Macerata, "Sulle ali di Leopardi": primo premio e menzione d'onore per due alunni del Convitto Leopardi
La poesia nasce là dove le parole finiscono e inizia la musica, come suggeriva Heinrich Heine. Nasce dal silenzio, dalle emozioni più forti, dalle domande senza risposta. È proprio da questo spazio fragile e autentico, profondamente umano, che sono scaturiti i versi premiati al concorso provinciale di poesia “Sulle ali di Leopardi”, promosso dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” di Macerata e rivolto a tutti gli studenti di classe terza delle scuole secondarie del maceratese, capace di portare alla luce voci giovani ma già sorprendentemente profonde e mature. Voci capaci di scendere nelle zone d’ombra dell’animo umano e di risalire trasformando il dolore in parola, la fragilità in arte. Una dimostrazione del fatto che la poesia, quando è autentica, non ha età.
Tra queste, si è imposta con forza quella di Kristian Galli, alunno del Convitto Nazionale Leopardi di Macerata, vincitore del primo premio, pari a 100 euro, grazie alla poesia “Le mie tenebre”. Un testo intenso che attraversa le notti dell’animo, restituendo al lettore immagini cariche di verità emotiva, ricomposti in una architettura che ricorda quella di un sonetto libero che si specchia sul suo opposto. Accanto a lui, Anita Recchi, frequentante lo stesso istituto, ha conquistato la menzione d’onore con “Non è l’inizio è la fine”, una poesia che colpisce per la maturità dello sguardo e per la capacità di raccontare il limite, il passaggio, la consapevolezza.
Le motivazioni del premio, lette da Piero Alberto Tulli, fratello del noto pittore astrattista Wladimiro, presidente dell’Associazione Amici del Classico, sono state al centro della cerimonia di premiazione svoltasi sabato 13 dicembre scorso, durante la quale è stata messa in luce la straordinaria attitudine dei ragazzi a sondare se stessi, a dare forma poetica alle proprie insicurezze, ricomponendo contrasti interiori in un linguaggio che diventa bellezza e condivisione. Non semplici esercizi scolastici, ma vere e proprie confessioni liriche, capaci di parlare a tutti.
Alla cerimonia era presente anche il dirigente Scolastico del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”, Simone Cartuccia, membro della commissione giudicante, che ha accompagnato questo momento di valorizzazione del talento giovanile con attenzione e partecipazione.
A esprimere la soddisfazione dell’istituto è stata anche il rettore e dirigente scolastico del Convitto Nazionale Alessandra Gattari, che ha sottolineato il valore educativo del riconoscimento:
“Questo risultato – ha dichiarato – non premia soltanto il talento dei nostri studenti, ma conferma l’importanza di una scuola che sa ascoltare, accompagnando ragazzi e ragazze nella scoperta di sé e offrendo loro strumenti per trasformare le emozioni più profonde in occasioni di crescita. La poesia è un potente mezzo di espressione e formazione, capace di dare voce a ciò che spesso resta inesprimibile”. In queste poesie c’è già molto di ciò che la letteratura insegna: il coraggio di guardarsi dentro e la capacità di trasformare il dolore in arte e voce.

nubi sparse (MC)
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