Aggiornato alle: 16:04 Sabato, 25 Luglio 2026 cielo sereno (MC)
Varie Recanati

Dimartino incanta il Colle dell’Infinito a Recanati per Lunaria

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È una grande emozione ed un onore per me suonare in questo luogo dove Giacomo Leopardi ha cambiato le sorti della poesia moderna”. Con queste parole Dimartino ha aperto il suo concerto a Lunaria, la rassegna estiva di Musicultura realizzata insieme al Comune di Recanati, regalando al pubblico una serata speciale nella cornice del Colle dell’Infinito, trasformato per la prima volta in un palcoscenico del festival che da sempre intreccia musica, parole e luoghi simbolo della città della poesia.

Accompagnato alla chitarra dall’amico e compagno di viaggio artistico Fabrizio Cammarata, il cantautore palermitano ha proposto un concerto acustico, essenziale e intenso, capace di conquistare il pubblico fin dalle prime note. Il Colle dell’Infinito si è trasformato così in uno spazio di ascolto e condivisione, dove le canzoni di Dimartino hanno assunto il valore di un racconto intimo fatto di ricordi, immagini e riflessioni.

L’apertura è stata affidata a “L’oro del fiume”, brano che ha anticipato il nuovo album uscito lo scorso maggio, “L’improbabile piena dell’Oreto”, seguito da “Come una guerra la primavera”, contenuto nel disco del 2015 “Un paese ci vuole”. Fin dall’inizio è emersa la cifra stilistica dell’artista: un equilibrio tra fragilità e forza, tra malinconie luminose e una scrittura capace di trasformare esperienze personali in visioni universali.

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Nel corso della serata Dimartino ha alternato musica e racconti, accompagnando il pubblico dentro la propria storia artistica. Tra i momenti più significativi il ricordo del viaggio in Messico nel 2014 insieme a Cammarata e del progetto dedicato a Chavela Vargas, leggenda della canzone latino-americana e della musica ranchera. Da quell’esperienza è nato “Un mondo raro” (2017), album con le canzoni più celebri di Chavela tradotte in italiano e registrato a Città del Messico con i chitarristi della stessa artista. Da quel repertorio è arrivata anche “Non tornerò”, accolta dal pubblico con grande partecipazione.

Grande intensità anche per “Meravigliosa incoscienza”, introdotta dal racconto di un’immagine d’infanzia diventata simbolo: “u sugghio”, il mostro immaginario presente nei racconti del nonno e poi trasformato in musica come metafora delle proprie paure. Dimartino ha ricordato anche il disegno della creatura realizzato dall’artista Igor Scalisi Palminteri, presente tra il pubblico, in un incontro tra musica, arte e memoria.

La scaletta è proseguita con “Il fluire degli argini” e “Giorni buoni”, tratto dall’album “Afrodite” (2019), prima di arrivare a uno dei passaggi più coinvolgenti della serata con “Daniela ballava la samba”. Il cantautore ha raccontato la nascita del brano, ispirato dall’immagine di una ragazza che balla sul tetto di un’auto illuminata da alcuni ragazzini, una scena sospesa tra quotidianità e dimensione quasi sacra. La canzone si è poi chiusa con un medley dal ritmo caldo e coinvolgente dedicato a Bob Marley.

Tra gli altri brani eseguiti anche “Non son di qui e non son di là”, tratto da “Un mondo raro”, e “I calendari”, reinterpretato con Colapesce, che hanno confermato il filo narrativo di un concerto costruito come un unico viaggio emotivo.

Nella terra di Leopardi, Dimartino ha inoltre reso omaggio a Federico García Lorca con “Agua, ¿dónde vas?”, brano del nuovo album nel quale l’acqua diventa metafora dell’esistenza e del suo continuo cambiamento. A seguire “Gusci vuoti”, racconto di ex compagni di scuola che si ritrovano dopo vent’anni per fare un bilancio della propria vita, ha aggiunto ulteriore profondità a una serata già carica di emozioni.

Il concerto si è avviato alla conclusione con “Feste comandate”, accompagnata dai cori e dagli applausi del pubblico, prima dei bis con “Ci diamo un bacio”“Mare dolce”“Io non parlo mai” dall’album del 2012 Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile e “Cercasi anima”, brano del 2010 definito dallo stesso Dimartino “molto caro” perché ha dato inizio al suo percorso da cantautore.

Una chiusura luminosa per una serata che ha unito un artista capace di aprire mondi attraverso le sue canzoni, un luogo simbolo della poesia italiana e un pubblico pronto ad ascoltare e lasciarsi coinvolgere.

L’appuntamento con Lunaria prosegue con nuovi eventi a ingresso libero fino a esaurimento posti: il 29 luglio in Piazza Leopardi è in programma il concerto dei Tiromancino, mentre l’11 settembre al Castello di Montefiore sarà protagonista il vincitore assoluto di Musicultura 2026 Claudio Covato, insieme alla band XGIOVE.

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