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Mondiali Basket 2019, la cura dei particolari secondo Matteo Soragna

Mondiali Basket 2019, la cura dei particolari secondo Matteo Soragna

Fisicamente, la preparazione verso un appuntamento importante, Mondiale o Olimpiadi che siano, è sempre una tappa decisiva. E quando si parla di preparazione, si fa riferimento non solamente a quella fisica, ovvero di allenamento, ma anche a quella mentale. In che modo si deve arrivare a quel punto della stagione? Quale tipo di concentrazione è necessaria per garantire un elevato rendimento sul campo? Che tipo di giocatori sono in grado di raggiungere determinate performance e mantenerle nel tempo garantendo alla propria squadra continuità.

La risposta a buona parte di queste domande arriva direttamente da una bellissima intervista di Matteo Soragna pubblicata su l’Insider. Oggi commentatore sportivo su una nota emittente televisiva, Matteo è stato uno dei volti della Nazionale italiana degli ultimi quindici anni. Fino a pochi anni fa, infatti, Soragna era una guardia-ala che ha fatto tanto bene, e vinto altrettanto, con la maglia di Treviso e di Biella, solo per citarne alcune. Ovviamente, il suo alto rendimento con la maglia di club l’ha portato inevitabilmente anche a vestire i colori azzurri, quelli più desiderati e sognati da tutti i ragazzini che prendono per la prima volta in mano un pallone da basket.

L’emozione da controllare prima di una partita

Per quanto possa essere emozionante, però, un grande giocatore ha sempre il dovere di controllare nel miglior modo possibile i propri sentimenti. In caso contrario, se non si riesce a reggere la pressione, a certi livelli diventa impossibile pensare di essere competitivi. In modo particolare in un torneo che dura solamente due settimane, in cui bisogna essere sempre concentrati e rimanere in partita fino all’ultimo, la gestione dello stress diventa fondamentale. Come è stato messo in evidenza da parte di Soragna, bisogna sottolineare come lo stress di una competizione del genere, spesso è positivo: nel senso che si tratta semplicemente dell’emozione di rappresentare la Nazionale in un appuntamento così importante e degno di attenzioni da tutto il mondo. È chiaro che le pressioni cambiano notevolmente rispetto a giocare una semplice partita con il proprio club. Tuttavia, è facile notare come, in queste situazioni, basta anche solamente un errore per mandare il lavoro di mesi e mesi completamente all’aria. Non solo, dal momento che un altro aspetto fondamentale è rappresentato dalla paura di perdere. Si tratta di un aspetto che deve essere sempre gestito nel migliore dei modi, soprattutto per via del fatto che, spesso e volentieri, può portare una preoccupazione tale da diventare ancora più grande rispetto alla voglia di vincere e di fare bella figura. Il gruppo può essere senz’altro importante in tal senso, dal momento che può dare l’aiuto decisivo: in campo si vede certamente se un gruppo è affiatato anche fuori dal parquet. Eppure, non è questo l’aspetto principale che fa la differenza. Infatti, ogni giocatore deve essere in grado di concentrarsi secondo quelle che sono le proprie abitudini. Ognuno si concentra in maniera differente: chi legge, chi ascolta musica, secondo Soragna va tutto bene se riesce ad essere efficacia e a far alzare la soglia dell’attenzione e della concentrazione.

La cura della preparazione

La gestione delle proprie emozioni passa, anche se in molti non ci fanno caso, dalla gestione corretta della preparazione. In questo caso, la cura del corpo è un aspetto che non deve assolutamente essere preso con le molle. Anzi, al contrario, diventa di fondamentale importanza riuscire a gestire correttamente il proprio riposo nel corso della competizione. Sia la gestione del proprio fisico che l’integrazione, quindi, si sono trasformati nei due aspetti primari per quanto concerne sia il recupero attivo che quello non attivo. Anche dal punto di vista mentale, come abbiamo visto e come ha voluto sottolineare a fondo anche Matteo Soragna, è fondamentale fare un importante step in avanti. Un giocatore importante deve avere la bravura non solamente di eliminare tutto quello che si è verificato nell’ultima partita, ma deve essere altrettanto efficace e sicuro nel pensare che la partita successiva presenta la stessa importanza. Questione di mentalità certo, ma a questi livelli sono sempre i dettagli che fanno la differenza.

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