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"Mio padre lasciato al gelo e senza certezze": l'odissea di un malato Covid all'ospedale di Macerata

"Mio padre lasciato al gelo e senza certezze": l'odissea di un malato Covid all'ospedale di Macerata

Una vera e propria odissea senza alcun possibilità di reazione se non quella di subire gli effetti di una totale impreparazione nel far fronte alle esigenze di un paziente affetto da Covid-19.

Questo è quanto segnalato da Jane Polentini, residente a Monte San Martino, che appena due giorni fa ha dovuto, suo malgrado, addentrarsi nel contorto sistema sanitario maceratese in quanto suo padre era risultato positivo al virus.

Il tutto è avvenuto all’Ospedale Civile di Macerata che ancora oggi, nonostante i numeri dei contagiati e dei pazienti in terapia intensiva siano in costante aumento, non ha riattivato il reparto di medicina Covid situato presso la palazzina ex malattie infettive della struttura ospedaliera.

L’edificio, separato dal corpo centrale del nosocomio, ha infatti la capacità di ricovero di 45 posti letto e, durante la prima fase della pandemia, ha accolto dei malati Covid che non necessitavano di terapia intensiva.

Ora la sua mancata riapertura sta creando numerosi disagi nel capoluogo di provincia. I pazienti sono costretti a lunghe attese e i loro familiari obbligati a rimanere in balia degli eventi.

“Il caos, la totale disorganizzazione ma soprattutto la mancanza di buon senso, in quanto qui si tratta di giocare con la vita delle persone, mi hanno spinto a portare alla luce un fatto gravissimo accaduto la notte del 12 ottobre al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata – racconta Jane Polentini - Mio padre, paziente positivo al covid, è stato trasportato dal 118 nel pomeriggio per i primi accertamenti, nell'attesa di essere trasferito in serata in un reparto adibito per i malati di coronavirus”.

“In un primo momento era avanzata l'ipotesi del trasferimento al nosocomio di Fermo ma nel frattempo è stato fatto ‘accomodare’ al pronto soccorso di Macerata – ed proprio da lì che iniziano le difficoltà -  L’ospedale civile maceratese non solo non è attrezzato con un reparto Covid ma non è provvisto nemmeno di 1 o 2 posti letto dedicati a pazienti di questo tipo – spiega - Sono mesi che si prevede questa seconda ondata di contagi e trovo quindi che tutto ciò sia vergognoso".

"Nessuno ha avuto modo di organizzarsi? La nuova struttura di Civitanova inaugurata pochi mesi fa da Bertolaso che fine ha fatto?” si chiede la figlia del paziente.

“Dopodiché alle 3 del mattino i tre pazienti, in quanto oltre a mio padre erano coinvolti anche altri due signori - spiega Jane -, sono stati spostati dalla stanza interna del Pronto Soccorso, fatti uscire all'esterno della struttura per l'attraversamento, fino ad essere letteralmente buttati all’interno di un container esterno privo di riscaldamenti - aggiunge -. Sono stati lasciati al gelo per tutta la notte e nonostante dei solleciti da parte loro di poter essere riscaldati, il personale medico li ha ignorati del tutto”.

“Un maltrattamento in piena regola – tuona – parliamo di persone affette da possibili influenze o infezioni polmonari e questa situazione ritengo che sia umanamente inaccettabile – e conclude – mi auguro che chi ha permesso questo scandalo sia chiamato ad assumersi le proprie responsabilità”.

 

 

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