Aggiornato alle: 11:43 Sabato, 8 Agosto 2020 cielo sereno (MC)
Scuola e università Monte San Giusto

Monte San Giusto, la denuncia dei genitori: "Dopo 2 mesi, nemmeno un'ora di didattica a distanza all'Istituto Lotto"

Monte San Giusto, la denuncia dei genitori: "Dopo 2 mesi, nemmeno un'ora di didattica a distanza all'Istituto Lotto"

“In questi giorni capita spesso di vedere e leggere servizi giornalistici che raccontano le molteplici iniziative delle scuole della nostra provincia per mantenere attivi gli studenti e proseguire al meglio delle possibilità del momento la didattica curricolare. Alcuni Istituti scolastici hanno messo in piedi una web radio, altri hanno composto canzoni dalla propria abitazione poi sincronizzate dal docente, molti stanno pubblicando video tutorial a ripetizione per far esercitare i ragazzi nelle attività pratiche; tutti già da tempo attivi con la didattica a distanza sincrona e asincrona. Tutti, tranne gli alunni e gli studenti dell’Istituto Lorenzo Lotto di Monte San Giusto che, sembra, partiranno e solo in via sperimentale tra lunedì 20 e mercoledì 22 aprile”.

È la denuncia fatta da 24 genitori di alunni della Scuola secondaria di primo grado "Lorenzo Lotto di Monte San Giusto", i quali lamentano  forti ritardi sul servizio della didattica a distanza che avrebbe dovuto grantire l'Istituto

Son trascorsi quasi 2 mesi dalla chiusura delle scuole – scrivono in una nota i genitori - sono state stanziate risorse importanti per dotare tutti - insegnanti e studenti - degli strumenti necessari per la didattica a distanza, questa attività è stata regolamentata e resa obbligatoria già dal 4 aprile: perché gli alunni e gli studenti sangiustesi non hanno potuto effettuare un solo minuto di lezione web per tutto questo tempo? Come potranno recuperare visto che  gli orari delle lezioni interattive pubblicati ieri, 16 aprile, prevedono solo due lezioni di mezz’ora al giorno e, per di più, consecutive l’una all’altra in modo che se anche l’insegnante volesse far 10 minuti in più di lezione non possa farlo? – domandano - .

Senza contare poi – proseguono -  il tempo che occorre per far connettere oltre 20 persone, il tempo per fare l’appello e i tempi di riposo previsti dalla legge dopo 45 minuti di video lezione”.

“Come se non bastasse, per la reticenza verso la nuova pratica di alcuni docenti, nello specchietto orario mancano del tutto in alcune classi materie fondamentali come la matematica e le scienze.

Oltre a ricordare che la DAD (didattica a distanza) così come definitiva nel recente Decreto scuola, è obbligatoria per tutti gli insegnanti, vorremmo far presente a questi “reti-docenti” le toccanti parole usate dal capo dipartimento del Ministero Marco Bruschi in una nota inviata a tutte le sedi scolastiche: <<La didattica a distanza, in queste difficili settimane, ha avuto e ha due significati. Da un lato, sollecita l’intera comunità educante, nel novero delle responsabilità professionali e, prima ancora, etiche di ciascuno, a continuare a perseguire il compito sociale e formativo del “fare scuola”, ma “non a scuola” e del fare, per l’appunto, “comunità”. Mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattere il rischio di isolamento e di demotivazione. Le interazioni tra docenti e studenti possono essere il collante che mantiene, e rafforza, la trama di rapporti, la condivisione della sfida che si ha di fronte e la propensione ad affrontare una situazione imprevista. Dall’altro lato, è essenziale non interrompere il percorso di apprendimento>>.

La nostra richiesta – spiegano i genitori -  è di andare oltre ai compiti e agli esercizi da fare a casa, di cercare un rapporto più intenso e ravvicinato, seppur nella virtualità dettata dal momento. Non è nostra intenzione fare alcuna polemica nei confronti di nessuno ma vorremmo “solo” una scuola al passo con i tempi, che muova da questa emergenza imprevista per dare il meglio di sé e ci aiuti a costruire una società migliore.

Proviamo ad immaginare la delicatezza di questa situazione per i ragazzi con problemi di apprendimento e quanto potrebbe essere importante per loro la didattica sincrona. I nostri figli chiedono di poter ascoltare le voci dei loro insegnanti e le loro rassicurazioni, di poter incrociare anche gli sguardi rassicuranti di ognuno di loro, di potersi rivedere con i loro compagni come stanno facendo tutti i loro coetanei di altri paesi in tutta Italia.

Le numerose sollecitazioni avanzate in queste settimane da noi genitori al dirigente scolastico, alla segreteria, al presidente del consiglio d’istituto per sollecitare l’avvio della didattica a distanza, sembrano siano state finalmente accolte, con ingiustificato ritardo e grazie alla pressione di alcuni coscienziosi docenti che ci sentiamo di ringraziare”, concludono.

 

 

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