"Trasformare il Capannone Nervi in un club come il Berghain di Berlino": l'idea di Umberto Stefani
Un grande club affacciato sul mare, capace di ospitare eventi, mostre, convegni e attività culturali durante tutto l'anno. È questa l'idea sviluppata da Umberto Stefani nella sua tesi di laurea magistrale in architettura all'Università di Camerino dedicata al recupero del capannone Nervi di Porto Recanati, il celebre edificio industriale oggi al centro del dibattito sul futuro dell'area.
La ricerca prende le mosse dal tema della riqualificazione del patrimonio industriale dismesso, concentrandosi su una delle strutture più significative della costa marchigiana. Il capannone, realizzato nel 1955 e attribuito ufficialmente a Pier Luigi Nervi nel 2002, è sottoposto a vincolo di tutela come bene di archeologia industriale e rappresenta una testimonianza importante della storia produttiva del territorio.

Negli anni non sono mancate proposte per il riutilizzo dell'edificio, prevalentemente orientate a funzioni sportive o culturali. La tesi di Stefani sceglie invece una strada diversa: trasformare il complesso in un locale notturno di nuova generazione, capace di attrarre il pubblico giovanile e al tempo stesso valorizzare un'opera architettonica spesso poco conosciuta.
Per costruire questa visione, lo studio ripercorre la storia dei locali notturni in Italia e il loro legame con l'Architettura Radicale degli anni Sessanta e Settanta. Dai progetti di gruppi come Superstudio, Archizoom e Gruppo 9999 fino a esempi iconici come il Piper Club di Roma e lo Space Electronic di Firenze, il club viene interpretato non solo come luogo di svago ma come spazio di sperimentazione culturale, artistica e tecnologica.

La riflessione si estende poi ad alcuni dei più noti esempi europei di recupero industriale legato al mondo del clubbing, come il Berghain di Berlino e il Printworks di Londra, strutture che hanno trasformato ex siti produttivi in poli culturali e di aggregazione senza rinunciare alla memoria dei luoghi.
Il progetto immagina una profonda riqualificazione dell'area, con il recupero della spiaggia prospiciente, la realizzazione di un parcheggio alberato da circa 220 posti e il prolungamento dell'asse viario di via Montecatini per ricucire il collegamento tra il lungomare sud e quello nord della città.

Dal punto di vista architettonico, la proposta si basa sul principio del "box in box": un nuovo volume indipendente inserito all'interno della storica navata progettata da Nervi, senza alterarne la struttura originaria. L'intervento prevede inoltre il ripristino dell'involucro edilizio e la realizzazione di ampie superfici vetrate e aperture mobili che permettono un dialogo costante tra interno ed esterno.
La struttura è pensata per essere utilizzata durante tutto l'anno. Accanto agli spazi dedicati alla vita notturna trovano posto aree per workshop, seminari, meeting, convegni, ristorazione ed eventi privati. La grande pista principale, estesa per circa 1.100 metri quadrati, potrebbe essere riconvertita nei giorni feriali per ospitare mostre, sfilate di moda e rassegne cinematografiche.
L'obiettivo dichiarato non è soltanto quello di recuperare un edificio abbandonato, ma di attribuirgli una nuova funzione contemporanea, capace di generare attrattività e restituire centralità a un luogo che rappresenta un capitolo importante della storia industriale di Porto Recanati. Una proposta accademica che prova a coniugare conservazione, innovazione e nuove forme di fruizione culturale, aprendo una riflessione sul futuro di uno dei simboli più discussi della città.















cielo sereno (MC)
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