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Belforte ricorda Fabio Santilli a 9 anni dalla morte: il pioniere della cultura che amava i Sibillini

Belforte ricorda Fabio Santilli a 9 anni dalla morte: il pioniere della cultura che amava i Sibillini

Un pomeriggio sospeso tra memoria, satira e amore per le proprie radici elettive. Sabato scorso la Biblioteca Comunale “Mario Ciocchetti” di Belforte del Chienti ha ospitato un incontro speciale dedicato a Fabio Santilli, figura poliedrica scomparsa nel 2017, capace di segnare profondamente la vita culturale del maceratese.

L’evento, nato dalla volontà di Chiara Marucci e dello staff della biblioteca, ha riunito amici, familiari – tra cui la moglie Maria Vittoria Caputo e la figlia Alessia – e amministratori, come il sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni, per restituire alla comunità il valore di un uomo che, come ricordato dai presenti, "ha lavorato sull’esperienza turistica con vent’anni d’anticipo rispetto ai tempi".

Romano di nascita ma caldarolese nel cuore, Santilli è stato raccontato attraverso tre testimonianze che ne hanno delineato la complessità umana e professionale. Il giornalista Luca Romagnoli ha ripercorso la carriera di un tecnico che, dopo aver lavorato a progetti internazionali come Disney World a Parigi, scelse le Marche per dare sfogo a una creatività inarrestabile.

Dalla nascita del progetto Gog&Magog al premio di poesia Rabelais, fino al celebre concorso di grafica umoristica “In Vino Veritas”, Santilli è stato un pioniere nel legare l'arte alla valorizzazione dei luoghi. Fondamentale il suo impegno per i Sibillini con l’associazione Ipparco e la rassegna “InCampagna”, una delle prime intuizioni europee dedicate all'ospitalità rurale.

Il lato più intimo e militante è emerso nel ricordo dell’amico di sempre Giorgio Rosselli, che ha tratteggiato il profilo di un uomo generoso e determinato, capace di credere nelle persone e nelle battaglie condivise. Infine, la storica dell’arte Paola Puglisi ha approfondito il valore della sua produzione editoriale, nata tra i banchi della Biblioteca Nazionale di Roma.

Dalle ricerche sulla stampa satirica – Santilli fu presidente del Centro Studi Galantara – fino ai volumi illustrati da Mauro Cicaré sulla Battaglia del Pian Perduto e sul mito della Sibilla, la sua è stata una costante ricerca del "segno" capace di raccontare i tempi.

L’incontro si è chiuso con un’immagine potente, affidata alle parole che lo stesso Santilli lasciò poco prima di andarsene: "L’importante è che la morte ci colga vivi". Un'eredità culturale, quella di Fabio Santilli, che Belforte ha voluto riabbracciare per consegnarla intatta alle nuove generazioni.

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