"Atletica e calcio allo stadio Helvia Recina? Ecco la soluzione: due impianti diversi per sport diversi"
Negli ultimi giorni la stampa locale e il dibattito pubblico si sono animati attorno alla convivenza allo stadio Helvia Recina-Pino Brizi tra la S.S. Maceratese e l’atletica maceratese. Al centro delle polemiche, alcune criticità sollevate da rappresentanti del movimento dell’atletica, che avrebbero lamentato una maggiore attenzione riservata alla squadra di calcio nell’ambito dei recenti lavori di riqualificazione dell’impianto.
Nel dettaglio, le osservazioni hanno riguardato la realizzazione dei nuovi spogliatoi, destinati esclusivamente al calcio, e l'installazione dei led wall a bordo campo da parte della società biancorossa guidata dal presidente Crocioni, ritenuti da alcuni un elemento di disturbo per la visuale delle gare dalla tribuna.
Nonostante ciò, le discussioni non si sono spente, trovando ampio spazio anche sui social network, dove il tema ha assunto toni più accesi. In questo contesto è intervenuto Stefano Pierotti, a nome dell’Associazione di Promozione Sociale "21 Dicembre 1922", che ha voluto riportare il dibattito su un piano storico, culturale e progettuale.
"Notiamo con stupore – si legge nella nota – che in città qualcuno continua a discutere della situazione dello stadio Helvia Recina-Pino Brizi con un continuo attacco diretto alla Società Sportiva Maceratese, ai suoi colori, alla sua storia e, cosa ancora più grave, all’amore dei tanti maceratesi che ogni domenica vanno allo stadio". Un passaggio in cui Pierotti difende con forza il valore identitario del tifo biancorosso, respingendo l’idea che i sostenitori della Maceratese possano essere considerati "cittadini di bassa lega".
L’associazione ricorda, inoltre, come l'impianto sia stato progettato, alla fine degli anni Cinquanta, principalmente come casa del football, in un’epoca in cui la Maceratese aveva già scritto pagine importanti della propria storia sportiva, dalla Serie B agli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Lazio di Silvio Piola. "All’Helvia Recina – prosegue la nota – si sono viste partite con oltre 10 mila spettatori, numeri che nessun altro sport è riuscito a raggiungere. Generazioni di tifosi si sono passate il testimone per tenere vivi quei colori gloriosi".
Pur ribadendo il ruolo fondamentale dell’atletica per i giovani della città e del territorio e riconoscendone la storia, testimoniata anche da opere come Correvamo sulla Carbonella di Agostino Rossi, l’Associazione 21 Dicembre 1922 giudica "inopportuni attacchi privi di proposte concrete". Proprio per questo viene avanzata una soluzione chiara e strutturata.
La proposta è quella di valutare "la realizzazione di un impianto esclusivo per l’atletica, che possa garantire una sede adeguata e funzionale a questa disciplina, oppure, in alternativa, la costruzione di uno stadio dedicato esclusivamente al calcio, sul modello di quanto realizzato in altre città italiane, come Teramo". Una scelta che, secondo l’associazione, consentirebbe di superare definitivamente le criticità legate alla pista di atletica, restituendo agli appassionati di calcio una visione più ravvicinata del campo e migliorando l’esperienza complessiva.
"Crediamo sia arrivato il momento – conclude la nota – di seguire la linea della maggioranza dei Comuni italiani, dove esistono impianti diversi per sport diversi, nel rispetto delle discipline, delle loro storie e delle comunità che le vivono".
(Foto S.S. Maceratese)


cielo coperto (MC)
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