Marche sempre più anziane e meno popolose: persi oltre 60mila residenti dal 2011
Le Marche perdono abitanti e diventano sempre più anziane. È una trasformazione che si sviluppa da decenni e che oggi pone interrogativi sul futuro del territorio, dalla tenuta dei servizi alla disponibilità di lavoratori, fino alla capacità di garantire un ricambio generazionale. A raccontarla è l'Istat, che nel dossier Storie di dati – Le trasformazioni delle regioni italiane ricostruisce l'evoluzione demografica ed economica della regione, mettendola a confronto con le tendenze nazionali.
Al 31 dicembre 2024, la popolazione marchigiana ammontava a 1.480.545 residenti, con una diminuzione di 2.201 persone rispetto all'anno precedente, pari allo 0,1%. Il dato si inserisce in un percorso di progressiva contrazione: dopo aver raggiunto il massimo storico nel 2011, la popolazione ha ripreso a diminuire. Rispetto a quell'anno, il calo è di 60.774 residenti, pari al 3,9%.
La dinamica regionale si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da una crescita demografica sempre più debole e da un saldo naturale negativo. Nelle Marche, tuttavia, la contrazione della popolazione è relativamente più rapida e l'invecchiamento più accentuato. A incidere sono soprattutto la bassa fecondità e l'aumento della speranza di vita, mentre i flussi migratori positivi non bastano a compensare le perdite.
Uno dei segnali più evidenti arriva dalle nascite. Nel 2024 nelle Marche sono venuti al mondo 8.252 bambini, 545 in meno rispetto al 2023. È un nuovo record negativo di denatalità, che conferma la difficoltà nel garantire il ricambio tra le generazioni.
Il problema non riguarda soltanto il numero dei nuovi nati, ma anche il progressivo squilibrio tra giovani e anziani. Nel 2024, infatti, nelle Marche si contavano 235 persone di almeno 65 anni ogni 100 giovani sotto i 15 anni, contro una media nazionale di 208.
Anche l'età media continua a salire: è passata da 47,7 anni nel 2023 a 47,9 nel 2024. All'interno della regione emergono differenze territoriali: Pesaro e Urbino è la provincia più giovane, con 47,6 anni, mentre Ascoli Piceno, con 48,5 anni, e Fermo, con 48,3, registrano i valori più elevati.
L'invecchiamento della popolazione è legato a due fenomeni che procedono parallelamente: da un lato si fanno meno figli, dall'altro si vive più a lungo. Il risultato è una struttura demografica nella quale le fasce più anziane acquistano un peso crescente, mentre quelle più giovani si restringono.
A contenere almeno in parte la diminuzione dei residenti è la presenza straniera. Al 31 dicembre 2024, nelle Marche vivevano 135.023 cittadini stranieri, pari al 9,1% della popolazione regionale, con un aumento di 3.012 persone rispetto al 2023.
I residenti stranieri provenivano da 157 Paesi. Le comunità più numerose erano quella rumena, che rappresentava il 16,9% degli stranieri residenti, quella albanese, con il 10,8%, e quella marocchina, con il 6,6%.
Il contributo dei flussi migratori, sia interni sia dall'estero, non è però sufficiente a invertire la tendenza. La diminuzione della popolazione nel 2024 è stata determinata dal saldo naturale negativo e dall'aggiustamento statistico, a fronte di saldi migratori positivi.
Il quadro conferma quindi una criticità strutturale: l'arrivo di nuovi residenti contribuisce a sostenere la popolazione, ma non compensa interamente la differenza tra nascite e decessi.
La distribuzione della popolazione restituisce l'immagine di una regione caratterizzata da una rete di centri urbani medio-piccoli. Quasi un terzo dei residenti marchigiani vive nella provincia di Ancona, che concentra il 31,2% della popolazione regionale.
Il quadro delineato dall'Istat restituisce l'immagine di una regione chiamata a confrontarsi con sfide strettamente connesse: la diminuzione dei residenti, il progressivo invecchiamento e le difficoltà di un'economia che non ha ancora recuperato i livelli precedenti alla crisi del 2008. Dinamiche che rischiano di incidere sulla tenuta dei servizi, sul mercato del lavoro e sulla vitalità dei centri più piccoli. La sfida per le Marche sarà riuscire a trasformare queste criticità in un'occasione di ripensamento delle politiche territoriali, creando condizioni capaci di trattenere i giovani, attrarre nuovi residenti e sostenere lo sviluppo delle comunità locali.

nubi sparse (MC)
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