"2016-2019, Tre anni dopo". Monte Cavallo, Cecoli: "Una ricostruzione anomala partita male e mi auguro non finisca peggio" (FOTO E VIDEO)
“Abbiamo bisogno di ricostruire velocemente e questo lo stiamo dicendo ormai da svariato tempo anche se sembra che nessuno ci stia ascoltando” il primo cittadino di Monte Cavallo Pietro Cecoli traccia il bilancio della ricostruzione post-sisma del suo paese a tre anni dal terremoto.
Sono dieci le Sae installate e una decina i nuclei familiari che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione. Attualmente tutti i cittadini sono rientrati a Monte Cavallo tranne quelli che si appoggiano nelle case di parenti o amici. Tre le attività commerciali inagibili e una di queste ha ottenuto una sistemazione nella piazza della Città grazie a una struttura mobile donata. Sette le chiese della comunità, tutte inagibili, e i cittadini svolgono le funzioni religiose nella struttura donata dalla Caritas di Parma. Sulla ricostruzione i numeri sono pressoché gli stessi degli altri comuni: sono rientrare a casa sei persone (tutte con schede di inagibilità B), mentre per le pratiche E, solo per due abitazioni inizieranno i lavori entro la fine del mese. Danneggiata anche la sede comunale di Monte Cavallo: lo stabile è infatti diviso in due blocchi. Mentre una metà è stata messa in sicurezza, l’altra dovrà essere demolita e ricostruita da capo.
“All’inizio siamo stati tutti divisi e ogni sindaco ha pensato al suo orticello; oggi stiamo notevolmente pagando questo errore e lo stiamo pagando in maniera eclatante – osserva il sindaco -. Penso che se fossimo stati uniti le cose sarebbero andare in un modo diverso, almeno migliore.”
Ciò che lamenta Cecoli è anche la poca importanza data alle istituzioni locali. “Quando accadde questa tragedia, il Governo non doveva nominare il Commissario. La Regione avrebbe dovuto supplire a quest’ultimo, rimanendo, in questo senso, sempre a supporto dei sindaci del cratere e ascoltando le loro esigenze – spiega Cecoli -. Quella che stiamo vivendo è una ricostruzione anomala e che purtroppo è partita male. Voglio augurarmi, per il bene della popolazione e dei comuni vicini, che non finisca peggio perché si sentono tante cose ma poi non si vedono le vie d'uscita.”
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