Vittorie pesanti, sogni playoff ancora vivi e una capolista che non rallenta: il campionato entra nella fase decisiva senza cambiare volto, ma con tensione alle stelle.
La dodicesima giornata va in archivio senza scossoni in classifica. Le gerarchie restano immutate, ma sotto la superficie il campionato ribolle: distanze che si accorciano e una regular season che promette scintille.
A prendersi la scena è il Q.P.R. Futsal, che si aggiudica lo scontro diretto contro il Deportivo C5 con un netto 4-1 e accorcia a -2. Una vittoria costruita tra i pali e rifinita sotto porta: super prestazione del portiere Menniti, autentico baluardo, e doppietta decisiva di Jashaari. Gli uomini di Troplini ora si preparano a una settimana di fuoco: doppio incrocio contro Collebronx e Futsal Macerata. Sei punti che diranno se il sogno playoff – distante 9 lunghezze – può ancora restare vivo o se sarà tempo di virare verso la Wild Cup.
Non sbaglia l’F.C. Perù, che supera il Futsal Macerata al termine di una gara intensa. I peruviani vanno al riposo sotto di un gol, ma nella ripresa ribaltano tutto grazie alle doppiette di Calero e di Furtes Jr. Tre punti che consolidano ambizioni e morale nel momento più delicato della stagione.
Ritrova il sorriso anche il Collebronx, che piega il VR Macerata in una sfida molto più equilibrata dei 24 punti di distacco. Un gol per tempo per i ragazzi di Bruni, ma quanta fatica contro la squadra di Grelloni. Il VR visto questa settimana è compatto e aggressivo, trascinato da un Bangagne in stato di grazia, probabilmente il portiere più in forma del campionato.
A chiudere il turno è il pirotecnico 9-4 tra Furia Chalaca e Atletiko. Il punteggio finale è severo per i ragazzi di Merzoqui, che hanno lottato ma pagato dazio sul piano fisico e della precisione. Dall’altra parte, la marcia dei latinos continua inesorabile: la vetta non trema e la corsa verso la vittoria della regular season sembra sempre più una questione privata.
RISULTATI 12ª GIORNATA
Q.P.R. Futsal – Deportivo C5 4-1
Futsal Macerata – F.C. Perù 4-6
Collebronx - VR Macerata 2-0
Furia Chalaca - Atletiko Macerata 9-4
CLASSIFICA
Furia Chalaca – 28 pts
Collebronx* – 27 pts
F.C. Perù* – 23 pts
Borussia Cappuccini* – 19 pts
Futsal Macerata – 17 pts
Atletiko Macerata*– 16 pts
Deportivo C5 – 10 pts
Q.P.R. Futsal – 8 pts
VR Macerata – 3 pts
* una gara in meno
Grande impresa per il giovane moglianese David Piselli, che sabato scorso ha conquistato il titolo di Campione Italiano nella categoria Promesse (20-22 anni) alla Ultramaratona del Conero, disputata a Porto Recanati sulla distanza dei 50 chilometri.
Classe 2004, portacolori della SACEN Corridonia, Piselli ha chiuso la gara in 4 ore 45 minuti e 32 secondi, mantenendo un ritmo medio di 5 minuti e 43 secondi al chilometro, prestazione che gli è valsa il titolo tricolore di categoria.
Un risultato di grande rilievo, soprattutto considerando che fino a due anni fa non aveva mai praticato atletica leggera. Determinazione e costanza lo hanno portato a costruire la propria preparazione passo dopo passo, anche grazie al lavoro svolto alla Palestra Gymnasium, dove ha sviluppato una solida base fisica.
Gli allenamenti si sono svolti prevalentemente la sera, dopo il lavoro, e nei fine settimana, con carichi importanti e sedute impegnative. Tra queste, anche due lunghi da 43 chilometri affrontati sul lungomare di Civitanova Marche, tappe fondamentali nel percorso di crescita verso l’appuntamento tricolore.
Il titolo italiano rappresenta un motivo di orgoglio non solo per la Sacen Corridonia e per il Runner’s Club Mogliano, ma per l’intera comunità moglianese, che celebra un giovane atleta capace di trasformare passione e sacrificio in un traguardo di prestigio nazionale.
Il tennis maceratese scrive una delle pagine più prestigiose della sua storia. Secondo la classifica Grand Prix 2025 appena pubblicata dalla Fitp (Federazione Italiana Tennis e Padel), la scuola dell’Associazione Tennis Macerata si è piazzata al 3° posto nazionale tra le Standard School. Un riconoscimento d'élite che vede il circolo di via dei Velini balzare all'11° posto assoluto su oltre duemila scuole tennistiche censite in Italia, confermandosi contestualmente come la numero uno nelle Marche.
Questo traguardo non è un caso isolato, ma il coronamento di una crescita tecnica e numerica senza precedenti. L'Atm si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con una struttura agonistica di altissimo livello: la squadra maschile disputerà per il terzo anno consecutivo la Serie A2, mentre le ragazze hanno centrato la promozione in Serie B1. A testimoniare la qualità del vivaio è anche lo straordinario secondo posto nazionale conquistato dalla formazione Under 12 maschile, segno di una continuità generazionale che garantisce il futuro del circolo.
La vera svolta qualitativa è arrivata con la nascita dell'A-TeaM, uno staff specialistico creato per seguire i ragazzi più promettenti e, in particolare, il campione di casa Tommaso Compagnucci. Il tennista, tornato ad allenarsi stabilmente a Macerata, sta vivendo un momento di forma eccezionale. reduce da una trasferta negli Stati Uniti dove ha collezionato due vittorie, una semifinale e un quarto di finale nei tornei Itf M15, Compagnucci ha scalato la classifica mondiale fino alla posizione numero 430 Atp, a un passo dal suo record storico personale.
Il successo sportivo cammina di pari passo con la crescita strutturale. Grazie a un importante lavoro di riqualificazione e ammodernamento dell’impianto sportivo, portato avanti in sinergia con l'amministrazione comunale, l'Atm dispone oggi di una struttura all'avanguardia capace di accogliere un numero sempre crescente di soci e appassionati. Il 2025 si chiude così come un anno d'oro, che proietta Macerata tra le grandi capitali del tennis italiano, unendo la capacità di fare grandi numeri alla qualità d'eccellenza nell'insegnamento.
Coach Valerio Lionetti continua a vivere un periodo d’oro. Dopo aver centrato la salvezza in Serie A1 con la Cbf Balducci Hr Macerata, conquistata all’ultimo respiro sabato sera al tie break contro Bergamo, arriva un’altra grande soddisfazione: la nomina ufficiale a assistente di coach Julio Velasco nello staff della Nazionale femminile di pallavolo.
Ripensando alla visita di Velasco a Macerata lo scorso 3 febbraio, appare evidente che quell’incontro con le giocatrici arancionere non fosse casuale. Le parole di stima che il tecnico italo-argentino aveva rivolto a Lionetti, definendolo «un buonissimo allenatore», assumono oggi un significato ancora più chiaro.
La stagione appena conclusa per la CBF Balducci HR è stata un’autentica prova di carattere. Sotto 2-0 nella sfida decisiva, la squadra ha saputo ribaltare il risultato e assicurarsi la permanenza nella massima serie. Commentando il traguardo, Lionetti ha dichiarato: "La prima cosa che mi viene da dire è che passare da 0-2 a 3-2 significa che questa squadra è capace di fare rimonte importanti. Nell'arco di tutta la stagione siamo sempre rimasti sul pezzo, anche quando le cose non andavano bene. Oggi serviva proprio questo e l’abbiamo fatto. Dimostrare di saper uscire dalle difficoltà è un segnale forte".
Lionetti ha sottolineato anche le difficoltà affrontate: "È stato un anno complicato. Venivamo da una stagione di A2 in cui avevamo vinto tanto e ci siamo ritrovati in A1 con tante difficoltà, anche legate al fatto che per le squadre neopromosse il mercato inizia più tardi. Nonostante questo, secondo me ce la siamo cavata alla grande. La salvezza ce la siamo guadagnata fino in fondo: nessuno ci ha regalato niente, ma abbiamo conquistato ogni punto con il lavoro, dal primo all’ultimo".
Il coach ha voluto poi ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo: "Un’altra cosa importante è che abbiamo fatto la stagione in tredici, senza intervenire sul mercato. Abbiamo lavorato sempre con lo stesso gruppo, dall’inizio alla fine, ed è una soddisfazione ulteriore. Voglio ringraziare la società, lo staff e soprattutto le ragazze, che sono le protagoniste in campo. Un grazie anche ai dirigenti che lavorano dietro le quinte e a tutte le persone che ci sono state vicine, soprattutto nei momenti più difficili. Se questa stagione è andata così, è merito del lavoro di tutti. Ognuno ha messo il proprio mattoncino".
L’estate di Lionetti sarà intensa: tra la Nations League e gli Europei, che prenderanno il via il 21 agosto, il coach maceratese sarà ora al fianco della Nazionale per scrivere una nuova pagina della sua carriera.
Ancora un podio internazionale per Elia Villotti. Il cavaliere civitanovese ha conquistato il terzo posto nella categoria 140 a tempo del CSI2* disputato a Busto Arsizio, presso il prestigioso Circolo Ippico Etrea, confermando uno straordinario momento di forma nel panorama del salto ostacoli europeo.
In sella a Stalanda, Villotti aveva già dato segnali importanti chiudendo con zero penalità la categoria 135. Nella successiva 140 a tempo, con 51 partenti al via, ha poi firmato una prova di altissimo livello fermando il cronometro a 63.73, un tempo che gli è valso il terzo gradino del podio in una competizione di caratura internazionale.
Le gare CSI (Concours de Saut International), riconosciute dalla Federazione Equestre Internazionale, rappresentano infatti un circuito di elevato profilo tecnico; la qualifica “due stelle” identifica eventi di grande rilievo, con percorsi impegnativi e la presenza di binomi provenienti da diversi Paesi, validi anche ai fini del ranking mondiale.
Il risultato lombardo si inserisce in un percorso internazionale ormai consolidato. Solo poche settimane fa Villotti era stato protagonista al Mediterranean Equestrian Tour di Oliva, uno dei circuiti più prestigiosi del calendario europeo invernale, dove aveva ottenuto piazzamenti significativi attirando l’attenzione degli osservatori federali. Nel suo cammino figurano anche esperienze su campi iconici come quello dello CSIO di Roma Piazza di Siena, teatro di alcune tra le competizioni equestri più importanti del panorama nazionale e internazionale, a testimonianza di una crescita costante e di una solidità tecnica sempre più evidente.
Dietro i risultati sportivi c’è una realtà strutturata e lungimirante: Cavalli delle Fonti, centro equestre di Civitanova Alta, oggi considerato tra le eccellenze marchigiane del settore. Il progetto è portato avanti da Elia insieme ai fratelli Francesco, Rebecca e Rachele Villotti, in una gestione familiare che ha saputo trasformare passione e competenza in un modello organizzativo di alto livello. Alla base di tutto c’è la visione di Gianromeo Villotti, fondatore e anima della struttura, che fin dall’inizio ha creduto nello sport equestre come strumento di crescita non solo agonistica, ma anche educativa e sociale.
Fondamentale nel percorso di Elia è il lavoro del fratello e coach Francesco Villotti, tecnico federale stimato anche in ambito internazionale. La sua attività si estende alla preparazione di numerosi binomi impegnati in competizioni nazionali e internazionali, con una particolare attenzione alla valorizzazione dei cavalli giovani e alla formazione di atleti capaci di competere ai massimi livelli. L’esperienza maturata anche fuori dai confini italiani ha contribuito a dare a Cavalli delle Fonti una dimensione sempre più ampia e qualificata.
Il terzo posto al CSI2* di Busto Arsizio non è dunque soltanto un risultato personale, ma il simbolo di un lavoro corale che coinvolge un’intera famiglia e un team coeso. Con Elia sul podio internazionale, Civitanova Marche vede sventolare i propri colori in uno dei contesti sportivi più competitivi d’Europa. Dietro quel podio c’è una visione diventata progetto e un progetto trasformato, con dedizione e competenza, in eccellenza sportiva.
Nuova svolta tecnica in casa Civitanovese. La società rossoblù ha ufficializzato l’affidamento della guida della Prima Squadra a Massimo Silva, che da oggi assume l’incarico di allenatore. Insieme a lui entra nello staff anche il vice Nuno Couceiro, profilo di esperienza internazionale chiamato a rafforzare l’area tecnica.
“La società affida a mister Silva e al suo staff un progetto tecnico fondato su identità, organizzazione e determinazione, valori imprescindibili per onorare la storia e la maglia della Civitanovese”, si legge nella nota ufficiale del club, ora in mano a Francesco Borrelli, che ha rivolto ai nuovi arrivati il più caloroso benvenuto, con l’auspicio di centrare gli obiettivi stagionali.
Il cambio arriva all’indomani del pareggio contro il Chiesanuova, scontro diretto nella zona calda della classifica. Un risultato che non ha modificato in modo sostanziale la situazione dei rossoblù, rimasti ancorati al fondo per gran parte della stagione, in alcune settimane addirittura all’ultimo posto.
Silva prende il posto di Daniele Marinelli, già subentrato ad Andrea Mercanti nel tentativo di dare una scossa a un gruppo in difficoltà. Una scossa che, però, non si è tradotta in un reale cambio di passo: più che i risultati in sé, è mancata la continuità, come dimostrano i sei punti raccolti nelle ultime quattro gare, insufficienti per invertire la rotta in classifica.
Tecnico di lunga esperienza e con un passato costellato di successi, Silva è chiamato ora a una missione delicata: risollevare morale e classifica, ridare compattezza alla squadra e guidarla fuori dalla bagarre playout. Serviranno punti, ma anche una nuova identità e una ritrovata solidità mentale per invertire la rotta.
Strano incrocio del destino: lo scorso anno Silva era stato artefice di una miracolosa salvezza col Notaresco in Serie D, battendo proprio la Civitanovese al playout e condannando i rivieraschi alla retrocessione in Eccellenza.
La piazza attende segnali concreti già dalle prossime settimane: il tempo stringe e la salvezza passa da un cambio di passo immediato.
Una vittoria che vale tanto oro quanto pesa soprattutto a livello emotivo per la Halley Matelica, che dopo tre quarti in apnea risorge negli ultimi 10 minuti e piega una combattiva Pallacanestro Jesi. La Vigor ha girato completamente il match nel quarto periodo dopo aver rischiato più volte di crollare, scendendo più volte sul -11 e trovando raramente brio e positività. Tutto quello che poi ha saputo trovare nel rush finale, trascinata dal fosforo e dai canestri pesanti di Panzini e dall’energia contagiosa di Mazzotti.
L’inizio è al piccolo trotto da ambo le parti, ma è Jesi a prendere il controllo delle operazioni con un Bagdonavicius dominante: gli ospiti griffano un parziale di 2-13 chiuso dalla tripla di Rossini e schizzano a +11 (9-20 al 9’). La Halley fa una fatica tremenda a trovare il canestro, complici le pessime percentuali al tiro da fuori e i tanti errori ai tiri liberi, ma rintuzza la fuga dei leoncelli aggrappandosi alle folate di Panzini e all’energia di Mazzotti e Mattarelli: dopo essere tornata più volte a -3, la Vigor va all’intervallo lungo sul -6 (35-41).
Nel terzo quarto la Halley vacilla. Jesi ritorna più volte a +11 e pur senza riuscire ad assestare il colpo del ko, pare poter controllare senza particolari problemi una Vigor spenta e monocorde. Il punteggio fa l’elastico fino all’inizio del quarto periodo, quando i matelicesi piazzano un parziale di 10-0 e tornano dopo una vita a -1 (53-54 al 31’ firmato dall’arco da Mazzotti). Gli ospiti provano a rispondere, ma non hanno fatto i conti con la coppia Panzini-Mazzotti: sono loro due (19 punti in coppia nell’ultimo quarto) a mettere il turbo alla Halley, che si spinge in un amen fino al +7 (69-62 a 4’ dalla sirena). Jesi non ci sta e con Ogiemwonyi e Bagdonavicius torna fino al -3 nell’ultimo minuto, ma Mozzi e Panzini non sprecano nulla sul tentativo di fallo sistematico dei leoncelli e quando Dell’Anna, con coraggio, si prende il tiro dai 4 metri con meno di 30” da giocare il match è sostanzialmente nelle mani della Vigor.
Una bella iniezione di fiducia e una boccata d’ossigeno anche a livello di classifica, visto che il successo lascia a debita distanza proprio la squadra di coach Sorgentone in vista del big match di domenica prossima, di nuovo alla Palestra della Libertà, con la Svethia Recanati.
Questo il commento del vicecoach Giorgio Palantrani a fine partita: «Venivamo da un momento non facile e non solo per i risultati e nel primo tempo si è visto tutto questo. Non riuscivamo a toglierci quella scimmia di dosso. Poi dal terzo quarto le cose hanno cominciato a cambiare e non tanto a livello di tecnica o di tattica, ma di spirito. Abbiamo messo in campo tanta energia, volontà e voglia di aiutarci: credo sia stato questo a fare la differenza più di tutto. Ce lo siamo detti per tutta la settimana: la cosa più importante in un momento delicato come il nostro era la reazione emotiva e oggi c’è stata. A livello tattico nel quarto periodo abbiamo provato ad imbrigliarli un po’con la zona e i cambi sistematici, che ci hanno dato benefici, ma credo che l’energia abbia fatto la differenza. Il campionato sta mostrando un equilibrio incredibile, si può letteralmente vincere e perdere con chiunque. In alto siamo sei squadre raccolta in 4 punti, ogni partita è fondamentale. Ragioniamo partita per partita, ora ci focalizziamo su Recanati: speriamo di avere un pubblico caldo come quello di oggi perché per noi è obiettivamente una partita molto importante».
HALLEY MATELICA-PALLACANESTRO JESI 76-70
MATELICA: Marrucci 10, Pacini ne, Panzini 22, Mentonelli, Fea 5, Dell’Anna 4, Eliantonio ne, Mazzotti 19, Mattarelli 6, Mozzi 10. All.: Trullo.
JESI: Mancini 19, Giulietti 5, Ogiemwonyi 11, Castellino 8, Grifoni, Scarpone 2, Bagdonavicius 13, Rossini 3, Loccioni ne, Castillo ne, Bosso 9, Mazzantini ne. All.: Sorgentone.
ARBITRI: Caporalini, Lisotta.
PARZIALI: 13-20, 22-21, 14-13, 27-16.
Ufficio stampa Vigor Basket Matelica
L’ultima trasferta della Regular Season riserva il quarto tie-break consecutivo per i biancorossi tra Champions League e campionato. Nel 21° turno, il penultimo della prima fase, la Cucine Lube Civitanova s'impone in terra pontina contro i padroni di casa del Cisterna Volley al tie-break (18-25, 17-25, 25-23, 29-27, 7-15). Dopo due parziali dominati dai marchigiani, i tecnici rivoluzionano le formazioni e il team di casa vince di misura terzo e quarto set, prima del prepotente ritorno dei cucinieri nel set decisivo. Un risultato che consente agli uomini di Giampaolo Medei di portarsi a 37 punti in classifica.
Un Nikolov falloso in battuta si riscatta a suon di punti in attacco (63%) e chiude la gara da top scorer (34 sigilli) prendendosi il titolo di MVP. In doppia cifra anche Loeppky (15), ma va segnalato il contributo di Kukartsev, dentro dall’inizio del tie-break e capace di siglare in una fase topica 6 dei suoi 8 punti. In evidenza tra i padroni di casa Barotto (29 punti), Tarumi (12) e Muniz (11), quest’ultimo entrato in corsa.
Nei primi due set (18-25 e 17-25) Civitanova attacca con il 60% e passa di positività guidando dall’inizio alla fine grazie ai punti degli schiacciatori. Nel terzo atto, con le formazioni rivoluzionate, arriva il primo vantaggio pontino dall’inizio del match (8-7). In un frangente molto equilibrato, i laziali prendono fiducia e riaprono il match (25-23). Nel quarto set si lotta alla pari e la Lube annulla quattro palle set prima di capitolare 29-27. Al tie-break (7-15) Kukartsev dà una marcia in più ai biancorossi con 6 punti personali.
La gara
Lube in campo con Boninfante al palleggio, i tre schiacciatori Loeppky, Nikolov, e Bottolo ad attaccare, i centrali Gargiulo e D’heer, Bisotto libero in alternanza con Balaso per difesa e ricezione. Cisterna si schiera con Fanizza in cabina di regia e Barotto bocca da fuoco, Bayram le Tarumi laterali, Mazzone e Plak al centro, Currie libero.
Subito fruttuosi i turni al servizio di Bottolo e Gargiulo, complici le incertezze pontine (2-7). Bayram e Barotto (8 punti per lui nel parziale) cercano di reagire e sull’errore di Loeppky la distanza si assottiglia (10-12). Civitanova spinge ancora il piede sull’acceleratore e si porta sul +4 con il muro di Nikolov (12-16). Altre due prodezze del bulgaro, autore di 7 punti a fine set con il 75% e 1 muri, valgono il +6 (16-22) dopo l’ingresso di Muniz per i padroni di casa. Sul muro di D’heer Civitanova ha 4 palle set (17-24). Il set si chiude sul servizio out dell’esordiente Tosti (18-25).
Nel secondo set riparte Muniz per Tarumi tra i pontini. L’avvio ricalca quello del parziale precedente dopo il lungolinea di Nikolov (3-8). L’attacco di Loeppky (5 punti nel set) da zona 2 e il muro di Nikolov (6 punti) mantengono il cuscinetto per i biancorossi (8-13). Anzi la forbice si allarga con la conclusione del canadese della seconda linea (10-16). Barotto (5 sigilli) limita i danni (12-16), ma la Lube riprende il sopravvento Nel finale trovano il campo pure Orduna e Duflos-Rossi nei biancorossi e come nel precedente parziale Civitanova si ricava sette set point. Ci pensa D’heer a chiudere alla prima occasione (17-25).
Nel terzo parziale restano in campo Orduna e Duflos-Rossi per i biancorossi, mentre per Cisterna c’è spazio per l’ex biancorosso Diamantini, alla sua gara numera 400 in carriera, ma anche per Tosti e Finauri. L’avvio è punto a punto e arriva il primo vantaggio di Cisterna nel match (8-7), ma Civitanova si risveglia e chiude un trittico di punti con il pallonetto di Loeppky (8-10). La Lube allunga (9-12). I pontini tengono vivo il set (12-13), ma si prosegue a strappi (13-16). Sul 15-16 Medei chiama il primo time out della gara per i vicecampioni d’Italia, ma al rientro Barotto firma il pari (16-16). Sul muro di Diamantini il team laziale trova il +2 (19-17). Sul 23-22 entrano Boninfante e Kukartsev. I pontini, spinti da uno scatenato Barotto (8 punti nel set) si procurano due palle set e riaprono il match con un mani out (25-23).
Nel quarto parziale Barotto continua a colpire e i laziali giocano con determinazione andando sul + 3 (15-12) con l’ace di Muniz. Sul 18-16 entrano Boninfante e Kukartsev. Sul 20-17 per una battuta out dei cucinieri entra Bottolo per Nikolov. Il punto di Duflos-Rossi e l’errore di Tosti riportano la Lube sul -1 (20-19). Sul 21-19 entra Bayram tra gli uomini di Morato, mentre sul 21-20 rientrano Orduna e Loeppky. Sul 22-21 rientra Nikolov, mentre s’infortuna Fanizza sbattendo sul seggiolone dell’arbitro. Il punto si ripete e Duflos-Rossi impatta con un ace (22-22). Nikolov annulla un primo (24-24) e un secondo set point (25-25), ma poi commette un errore dai nove metri e la Lube è graziata da un’infrazione pontina (26-26). Nikolov annulla anche un quarto set point (27-27), ma poi Tarumi prolunga il match (29-27).
Al tie-break la Lube parte forte con Nikolov (3-6) e in campo dall’inizio c’è Kukartsev, che firma due ace, alternati da un mani out (3-9) e sgancia anche il diagonale del 4-10. Dopo il muro di Duflos-Rossi e l’infrazione di Cisterna la Lube ipoteca la vittoria (5-12). La gara si chiude senza sussulti (7-15).
Cisterna Volley - Cucine Lube Civitanova 2-3 (18-25, 17-25, 25-23, 29-27, 7-15)
CISTERNA: Fanizza 0, Tarumi 12, Plak 3, Barotto 29, Bayram 3, Mazzone 0, Currie (L), Finauri (L), Diamantini 4, Salsi 0, Tosti 4, Muniz De Oliveira 11. N.E. Guzzo. All. Morato.
CIVITANOVA: Boninfante 1, Bottolo 5, Gargiulo 9, Loeppky 15, Nikolov 34, D'Heer 7, Orduna 0, Bisotto (L), Balaso (L), Kukartsev 8, Duflos-Rossi 7. N.E. Podrascanin, Tenorio. All. Medei.
Arbitri: Goitre (TO) e Gaetano (CZ).
Note: durata set 23’, 25’, 32’, 44’, 14’. Totale: 2h 18. Cisterna: errori al servizio 20, ace 4, muri 8, attacco 46%, ricezione 40% (18%). Lube: errori al servizio 26, ace 5, muri 6, attacco 56%, ricezione 64% (37%). Spettatori: 2.147. MVP: Nikolov.
GIAMPAOLO MEDEI (allenatore): “Abbiamo interpretato molto bene la prima parte del match, il riferimento è naturalmente ai primi due parziali. Dal terzo in poi ho dato spazio in campo a qualche giocatore che finora aveva giocato meno, forse abbiamo perso un po’ di ritmo, ma credo che in ogni caso avremmo potuto vincere sia il terzo che il quarto set, se avessimo sfruttato meglio un paio di situazioni e, soprattutto, se avessimo sfruttato meglio la battuta. Devo fare un plauso a Kukartsev, che è entrato a freddo nel tie-break riuscendo a dare una spinta decisiva. Dobbiamo migliorare, con particolare riferimento alla gestione del servizio nei frangenti di punto a punto. Comunque oggi era importante vincere, fare dei punti, per affrontare con tranquillità la partita di mercoledì con Monza e preparare la Supercoppa”.
SANTI ORDUNA: “C’è chiaramente del rammarico per essere arrivati al tie-break dopo essere stati in vantaggio di due set, ma la cosa più importante alla fine era vincere, in qualsiasi modo, e ci siamo riusciti. Nel quinto parziale abbiamo messo in campo davvero tutto quello che avevamo!”
Lo scontro salvezza non produce vincitori, ma lascia strascichi pesanti. Allo stadio Polisportivo Comunale di Civitanova va in scena la sfida tra la Civitanovese Calcio 1919 e il Chiesanuova, valida per la 23ª giornata del campionato di Eccellenza: uno 0-0 che serve a poco a entrambe, separate da appena due punti e ancora pienamente coinvolte nella lotta per non retrocedere a otto giornate dal termine. Un punto che non basta, soprattutto in casa rossoblù. Poco dopo il fischio finale arriva infatti la decisione della società: mister Daniele Marinelli viene sollevato dall’incarico insieme al vice Matteo Mercuri.
La tensione si avverte fin dai primi minuti. Le squadre entrano in campo con atteggiamento prudente, consapevoli del peso specifico della posta in palio. Il primo squillo è della Civitanovese al 14’: Marietti crossa teso sul secondo palo, la traiettoria sfiora il legno e si spegne sul fondo. Tre minuti più tardi l’episodio che potrebbe cambiare la partita: Sanchez atterra Di Matteo in area e l’arbitro assegna il calcio di rigore al Chiesanuova. Dal dischetto Lezcano si fa ipnotizzare da Servalli; sulla ribattuta calcia incredibilmente alto, divorandosi il vantaggio. I padroni di casa reagiscono. Al 26’ ancora Marietti impegna Fatone con una conclusione insidiosa, deviata in angolo dal portiere ospite. Al 35’ è capitan Visciano, su punizione, a cercare la via del gol, ma Fatone risponde presente mantenendo lo 0-0.
La ripresa si apre con ritmi contenuti e grande attenzione tattica. Al 10’ st il Chiesanuova sfiora il colpo grosso: un retropassaggio corto verso Servalli rischia di favorire Lezcano, ma la sua mezza rovesciata termina sul fondo. Al 25’ st Papa, appena entrato, non inquadra la porta su sviluppi di calcio piazzato. Quattro minuti dopo arriva il secondo rigore di giornata: Hernandez stende Sanchez in area e questa volta è la Civitanovese a presentarsi dagli undici metri. Visciano calcia, ma ancora una volta Fatone si supera e respinge, confermandosi protagonista assoluto del match. Al 33’ st Ardemagni svetta di testa su punizione, trovando un autentico miracolo di Fatone. Nel finale, il Chiesanuova prova a colpire con Bambozzi (41’ st), tiro alto sopra la traversa. La replica rossoblù arriva al 44’ st con una spettacolare rovesciata di Nacciarriti che esce di pochissimo. Dopo quattro minuti di recupero il direttore di gara decreta la fine: 0-0 e un punto per parte che non cambia sensibilmente la classifica e lascia l’amaro in bocca a entrambe.
Il pareggio non basta alla Civitanovese per invertire la rotta. A pochi minuti dal termine della gara, la società annuncia l’esonero dell’allenatore con il seguente cominicato:
"La Civitanovese Calcio 1919 comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra Daniele Marinelli e il suo vice Matteo Mercuri. La Società desidera ringraziare mister Marinelli e il suo secondo per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati nel periodo trascorso alla guida della squadra, augurando ad entrambi le migliori fortune umane e professionali per il prosieguo della loro carriera. La Civitanovese Calcio 1919 comunicherà nei prossimi giorni le decisioni in merito alla nuova guida tecnica".
La mancanza di vittorie e una classifica ancora pericolosa hanno spinto il club a cambiare guida tecnica nel momento più delicato della stagione. A otto giornate dalla fine, la lotta salvezza entra nel vivo e la Civitanovese è chiamata a una scossa immediata per evitare un epilogo amaro.
La Maceratese ritrova il successo interno al termine di una sfida intensa, combattuta e carica di significati. Davanti a circa 1200 spettatori, i biancorossi conquistano tre punti fondamentali grazie a un primo tempo di qualità e a una ripresa di sacrificio e compattezza.
Primo tempo: L’approccio della Rata è positivo: la squadra di mister Possanzini prova subito a imporre ritmo e pressione. La prima conclusione è però ospite, con Paudice che calcia a lato. La risposta biancorossa arriva al 10’ con Ciabuschi, murato dalla difesa. Al 25’ la prima grande occasione: punizione dal limite di Ambrogi che sfiora l’incrocio dei pali. Due minuti più tardi è Ciattaglia, sul secondo palo, a non trovare la giusta potenza su cross basso di Osorio. La Maceratese cresce e al 30’ costruisce una bella trama offensiva conclusa dal destro di Osorio, parato in due tempi da Boccanera. Il vantaggio è nell’aria e si concretizza al 38’: dopo un pallone respinto dalla difesa abruzzese, Sabattini serve Ciabuschi che dal limite lascia partire un destro preciso e potente che bacia il palo e si insacca. Il pubblico spinge e al 43’ arriva il raddoppio: De Angelis controlla al limite e disegna una traiettoria perfetta che si infila all’incrocio dei pali per il 2-0 con cui si va al riposo.
Secondo tempo: La ripresa si apre con il ritorno del Notaresco. All’11’ Paudice fa da sponda per Andreassi che entra in area e accorcia le distanze. Gli ospiti prendono coraggio e poco dopo sfiorano il pareggio: prima Gagliardini salva su Paudice, poi è Lucero a respingere miracolosamente sulla linea il tentativo a colpo sicuro di Andreassi. La Maceratese vive il momento più delicato della gara ma non si disunisce. Con ordine e spirito di sacrificio, i biancorossi respingono gli assalti finali degli abruzzesi, che mantengono il possesso senza però creare ulteriori occasioni nitide. Dopo sei minuti di recupero arriva il triplice fischio che certifica una vittoria sofferta ma meritata: qualità nel primo tempo, carattere e compattezza nella ripresa. Tre punti pesantissimi per la classifica e per il morale, che riportano la Rata a +4 sulla zona playout.
Tabellino
MACERATESE-NOTARESCO 2-1
Maceratese (4-3-3): Gagliardini; Perini, Ciattaglia, Lucero, Siniega; De Angelis, Sabattini (29’ st Nasic), Ambrogi (19’ st Papa); Marras (36’ st Morganti), Osorio (27’ st Gagliardi), Ciabuschi (37’ st Cirulli).
All. Matteo Possanzini
Notaresco (4-4-2): Boccanera; Palazzese (24’ st Tataranni), Pulsoni (29’ st Gaetani), Formiconi, Quacquarelli; Arrigoni, Di Cairano (1’ st Bello), Pistillo, Forcini (1’ st Zancocchia); Andreassi (29’ st Di Sabatino), Paudice.
All. Roberto Vagnoni
Arbitro: Simone Spagnoli di Tivoli
Reti: 38’ pt Ciabuschi, 43’ pt De Angelis, 11’ st Andreassi
Ammoniti: Perini, Gaetani
Spettatori: circa 1200 (50 ospiti)
Nel ventitreesimo turno del Girone B di Promozione, l'Aurora Treia capolista ospita il Castel di Lama alla ricerca di punti salvezza. I cucinieri devono fare a meno di Alla a centrocampo e schierano un tridente offensivo composto da Mazzoni, Borrelli e Melchiorri. Gli ospiti rispondono con una formazione equilibrata e si affidano alla velocità di Senghor e Kane in avanti.
PRIMO TEMPO
È il caldo il primo vero protagonista della sfida tra Aurora Treia e Castel di Lama. Nella prima frazione i ritmi non sono particolarmente elevati, con le due formazioni impegnate soprattutto in una fase iniziale di studio.
Dopo appena un giro di lancette, l’Aurora si rende subito pericolosa: Melchiorri viene servito in area ma la sua conclusione è centrale e Luzi blocca senza difficoltà. Gli ospiti rispondono al 18’, costruendo una buona trama offensiva che porta Petrucci al tiro, ma Testa controlla senza problemi.
Al 32’ episodio dubbio nell’area del Castel di Lama: i padroni di casa protestano per un presunto contatto su Melchiorri, ma il direttore di gara lascia correre.
Gli ascolani alzano il baricentro e tra il 34’ e il 36’ costruiscono la doppia occasione più nitida del primo tempo: prima Calvaresi tenta la conclusione dalla distanza, sfiorando il bersaglio, poi Testa si supera sul colpo di testa ravvicinato di Kane, salvando il risultato.
L’Aurora non resta a guardare e al 37’ risponde in velocità: cross insidioso sul secondo palo per Mazzoni, che però non riesce a inquadrare lo specchio della porta.
Nel finale, al 43’, i locali vanno vicinissimi al vantaggio: Palladini inventa una palla geniale per Melchiorri che svetta di testa, ma la sfera termina di poco a lato.
Si va così al riposo sullo 0-0, al termine di un primo tempo equilibrato, acceso a tratti ma ancora senza reti.
SECONDO TEMPO
La prima occasione arriva al 49’: Calvaresi mette in mezzo una palla insidiosa per Kane, che però manca la deviazione sotto misura. È il preludio a un autentico monologo dei padroni di casa.
Al 57’ il vantaggio prende forma: Mazzoni disegna un cross illuminante e Melchiorri svetta in area con un colpo di testa preciso che non lascia scampo al portiere. L’Aurora sblocca il match e continua a spingere.
Poco dopo è lo stesso Mazzoni a sfiorare il raddoppio con una perfetta coordinazione dal limite dell’area, ma la conclusione non trova lo specchio.
Al 72’ Melchiorri va vicinissimo alla doppietta personale: si libera bene in area ma la sfera termina di poco sul fondo. Il Castel di Lama prova a reagire e si riaffaccia in avanti con Senghor, ma Testa è attento e neutralizza con un grande intervento deviando in corner.
Il raddoppio è solo rimandato e arriva al 79’: palla in profondità per Melchiorri che scatta sul filo del fuorigioco e conclude con freddezza infilando il pallone in fondo al sacco. È 2-0 e partita praticamente in ghiaccio. L’attaccante sfiora anche la tripletta pochi minuti dopo con una conclusione ravvicinata che non trova fortuna.
Nel finale c’è spazio anche per la staffilata di Borrelli, ma il pallone lambisce il palo. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio.
Successo importante per l’Aurora Treia, che centra il ventitreesimo risultato utile consecutivo e vola a +5 dall’Atletico Azzurra Colli.
Sconfitto ma non ridimensionato il Castel di Lama, autore comunque di una prova generosa e ordinata.
AURORA TREIA: Testa, Calamita, Bartolini, Palladini, Orlietti (81' Tavoni), Ballanti, Guglielmo (51' Gabrielli), Guzzini (85' Chornopyschuk), Melchiorri (89' Seye), Borrelli, Mazzoni (84' Dominino).
A disposizione: Giachetta, Giuliodori, Cirrottola. Allenatore: Simone Ricci.
CASTEL DI LAMA: Luzi, Maoloni, Natalini, Pietrucci (83' Funari), Mancini, Raschioni, Calvaresi, Capriotti (89' Novelli), Senghor (80' Palatroni), Petrucci (75' Picciola), Kane (66' Maamri).
A disposizione: Giordani, Menchini, Voltattorni, Villani. Allenatore: Yuri Rossi.
MARCATORI: Melchiorri 57', 74.
ARBITRO: Mattia Dovesi - Sezione di Ancona.
ASSISTENTI: Samuel Gasperi - Sezione di S.Benedetto del Tronto; Mirko Baldisserri - Sezione di Pesaro.
NOTE: ammonito Funari, angoli 0-4, recuperi 0'-4', presenti oltre 250 spettatori al "Leonardo Capponi" di Treia.
Pareva un horror, ma il finale è stato dolce come quello delle fiabe. Il Tolentino sbanca Fabriano per 2-1 nella sfida valevole come ottava giornata di ritorno del campionato di Eccellenza Marche. Ai cremisi basta giocare solo un tempo, il secondo, per rimontare i padroni di casa e conquistare tre punti che rivoluzionano il modo di guardare al finale di stagione.
Una vittoria arrivata in extremis che, nelle modalità, ricorda da vicino quella conquistata a Monturano un anno fa. Ora la zona playoff dista un solo punto, il terzo posto del Trodica soltanto due. Per i cartari, invece, resta l'amarezza per quel che poteva essere e non è stato con il conseguente ultimo posto solitario in classifica.
LE FORMAZIONI - In casa Fabriano debutta in panchina il neo allenatore Marco Bonura, scelto in settimana per provare a risollevare le sorti della squadra. Nessuno stravolgimento nell'undici iniziale rispetto alla formazione di 7 giorni fa a Matelica, con gli unici inserimenti del portiere Palazzo (ex cremisi) e Di Cato sull'out sinistro offensivo. Tolentino senza diversi infortunati e costretto a rinunciare a Fontana, squalificato. Come under viene promosso titolare dal 1' Papavero. Nella linea a tre di difesa viene arretrato Rozzi.
LA CRONACA - Al 14' ottima percussione sulla fascia sinistra di Bologna, pescato di prima intenzione da un lancio di Bracciatelli. Il cross del terzino di casa trova indisturbato Gnahe che manda alto il suo colpo di testa da posizione ravvicinata. Replica immediata di Tortelli, con una staffilata da lontano che chiama alla parata con una mano Palazzo.
Al 19' i locali passano in vantaggio. Su un cross proveniente dalla trequarti, la difesa cremisi sonnecchia. Ndiaye viene lasciato libero di svettare e beffare Roberto con un'incornata precisa. Tolentino punito da un approccio alla partita troppo molle.
Un altro, apparentemente innocuo, lancio lungo mette in crisi la retroguardia ospite al 34'. Stavolta Ndiaye non è impeccabile nel controllo e si allunga la palla: Roberto può uscire in presa bassa.
Un debole colpo di testa di Lovotti fotografa la flebile pericolosità ospite (40'). Episodio discusso al tramonto del primo tempo. Diouane sfiora il pareggio colpendo in tuffo. La palla fa la barba al palo, ma nell'occasione il terzino cremisi viene preso per la maglia in maniera abbastanza evidente. Una trattenuta che gli impedisce di coordinarsi al meglio. Per l'arbitro non c'è nulla da eccepire e Strano viene ammonito per eccessive proteste. Al riposo si va col Fabriano avanti 1-0.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi il Tolentino appare di nuovo troppo impreciso a livello tecnico. Specchio perfetto ne è la prestazione di Giandomenico, molto al di sotto dei suoi consueti standard.
Il Fabriano ne approfitta e si invola in contropiede. Al 52' Di Cato fa tutto benissimo, compreso il pungente diagonale che chiama alla parata non semplice Roberto.
Al 55' gli ospiti provano a destarsi. Sul corner di Tizi, Strano anticipa l'uscita di Palazzo ma non riesce a inquadrare la porta. Al 67' Giandomenico prova a cancellare una partita poco brillante con una fucilata su punizione che sfiora l'angolino basso alla destra di Palazzo. Un minuto più tardi la conclusione potente di Moscati dà soltanto l'illusione della rete: la palla termina fuori d'un soffio.
Tolentino avanti alla garibaldina in questa fase del match. Lovotti tenta di sorprendere Palazzo con un pallonetto al 70': alto. Il Fabriano patisce l'alto ritmo imposto al match nel primo tempo e subisce gli avversari.
La volée di Alberione è imprecisa al 74'. Cinque minuti dopo il diagonale masticato di Moscati colpisce la zolla sbagliata del terreno e termina fuori proprio quando sembrava ormai indirizzato in porta.
Ospiti padroni del campo e che, oramai, meriterebbero il pari. All'85' Tortelli accomoda la sfera per il più agevole dei piazzati a Nunes all'altezza del dischetto, ma il brasiliano calcia alle stelle.
Il momento buono per l'1-1 arriva all'89' con la travolgente percussione personale di Alberione, capace di bucare Palazzo a tu per tu. Al 93' clamorosa chance per il controsorpasso del Fabriano. Sugli sviluppi di punizione Brevi ha tutto il tempo per scaricare in porta da ottima posizione, ma bada soltanto alla potenza e non alla precisione.
Non è finita. Al 96' Rozzi si riprende il pallone con grinta leonina sradicandolo agli avversari e mette in mezzo un cioccolatino su cui Tortelli si avventa di testa: la palla colpisce il palo e poi carambola su Lovotti che da due passi non può sbagliare. Sorpasso del Tolentino proprio al fotofinish. Tre punti di platino per nutrire ancora speranze playoff.
Tabellino Fabriano - Tolentino 1-2
FABRIANO: Palazzo, Gnahe, Perrini, Malagrida, Brevi, Stortini, Di Cato (60' Palmieri), Bracciatelli (75' Merciari), Ndiaye, Mendes Donzelli (60' Trillini), Bologna (75' Crescentini). All. Bonura
TOLENTINO: Roberto, Diouane (55' Nunes), Strano, Rozzi, Alberione, Giandomenico, Tizi, Tortelli, Papavero (64' Romitelli), Lovotti, Moscati. All. Corradini
Arbitro: Leonardo Crincoli di Ascoli Piceno Assistenti: Mario Petrone di Pesaro e Andrea Narcisi di San Benedetto del Tronto
Reti: 19' Ndiaye (F), 89' Alberione (T), 96' Lovotti (T); ammoniti: Giandomenico, Strano, Brevi, Alberione; espulsi: nessuno; corner 3-4; recupero: 1' e 8'.
Il blasone dell’Anthropos Civitanova brilla più che mai nel panorama dell’atletica leggera paralimpica italiana. In occasione della 21esima edizione dei Campionati italiani indoor, svoltisi nel fine settimana tra il Pala Casali e il Campo Italico Conti di Ancona, la società guidata dal presidente Nelio Piermattei ha dominato la scena, portando ben otto atleti sul gradino più alto del podio per il titolo assoluto.
A trascinare la spedizione civitanovese è stata, come da tradizione, l’inossidabile Assunta Legnante. La plurimedagliata paralimpica ha firmato un vero e proprio tris tricolore, imponendosi nel getto del peso (11,44 mt), nel lancio del disco (28,37 mt) e nel giavellotto (19,92 mt). Non è stato da meno l’oro di Parigi, Rigivan Ganeshamoorthy, che si è confermato campione nel disco con una misura di 26,58 mt.
Il settore lanci ha regalato altre soddisfazioni con l’oro di Fausto Morlacco nel getto del peso categoria F11 (11,31 mt). Grandi prestazioni sono arrivate anche dai salti: Anna Maria Mencoboni ha conquistato il titolo nel lungo per la categoria non vedenti (3,98 mt), mentre Alessandro Gabaldi ha stabilito il nuovo primato nella categoria T12 con un eccellente balzo da 5,60 mt.
La sorpresa più lieta della rassegna è stata la giovane velocista fermana Greta Antolini. Al suo debutto assoluto in maglia Anthropos e nelle competizioni paralimpiche, la ragazza ha conquistato il titolo di campionessa italiana nei 200 metri, segnando un "esordio col botto".
Soddisfatto il presidente Nelio Piermattei, che ha sottolineato la doppia valenza dell'evento: «La prima soddisfazione è stata organizzare per la quattordicesima volta consecutiva i campionati ad Ancona, un onere e un onore per cui ringrazio la Fispes. La seconda è arrivata dai risultati: i nostri atleti si sono confermati ai vertici, ponendo l'Anthropos come una delle realtà paralimpiche più importanti d’Italia».
La manifestazione, resa possibile dal sostegno del CIP, della Regione Marche e del Comune di Ancona, ha visto ancora una volta la sinergia vincente tra la Asd Anthropos, la Fidal Marche, la Protezione Civile e l’Anpas Marche.
La CBF Balducci HR compie il miracolo sportivo e mantiene il suo posto nel massimo campionato italiano. In un’ultima giornata di Regular Season al cardiopalma, le arancionere riescono a risorgere dallo 0-2 sul campo di Bergamo, imponendosi al tie break e conquistando una salvezza matematica che premia il cuore e la determinazione del gruppo di coach Lionetti.
La certezza della permanenza in Serie A1 era già arrivata a metà match, grazie alla contemporanea sconfitta di Monviso contro Conegliano, ma Bresciani e compagne hanno voluto onorare l’impegno fino in fondo, ribaltando una partita che sembrava ormai compromessa.
Il match si era aperto con forti tinte orobiche: dopo un primo set perso in volata per 26-24 a causa di alcuni errori decisivi nel finale, le maceratesi avevano accusato il colpo nel secondo parziale, cedendo nettamente 25-19 sotto i colpi di un servizio bergamasco molto efficace.
Sotto di due set, la reazione arancionera è stata però veemente: trascinata da una Kokkonen in stato di grazia (MVP con 24 punti) e da una solida Decortes (24 punti anche per lei), la CBF Balducci HR ha riaperto i giochi vincendo il terzo set 21-25.
Da quel momento è iniziato un vero e proprio monologo delle ospiti, capaci di dominare il quarto parziale con un netto 14-25 grazie anche all'ottimo impatto di Kockarevic, autrice di un eccellente 66% in attacco.
Il verdetto finale è arrivato in un tie break tesissimo, dove le arancionere sono scappate subito sullo 0-4 per poi resistere al ritorno di fiamma di Bergamo, chiudendo i conti sul 13-15. Oltre alla qualità delle singole, a fare la differenza sono state le medie realizzative, con le maceratesi che hanno chiuso con un 42% in attacco contro il 32% delle padrone di casa.
Con la salvezza in tasca, la stagione della CBF Balducci HR non finisce qui: la squadra si tufferà ora nell'avventura dei Playoff per la qualificazione alla Challenge Cup, per provare a portare il volley maceratese anche sul palcoscenico europeo.
IL TABELLINO
BERGAMO - CBF BALDUCCI HR MACERATA 2-3 (26-24 25-19 21-25 14-25 13-15)
BERGAMO: Carraro, Mosser 23, Meli 12, Kipp 20, Mlejnkova 8, Manfredini 9, Armini (L), Weske 3, Bolzonetti 1, Angelini, Strubbe, Cese Montalvo, Ferrario (L), Micheletti. Allenatore Cervellin.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Decortes 24, Piomboni 11, Clothier 8, Bonelli 1, Kokkonen 24, Mazzon 10, Bresciani (L), Kockarevic 9, Crawford, Batte, Ornoch, Sismondi. Allenatore Lionetti.
Arbitri: Serafin, Cerra.
Note - Spettatori: 1475, Durata set: 32', 27', 25', 21', 17'; Totale: 122'. MVP: Kokkonen.
(Foto Rubin/LVF)
Un secondo tempo rocambolesco regala all’Élite Tolentino il secondo successo consecutivo, imprimendo un’improvvisa accelerata in chiave salvezza. Di contro, il match ridimensiona drasticamente le ambizioni della Cluentina, protagonista di una prestazione a tratti imbarazzante, macchiata da troppi errori individuali, un atteggiamento di eccessiva sufficienza e un nervosismo ingiustificato.
Entrambe le formazioni si presentavano all'appuntamento reduci da un buon momento: i tolentinati, rinvigoriti dal pari di Appignano e dal successo sul Montecosaro, avevano appena abbandonato l'ultimo posto; i biancorossi di mister Gesuelli, forti della vittoria esterna di sabato scorso, sembravano aver messo distanza di sicurezza dalla zona play-out. Il verdetto del campo, però, rimescola tutto, in attesa della sfida tra Porto Potenza e Montemilone che potrebbe aggravare la posizione dei maceratesi.
La cronaca è densa sin dai primi minuti. Al 5’ una sventagliata di De Angelis costringe il portiere di casa, Amico, a un riflesso difficile in corner. Al 14’ vibrano le proteste ospiti per un presunto tocco di braccio di Montecchiari su conclusione del solito De Angelis, ma l'arbitro lascia correre. Al 22’ è un brivido a scuotere la Cluentina: Francesco Gesuelli colpisce male un cross avversario, disegnando una parabola beffarda che Amico neutralizza in due tempi.
I padroni di casa si scuotono al 28’: cross di Mancini e colpo di testa di Acquaviva che sfiora la traversa. Un minuto dopo, ancora Mancini impegna severamente Ajradinoski con una conclusione potente assistita da Ceesay. Al 35’ la Cluentina costruisce l'azione più bella del match: Gesuelli, Mancini e Ceesay dialogano nello stretto liberando Di Marino, il cui tiro viene deviato in angolo dal portiere ospite. Prima dell'intervallo c'è spazio per un'ultima emozione: una punizione diretta di Mancini sembra destinata al sacco, ma Ajradinoski si supera deviando con la punta delle dita.
Nonostante l'equilibrio, appare chiaro che l’Élite Tolentino sia una squadra rigenerata: la cura di mister Maurizio Mattoni, subentrato a novembre, ha dato ai cremisi un’anima e un’identità tattica precisa. Il secondo tempo si apre con un ritmo forsennato. Dopo appena un minuto, il direttore di gara Paoletti sanziona una trattenuta di Pagliarini su Suwareh con il calcio di rigore. Lo stesso attaccante va sul dischetto, ma Amico intuisce e respinge distendendosi sulla sinistra. Il sollievo locale dura solo due minuti: nuovo duello tra i due, altro intervento falloso di Pagliarini in tackle e nuovo penalty. Stavolta Suwareh non sbaglia: 0-1. Al 55’ l’inerzia sembra cambiare: Aringoli commette fallo su Menghini, rimedia il secondo giallo e lascia l’Élite in dieci. La Cluentina ne approfitta subito: al 62’ Acquaviva è lesto a intercettare un corto retropassaggio di testa di Paparoni verso il proprio portiere, siglando il pareggio di rapina. Al 66’ i biancorossi sfiorano il sorpasso con una splendida triangolazione tra Monteverde e Canuti, ma la conclusione di quest'ultimo è troppo debole.
Quando la gara sembra in discesa per la Cluentina, scocca l'ora della beffa. Al 68’ un filtrante di Salvatori pesca Suwareh, che approfitta dell’uscita avventata di Amico per firmare il raddoppio. Al 75’, il capolavoro che chiude i conti: Suwareh parte in contropiede sulla sinistra, resiste ai contrasti, vede Amico fuori dai pali e scavalca il portiere con una palombella millimetrica da oltre 35 metri. Mister Gesuelli tenta il tutto per tutto inserendo ogni attaccante a disposizione. Al 80’, il subentrato Cullhaj accorcia le distanze su assist di Canuti, ma è un fuoco di paglia. Al 90’, con la Cluentina tutta in avanti, Traore scappa via sulla fascia e serve a Valentini il pallone del definitivo 2-4. Nel finale concitato, Amico viene espulso per proteste; con i cambi esauriti, è il difensore Pieristè a dover indossare i guanti per gli ultimi istanti di gara.
Amareggiato mister Gesuelli: “È stata una gara surreale, difficile anche da commentare. Nel primo tempo abbiamo giocato bene, creando occasioni per indirizzare il match. Poi, nella ripresa, è successo di tutto e ogni episodio ci ha girato contro. Lunedì analizzeremo il blackout per capire come ripartire subito.”
Il presidente Marcolini è deluso e arrabbiato: “Non mi è piaciuto affatto l’atteggiamento. Dobbiamo fare tutti mea culpa senza cercare scuse negli arbitraggi, che a mio avviso sono stati corretti. In settimana parlerò alla squadra: certe prestazioni non sono accettabili.”
Un'ottima VR Macerata supera anche la United Civitanova infilando la quarta vittoria consecutiva senza incassare gol: una prova corale dei ragazzi di mister Moretti che, contro un avversario forte e in gran forma, vanno in vantaggio e gestiscono la partita senza rischiare troppo in difesa.
Partita che inizia su ritmi alti con Canesin che, dopo 5 minuti, è già davanti a Puentes Cruz. L'attaccante vigorino salta il portiere ospite ma si scontra con Cruciani, che rimane a terra infortunato e Canesin, con grande Fair play, decide di fermarsi.
La United ci prova con il capocannoniere del campionato Iesari, ma Benfatto e Intermesoli non gli concedono lo spazio per essere pericoloso.
Il gol partita è opera di Matteo Romagnoli, che al 20' in girata al volo gonfia la rete su una spizzata di Danchivsky. Poi i maceratesi difendono con ordine fino a fine primo tempo. Nella ripresa Renzi crossa per Iesari che, ostacolato da Intermesoli, mette alto di testa.
È questa l'unica palla gol concessa ai rivieraschi, che non riusciranno a trovare la via del pari.
I padroni di casa gestiscono la partita con personalità e compattezza conquistando tre punti fondamentali per la lotta playoff.
Undicesima vittoria stagionale per la VR Macerata, che blinda il quarto posto salendo a 38 punti. Si ferma la UTD Civitanova, che invece incappa nell'ottavo stop del campionato.
Grande partecipazione ed emozione alla Bocciofila del Polisportivo di Civitanova per l’inaugurazione della nuova sala dedicata al biliardo e intitolata a Marco Micucci, campione di biliardo scomparso nel 2023. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore allo Sport Claudio Morresi, il dirigente Marco Orioli, il presidente e vice presidente della Bocciofila Enrico Scoponi e Aurelio del Medico, la moglie di Micucci, Annarita, e il fratello Francesco Micucci, responsabile della stecca della Bocciofila e campione italiano di biliardo, insieme a tanti appassionati di questo sport.
“Non è stato un percorso facile ma alla fine ce l’abbiamo fatta - ha detto il sindaco Ciarapica - oggi questa sala è un segnale concreto di attenzione verso lo sport di base e verso quei luoghi che fanno comunità. La bocciofila, infatti, rappresenta per la nostra città un presidio sociale fondamentale, capace di unire generazioni diverse. L’intitolazione a Marco Micucci è un gesto di memoria e riconoscenza che rafforza il legame tra passato e futuro”.
L’intervento, con un investimento di circa 100 mila euro, ha destinato due delle sei corsie dedicate alle bocce, al gioco del biliardo, ed è stato realizzato per garantire un’offerta diversificata delle discipline sportive e un maggiore flusso di utenti. Ha previsto opere edili, strutturali e impiantistiche finalizzate all’adeguamento funzionale degli ambienti, con particolare attenzione alla sicurezza antincendio, all’eliminazione delle barriere architettoniche, al comfort termoacustico, all’efficienza energetica e al rispetto dei requisiti ambientali CAM.
“Ogni volta che si inaugurano ambienti dedicati a questi sport si respira un’atmosfera speciale - ha detto l’assessore Morresi - Sono luoghi di ritrovo dove tante persone, soprattutto di una certa età, si incontrano per socializzare, guardare le partite e trascorrere del tempo insieme. Questo è il vero valore aggiunto di spazi come questo”.
La cerimonia si è aperta con la benedizione di don Mario ColaBianchi, che ha sottolineato il valore sociale dello sport come occasione di incontro, rispetto, amicizia e condivisione.
Particolarmente toccante l’intervento del presidente della Bocciofila, Enrico Scoponi, visibilmente commosso: “È un sogno nato dieci anni fa. Ricordo il primo giorno in cui sono arrivato qui, nella pineta. Conoscendo la crisi delle bocce, pensavo che una parte degli spazi potesse essere destinata alla stecca per dare nuova linfa al circolo. Oggi quel sogno diventa realtà. Il mio pensiero va a Marco Micucci, lo porto sempre nel cuore. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e lo hanno reso possibile, a partire dall’amministrazione comunale”.
La Halley Matelica torna a casa, dopo la doppia trasferta Gualdo-Pesaro, che ha portato con sé una vittoria e una sconfitta. Domani, alle ore 18:00, alla Palestra della Libertà, arriverà la Pallacanestro Jesi, che nonostante infortuni e acciacchi ha trovato un ottimo passo e che staziona ormai stabilmente in zona playoff.
La squadra, guidata dal decano dei coach della categoria, Domenico Sorgentone, ha cambiato marcia rispetto a quella incontrata all’andata dai vigorini, con un Lorenzo Deri in meno (grave infortunio al ginocchio) e due pedine in più: Stefano Scarpone, preziosissimo aiuto in cabina di regia (6,1 punti a partita per l’ex San Benedetto) e l’ultimo arrivato Loic Bosso, pivot classe 2005, appena prelevato dopo il ritiro dal campionato di A2 di Bergamo, che dovrebbe esordire proprio domani, contro la Halley.
Sotto canestro, i riferimenti di casa Ieoncella sono in primis il pivot lituano Benas Bagdonavicius (16,5 punti a gara) e con lui l’ala Mario Mancini (12,5 punti a partita), cui copre le spalle l’emergente Francesco Stazi (5,4 punti di media), mentre nel reparto esterni lo stop di qualche partita di Dario Mazzantini (8,0 punti ad allacciata di scarpe) ha aumentato spazio e palloni per Mattia Castellino (11,8 punti a partita) e Samuel Ogiemwonyi (10,2 punti di media), ma stanno rispondendo "presente" anche i giovanissimi Francesco Giulietti (4,4 punti a partita) e Davide Rossini (3,6 punti a sera).
Una squadra in fiducia e che ha dimostrato di avere diverse risorse da poter sfoderare in campo. Servirà una Halley diversa da quella di Pesaro per poter conquistare 2 punti fondamentali e tenersi aggrappati al treno delle prime.
Un esordio di stagione molto positivo per Lorenzo Baldassarri nel mondiale Superbike: il pilota marchigiano ha conquistato il terzo posto in Gara 1, sul circuito di Phillip Island, regalando un risultato importante al suo team GoEleven.
La gara di apertura del 2026 a Phillip Island ha visto un podio interamente italiano, con la vittoria di Nicolò Bulega di Aruba Racing e il secondo posto di Yari Montella del team Barni. Baldassarri ha completato il terzetto, confermando la competitività della Ducati e la sua capacità di inserirsi subito ai vertici della categoria.
Alle spalle del podio, Axel Bassani su Bimota ha sfiorato la top three, chiudendo quarto. Le BMW hanno faticato: Miguel Oliveira ha terminato ottavo, mentre Danilo Petrucci ha concluso decimo. A punti anche Andrea Locatelli e il rookie Alberto Surra.
Con questo risultato, Baldassarri apre la stagione con grande fiducia: il pilota marchigiano festeggia il suo primo podio nella top class, segnando un esordio nel WorldSBK davvero convincente.
(Foto tratte dall'account ufficiale facebook di Lorenzo Baldassarri)
Nonostante le defezioni dell’ultimo minuto causate dai malanni di stagione, il Centro Nuoto Macerata torna dalla trasferta di Fabriano con un bottino che conferma l’eccellenza del nuoto biancorosso. Ai Campionati Regionali Master, la spedizione guidata dai coach Daniele Bibini ed Eleonora Brandi ha collezionato ben otto medaglie complessive, divise tra tre ori e cinque argenti.
Il gradino più alto del podio ha visto protagonisti tre atleti esperti che hanno dominato le rispettive specialità. Alessandra Lolli ha dettato legge nella rana, conquistando una splendida vittoria nei 200 metri, mentre Nicolò Ottaviani si è imposto negli 800 metri stile libero, confermandosi un fondista di altissimo livello. A completare il tris di ori ci ha pensato Sandro Silvestri, che ha regalato al club il terzo titolo regionale trionfando nei 100 metri farfalla.
Oltre ai titoli, il CNM ha festeggiato altre cinque medaglie di grande valore tecnico. Alessandra Lolli ha completato il suo weekend magico aggiungendo un secondo posto nei 100 rana. Doppia piazza d'onore, invece, per una scatenata Chiara Pellei, a segno sia nei 400 stile libero che nei 100 metri misti. Il medagliere è stato ulteriormente rimpinguato da Massimiliano Principi, d'argento nei 200 metri misti, e da Luca Cirioni, che ha colto il secondo posto nei 400 stile libero. Fondamentale anche il contributo di Nicola Gobbi, che ha partecipato con ottimi riscontri cronometrici alla spedizione in terra anconetana.
I risultati ottenuti a Fabriano non sono casuali, ma figli di un progetto tecnico solido che vede il settore Master del Centro Nuoto Macerata come un punto di riferimento per l’intero movimento marchigiano. La società del capoluogo dimostra una vitalità straordinaria, continuando a crescere sia sotto il profilo dei risultati agonistici che sotto quello della partecipazione.