"Dati 120mila euro a un privato e bus di linea tagliati: il Comune chiarisca sulla navetta per il centro"
Circa "120mila euro per affidare a un vettore privato il servizio navetta legato alla chiusura degli ascensori del parcheggio centro storico", mentre vengono tagliate alcune corse ordinarie del trasporto pubblico locale. La questione approda nuovamente al centro del dibattito cittadino dopo la presa di posizione di Cgil, Cisl e delle organizzazioni sindacali dei trasporti (Filt Cgl, Fit Cisl, Faisa Cisal), che chiedono un confronto urgente con il Comune e Apm. Una problematica già sollevata negli scorso giorni anche dal consigliere comunale di opposizione Michele Lattanzi, capogruppo della lista "L'Altra Macerata".
Il nodo è la riorganizzazione del servizio di mobilità durante i lavori di rifacimento degli ascensori del parcheggio centro storico. Per garantire i collegamenti con il centro, sono state soppresse alcune corse ordinarie delle linee urbane, una scelta contestata sia dall'esponente della minoranza sia dalle rappresentanze sindacali, che denunciano le ricadute su studenti, residenti e utenti abituali del trasporto pubblico.
Lattanzi aveva accusato l'amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli di presentare la navetta come un nuovo servizio senza evidenziare adeguatamente il prezzo pagato dai cittadini in termini di collegamenti eliminati (leggi di più). Nel suo intervento aveva chiesto il ripristino immediato delle corse soppresse, senza attendere la conclusione dei lavori agli ascensori.
Ora la contestazione arriva anche da Cgil, Cisl, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal, che definiscono il trasporto pubblico locale un "bene comune essenziale" e criticano una gestione che, a loro giudizio, finisce per "penalizzare un servizio per sostenerne un altro".
Nel dettaglio, i sindacati richiamano la soppressione di corse delle linee 7/10, 6 e 2, alcune delle quali utilizzate anche dagli studenti universitari. La navetta pomeridiana, secondo le sigle, avrebbe inoltre mostrato limiti già nella prima giornata di attività: appena 13-15 passeggeri, orari non cadenzati e un'attestazione a piazza Oberdan anziché in piazza della Libertà.
A rendere più controversa la scelta è il costo dell'affidamento esterno. Le organizzazioni sindacali citano la determina Apm numero 244, relativa al servizio nella fascia mattutina, per il quale sarebbe stato previsto un importo di 97.950 euro più Iva, pari a circa 120mila euro complessivi, comprese Iva e opzioni, per i cinque-sei mesi di cantiere.
"Il trasporto pubblico locale rappresenta un bene comune fondamentale e un pilastro per la tenuta sociale ed economica della città: non può essere gestito con la logica miope della coperta corta, dove si spoglia un servizio essenziale per vestirne un altro", affermano congiuntamente le rappresentanze confederali e di categoria.
I sindacati contestano anche l'eventuale giustificazione legata alla carenza di personale interno ad Apm. Secondo le organizzazioni, un confronto preventivo avrebbe consentito di individuare soluzioni organizzative alternative, attraverso la contrattazione e una gestione flessibile dei turni, nel rispetto di ferie, riposi e diritti dei dipendenti.
"Esprimiamo un profondo dissenso politico e gestionale verso una linea che preferisce destinare ingenti risorse pubbliche all'esterno piuttosto che valorizzare l'Azienda pubblica e le sue professionalità", sostengono le sigle, secondo cui una diversa organizzazione avrebbe potuto garantire una maggiore efficienza e un risparmio per le casse pubbliche.
Cgil, Cisl e sindacati dei trasporti fanno sapere di aver già inviato una nota congiunta al Comune di Macerata e ad Apm, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo di confronto. L'obiettivo è ripristinare le corse ordinarie soppresse, tutelare il diritto alla mobilità di residenti e studenti e coinvolgere le parti sociali nelle decisioni sul trasporto pubblico.

poche nuvole (MC)
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