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Attualità Sport Porto Recanati

La nuotata solidale di Andra Lanari dal Passetto di Ancona a Porto Recanati: "speriamo possa diventare un appuntamento fisso"

Andrea Lanari

“Quest’anno abbiamo voluto organizzare una nuotata solidale dal Passetto di Ancona fino a Porto Recanati". Sono queste le parole di Andrea Lanari dopo essere partito alle 6:20 del mattino dalle acque antistanti il Passetto di Ancona, raggiungendo alle 17:50 lo stabilimento balneare Trisca, nel centro di Porto Recanati, nella giornata di ieri.

L' atleta, portacolori dell’Anthropos Civitanova, non è nuovo a questo tipo di imprese, ha già infatti attraversato a nuoto lo Stretto di Messina e il percorso tra Piombino e l'Isola d'Elba, diventando il primo uomo senza mani a compiere l'impresa.

"Un tragitto più lungo rispetto alle altre traversate ma più sicuro perché sottocosta. Anche se le difficoltà e le insidie sonostate tante ce l’abbiamo fatta e speriamo di ripeterla il prossimo anno affinchè possa diventare un appuntamento fisso”, ha dichiarato Lanari riferendosi all'impresa di 25 chilometri, affrontata senza soste e portata a termine in 11 ore e 30 minuti.

Ad attenderlo, all’arrivo, c’erano centinaia di supporter, pronti a celebrare l’ennesimo traguardo sportivo di un atleta diventato anche simbolo di resilienza, inclusione e impegno sociale. La nuotata, infatti, non è stata soltanto una sfida sportiva, ma soprattutto un’iniziativa di solidarietà e sensibilizzazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Lanari perse entrambe le mani 14 anni fa proprio a seguito di un incidente sul lavoro e oggi è testimonial nazionale ANMIL.

Imponente l’organizzazione che ha accompagnato l’impresa, con il coinvolgimento dei mezzi di supporto della Capitaneria di Porto, della Lega Navale e di un’imbarcazione sanitaria.

Andrea non è stato mai da solo durante l'impresa: al suo fianco ci sono stati il figlio Kevin, l’allenatore di nuoto Alessandro Maggiori e Marco Trillini, istruttore di nuoto paralimpico e dirigente del Centro Papa Giovanni XXIII. Accanto a loro, in canoa e a supporto di Andra per tutti i 25 chilometri, c'è stato anche l'atleta paralimpico civitanovese Alessandro Gattafoni, testimonial della Lega Italiana Fibrosi Cistica.

Decine di persone hanno inoltre partecipato a una staffetta in acqua, alternando i diversi team di nuotatori ogni due ore e accompagnando Lanari nella sua lunga e ininterrotta traversata. 

“L’evento è nato con l’obiettivo di promuovere la sicurezza nei luoghi di lavoro, sostenere l’inclusione delle persone con disabilità e raccogliere fondi a favore del Centro Papa Giovanni XXIII e di altri enti del territorio”, ha sottolineato il presidente di Anthropos Nelio Piermattei.

L’Anthropos ha contribuito concretamente alla riuscita dell’iniziativa mettendo in campo anche dieci propri atleti impegnati nel nuoto paralimpico agonistico, che hanno partecipato alla staffetta.

“Un particolare ringraziamento – ha aggiunto Piermattei – al presidente provinciale del CSI di Macerata Carlo Belvederesi, che ha collaborato con noi nella messa a terra del progetto”.

Una nuova impresa, dunque, per Andrea Lanari, capace ancora una volta di trasformare lo sport in uno strumento di sensibilizzazione e solidarietà. Venticinque chilometri di Adriatico percorsi a nuoto sono diventati così un messaggio forte: dalla tragedia personale alla rinascita attraverso lo sport, fino all’impegno per una società più sicura e inclusiva.

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