Diamo diffusione di un comunicato stampa del Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi.
Apprendiamo dalla stampa, la decisione di spostare il nuovo ospedale provinciale più a valle verso Sforzacosta, non essendo utilizzabile l’area della Pieve in quanto inquinata. Si parla di possibili scambi di terreni con soggetti privati.
In questo contesto di confusione e tentativi approssimativi, ribadiamo con forza la nostra proposta. Infatti, come risaputo, abbiamo candidato la nostra Città ad ospitare il nuovo ospedale provinciale, in una zona collinare, circondata da un bosco, che garantisce salubrità, due uscite della superstrada, il collegamento ferroviario e anche una aviosuperficie di supporto.
La nostra è una proposta che vuole garantire ai cittadini risposte certe e servizi di qualità. Non sono certo i poco più di 10 km di distanza a mettere in discussione la posizione baricentrica che dovrà avere il nuovo nosocomio a servizio di tutti i Comuni maceratesi. Finora si è perso un anno di tempo con carotaggi e lungaggini burocratiche che si aggraveranno a causa delle prossime elezioni regionali.
Fino ad oggi credo sia stato apprezzabile l’attestazione di fiducia al volere comune che voleva lasciare l’ospedale provinciale nel territorio di Macerata e abbiamo sostenuto la proposta della Pieve che sembrava prevalere su tutto. Allo stato attuale dei fatti non capiamo perché non si debba prendere in considerazione il progetto di Tolentino. Quindi ci auguriamo, senza voler offendere nessuno che l’attenzione sia massima su un tema così importante e speriamo che la nostra proposta, particolarmente ottimale sotto molti profili, venga finalmente presa in considerazione per quello che merita e non per altri fattori.
Credo che bisogna dare un futuro certo alle nostre popolazioni, già duramente colpite dal sisma. Per questo continuiamo a ripetere che bisogna fare scelte adeguate ai bisogni dei cittadini, senza tener conto di logiche politiche o di mantenimento di posizioni privilegiate, troppo spesso garantite solo per scelte politiche che per lungimiranza.
La sede di Porto Potenza Picena del Santo Stefano Riabilitazione, dal 19 agosto al 2 settembre, sarà teatro di una full immersion di formazione rivolta ad una “classe” del tutto particolare, composta da medici e dirigenti provenienti da quattro sedi universitarie dell’Uzbekistan.
Santo Stefano ha ricevuto il prestigioso incarico di ente erogatore di formazione direttamente dalla Società Europea di Medicina Fisica e Riabilitativa (“European Society of Physical & Rehabilitation Medicine” - ESPRM). E’ stato scelto per le sue competente specifiche e l’importante esperienza acquisita negli anni.
Il valore aggiunto individuato in Santo Stefano è il know how nell’impostare progetti riabilitativi personalizzati nei quali la tecnologia è un supporto concreto al lavoro dei professionisti per il raggiungimento degli obiettivi di recupero prefissati.
I partecipanti avranno, quindi, la possibilità capire sul campo il valore aggiunto della tecnologia inserita nei percorsi riabilitativi utilizzando le strumentazioni del parco tecnologico del Santo Stefano, dall’esoscheletro Ekso al ReWalk, dall’Erigo all’Amadeo fino alla Realtà Virtuale.
“Macchine di nuova generazione, come l’esoscheletro indossabile – dice il dr. Antonello Morgantini, Responsabile Medico del Santo Stefano Riabilitazione - consentono a pazienti costretti in carrozzina di stare in posizione verticale e simulare situazioni di vita reale con benefici tanto fisici quanto psicologici. Questi macchinari permettono una riabilitazione più veloce ed efficace raggiungendo un 10-15% di benefici in più nel trattamento dello stroke (ictus, emorragia cerebrale) e dei traumi cranici o spinali, come pure nella chirurgia ortopedica”.
Un’inziativa, quella di Porto Potenza, dalla fortissima valenza internazionale. “Siamo particolarmente orgogliosi di questa collaborazione – dice il dott. Alessandro Giustini, componente del Comitato Scientifico Santo Stefano e responsabile medico scientifico dell’iniziativa – che ci consente di offrire le nostre esperienze allo sviluppo della riabilitazione e delle tecnologie in Paesi stranieri”.
Santo Stefano è peraltro da anni soggetto accreditato e qualificato a livello regionale e nazionale a realizzare attività formative riconosciute nel campo della formazione in sanità anche Continua (ECM).
Dunque dopo l’esperienza della Robotic Rehabilitation Summer School e della Chinese Robotic School dello scorso anno, tra pochi giorni il Gruppo Santo Stefano sarà di nuovo sede formativa di eccellenza sulla robotica in riabilitazione.
SCHEDA
PROGETTO ERASMUS TechReh
Il Progetto ERASMUS TechReh ha lo scopo, dopo la realizzazione di specifici laboratori dotati di tecnologie per la riabilitazione in quattro sedi universitarie in Uzbekistan, di fornire ai partecipanti Uzbeki specifiche attività di formazione ed Internship nel settore delle tecnologie avanzate per la riabilitazione, dell’ organizzazione delle loro applicazioni in ambito clinico nonché sulle metodologie per la valutazione dei loro effetti. La finalità è di mettere in condizione le quattro sedi universitarie uzbeke coinvolte di poter iniziare in settembre la formazione per il personale sanitario in queste innovative attività.
TechReh, cui la Società Internazionale ESPRM collabora in quanto Partner, ha stabilito che le attività di Internship si svolgano, per i contenuti di carattere scientifico-clinico riabilitativo, in una unica struttura dotata di avanzate tecnologie nonché della adeguata esperienza e casistica di utilizzo e gestione complessiva di tali attrezzature per lo sviluppo della riabilitazione. ESPRM, in accordo con gli altri Partner di TechReh, ha individuato in Kos Care e nell’Istituto Santo Stefano di Porto Potenza Picena, la sede di riferimento ideale a rispondere alle esigenze tecnologiche e di esperienza clinica necessarie per l’ottimale realizzazione del Programma di Internship. Parallelamente, un analogo Internship verrà realizzato per gli aspetti strettamente tecnologici presso l’Università della Sorbona a Parigi e alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Benevento, entrambe partner con ESPRM del progetto Tech Rech.
SCHEDA
Robotic Rehabilitation Summer School
La Robotic Rehabilitation Summer School, organizzata dal Santo Stefano nel giugno dello scorso anno (2017), aveva visto una ventina di medici specialisti in riabilitazione provenienti da varie parti del mondo impegnati ad acquisire competenze e professionalità, appunto, nell’utilizzo dei più moderni macchinari nella riabilitazione.
La Scuola Europea vedrà una seconda edizione a maggio 2019 per sviluppare, in particolare, metodologie condivise per la ricerca delle tecnologie applicate alla riabilitazione.
SCHEDA
Chinese Robotic School
Dopo il successo della Robotic Rehabilitation Summer School, Santo Stefano Riabilitazione è stato protagonista, nel dicembre scorso (2017) di un’altra iniziativa: la Chinese Robotic School in collaborazione con il Governo della Repubblica Popolare, rivolta ad una platea di medici e addetti ai lavori provenienti dalla Cina. Una settimana di formazione finalizzata ad approfondire il meglio che la tecnologia offre per i percorsi di riabilitazione (fisica e neurologica), con gli obiettivi di migliorare i risultati clinici ottenibili sul paziente e rendere sempre più trasparente e misurabile l’intero percorso riabilitativo e terapeutico. La comunità scientifica di Pechino, infatti, aveva ritenuto importante provvedere alla formazione specifica dei propri medici integrando le loro dotazioni tecnologiche con l’esperienza e il know how clinic, ma anche organizzativo e gestionale, di Kos Care.
SCHEDA SANTO STEFANO RIABILITAZIONE
Santo Stefano Riabilitazione è una realtà leader in Italia nel settore della riabilitazione funzionale: il primo gruppo in Italia per numerosità dei casi gestiti di grave cerebrolesione acquisita.
I servizi e percorsi terapeutici erogati vanno dalla riabilitazione ospedaliera in alta intensità fino alla riabilitazione domiciliare.
Alta specializzazione, approccio multidisciplinare, applicazione di tecnologie innovative, elevata complementarietà con il servizio pubblico, personalizzazione degli interventi finalizzati al massimo recupero funzionale, alla valorizzazione delle abilità residue e al reinserimento sociale delle persone sono le risposte sanitarie che rendono le strutture del gruppo in grado di ricevere pazienti con fabbisogni riabilitativi, assistenziali e di cura sempre più complessi.
Santo Stefano è presente in 7 regioni Italiane (Marche, Umbria, Emilia Romagna, Veneto, Trentino, Lombardia e Campania). In ogni struttura ha sviluppato le peculiari competenze per rispondere alle esigenze dei territori in cui opera.
Complessivamente conta 14 centri di riabilitazione e 16 centri ambulatoriali per un totale di oltre 1500 posti letto e più di 1850 collaboratori diretti.
SCHEDA DELLE INNOVATIVE STRUMENTAZIONI RIABILITATIVE UTILIZZATE DA SANTO STEFANO NELLE SUE STRUTTURE
Esoscheletro EKSO
Frutto delle ricerche della Bionics di Richmond, California, EKSO è un Esoscheletro bionico, che consente alle persone con deficit motori agli arti inferiori di raggiungere la postura eretta e di deambulare.
E’ un robot indossabile sopra gli indumenti, che viene attivato grazie al bilanciamento del corpo.
La struttura - in acciaio e carbonio - è attivata da quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie con un’autonomia di circa quattro ore.
Erigo per la riabilitazione motoria
È uno strumento che permette di portare precocemente in posizione verticale il paziente anche quando la situazione clinica è tale da non consentirne la collaborazione (presenza di disturbi di coscienza, quali stato vegetativo o coma).
L’importante valore aggiunto di ERIGO è che, nel momento in cui il paziente è verticalizzato, si ha una mobilizzazione degli arti inferiori che può avvenire sia passivamente sia stimolando la partecipazione attiva del paziente, quando in grado di collaborare.
RETIMAX per la riabilitazione dei disturbi visivi
RETIMAX Vision Trainer è uno strumento utilizzato su pazienti con danni cerebrali e con conseguenti importanti disturbi della vista legati al percorso che porta lo stimolo visivo fino alla corteccia occipitale.
RETIMAX consiste in un dispositivo per la registrazione delle risposte bioelettriche evocate durante la percezione di stimoli visivi strutturati a cui si associa un feedback sonoro.
G-EO Systems
Sistema per il trattamento dell'arto inferiore e la rieducazione al cammino.
Vincolando il piede, consente l’esecuzione del movimento dell’arto inferiore con un sistema programmabile di sospensione di peso, che permette - unico al mondo - anche la simulazione delle scale.
AMADEO per la riabilitazione della mano
È un sistema per la rieducazione motoria della mano basato su esercizi attivi e passivi di una o più dita, con un’ampia scelta di scenari e situazioni reali.
La possibilità di numerose personalizzazioni dell’esercizio e di adattamento per gli adulti e i bambini rende lo strumento di valido supporto al lavoro dei terapisti per il recupero funzionale e il raggiungimento dell’autonomia dei pazienti con deficit neurologici.
Realtà Virtuale
Per Realtà Virtuale si intende una simulazione mediata da computer, che offre la possibilità di vedere, sentire, manipolare e interagire con un ambiente artificiale.
In riabilitazione, la Realtà Virtuale consente, tramite sensori applicati a parti del corpo, di visualizzare sullo schermo un semplice movimento compiuto dal paziente come un gesto finalizzato a prendere o spostare un oggetto.
GLOREHA per la riabilitazione neuromotoria della mano
Un guanto robotico per la riabilitazione neuromotoria della mano. Il sistema legge il movimento delle dita supportando il movimento sulla base delle capacità motorie residue del paziente.
Gloreha è un è in grado da un lato di supportare il movimento delle articolazioni, dall’altro di riconoscere i movimenti attivi prodotti spontaneamente dal paziente.
PABLO controlla la forza e i movimenti della mano e dell’arto superiore
Un dispositivo wireless che controlla la forza ed i movimenti della mano e dell’arto superiore con esercizi riabilitativi mirati.
Pablo valuta la forza di presa-estensione della mano e dei molteplici range articolari dell’arto superiore. Il dispositivo presenta un’impugnatura sensorizzata maneggevole collegata al PC per il monitoraggio dei movimenti verticali ed orizzontali delle spalle e della rotazione delle mani.
DIEGO per la riabilitazione monolaterale o bilaterale dell’arto superiore
Un sistema robotico per la riabilitazione monolaterale o bilaterale dell’arto superiore che permette di lavorare riducendo il peso del braccio.
Diego consente di lavorare alleggerendo il peso delle braccia, lasciando al terapista la scelta tra l’esecuzione di task riabilitativi sfruttando oggetti reali o l’interazione con giochi di realtà virtuale.
COREHAB il sistema a biofeedback per la riabilitazione fisica
Attraverso un biofeedback visivo il paziente effettua un allenamento neuromuscolare che gli consente di avere un report immediato del corretto svolgimento dell’esercizio.
Corehab è una tecnologia che permette il recupero neuromotorio tramite esercizi mirati e personalizzati per la dinamica del tronco, degli arti superiori ed inferiori.
NEUROWAVE per la somministrazione di stimolazioni multisensoriali
Un sistema integrato per la somministrazione di stimolazioni multisensoriali e per la contestuale acquisizione e analisi dei parametri biofisiologici dei pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza.
Neurowave è una innovativa piattaforma tecnologica “aperta” ed estremamente flessibile mirata ad applicazioni di ricerca clinica nell’ambito dei Gravi Disordini della Coscienza (Stati vegetativi e di Minima Coscienza), durante tutte le fasi del percorso del paziente.
La decadenza della fornitura del radiofarmaco per l'Unità operativa di Medicina Nucleare dell'Area Vasta 3 di Macerata è una decisione corretta. Respinto e in parte giudicato inammissibile dal Tar delle Marche il ricorso dell'azienda Acom, condannata anche al pagamento di 2mila euro di spese.
La decisione dell'Asur di sospendere l'approvvigionamento del prodotto dall'azienda è stato giudicato corretto dai giudici amministrativi che, però, hanno respinto la sua richiesta di risarcimento (la differenza pagata per acquistare il farmaco dal fornitore secondo classificato).
La vicenda si riassume così: l’Asur bandisce una gara pubblica per l’assegnazione della fornitura del radiofarmaco. L’azienda partecipa e si aggiudica l’appalto. L’Asur fa verifiche sul farmaco e ravvisa le incongruenze tra quanto dichiarato e quanto è riportato, come da legge, nel riassunto delle caratteristiche del prodotto: il farmaco, da documentazione ufficiale, non ha indicazioni terapeutiche per infezioni o malattie infiammatorie, come, al contrario, sarebbe stato dichiarato nella documentazione, in particolare in sede di "chiarimenti", per prendere parte al bando.
Con la determina 1307 del 2017 l'Asur annulla la fornitura, estromettendo l'azienda a favore della seconda in graduatoria. Il contenzioso ha preso le vie legali con una prima sentenza amministrativa che conferma di fatto il corretto operato dell'Asur.
Sull'episodio anche l'Autorità anticorruzione ha avviato un procedimento nei confronti del fornitore, che dovrebbe arrivare a conclusione a breve.
Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche, esprime piena soddisfazione per i risultati ottenuti dopo un lungo percorso di confronto con Regione Marche ed enti gestori a seguito delle Delibere di Giunta che riguardano le linee di intervento relative a residente protette e residenze per anziani.
“Si tratta – ha detto il presidente Mangialardi - che è anche coordinatore nazionale dei presidenti delle Anci regionali – di un bell’esempio di lavoro di squadra che ha posto al centro dell’obiettivo di tutti gli attori un percorso strategico per erogare prestazioni al cittadino mediante servizi di qualità nel rispetto della sostenibilità economica”.
Nello specifico il presidente di Anci Marche sottolinea l’Incremento della percentuale di posti letto convenzionati nelle residente protette per anziani passando dal 60% al 66% nelle Aree Vaste 1-2-3 e fino al 100% nelle Aree Vaste 4-5 in cui sono presenti una minor concentrazione di strutture dedicate, la riqualificazione di posti letto per le Residenze protette con anziani affetti da demenze per un totale di 186 posti letto.
Nella Delibera di Giunta regionale, precisa ancora, è prevista anche l’attivazione di posti letto di cui al paragrafo 5.3 definiti dell’Atto di Fabbisogno Regionale. Si tratta di posti letto che verranno trasformati dall’Asur sulla base dell’appropriatezza del loro effettivo utilizzo
Ulteriore risultato, l'ampliamento di un Tavolo permanente di consultazione con gli Enti gestori dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali con il presidente dell’Anci favorendo il confronto con il Servizio Sanità e il Servizio Politiche Sociali e sport dela Regione Marche sul sistema integrato dei servizi sanitari e sociali nel territorio regionale
"Dall'inizio della legislatura abbiamo spinto sugli investimenti e sulla riqualificazione delle macchine per avere servizi di qualitò collegati digitalmente in modo che un esame fatto in qualsiasi parte della regione sia un domani poi disponibile nel fascicolo elettronico di ogni singolo utente. Sono questi i risultati degli investimenti. L'anno scorso abbiamo stanziato la cifra straordinaria di 200 milioni che si stanno trasformando mano a mano in realizzazioni in tutto il territorio. Nel caso specifico, questa apparecchiatura all'avanguardia, qualifica gli esami diagnostici per la bocca permettendo una qualità notevole e dando pi sicurezza al cittadino. Un altro motivo di festa nel giorno dell'inaugurazione dello studentato Unicam". Cosi il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli che ha partecipato questo pomeriggio all inaugurazione nuovo Ortopantomografo per la Radiologia dell'Ospedale di Camerino.
L'ortopantomografia è una tecnica radiografica che fornisce un'immagine dei denti, delle arcate dentarie, delle ossa mandibolari e mascellari, dei seni mascellari su un'unica pellicola radiografica. L'esame permette inoltre di eseguire delle specifiche radiografie delle articolazioni temporo mandibolari, vale a dire di quelle strutture con cui la mandibola entra in articolazione con l'osso temporale permettendo i movimenti di apertura e di chiusura della bocca.
Nell'occasione stata anche scoperta una targa in ricordo dello scomparso sindaco di Camerino Dario Conti che ha donato l'indennità di carica per l'acquisto della bobina per la risonanza magnetica dedicata allo studio del tumore alla mammella.
Rianimazione cardiopolmonare e manovre di disostruzione pediatrica saranno al centro di un incontro formativo organizzato dai Comitati Croce Rossa in collaborazione con l’assessorato al Welfare del Comune di Civitanova, Area 1 Regionale e Sportello Informadonna, in programma domani (giovedì 26 luglio), presso "Il Varco su Mare" di Civitanova Marche.L’iniziativa rientra nell’ambito dell'evento "Dal Mare… alla montagna ferita" organizzato dai Comitati CRI di Camerino, Cingoli, San Severino Marche, Sarnano e Visso che si protrarrà fino a domenica 29 luglio sul lungomare sud. Due i momenti informativi sulla rianimazione cardiopolmonare e le manovre di disostruzione pediatrica che si svolgeranno la mattina alle 10.30 e nel pomeriggio alle ore 17.30 e a cui tutti sono invitati. Questo tipo di formazione è importantissimo per genitori, nonni, educatori, insegnanti, addetti alla ristorazione e a chiunque si relazioni coi bambini. L’obiettivo è di formare quante più persone possibili alla gestione delle emergenze. "L’Amministrazione comunale tiene moltissimo a questo tipo di formazione tanto da aver inserito come requisito fondamentale per gli addetti allo scodellamento delle mense l'essere formati a queste emergenze. Mi sono relazionata più volte con gli organizzatori e c'è grande entusiasmo da parte di tutti nell'offrire alla cittadinanza l'opportunità di saper intervenire correttamente per salvare delle vite". Queste le parole dell'assessore con delega specifica anche alla prevenzione pediatrica Barbara Capponi che, insieme ai vari comitati lancia l'invito: "vi aspettiamo numerosi".
A Macerata la famiglia di V.B., un uomo di 78 anni deceduto per emorragia cerebrale, ha deciso di donare gli organi rendendo concreta la speranza di una nuova vita per pazienti in lista di attesa per trapianto.
"Il prelievo multiorgano - si legge in una nota stampa della direzione dell'Area Vasta 3 - eseguito nel nostro nosocomio, è iniziato alle 24 con l’arrivo della équipe chirurgica dell’ospedale Torrette di Ancona che, assieme all’équipe oculistica e al personale del blocco operatorio di Macerata, hanno eseguito il complesso intervento che si è concluso alle ore 05:00 e che ha permesso la donazione di fegato, reni e cornee. Il paziente, sentitosi male nella prima mattina del 18 luglio, veniva ricoverato presso l’Unità Operativa di Rianimazione dell’Ospedale di Macerata per grave emorragia cerebrale, in condizioni apparse subito molto gravi e purtroppo nella mattina del 19 luglio si evidenziavano i segni della morte cerebrale. Si convocava quindi la da parte della Direzione Sanitaria il collegio medico per l’accertamento della realtà della morte".
"L’operazione - si legge ancora - coinvolgeva diversi professionisti, chirurghi, medici, biologi, tecnici neurologi, infermieri, inservienti e autisti – ma anche il laboratorio Analisi e Trasfusionale, il servizio di Anatomia patologica, i reparti di Anestesia e Rianimazione, Chirurgia, Dermatologia, Nefrologia, Neurologia, Radiologia, Urologia, la Direzione Medica Ospedaliera, il 118 e il personale del blocco operatorio. In questo doloroso momento la grande generosità della famiglia ha restituito a molti pazienti una speranza di vita. Il coordinatore locale rivolge un particolare ringraziamento alla moglie che è riuscita a trovare la forza di pensare agli altri malati".
Fibromialgia e sensibilità chimica multipla, Romina Pergolesi (M5S) sollecita la Regione a dare attuazione alla normativa, presentando un'interrogazione da discutere in occasione della prossima seduta assembleare del consiglio regionale. Scaduto infatti il termine per rendere finalmente efficace la legge regionale 18 dicembre 2017, n° 38, che consentirà di avviare un sistema integrato di interventi per assicurare prestazioni uniformi, appropriate e qualificate su tutto il territorio alle persone affette da queste due patologie, favorendo anche l’inserimento dei malati nella vita lavorativa e sociale.
"L'articolo 7 della legge regionale n. 38/2017 parla chiaro – ricorda Pergolesi -. La Giunta regionale, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore di medesima legge, sentita la commissione assembleare competente, deve adottare le deliberazioni finalizzate all'attuazione della stessa, che riconosce finalmente come patologie queste due cosiddette 'malattie invisibili'. Il tempo è scaduto. È ora di muoversi, i malati non possono più attendere oltre".
La consigliera regionale pentastellata interroga pertanto il presidente Ceriscioli per sapere "entro quali termini intende presentare le deliberazioni, per l’attuazione della legge in oggetto, alla competente commissione consiliare".
La fibromialgia è una malattia cronica e invalidante, che colpisce tra i 2 e il 4% della popolazione italiana, in particolare le donne, e per la quale ad oggi non vi è una cura risolutiva. Ad aver acceso i riflettori sul problema è stata la Fi.Mar.Onlus (Fibromialgia nelle Marche), associazione che si batte proprio per il riconoscimento normativo della malattia e delle sue tutele diagnostiche e terapeutiche.
L’Ant punta sulla prevenzione, primaria e secondaria, quale arma fondamentale per scongiurare le malattie. Da sette anni a Civitanova si organizzano le giornate per lo screening del tumore mammario, grazie all’ambulatorio mobile fornito dalla sede centrale di Bologna e al supporto economico della Banca di Credito cooperativo - Trust Carla Pepi, che ha permesso di effettuare 282 mammografie digitali e di riscontrare due casi di rischio.
La presidente del sodalizio civitanovese Fiorenza Paffetti Perugini e Maria Luisa Pisotta, hanno incontrato questa mattina l’assessore ai Servizi sociali Barbara Capponi per fornire un riscontro delle ultime attività realizzate e presentare la prossima iniziativa.
“Insisteremo sul fronte della prevenzione – ha dichiarato Fiorenza Paffetti Perugini – perché questo significa salvare delle vite. Attualmente i nostri medici ed infermieri assistono 130 pazienti, portando nelle case tutto quello che occorre, ma abbiamo bisogno di aiuti economici per fare di più”.
Nella sede di vicolo Sforza c’è un Pav e un emporio dove è possibile acquistare materiali donati dalle aziende e quelli realizzati dalle volontarie. Un’altra sede è stata aperta in via D’Annunzio.
“Il Comune dà sostegno e vicinanza a tutte le iniziative – ha detto l’assessore Capponi – e non si tratta solo di sostegno morale ma soprattutto di supporto economico, attraverso la messa a disposizione della sede in maniera gratuita e collaborazione a 360° verso le persone che hanno anche difficoltà economiche oltre a problemi di salute. Un ringraziamento va a tutte le associazioni di volontariato per quello che fanno e per la rete di aiuti che hanno creato e che l’Amministrazione sostiene in maniera continuativa”.
Domenica 22 luglio, si ripete il concerto dell’Ant (XI edizione) con “Storie d’amore e d’incanto”, diretto dal M° Alfredo Sorichetti, e patrocinato dal Comune di Ciivtanova e azienda Teatri e sponsor privati. Il concerto si svolgerà alle 21,30 al chiostro Sant’Agostino, con Valerio Borgioni (tenore), Liliana Aiera (soprano), Luigi Ciucci (attore).
Ieri si è svolta invece la tradizionale cena di beneficenza utile a raccogliere fondi e sovvenzionare l’assistenza ai malati di tumore.
Biglietti in vendita al Rossini 0733 812936.
Nel centro sportivo Green Planet di Sforzacosta domenica pomeriggio 8 luglio si sono ritrovati i medici, gli operatori sanitari, il personale amministrativo e di segreteria di “Associati Fisiomed” per celebrare il secondo “Memorial Bruno Pietrella”, che prende il nome dall’indimenticato amministratore di un decennio fa del centro medico di Sforzacosta.L’occasione è stata quella di festeggiare la vittoria di Puma Volley di pallavolo e di Cantine Riunite calcio a 5 sponsorizzate da “Associati Fisiomed” nei loro rispettivi campionati.
Improbabili atleti attempati e con qualche chilo di troppo sono scesi in campo per fare festa. L’Amministratore Delegato di “Associati Fisiomed”, Enrico Falistocco, è convinto che anche questi momenti ludici contribuiscano a rafforzare lo spirito di squadra, quasi di famiglia, di tutti i suoi collaboratori e ciò aiuta a lavorare meglio tutti.In questa occasione Enrico Falistocco, prima della meritata cena dopo la fatica, ha ringraziato gli atleti che con il logo “Associati Fisiomed” sulle maglie si sono fatti onore, ma non ha perso l’occasione per descrivere il grande ampliamento del centro medico con l’acquisizione del centro medico “Somachandra” di Corridonia, di un centro medico Palazzo Europa di Tolentino e di un laboratorio analisi Ricerche Cliniche di Civitanova Marche. Un impegno di molto aumentato con un consistente rafforzamento del ruolo di “Associati Fisiomed” nella tutela della salute dei cittadini di un vasto territorio.
Una buona comunicazione, una perfetta organizzazione ad unisono con le competenze professionali e l’utilizzo delle nuove tecnologie sono le prerogative indispensabili di una struttura variegata e complessa. Anche una giornata vissuta in amicizia e serenità come quella di domenica può contribuire.
Primo incontro della nuova amministrazione di San Ginesio con i rappresentanti dell’Asur, nello specifico fra il sindaco Giuliano Ciabocco, il vicesindaco Daris Belli, il capogruppo di maggioranza in consiglio comunale Francesco Paletti, il consigliere con delega alla Sanità Giacomo Anitori e il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni con il responsabile servizi integrazione socio-sanitaria Giovanni Feliziani. All’ordine del giorno la questione ex Rsa di San Ginesio, in attesa di ridefinizione dopo la chiusura a causa del terremoto del 2016.
“Durante la discussione, in cui abbiamo affrontato vari aspetti della struttura sanitaria - ha dichiarato il sindaco Ciabocco - ci è stato confermato l’avviamento della procedura di gara per l’incarico ad un tecnico per la valutazione della vulnerabilità sismica dell’edificio”.
“Dopo che avremo più chiara la situazione dal punto di vista strutturale - ha specificato Paletti - valuteremo insieme all’Asur la possibilità di utilizzare la struttura già esistente o se invece bisognerà investire in un nuovo edificio che risponda alle nuove normative”.
“Comunque, come già anticipato in campagna elettorale - ha concluso Anitori - questo servizio così importante per la nostra comunità sarà mantenuto nel capoluogo. I servizi rivolti agli anziani e alle fasce più deboli saranno al centro dell’attenzione della nostra amministrazione”.
Nessuna chiusura, ma meno degenti in ospedale, con il contestuale trasferimento nella strutture sanitarie limitrofe dalle ore 15 di sabato 14 luglio alle ore 15 di domenica 15 luglio, per interventi di manutenzione urgente ed indifferibile dell’impianto di distribuzione idrica del nosocomio di Macerata.
E ancora, rafforzamento dell’attività del Pronto Soccorso e del servizio di emergenza 118 che verrà coadiuvato dalla Croce Rossa di Macerata.
I vigili del fuoco saranno presenti un presidio antincendio mentre le forze dell’ordine e la polizia municipale garantiranno una pronta viabilità. Il piano per affrontare l’interruzione dell’erogazione dell’acqua nel nosocomio di Macerata è stato definito oggi nel corso della riunione del Comitato Provinciale dell’Ordine e Sicurezza Pubblica. I rubinetti rimarranno a secco dalle 15 di sabato 14 luglio alle 15 di domenica 15 luglio, per interventi di manutenzione urgente ed indifferibile dell’impianto di distribuzione idrica.
Al Comitato hanno partecipato il sindaco di Macerata, il rappresentante della Provincia, i rappresentanti delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, il direttore dell’Asur - Area Vasta 3 dottor Alessandro Maccioni unitamente al direttore sanitario dell’Ospedale e ad un dirigente tecnico dell’Area Vasta 3, il direttore del 118, il rappresentante del servizio regionale di Protezione civile, i responsabili delle società incaricate dell’intervento e i rappresentanti della Croce Rossa di Macerata.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato a firma del Presidente del Gruppo Lega Nord Marche, Sandro Zaffiri.
Non è una Sanità “tutta rose e fiori” quella in cui i cittadini marchigiani si imbattono quotidianamente. Il quadretto idilliaco disegnato dal presidente Ceriscioli – scrive in una nota il consigliere regionale della Lega nord, Sandro Zaffiri - non corrisponde affatto alla verità. Testimonianza ne è la grave crisi che sta attraversando il mondo del volontariato e delle pubbliche assistenze, special modo quelle dei piccoli Comuni, che, proprio oggi, hanno manifestato contro gli intollerabili ritardi nell’erogazione dei rimborsi attesi da oltre quattro anni da Asur e Regione Marche.
Enormi sono per altro i dubbi sui criteri per la concessione dei rimborsi futuri in un contesto folle – incalza Zaffiri – dove persone (non oggetti, ma persone!) con patologie e in condizioni fisiche precarie (perfino diabetici amputati), ma non barellate, vengono considerate non meritevoli del trasporto sanitario a carico della Sanità regionale.Se davvero Ceriscioli vuole cominciare a parlare di “buona sanità”, deve gettare la maschera della vanità e indossare quella dell’umiltà e del dialogo, sbloccando subito i fondi per le pubbliche assistenze per riconsegnare la doverosa dignità ad esse e a tante persone che quotidianamente se ne servono.
Riceviamo e pubblichiamo dalla consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Romina Pergolesi.
«Un lento e dannoso declino». È quanto sta subendo da almeno un decennio, a detta di Romina Pergolesi, la sanità delle Marche. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che auspica l'intervento del Ministro della Salute, Giulia Grillo, è fortemente critica nei confronti del presidente della Regione, Luca Ceriscioli, colpevole a suo dire «di aver accelerato notevolmente tale negativo processo» e di voler rivedere al ribasso i requisiti per la nomina dei direttori delle Aree Vaste, modificando ad hoc la legge sulla riorganizzazione del servizio sanitario. «Il governatore delle Marche, nonché assessore alla sanità, chiede meno anni di esperienza, e nemmeno continuativi. Punti di vista differenti, insomma, rispetto ai nostri – evidenzia Pergolesi - Noi stiamo contestando con forza l'operato degli attuali, ne stiamo chiedendo la sfiducia, mentre per Ceriscioli va tutto bene, tanto da pretendere requisiti professionali persino minori».L'esponente del M5S punta in particolare il dito contro la delibera 835 del 25 giugno scorso, arrivata con urgenza in Commissione Sanità: per poter ottenere la nomina di direttore di Area Vasta sarà sufficiente aver svolto per almeno tre anni, non necessariamente consecutivi, un incarico di natura direzionale. «La sanità marchigiana è in balia di un assessore assente, Ceriscioli appunto, e di privati che si sostituiscono al servizio pubblico – accusa Pergolesi -. Mi sto confrontando con medici, dirigenti, infermieri ed esperti per comprendere le maggiori criticità del settore e individuare le possibili soluzioni, così da presentare una nuova proposta di riforma del sistema sanitario regionale. È assolutamente imprescindibile cambiare regime per evitare lo smantellamento della sanità pubblica nelle Marche. Domani, martedì 10 luglio, alle 18:30 presso l'hotel Finis Africae di Senigallia, è in programma una nuova riunione della Consulta Regionale Salute. Il nostro obiettivo, come detto, è quello di gettare le basi per una seria e concreta riforma sanitaria che risponda innanzitutto alle necessità dei cittadini, permettendo nel contempo agli operatori di lavorare al meglio delle loro potenzialità ed in sicurezza».Per fare ciò è fondamentale, a detta della consigliera regionale pentastellata, «mettere in discussione l’attuale assetto organizzativo dell’Asur e delle singole Aree Vaste, un modello che non ha prodotto i risultati sperati e che continua a vedere disomogeneità nell’erogazione dei servizi al cittadino».«Non ci dovranno più essere marchigiani di serie A e marchigiani di serie B – è la filosofia della battaglia intrapresa da Romina Pergolesi -. Nell’ultimo decennio il servizio sanitario regionale è stato oggetto di un lento e dannoso declino. Dobbiamo invertire la rotta. Auspico quanto prima un intervento del ministro Grillo. Un presidente di regione dovrebbe agire a tutela della salute dei cittadini, anteponendo tale obiettivo alla propaganda politica. Ciò non si sta verificando, purtroppo, ed è nostro dovere predisporre un'alternativa».
La Carovana della Salute, iniziativa promossa dalla Fnp Cisl delle Marche in occasione della Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città, ha fatto tappa oggi a San Severino Marche, ospite del teatro Italia. A portare il saluto di benvenuto da parte dell’Amministrazione locale è stato il sindaco, Rosa Piermattei, che ha ricordato l’importanza della prevenzione. Subito dopo è stata ospitata un’interessante tavola rotonda alla quale sono intervenuti, dopo l’introduzione di Oriana Mari della segreteria Rls di Tolentino e Camerino e di Pacifico Papa referente pensionati della Cisl settempedana e provinciale, i dottori Benedetta Ferretti, medico oncologo, e Riccardo Zappelli, oculista. A seguire le conclusioni di Dino Ottaviani, responsabile del Dipartimento politiche socio sanitarie di Fnp Cisl Marche.
Nel piazzale del Monumento al Donatore i camper della Carovana della Salute, partita ieri da San Benedetto del Tronto, hanno invece accolto visite, screening e controlli gratuiti. L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Comune di San Severino Marche.Secondo recenti statistiche più di un italiano su 3 vive in città ma la vita urbana spesso mette a rischio la salute: malattie croniche, come diabete e obesità, tumori, disturbi dell’umore, sono sempre più frequenti nella popolazione e impattano, in modo significativo, sulla qualità della vita. Un corretto stile di vita, insieme ad esami di screening costanti, che oggi rappresentano una fonte essenziale per monitorare eventuali situazioni a rischio, possono aiutare a preservare un buono stato di salute migliorando così anche la qualità della vita.
La diagnosi precoce, infatti, permette non solo di individuare patologie asintomatiche ma anche di intervenire tempestivamente aumentando le probabilità di guarigione evitando percorsi di cura invasivi. Di qui l’iniziativa di Fnp Cisl che è arrivata anche in città e che è stata realizzata in collaborazione con Susan G. Komen Italia e Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB Italia Onlus, la Croce Rossa Italiana e Amplifon.
In data 3 luglio 2018, presso la struttura ospedaliera di Civitanova Marche, è stato effettuato il collaudo del nuovo ortopantomografo digitale e in questa settimana è stata riaperta l’attività per OPT e teleradiografia con sistema 2D.
Il nuovo OPT digitale ha la caratteristica di produrre, con sistema digitale diretto, l’immagine delle arcate dentarie e articolazioni temporo-mandibolari che vengono utilizzate per diagnosi e cura delle malattie dentali, valutazione della dentizione e trattamenti di ortodonzia.Il nuovo apparecchio oltre alle immagini 2D, permette anche la rappresentazione delle immagini 3D del massiccio facciale, necessario per il settore della implantologia. I protocolli utilizzati dal sistema consentono di ottenere dosi di radiazioni notevolmente ridotte rispetto alla TAC finora utilizzata con la metodica Dentalscan e inferiori anche rispetto all’imaging panoramico 2D standard.
Il nuovo Ortopantomografo, che ha sostituito il precedente apparecchio ormai obsoleto, rappresenta l’ultima generazione di ortopantomografi digitali, di elevato livello per qualità e innovazione.L’investimento complessivo ammonta a € 64.416,00.
Oltre 600 controlli gratuiti tra screening senologici, ecografie, mammografie, controllo vista e udito, colloqui con psicologo per disturbi cognitivi, screening tiroide e controllo della pressione realizzati in collaborazione con Susan G. Komen Italia e Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB Italia Onlus, Croce Rossa e Amplifon, La Carovana della Salute lascia le Marche dopo due giorni dedicati al benessere e alla prevenzione a San Benedetto del Tronto e San Severino Marche, dove la manifestazione si è chiusa con la tavola rotonda “Prevenzione e Salute” che si è svolta al Teatro Italia e alla quale hanno partecipato Riccardo Zappelli, Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità - IAPB Italia Onlus, Benedetta Ferretti, Medico Oncologo, Maria Trentin, Coordinamento Donne nazionale Fnp Cisl, e Dino Ottaviani, Responsabile Dipartimento Politiche Socio-Sanitarie Fnp Cisl Marche.«L'alto numero di persone presenti in piazza per questa iniziativa dimostra l'importanza del tema della salute e della prevenzione – commenta Giulio Grazioli, Segretario regionale della Fnp Cisl Marche -. Un tema che per noi è sempre stato prioritario e che sul quale continueremo a impegnarci con politiche sui territori mirate a sensibilizzare le persone di tutte le età, specialmente i pensionati, per convincerle a prendersi cura di loro stesse».«Gli screening della Carovana della Salute non hanno rappresentato solo un messaggio per promuovere la cultura della prevenzione – prosegue Grazioli -. Da alcuni esami sono emersi sintomi, come ad esempio noduli, che meritano un successivo approfondimento e che sono la prova concreta dell'importanza di curare e monitorare la propria salute».La giornata di San Severino Marche è stata fortemente voluta dalla Fnp Cisl per portare la Carovana della Salute nel cratere sismico: «Un segno della nostra attenzione per questo territorio martoriato – conclude il Segretario regionale – . Una sensibilità in più che intendiamo esercitare anche in futuro con altre iniziative sempre sulla prevenzione e sulla promozione di stili di vita sani. Una strategia che andrebbe affiancata, a nostro parere, da un rafforzamento della rete dei servizi sanitari in un territorio tutto da ricostruire».
Una situazione che preoccupa e lascia con tanti dubbi. È la sanità maceratese ad essere al centro del dibattito cittadino in queste ore, un dibattito che è stato riaperto stamani dalle consigliere comunali Deborah Pantana e Anna Menghi. Un dibattito che si snoda tra due problematiche: la prima legata al nuovo ospedale e la seconda legata al vecchio.
"Carancini - ha detto Deborah Pantana in conferenza - ha proposto un'area per l'edificazione del nuovo ospedale che come era plausibile non è utilizzabile: un terreno inquinato e dove sono stati trovati rifiuti. Una scelta superficiale, fatta senza le opportune verifiche: una scelta con la quale ha illuso tutta la città e sulla quale vorremmo spiegazioni".
Una situazione aggravata dalle ultime vicende (leggi articolo) legate all'emergenza idrica all'ospedale di Macerata.
"Anche per quel che riguarda l'emergenza idrica - continua - vorremmo risposte. Vorremmo capire se c'era una ditta pagata per la manutenzione e come sia possibile che in tre anni, da quando Maccioni ricorpre il suo ruolo, nessuno abbia fatto caso allo stato dell'arte degli impianti"
"Lo sconforto è molto - le fa eco Anna Menghi - perché non si capisce bene dove la situazione attuale porterà la sanità di questa zona. Per questo chiediamo che il sindaco, responsabile agli occhi dei cittadini di dar loro risposte, chiarisca i fatti. Il dramma è che l'ospedale non ci sarà e quello che abbiamo sta facendo, concedetemi la battuta, acqua: fatti gravi dei quali nessuno si è accorto. Vorremmo che dall'emergenza si traessero cose positive ma soprattutto vorremmo risposte concrete."
L'Ospedale di Macerata, per urgenti lavori di manutenzione straordinaria all'impianto idrico, subirà un'interruzione della durata di circa 24 ore dell'erogazione dell'acqua. Questa interruzione è prevista a partire da sabato 14 luglio e terminerà nelle prime ore del pomeriggio di domenica 15 luglio.
L'acqua sarà regolarmente fornita all'Hospice, alla Psichiatria, alla Centrale Operativa "118" e all'Anatomia Patologica e non verranno interrotte le sedute dialitiche. Non subirà inoltre interruzione l'impianto di climatizzazione.
Nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso l'Ospedale di Macerata, il direttore dell'Area Vasta3, Alessandro Maccioni, insieme a medici e collaboratori, ha illustrato come avverrà lo svolgimento dei lavori. Esso sarà condotto in tre fasi: la prima prevede lo svuotamento lento dell'impianto idrico, la seconda è destinata alla sostituzione dei collettori dell'acqua nella sottocentrale e nella centrale principale, con installazioni di valvole e di derivazioni di emergenza e infine la terza sarà caratterizzata dal lento riempimento dell'impianto e relativo "spurgo" delle impurità rimesse in circolo.
L'acqua sarà assicurata in tutti i reparti tramite serbatoi e taniche da trasporto, ma al fine di ridurre i disagi a pazienti ed operatori sanitari, che comunque saranno regolarmente in servizio per qualsiasi esigenza, verranno adottate misure per ridurre il numero di degenti nelle giornate di sabato e domenica.
Saranno normalmente erogate tutte le attività programmate, in particolare quelle chirurgiche, mentre le eventuali urgenze che dovessero presentarsi nei giorni di sabato e domenica saranno prioritariamente dirottate negli altri ospedali facenti parte dell'Area Vasta3.
Il Pronto Soccorso inoltre, continuerà la propria attività con delocalizzazione dei codici non trattabili a Macerata per il periodo strettamente necessario.
"Le scelte attuate sono tutte orientate a garantire la sicurezza dei pazienti - ha affermato Maccioni -. Siamo abituati ad affrontare situazioni di emergenza: questo problema che, al momento non ha consentito altre soluzioni, è stato organizzato in modo tale da adottare tutti i provvedimenti per evitare che i pazienti ne risentano e ne subiscano le conseguenze".
Presentata in Consiglio Regionale un'interrogazione a firma della capogruppo di Fratelli d'Italia, Elena Leonardi, sulla situazione della cosiddetta “ricetta dematerializzata”. Accade difatti che si verifichino disservizi nell'erogazione della “ricetta bianca” cioè quella ricetta che, a regime, sostituirà completamente la ricetta rosa che il medico di base rilascia per farmaci o prestazioni diagnostiche.
Nell'interrogazione la rappresentante del partito della Meloni evidenzia tutta la normativa nazionale e regionale che ha portato all'uso della ricetta cosiddetta dematerializzata, questo per ricordare, che il sistema è stato messo a disposizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta del Servizio Sanitario Regionale, attraverso una rete informatica che connette i medici nel sistema informativo sanitario regionale, tramite dotazioni hardware e software necessarie a permettere l'avvio di tale flusso.
L'atto della Leonardi scaturisce dal fatto che purtroppo sono stati riscontrati, dai medesimi Medici di Medicina Generale, problemi legati alla lentezza del Sistema o al blocco delle operazioni nella formulazione della ricetta medesima. Il tutto viene evidenziato dalle chiamate al “numero dedicato 800.083.153.
Il rallentamento – afferma sempre Elena Leonardi - sembra legato a difficoltà tecniche e strumentali; inoltre l'introduzione della “dematerializzata” comporta una riorganizzazione della gestione dello studio medico, in particolare nel front-office, con un allungamento dei tempi di ambulatorio, stimati dalle associazioni di categoria.
Nell'interrogazione della rappresentante regionale di Fratelli d'Italia si chiede se il sistema infrastrutturale elettronico per la gestione e l'emissione della “ricetta dematerializzata” è in grado di reggere il servizio medesimo, una volta a pieno regime. Si chiede inoltre se è intenzione della competente Direzione Generale Sanitaria, in qualità di Responsabile del Procedimento, deliberare nuovi “interventi di manutenzione evolutiva” del sistema per la gestione della “ricetta dematerializzata e a quanto ammonta sinora il costo per tutti gli interventi di manutenzione evolutiva del sistema medesimo.
La capogruppo Elena Leonardi ricorda difatti che già un adeguamento del sistema è avvenuto nel 2014 quando furono spese ulteriori decine di migliaia di euro tramite determina della Direzione Generale della Azienda Sanitaria Regionale, nella quale si leggeva che “è pacifico affermare l'esistenza di un vincolo di rapporto di esclusività con il fornitore da cui è impossibile prescindere, dal momento che l'oggetto della manutenzione evolutiva di che trattasi è un software di tipo chiuso appartenente ad un unico proprietario e che quindi rende impossibile l'implementazione delle stesse funzionalità da parte di qualsiasi altra azienda produttrice di software”.