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'No al nuovo Ddl', il fronte animalista scende in piazza a Macerata: “La caccia è una forma di oppressione”

Presidio-Macerata-DDL-Caccia

MACERATA - Maschere raffiguranti animali selvatici, un tamburo a scandire il ritmo e i partecipanti che, uno dopo l’altro, cadevano a terra al suo suono, in una rappresentazione simbolica di animali colpiti da un proiettile. È andata in scena così, nel tardo pomeriggio di sabato 29 agosto in piazza Mazzini, la protesta organizzata contro il Ddl Caccia, la riforma della legge 157/1992 approvata dal Senato e attualmente all’esame della Camera.

A promuovere il presidio è stata l’associazione Salviamo il Futuro odv. All’iniziativa hanno aderito LAV Macerata, LAC Marche, Zero Branco, Amare Sibille, Casa Galeone e Rifugio Belli e Ribelli. Presenti anche attivisti e volontari di Legambiente e WWF

Alle 19 è iniziato il flash mob. Il suono del tamburo, utilizzato per ricordare in maniera drammatica un colpo di fucile, accompagnava la caduta dei partecipanti, tutti con il volto coperto da maschere di animali selvatici. Nel corso della performance un’attivista, nel ruolo di “richiamo vivo”, ha letto alcuni brani di prosa e testi poetici dedicati alla libertà e alla bellezza degli animali e dell’ambiente naturale.

Al termine della rappresentazione hanno preso la parola le associazioni e i collettivi che hanno aderito alla manifestazione. “Il messaggio di fondo trasparito dagli interventi è che questo Ddl non ha motivo di essere approvato e che la caccia in generale è solo una delle tante forme di oppressione, come il sessismo, l’abilismo, il razzismo e il sionismo, che vanno eradicate per rendere il mondo nel quale viviamo un posto libero e giusto per tutti senza distinzioni”, afferma l’associazione Salviamo il Futuro, che ha organizzato l’evento.

Durante il presidio sono stati affrontati anche gli aspetti etici legati all’attività venatoria, definita dalle associazioni una pratica “anacronistica e cruenta”. Nel corso degli interventi sono state inoltre illustrate le principali contestazioni alla riforma.

“Inoltre si è discusso su quanto le modifiche alla legge 157/1992 che verranno applicate dal DDL in questione andranno solo a peggiorare la situazione attuale dell’ambiente e della fauna selvatica tramite il rafforzamento della pratica cruenta della cattura, l' allevamento e l' utilizzo di “richiami vivi”, l' aumento delle aree dove si potrà cacciare, la turistificazione della caccia e la perdita del legame cacciatore/territorio, l' aumento delle specie cacciabili (rimarranno inoltre cacciabili specie che sono in stato di conservazione pessimo secondo la LIPU), il depotenziamento del parere scientifico dell’ISPRA a favore invece del parere politicizzato del Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale (CTFVN) e la depenalizzazione di alcuni illeciti legati alle pratiche venatorie”.

A sostegno delle proprie posizioni, le associazioni hanno citato anche studi e pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, concentrandosi in particolare sul rapporto tra caccia ed economia e sulla gestione della fauna selvatica. Tra gli argomenti affrontati anche la questione dei cinghiali e il rapporto, secondo i promotori, tra attività venatoria e incremento della popolazione degli esemplari.

Durante la manifestazione non sono mancati momenti di confronto con alcuni contestatori riconducibili al mondo venatorio. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, alcuni di loro hanno cercato di disturbare il presidio, trovandosi però di fronte alla reazione pacifica dei partecipanti. Il confronto si è concluso senza tensioni e i contestatori si sono successivamente allontanati.

Il presidio di Macerata si è inserito in una mobilitazione nazionale. Nello stesso fine settimana si sono infatti svolte altre dodici iniziative in altrettante città italiane: Arezzo, Bologna, Brescia, Cremona, Livorno, Mantova, Milano, Roma, Palermo, Pordenone, Vercelli e Verona.

Una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, "dimostra la presenza sul territorio nazionale del fronte antispecista contrario al Ddl Caccia", mentre il provvedimento prosegue il proprio iter parlamentare alla Camera.

(Credit foto: Massimiliano Cascata)

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