Civitanova, arriva il Teatro della Comunità: 14 sere per trasformare i cittadini in autori e interpreti
Quattordici sere di teatro, partecipazione e confronto per trasformare i cittadini in autori e interpreti di una società più aperta e partecipata. È questo l'obiettivo del Teatro della Comunità, il progetto socio-artistico internazionale ideato e diretto da Marco Di Stefano, che dal 17 agosto farà tappa a Civitanova Marche con la sua 113ª edizione.
L'iniziativa, realizzata con il contributo e il patrocinio della Città di Civitanova Marche, prenderà il via lunedì 17 agosto alle 20:30, nell'arena allestita presso i giardini pubblici “Tonino Trovellesi” di Fontespina. Il percorso si svilupperà per quattordici serate consecutive, con tre ore di attività ogni sera, fino allo spettacolo finale in programma lunedì 31 agosto alle 21, a ingresso libero.
Il Teatro della Comunità, forte di quarant'anni di storia e di esperienze in oltre venti Paesi, nasce da un'idea precisa: non partire da un copione già scritto, ma da una vera e propria pagina bianca. Non ci sono ruoli assegnati in anticipo né testi prestabiliti. La drammaturgia prende forma sera dopo sera attraverso l'incontro tra i partecipanti, chiamati a confrontarsi con ascolto, improvvisazione, canto, lavoro psicofisico e ricerca delle proprie storie.
In questo modo ogni partecipante diventa contemporaneamente autore e interprete dell'opera finale. A guidare il percorso insieme a Marco Di Stefano sarà la danzatrice e coreografa internazionale Tanya Khabarova, che accompagnerà il gruppo nella costruzione dei movimenti e delle dinamiche corali, seguendo le narrazioni che emergeranno durante il laboratorio.
Uno degli elementi distintivi del progetto è infatti il superamento delle gerarchie tradizionali del teatro. I partecipanti possono alternarsi nei diversi ruoli, dal protagonista all'antagonista fino alla componente del coro, all'interno di uno spazio pensato come democratico e paritario.
«È la società ideale, quella che dovrebbe essere e non è: quattordici giorni per allenarci a partecipare, a lottare nella vita di tutti i giorni ed essere sempre più puntuali nell'affermare i diritti e i doveri di ogni singola persona nel mondo, al servizio della pace», sottolinea Marco Di Stefano.
Il progetto va così oltre la dimensione puramente artistica, configurandosi come uno strumento di educazione civica e coesione sociale. Attraverso il lavoro teatrale, i partecipanti vengono stimolati a confrontarsi con gli altri, sviluppando ascolto, empatia e attenzione verso la comunità.
L'obiettivo è contrastare le dinamiche di isolamento e passività che caratterizzano parte della società contemporanea, favorendo invece la partecipazione diretta, la solidarietà e il dialogo. Il teatro diventa così uno spazio nel quale sperimentare concretamente una comunità aperta, multietnica e capace di confrontarsi.
La tappa di Civitanova si inserisce inoltre in un legame ormai consolidato tra il Teatro della Comunità e le Marche. Il progetto è stato infatti il motore del Festival Internazionale di Teatro e Cinema di Amandola, arrivato a 19 edizioni, e della rassegna “Così vicino così lontano Macer-azione” di Macerata, giunta a 18 edizioni, oltre ad aver dato vita nel corso degli anni a numerosi progetti sul territorio regionale.
Un percorso che, secondo Di Stefano, è stato possibile anche grazie alla collaborazione con le realtà locali. «Dobbiamo ringraziare l'amministrazione comunale di Civitanova Marche che da anni crede fermamente in questo progetto e tutte le persone che in vari modi hanno contribuito al suo consolidamento e la sua crescita, rendendolo un punto fermo del territorio», conclude il regista.

cielo sereno (MC)
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