Festa a sorpresa per i novant’anni del Maestro Sandro Trotti che, sabato scorso, ignaro di tutto, si è recato presso l’Hotel Garden di Porto San Giorgio, luogo caro all’artista, che ha avvinto la sua affezione per bontà culinaria e clima familiare. D’improvviso, il coup de théatre: un sussulto di meraviglia mista a incredulità nell’animo di Trotti, che è stato affettuosamente accolto e avvolto da una numerosa cerchia di persone. Quest’ultime, provenienti dagli ambiti più disparati, dal mondo della cultura, a quello dell’arte nelle sue molteplici declinazioni, fino a quello dell’imprenditoria, sono giunte da ogni parte della regione (e non solo), mosse da una comune sorgente carsica che parla di profonda amicizia. Una nota dovuta, per far comprendere il desiderio e la gioia alla base di questi festeggiamenti, riguarda la cornice dell’Hotel Garden i cui fuochi della cucina sono stati accessi ad hoc per questa occasione; anche qui, una cucina messa in funzione per amicizia, quella che lega il proprietario a Sandro.
La festa è stata anche un prezioso momento per ripercorrere la vita e le opere di Trotti, il pittore marchigiano che, raggiunta la soglia dei 90 anni, è tutt’oggi immerso in un turbinio d’inesauribile ispirazione, improntato costantemente alla riscoperta e alla sperimentazione. A tal riguardo, nel suo operato, la parola ‘cultura’ torna al suo etimo originario di ‘còlere’, ossia ‘coltivare’, e si fonde con l’altra parola chiave che è ‘creatività’.L’artista ha creato un nuovo modo di pensare e operare, attingendo dalle varie discipline dell’umano sapere e indirizzando la sua ricerca pittorica verso l’astrattismo e le sperimentazioni su diversi materiali, dal vetro alla plastica, passando per quelli che Emilio Villa definì i “crates”, ossia trame geometriche che si sovrappongono alla superficie pittorica, come una scrittura di luce, un’architettura di segni. Si è confrontato anche con la plasticità della terza dimensione tramite la scultura e successivamente tramite le diverse tipologie di installazioni. Trotti ha ridisegnato un intero sistema per rendere il paesaggio più chiaro, più attrattivo comunicando così un’attitudine poetica e meditativa, che si esprime in una specifica scelta dei colori e atmosfere.
Inoltre, è un artista che non ha trascorso la sua vita chiuso nel suo studio, ma ha sempre dimostrato una sensibilità, una volontà di creare una connessione con l’Altro, con tutto ciò che lo circonda, a partire dalla comunità del suo territorio natìo; per questo motivo ha donato molteplici sue opere a diversi comuni delle Marche, mettendo così a disposizione un archivio, una testimonianza aperta d’inestimabile valore.
Un pensiero, che prende i tratti di una sincera gratitudine, giunge da Pina Gentili, direttrice del Centro Studi Marche nonché amica di Sandro Trotti: “ho avuto l’opportunità di frequentarlo e ho compreso, fin da subito, che avevo incontrato un uomo proiettato verso nuove sfide. In virtù del suo percorso, abbiamo deciso di premiarlo nel 2016, in Senato, come ‘Marchigiano dell’anno’ ”.
Infine, conclude la Gentili “ha una passione sempre rinnovata per la conoscenza, che lo porta a confrontarsi con altre forme di linguaggio, con le pagine di opere letterarie e poetiche, in un continuo e prolifico dialogo. È una persona che a 90 riprende in mano i libri del Canaletto e si sofferma a osservare i suoi scorci sui canali di Venezia nei quali rivede l’acqua dell’Adriatico, il suo muoversi, tremare e riverberarsi. Ha una forza in più, non ha limiti, ha una cultura infinita”.
Il gruppo Palestre Robbys, nella persona del suo presidente pro tempore Francesco Paolo Clerico, in accordo con il sindaco del Comune di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, e il primo cittadino di Belforte del Chienti, Alessio Vita, comunica l'avvio dell'iniziativa "Salute e Fitness" dedicata ai residenti dei due comuni dell’entroterra maceratese.
L'idea di questa iniziativa nasce dalla mancanza di strutture indoor per l'esercizio fisico di tipo fitness nei territori di Caldarola e Belforte del Chienti. "Le palestre Robbys di Tolentino e Macerata si impegnano a offrire una speciale convenzione a tutti i residenti di questi comuni, promuovendo attività ludico sportive nei propri centri con l'obiettivo di favorire il benessere fisico e la cura della salute", si legge in una nota del gruppo.
L’iniziativa, patrocinata dai comuni di Caldarola e Belforte del Chienti, entrerà in vigore a partire dal 1° febbraio 2024. "Le motivazioni che hanno ispirato questa iniziativa comprendono la mancanza di centri fitness nei territori menzionati, i costi elevati associati agli spostamenti verso le aree circostanti, la volontà di offrire una gamma più ampia di attività sportive ai residenti locali e la promozione di uno stile di vita salutare a beneficio del benessere fisico e mentale", spiega Clerico.
Il presidente del Gruppo Palestre Robbys esprime gratitudine alle amministrazioni comunali "per aver accettato e sostenuto questa iniziativa, dimostrando un forte interesse e attenzione alla salute dei propri cittadini".
Il dottor Benedetto Perroni è da oggi il nuovo segretario generale del Comune di Civitanova Marche. Questa mattina, il sindaco Fabrizio Ciarapica, dopo la nomina, ha inviato la comunicazione di presa di servizio al Ministero dell’Interno e all'Albo regionale dei segretari. Perroni lascia la sede di titolarità del Comune di Tolentino, mentre manterrà l’incarico al Comune di Morrovalle.
Il sindaco ha voluto dare il benvenuto al nuovo segretario nella Sala della Giunta, invitando alla presentazione ufficiale gli assessori, i dirigenti e i funzionari responsabili dei servizi comunali. “Iniziamo oggi un nuovo percorso amministrativo avvalendoci della professionalità del dottor Perroni – ha detto Ciarapica, nel suo saluto a nome di tutta l’Amministrazione comunale – che nonostante la giovane età vanta una lunga esperienza. Sono sicuro saprà presto conquistare stima e fiducia anche nella nostra realtà, a Civitanova trova un clima favorevole, collaborativo e un terreno fertile per lavorare bene, insieme alla parte politica e al personale. Il nostro obiettivo rimane quello di operare per una crescita della città e sempre verso maggiori traguardi”.
Nato a Macerata nel 1971, dottore commercialista, è dal 2010 segretario Comunale e dal 2020 Segretario di Fascia A. Dal 2017 è iscritto nell’Elenco nazionale componenti Oiv (Organismi indipendenti di valutazione della performance). Di formazione classica, dopo la maturità conseguita al liceo ginnasio “Leopardi” di Macerata, ha proseguito gli studi all’Università Commerciale “Bocconi” di Milano dove si è laureato in Economia Aziendale con specializzazione in Economia delle Amministrazioni Pubbliche. Si è poi iscritto nell’Elenco dei revisori dei conti degli enti locali. Nel 2004 ha conseguito il Master in Innovazione della Pubblica Amministrazione all’Università degli Studi di Macerata e nel 2021 il master in “Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione” della “24Ore Business School”.
“Ringrazio tutti per la vostra accoglienza – ha detto Perroni – sono certo che formeremo un gruppo coeso. Lavorerò per trovare sempre un punto di incontro e non di divisione. Il mio approccio è creare un clima sereno, di risonanza sia professionale sia emotiva, in modo da affrontare nel migliore dei modi tutte le sfide che si presenteranno, sperando di fare bene. Punterò molto sulla digitalizzazione e sull’innovazione dei servizi, ma senza trascurare l’importanza del fattore umano a cui tengo molto. Mi auguro di poter raggiungere insieme a voi tutti gli obiettivi che l’Amministrazione si è prefissata”.
Il Santuario della Madonna della Misericordia di Petriolo è uno dei luoghi simbolo del comune maceratese. Ricco di storia, arte e cultura, incastonato tra le mura del castello, il sito era stato gravemente danneggiato dalle scosse sismiche del 2016/2017.
«L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena approvato il progetto esecutivo dell’intervento che ne prevede la riparazione, determinando il contributo di 1 milioni e 361 mila euro - dichiara il commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli -. Un passo che certifica la bontà della triangolazione con la Struttura commissariale e il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. La nostra attenzione verso gli edifici di culto, ed in particolare verso siti così rilevanti da molteplici punti di vista è, infatti, massima. Il Santuario della Madonna della Misericordia rappresenta un patrimonio del territorio e riveste un ruolo di vitale importanza per non solo per Petriolo ma per le Marche, esercitando una funzione simbolica e identitaria, oltre che religiosa e sociale».
«L’approvazione del progetto significa molto per la nostra comunità, poiché va a sbloccare una situazione rimasta ferma per anni - aggiunge il sindaco Matteo Santinelli - Proprio per l’importanza che riveste il Santuario, cuore del nostro borgo, mi sento di ringraziare Struttura commissariale, Usr e Regione per il lavoro svolto, che conferma l’auspicato cambio di passo della ricostruzione. Il prossimo passaggio della procedura sarà l’indizione della gara di affidamento dei lavori, un ottimo viatico in vista del 2025, anno in cui festeggeremo il cinquecentenario del Santuario».
Il complesso, ubicato tra Via della Pace e Piazza San Martino, si sviluppa su tre piani, di cui due seminterrati sono destinati a teatro e ad archivio comunale. Nello specifico, il progetto mira al miglioramento sismico e alla riparazione dei danni alle parti strutturali. Tra i principali interventi in programma: il rinforzo e il ripristino della continuità muraria delle pareti della chiesa, il rinforzo delle volte in camorcanna, il rinforzo della muratura della torre campanaria.
In merito alle opere architettoniche, è previsto tra l’altro il restauro degli elementi artistici, delle superfici dipinte e degli apparati decorativi, oltre alla ricostruzione dei putti e delle cornici danneggiate.
Secondo la tradizione, la prima domenica di settembre del 1525 la statua in legno policromo della Ma-donna giunse dall’Abruzzo alla Chiesa della Misericordia di Petriolo, su un carro trainato da buoi. Questi si fermarono dinanzi alla Chiesa e non vollero più proseguire. La popolazione di Petriolo vi colse un segno miracoloso del volere della Madonna e trasportò la statua all’interno della chiesa, dove è ancora oggi conservata.
Una svolta per la frazione di Villa Pianiglioli e, più in generale, per tutto il territorio di Belforte del Chienti. La giunta, guidata dal sindaco Alessio Vita, ha approvato la modifica al piano regolatore che renderà più snella la lottizzazione di un terreno edificabile (18mila metri cubi realizzabili), finora rimasto inutilizzato per la complessità del piano regolatore stilato negli anni '90.
Un piano che imponeva vincoli troppo stringenti per permettere alle otto proprietà di costruire senza che la progettazione fosse unitaria. La modifica approvata in giunta rappresenta un punto di arrivo importante per un iter che andrà avanti ancora per qualche mese, ma che vede sbloccata una opportunità di crescita per l'intero territorio.
"Il piano regolatore fatto negli anni '90 - spiega il primo cittadino - aveva previsto la lottizzazione, ma erano stati creati dei vincoli che richiedevano una progettazione unitaria da parte di tutti i lottizzanti. Trattandosi però di otto proprietà, sarebbe stato difficile trovare un accordo e procedere in maniera corale".
Allora è entrato in gioco il Comune, consapevole del valore che quel terreno potrà avere per l'espansione demografica del paese. "Parliamo di una capacità edificatoria che, se sfruttata totalmente, è di circa 200 abitanti, più del 10% della popolazione belfortese - aggiunge Vita -. Da qualche anno, quindi, abbiamo cercato di interloquire con i lottizzanti per capire come poter risolvere la questione. In un primo momento abbiamo proposto loro di presentarci un piano preliminare della lottizzazione. Poi, vista la complessità del tema, sono stati i tecnici del Comune, su indicazione dell’Amministrazione, a definire le modifiche sulla base delle esigenze che erano emerse da parte dei privati. La modifica è stata già preliminarmente mostrata a tutti lottizzanti, soddisfatti del risultato, e ora la giunta ha approvato il progetto".
L'iter prevedrà poi l'approvazione della modifica anche in Consiglio e un passaggio in Provincia."Sarà necessario ancora qualche mese - conclude il sindaco - ma è stato messo un punto importante a una situazione annosa a cui nessuno aveva mai messo mano. Ora ciascun proprietario potrà edificare come preferisce nel rispetto delle Norme Tecniche di Attuazione; solo alcuni restano vincolati a restare insieme, ma il lavoro fatto è volto a svincolare il più possibile l'uno dall'altro. Autonoma anche la realizzazione dei sottoservizi per i quali abbiamo già svolto le verifiche con Assm e Tecniconsul".
Si apre un nuovo capitolo per la frazione di Villa Pianiglioli che ha ora la possibilità di cogliere l'occasione di sviluppo come avvenuto in passato per altre zone del Comune
L’Unione Montana Potenza Esino Musone porterà a termine l’intervento di miglioramento della stabilità della parete rocciosa soprastante il sentiero dell’abbazia di Sant’Eustachio in Domora, nel Comune di San Severino Marche, al fine di poter procedere alla riapertura del percorso verde, che è attraversato dal cammino della via Romano – Lauretana, sbarrato dal settembre 2019 per ragioni di sicurezza.
Il consistente intervento, finanziato dal fondo nazionale per lo sviluppo delle montagne italiane Fosmit, è stato suddiviso in due stralci. Il primo, per il quale è stata già espletata la gara per l’affidamento dei lavori, interessa l’area che va dalla zona a valle fino all’abbazia. Il contratto per la consegna del cantiere dovrebbe essere sottoscritto a breve.
Per il secondo stralcio, che interessa l’area che sale fino al rifugio Manfrica, si è ottenuto il finanziamento per dare il via alla progettazione. L’ente comunitario ha lavorato a lungo negli ultimi mesi per raccogliere pareri, intese, autorizzazioni e nulla osta e mettere insieme atti che hanno interessato la Regione Marche, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e il Comune di San Severino Marche.
Il percorso verde della Valle dei Grilli, in gestione all’Unione Montana Potenza Esino Musone, con l’intervento di messa in sicurezza potrà così tornare ad essere frequentato da pellegrini, turisti e appassionati delle camminate all’aria aperta.
Enterococchi nell’acqua: acqua non potabile nella frazione di Stigliano di San Severino Marche. La sindaca Rosa Piermattei, ricevuta una nota dell’Asur Marche Area Vasta 3 – U.O.C. Igiene e Nutrizione con la quale è stata comunicata la non conformità del parametro “Enterococchi” a seguito del campionamento dell’acqua effettuato nel punto di controllo della frazione di Stigliano Bassa – si leggi in una nota del Comune - ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua ai fini idropotabili per il consumo umano, alla popolazione della frazione di Stigliano con decorrenza immediata e fino alla revoca dell’ordinanza stessa.
Il Comune di San Severino Marche ha riconfermato la propria partecipazione al progetto “Noi Marche” che, già da tempo, ha portato alla nascita di una rete interprovinciale tra Comuni strategici dei territori Maceratese, Fermano, Anconetano e Ascolano, con la finalità di migliorare l’accoglienza, l’informazione e la commercializzazione del prodotto turistico.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha partecipato alla sottoscrizione di uno specifico protocollo d’intesa, siglato nella sede della Regione Marche, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo, Chiara Biondi, e di diversi sindaci e rappresentanti di diverse Amministrazioni locali.
Il progetto, in particolare, intende rafforzare oltre la rete dei Comuni aderenti, anche la collaborazione attiva tra questi ultimi e le realtà del settore privato che si occupano di accoglienza turistica quali strutture ricettive, associazioni, ristoratori e produttori di tipicità locali in molteplici settori nonché le eccellenze come, ad esempio, quelle che interessano i borghi dell’entroterra con un occhio particolarmente attento al Made in Marche, alle particolarità enogastronomiche, anche a chilometri zero.
Tra le varie azioni di collaborazione figurano la realizzazione di eventi culturali con visite guidate gratuite, iniziative naturalistiche e sportive in collaborazione con le associazioni locali, la progettazione e l’attuazione di iniziative comuni a livello regionale, nazionale e internazionale, iniziative e interventi volti a migliorare l’accoglienza, l’informazione e la commercializzazione del prodotto turistico all’interno dell’attività promozionale della Regione Marche. Prevista inoltre la partecipazione a bandi comunitari, ministeriali e regionali, la progettazione e lo sviluppo di itinerari turistici dettagliati, la partecipazione a fiere di valenza nazionale e internazionale.
A gestire la progettazione, il coordinamento, la gestione economica e di attuazione delle molteplici attività di promozione e di iniziative varie sarà la società Miconi Srl, società ideatrice e creatrice del progetto.
Collegato al protocollo d’intesa è anche il percorso cicloturistico permanente “NoiMarcheBikeLife” che abbraccia tutti i Comuni appartenenti e una rete tra tutte le realtà legate al bike.
Nuova ordinanza della polizia locale per regolamentare temporaneamente la circolazione stradale in piazza Nazzario Sauro dove verranno trasferite le bancarelle del mercato settimanale del sabato per consentire il completamento del cantiere stradale di viale Trieste.
Il provvedimento, valido tutti i sabati dal 3 febbraio al 2 marzo, dalle 6 alle 15, prevede in piazza Nazzario Sauro (tutta l’area parcheggio, anche lato residenti) il divieto di sosta con rimozione coatta e il divieto di transito per tutti i veicoli prevenienti da viale Trieste e corso Cairoli eccetto operatori commerciali titolari di concessione in sede fissa o a spunta.
L’ordinanza stabilisce anche che dovrà essere garantita una corsia di marcia di larghezza minima 3 metri per il transito dei mezzi di soccorso e di pubblica utilità in caso di emergenza.
Cerimonia di saluto questa mattina a Palazzo Sforza al segretario generale Sergio Morosi, da domani in pensione per raggiunti limiti di età.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica, gli assessori, insieme ai collaboratori più stretti, hanno voluto ringraziare e salutare il segretario generale per il lavoro svolto in questi 7 anni.
“Con profonda stima, esprimiamo un sincero ringraziamento per la professionalità, competenza e dedizione con cui ha svolto l’incarico, nonché per la disponibilità e l’attenzione sempre profuse – si legge nella pergamena consegnata a Morosi. punto di riferimento fondamentale per l’Amministrazione, figura sempre preziosa e determinante, le rivolgiamo i migliori auguri per un futuro rigoglioso”.
Il sindaco ha poi ricordato i tanti momenti vissuti, in particolare i duri e difficili anni del Covid in cui il dottor Morosi ha lavorato ogni giorno recandosi nel suo ufficio a Palazzo Sforza, fornendo le risposte necessarie alla cittadinanza durante l’emergenza. Altro momento difficile è stato quello del pensionamento o mobilità di diversi dirigenti, in cui Morosi si è fatto carico di più settori. Tanti altri ricordi sono riaffiorati nel corso del saluto.
Morosi, commosso, ha ringraziato tutti: “Sono soddisfatto, il lavoro svolto è stato impegnativo, ma lascio un comune florido che è riuscito a dare risposte e a fare fronte alle emergenze, perché una risposta va sempre data ai cittadini. Dopo oltre 41 anni di impegno, di cui più di un quarto a servizio della comunità civitanovese, oggi concludo il mio percorso lavorativo. In questa occasione sento forte il desiderio e il dovere di ringraziare tutti coloro che a vario titolo mi hanno aiutato e supportato in questo lungo cammino. Auguro a tutti voi ogni bene. Grazie”.
Corridoi bianchi, sale d’attesa, macchinari, medicine, profonda incertezza e paura. Questo è parte della vita che vive una persona malata di cancro, una situazione sinonimo di dolore, fisico ed emotivo. Perché è successo a proprio a me?
Creare un ambiente sicuro nel quale le persone malate di cancro possano ritrovarsi con se stesse, riconnettersi al proprio corpo e alle loro condizioni fisiche ed emotive, per lavorare con esse attraverso il movimento e la respirazione è la finalità dello yoga oncologico, pratica introdotta da anni in Spagna all’interno degli ospedali pubblici.
A raccontarlo è Francesca Scarlato, una delle due insegnanti presenti su tutto il territorio italiano ad essere abilitata dalla Rete Internazionale dello Yoga Oncologico. Francesca è originaria di Loreto ma vive a Porto Recanati e la sua missione è quella di diffondere la pratica dello yoga oncologico nei principali nosocomi marchigiani.
Dal 2004 la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto lo yoga come una valida terapia complementare per affrontare il cancro. Francesca Scarlato lo ha imparato sulla propria pelle quando all’età di 18 anni le è stato diagnosticato un tumore e poi nel 2012 si è ammalata sua madre che è venuta a mancare pochi anni dopo.
"Proprio durante la malattia di mia mamma - ha esordito la Scarlato - sono riuscita a rendermi conto dei grandi benefici che la pratica le stava dando: riusciva a rilassarsi, a riposare tranquilla, ad avere più strumenti e risorse, a livello fisico, mentale ed emotivo, per affrontare la malattia e le terapie".
Gli effetti positivi dello yoga oncologico sono indiscutibili: a livello fisico, riabilitazione e flessibilità della muscolatura interessata dagli interventi chirurgici, mobilità articolare, regolazione del transito intestinale, attivazione del sistema immunitario, aumento della capacità respiratoria e miglioramento della qualità del sonno.
A livello psicologico ed emotivo permette il rilassamento del sistema nervoso e contribuisce alla gestione delle emozioni, fortifica l’autostima, migliora la concentrazione e potrebbe ridurre il consumo di antidolorifici. Non è la malattia a dominare il corpo, c’è una parte che spesso dimentichiamo, quella "non malata", con cui ci si può riconnettere e a cui vale la pena dar voce, sempre.
Il Carnevale è una festa che celebra la fantasia e la trasgressione. È il momento in cui si può indossare una maschera e diventare qualcun altro, per un giorno o per una notte. Ma da dove nascono le maschere e i costumi che animano le strade e i palcoscenici durante il carnevale? Qual è il segreto che si cela dietro la loro creazione?
Per scoprirlo, bisogna addentrarsi all'interno delle sartorie per abiti da scena e teatro; luoghi magici, che parlano d’un mondo antico, dove si intrecciano tradizione e incursioni contemporanee. Qui, abili sarte e sarti trasformano i tessuti in opere d'arte, dando vita a personaggi e storie di singolare fascino, provenienti dalla storia del teatro italiano e internazionale.
A tal riguardo, oggi, questa tipologia di attività continua a custodire, tramandare e alimentare un inestimabile patrimonio culturale, realizzando costumi per spettacoli teatrali, opere liriche, film e rievocazioni storiche. In queste speciali officine del ricamo e del cucito, attraverso specifiche tecniche e materiali di pregiatissima qualità (seta, velluto, broccato, pizzo, piume ecc.) si ricreano gli abiti e gli accessori di ogni epoca e stile, dal Medioevo al Rinascimento, dal Barocco al Liberty, dal Novecento alle incursioni Pop e persino Punk.
È il caso di ‘Arianna Sartoria’, uno scrigno di maestria artigianale incastonato nella zona industriale di Piediripa. A riavvolgere il filo della storia, fino all’origine di quest’attività, è il titolare Jonny Giancamilli: “L’inizio della nostra sartoria affonda le sue radici in un piccolo negozio di Corridonia, dove vendevamo articoli da regalo. La passione per quest’ambito era già presente nella nostra famiglia, grazie a mia madre, Elvia Mengoni, e mia nonna. Così abbiamo iniziato a realizzare vestiti di carnevale per bambini, che hanno avuto un grande successo. Da quel momento, abbiamo deciso di dedicarci completamente alla sartoria, trasformando il nostro negozio in un laboratorio sartoriale e creativo”.
Poi, arrivano gli anni Ottanta e, con questi, la fortunata collaborazione con alcuni costumisti teatrali e cinematografici famosi, in particolare con Giancarlo Colis, docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Nel frattempo, sempre in quegli anni: “Mia madre- continua Giancamilli-, ha ottenuto l’abilitazione di sarta professionista, indirizzando così l’attività verso una specializzazione nel settore del teatro e dello spettacolo. Da allora, realizziamo costumi per opere teatrali, film, rievocazioni storiche e molto altro”.
Oggi, grazie alla presenza di uno staff altamente qualificato, che è rappresentato da Arianna, Martina, Patrizia e Cheirck, l’attività si distingue a livello nazionale per collaborazioni importanti nel mondo dello spettacolo, a partire dalla lirica, e in quello delle rievocazioni storiche. In virtù di questo motivo, può vantare un repertorio di oltre 10.000 costumi che coprono tutti i periodi e che vengono utilizzati in numerose manifestazioni.
Tornando alle atmosfere variopinte e danzanti del Carnevale, a raccontare la parabola di questi festeggiamenti e del loro cambiamento nel corso degli anni è Arianna, sarta professionista che lavora da quasi vent’anni nell’omonima sartoria maceratese: “Il modo di vivere il Carnevale è cambiato di generazione in generazione; con internet molte persone che desiderano mascherarsi approfittano di siti cinesi o Amazon per acquistare degli abiti. Una gran parte si indirizza solo sugli accessori tipo parrucche, occhiali grandi ecc”.
A essere cambiata, prosegue Arianna “è soprattutto la clientela; prima in negozio venivano tanti giovani di vent’anni adesso dai trent’anni in su. Per quanto riguarda i costumi più in voga, c’è molta richiesta di abiti storici per i quali un tipo di clientela adulta è disposta volentieri a spendere di più, puntando sull’originalità. Soprattutto va di moda lo Steampunk; si tratta della rivisitazione di un abito storico in stile punk, con ingranaggi e accessori vari. Ora, dal Carnevale ci stiamo spostando in particolar modo agli abiti per lo spettacolo, che comunque sono richiesti per questa festa”.
Infine, il passeggiare e perdersi tra i molteplici abiti da scena, tra le affascinanti stoffe adagiate sugli scaffali, tra le costellazioni di accessori sparse in giro, qui, diventa un’occasione alternativa di attraversamento e riscoperta del passato che, dialogando con il tempo presente, va a intessere l’intreccio di una storia unica.
Alla base di quest’ultima, c’è una costante che permette di gettare luce sul futuro, anche quando su questo si proiettano delle ombre velate d’incertezza: “Lo sviluppo futuro può essere enorme ma può essere che fra tre mesi non ho più nulla: ci sono grosse prospettive per quanto riguarda l’organizzazione di eventi attraverso la cooperazione di reti e mestieri. Alla base ci deve sempre stare il saper fare”. È proprio attraverso il ‘saper fare’, e il suo tramandarsi di generazione in generazione, che la parola ‘filo’, essenza indispensabile per la tessitura, il cucito, il ricamo, va a coincidere con l’antico significato greco di “-filia”, ossia “amore per..”.
Tre luoghi di Camerino hanno un nome: la commissione per la toponomastica del comune ha espresso parere favorevole alla proposta dell’amministrazione d’intitolazione di una piazza e due vie della città e nella seduta dello scorso 24 gennaio la giunta comunale ha deliberato la nuova toponomastica cittadina.
Si tratta di una piazza dedicata ai Frati Cappuccini, che nel 2028 festeggeranno i 500 anni dall’istituzione dell’Ordine, di una via intitolata agli Organari Fedeli, che sono nati e si sono sviluppati nel territorio della Signoria di Camerino per poi raggiungere una fama nazionale ed infine una via dello Sport stante la vocazione sportiva della città e dei suoi abitanti. “Finalmente trovano riconoscimento tre vie di Camerino, attribuendo così dignità a questi luoghi che finora erano privi di nome”, spiega il vice presidente del consiglio comunale, Gianni Fedeli.
Piazza Frati Cappuccini (la piazza dove si trova la rotatoria in località Ponti) è stata dedicata all’ordine dei Frati Minori Cappuccini che ha origine nel territorio di Camerino nel 1528 e a partire da questa città, nei cinque secoli successivi, si è espanso in tutto il mondo, al punto che attualmente con più di 10.000 religiosi presenti in 110 nazioni rappresenta uno degli ordini religiosi più numerosi e popolari.
Via Organari Fedeli (la nuova via che costeggia i licei) è dedicata ad una delle dinastie più importanti e longeve d’Italia. Infatti, i componenti di questa famiglia costruirono, dal XVII al XX secolo, oltre mille organi, tutti caratterizzati dall’alta qualità musicale, da soluzioni tecniche innovative, dalla raffinatezza estetica e dall’alta qualità dei materiali usati, caratteristiche queste che li facevano primeggiare in Italia. Gli organi costruiti dai Fedeli sono presenti in molte chiese delle Marche, dell’Abruzzo, dell’Umbria, del Lazio, dellaRomagna, della Toscana e della Campania.
Via dello Sport (la via che dal quartiere di San Paolo scende alle Calvie) poiché la città di Camerino è a forte vocazione sportiva lo dimostrano, oltre alla presenza di un liceo sportivo ed un corso di laurea in scienze del fitness, anche le numerose e storiche società che hanno interessato quasi tutte le discipline sportive.
Si è svolta questa mattina, ai Giardini Diaz di Macerata, la cerimonia di commemorazione, promossa dall’Amministrazione comunale, in occasione del sesto anniversario dalla morte di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa il 30 gennaio del 2018.
Dopo il momento di preghiera del vescovo di Macerata, Monsignor Nazzareno Marconi, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, il sindaco Sandro Parcaroli ha voluto testimoniare “la vicinanza della città di Macerata a Pamela Mastropietro e alla sua famiglia.
"Quanto accaduto a Pamela deve rappresentare un monito e far riflettere, in primo luogo, su come poter intervenire in situazioni di difficoltà e di fragilità - in particolare nei confronti dei nostri giovani - come istituzioni e come cittadini affinché la comprensione, l’aiuto e l’ascolto prendano il posto del male più grande di nostri tempi, l’indifferenza – ha detto il primo cittadino -. Come istituzioni ci saremo sempre e manterremo il doppio impegno di arginare e contrastare il fenomeno della violenza contro le donne e promuovere iniziative che siano in grado di educare le giovani generazioni al confronto, al rispetto, all’ascolto, alla comprensione e alla vicinanza. Che il ricordo di Pamela Mastropietro generi vita e speranza nel solco dei valori positivi della vita”.
A sottolineare la grande partecipazione da parte delle istituzioni è stato il prefetto di Macerata Isabella Fusiello. “Il nostro compito è quello di rendere sicura la nostra città e lavoreremo affinché questo delitto commesso con una forza brutale e una freddezza disumana non accada mai più – ha detto il prefetto -. A noi, quindi, questo importante compito che porteremo avanti insieme ai cittadini. Un pensiero alla famiglia di Pamela Mastropietro; il suo ricordo è necessario per mantenere viva la sua storia e quanto accaduto”.
“Tre anni fa abbiamo scelto di posizionare ai Giardini Diaz una targa simbolica in ricordo di Pamela Mastropietro, abbiamo scelto un luogo simbolo di vita frequentato ogni giorno da tantissimi giovani – ha aggiunto il vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali Francesca D’Alessandro -. La sua morte deve essere, paradossalmente, un messaggio di vita e sentiamo l’obbligo di ricordarla e di ricordare, con un messaggio di sentita vicinanza alla sua famiglia, una tragedia che ancora oggi rappresenta una piaga aperta per la comunità".
"Ogni giorno tante persone hanno bisogno di sentire le istituzioni vicine e in particolare i nostri giovani che vivono momenti di fragilità; oggi ribadiamo che le istituzioni ci sono, che ci occupiamo quotidianamente di sicurezza e che la comunità non è indifferente”. Al termine della cerimonia, vicino alla targa posizionata tre anni fa in ricordo di Pamela Mastropietro, è stata piantata una camelia bianca.
Il comune di San Severino Marche ha ultimato la procedura di gara per l’affidamento del primo stralcio dei lavori di ampliamento del cimitero urbano di San Michele. L'importo dei lavori è stato determinato in circa 365mila euro, iva esclusa. Le opere sono state aggiudicate in base al criterio del prezzo più basso. L'intera procedura di gara si è svolta su piattaforma telematica di negoziazione dell'Unione Montana Potenza Esino Musone.
Terminate le necessarie verifiche si procederà all'affidamento del cantiere. Per la richiesta di loculi nei prossimi mesi, una volta avviata la costruzione delgli stessi, gli uffici comunali procederanno alla pubblicazione di un apposito bando.
“La nostra provincia si conferma anche nel 2023 un territorio in cui si vive bene, in cui si è ripreso a fare figli, la qualità della vita è buona e il tasso di occupazione è alto. Possiamo ancora migliorare spingendo maggiormente per incentivare lo sviluppo di start up innovative, dell’e-commerce e per abbassare ulteriormente quel dato del 12% di giovani che non studiano e non lavorano. Ma nel complesso siamo un territorio forte, che ha ripreso a crescere dopo gli anni difficili della pandemia”.
Il presidente della Provincia, Sandro Parcaroli commenta così l’indagine 2023 del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, pubblicata nelle scorse settimane e ripresa oggi da alcuni quotidiani nazionali.
“Il Maceratese si attesta al 37esimo posto in Italia, con un incremento di 22 posizioni rispetto al 2022 – continua Parcaroli -. Nella nostra provincia si registra un’alta qualità della vita, in particolare, per le donne (12esimo posto in Italia), anziani (17esimo posto) e bambini (33esimo posto). In crescita il tasso di natalità + 6,6% rispetto al 2022. Siamo anche una provincia in cui si riscontra un’alta parità di genere e che ci colloca al 13esimo posto in Italia”. Positivi gli indicatori sul fronte “Cultura e tempo libero” (+ 14 posizioni), con un’offerta culturale più alta della media nazionale e un indice di sportività che colloca Macerata al 14esimo posto. Guardando agli indicatori ambientali, crescono le piste ciclabili (+ 0,9%) e diminuiscono le auto circolanti (-2,2%) e la provincia è al primo posto in Italia per l’illuminazione pubblica sostenibile (percentuale dei punti luce al led sul totale nel comune capoluogo pari al 100%).
“Come amministratori dobbiamo continuare a lavorare, in sinergia con tutte le forze dell’ordine e le nostre polizie locali per aumentare la sicurezza dei cittadini – continua il presidente – perché gli indicatori relativi a giustizia e sicurezza sono ancora piuttosto elevati, anche se siamo al 20esimo posto in Italia, in aumento di una posizione rispetto allo scorso anno”. Dopo alcuni anni difficili, ora gli indicatori economici sono in ripresa, il valore aggiunto pro capite si attesta sui 28mila euro, in crescita tra il 2021 e il 2022. Nello stesso tempo, ci sono case a buon mercato, 1.000 euro a metro quadrato, rispetto a un media italiana che è quasi il doppio e affitti in calo. La spesa media annua di una famiglia per beni durevoli è di 2.683 euro. Alto il tasso di occupazione, al 70,30%, poche le imprese che falliscono (60esimo posto in Italia).
Porte aperte all’Istituto Professionale per l’industria e l’artigianato "Ercole Rosa" di San Severino Marche. Nella storica sede di via Salimbeni, in occasione delle 'Giornate dell’orientamento', si è svolto un open day rivolto alle alunne e agli alunni degli Istituti comprensivi del territorio.
A fare visita all’istituto, all'officina meccanica, all’aula sistemi e automazione e ai vari laboratori che sono stati arricchiti con strumenti sempre più tecnologici e innovativi, anche il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, invitata dal dirigente scolastico, professor Sandro Luciani.
Nel corso dell’open day sono stati anche presentati la nuova offerta formativa insieme agli sbocchi occupazionali attuali e futuri che da sempre premiano la scelta dell’Ipsia "Ercole Rosa". Alla giornata era inoltre presente il presidente del direttivo territoriale di San Severino Marche di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Gabriele Prato.
Dopo la chiusura il 31 maggio scorso dell'edicola gestita per 18 anni dalla signora Daniela Zucconi, il 29 marzo prossimo il quartiere di Santa Lucia di Macerata perderà un altro importante esercizio commerciale, oltre che un punto di incontro presente da circa un sessantennio: “Il Bosco Caffè Latte” cesserà la propria attività di bar, ristorazione e vendita di alimentari e ortofrutta, condotta negli ultimi 11 anni da Luca Torresi e Stefania Mogosanu, coppia unita nella vita e nel lavoro.
Dopo una prima gestione come caffetteria, i due soci hanno avviato con successo l’offerta gastronomica, facendosi apprezzare ben presto per la genuinità e la varietà dei piatti, preparati solo con prodotti freschi del territorio nell’attiguo locale-cucina, da cui fin dalle prime ore del mattino si propagano il buon profumo delle verdure gratinate e grigliate, dei sughi sfiziosi e leggeri creati dall’estro di Luca, delle carni e del pesce conditi senza grassi, delle zuppe pensate per vegetariani e vegani, nonché l’aroma fragrante degli squisiti dolci sfornati da Stefania, come gli enormi ciambelloni, le grandi crostate con cioccolato e confetture di frutta, le torte e i biscotti a forma di cuore al gusto di cioccolato e fragola per San Valentino, oltre alle ghiottonerie di Carnevale, su cui svettano i profumati arancini o, meglio, “arancinoni”, tanto sono grossi e invitanti.
Mentre si aspetta all’ora di pranzo che Luca sbuchi dalla cucina con il piatto di tortellini alla boscaiola fumanti da consumare al tavolo o con la vaschetta con i tagliolini al limone da portare a casa, non è facile resistere alla tentazione di acquistare un pezzo di ciauscolo morbido di carne, uno spicchio di pecorino nostrano e, perché no, quasi-quasi, un broccoletto fresco da cucinare per cena… ammesso poi che si abbia voglia di cenare, dal momento che le porzioni della premiata ditta Stefania & Luca sono molto abbondanti, con un ottimo rapporto qualità-prezzo; per non parlare delle focacce e dei panini strabordanti di ogni bendidio, che Stefania imbottisce a velocità supersonica per merende e rinfreschi prenotati anche all’ultimo momento, nel mentre riceve ulteriori ordini al telefono, riempie le borse per l’asporto e prepara 4-5 caffè senza perdere un colpo, né il buon umore.
Anche i cani di clienti e passanti e i gatti di nessuno apprezzano le prelibatezze del Bosco: per loro c’è sempre un pezzetto di petto di pollo arrosto, una carezza e magari un aiuto qualora si caccino nei guai, come quando, una mattina di oltre un anno fa, un incauto gattino si era infilato dentro al cofano dell’auto dei titolari e miagolava disperato perché non trovava la via di uscita; abbandonando senza indugio la cucina, Luca smontò rapidamente il fanale dietro al quale era rimasto incastrato il cucciolo e lo liberò. Il fortunato micio è poi diventato un bel gattone, adottato da una giovane veterinaria residente nel quartiere.
La clientela, non solo maceratese, del Bosco è andata insomma via via crescendo attratta anche dalle doti umane dei due soci, sempre pronti all’ascolto, alla battuta, alla solidarietà che rincuora, almeno per un attimo, specialmente chi si reca in ospedale per un problema serio di salute proprio o dei propri cari; solidarietà che si è concretizzata particolarmente durante il periodo più cupo della pandemia da Covid-19, con la consegna a domicilio della spesa alle persone anziane e sole del quartiere, accompagnata da una buona parola di conforto.
Per Stefania e Luca non si tratta dunque di abbandonare un investimento divenuto poco redditizio, come accade troppo spesso in questi tempi di crisi strutturale; al contrario. I due soci lasciano, sia pure a malincuore, un locale ben avviato perché sono stati notati da un’importante organizzazione che recluta personale qualificato per il settore alberghiero di alta fascia, presente nelle principali località turistiche in Italia e all’estero, che ha offerto loro un’interessante opportunità di ulteriore crescita professionale.
Agli amici, ai colleghi commercianti e agli affezionati clienti di Luca e Stefania, cui mancheranno moltissimo, non resta che fare loro i più affettuosi e sinceri in bocca al lupo per i nuovi progetti di vita e di lavoro, nella viva speranza che qualcuno ne raccolga al più presto il prezioso testimone umano e professionale, affinché il quartiere di Santa Lucia non venga ulteriormente depotenziato nei servizi e quindi nelle occasioni di incontro tra le persone.
(Articolo di Matilde Lucernoni)
Il neo promosso vice brigadiere dei carabinieri Luca Ranieri, 29enne originario di Napoli, ha voluto salutare di persona il sindaco Luca Giuseppetti e tutta l'amministrazione comunale dopo aver trascorso cinque anni di servizio a Caldarola.
Ranieri era stato trasferito in paese per supportare i suoi colleghi delle forze dell’ordine nel presidio del territorio, in un periodo delicato come quello post terremoto dove molte case erano abbandonate e quindi possibili prede dei saccheggiatori.
Nonostante la promozione e il trasferimento al nucleo radiomobile di Tolentino, Ranieri ha tenuto personalmente a salutare tutta la comunità di Caldarola per l'affetto che dimostrato da quest'ultima in questi cinque anni. Il vice brigadiere continuerà a vigilare sul territorio anche nel suo nuovo ruolo.
Il sindaco Luca Giuseppetti lo ha ringraziato per l’ottimo lavoro svolto insieme agli altri uomini del Comandante Patrizio Tosti augurandogli una brillante carriera.
Il padre era stato un eroe nella lotta al nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale aiutando ebrei e prigionieri di guerra stranieri.
La storia, che è emersa ieri (vigilia del Giorno della Memoria), arriva da Macerata e ha per protagonista Mario Borroni, all'epoca un carabiniere appena ventenne. "Dopo la morte di mio padre e poi di mia madre Luciana - racconta per la prima volta, il figlio Renzo Borroni, 75 anni - nel sistemare le cose dei miei genitori ho ritrovato, in fondo a un cassetto, una vecchia lettera a firma di Lilly Breitel, una donna che, grazie alla professoressa di storia contemporanea Annalisa Cegna, ho scoperto essere un'ebrea di origine polacca, internata nei campi di concentramento prima di Lanciano, poi in quello di Pollenza e quindi di Sforzacosta in provincia di Macerata".
"Una lettera commovente che ha dato un senso ai racconti fugaci che ogni tanto papà faceva della guerra", spiega Renzo. "Oggi noi possiamo dire, con senso di profonda gratitudine - si legge nella lettera scritta a macchina con la data 15 settembre 1944 - che lei, in quel periodo, sotto la divisa di carabiniere, agì sempre con spirito di patriota, e servì sempre la causa della Liberazione, perché, ad esempio, lei, ricordiamo benissimo, aiutò molti inglesi, prigionieri, a fuggire dall'ospedale e intralciò sempre, efficacemente, le richieste al riguardo che le autorità fasciste facevano".
(Fonte Ansa)