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La Cisl Fp 'conferma' lo smart working per i lavoratori pubblici: "No a un rientro indiscriminato"

La Cisl Fp 'conferma' lo smart working per i lavoratori pubblici: "No a un rientro indiscriminato"

La Cisl Funzione Pubblica Macerata scrive alle amministrazioni pubbliche maceratesi per continuare ad incoraggiare il ricorso allo smart working, a seguito delle ultime disposizioni pubblicate in Gazzetta Ufficiale, nelle quali si introducono importanti novità relativamente alla disciplina del lavoro agile nel pubblico impiego. 

Viene prorogato, infatti, il termine di applicazione delle misure in materia di lavoro agile emergenziale fino alla definizione della disciplina da parte dei contratti collettivi, non oltre il 31 dicembre 2021.

"Dunque, nel confermare la competenza della contrattazione collettiva quale fonte di disciplina degli istituti del lavoro agile, viene prorogata oltre il termine dello stato di emergenza la possibilità per le amministrazioni pubbliche di organizzare il lavoro dei propri dipendenti applicando il lavoro agile in deroga all’obbligo di accordo individuale previsto dalla legge 81/2017 - sottolineano dalla segreteria maceratese della Cisl Fp -. Contestualmente viene abrogato l’obbligo di adibire a lavoro agile almeno il 50 per cento del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità, il che non autorizza nemmeno esplicitamente l’inosservanza delle norme sanitarie e sul lavoro agile o un rientro indiscriminato nelle sedi di appartenenza degli smart-worker".   

"La Relazione tecnica che accompagna lo schema di decreto specifica che alle modifiche apportate all’art. 263 del Decreto Rilancio non deve conseguire un rientro automatico del personale nella sede lavorativa poiché la finalità è quella di consentire a ciascuna pubblica amministrazione, nel rispetto delle misure di contenimento del COVID-19 e delle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie competenti, di avere piena autonomia organizzativa nella gestione del lavoro agile emergenziale senza essere vincolate da una soglia minima" spiega ancora Alessandro Moretti, responsabile maceratese della Cisl Funzione Pubblica. 

"Il medesimo articolo 1 apporta alcune modifiche anche alla disciplina del lavoro agile a regime dettata dall’art. 14 della legge 124/2015 - aggiungono dalla Cisil -. Si conferma che le amministrazioni  pubbliche entro il 31 gennaio di ciascun anno, sentite le organizzazioni sindacali, devono redigere il  Piano organizzativo del lavoro agile (POLA). Rispetto alla precedente formulazione si prevede che in caso di adozione del Pola per le attività che possono essere svolte in modalità agile almeno il 15 per cento dei dipendenti deve avvalersene (in luogo del 60 per cento). Se il Pola non viene adottato deve essere comunque assicurato che almeno 15 per cento dei dipendenti richiedenti venga adibito al lavoro agile".  

"Si conferma, infine, che i dipendenti che si avvalgono della modalità di lavoro agile non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera e che le economie derivanti dall’applicazione del Piano organizzativo del lavoro agile restano acquisite al bilancio di ciascuna amministrazione pubblica" conclude Alessandro Moretti. 

 

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