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Scuola e università Macerata

Denuncia di Officina Universitaria: "Una prof ha interrotto la lezione per far recitare l'Ave Maria"

Denuncia di Officina Universitaria: "Una prof ha interrotto la lezione per far recitare l'Ave Maria"

"La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri": un concetto semplice, di poche parole ma che racchiude un enorme significato. Proprio a questa frase si sono appellati i rappresentati di Officina Universitaria, l'Associazione studentesca dell'Università di Macerata, che si è trovata a fare i conti con un caso che ha "sconvolto" l'Ateneo. Sono stati proprio loro a rendere pubblico un fatto avvenuto il 13 ottobre, verificatosi durante una lezione presso il Dipartimento di Studi Umanistici, quando una professoressa ha deciso di interrompere la spiegazione per pregare insieme recitando l'Ave Maria ed invitando chiunque non fosse credente a rimanere in silenzio.

Un tema caldo, di cui i media hanno parlato molto, quello inerente al culto nei luoghi pubblici, rimarcato da Officina, dal momento che in un luogo laico, quale dovrebbe essere l'Università, un fatto del genere è a dir poco scandaloso. A quanto sembra, la preghiera sarebbe stata recitata contro la de-cristianizzazione e l'islamizzazione dell'Italia e dell'Europa, lasciando intendere anche una sorta di disprezzo verso le altre religioni.

"Non avremmo mai immaginato potesse accadere una cosa simile e dover segnalare questo accaduto ci fa letteralmente cadere le braccia. La spiritualità è qualcosa di intimo e privato e tale dovrebbe rimanere, senza ripercussioni sulla carriera scolastica di studenti e docenti" ha affermato l'Associazione. Una posizione, questa, condivisa da molti, basti pensare alle reazioni degli studenti presenti in aula: chi si è scambiato sguardi incerti, chi ha borbottato qualche parola, chi è rimasto in silenzio oppure chi se ne è andato dovendo subire parole di disapprovazione da parte della docente stessa.

Ad oggi, dopo la diffusione e tramite passa parola, si punta a mobilitare chi di dovere, non solo per prendere provvedimenti, onde evitare che si verifichi di nuovo una situazione analoga, ma anche per fare in modo che la docente in questione si scusi pubblicamente con la collettività universitaria. Infine, Officina ha invitato tutti gli studenti a non abbssare la testa e a rivolgersi a loro oppure allo sportello apposito dell'Ateneo per denunciare soprusi di questo tipo.

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