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Recanati, aperto il cantiere della chiesa di San Leopardo: sarà pronta nel 2028

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È stato inaugurato il cantiere per il recupero della chiesa di San Leopardo, uno dei luoghi più rappresentativi della storia religiosa e culturale di Recanati, profondamente legato anche alla famiglia Leopardi. A benedire l'avvio dei lavori è stato il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Emanuele Pepa, la contessa Olimpia Leopardi e il soprintendente per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Giovanni Issini.

L'intervento rientra nel programma della ricostruzione post-sisma del 2016 ed è finanziato con 935.858,81 euro grazie alle ordinanze commissariali 105/2020 e 132/2022 e al decreto n. 449 approvato lo scorso maggio dalla Struttura commissariale. Il soggetto attuatore sarà la Diocesi di Macerata, proprietaria dell'edificio.

«L'avvio del cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio», ha sottolineato il commissario Guido Castelli, ricordando come la sicurezza dei luoghi di culto costituisca una priorità della ricostruzione. «San Leopardo porta ancora i segni del terremoto, ma oggi possiamo finalmente intervenire per restituire alla comunità un luogo che custodisce fede, storia, identità e bellezza».

Il commissario ha inoltre evidenziato il forte valore simbolico della chiesa, strettamente legata alla famiglia Leopardi e alla città natale di Giacomo Leopardi. «Ricostruire significa anche conservare la memoria e il patrimonio storico e artistico dei nostri territori, consegnandolo più sicuro alle future generazioni», ha aggiunto.

Soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo Marconi, che ha definito San Leopardo «un luogo di culto particolarmente significativo per la storia religiosa e culturale del territorio». Il presule ha ricordato che la tradizione collega proprio al culto di San Leopardo l'origine del cognome della famiglia Leopardi, sottolineando come il recupero dell'edificio rappresenti non solo un intervento di ricostruzione, ma anche la restituzione alla comunità di una preziosa testimonianza di fede e identità.

Per il sindaco Emanuele Pepa il recupero della chiesa costituisce uno degli obiettivi più importanti dell'amministrazione comunale. «Questo luogo rappresenta un simbolo della fede dei recanatesi e custodisce le nostre radici storiche e culturali. Siamo grati alla Struttura commissariale, alla Diocesi e a tutti coloro che lavoreranno per riconsegnarlo quanto prima ai cittadini, ai fedeli e ai visitatori».

Nel dettaglio, i lavori prevedono la riparazione dei danni strutturali causati dal terremoto del 2016 e la messa in sicurezza degli apparati decorativi. Il progetto è stato redatto dall'architetto Paolo Canullo, affiancato da un team di professionisti specializzati per gli aspetti strutturali, impiantistici, geologici e della sicurezza, con il coordinamento dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. L'esecuzione sarà affidata all'ATI composta da Impresa Edile Paolini, Systab e Boing. La conclusione dell'intervento è prevista per il 29 giugno 2028.

L'apertura del cantiere è avvenuta all'indomani del 228° anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, una scelta dal forte valore simbolico che testimonia la volontà di restituire uno dei più significativi luoghi leopardiani.

«Sono molto felice che finalmente si metta mano alla ricostruzione di questa chiesa, così importante per la mia famiglia e per me, dove ho ricevuto anche la Prima Comunione», ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi. «Mi auguro che questo intervento possa rappresentare un impulso per il recupero di tutta questa parte di campagna tanto cara a Giacomo e spesso ricordata nelle sue opere».

La chiesa, nella configurazione attuale progettata dall'architetto Gaetano Koch, conserva nella cripta le sepolture della famiglia Leopardi. Al suo interno custodisce inoltre gli affreschi del catino absidale e della lunetta del portale realizzati agli inizi del Novecento da Biagio Biagetti, futuro direttore della Pinacoteca Vaticana.

A sottolineare il valore culturale dell'intervento è stato infine il soprintendente Giovanni Issini: «Il restauro della chiesa rappresenta un importante segnale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Recanati. Insieme alla vicina villa e al paesaggio rurale affacciato sul fiume Potenza, San Leopardo potrà entrare a pieno titolo nel percorso dei luoghi leopardiani, arricchendolo di nuovi contenuti e opportunità di conoscenza».

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