Dall'archivio storico al web, passando per alcune delle firme più importanti del design italiano. È il percorso intrapreso da iGuzzini, azienda di Recanati specializzata nell'illuminazione architetturale e illuminotecnica, che ha trasformato il progetto Echoes in un nuovo canale di vendita dedicato alle proprie riedizioni.
L'iniziativa era partita nel 2022 con un obiettivo prevalentemente legato all'identità del marchio: riportare al centro della narrazione di iGuzzini il patrimonio costruito in oltre sessant'anni di storia e il rapporto con il design italiano. Un percorso che affonda le proprie radici nel 1959, anno di fondazione dell'azienda, oggi realtà internazionale con oltre 200 milioni di euro di fatturato, l'83% generato all'estero, più di 1.200 dipendenti, tre stabilimenti produttivi e 45 uffici nel mondo. Dal 2018 iGuzzini appartiene al gruppo svedese Fagerhult.
L'idea alla base di Echoes è quella di recuperare periodicamente un pezzo dell'archivio e riportarlo sul mercato, raccontando attraverso questi oggetti le origini e l'evoluzione dell'azienda. «Il nostro desiderio era riaffermare il nostro Dna e condividere questo patrimonio che appartiene alla storia del design italiano», spiega il ceo Cristiano Venturini.
La riscoperta del passato non significa però per iGuzzini cambiare settore. L'azienda resta concentrata sull'illuminotecnica e sull'innovazione, mantenendo un'attività commerciale rivolta esclusivamente al mondo B2B. Il recupero delle produzioni storiche serve piuttosto a mettere in evidenza quella combinazione di tecnologia e cultura del progetto che l'azienda identifica nel concetto di “warm tech”: una vocazione tecnologica accompagnata da una componente più calda e legata all'italianità.
Nel frattempo, l'interesse suscitato dalle riedizioni ha portato nuove richieste. Sono circa una decina i pezzi riproposti dall'archivio, con progetti firmati, tra gli altri, da Gio Ponti, Rodolfo Bonetto, Ennio Lucini e Luigi Massoni. A questi si sono aggiunti due oggetti nuovi, progettati prendendo ispirazione dalle icone custodite negli archivi iGuzzini. Alcuni dei prodotti sono stati richiesti anche per essere esposti, mentre non sono mancate le manifestazioni di interesse per l'acquisto.
È da questa risposta del mercato che nasce il nuovo e-commerce, collegato direttamente al sito iGuzzini. La piattaforma permette di accedere alle riedizioni dell'archivio storico senza passare esclusivamente dai tradizionali circuiti specializzati e amplia l'offerta con alcuni prodotti contemporanei.
Tra gli articoli presenti figurano PizzaKobra di Ron Arad, alcune versioni di Lingotto e Le Perroquet di Renzo Piano. Il catalogo comprende inoltre le lampade wireless a batteria Clan Mini e Whisper, quest'ultima legata alla collezione Echoes.
L'operazione consente così a iGuzzini di mettere a disposizione di un pubblico più ampio una parte del proprio patrimonio progettuale, mantenendo però ben definito il proprio posizionamento nell'illuminazione tecnica. La storia del design diventa quindi uno strumento per raccontare l'identità dell'azienda e le competenze maturate nel tempo, senza modificare il suo principale campo di attività.
Sul fronte economico, il 2025 si è chiuso per iGuzzini con risultati significativi sul fronte della redditività. L'azienda ha registrato un Ebitda del 12%, indicato come record storico, anche grazie alla scelta di uscire da attività caratterizzate da margini più contenuti. Il fatturato è invece sceso del 6%, raggiungendo quota 205 milioni di euro. L'Ebitda si è attestato al 17%, mentre la generazione di cassa è stata intorno al 15%.
I primi sei mesi del 2026 hanno sostanzialmente confermato l'andamento dell'anno precedente. Tra i mercati osservati con maggiore attenzione c'è il Medio Oriente, che pesa tra il 15 e il 18% sul fatturato dell'azienda. Le tensioni nell'area rappresentano un elemento di preoccupazione per iGuzzini, anche se nella prima parte dell'anno il mercato ha fatto registrare una lieve crescita. Secondo Venturini, una possibile spiegazione è legata all'accelerazione degli ordini da parte di chi ha cercato di portare a termine i cantieri prima di un eventuale ulteriore peggioramento dello scenario geopolitico.
Per la seconda metà dell'anno il ceo mette quindi in conto un possibile rallentamento, ma mantiene una previsione complessivamente positiva per la chiusura del 2026. A sostenere l'andamento dell'azienda sono anche mercati come Italia, Francia, Spagna ed Europa dell'Est, oltre a Stati Uniti e Canada.
(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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