Stangata ai tifosi della Maceratese, Crocioni: "Condanniamo la violenza ma provvedimento eccessivo"
La gara tra Maceratese e Chieti, in programma domenica 21 dicembre, si disputerà a porte chiuse (leggi qui). La decisione, accompagnata anche dal divieto di trasferta per i tifosi biancorossi per le prossime quattro partite, arriva a seguito dei gravi fatti verificatisi lo scorso 14 dicembre a Civitanova Marche e delle successive valutazioni degli organi competenti in materia di sicurezza.
Con un comunicato ufficiale, la S.S. Maceratese ha espresso rammarico e dispiacere per un provvedimento che, sottolinea la società, colpisce innanzitutto “i tanti tifosi che seguono la squadra con passione, correttezza e senso di appartenenza”. Il club ha ribadito con fermezza che gli episodi di violenza non rappresentano né la Maceratese né la sua comunità, prendendo nettamente le distanze da comportamenti estranei ai valori sportivi e civili che la società intende promuovere.
Tra le conseguenze più amare del provvedimento figura anche il rinvio dell’iniziativa inclusiva organizzata con Anffas Macerata, prevista proprio in occasione della sfida contro il Chieti. Un evento preparato da tempo, fortemente voluto dalla società e dalla città, che avrebbe trasformato la partita in un momento di condivisione e partecipazione sociale. “Con grande dispiacere – si legge nella nota – siamo costretti a rimandare alla prossima partita un’iniziativa altamente inclusiva e molto sentita”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Alberto Crocioni, che ha innanzitutto condannato senza esitazioni quanto accaduto: «Non posso esimermi dal condannare con fermezza i fatti del 14 dicembre ed esprimere solidarietà agli agenti e agli ufficiali delle Forze dell’Ordine rimasti coinvolti nell’esercizio del proprio dovere».
Crocioni ha però evidenziato alcune criticità legate al provvedimento adottato, definendolo fortemente penalizzante per l’intera collettività e per la società stessa. «Domenica – ha spiegato – si sarebbe dovuta celebrare l’Anffas di Macerata in un evento inclusivo preparato da diverso tempo. Spiace rilevare che la società non sia stata invitata alla riunione tra le istituzioni, non avendo così potuto fornire un contributo conoscitivo alle Autorità, probabilmente ignare dell’iniziativa Anffas».
Il presidente ha inoltre sottolineato come la Maceratese venga colpita per fatti avvenuti a oltre 30 chilometri dallo stadio, attribuiti ad “asseriti tifosi” della squadra. «Si tratta – ha concluso – di un provvedimento che, a mio modo di vedere, appare eccessivo se si considerano tutte le circostanze del caso».
Nel ribadire la propria linea di responsabilità e collaborazione, la S.S. Maceratese ha infine rivolto un appello a tutto l’ambiente biancorosso, invitando a sostenere la squadra con comportamenti corretti e consapevoli, per tutelare il futuro del club e continuare a vivere il calcio come una festa sportiva e sociale, dentro e fuori dal campo.

nubi sparse (MC)
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