“L’apertura del lato della quadrilatero SS77 Civitanova Marche – Foligno non potrà che rinsaldare l’integrazione storica delle economie del territorio maceratese e perugino”.È questo il commento di Cna provinciale di Macerata e Cna Umbria, che alla vigilia dell’apertura del collegamento tra Civitanova Marche e Foligno, prevista per il 28 luglio alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, si sono incontrate per un confronto sulle prospettive di sviluppo dell’area.«L’apertura di questa infrastruttura viaria attesa da almeno un trentennio – dichiara Leonardo Santarelli, presidente dell’area folignate della Cna -, cui si aggiungerà presto anche quella della Perugia-Ancona, nel corso dei prossimi anni cambierà gli scenari dello sviluppo del territorio. Un territorio che, specie dopo la chiusura della Merloni, ha vissuto una recessione durissima. I nuovi collegamenti stradali sicuramente favoriranno i processi di collaborazione e/o integrazione tra imprese umbre e marchigiane e tra sistemi economici. Si tratta di un passaggio importante anche nell’ottica di una futura macro regione dell’Italia centrale, in cui l’Umbria e le Marche non potranno che ritrovarsi fianco a fianco».«Quelle dei territori maceratese e perugino – commenta il presidente della Cna provinciale di Macerata, Giorgio Ligliani – sono economie integrate da secoli di scambi, contaminazioni, influenze reciproche. Oggi l’apertura di questa arteria contribuisce ad un ulteriore incremento degli scambi tra la costa e l’entroterra della penisola. Non solo per le attività legate alle produzioni tradizionali, con tutta l’eco del nostro prestigioso made in Italy, ma soprattutto per i flussi turistici, ai quali si offre una modalità moderna e migliorata per scoprire storia, cultura e produzioni dell’Italia di mezzo».«Interessanti anche gli scenari di collaborazione che si aprono tra le Cna dei due territori – concludono Ligliani e Santarelli – con approfondimenti tematici su snodi centrali che riguardano le economie dei territori interessati dalla Quadrilatero, progetti relativi allo sviluppo delle aree interne, la promozione turistico-culturale attraverso l’artigianato di qualità, l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese, la costituzione di reti di imprese orientate all’export e la collaborazione dei Consorzi Fidi».
In occasione del primo anniversario della morte Dante Cecchi, il sindaco Romano Carancini, ricordandone l’alto profilo culturale e il costante impegno a servizio delle istituzioni, annuncia i progetti dell’Amministrazione comunale per commemorare l’illustre cittadino maceratese.“Il Comune di Macerata per celebrarne la figura e preservarne la memoria - interviene il primo cittadino - si è unito al gruppo di lavoro per la commemorazione di Dante Cecchi formato dal Centro di Studi Storici Maceratesi, comitato che vede la partecipazione a vario titolo anche del Consiglio Regionale delle Marche, dell’Accademia dei Catenati, della Deputazione di Storia Patria per le Marche, della Fondazione Carima, dell’Università degli Studi di Macerata, della Compagnia Teatrale Fabiano Valenti, di Uilt Marche, oltre che di importanti singole adesioni di politici, storici, giornalisti e dei familiari del professore. Pensiamo di promuovere momenti ed iniziative – prosegue il sindaco Carancini - che ricordino e valorizzino la figura di un protagonista della storia cittadina e regionale. La volontà del Comune di Macerata, rispettando anche l’ordine del giorno approvato nei mesi scorsi dal Consiglio comunale, è quella di realizzare un'importante occasione cittadina per ricordare il professor Dante Cecchi e riflettere su una figura rilevantissima del nostro comune passato”.Dante Cecchi, come si ricorderà, ha ricoperto la carica di assessore e consigliere del Comune di Macerata dal dopoguerra al 1970 quale rappresentante della Dc, è stato presidente della Carima e uno dei padri dell’Accademia dei Catenati nel dopoguerra e docente di Storia della Pubblica Amministrazione e di Diritto Comune all’Università di Macerata negli anni 70.Cecchi, inoltre, fu proclamato dall’Accademia dei Lincei il vincitore del premio del Ministero della Pubblica Istruzione per le scienze giuridiche per l’anno 1969 mentre nel 1980 fu insignito dal Presidente della Repubblica della medaglia d’oro per i Benemeriti della cultura e dell’arte.E’ stato inoltre oltre autore di pubblicazioni sul Medioevo, statuti comunali, periodo napoleonico e restaurazioni in Italia e tradizioni delle Marche oltre che di teatro dialettale, di prestigiose monografie sulla città e il suo territorio.Cecchi ricoprì anche la carica di vice presidente della Deputazione Storia Patria delle Marche e fu membro di varie istituzioni culturali italiane e straniere.
"Secondo voi è possibile andare nel campo sportivo comunale sotto casa con i propri figli per dare due calci ad un pallone ed essere letteralmente assaliti da decine di zecche?”. Questa la domanda che Alberto Mobili, residente a Civitanova Alta, padre di due bambini di 5 e 11 anni, ha rivolto alle autorità sanitarie effettuando, questa mattina, una segnalazione apposita rispetto a quanto accadutogli poche ore prima.“Ieri sera, domenica 24 luglio, poco dopo le 19, abbiamo deciso con i miei figli di raggiungere il grande campo da calcio di Civitanova Alta per trascorre un po' di tempo in allegria. Dopo neppure dieci minuti, ho iniziato ad avvertire un fastidioso prurito alle gambe. Istintivamente, mi sono grattato per cercare sollievo. Ho, quindi, guardato la mia mano ed ho visto tracce di sangue”. Alberto si è preoccupato ed ha abbassato lo sguardo. Con sua grandissima sorpresa ha visto, su entrambe le gambe, “almeno una quindicina di zecche. Le ho riconosciute subito”, racconta. “Ho chiamato i miei figli ed ho guardato le loro gambe. Anche loro avvertivano un forte prurito per via delle zecche che li avevano assaliti. Per fortuna, a differenza di me, avevano i calzettoni da calcio alti e, quindi, le zecche avevano avuto più difficoltà ad assalirli. Comunque, ne avevano sulle gambe almeno una decina ciascuno”.Il padre di famiglia, insieme ai suoi due bambini, è salito in auto immediatamente. E si è recato al Pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova. “I medici ci hanno visitato, confermato che si trattava di zecche, ed iniziato a togliercele con delle pinzette o, nel mio caso, utilizzando l’ago di una siringa. Il mio istinto, infatti, è stato quello di fare da solo, ma inconsapevolmente ho peggiorato la situazione. I sanitari mi hanno detto, infatti, che se non tolte con le pinzette, si rischia che la testa si possa spezzare ed infettare la ferita”. Alla fine, le operazioni mediche sono durate oltre un’ora. “Dopo siamo andati tutti e tre dalla guardia medica per iniziare la profilassi antibiotica che durerà una settimana”. Questa mattina, intorno alle 12, Alberto Mobili ha fatto la segnalazione all’Asur di Civitanova. “Grazie per aver trascurato la disinfestazione. Il risultato è questo, proprio un bel biglietto da visita turistico”, conclude amaramente il post sulla propria pagina Facebook.
Grande successo per l'edizione numero undici di Marche in Vetrina, il gran galà dedicato alle eccellenze della nostra regione che coniuga musica, spettacolo, talento e sopratutto territorio. Anche quest'anno il Premio Cassero d'Argento è stato ricevuto da numerose personalità ed aziende che nel corso degli anni hanno saputo distinguersi e dire la loro nel contesto locale ma anche nazionale e internazionale. Una rosa di nomi variegata, eterogenea, avvallata dal presidente di giuria Sandro Parcaroli, titolare di Med Computer, che all'apertura della serata si è detto onorato di essere stato scelto per questo importante compito ed ha sottolineato l'importanza della sinergia che deve esserci tra pubblico e privato, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo.“Anche quest'anno Marche in Vetrina ha saputo sprigionare tutta la sua energia – ha commentato il sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli – è uno spettacolo coinvolgente che per il quinto anno siamo onorati di ospitare nella nostra cittadina. Per questo ringrazio tutti quanti hanno reso possibile l'organizzazione della serata, partendo da Vladimiro Riga e dai suoi collaboratori, le aziende, gli sponsor ed il numeroso pubblico che anche quest'anno ha fatto sì che la serata sia stata un grande successo. Come ho già detto, dobbiamo capire che mai come in questo momento storico è necessario ripartire dalle nostre potenzialità, senza aspettare manne dal cielo, ma investire con passione ed intelligenza nelle ricchezze e nelle specialità del nostro territorio che non hanno nulla di che invidiare ad altre aree e che da sempre ci rendono una regione peculiare e ricca di unicità, che dobbiamo sfruttare al meglio. Marche in Vetrina nasce per questo ed ogni anno rinforza il suo valore territoriale e regionale”.A rendere ancora più speciale la serata i grandi ospiti scelti per questa edizione; sul palco di Marche in Vetrina l'attrice e showgirl Alba Parietti, che ha intrattenuto il pubblico con un'esibizione canora di grandi successi della musica italiana, l'attore di cinema, tv e teatro Sebastiano Somma, molto legato alle Marche nelle quali sempre torna con grande piacere, che ha ringraziato Castelraimondo per la piacevole ospitalità ricevuta, l'esplosiva Cecilia Gayle, cantante costaricana famosa per le sue hit degli anni '90 El Pam Pam e El Tipitipitero, i giovani talenti e cantautori Andrea Cioli e Valentina Curzi. Hanno condotto magistralmente la serata, la cui colonna sonora era affidata al maestro Michele Pecora e all'Orchestra Mediterranea, Melissa di Matteo e Maurizio Socci.Una cornice d'eccezione per la consegna dei numerosi premi, affidata ai sindaci ed alle personalità del territorio. Hanno ricevuto quest'anno il Premio Cassero d'Argento: Carlotta Troini, nipote del genetista Nazareno Strampelli (Castelraimondo), Sabrina Orlandi, titolare di Fidea, presidente della GSC Fabiani Matelica e presidente della Cantina Pro.Vi.Ma (Matelica), Giorgio Pizzi, titolare di Valle Esina (Esanatoglia), Nazzareno Oddi, Medico Chirurgo Urologo (San Severino Marche), Raimondo Orsetti, Dirigente della Regione Marche, Nazzarena Luchetti, giornalista (Macerata), Sandro Teloni, libero professionista (San Severino Marche), Le Grotte di Frasassi (Genga), Fileni (Cingoli), Quacquarini Materassi dal 1929 (Castelraimondo), La Pasta di Camerino, Entroterra s.p.a. (Camerino), Porfiri Luce (Colmurano), G.I.M.A. s.p.a. (Recanati), Autotrasporti Falzetti (Matelica), Fean di Ferretti Luigi (Castelraimondo), Malagrida Manifatture (Tolentino), Eredi Paci Gerardo (Corridonia), Impresa Edile Zaganelli Giorgio (San Severino Marche), Scuola di danza Joy Dance (Castelraimondo).Marche in Vetrina è organizzato da Vladimiro Riga in collaborazione con l'amministrazione comunale di Castelraimondo, della Regione Marche, della Provincia di Macerata, dell'Università di Camerino, dell'Unione Montana delle Alte Valli del Potenza e dell'Esino, della Camera di Commercio di Macerata e dell'associazione Pro Loco di Castelraimondo e l'Associazione Arcobaleno.(Foto Picchio)
Al via il processo per il rimborso forfettario, fino all'80%, per i risparmiatori delle 4 banche cui sono state azzerate le obbligazioni subordinate. E' disponibile, infatti, sul sito del Fondo interbancario il modulo per presentare la domanda: i risparmiatori che decideranno di utilizzare questa via avranno tempo fino a inizio gennaio (6 mesi a partire dal 3 luglio) per avanzare la richiesta e il fondo avrà 60 giorni per esaminarla e procedere alla liquidazione dell'indennizzo. Il modulo 'standard' potrà essere inviato tramite il sito del fondo (RPT www.fitd.it), per posta raccomandata - specificando che ci si rivolge alla gestione del Fondo di solidarietà - oppure via Pec (all'indirizzo fondo.solidarieta@legalmail.it). Il Fondo, si legge sul sito, nei prossimi giorni pubblicherà "una dettagliata informativa sui criteri e le procedure che adotterà per la valutazione delle istanze". (Ansa)
Una serata con gli amici di sempre per festeggiare insieme l'estate. Come tradizione consolidata da qualche anno, ieri sera, 23 luglio, si sono ritrovati in una trentina di persone - tutti amici storici e legati da stima reciproca - sulla terrazza delle cantine dell'azienda agricola Alberto Quacquarini, ospiti dei titolari Monica, Mauro e Luca, per una serata da trascorrere all'insegna dei piaceri della tavola, ma soprattutto del vino, la famosissima Vernaccia Quacquarini. Oltre a musica dal vivo per rendere ancora più perfetta l'atmosfera della conviviale che si è protratta fino a tarda ora.L'azienda agricola, con sede a Serrapetrona, rappresenta un fiore all'occhiello nel panorama vinicolo regionale. Oltre alla Vernaccia, da qualche tempo sta ampliando, con successo, la propria produzione anche nel comparto del dolciario.A sorpresa, ad un certo punto della festa - spente tutte le luci - è stata portata in terrazza una grande torta con le candeline accese. Un omaggio alla moglie dell'imprenditore Germano Ercoli, Maria Grazia Pecorari, per il suo compleanno. Spente le candeline ed espresso il tradizionale desiderio, la serata è andata avanti fra balli, canzoni e brindisi. Rigorosamente con la Vernaccia Quacquarini.
Per il 16° anno consecutivo il Rotary Club di Macerata centra l'obiettivo di far conoscere lo Sferisterio e il Macerata Opera Festival e, attraverso la stagione lirica, promuovere la città, la sua immagine e la sua economia.Sono stati, infatti, oltre duecento i rotariani provenienti da tutta Italia - da Treviso a Reggio Calabria, in rappresentanza di 37 Club - che hanno raggiunto Macerata per assistere alla prima di Norma all'Arena ieri sera, 23 luglio. Hanno così avuto l'occasione di apprezzare la città e i suoi tesori, contribuendo col loro soggiorno a far registrare il tutto esaurito negli hotel del territorio. "Lo Sferisterio è uno strumento straordinario che coniuga la quintessenza della cultura italiana con la possibilità di ricadute concrete per la nostra provincia”, ha sottolineato il presidente Marco Meldolesi, che individua in Rotary all'Opera un'azione cardine del suo anno sociale. "Siamo già al lavoro per l'anno prossimo: il tema della 53° stagione del Macerata Opera Festival è l'Oriente e noi stiamo mettendo in campo un progetto che, attraverso il coinvolgimento della rete mondiale dei Club Rotary, porti allo Sferisterio rotariani anche dall'estero".Prima di assistere all'opera di Vincenzo Bellini, Palazzo Buonaccorsi ha ospitato uno speciale pre-opera organizzato dal Rotary Club di Macerata: presenti il Governatore del Distretto 2090, Paolo Raschiatore, il presidente di Anffas Macerata, Marco Scarponi, e la governatrice distrettuale Inner Wheel 209, Maria Pia Luchetti Pietroni. Hanno portato il loro saluto il direttore artistico del Macerata Opera Festival, Francesco Micheli, il sovrintendente, Luciano Messi, il presidente dell'associazione Sferisterio e sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il vicesindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde."Quello fra lo Sferisterio e il Rotary è un rapporto antico, ma questa serata è un segnale fortissimo perché è anche su questo tipo di attaccamento all'Arena che costruiamo il nostro futuro", ha dichiarato Messi. "Con Rotary all'opera - ha proseguito - si concretizza il gruppo organizzato più numeroso di questa 52° edizione e, insieme al progetto dei Cento Mecenati lanciato proprio in collaborazione col Club service alcuni mesi fa, il successo di questa iniziativa ci fa pensare a sviluppi futuri". Per Micheli "è splendido avere con noi amici che vengono da tutta Italia per il piacere di vivere l'esperienza di Macerata, perché dall'evento a Palazzo Buonaccorsi allo spettacolo di Norma all'Arena, ciò che conta davvero è l'incontro, lo stare insieme: è questo il senso di andare all'opera". Il collante è lo spirito di servizio, ha evidenziato il sindaco Carancini, ricambiando l'affetto dimostrato per Norma e la stagione lirica maceratese dai tanti soci Rotary radunati nella meravigliosa cornice del Buonaccorsi.Un ringraziamento speciale è stato rivolto - oltre che al presidente del Club, Marco Meldolesi - a Giorgio Piergiacomi, per il ruolo che svolge in qualità di presidente del Collegio dei revisori dei conti dell'associazione Sferisterio. Fra gli intervenuti alla serata, anche il soprano Wilma Vernocchi, socio onorario del Rotary Club di Forlì. Vincitrice di un concorso lirico nel 1966 al Lauro Rossi, si esibì allo Sferisterio nel ruolo di Micaela nella Carmen del '74 con Franco Corelli e Grace Brumby. "Sono felice di rivivere quei meravigliosi ricordi", ha concluso la Vernocchi.
"L'arrivo a #Macerata ti colpisce perché la città appare subito pulita, ordinata e ben curata. I palazzi, i monumenti del centro storico sono tutelati e mostrano il loro valore". Questo l'incipit di un post, sulla propria pagina Facebook, con il quale Massimo Bray - esponente nazionale del Partito Democratico, nonché ex ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo nel Governo presieduto da Enrico Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 - ha voluto dare il proprio endorsement all'Esecutivo maceratese guidato dal sindaco Romano Carancini, raccontando la sua giornata in città in occasione dell'avvio della 52° edizione della stagione lirica e postando anche due foto per rafforzare le sue dichiarazioni."La prima visita che faccio è al palazzo Buonaccorsi, dove con intelligenza e sensibilità è stato messo in piedi un museo delle collezioni comunali, raccogliendo capolavori straordinari (a proposito: vale la pena "scoprire" l'opera del grande futurista Ivo Pannaggi, e i suoi arredi che molto hanno ispirato l'opera di Gerrit Rietveld) e creando percorsi digitali che invitano a scoprire e approfondire la storia e i protagonisti della città. Le emozioni proseguono alla presentazione della stagione lirica, con la scelta di dedicare l'edizione di quest'anno del Macerata Opera Festival al#Mediterraneo, c'è anche una bellissima mostra fotografica di Mattia Insolera. Il festival è davvero un'iniziativa entusiasmante, grazie al lavoro di Francesco Micheli, che ha pensato un programma musicale di grande valore artistico e dove, grazie al lavoro di squadra con il sovrintendente, si riesce a raggiungere il pareggio di bilancio". Ecco allora "un buon esempio di un'Amministrazione. Il sindaco Romano Carancini, i suoi assessori, tutta la squadra dei collaboratori (bravissime le donne che seguono con passione le iniziative e le collezioni culturali) che governa questa bellissima città delle #Marche, dimostrano il valore della buona politica che crede nel valore della cultura e nella difesa e nella valorizzazione dei beni comuni, #cambiaresipuò".Un post sul popolare social network che è stato, immediatamente, molto commentato. E fra questi, anche il primo cittadino maceratese ha voluto dire la sua. "Massimo, le parole che ci hai dedicato ci hanno emozionato; con me tutti quelli che tra sogni, visioni, programmi obiettivi, errori, condividono un impegno quotidiano e credono fermamente nel valore di servizio della politica. Ti siamo grati, io e la città che mi onoro di rappresentare, dei sentimenti manifestati e ed in particolare di ciò che i tuoi occhi hanno saputo trasmettere attraverso le parole. La parola, che tu ci insegni essere uno valore fondante della relazione, della responsabilità e dell'amore. Grazie - ha concluso Carancini - per l'indimenticabile giornata che ci hai regalato".
Finisce con una sconfitta la prima amichevole stagionale della Maceratese. A Norcia, lo Spezia - squadra di serie B - si impone per 2 a 0 sui biancorossi, davanti a circa 150 spettatori. La squadra di mister Giunti si consola con la notizia ufficiale del prestito dal Carpi del difensore Federico Franchini.Tornando all'amichevole di questo pomeriggio in Umbria, le reti che hanno deciso il match sono state messe a segno tutte nel secondo tempo. Vantaggio ligure al 58’ con il brasiliano Nenè, raddoppio di testa di Vignali al 68’. La Maceratese è andata alla conclusione in un paio di circostanze con Malaccari.MACERATESE (4-3-1-2): Forte, Ventola, Broli, Malaccari, Marchetti, Gattari, De Grazia, Quadri, Colombi, Turchetta, Belkaid. A disp. Moscatelli, Di Sabatino, Massei, Bondioli, Gandelli, Midei, Quadrini, Palmieri, Solinas, Cantarini. All. GiuntiSPEZIA (4-3-3): Chinzola, De Col, Pulzetti, Ciurria, Mastinu, Errasti, Crocchianti, Okereke, Terzi, Bastoni, Tamas. A disp. Valentini, Saloni, Valentini, Acampora, Ceccarini, Nenè, Piccolo, Migliore, Vignali, Maggiore, Awua, Piu, Sciaudone. All. Di CarloArbitro: Angelucci di FolignoReti: st. 13’ Nenè, 23’ Vignali.Note: spettatori 150 circa
Il Bartolomeo Eustachio diventi ospedale unico per l'intera provincia di Macerata. A chiederlo è il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che - in vista della conferenza dei sindaci dell’Area Vasta 3, in programma per il 27 luglio a Macerata, ha inviato una missiva ai colleghi amministratori del Maceratese.Una lettera per invitarli a una “riflessione comune sulla possibilità di candidare il presidio ospedaliero di San Severino Marche, che già oggi opera unitamente a quelli di Camerino e Matelica, quale ospedale unico per l’intera provincia di Macerata. La struttura – ha scritto il primo cittadino - è già una delle strutture più moderne e funzionali tra tutte quelle presenti nel territorio: sono stati rinnovati tutti gli spazi esterni, le centrali caldaie, le facciate, gli ascensori e si continua a lavorare per il rispetto delle norme antincendio. La posizione del nostro ospedale, peraltro, si presenta piuttosto baricentrica sia per i Comuni della vallata del Potenza che per quelli della vallata del Chienti che continuerebbero, comunque, ad avere operativo Camerino come presidio della montagna". Senza dimenticare "che è presente una delle poche, se non l’unica, pista per l’elisoccorso dell’intero territorio regionale capace di operare anche di notte", evidenzia ancora la Piermattei.Candidare il Bartolomeo Eustachio, insieme a quelli di Camerino e Matelica che oggi figurano come presidio unico della ex Zona 10, "quale ospedale unico della provincia di Macerata significherebbe fornire risposta a un bacino d’utenza che supera le 100mila unità. Ad oggi, si registrano infatti migliaia di accessi al Pronto soccorso che indicano, comunque, la vocazione della struttura sanitaria a presidio di riferimento, anche per le emergenze, di un’area ben più vasta rispetto a quella in cui ha sede. Peraltro la presenza dell’università degli studi di Camerino e dell’università degli studi di Macerata potrebbe finalmente consentire l’organizzazione di nuove lauree specialistiche. Non da ultimo mi piace far notare la disponibilità, attorno alla struttura attualmente presente, di diversi ettari di terreno che potrebbero essere necessari per l’auspicato ampliamento. Certa che questi elementi possano essere utili ad avviare una prima discussione – ha concluso la missiva indirizzata ai colleghi sindaci il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei - resto a completa disposizione al fine di giungere, fin dalla prossima conferenza dei Sindaci di Area Vasta, alla ideazione di un progetto quanto più condiviso con tutti gli amministratori locali e, ovviamente, la popolazione del nostro territorio”.
Si è svolto giovedì scorso, alle 21, presso la caratteristica cornice del cortile della redazione di Picchio News il convegno organizzato dal Partito Democratico di Macerata dal titolo: Un sì per cambiare l’Italia. L’intento era quello di esporre le ragioni per approvare, nel referendum consultivo previsto per il prossimo ottobre, le modifiche alla Carta Costituzionale, già votate – con doppia lettura – da entrambi i rami del Parlamento.Oltre ai relatori, erano presenti il presidente ed il segretario provinciale del PD, rispettivamente Francesco Vitali e Settimio Novelli. L’assessore regionale Angelo Sciapichetti e quello comunale Narciso Ricotta, oltre a diversi consiglieri comunali, tra i quali Paolo Manzi e Ninfa Contigiani. Assenza vistosa quella del sindaco di Macerata, Romano Carancini.Dopo i saluti e la sintetica presentazione dell’ordine dei lavori ai numerosi partecipanti, da parte del segretario cittadino Paolo Micozzi, ha preso la parola Maurizio Natali, coordinatore, assieme all’on. Irene Manzi del Comitato per il Sì di Macerata. Natali ha esposto le motivazioni politiche che – secondo il suo punto di vista – costituiscono la base di questa riforma.Lunga ed articolata è stata la relazione del prof. Guido Maria Salerno, direttore del Dipartimento di Diritto ed Economia dell’Università di Macerata. Il suo è stato volutamente un taglio prettamente tecnico, visto pure che la platea era composta da attenti cultori e appassionati di vicende costituzionali. Egli ha analizzato ogni singola norma mettendola in relazione con le vicende politiche attuali e con altri importanti strumenti normativi: in particolare la legge elettorale. In questa maniera è riuscito a “raccontare” la riforma nel suo percorso e nei suoi passaggi, senza cadere in pedanti tecnicismi, ma al contrario suscitando l’attenzione e l’approvazione dei presenti.Sono state due ore intense di illustrazione, alle quali è seguito un partecipato dibattito nel quale, come nel caso del prof. Renato Pasqualetti, è stata fatta, a tratti, una vera e propria contro-relazione.Il combinato disposto dell’interesse per la materia ed il fresco di un verde cortile, proprio nel cuore pulsante della città, ha fatto sì che a mezzanotte inoltrata ci fossero ancora mani che si alzavano per chiedere al prof. Salerno qualche ragguaglio o perché qualcuno voleva aggiungere il suo personale contributo alle ragioni della riforma o al funzionamento del sistema, in generale.Visto lo straordinario successo di partecipazione, il coordinatore comunale Paolo Micozzi, ha assicurato ulteriori incontri a breve sul tema.Purtroppo, e per un banale ritardo del treno che la riportava a casa da Roma, non è potuta essere presente all’incontro, come da programma, l’on. Irene Manzi, coordinatrice del Comitato cittadino per il Sì.
Drinking with L.A.: un aperitivo con Alessandra LumachelliNell'arena si respira aria di vacanze. Le mura antiche della corte del castello racchiudono parole e sorrisi di gente che si siede accanto ad amici, oppure a persone che non rivedrà più, una volta conclusosi il concerto. È singolare pensare che un musicista come Steve Hackett, alcune delle cui melodie ci riportano ad atmosfere medievali, suonerà fra mura costruite nel 1200: gli strani incastri del destino!Immaginiamo insieme quali sarebbero le risposte di “Drinking” del celebre chitarrista, che ha collaborato lungamente con i Genesis, che ne dite, amici di Picchio News? … proviamoci, su (la sua riservatezza è proverbiale!)Se Steve Hackett fosse un supereroe, che supereroe sarebbe e che super poteri avrebbe?Forse Hackett risponderebbe Legolas, l'elfo del “Signore degli Anelli”, personaggio etereo ed immortale.Se Steve Hackett avesse la macchina del tempo, dove vorrebbe andare?Probabilmente Hackett sarebbe indeciso fra il Medioevo e il 1700, nel qual secolo potrebbe incontrare Johann Sebastian Bach.La domanda “non fissa” è sul sogno …e qui Hackett troverebbe molte declinazioni poetiche sull'attività onirica ad occhi aperti e non solo.Il drink preferito da Steve Hackett?Proviamo a supporre la cervogia, cioè l'antenata della birra, densa e pastosa, bevuta con moderazione, non i 4 litri giornalieri concessi ai monaci durante il concilio di Aquisgrana!Cosa può fare Hackett per cambiare il mondo?Questa risposta, con sicurezza, la fornisco io al posto del celebre chitarrista: ha già fatto moltissimo, donando ad ognuno di noi le splendide melodie che ha composto e che esegue magistralmente.Quindi, Steve Hackett, grazie infinite a nome di tutti, e … Amici, in alto i boccali!!Alla prossima!Who's WhoPer chi non lo sapesse.Stephen Richard Hackett, detto Steve, chitarrista e compositore britannico, è conosciuto principalmente per il suo lavoro con i Genesis, con i quali ha inciso otto album, dal 1971 (“Nursery Crime”, considerato il primo capolavoro del gruppo) fino al 1977. Nell'album “Foxtrot” (1972), è contenuto un assolo acustico di Hackett, intitolato “Horizons”, diventato poi uno dei suoi brani di repertorio classico. Successivamente ha intrapreso la carriera di solista. A dodici anni, da autodidatta, inizia a studiare la chitarra. Viene influenzato soprattutto dalla musica classica (in particolare Bach) e operistica, e dal blues. Nel 2014, Hackett ha girato un documentario sulla carriera dei Genesis insieme agli ex compagni. Il suo ultimo lavoro è “Wolflight” del 2015.
Deborah Pantana nominata componente titolare della delegazione italiana nel congresso dei Poteri locali e regionali presso il Consiglio d’Europa. L'investitura ufficiale della consigliere comunale di Forza Italia a Macerata è avvenuta lo scorso 4 luglio. Una nomina tanto caldeggiata dal Presidente Silvio Berlusconi e dal responsabile nazionale degli Enti Locali Marcello Fiori."Sono profondamente riconoscente al mio partito per tale incarico, che cercherò, come sempre, di onorare al meglio e di rappresentare il mio territorio presso le Istituzioni Europee, portando le istanze del maceratese. Anche per questo ringrazio il sindaco di Macerata, Romano Carancini e il presidente della Provincia Antonio Pettinari, per l’incoraggiamento che mi hanno espresso, oltre alle attestazioni di stima che ho avuto da diversi Amministratori locali e dalla consigliera Regionale, nonché capogruppo di Forza Italia, Jessica Marcozzi".Il Congresso rappresenta le 200.000 Regioni e Comuni in Europa e costituisce uno spazio privilegiato di dialogo, entro il quale i rappresentanti dei poteri locali e regionali hanno la possibilità di dibattere problemi comuni, di confrontare le rispettive esperienze e di esprimere i propri punti di vista presso i governi. L'obiettivo del lavoro del Congresso è di rafforzare la democrazia e migliorare le prestazioni di servizio locali e regionali. Il Congresso si occupa di temi specifici come la partecipazione cittadina, la sicurezza urbana, il dialogo interculturale ed interreligioso, la migrazione, lo sviluppo sostenibile degli enti, la cultura, l'istruzione e la lotta contro la tratta di esseri umani. Il Congresso mira ad aiutare gli enti locali e regionali ad affrontare le loro sfide molteplici e a favorire la cooperazione tra i comuni e le regioni. Nella sua funzione consultiva il Congresso promulga raccomandazioni ed opinioni sulle relative tematiche e le presenta al Comitato dei Ministri e/o all'Assemblea parlamentare. Approva anche delle risoluzioni e le presenta agli enti locali e regionali. Tra gli incarichi del Congresso si trova anche l'osservazione di elezioni comunali e regionali."E’ importante in questo momento storico - conclude Deborah Panata - il contributo dei Governi locali e regionali nella cooperazione allo sviluppo e le opportunità che emergono dalla nuova generazione di strumenti di finanziamento dell'UE, mettendo in atto una politica di costruzione delle reti sul territorio che, come cerchi concentrici, devono coinvolgere Enti locali, soggetti pubblici e privati, Ong e metterli in rete con altri soggetti omologhi esteri pubblici e privati, con le Istituzioni nazionali, internazionali e comunitarie competenti in materia".
Invalida al 70% con braccio paralizzato, e, nonostante ciò, adibita a fare fotocopie e a smistare la posta. Demansionata, umiliata e infine licenziata. Sarebbe una vera e propria vicenda di discriminazione lavorativa quella che ha visto coinvolta una dipendente della Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche, che, assistita dalla Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi), ha adesso impugnato il licenziamento e citato in giudizio l’istituto per mobbing.Il grave episodio è stato oggi denunciato dalla Fabi, in una conferenza stampa che si è svolta all’Hotel Miramare di Civitanova, alla quale hanno partecipato, oltre i segretari provinciali della FABI marchigiana Danilo Donzelli e Andrea Scavella, anche Anna Menghi, presidente associazione nazionale mutilati e invalidi civili di Macerata e Maria Michela Ciciretti, avvocato che su mandato della Fabi difende la lavoratrice."La condotta della Bcc di Civitanova Marche, che denunceremo e contrasteremo in tutte le sedi opportune, è intollerabile e ci riporta all’anno zero dei diritti”, hanno esordito Danilo Donzelli e Andrea Scavella, segretari provinciali della Fabi marchigiana. "Oltre ad assistere la lavoratrice nel ricorso alla magistratura del lavoro contro la Bcc di Civitanova Marche, chiediamo alla Federazione regionale delle Bcc delle Marche e a Federcasse d’intervenire presso la sua associata e di prendere pubblicamente le distanze da questa condotta che infrange ogni regola: etica, giuridica, nonché gli stessi principi mutualistici del movimento cooperativo. Invece di essere stata messa nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro, la dipendente è stata ostacolata in tutti i modi”.Secondo Anna Menghi, presidente provinciale Anmic Macerata, "quando viene discriminato un disabile, per di più donna, è un fatto gravissimo. Si tratta di un attacco alla dignità della persona ed è inaccettabile. L'Anmic ha attivato un nuovo servizio proprio per difendere le persone come la lavoratrice in questione, l'Ufficio anti-discriminazione, e l'associazione si costituirà ad adiuvandum nel giudizio contro il licenziamento".Il calvario lavorativo di A.C. inizia oltre 10 anni fa. La lavoratrice, invalida al 70% e per questo rientrante nella così detta categoria protetta, viene assunta presso la segreteria fidi della banca e negli anni arriva a maturare il grado di vicecapo dell’ufficio Crediti. Poi improvvisamente nel 2004 il cambio di mansioni: A. C., a causa di mai specificate ragioni organizzative, viene trasferita dalla banca al settore contabilità. Ma di operazione contabili ne svolge ben poche, poiché i superiori le assegnano tutt’altri compiti, "degradanti rispetto alla qualifica maturata". A.C. si trova così a dover smistare posta, chiudendo le buste con il gomito, a fare fotocopie, e in certi casi addirittura sbrinare e riempire il frigorifero della segreteria," in barba alla sua grave menomazione fisica: una paralisi ostetrica al braccio destro che la rende invalida al 70%". In aggiunta, "la lavoratrice subisce continui attacchi da parte di colleghi e superiori, tanto da cadere in depressione, come certificato dai medici della Asl locale". Un disturbo depressivo, causatole dall’ostile ambiente di lavoro, che la costringe a sottoporsi negli anni a una serie di cure mediche. "Ma la banca non demorde. Le condotte vessatorie nei confronti della dipendente s’intensificano e conseguentemente le condizioni di salute di A.C. si aggravano e richiedono cure specifiche che costringono la lavoratrice ad assentarsi ripetutamente per malattia. Il medico legale nel 2010 appura il rapporto causale tra la patologia della dipendente e le vicende lavorative della stessa”.La stessa Asl di Civitanova Marche all’inizio del 2016 dichiara che, realizzate le normali misure di prevenzione del caso in materia di ergonomia, postura e stress lavoro correlato “non emerge alcun motivo per cui si debba temere per la salute e la sicurezza di A.C.”. Come dire: "se la banca adotta le dovute misure, smettendo di causare stress e danni psico-fisici alla dipendente, A.C. può tornare a lavorare in serenità"."Ma la Bcc di Civitanova , in spregio alle indicazioni della Asl, prosegue nella sua condotta vessatoria e pone A.C. in aspettativa forzata fino a recapitarle la lettera di licenziamento", raccontano dalla sindacato. "Adesso la lavoratrice, con a carico un mutuo e costretta a sostenere ingenti spese mediche per curare il disturbo depressivo causatole dalla banca, non riceve né stipendio né contributi. É chiaro che la Bcc di Civitanova Marche ha attuato un comportamento gravissimo e ingiustificabile, ledendo la dignità della lavoratrice. Ora chiediamo - hanno concluso Donzelli e Scavella - che l’istituto annulli questo vergognoso provvedimento".Ma i legali della Bcc replicano a quanto scaturito dalla conferenza stampa e danno la versione dell'istituto di credito. Gli avvocati Massimo Bertola e Maurizio Cinelli affermano che “La signora, disabile già assunta in quota obbligatoria – dopo protratti e reiterati lunghi periodi di assenza dal lavoro e vari tentativi che la Banca, in più occasioni, ha svolto pur di impiegarla proficuamente in attività anche diverse da quelle originarie –, all’esito di accertamenti sanitari effettuati dal medico competente ai sensi del decreto legislativo n. 81 del 2008, e, prima ancora, dalla Commissione medica per l’accertamento delle disabilità ai sensi della legge n. 68 del 1999, è risultata permanentemente inidonea a mansioni di addetta all’ufficio con uso del videoterminale, nonché inidonea ad attività di front office, e comunque ad attività fisicamente impegnative. La Banca, dopo aver effettuato tutti i tentativi per reperire posti di lavoro, anche di qualifica inferiore, atti a consentire che la predetta potesse essere impiegata in maniera proficua, nel pieno rispetto delle sue condizioni di salute, non senza essersi previamente preoccupata anche di effettuare tutti i tentativi possibili per consentire alla medesima una ricollocazione presso altra, consona realtà produttiva – non ha potuto evitare di procedere al licenziamento della dipendente per giustificato motivo oggettivo”.
La prima produzione sarà il nuovo film di Alessandro Valori “Tiro libero”, ambientato nelle Marche (tra Macerata, Montegranaro, Recanati e il Conero), con un cast di grandi nomi tra cui Nancy Brilli e il ciak previsto per ottobre 2016. È il promettente biglietto da visita di Linfa Crowd 2.0, il “portale delle idee”, che nasce per iniziativa di Simone Riccioni, attore marchigiano (vive a Corridonia) arrivato alla notorietà con il film “Come saltano i pesci” dello stesso Valori.Un portale dedicato a progetti culturali di qualità che proprio sul web cerca soci finanziatori per diventare realtà e sostenere questo primo importante progetto. La campagna di raccolta capitali, da oggi on line su www.nextequity.it, è stata presentata stamane a Macerata, nei prestigiosi spazi della Biblioteca comunale; hanno partecipato Stefania Monteverde, assessore alla Cultura del Comune di Macerata; Simone Riccioni, fondatore di Linfa Crowd 2.0; Michela Centioni e Domenico Formica di Next Equity.Sul portale troveranno spazio progetti culturali nelle diverse declinazioni: cinema, teatro, editoria, arti visive, eventi. Un luogo di creatività con un occhio attento al sociale, ma soprattutto un’impresa culturale che attiverà sinergie virtuose sul territorio con attività di product placement, sponsorizzazione e marketing territoriale. Simone Riccioni ha svelato i primi dettagli del film, che lo vedrà nel doppio ruolo di attore e produttore: “Tiro libero è tratto da una storia vera – ha spiegato l’attore parlando anche delle sue esperienze nella pallacanestro con le giovanili della Sutor – e racconta di un giocatore della squadra di basket di Montegranaro che ha tutto e si trova improvvisamente ad affrontare la disabilità. Un tema importante, trattato però con ironia in una commedia brillante. Il film avrà un cast di altissimo livello, con Nancy Brilli tra i protagonisti. Ci sarà anche Luca Vitali, e forse un giocatore Nba”. Vitali, nazionale di basket che ha vestito la maglia della Sutor, era presente all’evento ed ha raccontato di come sia stato affascinato da questo progetto.La ricerca di soci finanziatori per Linfa Crowd 2.0 è affidata alla piattaforma on line www.nextequity.it della società Next Equity Crowdfunding Marche di Civitanova, che si è già messa in luce nel panorama nazionale con campagne di successo: “Linfa Crowd 2.0 – ha spiegato Domenico Formica di Next Equity - si distingue dai portali esistenti perché proporrà progetti culturali selezionati già pronti per il mercato e perché investirà direttamente in questi progetti”.L’attività di Linfa Crowd 2.0 ed il nuovo film di Valori saranno un’importante vetrina per il territorio: Soddisfazione è stata espressa dall’assessore Monteverde, che ha messo l’accento sulla volontà dell’amministrazione di stare vicina a questo “progetto di industria culturale creativa” e di sostenere la visibilità che arriverà per il territorio con azioni di promozione.La campagna è attiva da oggi su www.nextequity.it ed ha un obiettivo di raccolta di 660.000 euro, a fronte di quote di partecipazione pari al 40%: chiunque potrà investire e diventare socio a partire da un importo minino di 1.850 euro.
Degustazioni di vino, assaggi street food marchigiani e siriani, brindisi pre-opera, aperitivi culturali con il Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica, Colli Maceratesi – Ribona, Vernaccia di Serrapetrona e San Ginesio. Sono alcune delle iniziative previste dalla rinnovata partnership tra l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini - IMT e Macerata Opera Festival (al via da oggi fino al 14 agosto), che quest’anno dedica la sua 52^ edizione al tema Mediterraneo e all’integrazione culturale tra i popoli del bacino del Mare Nostrum.Ricco il programma delle attività che vedono il consorzio partner della kermesse: dal brindisi di inaugurazione della stagione lirica in programma stasera dopo la prima di Otello all’aperitivo con Goran Bregovic and his Wedding & Funeral Orchestra (24 luglio ore 18:00), fino all’anteprima enogastronomica organizzata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini per Medea, lo spettacolo a favore di Medici Senza Frontiere di giovedì 11 agosto. Per l’occasione, infatti, a partire dalle 18.30 in piazza Mazzini a Macerata, IMT proporrà degustazioni di vini e assaggi street food mediterranei realizzati dallo chef stellato Errico Recanati e dagli chef siriani dell’associazione Yalla Yalla, per celebrare, in linea con il tema del Festival, il dialogo tra i popoli del Mediterraneo. Protagonisti dei tasting, i vini della provincia di Macerata (costo delle degustazioni: € 10; € 8 se acquistato contestualmente al biglietto dello spettacolo).Per il direttore di IMT, Alberto Mazzoni “Vino e lirica rappresentano due eccellenze distintive delle Marche: due elementi che messi insieme possono offrire un’esperienza culturale unica adatta a pubblici differenziati. Rinnoviamo la nostra partnership con il Macerata Opera Festival consapevoli della valenza di questo appuntamento nel panorama lirico ma anche della sua capacità di abbracciare la cultura nel senso più ampio, spaziando dalla letteratura alla musica, dall’enogastronomia al sociale”.Tornano anche per il 2016 gli aperitivi culturali: incontri con giornalisti, direttori d’orchestra, registi, scrittori e musicisti, previsti tutti i venerdì, sabato e domenica del Festival presso gli Antichi Forni (ore 12:00). Tra le presenze, i registi delle tre opere di questa stagione, Paco Azorin (“Otello”), Luigi Di Gangi, Ugo Giacomazzi (“Norma”) e Francesco Negrin (“Il trovatore”), i filosofi Monia Andreani, Umberto Curi, Andrea Panzavolta e Cesare Catà.
Una Norma mai così cosmica e umana, inquadrata in uno scenario fisso di corde intrecciate, ispirate alle opere dell'artista sarda Maria Lai, che ricoprono l'enorme muro del palco, fili metaforici di un destino tessuto, squarciato e riannodato dalla protagonista. Sarà così domani, all'Arena Sferisterio, la messa in scena della Norma di Bellini dei due registi siciliani Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, seconda opera in cartellone dopo l'Otello di Verdi del 52° Macerata Opera Festival."Quello di Norma, in fondo - dicono i registi - è il sogno semplice di ogni donna: avere un amore e una famiglia, che le è precluso dai suoi voti sacerdotali e dal conflitto tra il suo popolo, i Druidi, e i Romani invasori, di cui ama il proconsole Pollione. Per questo, nel preludio, la immaginiamo sul palco giocare serena con l'amato e i figli avuti da lui, che invece nella vita è costretta a nascondere. Per lei abbiamo voluto evocare un finale sospeso, che anziché vederla perire sul rogo con l'amato, la vede uscire di scena insieme a Pollione". (Ansa)
Nuovo round a favore della proprietaria del casolare nell'area del Colle dell'Infinito a Recanati da anni oggetto di un contenzioso con il ministero dei Beni culturali per un progetto di ristrutturazione che secondo la Soprintendenza rappresenterebbe un vulnus per i luoghi e il paesaggio cantati da Giacomo Leopardi.Il Consiglio di Stato, con l'ordinanza n. 3158 del 15 luglio 2016, ha rigettato l'istanza proposta dal Mibact e dalla Soprintendenza, che chiedevano la sospensione dell'esecutività di una precedente sentenza del Tar Marche (n. 429 del 2015). La sentenza aveva annullato l'ennesimo parere negativo espresso dalla Soprintendenza marchigiana al recupero del casale. A darne notizia l'avv. Alessandra Piccinini, che rappresenta la proprietaria dell'immobile, la signora Anna Maria Dalla Casapiccola. (Ansa)
Dal segretario provinciale del Pd Settimio Novelli riceviamoIl tema “scottante” della gestione dell’emergenza migranti tocca tutti noi profondamente e chi ha responsabilità amministrative teme di rimanere “scottato” in termini di perdita di consensi. Non meraviglia, perciò, che qualche Sindaco cerchi di rimandare al mittente le richieste di collaborazione che di volta in volta provengono dal Governo, dalle Regioni o dalla Prefettura pensando, così facendo, di prendere applausi dai cittadini. Così facendo è anche evidente, però, che ci si espone al ridicolo fino al punto di abdicare allo specifico ruolo istituzionale di primo cittadino, Sindaco di tutti i cittadini per definizione, ed autodegradarsi a “capopopolo” di bassa lega secondo le parole dello stesso senatore Morgoni che condividiamo.Cerchiamo però di superare le schermaglie tra partiti e vediamo di trovare un terreno comune di confronto partendo dal presupposto che la questione è di una portata storica tale che va oltre la possibilità di gestirla dalla periferia. Su questo almeno potremmo essere tutti d’accordo! Per fare questo, a nostro avviso, bisogna osservare il problema (di cui nessuno ha la soluzione in tasca) da almeno due prospettive storico, culturali e geografiche. La prima riguarda la prospettiva europea: è indubbio che l’Italia è una delle nazioni più esposte per la sua collocazione geografica ma è l’Europa intera che deve rispondere a questa emergenza, è evidente. Dopo una fase in cui l’Italia sembrava avesse convinto i suoi partners, adesso si assiste ad un riflusso dettato dalla paura e dalla minaccia terroristica. L’Italia compatta deve convincere gli alleati europei e farsi carico tutti insieme dei problemi. Pensiamo che su questi temi ci si possa ritrovare.La seconda riguarda la prospettiva semplicemente umana, di dignità umana. Cattolici o non cattolici non si può restare indifferenti a questa apocalisse. Non possiamo sempre e solo dividerci sulle responsabilità degli altri e di chi ci ha preceduto. Ognuno di noi dovrebbe provare a lasciarsi indietro il passato e guardare con occhi nuovi al futuro. Un futuro nel quale oltre alle incognite e catastrofi annunciate sono presenti anche tante opportunità. Tra queste segnaliamo i progetti di accoglienza che possono essere presentati e finanziati tramite lo SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati). Per attivare il sistema, gli enti locali possono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione dal ministero dell'Interno attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Con questo strumento, vengono assegnati contributi in favore degli enti locali che presentino progetti destinati all’accoglienza per i richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria. Progetti che possono essere attivati con importanti ricadute economiche e sociali sul territorio.Ma questo è solo un esempio, uno dei temi sui quali confrontarsi. Un confronto che va certamente oltre il semplice profilo politico-economico.
Una folla commossa si è stretta a Senigallia attorno alla bara di Max Fanelli, morto a causa della Sla contro cui combatteva e che aveva fatto della sua malattia un manifesto per ottenere dal Parlamento la calendarizzazione di una legge sul fine vita. Il teatro La Fenice era stracolmo di persone (almeno un migliaio) giunte per dare l'ultimo saluto al 56enne che fino all'ultimo ha lottato per il diritto a una morte dignitosa e alla libera determinazione di ogni uomo.Ad aprire il rito laico la moglie di Max, Monica Olioso, che ha ripercorso brevemente alcune delle tappe della vita del compagno: dal matrimonio alla battaglia contro una malattia che pian piano lo ha imprigionato. Per un saluto o per un ricordo sono poi saliti sul palco il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, visibilmente commosso, il presidente dell'Assemblea legislativa delle Marche Antonio Mastrovincenzo, i deputati Beatrice Brignone, Pippo Civati e Lara Ricciatti, e gli amici del comitato #iostoconMax. (Ansa)