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Sangiustese Calcio, intervistato il Direttore Generale Cossu all'antivigilia di campionato

Sangiustese Calcio, intervistato il Direttore Generale Cossu all'antivigilia di campionato

Riceviamo e pubblichiamo l'intervista al Direttore Generale della Sangiustese Calcio, Alessandro Cossu

Antivigilia di campionato e in casa Sangiustese a farsi sentire è la voce dell’esperto Direttore Generale Alessandro Cossu.

Direttore ci siamo: mancano solo 48 ore allo start ufficiale. Quanta attesa c’è nell’ambiente?

La tensione inizia a farsi sentire, ma è positiva. Per fortuna abbiamo giocatori importanti che hanno saputo interpretare bene questo lungo periodo di attesa, così come hanno fatto i ragazzi più giovani e la Società stessa. Per noi, come per tutte le nostre avversarie, si è accumulato un certo stress. Non vediamo l’ora di scendere in campo.

Un campionato lungo e difficile, con 20 squadre impegnate, 38 gare e 7 turni infrasettimanali. Come si affronta un torneo del genere? Le era mai capitato?

Secondo me la differenza verrà fatta dalla gestione dei turni infrasettimanali. Quando in sette giorni si debbono giocare tre partite devi avere una rosa importante ed essere bravo a dosare le forze. Qualche anno fa mi capitò qualcosa di simile quando ero alla Jesina: anche quella volta si trattava di un girone a 20 squadre. In quel caso erano state inserite le toscane.

Affronterete il Campobasso: di che squadra si tratta?

Una squadra importante e blasonata che noi addetti ai lavori conosciamo bene e teniamo d’occhio da tempo. Almeno fino a dicembre sono sicuro che i molisani spezzeranno gli equilibri un po’ come fecero lo scorso anno, quando poi però nel girone di ritorno ebbero un cammino nettamente diverso.

Tante iniziative anche fuori dal campo: la Sangiustese sta cercando di riavvicinarsi al territorio. Come giudica le risposte del pubblico e dove si può migliorare ancora?

Prima di tutto devo ringraziare il Presidente. E’ stato lui che ci ha permesso di lavorare in una certa maniera e che ci ha dato questa possibilità di crescere. I margini di miglioramento sono ancora enormi, ma il fatto che la Società abbia voluto puntare su una maggiore organizzazione è un buon segno. Solo dopo una attenta programmazione ci si può dedicare al lato tecnico e si può trasmettere ai giocatori quella mentalità necessaria ad ottenere risultati importanti. Un buon campionato, a mio parere è fatto per il 33% dalla Società, per il 33% da staff tecnico e giocatori e per il restante 33% da pubblico e ambiente. Noi abbiamo cercato di lavorare al meglio, spronando i tifosi a venirci a vedere allo stadio, preparando la stagione così come lo hanno fatto sul campo i ragazzi. Abbiamo cercato di mettere le basi per creare un ambiente sereno e costruttivo. Anche la squadra cercherà di metterci del suo, giocando per divertire il pubblico e fare risultati, perché poi sono sempre le vittorie a portare entusiasmo. Domenica sia in campo che fuori ci aspetta il primo test: dobbiamo assolutamente partire bene”.

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