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Overtime chiude con un successo e guarda al 2027: il tema sarà lo stupore

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Cinque giorni di incontri, racconti, emozioni e grandi protagonisti dello sport. Overtime saluta il 2026 con un bilancio positivo e dà già appuntamento al prossimo anno, quando il Festival nazionale del racconto, dell’etica e del giornalismo sportivo tornerà in città da mercoledì 6 a domenica 10 ottobre con un tema tutto nuovo: lo stupore.

La sedicesima edizione, andata in scena da mercoledì 7 a domenica 11 ottobre, ha portato a Macerata oltre 100 ospiti e più di 50 appuntamenti, coinvolgendo 14 location cittadine. Migliaia di sportivi e appassionati, arrivati anche da fuori regione, hanno partecipato a una manifestazione che dal 2011 intreccia sport, cultura e giornalismo, raccontando le imprese dei campioni ma anche le storie umane che si nascondono dietro i risultati.

A fare da filo conduttore è stato il desiderio, tema scelto per l’edizione 2026, declinato attraverso testimonianze, presentazioni, incontri e spettacoli. Un percorso che ha attraversato discipline e generazioni differenti, confermando la vocazione di Overtime a raccontare lo sport a 360 gradi.

La giornata conclusiva di domenica 11 ottobre ha riunito ancora una volta storie e protagonisti di primo piano. Al Macerata Boxing Club, in via Roma, la pugile Pamela Malvina Noutcho Sawa, campionessa mondiale Ibo dei pesi leggeri, si è raccontata al giornalista Alberto Facchinetti.

La sua storia è quella di una passione nata quasi per caso durante un tirocinio universitario e cresciuta fino al titolo mondiale conquistato nel novembre 2025. Un percorso costruito tra sacrifici, determinazione e integrazione, senza rinunciare alla professione di infermiera al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

Agli Antichi Forni è stata invece presentata in anteprima nazionale l’opera Pasquale Luiso. Il guerriero del gol. Il protagonista, ricordato dai tifosi come il “Toro di Sora”, ha ripercorso insieme al direttore di Radio Sportiva Andrea Capretti le tappe di una carriera che lo ha reso uno degli attaccanti più amati degli anni Novanta, prima del passaggio dal campo alla panchina.

Il sipario sulla manifestazione è calato al Teatro della Filarmonica con Splendori e miserie del gioco del calcio, il reading di Fabrizio Gabrielli dedicato allo scrittore e giornalista uruguaiano Eduardo Galeano. Introdotto da Andrea Capretti, lo spettacolo ha riportato al centro la bellezza del calcio vissuto nei campetti di periferia, tra ricordi, aneddoti e riflessioni dell'autore sudamericano.

Tra le storie ricordate anche quella della particolare ritualità con cui Galeano viveva i Mondiali: ogni quattro anni si chiudeva in casa e appendeva alla porta un cartello con la scritta «Chiuso per calcio». Un'immagine diventata simbolo della passione autentica per il pallone e che ha accompagnato idealmente la chiusura di un festival che potrebbe a sua volta definirsi «Chiuso per Overtime».

L'edizione 2026 ha proposto un programma ricco, capace di alternare grandi nomi, esperienze personali e approfondimenti culturali. Dall'incontro inaugurale con la nuotatrice paralimpica Letizia Milesi alle emozioni portate in scena da Rocco Papaleo, dalla voce e dal racconto di Stefano Bizzotto allo storytelling di Federico Buffa, fino alle vittorie di Marco Materazzi e alla passione rossoblù di Luca Telese.

Spazio anche alla storia della Nazionale con Alessandro Antinelli, alla competenza giornalistica di Marco Cattaneo, alle vicende sportive e umane di Faruk Hadžibegić, alle statistiche di Adriano Bacconi e ai sogni del nuotatore Carlos D'Ambrosio.

Ad arricchire il cartellone sono state cinque presentazioni di libri in anteprima nazionale, tre mostre fotografiche, due delle quali itineranti, e undici incontri realizzati in collaborazione con partner culturali, università, istituti scolastici, enti e associazioni locali e nazionali.

Un programma che ha trasformato teatri, piazze e altri spazi della città in luoghi di confronto, condivisione e partecipazione, consolidando il ruolo di Overtime nel panorama nazionale del racconto sportivo.

Nel 2027 il tema sarà lo stupore

Archiviata la sedicesima edizione, lo sguardo è già rivolto al futuro. Durante la cerimonia conclusiva, il direttore artistico Michele Spagnuolo ha svelato il tema del prossimo festival: lo stupore. L'appuntamento è fissato dal 6 al 10 ottobre 2027, ancora una volta a Macerata.

«Come ogni anno abbiamo condiviso bellissime storie e testimonianze sullo sport e i suoi valori, da sempre cardine del nostro festival, approfondendo il grande desiderio di sport che contraddistingue Overtime», ha dichiarato Spagnuolo, ringraziando il Comune di Macerata, la Regione Marche e i partner che sostengono la manifestazione. L'obiettivo, ha aggiunto, è proseguire un percorso di crescita costante nel panorama sportivo e giornalistico nazionale.

Soddisfazione anche da parte dell'Amministrazione comunale. L'assessore allo Sport, al Turismo e ai Grandi eventi Riccardo Sacchi ha sottolineato la qualità e la varietà degli appuntamenti, ringraziando Pindaro Eventi, Michele Spagnuolo, la sua famiglia e tutto lo staff per il lavoro organizzativo.

Il bilancio è dunque quello di un festival che continua a unire sport e cultura, dando voce non soltanto ai successi, ma anche ai valori, ai sacrifici e alle storie che rendono ogni disciplina un patrimonio condiviso. L'appuntamento è già fissato: Macerata si prepara a lasciarsi stupire ancora una volta.

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