinistra di una carreggiata urbana a senso unico, appositamente delimitata e contraddistinta, valicabile e a uso promiscuo, idonea a consentire la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi in senso contrario a quello di marcia.
Viene, infine, inserito il nuovo n. 58-bis), che introduce la nuova definizione di “zona scolastica” come zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti a uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell'ambiente, delimitata lungo le vie di accesso da appositi segnali. Ai sensi del nuovo comma 11-bis dell’art. 7, in tali zone può essere limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, a eccezione degli scuolabus, degli autobus destinati al trasporto degli scolari, nonché dei veicoli a servizio delle persone invalide, in orari e con modalità definite con ordinanza del Sindaco.
La violazione delle prescrizioni comporta il pagamento di una somma da 168 a 679 euro e, nel caso di reiterazione nel biennio, anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 15 a 30 giorni.
Ulteriore novità viene introdotta dal nuovo art. 12-bis, secondo il quale il Sindaco può conferire funzioni di polizia stradale in materia di prevenzione e accertamento delle violazioni:
- in materia di sosta nelle aree oggetto di affidamento, a dipendenti comunali o delle società esercenti la gestione della sosta o dei parcheggi;
- in materia di sosta e circolazione, fermata e sosta sulle corsie riservate, al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico;
- in materia di sosta o di fermata, a dipendenti comunali o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia delle strade.
A tale personale, che durante l’espletamento delle mansioni riveste la qualifica di pubblico ufficiale, è conferito il potere di contestazione, redazione e sottoscrizione dei verbali, nonché di rimozione dei veicoli; la prosecuzione dell’attività sanzionatoria resta di competenza della Polizia Municipale.
Infine, con la modifica recata al comma 1 dell’art. 4 d.l. n. 121/02, convertito con modifiche nella l. n. 121/2002, i dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni in materia di velocità - con esenzione dalla contestazione immediata ai sensi dell’art. 201, comma 1-bisi, lett. f) - potranno essere utilizzati o installati non soltanto sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento, ma su tutte le strade individuate con decreto del Prefetto tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
“Ennesimo atto di aggressione subìto dal personale delle Forze di Polizia, frutto della mancanza del rispetto delle regole, dell’assenza di strumenti idonei, della incertezza della pena, ma soprattutto, in ambito locale, di una scarsa gestione ed organizzazione del personale della Questura di Macerata”. Lo afferma, in una nota, il sidacato di Polizia Fsp , in riferimento all’aggressione subita da alcuni agenti, nel corso del fermo di un ubriaco che ha seminato ieri il caos in centro a Macerata. (Leggi qui)
“Piena solidarietà e vicinanza ai colleghi della Squadra Volanti della Questura di Macerata aggrediti da un cittadino rumeno esagitato durante un intervento presso la Farmacia “Filipponi” nel capoluogo Maceratese” – continua il segretario Fsp Erasmo Perniola - .
“Conosciamo personalmente i due colleghi aggrediti, dall’ esperienza ultra ventennale nel controllo del territorio e nella gestione di situazioni difficili.
Èda circa un anno che questa sigla sindacale invita ripetutamente il Signor Questore pro tempore Antonio Pignataro a tener conto delle direttive emanate dal Dipartimento di Polizia in relazione alla centralità ed importanza del controllo del territorio anche per il tramite dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata.
Qualche anno - ricorda Perniola - orsono questo Ufficio garantiva 2/3 pattuglie ogni quadrante di lavoro, personale con qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, nonché il doppio operatore presso la Centrale Operativa; purtroppo la mancanza di turnover, ma soprattutto l’incapacità gestionale del personale, hanno portato ad avere oggi esclusivamente una pattuglia per ogni turno di servizio e, spesso, nel quadrante di turno dalle 8 alle 20 non vi è neanche la presenza dell’Ufficiale di Polizia Giudiziaria presso l’Ufficio denunce”.
“Spesso – continua il Segretario provinciale - si è preferito assegnare il nuovo personale di rinforzo giunto in Questura ad altri Uffici, seppur anch’essi carenti di personale, con compiti differenti da quelli che da sempre ha contraddistinto la Polizia di Stato, non dando la giusta priorità al controllo del territorio ed alla tutela del cittadino, fortemente colpiti dai noti accadimenti di cronaca.
Altresì, la mancanza di camere di sicurezza dove trattenere le persone fermate e/o arrestate in attesa di convalida dell’arresto è altrettanto gravosa questione che si rileva anche presso il Commissariato di Polizia di Civitanova Marche", conclude.
In collaborazione con l’Ufficio Elettorale, diamo diffusione dei dati statistici inerenti le prossime consultazioni elettorali del 20 e 21 settembre.
L'elettore più giovane tolentinate è Paolo Vagni nato il 12 settembre 2002 mentre l'elettrice più giovane è Giada Colizzi nata il 20 settembre 2002 e che proprio domenica prossima compirà 18 anni (tanti auguri !).
L'elettore più anziano invece è Ezio Paolucci, nato l’8 febbraio 1919, con 101 anni mentre l'elettrice più anziana Pierina Salvucci nata il 21 febbraio del 1914 e che con i suoi 106 anni è la “Nonnina” della Città di Tolentino.
Gli aventi diritto al voto per il Referendum sono in totale 14.525 di cui 6.944 maschi e 7.581 femmine, gli aventi diritto al voto per le elezioni regionali sono in totale 17.738 di cui 8.540 maschi e 9.198 femmine.
Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1458 tamponi: 702 nel percorso nuove diagnosi e 756 nel percorso guariti.
I positivi sono 24 nel percorso nuove diagnosi: 12 in provincia di Ascoli Piceno, 4 in provincia di Macerata, 3 in provincia di Pesaro Urbino, 1 in provincia di Ancona, 2 in provincia di Fermo e 2 fuori regione. Questi casi comprendono 1 rientro dall'estero (Ucraina), 4 contatti stretti di casi positivi, 4 soggetti sintomatici, 6 contatti domestici, 3 contatti in ambiente di vita, 1 contatto in ambiente residenziale/assistenziale, 1 caso riscontrato dallo screening realizzato in ambiente lavorativo e 4 casi in fase di verifica.
Costante il rapporto percentuale tra tamponi effettuati e nuovi casi rispetto alla giornata di ieri, quando il numero di nuovi positivi era di 29, a fronte di 871 tamponi processati nel percorso nuove diagnosi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale, invece, a 7.686 su un totale di 135.523 campioni testati. Sono, invece, 23 i ricoverati in totale di cui uno in terapia intensiva.
Di seguito, nel dettaglio i dati rilasciati dal Gores:
Dopo oltre sessant’anni di assenza l’opera raffigurante “Santa Lucia” sarà finalmente restituita alla sua comunità. Il 20 settembre 2020 alle ore 18.00 , il Tenente Colonnello Carmelo Grasso, Comandante del Nucleo TPC di Ancona, e il Tenente Colonnello Maurizio Biancucci, Comandante della Compagnia Carabinieri di Ascoli Piceno, affideranno l’olio su tela (cm 90x65) a Don Umberto Puglia nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Venarotta (AP).
L’opera, databile intorno al 1833, venne rubata tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta nella Chiesa Santissima Annunziata di Cepparano (frazione di Venarotta, oggi inagibile a causa del terremoto del 2016), ma nessuno ne denunciò la scomparsa. Le ricerche negli archivi parrocchiali, le testimonianze dei fedeli e la divulgazione della foto dell’opera sui giornali e le televisioni , hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire il percorso di “Santa Lucia”, ritrovata in un’abitazione privata in provincia di Fermo dai Carabinieri del Nucleo TPC di Ancora e delle Stazioni di Monterubbiano (FM) e Venarotta (AP). I “tagli” effettuati sui lati della tela mostrano in modo evidente l’asportazione dalla cornice originaria. Nell’archivio della Confraternita Del sacramento di Venarotta è stato trovato un documento del 1833 ove veniva dato incarico ad un pittore di Ascoli Piceno tale “Rinaldo” per l’esecuzione del dipinto di Santa Lucia per una spesa di due scudi. Inoltre nella chiesa è presente un antico affresco raffigurante Santa Lucia e non è da escludere che il dipinto fu commissionato per preservare la memoria di quell’affresco che si stava deteriorando. Inoltre delle allora ragazze e oggi signore ottantenni ricordavano perfettamente quel quadro posto in corrispondenza delle scale che portavano alla cripta, in quanto la madre che aveva una sorella non vedente pregava quell’immagine della martire siracusana.
Valido aiuto alle indagini è stato fornito dalla consultazione della pubblicazione “Linee guida per la tutela dei beni culturali ecclesiastici”, realizzata nel 2014 nell’ambito della collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, l’Arma dei Carabinieri e la Conferenza Episcopale Italiana, che concilia le esigenze di protezione dei beni ecclesiastici, colpiti spesso da azioni criminose, e quelle devozionali.
Secondo le disposizioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo, l’opera sarà restaurata e custodita nella chiesa parrocchiale di Venarotta in attesa di tornare al suo luogo di origine, la Chiesa della Santissima Annunziata.
15 milioni di euro all’anno. Questa l’entità del capitale che potrebbe entrare a Civitanova Marche con cadenza annuale, attraverso il servizio ormeggio di importanti imbarcazioni nel porto cittadino.Che non sia una vana promessa lo dimostra lo yacht di lusso che ha attraccato nel pomeriggio del 17 settembre, ancorandosi ad uno dei dieci ormeggi disponibili nel porto di Civitanova. L’Alaya, questo il nome dell’imbarcazione che è entrata nella banchina destando una curiosità generale.“Rimarrà in porto fino alla fine dell’inverno portando nelle casse della città (all’indotto) circa 1 milione e mezzo di euro. Abbiamo per ora chiesto che vengano utilizzati almeno la metà dei posti disponibili e ci siamo impegnati a misurare i risultati alla fine di questo primo periodo”, dichiara Tiziano Giovanetti di Hopafi.Insieme al gestore di yachts MMYB, di Monte Carlo,Hopafi è la società che si è presa l’incarico di gestire “il salotto buono della città”. Attraverso un piano di investimenti, si prefigge l’obiettivo di far diventare il porto di Civitanova Marche un punto di attracco per barche e yacht di lusso di proprietà di personaggi influenti.Si tratta di un progetto ambizioso, sposato dall’amministrazione comunale e dal sindaco Fabrizio Ciarapica in prima persona. Non sono previsti interventi economici pubblici per questo progetto, ma la risonanza effettiva che avrebbe lo rende un disegno da prendere in grande considerazione.“Ne deriverebbe uno sviluppo economico delle attività commerciali, dal settore ristorazione a quello della moda, con un aumento di posti di lavoro. Un nuovo volano per l'economia, il turismo e la cultura per Civitanova, già candidata ad essere un faro in tutte le Marche”, afferma Fabrizio Ciarapica che oggi ha visitato lo yacht.Per un’imbarcazione di lusso come l’Alaya, lunga 47 metri, del peso di 498 tonnellate, con 5 cabine, 9 membri dell’equipaggio e un potenziale di 10 ospiti, sono necessarie infrastrutture e servizi specifici che cambierebbero in meglio il volto del porto e di conseguenza della città.Inoltre, lo yacht di proprietà di un facoltoso straniero è stato costruito ad Ancona, con gli esterni curati da Walter Franchini e gli interni, da Cristiano Gatto. “Puntiamo a far tornare in porto le eccellenze prodotte nel nostro Paese, dove meritano di stare. Il nostro è un piano di investimenti che necessita di un cambiamento di approccio strategico nei confronti di questa opportunità. È indicativo che il sindaco Fabrizio Ciarapica appoggi questo progetto”, dice Tiziano Giovanetti di Hopafi.La riqualificazione del porto è, infatti, uno dei punti chiave del programma elettorale del candidato consigliere alla Regione Marche, mediante un rafforzamento sia sul fronte commerciale che su quello turistico, con la conseguente messa in sicurezza e ammodernamento della struttura.Per aumentare i posti barca, per favorire la crescita demografica ed economica e per consolidare un valore storico della città, sono necessari fondi ottenibili solo dal consesso regionale.“Questo dimostra che Civitanova ha già tutte le carte in regola per fare uno scatto di qualità. Se ne avrò l’opportunità, farò sentire la voce della città e mi batterò perché ottenga il posto che merita. Abbiamo una grande opportunità per diventare finalmente un punto di riferimento e un modello per tutte le Marche”, ha concluso il primo cittadino.
“È una giornata di grande soddisfazione, perché l’apertura di questa strada è la prova che le istituzioni insieme possono compiere piccoli miracoli rispetto a una burocrazia molto rigorosa che a volte impedisce di realizzare opere”. Raggiante il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, per l’apertura questa mattina della nuova strada, costruita dall’Amministrazione provinciale, che collega la provinciale 77 “Villa Potenza - Sambucheto” con la provinciale 361 “Villa Potenza - Montecassiano”.
“Con la riforma delle province - prosegue Pettinari - le due provinciali sono passate di proprietà, la 361 alla Regione e la 77 all’ANAS e le risorse già disponibili e in cassa dell’Amministrazione provinciale sono andate alla Regione. In pratica non avevamo più nulla, ma non ho mollato e sono riuscito a convincere l’Amministrazione regionale a ridestinare al territorio una parte di quelle risorse che erano passate a loro. I territori sono più forti se le istituzioni collaborano e per questo ringrazio di cuore la Regione e il suo presidente, Luca Ceriscioli, perché ha accolto la richiesta. È stato firmato un protocollo d’intesa che ha permesso alla Provincia di progettare, appaltare e dirigere i lavori tra due strade non più di proprietà. Grande anche il lavoro dell’ufficio tecnico e della ditta Cori che ha operato intensamente in un periodo non facile, data pure la pandemia”.
L’intervento ricade nel territorio di Macerata e completa la variante di Villa Potenza, costruita nel 2014. La strada a due corsie ha una lunghezza di circa 300 metri e una larghezza di 10,50 metri; il progetto ha un valore complessivo di 800 mila euro e comprende anche la realizzazione della rotatoria, illuminata di notte, costruita sempre dalla Provincia di Macerata sulla provinciale 361.
La nuova strada è importante per tutta questa zona del Potenza poiché qui confluiscono cinque provinciali, alcune collegate anche con la provincia di Ancona, creando con gli ingorghi un problema di inquinamento, sicurezza e vivibilità per chi ci abita. Negli orari di punta sulla provinciale 361 transitano circa 6600 automezzi al giorno, di cui il 75% diretto a Macerata. Questa bretella, permetterà di alleggerire la circolazione a borgo Pertinace di Villa Potenza: di fatto escluderà la frazione da tutta la viabilità proveniente da Macerata e diretta a Montecassiano, Montefano e Osimo, e viceversa.
“È evidente che non è la soluzione a tutti i problemi viari della vallata, perché qui c’è bisogno di una viabilità diversa - conclude Pettinari -. Deve essere collegata alla superstrada con una strada dalle stesse caratteristiche che avrà il tratto da Campogiano al palazzetto di Macerata e, inoltre, non ha una viabilità di fondovalle. In questo modo c’è il rischio di avere una provincia con due vallate che vanno a velocità differente; date le risorse che dal prossimo anno arrivano dall’Europa, è arrivato il momento che tutte le istituzioni facciano quadrato per chiedere e ottenere parte dei fondi e farli confluire sui nostri territori per risolvere queste ataviche situazioni di debolezza. Le infrastrutture sono fondamentali”.
Ieri sera a Montefano, alle 21:00 in Piazza Bracaccini, si è svolto il Consiglio Comunale Aperto per affrontare il delicato tema della discarica. Dopo giorni di botta e risposta sui media locali, il sindaco Angela Barbieri ha deciso, in accordo con l’Amministrazione Comunale tutta, di coinvolgere la cittadinanza in un incontro che sia il più possibile chiarificatore sull’argomento.
“L’istituto del Consiglio Comunale Aperto è un istituto di alta democrazia, possibile qualora si debbano affrontare argomenti di particolare interesse per la comunità – ha esordito il Sindaco Barbieri – e a questo istituto possono partecipare altri enti, istituzioni, cittadini ed esperti sugli argomenti trattati. Su nostro invito questa sera è quindi presente il Dottor Buongarzone, agronomo esperto in Valutazione di Impatto Ambientale, che supporterà l’Amministrazione Comunale nella dura battaglia per evitare l’insediamento di una discarica nel nostro territorio".
Un breve escursus riassuntivo del percorso fin qui tracciato: al momento della delibera sulla ricerca di un nuovo sito discarica in provincia di Macerata (parliamo del 2017) l’allora Amministrazione Comunale di Montefano non ha in alcun modo fatto opposizione alla decisione della Provincia, come invece hanno agito molti altri Comuni. Il Sindaco ha citato, atto dopo atto, tutti i tentativi fatti nell’ultimo anno per opporsi a quanto purtroppo già pianificato nel 2017, fino alla seduta del Comitato Consultivo del 4 Settembre u.s. nella quale è stata consegnata la richiesta di una relazione tecnica, complessa e corposa, entro 30 giorni. La reazione dei Sindaci è stata molto dura, troppo poco tempo per garantire relazioni tecniche complete e che riescano a tutelare il proprio territorio.
“Grazie a Dio il comune di Montefano si era già dotato di un esperto nella Valutazione dell’Impatto Ambientale, il Dottor Buongarzone, e di un legale esperto nel settore, l’avvocato Carassai, che sta preparando il ricorso” afferma il Sindaco.
Il Dottor Buongarzone, sollecitato dagli interventi dei cittadini, ha spiegato che il piano regionale rifiuti tutela le aree montane e quelle marittime quanto a dislocazione delle discariche, mettendo così in difficoltà le zone collinari (per quanto ci riguarda, in buona sostanza, l’area che va da San Severino a Recanati). La discriminante per ubicare una discarica è avere disponibilità di una superficie di 30 ettari in continuità: tuttavia la superficie in questione non può essere utilizzata se sono presenti “produzioni agricole di pregio” (DOP, IGP, etc.), produzioni biologiche, abitazioni civili esistenti nell’area individuata ed aree archeologiche.
Quindi, l’indagine preparatoria e la successiva relazione tecnica lavoreranno su questi fattori, la materia è molto delicata e complessa, la richiesta dell’Amministrazione Comunale è di rendersi tutti disponibili a fornire dati e informazioni affinchè la stessa relazione sia strutturata nel miglior modo possibile ed utile ad allontanare la possibilità della localizzazione di una discarica nel territorio montefanese.
Attesissimo l’intervento del presidente del Comitato “No Discarica”, Fabio Lanari. Dalla nascita, nel luglio scorso, ad oggi il Comitato è cresciuto sempre più (conta ormai oltre 3000 aderenti), portando avanti la sua battaglia a colpi di ricorsi, di professionisti eccellenti che collaborano al progetto, unitamente a moltissimi cittadini che si sono messi a disposizione liberamente.
“Il rischio discarica esiste ed è alto, il percorso sarà lungo e faticoso, tutti dobbiamo lavorare e collaborare con l’Amministrazione Comunale affinchè tutte le informazioni utili siano a disposizione per la finalità di interesse comune.” Un confronto serrato fra il Presidente ed il Dottor Buongarzone ha messo in luce come, negli anni, l’argomento discarica in generale sia stato trattato in maniera avulsa dalla realtà, senza tenere nel debito conto tutta una serie di caratteristiche dei territori che non possono essere considerate con superficialità.
Il consigliere Mezzalani interviene dichiarando che finalmente, grazie a questo aperto confronto, si possono trovare punti d’accordo. “Purtroppo però il problema resta, i costi per affrontare ricorsi e altre modalità per contrastare queste decisioni della Provincia ricadono sul Comune e quindi sui cittadini, ma l’auspicio è quello di fare fronte comune per vincere questa battaglia".
“Il problema alla base è la produzione dei rifiuti, non solo lo smaltimento. Il contributo che il nostro Comitato vuol dare alla questione è legato all’educazione, alla corretta differenziazione dei rifiuti, al rispetto dell’ambiente e della salute. Un ringraziamento va all’Amministrazione Comunale per quanto sta facendo, non di meno i punti in comune fra Comitati, i cittadini e l’Amministrazione Comunale sono molti e sentiti, dobbiamo lavorare tutti insieme da qui in avanti, contribuendo insieme a raggiungere gli obiettivi prefissati” afferma Daniele Messi, Presidente del Comitato T.A.M.O., altro Comitato nato in conseguenza della questione. Anche T.A.M.O. , come il Comitato NO Discarica è apartitico e apolitico.
L’Assessore Sparapani riporta l’attenzione sul rapporto fra politica, istituzioni e cittadini. “I Comitati sono importanti perché danno voce alle esigenze della Comunità ma, sì, c’è un ma. Se vogliamo, di natura politica. Dal marzo 2017, quando tutto è iniziato, sono passati tre anni e si è perso molto, molto tempo per affrontare il problema. Certa politica, quella buona, non lascia cadere osservazioni ed azioni a tutela della comunità, invece questo è accaduto a Montefano. E’ necessario fare molta attenzione, perché anche in politica 'verba volant, scripta manent', bisogna fare atti e non solo parole.”
L’intervento del Sindaco Barbieri conclude la seduta. E’ decisa, ferma e dura Angela, non concede spazio al lassismo di nessuno, tantomeno a quello che definisce “inutile chiacchiericcio”.
“L’unità ed il confronto vanno sempre cercati, tanto più in una comunità ristretta, nella quale fare bene è forse più semplice che in realtà più grandi. Io, e dicendo io dico tutta la mia Amministrazione Comunale, sono da sempre a vostra disposizione, lo sapete, l’ente è il Comune e non i Comitati, che pure ringrazio per il loro incessante lavoro su questo tema difficile, a noi dovete rivolgervi con franchezza per ogni problema e difficoltà. Poichè è il Comune a parlare nelle sedi preposte a prendere decisioni, e quindi a fare gli atti necessari, strumenti con i quali lavora l’Amministrazione Pubblica. Ringrazio tutti della partecipazione, questa è stata per me una bellissima esperienza, grazie per il vostro grande senso di responsabilità, la compostezza e la comprensione dell’istituto del Consiglio Comunale Aperto, avete dimostrato un grande senso di democrazia".
L’applauso finale è liberatorio, certo il problema resta ed il percorso sarà lungo ed arduo da affrontare ma, con ogni probabilità, sarà possibile – da oggi in poi - un confronto più aperto e costruttivo.