Attualità

Marche, pescatori in rivolta: "Il calendario? Una via crucis, dalla Regione solo promesse"

Marche, pescatori in rivolta: "Il calendario? Una via crucis, dalla Regione solo promesse"

“Anche quest’anno le Marche resteranno al palo per quanto riguarda la pesca sportiva e ricreativa”. È quanto denunciano addetti al settore e pescatori, in seguito alla decisione della Regione di immettere specie di trote iridee nei fiumi e nel fondo valle, con, inoltre, un calendario piscatorio annunciato ma non ufficializzato. “La giunta regionale ha approvato lo scorso lunedì il calendario di pesca alla trota per le Marche, questo è quanto risulta dalle dichiarazioni dell'assessore Mirco Carloni, ma ad oggi a soli 3 giorni dalla fatidica data del 27 marzo, giorno in cui sarebbe prevista l'apertura della stagione, ancora non è stato pubblicato il fantomatico albo”, denunciano i pescatori. “Ci si chiede – aggiungono - come si possa dichiarare che si fa il bene della pesca e dei pescatori operando in questa maniera. L'apertura della pesca alla trota, da sempre era fissata per l'ultima domenica di febbraio, era vista un po' come il Natale del pescatore un giorno atteso un intero inverno che seguiva intense preparazioni, acquisti nei negozi, visite lungo i torrenti di montagna alla ricerca dei posti migliori o alle zone meno pregiate che vedevano le numerose semine della regione (fatte con gli introiti derivanti dalle licenze di pesca), l'avvio dell'attività agonistica per molti appassionati”. “Oggi questo giorno è visto dal pescatore come una via crucis, fatta di corse al reperimento del tesserino, corse per vedere i tratti in cui si può pescare senza incorrere in alcune folli norme che la regione puntualmente inserisce, i ripopolamenti che da ormai troppi anni non vengono fatti hanno lasciato il segno. Non più una festa, ma oramai una triste ricorrenza che come lo scorso anno non prevede immissioni di nessun tipo almeno nell'immediato, non garantisce le attività agonistiche e nemmeno quelle commerciali annesse e connesse alla pesca tra cui anche strutture alberghiere e ristoranti delle zone montane che in queste presenze trovavano validi ospiti”. “Ci si chiede - proseguono i pescatori -  come mai nonostante il decreto mille proroghe abbia steso un tappeto rosso volto ad accontentare le legittime istanze dei pescatori e fornire a questa giunta l’occasione di attuare il proprio programma elettorale, l'assessorato della pesca della regione Marche non si allinei, come le altre regioni Italiane, a norme più sensate e volte a risolvere tali problematiche, piuttosto che intestardirsi in un percorso ministeriale che non dà certezze nè per l'immediato nè per il futuro, perché questo arroccamento su posizioni che francamente sfuggono ai più?“ “Ad oggi, nella sostanza, nonostante le numerose promesse avvenute durante innumerevoli incontri siamo ancora al settembre 2021 ovvero: faremo, vedremo, progetteremo - lamentano i pescatori marchigiani - ."Vorremmo avere atti concreti rivolti al mondo piscatorio e non ancora parole”.  

24/03/2022 20:02
Macerata, crisi di moda e calzaturiero. Confindustria: “Aziende in fallimento, servono interventi immediati” (FOTO e VIDEO)

Macerata, crisi di moda e calzaturiero. Confindustria: “Aziende in fallimento, servono interventi immediati” (FOTO e VIDEO)

“Siamo di fronte a uno scenario fragile e molto incerto”, sono le parole del direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò, espresse durante la conferenza stampa tenutasi presso la Sala Assemblee in via Weiden 95. Insieme a lui, sono intervenuti anche il Presidente Sezione Accessoristi Alessio Castricini, il Pres. Sezione Calzature Matteo Piervincenzi, il Pres. Sezione Tessile Michele Paoloni e il Pres. Sezione Pellettieri Sergio Sciamanna. Dopo l’emergenza Covid 19 – che ha costretto allo stop produzione ed esportazioni – il settore manifatturiero marchigiano affronta anche le prime conseguenze della crisi russo-ucraina. L’aumento dei costi energetici, insieme alla difficoltà di reperimento delle materie prime e il caro carburanti, hanno infatti costretto molte aziende - fuori e dentro il Maceratese - a rivedere il futuro dell’intero comparto dell’abbigliamento. L’export verso la Russia valeva, fino a ieri, 380mln di euro, legati a una serie di accordi commerciali che i grandi investitori dell’Est Europa già nel mese di gennaio avevano deciso di ‘congelare’ a tempo indeterminato. Risultato: calzaturieri, pellettieri e altri imprenditori del vestiario si sono trovati in difficoltà a smaltire la merce e, di conseguenza, con i bilanci in default. In questo scenario, nemmeno il Pnrr – che sarà revisionato nei prossimi mesi – rappresenta una soluzione certa, dato che i tempi tecnici per accedere ai fondi non vedranno la luce prima di gennaio 2023. Quali sono oggi le soluzioni nel breve e lungo termine per evitare il collasso totale e rilanciare il comparto della moda? “Servono strumenti emergenziali – risponde il direttore Niccolò – come la deroga della cassa integrazione, i ristori e sostegni alle aziende, estendere la decontribuzione Sud. Inoltre, stiamo già confrontandoci con la Regione per abbattere o diversificare la nostra dipendenza energetica. Se non interveniamo adesso, questa sorta di convergenza astrale di fattori negativi peserà nel futuro, sia sulle aziende sia sui consumatori”. “Dobbiamo considerare anche il progressivo aumento dell’inflazione – aggiunge Castricini – che porterà i consumatori risparmiare sempre di più sugli acquisti. E il settore dell’abbigliamento ne pagherà le conseguenze più di tutti” “La digitalizzazione ad oggi è la soluzione più concreta – dichiara Sciamanna – In questa maniera le imprese possono tornare ad essere competitive anche sul mercato estero. Ma occorrono tempo e, soprattutto, finanziamenti da parte dei vertici nazionali”. “Le fiere Mipel e Micam di febbraio a Milano sembravano segnare finalmente una ripartenza – ha commentato Piervincenzi – visto anche il buon rapporto che le Marche hanno con i mercati russo e ucraino: l’export per il calzaturiero da solo vale circa 217mln di euro. Oggi per restare in piedi proviamo a puntare sul progetto Welcome Valley, rivolta ai settori della moda e dell’agroalimentare”. Di seguito, il servizio:  

24/03/2022 15:47
Tolentino, ordinanza di via Colombo. Gabrielli chiarisce: "Nessun problema per dipendenti delle aziende"

Tolentino, ordinanza di via Colombo. Gabrielli chiarisce: "Nessun problema per dipendenti delle aziende"

"Il provvedimento è stato necessario per garantire la sicurezza degli autoveicoli in uscita dalla nuova sede della Polizia Locale e dell’Ufficio Lavori Pubblici". A dichiararlo è l’assessore alla viabilità del comune di Tolentino Giovanni Gabrielli, in riferimento alla recente ordinanza emessa dal comando di Polizia Locale che riguarda la sosta nel primo tratto di via Colombo "al fine di evitare fraintendimenti o strumentalizzazioni inutili". "È stato deciso di regolamentare la sosta delle macchine, in prossimità dell’ingresso degli stessi uffici comunali, nel tratto in discesa e in curva transitando dal centro città, facilitando la visuale sulla via - spiega l'assessore -. In pratica, in quel tratto di strada era già vietato parcheggiare, proprio perché in curva e con questa nuova disposizione sono stati previsti ulteriori parcheggi". "Per il resto tutto rimane invariato e quindi nessun problema per i dipendenti delle diverse aziende che operano nella zona industriale e artigianale di via Colombo. Un'ordinanza che garantisce la sicurezza e previene incidenti, senza arrecare alcun problema o fastidio ai tanti cittadini che frequentano per lavoro o per i propri acquisti la zona di via Colombo" conclude Giovanni Gabrielli.

24/03/2022 14:15
Stramacerata e “Fattoria in piazza”: come cambia la viabilità in centro storico il 27 marzo

Stramacerata e “Fattoria in piazza”: come cambia la viabilità in centro storico il 27 marzo

Il centro storico di Macerata si prepara a vivere una domenica, quella del 27 marzo prossimo, ricca di iniziative e per questo il Comando della Polizia locale ha emesso due ordinanze per regolamentare la viabilità e la sosta nelle zone interessate dalle manifestazioni. Nell’ambito di “Incorsa.me” la settimana dell’inclusione, organizzata dall’Università e dall’Anffas in collaborazione con Provincia e Comune di Macerata, infatti, domenica, con ritrovo alle 9.30 in piazza della Libertà,  si svolgerà la 36^ edizione della Stramacerata, gara competitiva di 10,100 km valida per il Grand Prix Strada Master 2022 e la 48^ Marcialonga della primavera non competitiva, un tragitto di 3 km a passeggio per le vie della città, organizzate dalla ASD Polisportiva Acli Macerata in collaborazione con l’ASD Polisportiva Giorgiana Collevario. Per quanto riguarda la sosta nei parcheggi Garibaldi e Centro Storico e in viale Trieste negli spazi in concessione all’APM, dalle 15 alle 19 di sabato 26 marzo sosta consentita senza esporre il tagliando di pagamento per tutti i residenti muniti di permesso esposto Zona A e Zona A+Park per 10 posti auto dal sottopassaggio fino a piazza Nazario Sauro. L’ordinanza prevede la sospensione temporanea della circolazione stradale in: corso Matteotti, piazza della Libertà, corso della Repubblica, piazza Vittorio Veneto, via Crescimbeni, via Tommaso Lauri, via Garibaldi, via Mozzi, largo Affede, via del Convitto, via dei Sibillini, vicolo degli Orti, piazza Mazzini, piazza Nazario Sauro, via Diomede Pantaeoni, viale Leopardi, piazza Garibaldi, via Trento, piazza della Vittoria, via Martiri della Libertà, piazza Santa Croce, via Indipendenza fino all’ingresso del Campus universitario, ex-manicomio o Distretto Sanitario, largo Belvedere Sanzio, via Spalato. Stop al traffico anche in via Tibaldi, via Rosati, ingresso ANFFAS, uscita via Resse, via Mazenta, via Silone, via Prezzolini, ingresso Campus scolastico, rotonda via Roma, Via Mancini, via Robusti, via Cioci, piazza Pizzarello uscita Terminal bus, via Morbiducci, Giardini Diaz giro esterno a destra, piazza Garibaldi, via Garibaldi, Via Tommaso Lauri, via Crescimbeni, piazza Vittorio Veneto, corso della Repubblica, piazza della Libertà; Durante il periodo di sospensione della circolazione è vietato il transito di qualsiasi veicolo non al seguito della gara, in entrambi i sensi di marcia del tratto interessato dal transito dei concorrenti;  a tutti i veicoli di immettersi nel percorso interessato dal transito dei concorrenti;  mentre è obbligatorio per tutti i veicoli provenienti da strade o da aree che intersecano ovvero che si immettono su quella interessata dal transito dei concorrenti, di arrestarsi prima di impegnarla rispettando le segnalazioni manuali o luminose, ai conducenti di veicoli ed ai pedoni di non attraversare la strada. Previsto poi il divieto di sosta con rimozione forzata valido dalle 6 alle 12 in: - corso Matteotti, da largo Amendola fino all’intersezione con via Armaroli, eccetto veicoli di soccorso e di polizia e quelli dell’organizzazione necessari per la scorta della competizione; - piazza della Libertà, in tutta la piazza, eccetto veicoli di soccorso, di polizia e veicoli necessari per lo svolgimento della manifestazione; - via Gramsci, da carico e scarico compreso fino a ingresso pedonale eccetto veicoli addetti alla manifestazione “Stramacerata” – da ingresso pedonale fino all’ingresso di piazza Gramsci riservati a disabili con permesso; - via Crescimbeni, tra piazza Vittorio Veneto e via XX Settembre, su entrambi i lati; - viale Trieste, eccetto residenti con permesso Zona A e Zona A+Park. - l’ordinanza dispone anche che tutte le aziende del trasporto pubblico urbano ed extra urbano debbano adeguarsi al provvedimento relativamente a eventuali modifiche delle fermate e degli orari che potranno subire durante lo svolgimento della manifestazione; - uscita in via Padre Matteo Ricci dei veicoli in sosta in via Gramsci, piazza Oberdan, via XX Settembre, corso Repubblica, piazza Vittorio Veneto, via Domenico Ricci o provenienti da via Don Minzoni. Sempre domenica 27 marzo la “Fattoria in piazza”, per consentire lo svolgimento delle manifestazioni sportive in programma in piazza della Libertà, si sposterà in piazza Vittorio Veneto. Per l’occasione il Comando della Polizia locale ha emesso un’altra ordinanza che prevede il divieto di sosta con rimozione forzata dalle 6 alle 13 e comunque fino a cessate esigenze in piazza Vittorio Veneto e in corso della Repubblica, dal civico 61 fino allo spazio riservato ai disabili, in entrambi i casi eccetto per i veicoli degli espositori che partecipano alla manifestazione.  

24/03/2022 13:05
Covid, 2821 casi oggi nelle Marche: il 18% è sintomatico, dopo 10 giorni scende incidenza del virus

Covid, 2821 casi oggi nelle Marche: il 18% è sintomatico, dopo 10 giorni scende incidenza del virus

Dopo una decina di giorni in costante rialzo, ha segnato un calo, nell'ultima giornata, l'incidenza di casi di coronavirus ogni 100mila abitanti nelle Marche: in 24 ore sono 2.821 i contagi rilevati e l'incidenza è diminuita lievemente da 1.191,62 a 1.187.09. Lo evidenziano i dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale. In crescita la percentuale di positivi tra i tamponi diagnostici (45,2% su 6.240); in tutto eseguiti 8.128 test tra cui 1.888 tamponi del percorso guariti. I sintomatici sono 512; i casi comprendono 811 contatti stretti di positivi, 731 contatti domestici, 38 in ambiente scolastico/formativo, 5 in ambiente di vita/socialità, 4 in ambito lavorativo, uno ciascuno in ambito sanitario e assistenziale. Su 705 contagi in corso un approfondimento epidemiologico. La provincia di Ancona ha fatto registrare 887 positivi; è seguita, per numero assoluto di casi, dalle province di Macerata (572), Pesaro Urbino (453), Ascoli Piceno (442), Fermo (365); 102 i casi da fuori regione. La fascia d'età con più nuovi contagi è sempre quella tra i 25 e i 44 anni (809) seguita da 45-59 (672), 70-70 anni (254) e 60-69 anni (252). Sono stati resi pubblici anche i dati del monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, che hanno evidenziato un aumento del 36,6% di nuovi casi di coronavirus nelle Marche nella settimana tra il 16 e il 22 gennaio e performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti (1.073).  A livello provinciale per nuovi casi ogni 100mila abitanti, il valore più alto si registra a Fermo 1.474 (+43,1% rispetto alla settimana precedente); seguono Ascoli Piceno 1.382 (+30,9%), Ancona 1.130 (+36,2%), Macerata 1.105 (+32,1%) e Pesaro e Urbino 801 (+47,3%). Nella settimana in questione le Marche sono rimaste sopra soglia di saturazione per posti letto in area medica (21,0%) e sotto soglia invece per 'occupazione' di posti letto in terapia intensiva (2,3%) da pazienti Covid-19. Per quanto riguarda i vaccini, la popolazione che ha completato il ciclo è pari all'81,3% (media Italia 83,9%) a cui si aggiunge un ulteriore 1,3% (media Italia 1,7%) che ha ricevuto solo la prima dose. Il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 83,7% (media Italia 84,0%), il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è del 3,6% (media Italia 6%). La popolazione tra i 5 e 11 anni di età che ha completato il ciclo vaccinale è pari 19,5% (media Italia 33,4%) a cui aggiungere un ulteriore 2,6% (media Italia 4,0%) solo con prima dose.  Sei ricoverati per Covid in più nelle Marche nell'ultima giornata: il totale è ora aggiornato a 233 di cui 8 in Terapia intensiva (+1), 225 in Area medica (+5) tra i quali 57 in Semintensiva (-4) e 168 in reparti non intensivi (+9); 32 le persone dimesse in 24ore. Con questi dati, forniti dalla Regione Marche, il tasso di occupazione Covid delle terapie intensive sale al 2,3% mentre quello in Area medica è del 22,1%. In un giorno registrati 2.821 positivi per un'incidenza in leggero arretramento a 1.187,09. Quattro i deceduti, tutti con patologie pregresse, che fanno aumentare il totale regionale a 3.682: un 66enne di Civitanova Marche (Macerata), una 86enne di Montegranaro (Fermo), un 91enne di Jesi (Ancona) e un 86enne di Alba Adriatica (Teramo) ricoverato ad Ascoli.  

24/03/2022 11:45
La guerra ferma le rinnovabili, Macerata potrebbe andare a biometano. Legambiente: "Presentata road map"

La guerra ferma le rinnovabili, Macerata potrebbe andare a biometano. Legambiente: "Presentata road map"

Il 2022 sembrava l’anno d’oro della transizione ecologica in Italia: sviluppo della mobilità sostenibile, delle aree marine protette e interventi diretti per un minore e migliore sfruttamento delle risorse energetiche estratte dal suolo. Ma la guerra ha fermato tutto. E adesso Legambiente Marche pensa a soluzioni alternative anche per Macerata. Solo nel primo trimestre – anche in virtù della crisi ucraina - si è registrato un aumento del 131% sulle bollette della luce e del 94% su quelle del gas. Per correre ai ripari rispetto alla dipendenza energetica dalla Russia, il presidente del Consiglio Draghi ha dato il via libera per far ripartire trivelle e impianti a carbone. Che però, insieme, riuscirebbero a coprire a malapena l’8% del fabbisogno nazionale. Secondo Wwf, Greenpeace e Legambiente, l'attuale sconvolgimento geopolitco potrebbe fornire un nuovo slancio agli obbiettivi 'green' prefissati per il 2025. Ma occorre considerare la futura revisione del Pnrr. "Bisogna intervenire sul piano locale” - afferma il gruppo Legambiente Marche attraverso le parole del suo presidente Marco Ciarulli, che già nelle ultime settimane si è detta contraria alla riattivazione delle trivelle nell’Adriatico – corrispondenti a circa 1300 giacimenti attivi, di questi appena 500 utilizzati con continuità. Direttamente dal mare arriva il 54,6% del gas autoprodotto, interessando le coste di Veneto, Emilia Romagna e Marche. È ancora possibile pensare a una transizione ecologica in breve tempo? Abbiamo presentato negli ultimi giorni con un comunicato congiunto (Legambiente, Wwf e Greenpeace) quelle che sono le nostre proposte per riuscire a produrre energia rinnovabile al 100% entro il 2036. La transizione non sarà immediata, ma è necessaria per uscire dal ricatto del gas fossile. E sono proposte concrete? Valgono a livello nazionale. Per ogni regione poi bisognerà indagare sulle caratteristiche territoriali. Gli interventi vanno contestualizzati. Da sempre ci battiamo per le energie rinnovabili e la riduzione dei consumi. Qual è la situazione nelle Marche? Qui abbiamo il fotovoltaico a terra, e copre un quinto del nostro fabbisogno energetico. Ma se non lo avessimo, dipenderemmo completamente dai combustibili fossili. Una soluzione quindi sarebbe incrementare questo esercizio? Dobbiamo massimizzare gli impianti a terra, ma senza esagerare. E poi ne vanno contestualizzati di nuovi in prossimità dei centri abitati, dove ci sono scuole, edifici pubblici. Inoltre, occorre impegnare le comunità energetiche e puntare anche sull’eolico. Quali sono le difficoltà di attuazione? Ad oggi sono sempre state legate alla strumentalizzazione politica del tema e all’eccessiva burocrazia. Basti pensare che il primo impianto offshore è nato in Puglia dopo un iter autorizzativo di 14 anni. Sul piano provinciale invece avete individuato possibilità concrete? Certo, per esempio a Macerata e in altre province potrebbe essere sfruttato il biometano. Ma dal 2018 – anno in cui il decreto ministeriale ne incentivò l’utilizzo – nelle Marche siamo rimasti a zero impianti di biometano. Nonostante potremmo produrne tanto, visto il numero delle nostre imprese agricole sul territorio. Come mai? La politica malvagia costruita intorno, sulla linea delle cosiddette sindromi Nimby e Nimto. Si promuove una narrazione completamente sbagliata, visto che il biometano riduce sensibilmente anche l’impatto ambientale. Della serie “va bene tutto, ma non durante il mio mandato elettorale”. Con la crisi energetica in atto, si vogliono riattivare anche le trivelle in mare. Voi continuate ad opporvi? Assolutamente sì. Non solo hanno un grave impatto sull’ambiente, ma richiedono un investimento oneroso. Che tra l’altro ci darebbe modo di autoprodurre una percentuale di energia irrisoria e per poco tempo per sostenere l’economia. Perché il Paese è così in ritardo sulle rinnovabili? Si è sempre ricercata la soluzione più confortevole, che però ci ha portato alla situazione di dipendenza attuale. E dire che con compostaggio e biostabilizzazione copriremmo quasi ad occhi chiusi il 10% del fabbisogno nazionale di gas. Occorre lo sforzo di sbloccare gli iter autorizzativi e velocizzare il sistema. Nel frattempo, anche gli investimenti nella transizione ecologica con i fondi del Pnrr rischiano di bloccarsi. Questo dipenderà dalle scelte politiche che verranno messe in campo. Noi con le nostre dieci proposte presentate al governo vogliamo dettare una road map per approdare alle rinnovabili il prima possibile. Diversamente, potremo anche arrivarci un giorno. Ma con tempi sicuramente più lunghi e con conseguenze pesanti per l’uomo e l’ambiente.

24/03/2022 10:30
Emergenza Ucraina, accertamento dell’età dei minori non accompagnati: firmato l'accordo

Emergenza Ucraina, accertamento dell’età dei minori non accompagnati: firmato l'accordo

Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli ha sottoscritto questa mattina, nella sede della Prefettura di Ancona, un importante Protocollo operativo territoriale sull’identificazione e accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati. L’intesa vede anche l’adesione di Tribunale per i Minorenni di Ancona, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, Prefettura di Ancona, Prefettura di Ascoli Piceno, Prefettura di Fermo, Prefettura di Macerata, Prefettura di Pesaro Urbino, ANCI – Marche. “Sono qui - ha detto in occasione della firma - per portare la convinta adesione della Regione a questa importante intesa che si basa su un progetto di tutela dei più fragili, direi anzi fragilissimi perché minori e soli in una fase complicata della loro esistenza e in un territorio dove non hanno punti di riferimento". "Il contributo della Regione Marche è di tipo tecnico – ha spiegato – fornito dal nostro staff sanitario ma contiamo di implementarlo in futuro per renderlo sempre più continuativo ed efficace. Vorrei anche cogliere questa occasione per ribadire la piena volontà della Regione alla collaborazione con le istituzioni locali e nazionali a maggior ragione quando si tratta di temi sociali e di iniziative a difesa dei più deboli, anche in considerazione della situazione attuale fortemente condizionata da eventi drammatici come una pandemia e una crisi di guerra.” L’accertamento dell’età e dell’identità di un minore non accompagnato costituiscono una presupposto essenziale per attivare le procedure in suo favore cioè le misure di protezione alle quali ha diritto anche per scongiurare il rischio di violazione dei diritti fondamentali di un minore e inoltre in termini di imputabilità, in quanto il minore non è imputabile se infraquattordicenne.  Poiché spesso i minori non accompagnati raggiungono l'Italia senza documentazione anagrafica, nel processo di identificazione sono coinvolti numerosi soggetti di differenti Amministrazioni centrali (Ministero dell’Interno, Ministero della Giustizia) e Regionali (SSR regionali). Se le indagini dell’autorità giudiziaria relative alla ricerca di documenti non possono arrivare all’identificazione accertata, si attiva una seconda fase che coinvolge le strutture sanitarie per un accertamento multidisciplinare dell’età.         

23/03/2022 18:20
Emergenza Ucraina, il sindacato di Polizia: "Doppi turni e nessun riposo settimanale all'Ufficio Immigrazione"

Emergenza Ucraina, il sindacato di Polizia: "Doppi turni e nessun riposo settimanale all'Ufficio Immigrazione"

“Attualmente l’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato di Macerata è uno degli anelli dell'accoglienza fondamentali per tutti gli ucraini che stanno raggiungendo la nostra provincia”.  A chiarirlo è il segretario generale provinciale di Macerata del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia (Siulp), Damiano Cioppettini, nel mostrarsi preoccupato per il “futuro imminente” visto che il “personale viene già da ora impiegato in doppi turni e spesso rinuncia al riposo settimanale”.  “Lo fanno volentieri, con orgoglio e con il consueto spirito di sacrificio che da sempre li caratterizza, ma allo stato attuale l’Ufficio Immigrazione è al massimo delle sue capacità”, puntualizza Cioppettini.  "In brevissimo tempo, l’Ufficio Immigrazione si è trovato a gestire l’emergenza" prosegue il segretario generale "Dal 10 Marzo gli operatori effettuano doppi turni. Questo permette di garantire sia l’apertura degli uffici a disposizione degli immigrati ucraini, dal lunedì al sabato, sia la continuazione della regolare attività di tutti i giorni”.  “La regolarizzazione degli ucraini è una procedura essenziale che deve essere effettuata senza ritardi – puntualizza Cioppettini -. Le procedure sono complesse. Una buona parte degli arrivi comprendono ragazzi minori accompagnati, non sempre dai genitori, e anche da non accompagnati. Comprendere la loro paternità e maternità è un'attività oltremodo articolata”.  La preoccupazione del Siulp nasce dal, più che probabile, aumento degli arrivi in provincia di Macerata: “Se ad oggi le registrazioni si aggirano intorno alle 40 giornaliere, in un futuro imminente potranno raggiungere anche le 100 unità ed oltre. Sappiamo che il Questore sta incrementando gli sforzi per favorire il personale. Ci auguriamo risultino sufficienti”.  

23/03/2022 17:03
Ance Marche, è allarme: "Non siamo in grado di tenere i cantieri aperti, altra bastonata dal Governo"

Ance Marche, è allarme: "Non siamo in grado di tenere i cantieri aperti, altra bastonata dal Governo"

“Inconcepibile il dietrofront del Governo” dichiarano le Ance delle Marche “che all’articolo 23 dell’ultimo decreto taglia prezzi ha deciso di eliminare la norma che dava alle imprese la possibilità di prorogare o sospendere i lavori per i rincari insostenibili delle materie prime”. “Quella norma, che concedeva peraltro solo una tregua temporanea, era l’unico strumento a disposizione delle imprese per non abbandonare del tutto i cantieri, vista l’impossibilità attuale di portare avanti le opere” sottolinea il presidente di Ance Marche, Stefano Violoni.  Già nel corso di una conferenza stampa tenutasi lo scorso 15 marzo (leggi qui), erano state ribadite più volte le preoccupazioni che il settore dell’edilizia sta vivendo e che hanno portato nella regione Marche, la scorsa settimana, all’iniziativa di chiusura dei cantieri. “Il Commissario Legnini, con il quale avremo a breve un confronto, si sta prodigando per il un nuovo Prezzario del cratere e, contestualmente, per l’adeguamento dei contributi e delle somme a disposizione per la Ricostruzione nel tentativo di attenuare le criticità connesse all’irreperibilità dei materiali e all’aumento insostenibile dei costi” dice Violoni. “Nei giorni scorsi abbiamo incontrato a Firenze, insieme ad Ance Toscana e Umbria, anche il dottor Salvia, provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche” riferisce il Presidente Stefano Violoni “che ha prestato ascolto e attenzione alle nostre segnalazioni, dimostrandosi disponibile a programmare da subito ulteriori dialoghi di confronto, anche allargati alle Regioni, per attuare quanto in loro potere per arginare la situazione”. “Ma sono necessarie azioni immediate a livello centrale per rivedere i meccanismi di ristoro alle imprese, analogamente a quanto fatto negli altri stati europei”, aggiunge Violoni. “Dal Governo arriva, invece, una doccia fredda” ribadisce il presidente Ance Marche “mi chiedo come si possa pensare ora di portare a termine le opere in corso e come si potranno iniziare i nuovi lavori già previsti dal Pnrr”.  

23/03/2022 16:23
Muccia spalanca le porte ai profughi ucraini: le famiglie saranno accolte nelle Sae

Muccia spalanca le porte ai profughi ucraini: le famiglie saranno accolte nelle Sae

Sono arrivate a Muccia le prime famiglie accolte dalla Andrea Bocelli Foundation. Anche le comunità di Pieve Torina e San Ginesio si sono unite al progetto offrendo alloggi nelle Sae. Proprio Muccia, uno dei comuni più colpiti del cratere sismico, ha messo subito in campo le strutture disponibili per organizzare di concerto con la Fondazione e con il supporto della Protezione Civile e tanti volontari della comunità alloggi di prima accoglienza, mensa, trasporti e logistica. Nel comune sono arrivati primi 13, tra bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 18 anni, e 10 adulti. “La sensibilità ed il grande cuore dei cittadini di Muccia, che già nei primi giorni degli eventi tra Russia e Ucraina, avevano manifestato la volontà di aiutare si è concretizzata in un 'sì, ci siamo' che ho condiviso con il direttore generale Laura Biancalani in una telefonata in cui ci chiedeva di costruire una rete di solidarietà per accogliere famiglie e bambini provenienti dai luoghi dei conflitti. Un dovere civile sentito da tutti, ringrazio quindi dai membri della giunta ai cittadini, ai volontari, alle imprese del territorio” dice il sindaco Mario Baroni. Dopo la prima fase di accoglienza, in cui le famiglie sono guidate in un percorso di conoscenza della cultura, dei luoghi di riferimento, della lingua affiancati da mediatori linguistici e da educatori, vengono assegnati unità abitative, Sae, messi a disposizione non solo da Muccia, ma anche dai comuni di San Ginesio (2) e di Pieve Torina (1) nelle persone dei primi cittadini Giuliano Ciabocco e Alessandro Gentilucci che si sono subito attivati per unirsi alla rete costruita dalla ABF. I bambini hanno iniziato un percorso educativo laboratoriale, di ambientamento e socializzazione che supporti anche l’apprendimento della lingua italiana con l’obiettivo di favorire l’inclusione all’interno della comunità ben prima dell’inserimento presso le scuole del territorio, tra cui la primaria e dell’infanzia “E. De Amicis” di Muccia, realizzata da ABF nel 2019 in 150 giorni. “Il progetto in tutte le sue fasi ha l’obiettivo di restituire a queste famiglie un ambiente bello e sicuro dove poter ripartire, dove poter ritrovare una nuova quotidianità - dice Laura Biancalani Direttore Generale ABF – La pace è un messaggio di speranza, è una scelta che ognuno di noi giorno per giorno contribuisce a creare". "Ci sentiamo grati di poter avere il privilegio di offrire a queste persone che ci hanno dato la loro fiducia la medesima cura che mettiamo in ogni nostro progetto. Perché aver cura di un individuo, di ogni individualità significa aver cura della sua unicità e del suo potenziale. Un sentito grazie, alle comunità di Muccia, San Ginesio e Pieve Torina per dimostrare il grande cuore delle Marche anche qui, in queste zone dove ancora il sisma Centro Italia 2016 fa sentire il suo peso" conclude Biancalani.  (Credit foto: Giacomo Moresi)   

23/03/2022 15:51
Frena la crescita e aumenta l’inflazione: ecco quanto costa la guerra ucraina all’Italia

Frena la crescita e aumenta l’inflazione: ecco quanto costa la guerra ucraina all’Italia

Crollo della produzione industriale e consumi condizionati dall’aumento dei prezzi. In Italia, una famiglia mediamente spende 33mila euro l'anno. Di questi, oggi, 1220 se ne vanno per gli aumenti di luce e gas (valori evidenziati già prima della fine del 2021), 320 per il rialzo dei carburanti e circa 300 per la spesa alimentare. L’inflazione che si prospetta quest’anno – in costante aggiornamento con gli sviluppi della guerra in Ucraina – potrebbe toccare il 7,2% e costringere gli italiani, come del resto sta già accadendo, a spendere meno nell’immediato futuro. Basti pensare che solo nel mese di febbraio la spesa per gli alimenti ha segnato un dato negativo pari al 6%. Risultato: le famiglie rischiano di spendere 2mila euro in più rispetto al 2021. Le stime di Confcommercio, poi, ipotizzano un incremento del Pil nazionale per il 2022 che non andrà oltre il 3%. Meno di quanto auspicato il 12 febbraio scorso dall’attuale Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Dato confermato il 14 marzo – durante la riunione dei ministri delle Finanze della Ue - dal commissario all’Economia Paolo Gentiloni che ha definito “irrealistica” la possibilità di raggiungere il sospirato 4%. Tutto questo vale naturalmente in previsione di un conflitto bellico a lungo termine, che avrebbe ripercussioni anche sul 'carovita' del 2023. Nel caso di una guerra breve, invece, il tasso arriverebbe al 6% per il 2022 per poi scendere al 5,5% l’anno successivo. Una lieve variazione delle proiezioni. Ma non sono solo rincaro dell’energia, delle materie prime e dei carburanti a pesare sullo scenario presente (e futuro) di famiglie e imprese italiane. Ci sono anche le spese di guerra, inevitabili per mantenere salda l’alleanza fra gli Stati membri dell’Ue. L’Italia, ad oggi, si attesta al 5° posto nella classifica europea e all’11° in quella mondiale. Con l'intervento nella crisi ucraina, si passa dagli attuali 25mld di euro annui (68mln al giorno) ai 38mld prospettati per tutto il 2022 (104mln al giorno). Per rendere meglio l’idea, i dati SIPRI di Stoccolma hanno evidenziato come oggi l’Ue spenda per la guerra in totale ben 233mld: più del triplo rispetto alla Russia (67mld dichiarati dal 2020). Detto altrimenti – in virtù anche del ‘Decreto Ucraina’ approvato il 18 marzo dal Consiglio dei ministri e accolto con larghissima maggioranza dalla Camera dei deputati – l’Italia destinerà fino al 2% del proprio Pil alle spese militari. Riassumendo: ‘strozzature e ricerca di mercati alternativi’ per liberarsi dalla dipendenza energetica legata alla Russia, aumento dell’inflazione, crisi dell’import e dell’export, calo progressivo della domanda interna. Il costo della guerra avrà nel lungo termine per l’Italia effetti sempre più tangibili, e che per forza di cose porteranno a una revisione degli obbiettivi prefissati del Pnrr. Le cifre destinate a talune 'missioni' del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (circa 222 mld di euro) saranno convogliate per permettere alla produzione nostrana di sopravvivere, spostando di conseguenza in secondo piano tutte le altre priorità (in primis, transizione ecologica, sanità e cultura). Del resto, lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco ha voluto ‘rassicurare’: «Guerra e costi non possono mettere in discussione il piano. Ma in virtù delle criticità presenti e future bisognerà considerare un aggiornamento dei suoi obbiettivi”.

23/03/2022 12:35
Macerata, "Diocesi pronta ad accogliere 110 profughi ucraini. Creato tavolo d'emergenza"

Macerata, "Diocesi pronta ad accogliere 110 profughi ucraini. Creato tavolo d'emergenza"

“La Prefettura ha avuto la disponibilità ad accogliere ad oggi, in diverse strutture diocesane dislocate nel nostro territorio, 110 persone. Abbiamo iniziato già l’accoglienza. Per conoscere e risolvere le tante problematiche che giornalmente si presentano, è stato creato per questa urgenza e per le emergenze che si andranno di volta in volta a creare, un apposito "Tavolo Emergenza" che gestisce, coordina e agisce in modo da ottimizzare i diversi interventi possibili”.   “Il tavolo è presieduto dalla Diocesi e al suo interno vi sono le realtà caritative presenti nel territorio". Così il vescovo della Diocesi di Macerata, Nazzareno Marconi, in merito all’accoglienza dei profughi ucraini sul territorio. “Abbiamo già ricevuto disponibilità dai diversi Ordini professionali, medici, dentisti, infermieri, psicologi, farmacisti e dalle grandi catene di distribuzione alimentare per supportare e organizzare al meglio la nostra accoglienza”, spiega il vescovo. “Gradualmente stiamo anche sensibilizzando i diversi territori che accolgono, ricevendo diverse collaborazioni. Stiamo chiedendo ai diversi gruppi giovanili presenti nel territorio diocesano di organizzare momenti ricreativi e di svago per i bambini”. “Per il momento – continua Marconi -  stiamo solo prendendo nota delle tante disponibilità di famiglie all'accoglienza, in quanto la vigente normativa non prevede alcun contributo economico a favore di privati. Anche Caritas Italiana suggerisce molta prudenza in relazione a sistemazioni ed accoglienza di questo tipo. Vi terrò informati sull'eventuale evoluzione della situazione.  Infine sento il dovere di ringraziare per la generosa partecipazione delle Parrocchie e dei privati alla raccolta dei fondi a favore della diocesi di Kiev alla quale è  già stato inviato un primo contributo di 20.000 euro”, conclude il vescovo.

23/03/2022 12:23
Faggeta di Canfaito, ok alla sostituzione delle vasche antincendio: lavori per 120 mila euro

Faggeta di Canfaito, ok alla sostituzione delle vasche antincendio: lavori per 120 mila euro

L’Unione montana Potenza Esino Musone di San Severino Marche provvederà alla sostituzione e all’ammodernamento delle vasche di accumulo antincendio presenti nell’area della faggeta di Canfaito, all’interno della Riserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito. L’intervento, per un importo complessivo di circa 120mila euro, si è reso necessario al fine di garantire la sicurezza in un habitat unico nel suo genere. Perizie geologiche, affidate ad esperti incaricati dall’ente comunitario, hanno infatti escluso la possibilità di portare acqua nel millenario bosco. La decisione è stata ratificata nel corso dell’ultima riunione del Comitato d’indirizzo della Riserva alla presenza del presidente dell’Unione Montana, Matteo Cicconi, dei sindaci di San Severino Marche, Rosa Piermattei, di Matelica, Massimo Baldini, di Gagliole, Sandro Botticelli, dell’assessore al Turismo del Comune di Apiro, Roberto Morelli, dei rappresentanti delle associazioni di categoria degli agricoltori, dell’Anpi e delle associazioni di protezione ambiente. Gazie ai fondi propri dell’Unione Montana si sta completando la sostituzione, in parte già avviata e che terminerà entro il prossimo anno, di tutti gli elementi in ferro, come balaustre e staccionate, con strutture in legno più consone all’ambiente. In questo caso la spesa preventivata è di circa 20mila euro.

23/03/2022 10:45
Covid Marche, oltre 2600 nuovi casi oggi: continua a salire l'incidenza del virus

Covid Marche, oltre 2600 nuovi casi oggi: continua a salire l'incidenza del virus

Sale ancora nelle Marche l'incidenza di casi di Coronavirus ogni 100mila abitanti: nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 2.616 positivi e l'incidenza è passata da 1.178,82 a 1.191,62.In totale, fa sapere l'Osservatorio epidemiologico regionale, sono stati eseguiti 7.685 tamponi di cui 5.907 nel percorso diagnostico (44,3% di positivi) e 1.778 nel percorso guariti. Sono 497 le persone che hanno manifestato sintomi; i casi comprendono 728 contatti stretti di positivi, 711 contatti domestici, 42 in setting scolastico/formativo, 8 in ambiente di vita/socialità, 3 in setting lavorativo, 1 in setting sanitario e 2 assistenziale. Per 615 contagi è in corso un approfondimento epidemiologico. Il numero più alto di casi ancora in provincia di Ancona (817); seguono le province di Macerata (506), Ascoli Piceno (447), Pesaro Urbino (401), Fermo (333); 112 i positivi provenienti da fuori regione. Altri sette ricoverati Covid in più nelle Marche che portano il totale a 227: da lunedì scorso il numero di degenti è salito di 25 unità. Attualmente sono in tutto sette i ricoverati in Terapia intensiva (+1), per una percentuale di saturazione del 2,7%; mentre in Area medica sono assistite 227 persone con un'occupazione di pazienti Covid del 21,56%.   Lo comunica la Regione Marche. Nell'ultima giornata -2 pazienti in Semintensiva (61) e +8 in reparti non intensivi (159) mentre i dimessi sono stati 31. In un giorno rilevati 2.616 positivi per un'incidenza che sale a 1.191,62. È deceduta una 80enne di Fabriano, con patologie pregresse, e il numero complessivo di vittime nella regione sale così a 3.678. Il totale di positivi (isolati più ricoverati) è di 16.784 (+559) e gli isolamenti domiciliari sono 27.040 (+825); i guariti/dimessi raggiungono 351.694 (+2.056). Gli ospiti di strutture territoriali sono 117 e le persone in osservazione al pronto soccorso sono 34.

23/03/2022 10:28
Ventilazione meccanica, uno studio la promuove: "Effetti paragonabili al vaccino, -80% rischio contagio"

Ventilazione meccanica, uno studio la promuove: "Effetti paragonabili al vaccino, -80% rischio contagio"

Con la massima portata di ricambio dell’aria, (6 o più ricambi-ora), gli impianti di ventilazione meccanica controllata (Vcm), installati in un ambiente chiuso abbattono più dell’80% il rischio di infezione da Sars CoV-2. Lo certifica uno studio condotto dalla Fondazione David Hume in collaborazione con la Regione Marche i cui risultati sono stati presentati oggi, dal professor Luca Ricolfi, presidente della Fondazione Hume e docente di Analisi dei dati all'Università di Torino e dal professor Giorgio Buonanno, docente di Fisica Tecnica Ambientale all'Università di Cassino e alla Queensland University, nel corso di una conferenza stampa con il presidente Francesco Acquaroli e la Giunta regionale. Unica in Italia, la Regione Marche fin dal gennaio 2021 ha investito risorse proprie, 9 milioni di euro, per installare impianti di VCM nelle scuole marchigiane e ha destinato ulteriori 3 milioni per adibire le aule con sanificatori.  L’indagine, svolta dal 13 settembre 2021 al 31 gennaio 2022, ha coinvolto 10.441 classi marchigiane, di cui 10.125 senza impianto e 316 con impianto Vmc (al momento di inizio dello studio erano 500 le classi con impianti VCM installati). “Vorrei fare una considerazione e un ringraziamento – le parole del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – Innanzitutto, voglio sottolineare la volontà di questa Giunta a proseguire nel percorso intrapreso e che ha portato a credere nella VMC". "Continueremo a lavorare sull’efficientamento delle aule, approfondiremo il tema, faremo investimenti in tal senso, sulla base delle risorse che si renderanno disponibili, perché crediamo che la salubrità dell’aria e la qualità degli ambienti in cui vivono i nostri ragazzi siano fondamentali per contrastare non soltanto il Covid ma anche le altre patologie respiratorie. Inoltre, voglio ringraziare i nostri tecnici, i nostri esperti sanitari, le nostre strutture che hanno dato un contributo determinante in questi mesi così difficili e che hanno reso possibile questo studio, insieme con il professor Buonanno e Luca Ricolfi che hanno collaborato a questo lavoro in tempi in cui ancora nessuno credeva a questo metodo”. Le Marche sono la prima regione italiana ad aver investito in questa tecnologia di riduzione degli elementi inquinanti nell’aria per garantire lo svolgimento dell’anno scolastico il più possibile in presenza. Nel febbraio 2021 la Regione ha finanziato un bando per l’acquisto e l’installazione degli impianti Vmc nelle aule scolastiche, investendo, in un solo anno, 9 milioni di euro. Risorse stanziate a favore di Comuni e Province (proprietari delle Scuole nel proprio territorio), in tre tranche: la prima da 2 milioni di euro nel febbraio 2021, la seconda da 4 milioni di euro a luglio 2021 che è in corso di erogazione e altri 3 milioni di euro a carico del bilancio 2022). Le domande pervenute sono state 187, per un totale di 3.027 aule distribuite in 323 scuole marchigiane di ogni ordine e grado che verranno gradualmente dotate di questi impianti.  “Lo studio ha evidenziato che l’impatto della Vcm – ha affermato il professor Luca Ricolfi – nell’abbattere la carica virale nell’aria, è molto forte e statisticamente significativo, oltre che generalizzato, cioè rilevabile in ogni sotto campione annualizzato (come la base provinciale delle scuole, ordine di scuola e composizione della classe). Ma il risultato più significativo registrato è quello dell’impatto della Vcm: maggiore è il ricambio dei volumi dell’all’aria, maggiori sono i risultati della riduzione della contaminazione" "Quindi non basta mettere un apparecchio Vcm ma occorre collocarne un numero di portata massima adeguata. Si è visto poi che le classi più numerose hanno un rischio individuale sensibilmente più alto del 30-40% di contaminazione rispetto a quelle piccole. Il fattore di abbattimento assicurato dalla Vcm è paragonabile a quello del vaccino: molto efficace e insostituibile come protezione dalla malattia, ma meno dal punto di vista della trasmissione. In sostanza la VCM, ben fatta, ha una capacità di contenimento della circolazione del virus doppia rispetto al vaccino”. "Questo primo report - commenta l'assessore all'Istruzione Giorgia Latini - conferma che la nostra strategia è giusta, in attesa che anche il Ministero segua l'esempio virtuoso della Regione Marche. Gli impianti di purificazione dell’aria e gli impianti di ventilazione meccanica sono uno strumento per evitare il ritorno in Dad e limitare la diffusione del virus. Ma la loro utilità non si riduce alla gestione pandemica ma ha impatti positivi sulla salute degli studenti dovuti ad allergeni o ad agenti inquinanti. Abbiamo investito sull'installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata e di sanificazione dell'aria nelle scuole per un totale di 12 milioni di euro. Siamo in uscita con un bando da 1 milione e 800 mila euro per la sanificazione dell'aria nelle aule”. “Le Marche sono Regione pilota in Italia e vorremmo migliorare l’efficacia del nostro modello. Per questo ho proposto e porterò in giunta la proposta di costituire un Comitato tecnico-scientifico che possa aiutarci a rilevare i risultati delle misure attuate e, soprattutto, a interpretare il tema della salute nelle scuole a 360 gradi, anche considerando il contesto ambientale e il tessuto urbano. Vogliamo affrontare il tema della salute adottando una visione integrata che tenga conto di più fattori, per garantire il benessere dei nostri ragazzi nelle scuole avviando una progettualità di prevenzione primaria. Già in Parlamento avevo proposto un intervento sulla ventilazione meccanica. Non appena sono arrivata in assessorato siamo passati dalle parole ai fatti". “Questo è un progetto davvero significativo e importante – ha aggiunto l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini – che dimostra non solo quanto la nostra regione sia stata innovativa a livello nazionale ma addirittura internazionale. Questa misura va ad aggiungersi alle altre che abbiamo adottato sempre da precursori: l’uso degli anticorpi monoclonali, la vaccinazione nei palazzetti, non per ultimo la produzione di medicinali anti covid nella nostra regione a cura di Pfitzer: sono stati i 4 pilastri che hanno fatto diminuire la pressione sugli ospedali e contestualmente abbiamo dimostrato come il Servizio Sanitario Regionale ha retto all’urto del covid e ha mostrato la sua particolare efficienza". 

22/03/2022 17:16
'Emergenza Ucraina', il Comune di Macerata attiva la sezione dedicata all'interno del sito

'Emergenza Ucraina', il Comune di Macerata attiva la sezione dedicata all'interno del sito

L’Amministrazione comunale ha aperto online, all’interno del sito del Comune di Macerata, una sezione dedicata all’emergenza Ucraina. La pagina “Emergenza Ucraina” raccoglie tutti i riferimenti utili (anche in lingua ucraina) che, al momento, gli enti comunali sono in grado di fornire ai cittadini ucraini presenti sul territorio comunale in base ai continui aggiornamenti e sviluppi legati all’emergenza. «Al momento gli arrivi sono molto variabili e frammentati e si sta verificando un’accoglienza spontanea frutto della generosità e sensibilità dei cittadini maceratesi; la necessità di coordinare diventa assolutamente prioritaria per un’accoglienza davvero efficace – ha detto la vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali Francesca D’Alessandro -. In accordo con i vari enti pubblici preposti, in primis la Prefettura di Macerata, stiamo seguendo tutte le fasi evolutive dell’emergenza in corso. Prioritaria risulta la mappatura di chi arriva in città al fine di offrire il miglior servizio possibile a chi fugge dalla guerra ed è provato dal punto di vista fisico, psicologico e morale. Particolare rilievo va dato al fatto che i rifugiati sono, essenzialmente, donne con bambini e questo implica una particolare cura considerata la fragilità dei soggetti». All’interno della sezione “Emergenza Ucraina” è possibile compilare il modulo online sia per gli ospitanti che per i cittadini ucraini ospitati a Macerata; chi desidera mettere a disposizione la propria abitazione o le proprie competenze in lingua ucraina può scrivere a amministrativi.sociali@comune.macerata.it . Il Comune ricorda inoltre che per la profilassi sanitaria e per le vaccinazioni anti Covid-19 si rimanda alla pagina dell’Asur Marche. Sulla scia positiva della raccolta fondi “Il Cuore Grande di Macerata”, che ha permesso di erogare – tra donazioni dei cittadini e fondi governativi – 54mila euro a favore della popolazione maceratese colpita dell’emergenza pandemica, l’Amministrazione ha deciso di riproporre l’iniziativa anche per l’emergenza legata alla guerra in Ucraina. Nella pagina dedicata è presente infatti la sezione “Accogliamo insieme”, il conto corrente bancario attivato dall’Amministrazione comunale per ricevere donazioni al fine di aiutare la popolazione ucraina rifugiata di guerra presente sul territorio comunale; il Comune impegnerà anche risorse di bilancio comunale destinate ai contributi ai fini dell’assistenza sociale per l’emergenza ucraina. I cittadini, le aziende e le associazioni che vogliono dare il proprio contributo per l’emergenza ucraina possono utilizzare il conto corrente intestato al Comune di Macerata (IBAN: IT27F0538713401000044295244 - BIC: BLOPIT22 - Causale: “Accogliamo insieme”)

22/03/2022 17:05
Covid, casi in crescita: l'avanzata di Omicron 2 nei grafici dell'ingegner Petro

Covid, casi in crescita: l'avanzata di Omicron 2 nei grafici dell'ingegner Petro

Cari lettori bentornati a questa nuova puntata della mia rubrica settimanale, nella quale analizziamo l’andamento del contagio da coronavirus nelle Marche e in Italia. Le notizie, come sapete, sono di un aumento dei contagi generalizzato. Il tasso di crescita si attesta, questa settimana, al 40%. Anche i dati ospedalieri sono leggermente in risalita, mentre terapie intensive e decessi stanno rallentando la discesa. Dai dati in nostro possesso, siamo a conoscenza che ai primi di marzo la variante Delta è nella pratica estinta, e dalle ultime rilevazioni la variante Omicron 2 è quasi diventata dominante (44%). Guardando al grafico delle regioni, si nota - anche qui - un amento generalizzato dei casi sebbene tutte siano tornate nella fascia di colore bianco, ad eccezione della Sardegna. Spostando l'attenzione sui dati del Regno Unito che, generalmente, sono più attendibili per via del massiccio screening, notiamo come la pendenza della salita dei contagi è molto superiore a quella dei ricoveri e soprattutto che la curva dei decessi è ancora piatta. Balza all'occhio anche un altro elemento: i ricoveri hanno iniziato a salire prima dei contagi. Da ciò si desume che, semplicemente, si è ripreso a fare più tamponi solo perchè si è visto un aumento delle ospedalizzazioni e da lì si è avuto il sospetto che stesse accadendo qualcosa, intensificando lo screening.  Anche in Cina i contagi sembrano ancora in crescita: vedremo se il lockdown e la loro tolleranza zero nei confronti del virus avrà effetto, anche se sembra che il governo stia cambiando orientamento. Obiettivamente dichiarare lockdown per una malattia con una letalità pari a quella dell'influenza, sembra eccessivo.   

22/03/2022 13:00
Le acque del Potenza per alimentare lago di Castreccioni. Legambiente: "Impatto ambientale devastante"

Le acque del Potenza per alimentare lago di Castreccioni. Legambiente: "Impatto ambientale devastante"

Il Circolo “Il Grillo” Legambiente di San Severino Marche dichiara la propria “totale contrarietà” al progetto del Consorzio di Bonifica delle Marche di “utilizzare le acque del fiume Potenza e del suo affluente Scarzito (nonché del Chienti), per alimentare, tramite condotta forzata, il lago di Castreccioni situato nei pressi di Cingoli”.  I rappresentanti del circolo settempedano di Legambiente, in una nota, sottolineano “l’impatto ambientale devastante che produrrebbe” così come le “gravissime conseguenze economiche e sociali che si avrebbero con il sottrarre risorse idriche a dei territori che già nel recente passato hanno sofferto per fenomeni di siccità”.  “Sono ormai quarant'anni che questo progetto viene più volte presentato – si aggiunge -: ogni volta, le amministrazioni locali e le associazioni lo hanno bocciato in maniera netta (anche il Ministero dell'Ambiente) e anche questa volta è stato rigettato dai sindaci di Fiuminata, Pioraco e Sefro”. Pertanto il Circolo Il Grillo invita gli Enti che insistono nella valle del Potenza ad “adottare, qualora ancora non si siano espressi, ogni possibile atto ed iniziativa che tenda a bloccare, in modo definitivo, questo progetto”.  

22/03/2022 12:14
Covid, 3513 casi oggi nelle Marche: quasi 700 contagi nel Maceratese

Covid, 3513 casi oggi nelle Marche: quasi 700 contagi nel Maceratese

Continua nelle Marche la fase di crescita del tasso cumulativo di incidenza, arrivato a 1.178,82 su 100mila abitanti (ieri era 1.162,71), con 3.513 positivi rilevati nelle 24 ore. Le fasce di età tra 25-59 anni rappresentano circa la metà dei nuovi casi positivi; 953 per 25-44 e 872 per 45-59 anni, seguite da 60-69 anni con 388, e 70-79 anni con 257, 6-10 anni con 245. La provincia di Ancona da sola totalizza 1.001 contagi, seguita da Macerata con 695, Pesaro Urbino con 585, Ascoli Piceno con 582, Fermo con 525, oltre a 125 casi di fuori regione. I 3.513 nuovi casi rappresentano il 44,1% dei 7.968 tamponi del percorso diagnostico su 9.953 tamponi totali.  (Servizio in aggiornamento) 

22/03/2022 11:12
Propaganda 'anti immigrati' e nuovo nazionalismo: così Putin vincerà la guerra contro l'Ue

Propaganda 'anti immigrati' e nuovo nazionalismo: così Putin vincerà la guerra contro l'Ue

Quando sfumerà l’interesse verso gli accadimenti nell’Est Europa, si tornerà a pensare alla politica nostrana. Alla propaganda dei partiti e, di conseguenza, a uno degli argomenti da sempre di maggior presa sull’opinione pubblica: l’accoglienza profughi nel nostro Paese. Con la guerra in atto, sono circa 2,5 milioni i profughi che finora si sono mossi dall’Ucraina. Questo perché altri 2,5 milioni hanno al momento trovato rifugio da parenti e amici nelle regioni dell’ovest Ucraina ancora non toccate dalla guerra. Ma cosa succederà quando i bombardamenti coinvolgeranno l’intero Paese? Che avremo un flusso di IDPs (Internally displaced person) stimato in circa 10 milionindi di persone. In Italia, in particolare, le stime vanno ora oltre gli 800mila arrivi previsti. Mentre istituzioni e operatori del terzo settore proseguono nella costruzione di percorsi – o corridoi umanitari - che favoriscano l'ingresso e l'accoglienza. Cosa comportano 10 milioni di rifugiati in Europa? Se la redistribuzione sarà su base proporzionale della popolazione locale, all’Italia spetterà ospitare 1,5 milioni di rifugiati. Ad oggi sono quasi 60mila gli accolti. Il profugo - finché non si integra con la società ospite, il che richiede spesso una tempistica di anni - costa mediamente al governo 30 euro al giorno. I conti sono presto fatti: 45 milioni di euro al giorno, 1,3 miliardi al mese, circa 15 miliardi l’anno. Il costo di una finanziaria. Come se non bastasse, la guerra provocata dalla Russia costringerà gli italiani a pagare l'energia a costi molto più elevati. Quindi? Il doppio obbiettivo di Vladimir Putin è servito: assumere il controllo strategico della regione ucraina e dividere l’alleanza Ue, che finora si è fatta unita con sanzioni e invio di armi a sostegno della resistenza Zelensky. Una resistenza destinata a cedere nel lungo termine, soprattutto in virtù delle spese militari finora sostenute dai Paesi Occidentali – e che prima o poi si bloccheranno per evitare ricadute sui rispettivi bilanci – e dei futuri dibattiti riferiti all’accoglienza migranti. Senza dimenticare che nel frattempo ogni testimonianza di civilizzazione andrà scomparendo dall’Ucraina: e chi sborserà a quel punto per ricostruire? Chi non potrà rifugiarsi in altre aree limitrofe dell’est Europa punterà inevitabilmente sui Paesi dell’Unione, dove comunque negli ultimi anni i partiti populisti hanno sempre più preso piede sfruttando un certo tipo di malcontento: quello più antico, legato allo “straniero in casa nostra”. Questa seconda fase della tattica putiniana – la prima è l’invasione militare - è praticamente la riedizione dello scenario siriano, ma questa volta senza la Turchia. L’Ue di fatto appare priva di obbiettivi precisi: finora si è mossa inviando armi leggere e pronunciando sanzioni che di fatto non incideranno sui bilanci della Russia, visto che direttamente da noi incassa il triplo rispetto al periodo pre guerra. Nelle prossime settimane, quando il flusso di IDPs sarà maggiore, inizieranno le tensioni interne (già cominciate e ampiamente visibili) e i partiti populisti ricominceranno la propaganda anti immigrati. E, nel peggiore dei casi, invitando l’opinione pubblica a schierarsi apertamente con Putin per “salvare” la nostra società. Gli Ucraini diventeranno i nuovi “colpevoli”: di aver voluto resistere allo Zar portatore di giustizia, invece di capitolare. Con buona pace dei diritti umani, superati anche stavolta dall'assurda liceità dei crimini di guerra. (dati ISTAT e DEF)

22/03/2022 10:00
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