Un piano di finanziamenti di circa 40 milioni di euro, riferiti esclusivamente al 2021, distribuiti su tutto il territorio comunale provenienti dal PNRR (Piano Nazionale Recupero e Resilienza), dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) dal MIUR, MIT, Regione Marche e dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini: sono queste le risorse che daranno un sostegno concreto alla ripartenza del borgo.
Con le ordinanze n. 6, 7 e 8 del 31 dicembre 2021 per l’attuazione degli interventi del Piano complementare nei territori colpiti dal sisma 2009-2016 (ossia fondi stanziati dal Governo che vanno ad integrare e completare gli interventi ritenuti validi per la ripartenza previsti dal PNRR), a San Ginesio sono stati assegnati 3.770.000,00 euro che prevedono diverse progettualità legate all’Ex Convento dei Cappuccini in Albergo diffuso e Bike Station; il rifacimento della Strada Comunale San Savino; riqualificazione centro storico e di Passo San Ginesio con nuove pavimentazioni, arredi e servizi.
Con il CIS, invece, San Ginesio è il Comune Capofila del Progetto “S.N.C.: Storia, Natura e Cultura nei Borghi e Vallate del Fiastra” (Delibera CIPESS del 3 novembre 2021 Fondo sviluppo coesione 2021-2027) per 9.180.000,00 euro e destinatario al momento di oltre 5 mln di euro di cui 3,4 mln per la realizzazione del “Parco lineare Pubblico” che va a ridisegnare e ad abbellire tutto lo spazio intorno alla cinta muraria a cui vanno ad aggiungersi ulteriori 800.000,00 euro da parte del Ministero dei Trasporti per l’adeguamento sismico della “Strada Panoramica”.
Un ulteriore contributo del MIT di 150.000,00 euro ha reso possibile la copertura di tutte le spese relative alla progettazione sia del “Parco lineare Pubblico” che della “Strada Panoramica”. Sempre grazie ai fondi CIS si provvederà all’ampliamento e sistemazione degli impianti sportivi dello Stadio “M. Corridoni”, al rifacimento della strada vicinale Cerreto-Salino e all’acquisto dell’Albergo Centrale in Piazza A. Gentili che, insieme alla sistemazione dell’“Ex Convento dei Cappuccini” (come da ordinanza n. 8), sarà fondamentale per il rilancio turistico del borgo grazie un’offerta ricettiva di qualità. Una parte molto consistente dei finanziamenti sarà destinata al “Progetto Scuole”, altro asset strategico per la ripresa del borgo.
Ai fondi dell’Ordinanza Speciale n° 9 del 29/05/2021 (Lotti A, B e C) da 20.905.376,73 euro i cui lavori dei lotti A e B partiranno entro metà anno, mentre il lotto C è già realizzato, si aggiungono 500.000,00 euro per la messa in sicurezza, l’adeguamento sismico, la ventilazione meccanica controllata nelle aule e negli altri spazi e la sostituzione delle persiane destinati agli altri plessi scolastici del Comune i cui lavori possono definirsi conclusi.
Ulteriori risorse ottenute saranno destinate per importantissimi progetti legati all’edilizia scolastica per importi complessivi di circa 4.651.000,00 euro che prevedono: la Realizzazione del Polo per l’Infanzia 0-6 anni presso l’Agrinido di Vallato; l’adeguamento sismico della Scuola “D. e F. Costantini” di Passo San Ginesio; la realizzazione degli spogliatoi della Struttura Geodetica e dell’edificio strategico per la delocalizzazione temporanea dei laboratori scolastici dell’IPSIA sempre a Passo San Ginesio.
Massima attenzione è stata posta anche alla riqualificazione della viabilità rurale: un investimento di 2 mln di euro con i fondi di varia provenienza permetterà la sistemazione di buona parte delle strade comunali e vicinali su tutto il territorio, così come per località Collina, sono stati assegnati 80.500,00 euro per la manutenzione straordinaria del ponte, al fine di tutelare la sicurezza dei veicoli e dei pedoni.
Non mancano i contributi presi per il miglioramento degli impianti sportivi: 975.000,00 euro per la messa in sicurezza della pista di atletica, l’ampliamento e sistemazione degli impianti e la progettazione del rischio idrogeologico dello stadio “M. Corridoni”. Inoltre, ulteriori 500.000,00 euro andranno ad integrare quanto già assegnato dal CIS per la realizzazione di piste ciclabili (San Liberato–Rocca Colonnalta; Cerqueto–Molinaccio; Macchie-San Savino).
Ai tanti finanziamenti ottenuti, si aggiunge anche la generosità di qualche ginesino che sta apprezzando il “piano della bellezza” già operativo: al contributo di oltre 120.000,00 euro (fondi del GAL SIBILLA e cofinanziamento del Comune) si aggiunge una corposa donazione che consentirà di riqualificare e abbellire il “Campo del Palio”, così da offrire al visitatore una bellissima cartolina all’ingresso del centro storico. Sono questi i progetti più significativi già finanziati e prossimi all’avvio che faranno di San Ginesio il luogo ideale del well being, ossia dove poter vivere bene.
Una prima vittoria giudiziaria per uno dei leader del movimento "Io Apro". Il Tribunale civile di Pesaro ha annullato la multa da 800 euro inflitta dalla polizia a Umberto Carriera per aver fatto cenare trenta persone, tra cui Vittorio Sgarbi, in pieno lockdown.
Quella sera, al ristorante la Grande Bellezza di Mombaroccio, il ristoratore ribelle, tra i fondatore di "Io Apro", decise di sfidare il divieto organizzando la cena malgrado il Dpcm del 3 dicembre 2020 che imponeva la chiusura dei ristoranti alle 18:00, lasciando l'asporto fino alle 22.
Umberto Carriera, che era già stato multato, decise di continuare a protestare contro le chiusure organizzando una serie di cene. Quella del 15 gennaio richiamò molta gente e molta polizia.
Impugnata la multa, oggi è arrivata la sentenza di annullamento dell'ingiunzione di pagamento con la "disapplicazione del Dpcm del 3 dicembre 2020" scrive il giudice Flavia Mazzini. Le motivazioni tra un mese. Per Carriera, difeso dall'avvocato Lorenzo Nannelli di Firenze, "la verità si fa strada, sta trionfando la giustizia”.
(Fonte Ansa)
Prosegue la discesa dei numeri della quarta ondata Covid nelle Marche ormai da due settimane. Oggi, il Gores ha segnalato 2.556 nuovi positivi (ieri erano 2.935), con una percentuale di positività del 38,4% (dal 41%) sui 6.656 tamponi analizzati (ieri 7.158). L'incidenza conferma il recente trend in deciso calo e si attesta a 1.190,95 casi settimanali ogni 100mila abitanti (1.289,12).
Continua la regressione della curva epidemica: la settimana si chiude con circa 18 mila casi/settimana, in riduzione del 43% in comparazione con quella precedente a quota 31mila. Si conferma la provincia di Ancona quella più colpita con 736 casi, seguita da Macerata (587), Pesaro Urbino (446), Ascoli Piceno (355) e Fermo (325); sono 107 i contagi provenienti da fuori .
Totali in discesa in tutte le classi di età, ma restano quelle consuete le più colpite: 650 casi tra 25 e 44 anni e 577 per 45-59enni. Ancora sotto osservazione i contagi tra i più giovani, sono infatti 748 tra gli under 18, con i numeri più alti, di nuovo, per i bimbi delle scuole elementari (6-10 anni) con 231 positivi.
Nelle ultime 24 ore sono dimunuiti a 348 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (-13 rispetto a ieri), dei quali 47 in Terapia intensiva (-3 rispetto alle ultime 24 ore) e 301 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 68 e quelli in reparti non intensivi 233 (-10 rispetto a ieri) mentre 42 persone sono state dimesse nell'ultima giornata. Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano anche sei decessi correlato al Covid: un 83enne di Fabriano, una 93enne di Ripatransone, un 88enne di Monteprandone, una 72enne di Montelabbate, un 60enne di Cupramontana e un 81enne di origini albanesi spirato all'ospedale di Ancona. Tutte le vittime presentavano patologie pregresse
Mentre gli italiani si preparano a una nuova riapertura post pandemia – da oggi stop alle mascherine all’aperto e riapertura delle discoteche – il termine dello stato di emergenza fermo al 31 marzo 2022 ha cominciato a sollevare i primi dubbi su quello che sarà il destino del lavoro e, in particolare, dello “smart working”.
Rispetto al periodo più critico della pandemia – che ha portato dall’inizio del 2020 circa 6 milioni di italiani a lavorare da casa – aziende e sindacati prevedono di procedere a una nuova serie di accordi che, rispetto a quanto già realizzato dal 15 ottobre scorso (orari flessibili e turnazioni consone per evitare assembramenti) dovrebbe puntare a una soluzione più “ibrida”. Il lavoro in presenza dovrebbe essere, dunque, bilanciato con quello da remoto.
Secondo i dati della Cgil gli accordi aziendali sullo smart working sono circa 200, ma solo tredici contratti nazionali di categoria ad oggi hanno normato il lavoro agile.
Questa transizione – disciplinata dalla legge 81/2017 – richiede la necessità di un protocollo che regoli i rapporti fra lavoratori e imprese, visto che ad oggi gli orari di lavoro restano immutati, mancano gli incentivi e le misure atte a promuovere la sostenibilità e le pari opportunità. Sono questi gli argomenti principali che infatti i sindacati dovranno presentare entro la fine dello stato d'emergenza sui tavoli delle aziende.
Inoltre, nelle ultime settimane gli stessi rappresentanti dei sindacati hanno criticato fortemente le posizioni del Ministro Renato Brunetta, fermo sostenitore del “lavoro in presenza” al 100%: "Piuttosto che chiusi a casa, con il telefonino sulla bottiglia del latte a fare finta di fare smart working è meglio puntare su vaccini, vaccini, vaccini e presenza, con una migliore organizzazione del lavoro".
Il discorso verte in particolar modo sulla Pubblica Amministrazione, dove il telelavoro ha segnato un graduale calo di impiego (dall’11% nel 2020 al 6,6% del 2021). In questo senso, la proposta maggiormente avanzata dalle parti sociali è proprio quella di alimentare la digitalizzazione del lavoro.
“Il pensiero del Ministro Brunetta – ha commentato Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil -screditano lo sforzo di tutti coloro che, durante l’emergenza sanitaria, sono riusciti nonostante le grosse difficoltà a garantire la continuità di servizi essenziali al cittadino. Innovazione e rinnovo dei contratti: è questo l’unico modo per dare il giusto valore alle professionalità e favorire un’adeguata ripartenza”.
Trenta minuti al buio per unirsi alla protesta dei Comuni contro il caro bollette. Anche la città di Castelraimondo, ieri sera, ha visto spegnersi due simboli del centro: il Cassero e il monumento ai Caduti. Lo spegnimento di alcuni edifici comunali programmato per oggi, 10 febbraio, è un’iniziativa nazionale dell’Anci per attirare l’attenzione del Governo sui rincari delle bollette di gas e luce.
«Le risposte dal governo alle nostre richieste non sono sufficienti – ha spiegato il presidente dell’Anci Decaro -. Evidentemente non si percepisce il rischio che questa crisi si ripercuota negativamente sui bilanci degli enti locali e di conseguenza, soprattutto, sulla possibilità di erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini». Il Cassero e il monumento ai Caduti sono rimasti spenti dalle ore 20 alle ore 20 e 30.
«Per il 2022 – ha detto il sindaco Patrizio Leonelli - il nostro Comune tra pubblica illuminazione e riscaldamenti spenderà ben 130mila euro in più. Una cifra ingente come i rincari che purtroppo colpiranno anche famiglie e imprese, una mazzata che non ci voleva in un periodo già economicamente difficile».
Si è svolta oggi la cerimonia di inaugurazione dei nuovi locali presso il Centro di Salute Mentale – I° piano della Palazzina Ex Scuola Infermieri adiacente all’Ospedale di Macerata – alla presenza del personale medico, i rappresentanti della Fondazione "Girolamo Colonna", la vicesindaco Francesca D’Alessandro, gli assessori Anna Menghi, Filippo Saltamartini e la direttrice di Area Vasta 3 Daniela Corsi.
Cinque spazi restaurati e arredati grazie al contributo d’investimento della famiglia Colonna, in collaborazione con Giessegi Industria Mobili Spa, Cimar e Ariro Srl. L’azione vuole assicurare maggiore assistenza e comfort ai pazienti in carico e quelli futuri, in virtù di patologie psichiatriche in costante aumento insieme all’utilizzo – più frequente soprattutto fra i giovani – degli psicofarmaci.
“Si tratta un intervento importante – ha dichiarato Stefano Nassini, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Area Vasta 3 – perché il nostro obbiettivo è quello di migliorare ancora di più l’offerta riabilitativa per i nostri utenti. La nostra equipe di medici, psicologi, educatori e tecnici lavora in maniera presente e costante, anche se il Covid ci ha molto rallentato. Sono convinto che saper intervenire per tempo sulla salute mentale delle persone sia il segnale di una società che funziona”.
“Quando le istituzioni lavorano in sinergia i risultati ci sono – ha aggiunto D’Alessandro, che ha anticipato il taglio del nastro ringraziando assieme all’assessore Menghi tutte le parti che hanno collaborato alla rigenerazione del reparto.
Un pensiero rinnovato anche dalla direttrice Corsi, che promette “continuerò ad impegnarmi per ascoltare le esigenze di tutte le strutture sanitarie. La collaborazione fra gli addetti ai lavori è diventata fondamentale, ora che ci prepariamo a ripartire”.
“Il nostro contributo in quanto fondazione privata – ha sottolineato il vicepresidente Nicola Colonna, accompagnato dagli avvocati Francesco Ciotti e Manuel Seri – vuole dare un segnale preciso a tutti gli operatori sanitari: non siete soli. Voi fate il grosso del lavoro, ma noi vogliamo continuare ad assistervi nel miglior modo possibile”.
Ad intervenire per ultimo è stato l’assessore regionale alla Sanità Saltamartini, che ha voluto anticipare anche i futuri interventi legati al PNRR. “L’eccezionalità di questa inaugurazione ci ricorda quanto sia importante nel nostro mestiere la solidarietà. Molti operatori del CSM hanno contribuito direttamente in questi due anni alla campagna di vaccinazione, vista soprattutto la forte carenza di personale. E visto che in generale saper curare significa prevenire tutta una serie di conseguenze a livello sociale, le istituzioni, l'amministrazione pubblica e gli operatori devono ridurre gli attriti fra loro e collaborare per il bene delle Marche.
Il nostro Piano per il PNRR è pronto - ha concluso l'assessore - e prevede l’investimento di 15,7 milioni di euro per l’apertura di case e ospedali di comunità – in particolare, a Camerino, Recanati, San Severino, Macerata, Civitanova, Corridonia, Treia e Tolentino, che dovranno rispettare anche le norme sismiche che oggi mancano in molte strutture. Purtroppo il turnover dei medici rimane ad oggi un’incognita: molti andranno in pensione a breve, ma sostituirli non sarà facile. Servono fondi da investire nella formazione dei giovani, contratti di lavoro dignitosi, maggiori assunzioni nei reparti del 118. Sarà un percorso lungo e complicato. Ma oggi dobbiamo dare alle nostre famiglie un segnale positivo di fiducia e speranza”.
La Giunta comunale ieri ha deliberato la riqualificazione dunque l’avvio dei lavori, che saranno eseguiti in compartecipazione tra Comune e Associazione Tennis di Macerata, del circolo tennis di via dei Velini. Gli interventi riguarderanno lavori di manutenzione straordinaria necessari a risolvere problematiche inerenti la sicurezza e lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche al fine di rendere maggiormente fruibile la struttura.
Gli interventi a carico dell’Associazione Tennis di Macerata, per un costo di circa 300mila euro, riguardano la demolizione e la ricostruzione degli spogliatoi (eseguiti con l’incentivo del Superbonus 110%) in una nuova struttura adiacente l’edificio principale; la realizzazione di due campi da padel; la realizzazione di un nuovo campo da tennis in terra rossa e l’omologazione del campo da tennis esistente per le gare nazionali.
Il Comune, per un costo di circa 330mila euro, si occuperà degli interventi relativi all’abbattimento delle barriere architettoniche con la realizzazione di alcune rampe di accesso che collegheranno il parcheggio alla struttura principale e agli spogliatoi e dei lavori di riqualificazione della struttura principale con la realizzazione di un’infermeria e due spogliatoi per gli arbitri dislocati al piano seminterrato e al piano terra della struttura principale.
«Si tratta di un altro investimento sul patrimonio della città, un’altra buona notizia per i maceratesi, un’altra promessa mantenuta – ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio Andrea Marchiori -. La rigenerazione strutturale del complesso sportivo e il rinnovato interesse per il tennis farà di Macerata un autentico capoluogo per offerta di impianti sia in numero che in qualità; in questo modo continuiamo a dotare la città di strutture nuove, moderne e funzionali anche per le persone diversamente abili».
«In poco più di un anno di Amministrazione abbiamo già avviato consistenti e rilevanti interventi che riguardano gli impianti sportivi, con grande attenzione in particolare al padel e al tennis, due discipline in forte espansione – ha aggiunto l’assessore allo Sport Riccardo Sacchi -. L’Associazione Tennis Macerata, una delle più longeve e importanti della città, da decenni opera e forma sportivi, con grande attenzione ai giovani, e gli interventi in questione, oltre a modernizzare e valorizzare impianti di proprietà comunale, consentiranno di implementare la struttura diversificando le dotazioni sportive offerte ai cittadini».
Presto sarà operativa la nuova piattaforma del digitale terrestre di ultima generazione: migliore qualità del segnale, programmi in alta definizione e rilascio delle frequenze in banda 694-790 MHz, la cosiddetta “banda 700”, per i servizi mobili 5G.
Le Marche passeranno alla nuova televisione digitale tra il primo marzo e il 15 maggio 2022. Per arrivare preparati allo switch off, occorre procedere alla verifica della compatibilità del proprio televisore con il nuovo standard sintonizzandosi sui canali in alta definizione 501 (Raiuno Hd), 505 (Canale 5 Hd) e 507 (La7 Hd). Se tali canali sono visibili non sarà necessario cambiare apparecchio o dotarsi di un decoder, ma sarà sufficiente effettuare una semplice risintonizzazione.
Da gennaio 2023 quando si passerà ufficialmente al sistema DVB-T2, e cioè quando la transizione al nuovo digitale terrestre sarà definitiva e i vecchi canali saranno oscurati, per compiere tale verifica di compatibilità è invece necessario sintonizzarsi sui canali 100 (Rai) e 200 (Mediaset): se compare una schermata con la scritta “Test HEVC Main10” vuol dire che la televisione è totalmente compatibile con il nuovo digitale.
Potrà tuttavia accadere che si verifichino problemi nel visualizzare la schermata legati a cause di carattere temporaneo; pertanto, prima di acquistare un nuovo decoder o una nuova TV, è sempre consigliabile procedere a una risintonizzazione dei canali. A tal fine si ricorda che è possibile usufruire delle agevolazioni sull’acquisto di TV e decoder fino al 31 dicembre 2022. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito tematico sulla Nuova Tv digitale del Ministero dello Sviluppo Economico al link: https://nuovatvdigitale.mise.gov.it
Confermata la decrescita dei contagi nelle Marche, un trend che lascia intatte le speranze di un ritorno in zona gialla a stretto giro. Sono 2.935 i nuovi positivi (ieri erano 3.213) con un tasso di positività del 41% (dal 39,7%) sui 7.158 tamponi analizzati (ieri erano 8.087). Continua anche la discesa dell'incidenza, che oggi si attesta a 1.289,12 casi settimanali ogni 100mila abitanti (1.400,89).
Rimane sempre Ancona la provincia più colpita con 836 casi, seguita da Macerata (675), Pesaro Urbino (536), Ascoli Piceno (414) e Fermo (359); sono 119 i contagiati provenienti da fuori regione. Tra gli ultimi positivi sono 527 le persone che accusano sintomi (lievi, severi o critici); i casi comprendono 916 contatti stretti di positivi, 806 contatti domestici, 35 in ambiente di scuola/formazione, quattro in setting lavorativo, otto in ambiente di vita/socialità, uno sia in setting assistenziale sia in setting sanitario.
Per quanto riguarda le fasce d'età, si confermano quelle tradizionalmente con più infetti ad essere le più colpite. Sono infatti 770 positivi per i 25-44enni e 663 per i 45-59enne. Attenzione anche ai casi tra i più piccoli, con 817 contagi tra gli under 18. La fascia più esposta è quella degli studenti delle superiori: sono stati infatti 241 i casi nella fascia tra 14 e 18 anni, mentre calano i positivi tra gli alunni delle elementari (239 casi).
Nelle ultime 24 ore sono dimunuiti a 361 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (-6 rispetto a ieri), dei quali 50 in Terapia intensiva (-1 rispetto alle ultime 24 ore) e 311 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 68 (+2) e quelli in reparti non intensivi 243 (-7 rispetto a ieri) mentre 41 persone sono state dimesse nell'ultima giornata. Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risulta anche un decesso correlato al Covid: un 82enne di Cingoli spirato all'ospedale di Jesi.
Per questa seconda puntata di “Storie di Cucina” siamo andati alla scoperta delle tradizioni della cucina maceratese. Per l'occasione siamo stati ospiti del "Veneziano", il ristorante di pesce di Civitanova Marche di Mirco Ciavattini. Qui abbiamo riassaporato tradizione e innovazione Made in Marche.
Una storia che parte da lontano, quella di Mirco, immerso tra una famiglia impegnata nella ristorazione e la sua più grande passione, quella della comunicazione. Prima di approcciarsi definitivamente al mondo del cotto e mangiato, Mirco ha fondato riviste ed emittenti televisive.
Poi l'amore sbocciato davanti a una polenta con brodetto, piatto tipico della tradizione maceratese di inizio secolo. "E' un cibo molto povero ma molto saporito che veniva messo in tavola quando i pescatori avevano poco da mangiare. E un pentolone faceva felice tutta la famiglia".
"Col tempo - racconta Mirco - lo abbiamo migliorato e modificato all'interno delle nostre cucine. Da città in città cambia con l'aggiunta di uno scampo o di una rana pescatrice, ma quella che oggi portiamo in tavola per noi è una eccellenza della riviera adriatica che merita di essere conosciuta in tutta Italia".
Se anche voi siete ristoratori, agricoltori, allevatori o viticoltori e volete far conoscere i vostri prodotti, scriveteci a redazionepicchio@gmail.com oppure inviate un messaggio Whatsapp al 3421682258 o telefonate al 0733 1653692. Sarete ricontattati da parte della nostra redazione.
Cari lettori, bentornati all'appuntamento settimanale con la mia rubrica, nella quale analizzeremo l’andamento del contagio da coronavirus nelle Marche e in Italia. Oramai siamo a 2 anni dall'inizio della pandemia e i contagi segnano una generale discesa.
I numeri sembrano confermare come il peggio sia alle spalle e, come accennavo la scorsa settimana, le restrizioni non hanno inciso, visto che si è avuto il medesimo andamento del Regno Unito dove - di precauzioni - non ne sono state prese, se non minimali.
Anche i ricoveri ordinari sono andati finalmente in decrescita, sebbene bisognerebbe fare chiarezza su cosa si intenda per "ricovero", poiché almeno il 30% di quelli che sono considerati ricoveri Covid fanno riferimento a persone positive, ma che si trovano in ospedale per altre ragioni.
Sempre facendo la comparazione con il Regno Unito, lì addirittura si è avuto il sorpasso, ovvero, i ricoverati positivi per ragioni non legate al Covid sono maggiori di quelli legati a sintomi Covid.
Guardando al grafico delle regioni, si nota come molte si trovino nella stessa fascia di colore sebbene l'incremento dei contagi proceda in direzione poco uniforme. Quindi non è possibile stabilire un nesso fra colore e riduzione dei casi: semplicemente tutte le regioni seguono, più o meno, lo stesso trend.
Con soddisfazione, nei giorni seguenti alla pubblicazione della scorsa puntata della mia rubrica, alcuni articoli sulla stampa estera hanno riportato come la letalità del Covid sia scesa a livello di quella dell'influenza ovvero una fascia fra 0.1 e 0.2%. Probabilmente questa letalità, man mano che si diffonderà l'uso della pillola antivirale, sarà destinata a scendere ancora, possibilmente sotto lo 0.1%. Ora l'unica incognita che rimane è la possibilità che in 2 o 3 mesi appaia una nuova variante. Generalmente abbiamo notato come le varianti compaiano verso primavera e in autunno.
Il Commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, e la Rete delle Professioni Tecniche assumeranno iniziative congiunte per agevolare il lavoro dei tecnici nella predisposizione dei progetti di ricostruzione ed ampliare la loro platea, evitando una concentrazione eccessiva degli incarichi.
È quanto emerso oggi nel corso di un incontro tra il Commissario sisma e i rappresentanti degli Ordini e dei Collegi nazionali dei professionisti che aderiscono alla Rete delle Professioni Tecniche per fare il punto sull’andamento della ricostruzione anche alla luce della scadenza del 30 giugno per i progetti di riparazione degli immobili di proprietà dei residenti che beneficiano di varie forme d’assistenza (CAS e SAE in particolare).
Dalla seconda metà del 2021, quando si è affermato il Superbonus 110% sul territorio nazionale, le attività nel cratere sisma 2016 hanno subito un rallentamento, dovuto essenzialmente alla scarsa disponibilità di professionisti per redigere i progetti e le domande di contributo, e di imprese per realizzare gli interventi. Lo scorso anno ha fatto segnare il record dei decreti di contributo emessi, circa 5.200 contro i 2.657 del 2020, ma l’afflusso di nuove domande si è ridotto, passando da circa 7.500 del 2020 (un dato comunque influenzato dalla scadenza dei termini per gli edifici con danni lievi), a 2.200 domande.
“Non possiamo pensare di concludere in tempi ragionevoli questa ricostruzione se viaggiamo al ritmo che abbiamo registrato negli ultimi mesi. Dobbiamo trovare insieme una soluzione per accrescere la disponibilità dei tecnici a lavorare nella ricostruzione” ha detto il Commissario Legnini nel corso dell’incontro, registrando la piena disponibilità dei professionisti.
Di comune accordo l’Osservatorio tecnico Sisma, una struttura nella quale sono rappresentati sia il Commissario che i tecnici, è stato incaricato di formulare proposte per agevolare lo smaltimento del carico di lavoro già acquisito, mentre i rappresentanti nazionali della Rete delle Professioni Tecniche studieranno i meccanismi per ampliare l’offerta dei servizi tecnici.
I professionisti attivi nella ricostruzione post sisma sono 7 mila, a fronte dei 29 mila iscritti all’elenco speciale, ma di questi solo la metà ha acquisto incarichi principali nei progetti sisma, che siano di progettazione o di direzione lavori. Gli stessi tecnici, peraltro, hanno avanzato circa due terzi delle quasi 30 mila manifestazioni di volontà a richiedere il contributo, palesando il rischio di una potenziale ulteriore concentrazione degli incarichi, che appare già elevata allo stato attuale.
Ringrazio la Rpt per la disponibilità dimostrata ad affrontare insieme questa fase di difficoltà della ricostruzione, in gran parte dovuta a fattori congiunturali, assumendo l’impegno a formulare proposte per aumentare la qualità e la quantità del lavoro dei tecnici, e permettere ai cittadini colpiti dal sisma – ha sottolineato Legnini - di realizzare in tempi ragionevoli la legittima aspirazione di tornare nelle loro case”.
Un nuovo sistema che consentirà di migliorare in qualità e quantità il servizio di conferimento e raccolta degli imballaggi in plastica, in particolare contenitori per liquidi (CPL e PET): il Comune di Potenza Picena ha aderito, con apposita richiesta, al programma sperimentale “Mangiaplastica 2022” promosso dal ministero della Transizione Ecologica. Tale adesione prevede la richiesta di finanziamento per l’acquisto di un ecocompattatore.
“Si tratta – spiega il vice sindaco con delega all’Ambiente, Giulio Casciotti – di un sistema automatizzato che, oltre a ridurre il volume di rifiuti prodotti, incentiva i cittadini alla raccolta grazie al rilascio, per ogni rifiuto conferito, di un coupon che può rientrare nel calcolo complessivo della TARI o dare diritto ad una scontistica presso gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa”.
Rispetto al luogo di destinazione dell’ecocompattatore: “si privilegerà il centro abitato, dove il flusso dei rifiuti prodotti è più elevato. – prosegue Casciotti – La macchina per cui è stato richiesto il finanziamento ha un’alta capacità con svuotamento di una volta al giorno, gestito dal Cosmari. I cittadini potranno così conferire i rifiuti prodotti in qualsiasi momento della giornata integrando il servizio attivo con la raccolta porta a porta”.
E proprio la raccolta differenziata fa registrare un trend positivo: i numeri del 2021 confermano una crescita dello 0.43% rispetto al 2020 e una media di percentuale di raccolta pari al 74,49%. “Sono dati che attestano un impegno costante da parte della cittadinanza. – conclude Casciotti – Come amministratori non possiamo che continuare a fare del nostro meglio, intercettando opportunità, come ad esempio quella dell’ecocompattatore, che ci aiutino ad accrescere ancora di più sensibilità e risultati virtuosi”.
"Anci Marche aderisce convintamente all'iniziativa dell'Anci nazionale "Luci Spente nei Comuni" e ha già chiesto a tutti i colleghi sindaci di scegliere un monumento particolarmente significativo del proprio comune e procedere a spegnere le luci che lo illuminano giovedì 10 febbraio alle ore 20".
L'Anci stima per le amministrazioni comunali un aggravio di almeno 550 milioni di euro, su una spesa complessiva annua per l'energia elettrica che oscilla tra 1,6 e 1,8 miliardi di euro. L'auspicio dell'Associazione dei Comuni è che "attraverso questa iniziativa simbolica si capisca a quali rischi si va incontro se non si interverrà presto con un sostegno adeguato a coprire almeno tutti gli aumenti previsti in questi mesi".
Anche il Comune di Macerata, così come tanti altri in Italia, aderisce all’iniziativa promossa dall’Anci e dal presidente Antonio Decaro . Domani, infatti, a partire dalle 20 e per 30 minuti, verrà spenta l’illuminazione dell’arena Sferisterio, uno dei monumenti simbolo della città.
“Il Comune di Macerata aderisce in modo convinto all’iniziativa Anci contro il caro bollette che rischia di aggravare ancora di più una crisi economica e sociale con la quale stiamo già facendo i conti; gli Enti locali hanno bisogno di un sostegno rapido e adeguato per continuare a garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini” – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -.
“Come Amministrazione abbiamo già messo a bilancio 900mila euro in più rispetto allo scorso anno per la spesa di gas e luce ma, da una proiezione realistica, non saranno sufficienti. Chiediamo quindi un intervento concreto del Governo per evitare di mettere in difficoltà non solo le pubbliche amministrazioni ma anche le famiglie e le attività economiche e commerciali che già soffrono”.
Tra i sindaci che hanno aderito, quello di Porto San Giorgio Nicola Loira. Il primo cittadino ha deciso, per protesta, di spegnere giovedì 10 febbraio le luci della fontana ornamentale di viale Cavallotti. “L’aumento del costi delle bollette sta diventando insostenibile anche per le nostre comunali – sottolinea Loira – . Ciò rischia di ripercuotersi negativamente sul bilancio e, di conseguenza, sui servizi per i cittadini. Per questo aderiamo all’iniziativa di spegnere simbolicamente l’illuminazione della fontana”.
Anche comune di Civitanova Marche aderisce all’iniziativa “Luci spente nei comuni”, lanciata dall’Anci contro il rincaro energetico, che vede anche l’adesione di Anci Marche, come comunicato dalla presidente Valeria Mancinelli. A Civitanova, l’Amministrazione comunale ha scelto di spegnere l’illuminazione di piazza XX Settembre e giardini di piazza, dalle ore 20,30 alle 21,00.
Sono 440.748 gli animali microchippati nelle Marche. Al 4 febbraio 2022 risultano iscritti all'Anagrafe regionale degli animali d’affezione 414.772 cani, 25.946 gatti e 30 furetti. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). I numeri sono estratti dalla banca dati dell'Anagrafe degli animali d'affezione gestita dal Ministero della Salute, che viene alimentata e aggiornata almeno una volta al mese dalle Regioni e dalle Province autonome.
Dalle cifre emerge chiaramente come, a livello nazionale, siano ancora pochi i gatti microchippati, senza considerare i furetti, meno presenti nelle famiglie italiane, poiché non esiste alcun obbligo d’iscrizione nelle Anagrafi territoriali per queste due specie. L’Oipa da tempo chiede che anche per gatti e furetti sia introdotto l’obbligo di microchippatura, efficace strumento per combattere il randagismo.
«L’obbligo del microchip per i cani è un efficace metodo di lotta al randagismo sia per identificare i cani presenti sul territorio, sia per riportare in famiglia animali smarriti. Stessa funzione potrebbe avere per gatti e furetti», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «In Italia, la legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (legge n.282/91) ha reso obbligatoria l’iscrizione di ogni cane all’anagrafe regionale, sia esso di proprietà privata o randagio, e questo è un chiaro ostacolo all’abbandono di un cane adottato da un canile. Perché non introdurre l’obbligo anche per gli altri animali d’affezione?».
La Regione con più animali microchippati - 2.216.862 - è la Lombardia (1.865.836 cani, 350.130 gatti e 896 furetti). La Regione con meno animali iscritti all’Anagrafe - 31.691 - è la Valle d’Aosta (27.064 cani e 4.627 gatti). Nella classifica delle Regioni con il maggior numero di animali domestici microchippati, secondo è il Veneto (1.541.529), seguito dall’Emilia Romagna (1.413.262), dal Piemonte (1.135.898), dal Lazio (1.132.588) e dalla Campania (1.075.300). Impossibile stimare la percentuale di cani microchippati sul totale anche a causa del mancato rispetto dell’obbligo da parte di molti proprietari.
Per quanto riguarda i gatti, non essendo obbligatoria la loro microchippatura, l’Oipa informa che è online dal 2011 un’Anagrafe nazionale felina (Anf) gestita dall’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) che registra, su base volontaria dei richiedenti, i dati identificativi dei gatti con microchip. Tutti i proprietari di gatti possono rivolgersi a un medico veterinario aderente all’Anf per l’identificazione e la registrazione del gatto.
«Ci appelliamo a tutte le Regioni affinché con proprie leggi introducano l’obbligo d’iscrizione all’Anagrafe degli animali d’affezione. Sarebbe un ulteriore stretta al fenomeno dell’abbandono e della sovrappopolazione degli animali chiusi in canili e gattili», conclude Comparotto.
Di seguito, la tabella con i dati della banca dati del Ministero della Salute (al 4.2.2022)
Giorgia Meloni sceglie di non vaccinare sua figlia e spiega perché, creando polemica tra gli esperti. "Le possibilità che un ragazzo muoia di Covid sono le stesse che uno muoia colpito da un fulmine", assicura la leader di Fratelli d'Italia in un'intervista a La Stampa. "Questo è un vaccino in sperimentazione, che finisce nel 2023" ha detto.
Queste parole hanno sortito una reazione immediata e durissima della comunità scientifica. A partire da Roberto Burioni, virologo pesarese del San Raffaele di Milano, che, attraverso Twitter ha confutato le parole della leader di FdI.
“Meloni: le possibilità che un ragazzo muoia di Covid sono le stesse che muoia colpito da un fulmine" twitta il virologo Roberto Burioni che, per smentire quanto affermato dalla leader di Fratelli d'Italia. Nello stesso 'cinguettio' riporta anche dei numeri: "Anni 2020-2021: morti per fulmine negli Usa: 28 (di tutte le età) - scrive Burioni - morti per Covid negli Usa: 900 (sotto i 18 anni)".
Gli fa eco anche il direttore della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta: "Onorevole Giorgia Meloni lei è libera di non vaccinare sua figlia. Non di fare disinformazione pubblica sui vaccini. Grazie".
Nelle Marche rilevati altri 3.213 casi di Coronavirus nell'ultima giornata e l'incidenza su 100mila abitanti scende a 1.400,49 (ieri 1.513,58). I dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale danno conto di 567 persone con sintomi tra gli ultimi casi che comprendono 1.008 contatti stretti di positivi, 872 contatti domestici, 41 in ambiente scolastico/formativo, 2 di vita/socialità, uno ciascuno rispettivamente in ambiente lavorativo, assistenziale e sanitario; su 704 contagi ancora in corso l'approfondimento epidemiologico.
Sono 10.514 i tamponi eseguiti tra cui 8.087 nel percorso diagnostico (39,7% di positivi) e 2.427 nel percorso guariti. Per numero assoluto di casi primeggia ancora la provincia di Ancona (877) seguita da vicino da quella di Macerata (800); poi Pesaro Urbino (597), Ascoli Piceno (460) e Fermo (353) e 126 contagiati provenienti da fuori regione. Tra le fasce d'età, la più colpita è ancora quella tra 25-44 anni in cui rientra quasi un quarto dei casi (794), seguita da persone tra i 45-59 anni (699 casi), 6-10 anni (337) e 60-69 anni (313).
Nelle ultime 24 ore sono saliti a 367 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (+1 rispetto a ieri), dei quali 51 in Terapia intensiva (+1 rispetto alle ultime 24 ore) e 316 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 66 (+2) e quelli in reparti non intensivi 250(-2 rispetto a ieri) mentre 37 persone sono state dimesse nell'ultima giornata.
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano altri 8 decessi correlati al Covid: un 90enne di Montedinove, un 88enne di Montecosaro, un 92enne di Morovalle, un 68enne di Rapagnano, un 91enne di Piandimeleto, un 57enne di Jesi, una 88enne di Fermo e un 88enne di Monte San Giusto.
Porto Recanati in lutto per la scomparsa di Antonio Cionfrini. L'uomo era conosciutissimo in città per la sua attività nel settore ittico, ma anche per la sua passione politica che lo aveva portato a fondare e sostenere Porto Recanati a Cuore, lista per la quale nel 2016 si era candidato.
Costante anche il suo impegno nel palio cittadino di San Giovanni. Antonio Cionfrini, 60 anni, è morto all’ospedale dorico di Torrette, dove si trovava ricoverato in seguito a una malattia. Ultimamente era anche risultato positivo al Covid.
Così lo ricorda il movimento Porto Recanati a Cuore: "Antonio caro, Sei stato uno dei fondatori del gruppo e sappi che ne andiamo fieri, fieri perché le anime come te al mondo sono rare. Non si può parlare di retorica perché tu davvero eri una delle persone più buone, gentili, oneste, leali che ci siano fieri di averti avuto come compagno di avventure e fieri di averti avuto come amico.
Tu Antonio sei il gigante buono delle fiabe e resti nel cuore nostro per sempre". I funerali verranno celebrati nella chiesa Preziosissimo Sangue di Porto Recanati alle ore 15 di oggi.
Le mancate riforme e revisioni dei modelli sanitari attesi da anni e richiesti a gran voce negli ultimi due hanno solo reso più evidente il profondo stato di confusione in cui riversa il Ministero della Salute in Italia. Segno di un’emergenza pandemica gestita in maniera fallimentare.
Dal Piemonte alla Calabria mancano 17 mila medici e 350 mila infermieri per raggiungere gli standard fissati a livello europeo dall’Ocse, per cui servirebbero almeno 8,8 infermieri ogni mille abitanti. L’Italia invece si ferma a 5,6. Di più: la carenza del comparto infermieristico – il più sfruttato durante l’emergenza, oltre che il più vessato dal punto di vista stipendiale (previsti entro febbraio tagli fino a 500 euro) – non è stato nemmeno compensato dai cosiddetti rinforzi arrivati durante la prima ondata di contagi.
Il motivo? Troppe assunzioni a tempo determinato: delle 83.180 figure iniziali solo 17.151 sono state stabilizzate a livello contrattuale, di cui 8,7 mila nuovi infermieri. Tutti gli altri hanno lasciato la trincea all’alba della variante Omicron.
PER FARE CHIAREZZA
Gli ultimi dati aggiornati da Istat nel 2019 rendono conto di 603.856 operatori sanitari, e circa 330 mila OSS. Ma ad oggi il primo dato sembra essersi sensibilmente ridimensionato (fra decessi, abbandoni e sospensioni), così come il secondo del quale però non vi è alcun Albo di riferimento per essere appurato ufficialmente.
L’ASUR Marche contava nel 2019 circa 13.795 dipendenti così distribuiti: 2.176 (Area Vasta 1), 4.084 (Area Vasta 2), 3.403 (Area Vasta 3), 1.651 (Area Vasta 4), 2.481 (Area Vasta 5).* A questi vanno aggiunti i 1.411 operatori sanitari reclutati durante l’emergenza Covid, di cui 1.246 precari fra medici (292), infermieri (601) e altro personale (353). Stabilizzati solo 165.
Inoltre, tanto per la categoria medici/infermieri quanto per gli operatori socio sanitari non è consultabile alcun Elenco Regionale di iscrizione, per il quale solo un anno fa è stata presentata una proposta di legge (n 32 del 4 marzo 2021) rimasta ferma.
QUINDI?
Chi pensa che i 20 mld del PNRR destinati alla Salute in Italia (ad oggi 15,63 accertati in via ufficiale) riusciranno a tamponare in maniera significativa le varie criticità, dovrà ricredersi. Solo la metà dei fondi, infatti, verrà utilizzata per realizzare 1.288 case di comunità, 602 centrali operative territoriali per l’assistenza domiciliare e 381 ospedali di comunità per le cure di lunga degenza. Il resto verrà dirottato su digitalizzazione, innovazione e ricerca.
Risultato? Per evitare che le strutture restino vuote sarà necessario entro 5 anni assumere almeno 30.485 infermieri, ma senza sapere quali soldi verranno impiegati per la loro formazione – dato che il Ministero della Salute non dispone delle risorse necessarie.
Di conseguenza il debito italiano rispetto al PNRR vedrà aumentare i propri oneri, dato che solo per il personale sanitario neo assunto bisognerà in qualche modo garantire le retribuzioni. In mancanza di riforme radicali l’orizzonte dei nuovi tagli alla sanità appare inevitabile, con conseguente nuova carenza di medici e infermieri.
Inoltre, bisogna tenere conto del 28 febbraio 2022, la deadline stabilita dal Governo per lasciar presentare a ciascuna regione il proprio progetto di risanamento della Sanità locale. La bozza presentata il 20 gennaio scorso in giunta dall’assessore Filippo Saltamartini – secondo il progetto “Italia Domani” - vuole sfruttare i primi 182 mln assegnati del PNRR distribuendoli fra servizi territoriali (come case della salute e ospedali di comunità) e adeguamento strutturale, tecnologico e digitale della rete ospedaliera.
A livello nazionale, difficile non temere anche per il futuro più imminente una vera e propria battaglia fra le regioni nel tentativo di accaparrarsi quanti più fondi possibili. Con il rischio – nemmeno così assurdo - per qualcuno di fare carte false. Di sicuro, a rimetterci saranno le certezze di cura per gli italiani.
*dati PIANO PERFORMANCE 2021-2023 Asur Marche
Il miracolo della vita che vince su tutto. Ieri mattina, alle 8.37 all’ospedale di Civitanova Marche, è nata Vittoria Pierini, figlia di Francesca Polli e Attilio Pierini, l’indimenticato campione di basket scomparso in un incidente stradale il 23 giugno 2020. La mamma l’ha messa al mondo dopo aver ricorso alla Procreazione medicalmente assistita, utilizzando il seme congelato del marito defunto e coronando così quello che era il sogno che i due stavano coltivando prima che quella tragica fatalità spazzasse via tutto il loro mondo.
"I nostri pensieri erano quelli di mettere al mondo una nuova vita, invece la vita ci è stata tolta. Tu hai voluto rimanessi qui cosciente e in salute. Oggi (ieri, ndr) alle ore 08.37 è nata nostra figlia, la nostra più grande Vittoria. Il tuo esistere continuerà attraverso i suoi occhi. Non le leggerò i soliti libri di fiabe. Le racconterò la storia di suo padre, del grande uomo che era e dell’amore che ci ha uniti per sempre". Queste le toccanti parole, scritte in un post Facebook, da Francesca Polli, moglie del compianto cestista portorecanatese.
Un percorso iniziato nell’inverno a cavallo tra il 2019 e il 2020, quando i due, sposati da diversi anni, avevano deciso di provare ad allargare la famiglia. Poi però il tragico destino, in quel 23 giugno di due anni fa: la coppia si sta dirigendo in auto verso Roma per effettuare alcuni esami legati al processo di procreazione assistita. Attilio muore sul colpo in seguito all’impatto con un camion, Francesca si salva ma è in condizioni disperate. Successivamente la lenta ripresa della donna, fino al miracolo la nascita della piccola Vittoria. La piccola sta bene, pesa 4,170 chilogrammi. Mamma Francesca indossa la canotta numero 8 di papà Attilio per annunciarne la venuta al mondo.
La notizia ovviamente ha fatto il giro del web ed è stata accolta con entusiasmo anche dall’Attila Junior Basket, società cestistica portorecanatese nata proprio nel ricordo di Attilio. “Nulla è più bello di una nuova vita. Benvenuta Vittoria, avrai per sempre una stella dall'alto che veglierà su di te e su tua madre Francesca”, scrive il club in un posto. Anche la Virtus Civitanova, l’ultima squadra anche aveva militato Attilio, si unisce. “Non abbiamo le parole per descrivere la gioia di questa notizia. Stamattina è nata Vittoria, figlia di mamma Francesca e di papà Attilio Pierini. Il regalo più bello, in un giorno tutt’altro che casuale”.