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Macerata, la zona rossa cambia volto al centro. Sabato di controlli e silenzio: "Tristezza totale" (FOTO)

Macerata, la zona rossa cambia volto al centro. Sabato di controlli e silenzio: "Tristezza totale" (FOTO)

Vie praticamente vuote, sedie dei bar accatastate e serrande della maggior parte dei negozi abbassate.

Il primo giorno di zona rossa di Macerata cambia il volto al centro storico della città. In soli sette giorni il vociferare gioioso di famiglie a passeggio e di giovani intenti a consumare un aperitivo è stato sostituito da un assordante silenzio, quasi surreale se si considera gli ultimi affollati weekend a cui era abituato il cuore pulsante del capoluogo di Provincia.

Non sono mancate le operazioni di monitoraggio per verificare il rispetto delle norme anti-assembramento da parte delle Forze dell’Ordine. Oltre a qualche isolato passante le strade del centro sono state più che altro frequentate dagli agenti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.

Un’azione sinergica e necessaria che ha certificato la ligia ottemperanza delle regole e il comportamento rispettoso dei cittadini maceratesi. L’andamento del virus preoccupa non solo le istituzioni, ma anche la stessa popolazione che in questa prima giornata forzatamente ‘rossa’ hanno dimostrato che un mancato ‘caffè in centro’ val bene una potenziale possibilità di contagio.

A concludere il desolante quadro di Macerata erano le poche luci accese degli esercizi commerciali ‘salvi’ dalle restrizioni contenute nei vari dpcm e ordinanze regionali. Bar e ristoranti solo per l’asporto, librerie, tabaccherie e negozi di generi alimentari. Sono questi alcuni degli esercenti che oggi hanno avuto la possibilità di aprire, ma servendo di fatto solamente pochi clienti.

“Basta affacciarsi fuori della porta per comprendere la tristezza totale che ha generato la zona rossa – commenta Lugi Santi, gestore della Pizzeria ‘Del Corso’ in Corso della Repubblica – oltre a non avere la possibilità di uscire, la gente non ne ha neanche motivo considerando che servirebbe una autocertificazione anche per andare a fare la spesa – aggiunge- E’ proprio l’aria che si respira che mette tristezza, tutti ci auguravamo di non diventare mai ‘rossi’ ma invece oggi ci siamo; forse è una conseguenza anche di una poca prevenzione fatta a livello nazionale – sullo scarso afflusso di clienti Santi afferma - in questa fase ci stiamo salvando con l’asporto ma la nostra è una realtà che vive grazie al passeggio naturale che c’è del centro storico e senza quello rischiamo un crollo verticale delle vendite”.

Spostandoci in Piazza Cesare Battisti la situazione è la medesima delle altre zone; ovvero un deserto illuminato solo dalla luce del Ristobar ‘Di Gusto’ : “Da zona arancione a rossa le nostre modalità di lavoro non sono tanto cambiate – racconta Marco Guzzini - fortunatamente abbiamo avuto tanti ordini effettuarti da clienti che sono già abituatati al servizio a domicilio o d’asporto ma ovviamente c’è meno presenza da parte di quelle persone che ritiravano la merce direttamente al locale – ha sottolineato - il servizio delivery è oramai entrato nella quotidianità delle gente quindi per quanto ci riguarda riusciamo a tenere botta ma credo che gli effetti della zona rossa li vedremo in seguito in quanto sappiamo che già dalla prossima settimana perderemo l’afflusso derivante dagli studenti”.

“Eravamo preparati a questo tipo di dinamica – dice il titolare del locale situato nel cuore di Macerata - sicuramente dispiace vedere il centro della città vuoto in quanto prima del lockdown e nonostante l’intermittenza delle fasce di rischio, si era rivista la voglia della gente di tornare a di frequentarlo. Ci auguriamo che questi sacrifici che tutti noi stiamo facendo servano a tornare presto alla normalità”.

Scendendo lungo le scale di Piaggia della Torre si incontra solamente qualche passante come racconta Franco Cantarini, proprietario dell’omonima tabaccheria: “Oggi abbiamo servito solo della gente che abita nella zona così come è stato nel primo lockdown di marzo  - spiega -  un po’ di lavoro c’è stato questa mattina ma sempre con una clientela ristretta e il cambiamento si era già notato dal passaggio dalla zona gialla all’arancione ed ora con quella rossa sicuramente ci saranno meno persone in giro quindi attendiamo la prossima settimana per vedere quali saranno gli effetti –  conclude Cantarini – speriamo magari di accogliere qualche che persona viene in centro per lavorare durante la settimana ma i dati del contagio rimangono alti quindi ritengo che il provvedimento della zona rossa sia stato corretto perché altrimenti non se ne viene più fuori”.

Anche alle porte del centro storico la trama non è differente da quella già vista in altre zone: “Già confronto a ieri il nostro lavoro ha subito un forte calo – illustra il bartender Roman Khromykh del bistrot 'Mon Amour' di viale Trieste – oggi con lo svuotamento della città la mattinata è stata completamente vuota ed i potenziali clienti erano anche intimoriti dalla presenza delle Forze dell’Ordine posizionate proprio di fianco al nostro locale. Con le restrizioni imposte della zona arancione abbiamo già subito un calo del 70% del fatturato ora con la rossa possiamo ipotizzare un ulteriore 10%".

“Noi siamo una attività che serve molto anche coloro che lavorano in centro e gli studenti ma in questo periodo tra smart working e didattica a distanza è normale che andiamo a perdere una fetta di clientela alla quale ora si aggiunge quella composta dalle persone provenienti da fuori comune in quanto non hanno più la possibilità di spostarsi – chiosa Khromykh - I problemi di cui soffrivamo prima erano già importanti ovviamente con la zona rossa subiremo un contraccolpo ancora maggiore”.

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