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Professione infermieristica: quali sono le prospettive lavorative dei laureati

Professione infermieristica: quali sono le prospettive lavorative dei laureati

Il lavoro, si sa, è una questione di passione ma anche di sacrifici: tutti noi cominciamo la nostra carriera sin dall’università, dunque scegliendo un percorso consci delle sue difficoltà e degli ostacoli che dovremo superare. Ma lo facciamo perché, appunto, sentiamo di nutrire una forte passione, che rende quel preciso obiettivo più semplice da raggiungere. In altre parole: per seguire i nostri sogni professionali serve tanto pelo sullo stomaco. Soprattutto quando la nostra vocazione è l’infermieristica: una delle professioni socialmente più importanti, per la quale le esigenze di noi singoli vengono messe in secondo piano rispetto a quelle del prossimo. Ecco perché in questo articolo vedremo di analizzare la professione di infermiere, anche per capire quali sono le prospettive lavorative che attendono i laureati.

Professione infermiere: scopriamola meglio

Competenze professionali, certo, ma anche spiccate doti umane: quello dell’infermiere è un lavoro che richiede non solo un alto grado di sopportazione delle difficoltà altrui, ma anche una particolare lucidità ed una prontezza d’azione non da tutti. Si tratta, infatti, di una delle professioni legate al settore sanitario più complesse, che richiede una cura continua del paziente, dunque un impegno slegato dai canonici orari lavorativi. L’infermiere può poi lavorare presso strutture sanitarie pubbliche, istituti privati oppure a domicilio, dunque come libero professionista. I suoi compiti, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, sono sempre orientati all’altro individuo: cosa che ovviamente crea un’empatia ed un coinvolgimento emotivo alle volte molto duro da sostenere.

Infermieristica: le prospettive lavorative

Il settore dell’infermieristica è senza ombra di dubbio uno di quelli che vanta le prospettive più promettenti. Secondo i dati riportati dalla Federazione Ipasvi, infatti, nei prossimi 13 anni la domanda relativa alle assunzioni di infermieri salirà di circa 70.000 unità, e questo tenendo in considerazione solo il settore del pubblico. Questo fattore è anche dovuto all’aumento dell’età media degli italiani, che viene accompagnata da una crescita di casi relativi alle malattie croniche da sostenere, soprattutto nell’ambito assistenziale a domicilio. E la richiesta in questo campo è già oggi molto ampia: basta visitare siti come Jobrapido per trovare svariate offerte di lavoro per infermiere, il che testimonia le enormi potenzialità di una laurea o specializzazione in infermieristica.

Quali sono gli sbocchi professionali per gli infermieri?

 Come già detto, un laureato in infermieristica può contare su diversi sbocchi lavorativi: può lavorare nel settore sanitario pubblico, nel settore privato oppure come infermiere a domicilio freelance. Ma va anche specificato che questa professione – al pari delle altre – sta conoscendo una evoluzione e dunque nuovi percorsi carrieristici, che offrono delle validissime alternative a quelli “tradizionali”. Ad esempio, il modello “See and Treat” attualmente in vigore presso alcune strutture ospedaliere a Londra, potrebbe essere presto adottato anche da quelle italiane: ma in cosa consiste? Di fatto, ogni struttura è suddivisa in diverse stanze, che fungono da veri e propri studi privati di un singolo infermiere. In questo modo la logistica viene snellita, i pazienti accolti e curati più in fretta, ed il sistema dimostra dunque di funzionare anche in assenza di un “cervello pensante” univoco.

 

 

 

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