Politica

Centrosinistra Macerata: dopo l'intesa, arriva il candidato? I nomi sul tavolo e le manovre in corso

Centrosinistra Macerata: dopo l'intesa, arriva il candidato? I nomi sul tavolo e le manovre in corso

Stasera è previsto l’incontro "carbonaro" delle sigle del centro sinistra. Nei giorni scorsi avevamo raccontato come, almeno sulla carta, sembri esserci una certa unità all’interno dello schieramento. Quello che continua a mancare è però il nome del candidato sindaco, un vuoto che in realtà riguarda entrambi i fronti, in attesa che Parcaroli sciolga le riserve e comunichi ufficialmente le sue intenzioni ai suoi. I nomi che circolano sulla stampa sono ormai gli stessi da qualche settimana. Il più chiacchierato resta Gianluca Tittarelli, direttore del centro commerciale Val di Chienti e presidente della Banca Macerata Fisiomed, che sarebbe sostenuto da una parte del Pd e da alcune realtà civiche. C’è poi l’ipotesi Andrea Tonnarelli, avvocato, indicato e appoggiato dall’area della sinistra radicale. Naturalmente non è escluso che possa emergere anche un nome nuovo, magari proprio al termine dell’incontro di questa sera, quando le diverse anime del centro sinistra si confronteranno a porte chiuse. Una parte del Pd, secondo voci che circolano in città, sembrerebbe spingere anche per il medico maceratese Romano Mari, presidente dell’Ordine dei Medici e già presidente del consiglio comunale. Resta inoltre da capire se le dieci forze che si sono raggruppate in questa fase preliminare si tradurranno effettivamente in dieci liste al momento della presentazione elettorale. Nel frattempo si registra fermento anche nell’area moderata, con Mattia Orioli di Base Popolare Marche, che invoca apertamente una nuova stagione politico-amministrativa,rompendo con la continuità dell’amministrazione Parcaroli. Un monito all'attuale sindaco di farsi da parte e uno spostamento verso l'altra coalizione? Noi moderati invece, secondo le parole del segretario cittadino Luigi Carelli, si allontana dal caos elettorale per muoversi da solo. Nel caso in cui Parcaroli decidesse di non riprovarci, si aprirebbe un'intensa fase nel centro-destra. La lista di chi ambisce al ruolo di candidato è lunga e i personalismi non fanno bene alle coalizioni.

22/01/2026 13:00
Nuovo anno, nuovo presidente della Provincia: chi guiderà Macerata dopo Parcaroli?

Nuovo anno, nuovo presidente della Provincia: chi guiderà Macerata dopo Parcaroli?

Con la fine del mandato di Sandro Parcaroli, conclusosi a dicembre e non rinnovabile se non attraverso una proroga che permetta di far coincidere le elezioni provinciali con quelle del Comune di Macerata, si apre una nuova fase per la guida della Provincia di Macerata. La scelta del prossimo presidente assume un peso rilevante perché il 2026 si preannuncia come un anno decisivo, caratterizzato da 110 milioni di euro di investimenti destinati alle scuole, ai nuovi poli di Cingoli e Tolentino, alla viabilità e alla riqualificazione di immobili provinciali come il Palazzo della Prefettura e la caserma dei Vigili del Fuoco. All’interno del centrodestra prende corpo l’ipotesi di una candidatura femminile, ma le prime disponibilità sono già venute meno. Tra i nomi sondati c’è stato quello della sindaca di Potenza Picena Noemi Tartabini, che ha però declinato. La sua figura resta significativa perché rappresenta l’unica amministratrice meloniana con fascia tricolore in un territorio dove il partito raccoglie circa il 30% dei consensi, ma governa solo un Comune su 55, un dato che evidenzia difficoltà organizzative.  Nel caso in cui la candidatura della Tartabini resti definitivamente fuorigioco, potrebbe riaffacciarsi una soluzione già ipotizzata in passato, ovvero quella del sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci. Una prospettiva che, tuttavia, non ha mai trovato un consenso pieno all’interno del centrodestra. A rendere più complessa la sua eventuale candidatura c’è anche la distribuzione degli incarichi istituzionali, dato che l’entroterra maceratese esprime già il presidente del Consiglio regionale Pasqui e un consigliere regionale, Marinelli, indicato come possibile assessore. L’uscita di Parcaroli rischia così di lasciare Macerata senza rappresentanti di primo piano sia sul fronte provinciale che su quello regionale. Restano comunque sul tavolo altri nomi, come quelli del sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica e del primo cittadino di Matelica Denis Cingolani, che continuano a circolare tra le possibili opzioni. Sul versante opposto, il centrosinistra può puntare soprattutto a una candidatura di testimonianza, dal momento che circa il 90% dei Comuni della provincia di Macerata è attualmente amministrato dal centrodestra.

21/01/2026 18:50
Accordo Ue-Mercosur, stop dell’Eurocamera: il testo va alla Corte di giustizia Ue

Accordo Ue-Mercosur, stop dell’Eurocamera: il testo va alla Corte di giustizia Ue

Sembrava tutto pronto, invece arriva uno stop inatteso dall’Eurocamera. Con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato la richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur alla Corte di giustizia dell’Ue per un parere legale. Un passaggio che congela di fatto l’iter dell’intesa: per l’attuazione definitiva, l’Eurocamera dovrà ora attendere l’esame della Corte, che potrebbe richiedere diversi mesi. Solo dopo sarà possibile votare la ratifica finale dell’accordo. La richiesta è stata presentata da un gruppo di eurodeputati appartenenti alla Sinistra Ue, ai Verdi e a una parte dei Liberali. Il testo approvato chiede formalmente di “domandare il parere della Corte di giustizia, a norma dell’articolo 218, paragrafo 11, del Tfue, circa la compatibilità con i Trattati dell’accordo previsto, della proposta che l’Ue concluda l’accordo di partenariato Ue-Mercosur e l’accordo interinale sugli scambi, nonché della procedura seguita per ottenere tale conclusione”. La risoluzione incarica inoltre la presidente del Parlamento europeo di attivarsi rapidamente per ottenere il parere della Corte e di trasmettere il documento, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione. Nei mesi scorsi l’accordo Ue-Mercosur aveva già acceso forti proteste, in particolare da parte del mondo agricolo. Anche nel territorio maceratese non erano mancate le mobilitazioni, con un corteo a Piediripa che aveva coinvolto molti agricoltori. Anche gli allevatori preoccupati per le possibili ricadute sul settore, si erano espressi in merito: "Senza una reale reciprocità delle regole e controlli efficaci, l’apertura del mercato potrebbe favorire importazioni a basso costo, mettendo sotto pressione il valore del Made in Italy e la trasparenza verso il consumatore finale". Sul tema era intervenuta recentemente anche la Lega di Macerata. Il segretario Aldo Alessandrini aveva ribadito la necessità di “difendere le eccellenze produttive locali e garantire condizioni di mercato realmente eque per l’intera filiera agroalimentare”. Una posizione espressa nonostante l’alleato di governo Fratelli D'Italia, attraverso le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, avesse dato il via libera alla firma dell’accordo, subordinandola però alla presenza di precise premesse di garanzia per il mondo produttivo. Una posizione, quella assunta dopo l'invio alla corte di giustizia, che verrà salutata con approvazione dal Cia Marche, che già da mesi porta avanti una battaglia politica e sindacale per proteggere la filiera agrolimentare, in questo caso marchigiana. "Senza risorse adeguate, regole uguali per tutti e una Pac forte, il reddito delle imprese agricole e la tenuta delle aree rurali sono seriamente a rischio". Per il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei, l’accordo potrà funzionare solo "se le clausole di salvaguardia saranno applicate in modo tempestivo e trasparente, garantendo una concorrenza davvero equa".

21/01/2026 16:30
Civitanova, Costamagna ci riprova: "Intitolare una via a Bettino Craxi, 26 anni dopo la scomparsa"

Civitanova, Costamagna ci riprova: "Intitolare una via a Bettino Craxi, 26 anni dopo la scomparsa"

In occasione del ventiseiesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi, avvenuta ad Hammamet, arriva una richiesta formale all’amministrazione comunale di Civitanova Marche affinché venga intitolata una strada del territorio alla figura dello statista socialista.  A presentarla è Ivo Costamagna, responsabile regionale del Movimento Socialista Liberale, che richiama l’attenzione sul “ruolo storico e politico” ricoperto da Bettino Craxi, segretario del partito Socialista Italiano dal 1976 al 1993 e presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987. Secondo Costamagna, “Craxi rappresenta una delle personalità più rilevanti della cosiddetta Prima Repubblica, protagonista di una stagione politica che ha inciso profondamente sullo sviluppo economico e sul prestigio internazionale dell’Italia”.  Nel documento si sottolinea come Craxi abbia avuto un ruolo centrale anche nello scenario europeo e mediterraneo, al pari di leader quali François Mitterrand, Mario Soares, Felipe González e Andreas Papandreou, contribuendo al rafforzamento dell’idea di un’Unione europea ispirata ai valori della socialdemocrazia. Viene inoltre ricordato il suo impegno nel mantenere l’Italia saldamente ancorata all’Alleanza Atlantica, pur affermando con decisione la centralità dell’interesse nazionale.  Costamagna richiama anche il profilo internazionale dello statista, nominato consigliere speciale delle Nazioni Unite per i problemi dello sviluppo e per il rafforzamento della pace e della sicurezza dai segretari generali Javier Pérez de Cuéllar e Boutros Boutros-Ghali. Tra gli aspetti evidenziati figurano inoltre “l’impegno per la pace in Medio Oriente e il sostegno alla libertà del Cile durante il colpo di Stato che portò alla caduta del governo di Salvador Allende”.  Alla luce di queste considerazioni e del fatto che in numerose città italiane sono già state intitolate vie o luoghi pubblici a Bettino Craxi, il Movimento Socialista Liberale chiede al sindaco Fabrizio Ciarapica e alla Giunta comunale di “avviare l’iter per individuare una strada da dedicare allo statista, come segno di riconoscimento del suo ruolo nella storia politica e istituzionale del Paese”.

21/01/2026 16:14
Porto di Civitanova, "Dalla Regione 424 mila euro per la manutenzione straordinaria"

Porto di Civitanova, "Dalla Regione 424 mila euro per la manutenzione straordinaria"

CIVITANOVA MARCHE– "La Regione Marche ha stanziato 424.080 euro a favore del Comune di Civitanova Marche per interventi di manutenzione straordinaria delle infrastrutture portuali. Il finanziamento è stato autorizzato con un decreto dirigenziale recentemente firmato e riguarda opere ritenute strategiche per la sicurezza e la funzionalità del porto cittadino". A darne notizia è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Pierpaolo Borroni, che sottolinea come il provvedimento confermi «l’attenzione concreta della Regione verso le infrastrutture strategiche della costa marchigiana e, in particolare, verso il porto di Civitanova Marche, snodo fondamentale per l’economia locale, la pesca e la sicurezza della navigazione». Il contributo regionale consentirà di intervenire sul Molo Nord, dove sono previsti la sostituzione del guardrail, l’installazione di nuove recinzioni, la predisposizione dei sottoservizi e il rifacimento della pavimentazione stradale. Sono inoltre programmati importanti lavori di risanamento strutturale sui Moli Est e Martello, attraverso il recupero dei muretti in calcestruzzo armato danneggiati dall’azione del mare. «Si tratta di opere necessarie e attese – evidenzia Borroni – che miglioreranno la sicurezza per operatori portuali, diportisti e cittadini, ma che rappresentano anche un investimento sul futuro, rendendo le infrastrutture più durabili e adeguate agli standard attuali».   Il consigliere regionale ha quindi ringraziato la Regione Marche, a partire dal presidente Francesco Acquaroli e dall’intera Giunta regionale, per la scelta compiuta. «È questo il metodo che come Fratelli d’Italia abbiamo sempre sostenuto: programmazione, serietà amministrativa e attenzione ai territori. Il porto di Civitanova Marche è una risorsa strategica e la Regione dimostra, con i fatti, di voler investire sulla sua sicurezza e sul suo sviluppo», conclude Borroni.

21/01/2026 15:30
Due assessori in più in Regione Marche? Primo sì, ma lo scontro (anche interno) è solo all’inizio

Due assessori in più in Regione Marche? Primo sì, ma lo scontro (anche interno) è solo all’inizio

Il percorso è iniziato, ma il traguardo è ancora da definire. Nelle Marche prende forma la riforma che apre alla possibilità di ampliare la giunta regionale da 6 a 8 assessori, una scelta resa possibile da una legge statale approvata durante l’estate. Il Consiglio regionale ha, infatti, compiuto il primo passo formale con il voto sulla modifica dello Statuto, passaggio indispensabile per rendere operativa la nuova composizione dell’esecutivo. L’aula ha approvato il provvedimento con 19 voti favorevoli della maggioranza, mentre l’opposizione ha scelto la strada delle 9 astensioni. La modifica consente di aumentare il numero degli assessori già a partire da questa legislatura, fissando come principio cardine quello dell’invarianza di spesa, tema che resta però al centro del confronto politico. Prima che la riforma diventi definitiva saranno necessari un secondo voto in Consiglio tra circa due mesi e, successivamente, l’approvazione di una legge ordinaria chiamata a chiarire nel dettaglio la questione delle risorse economiche. Sul piano politico l’accordo appare solo parziale. Se da un lato c’è una convergenza generale sull’opportunità di rafforzare la giunta regionale, dall’altro opposizione e normativa statale non intendono concedere margini sui costi. Il nodo principale riguarda il rischio che l’ingresso di due nuovi assessori, senza una revisione delle norme sui subentri in Consiglio, possa portare all’entrata dei primi dei non eletti, facendo così saltare il principio dell’invarianza di spesa. Intanto iniziano a circolare i nomi dei possibili nuovi assessori. In quota Fratelli d’Italia si parla di Silvia Luconi, il cui ingresso comporterebbe il subentro in Consiglio di Mirco Braconi. Per la Lega il nome più citato è quello di Renzo Marinelli, ma su questa ipotesi emergono resistenze interne al partito, legate al possibile rientro in assemblea dell’ex assessore alla sanità ed ex vicepresidente della Regione Filippo Saltamartini. L’alternativa sarebbe Andrea Antonini, che lascerebbe il seggio a Pasqualino Piunti. L’eventuale nomina di Luconi e Marinelli porterebbe inoltre in giunta due rappresentanti maceratesi, territorio oggi non presente nell’esecutivo a sei. Dopo il primo via libera, dunque, si apre la fase più delicata. La partita si giocherà sia sul fronte economico, per garantire davvero l’assenza di nuovi costi, sia su quello politico, dove equilibri territoriali e rapporti tra i partiti della maggioranza potrebbero rivelarsi decisivi.

21/01/2026 15:20
Verso le amministrative, Orioli critica la giunta Parcaroli: "Macerata si è smarrita, serve un'alternativa"

Verso le amministrative, Orioli critica la giunta Parcaroli: "Macerata si è smarrita, serve un'alternativa"

In vista delle prossime elezioni amministrative, interviene nel dibattito politico cittadino Mattia Orioli, coordinatore provinciale di Macerata di Base Popolare Marche e coordinatore nazionale di Iniziativa Popolare, che lancia un duro affondo sull’attuale situazione del capoluogo. «Macerata ha bisogno di ritrovare se stessa prima che sia troppo tardi – afferma Orioli – per questo serve una nuova stagione politico-amministrativa, innovativa e coraggiosa, non una contrapposizione sterile basata sul tifo e non sulla sostanza». Secondo Orioli, l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli non avrebbe prodotto quel cambio di passo più volte annunciato su temi strategici come sicurezza, sviluppo economico, lavoro e cultura. «Su questi fronti – sostiene – i risultati non sono arrivati». Nel mirino del coordinatore di Base Popolare finiscono anche alcune delle principali questioni infrastrutturali della città. «Valleverde a Piediripa è diventata l’isola che non c’è – denuncia – dell’insediamento industriale tanto promesso non si vede traccia. Uno stallo che dura da oltre dieci anni e che continua a spingere i giovani a lasciare il territorio in cerca di lavoro e prospettive». Critiche anche sul piano della viabilità e della riqualificazione urbana. «Il parcheggio di Rampa Zara resta, ancora una volta, una promessa disattesa, così come il rilancio del centro storico, sempre più distante dai suoi antichi fasti. Nelle frazioni e nelle periferie la situazione della manutenzione stradale è peggiorata e opere strategiche come l’Intervalliva restano confinate nel libro dei sogni». Secondo Orioli, l’attività amministrativa degli ultimi anni si sarebbe limitata a portare avanti progetti avviati dalle precedenti giunte, procedendo però con estrema lentezza. «L’identità e il rilancio della città – sottolinea – non sono oggi riscontrabili nei fatti. Macerata, pur essendo capoluogo di provincia, sembra essersi smarrita dietro una propaganda che ha sostituito la politica vera». Tra le poche note positive citate da Orioli figura il rifacimento del mercato ortofrutticolo di Piediripa, definito «una risorsa utile per l’intero territorio maceratese». Restano invece volutamente esclusi dal commento i temi dell’ospedale e del mattatoio, indicati come esempi emblematici dell’“inconsistenza amministrativa” e dell’imbarazzo che, a suo dire, la città starebbe vivendo. Nel suo intervento, Orioli critica anche il quadro politico nazionale e locale: «Lo schiacciamento a destra, fatto soprattutto di propaganda e selfie, ha contribuito a questa vuotezza. Ma neppure a sinistra le prospettive sono migliori, con una polarizzazione forzata verso la sinistra radicale che ha come unico obiettivo battere l’avversario, come se la politica fosse una partita di calcio». Da qui l’appello a superare l’attuale schema bipolare. «È uno schema improduttivo e dannoso per il Paese e per Macerata – afferma –. Occorre tornare a una politica del fare, basata su valori, contenuti e programmazione seria, con strategie reali e una visione pluriennale». Orioli annuncia quindi la costruzione di un nuovo progetto politico-civico in vista delle amministrative. «Stiamo lavorando con Azione, i Liberal Democratici e altre realtà a un percorso nuovo e in divenire per Macerata – spiega – un progetto fondato sui valori che hanno permesso all’Italia di rialzarsi nel dopoguerra, vicino ai problemi concreti delle persone e della città».   In conclusione, l’appello alla cittadinanza: «Invito tutti a costruire insieme, dal basso, un’alternativa amministrativa vera. Macerata ha il diritto e il dovere di voltare pagina e di rinascere da questa fase di inconsistenza politica e amministrativa».  

21/01/2026 11:25
Macerata, in piazza per l’Iran: Gd e Pd Marche al fianco del popolo in lotta

Macerata, in piazza per l’Iran: Gd e Pd Marche al fianco del popolo in lotta

I Giovani Democratici delle Marche convocano per sabato 24 gennaio alle ore 16.00 a Macerata una manifestazione di solidarietà al popolo iraniano, da anni impegnato in una dura lotta contro un regime teocratico accusato di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani. All’iniziativa aderisce e partecipa anche il Partito Democratico delle Marche. In un contesto internazionale sempre più segnato dalla normalizzazione della violenza e dalla logica della forza, gli organizzatori ribadiscono la necessità di riaffermare il valore universale della libertà, della dignità e dell’autodeterminazione dei popoli. Le proteste che attraversano l’Iran – sottolineano – non sono episodi isolati, ma l’espressione di un malessere profondo, alimentato dal collasso economico, dall’inflazione e da un sistema di potere che risponde alle richieste di giustizia con repressione, arresti arbitrari, torture e condanne a morte. «Scendiamo in piazza perché non possiamo accettare che il silenzio diventi complicità», afferma Chiara Croce, segretaria dei Giovani Democratici delle Marche. «Il popolo iraniano sta pagando con il sangue la richiesta di diritti fondamentali e di un futuro diverso. Come giovani e come democratici sentiamo la responsabilità politica di tenere alta l’attenzione, senza paternalismi ma con una solidarietà concreta e consapevole». Alla mobilitazione prende parte anche il Partito Democratico regionale. «La battaglia per i diritti umani non conosce confini e riguarda tutte e tutti noi», dichiara Chantal Bomprezzi, segretaria regionale del PD Marche. «Sostenere il popolo iraniano significa difendere il principio universale della libertà e dell’autodeterminazione, respingendo al tempo stesso la violenza del regime e ogni ipotesi di intervento armato o di strumentalizzazione geopolitica». Dal grido “Jin, Jîyan, Azadî” – “Donna, Vita, Libertà” – nato dopo l’uccisione di Mahsa Amini, fino alle mobilitazioni più recenti, emerge con forza una generazione che rifiuta di vivere sotto un sistema che nega diritti fondamentali, in particolare alle donne e ai giovani. A questa generazione, sottolineano GD e PD Marche, "va il sostegno politico e umano della manifestazione". Gli organizzatori ribadiscono inoltre la centralità del diritto internazionale e del ruolo delle Nazioni Unite come unico quadro legittimo per la tutela dei diritti umani. «L’Iran deve poter scegliere liberamente il proprio futuro – concludono – senza repressione interna e senza ingerenze esterne». «Scendiamo in piazza per affermare che restare umani è una scelta politica. E che stare dalla parte degli oppressi non è mai neutrale». L’appuntamento è per venerdì 24 gennaio alle ore 16.00 a Macerata.

20/01/2026 16:18
Macerata, quasi 2,9 milioni di euro per il cimitero: c'è il via libera per il miglioramento sismico

Macerata, quasi 2,9 milioni di euro per il cimitero: c'è il via libera per il miglioramento sismico

Il cimitero civico di Macerata entra nella fase operativa della ricostruzione post sisma. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha, infatti, approvato il progetto esecutivo per la riparazione e il rafforzamento locale dell’intero complesso monumentale, un intervento dal valore complessivo di 2.885.000 euro, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023. L’intervento riguarda l’ingresso storico e i tre chiostri che compongono il cimitero, uno dei luoghi più significativi e identitari della città, duramente colpito dal sisma del 2016/2017, che ha provocato danni sia alle strutture portanti sia agli elementi architettonici e decorativi. "Il recupero del cimitero entra finalmente nella fase operativa – ha spiegato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – ponendo le basi per un intervento complessivo che mira a restituire piena sicurezza e funzionalità a un luogo di grande valore simbolico. L’edilizia cimiteriale è un settore che merita particolare attenzione, anche per ciò che rappresenta per le comunità. Continuiamo a lavorare con costanza e a 360 gradi grazie alla forte collaborazione tra Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e Regione Marche, guidata dal presidente Acquaroli". Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. "Si tratta di un intervento di grande valore – ha sottolineato il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli – non solo dal punto di vista infrastrutturale, ma anche per la rilevanza storica, culturale e simbolica che il cimitero riveste per la nostra città. Grazie al sostegno del Commissario Castelli e dell’Usr sarà possibile restituire decoro e funzionalità a un luogo profondamente legato alla memoria collettiva e all’identità di Macerata". Il cimitero civico, realizzato tra il 1810 e i primi anni del Novecento, nasce anche dal riutilizzo di parti dell’antico convento agostiniano di Santa Maria della Fonte (1510). Il complesso presenta una struttura articolata, con tre chiostri collegati da un lungo porticato e un edificio di ingresso su tre livelli. Le scosse sismiche hanno causato lesioni alle murature, alle volte, ai solai e alle coperture, oltre a degradi diffusi sulle superfici in pietra e laterizio. Il progetto approvato prevede innanzitutto un intervento di miglioramento sismico sull’ingresso monumentale, attraverso la realizzazione di solai collaboranti, l’inserimento di cordoli metallici, il consolidamento dei controsoffitti voltati, la cerchiatura delle finestre e la stabilizzazione del contrafforte della facciata. Nei tre chiostri e nei porticati sono invece previsti interventi di riparazione e rafforzamento locale, con la sostituzione delle parti ammalorate delle coperture lignee, il consolidamento delle volte, la revisione del manto di coppi, la sistemazione delle pavimentazioni deteriorate e il recupero delle superfici murarie danneggiate. Il progetto interessa anche il deposito, la sala anatomica e gli ambienti collegati, dove saranno eseguiti interventi su solai e scale per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Sono inoltre previste opere di manutenzione e restauro degli elementi lapidei, insieme all’introduzione di linee vita e passerelle metalliche, per migliorare accessibilità e sicurezza degli operatori.

20/01/2026 16:00
Recanati a portata di smartphone: nasce "Infinita Scoperta", la web app che mette in rete cultura e commercio

Recanati a portata di smartphone: nasce "Infinita Scoperta", la web app che mette in rete cultura e commercio

RECANATI - La città leopardiana si proietta nel futuro e scommette sulla digitalizzazione per trasformare radicalmente l’esperienza di chi vive e visita il borgo. È stata presentata ufficialmente "Infinita Scoperta", una web app all’avanguardia realizzata da Nex.ma che punta a rendere Recanati più leggibile, accessibile e connessa. Il progetto, nato all'interno del bando regionale Pr Fesr 2021-2027, non si limita alla semplice fornitura di uno strumento tecnologico, ma disegna una vera e propria infrastruttura digitale pubblica pensata per durare nel tempo, integrando in un’unica rete luoghi culturali, eventi, servizi e attività economiche. L’approccio adottato dall’amministrazione comunale mira a generare un valore concreto per il tessuto economico locale, offrendo una vetrina digitale stabile per i commercianti e i fornitori di servizi. Grazie a questa piattaforma, accessibile da qualsiasi dispositivo senza necessità di installazione, il Comune potrà coordinare meglio le attività di promozione turistica e orientare i flussi, arricchendo al contempo l'archivio istituzionale con contenuti fotografici e testi originali prodotti appositamente per raccontare l'anima della città. Uno degli aspetti più innovativi è l'integrazione con la segnaletica fisica già esistente, che verrà ampliata digitalmente senza costi aggiuntivi, rendendo la navigazione urbana intuitiva e moderna. Soddisfatto il sindaco Emanuele Pepa, che ha sottolineato l'importanza di viaggiare informati: "La web app ci permetterà e permetterà ai nostri turisti di entrare nella città e poterla vivere e viaggiare connessi ed informati sui servizi, attrazioni e informazioni utili. Si tratta di una piattaforma che sarà aggiornata ed evoluta nel tempo". Per il primo cittadino, questo investimento rappresenta la volontà di un'amministrazione al passo con i tempi, capace di intercettare fondi europei per innalzare la qualità dei servizi e semplificare l'accesso alle informazioni per ogni tipologia di utente. Sulla stessa linea l'assessore al Commercio e Turismo, Ettore Pelati, che vede nello strumento un volano per l'economia cittadina: "Questa applicazione rappresenta una grande potenzialità per Recanati. Il cittadino ed il turista hanno così a disposizione le informazioni circa le offerte culturali artistiche e gli eventi. Per gli esercenti la piattaforma è poi una grande vetrina poiché consente loro di farsi conoscere meglio e permette ai commercianti di agire di concerto per trovare strategie di sviluppo comuni in sinergia con l’amministrazione". 

20/01/2026 14:20
Elezioni Macerata, Noi Moderati si smarca: "Scenario politico confuso, andiamo avanti da soli"

Elezioni Macerata, Noi Moderati si smarca: "Scenario politico confuso, andiamo avanti da soli"

In vista delle prossime elezioni comunali di maggio, il segretario cittadino di Noi Moderati Macerata, Luigi Carelli, insieme al vicesegretario, il professor Guido Garufi, interviene nel dibattito politico locale per chiarire la posizione del partito e fare chiarezza nei confronti dei cittadini. Carelli ricorda che le liste elettorali devono essere presentate almeno trenta giorni prima del voto e che, a poche settimane dalla scadenza, non è ancora definito il quadro delle candidature a sindaco, né nel centrodestra né nel centrosinistra. Una situazione che viene definita oggettivamente imbarazzante e che rende necessaria, per autotutela politica, la conferma della scelta di autonomia del partito. «Noi Moderati ha dimostrato la propria consistenza elettorale – sottolinea Carelli – portando al centrodestra regionale 9.860 voti e mancando l’elezione di un consigliere per appena lo 0,3%. Un dato che certifica la serietà del nostro percorso politico». Un altro elemento che il partito ritiene doveroso evidenziare riguarda l’assenza di qualsiasi interlocuzione ufficiale: né il segretario cittadino né il partito, spiegano Carelli e Garufi, hanno mai ricevuto telefonate, messaggi o comunicazioni formali. Un fatto che, secondo Noi Moderati, solleva interrogativi sulle dinamiche politiche in atto. Il partito respinge con decisione le critiche rivolte alla scelta di autonomia, chiarendo che non si tratta di una manovra di convenienza, ma di una decisione dettata dalla volontà di garantire chiarezza e responsabilità nei confronti degli elettori. «Non vi è alcuna malafede – spiegano – ma l’esercizio di un diritto politico legittimo». Noi Moderati ritiene inoltre necessario ripensare e aggiornare l’attuale amministrazione comunale, aprendola a nuove generazioni e a indirizzi politici più aderenti ai cambiamenti della società. Al centro rimane una visione di democrazia partecipata, in cui il Consiglio comunale e il sindaco rappresentano l’espressione diretta della sovranità dei cittadini. «Siamo contrari a una politica ridotta a mera comunicazione e spot – affermano Carelli e Garufi – perché allontana i cittadini dalla partecipazione e svuota la democrazia della sua sostanza». Il partito annuncia infine che proseguirà con un proprio indirizzo politico e programmatico, da sottoporre alle forze disponibili in un’ottica di confronto trasparente e non di scambio di ruoli. Il riferimento ideale resta la tradizione del cattolicesimo democratico, richiamata nel proclama di Don Luigi Sturzo "Ai liberi e ai forti", come invito al coraggio politico e alla responsabilità.  

19/01/2026 17:18
"Sul mattatoio Parcaroli ha mentito: vogliamo la commissione d'inchiesta"

"Sul mattatoio Parcaroli ha mentito: vogliamo la commissione d'inchiesta"

Come era facile prevedere la faccenda del mattatoio sta diventando un macello. Sandro Parcaroli è accusato dal Pd di aver mentito al Consiglio comunale e alla città. Il principale gruppo di opposizione in Comune  chiederà una commissione d’inchiesta sull’affaire dell’asta per il complesso di Villa Potenza.  Nonostante la difesa d'ufficio di Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo in Comune di Fratelli d'Italia, Sandro Parcaroli dovrà affrontare un Consiglio comunale particolarmente infuocato lunedì prossimo. Per tre ragioni: la prima è che è stato sostanzialmente confermato quanto anticipato da Picchio News e cioè che venerdì 9 gennaio pochi giorni prima della scadenza dell’asta per l’aggiudicazione di immobili e terreni del CoZoMa, a Villa Potenza, il sindaco si è chiuso nel suo ufficio con l'assessore al bilancio Oriana Piccioni, Ilario Marcolini - l'imprenditore che con il massimo ribasso di legge essendo l’unico concorrente si è aggiudicato l’intero lotto per poco più di 390 mila euro, cioè un decimo del valore stimato all'atto della liquidazione coatta del mattatoio - e il capo dell’ufficio tecnico del Comune ingegnere Tristano Luchetti che ha illustrato le potenzialità di sviluppo dell’area per discutere del mattatoio. Dopo questa riunione il sindaco ha deciso di non partecipare all’incanto. La seconda ragione - scoperta da Picchio News - è che non c’era alcun bisogno di avere a disposizione tutti i soldi prima dell’asta per parteciparvi come detto da Sandro Parcaroli. E’ vero che la base d'asta partiva da circa 520 mila euro, ma come si legge nel bando, e come peraltro è prassi di tutte le aste, era sufficiente corredare la partecipazione con il 20% della cifra offerta più il 10% per le spese. Cioè il Comune di Macerata, se voleva partecipare all’asta, bastava che disponesse di qualcosa meno di 150 mila euro. È scritto nero su bianco nell'avviso di gara del 23 ottobre 2025 firmato dalla dottoressa Valeria Rastelli in esecuzione dell’ordinanza emanata il 20-03-’22 dal Giudice delle Esecuzioni Immobiliari del Tribunale di Macerata dottor Enrico Pannaggi nella procedura esecutiva n° 235/15 R.G.E.I. E se il Comune di Macerata non ha 150 mila euro vuol dire che il bilancio sano e in equilibrio rappresentato da Oriana Piccioni fa acqua: vuol dire che il Comune non ha disponibilità di cassa. Ammetterlo sarebbe peggio che rispondere ai molti interrogativi sull’asta. Il terzo motivo - anche questo anticipato da Picchio News - è che il Sindaco ha deciso dopo aver incontrato Ilario Marcolini di lasciare all’imprenditore campo libero non dando seguito alla richiesta, peraltro accolta e non poteva essere altrimenti visto che la società è controllata al 99% dal Comune, all'Apm di mettere a disposizione la somma di 520 mila euro necessaria per l’aggiudicazione del mattatoio. Su questi elementi poggia la durissima accusa che i vertici del Pd di Macerata muovono al primo cittadino. Lo hanno fatto in una conferenza stampa – si è tenuta stamane poco dopo le 12 al bar Mercurio – in cui sono intervenuti la professoressa Ninfa Contigiani, segretario cittadino del partito, l’avvocato Narciso Ricotta capogruppo in Comune e il consigliere Pd avvocato Andrea Perticarari che subito ha interrogato il Sindaco, adombrando anche l’eventualità di un danno erariale emergente dalla condotta del Primo cittadino, sulla mancata partecipazione del Comune all’asta per il CoZoMa. Ninfa Contigiani ha messo in rilievo come questa sia l’ennesima volta che il sindaco "tratta la cosa pubblica come fosse una sua proprietà" e lascia dietro di sé "zone d’ombra che devono essere chiarite al più presto". Ninfa Contigiani ha anche duramente stigmatizzato la violazione della volontà democratica espressa dal Consiglio Comunale - ha votato all’unanimità l’adeguamento di bilancio necessario a consentire l’accensione di un mutuo per 520 mila euro finalizzato alla partecipazione all’asta - che il sindaco ha fatto non partecipando all’asta senza informare nessuno e poi ha confermato che ci sono "voci sull’incontro preventivo tra Parcaroli e Marcolini che devono essere chiarite". A questa affermazione si è rifatto Andrea Perticarari che ha testualmente affermato: "Non possiamo tacere di fronte alla menzogna detta dal Sindaco". La menzogna è sostanzialmente la somma dei tre dubbi sollevati di fronte alla mancata partecipazione all’asta da parte del Comune e che Picchio News aveva ampiamente anticipato. Ma la menzogna più grave - sostiene Perticarari - è quella propalata da Sandro Parcaroli secondo il quale "il Comune non ha partecipato all’asta perché non c’è stato il tempo tecnico per accendere il mutuo necessario". E’ falso, secondo gli esponenti Pd, perché "il 2 gennaio l’APM ha convocato, con delibera del suo consiglio di amministrazione, un’assemblea dei soci per il 12 gennaio con all'ordine del giorno: distribuzione del fondo di riserva". Significa - ha sottolineato Perticarari - "che il Comune aveva a disposizione la provvista di denaro necessaria per partecipare all’asta senza alcun bisogno di fare un mutuo, peraltro se i soci richiedono la distribuzione del fondo di riserva la società non può esimersi dal farlo".  Ma, ecco il colpo di scena, il 12 gennaio il Comune non si è presentato all’assemblea mandandola deserta. "Sappiamo - sottolinea Ninfa Contigiani - che alle 9 e 30 del 12 gennaio con una telefonata il Comune ha avvertito l'Apm che non sarebbe intervenuto all’assemblea e questo è accaduto dopo che il Sindaco aveva incontrato Marcolini".  Per queste ragioni - ha spiegato Perticarari - "lunedì chiederemo le comunicazioni urgenti del Sindaco sul caso del CoZoMa e subito dopo avanzeremo la richiesta che - come da Statuto - venga insediata una commissione d’inchiesta del Consiglio comunale su questi fatti visto che le diverse esternazioni del Sindaco sono contraddittorie e, a nostro giudizio, non veritiere". "Mi auguro - ha sottolineato Ninfa Contigiani - che i gruppi di maggioranza comprendano quanto è delicata la situazione e si associno alla nostra richiesta che è una richiesta di trasparenza". A domanda se vi siano possibili risvolti penali l’avvocato Perticarari risponde. "Non è nostra abitudine portare gli atti in Procura, però molto dipende da cosa emergerà o non emergerà dalla commissione d’inchiesta; non c’è dubbio che c’è un profilo molto delicato che ruota attorno alla liquidazione del CeMaCo". Ma le rivelazioni non si fermano qui. È toccato a Narciso Ricotta dare il colpo finale: "Abbiamo scoperto leggendo un verbale del novembre scorso che non è mai stato trasmesso in Comune, e dunque ci chiediamo che tipo di vigilanza questo Sindaco svolga sulla partecipata più importante, che l'Apm ha acceso un muto per trecento mila euro per poter pagare le tredicesime". "L'Apm che regala i parcheggi ai dirigenti - dunque a chi può invece pagarlo perché ha uno stipendio consistente - e scarica i costi sui cittadini non ha i soldi per pagare gli stipendi. Sono molto curioso e a seguito della richiesta di distribuzione della riserva fatta dal Sindaco - anche se poi non gli ha dato seguito ignorando il deliberato del Consiglio comunale, il che è gravissimo, perché non ha partecipato all’asta per il mattatoio – ho avuto contezza che il debito che l'Apm ha con il Comune per 3,5 milioni di euro è quasi tutto dovuto al mancato pagamento dei canoni per il servizio idrico - aggiunge Ricotta -. Dai conti di Apm si evince che non ci sono i soldi per fare le manutenzioni e questo mentre si sono spese centinaia di migliaia di euro in consulenze per non sciogliere il nodo del gestore idrico unico condizione imprescindibile per mantenere l‘acqua in mano pubblica. Viene il sospetto che si pensi di azzerare i debiti privatizzando il servizio". "Che del resto è ormai una prassi di questa amministrazione. Gli ascensori gestiti dall'Apm e che dovrebbe rinnovarli con i proventi dei parcheggi saranno invece ricomprati dal Comune con i soldi di tutti. A proposito degli ascensori abbiamo anche scoperto che la società che gestisce le manutenzioni e che per contratto qualora qualcuno resti intrappolato nella cabina deve soccorrerlo è di Pescara. Se non fosse tragico sarebbe comico, devono venire da Pescara a liberare la gente! Lo stesso vale per la gestione delle farmacie - prosegue Ricotta -. Io sono il primo a volerle pubbliche e mi batterò fino allo stremo perché restino Comunali, ma devono erogare più servizi e devono essere gestite meglio. È perfettamente nello stile di questo sindaco: creare problemi per regalare ai privati.  "Lui ha già cambiato due presidenti all'Apm e ora fa finta – di fronte al caso dei parcheggi gratis a chi comanda – di cadere dalle nuvole: sa benissimo che l'Apm, che potrebbe essere un gioiello, è malgestita, ma a lui in prospettiva va bene così. Anche su questo daremo battaglia", chiosa Ricotta. In conclusione, aspettando il Consiglio comunale di lunedì, pare di capire che il sindaco andò per fare il mattatoio, ma venne matato.    

19/01/2026 17:10
Caserma di Civitanova Alta a rischio, l'allarme di Borroni: "Presidio fondamentale, c'è preoccupazione"

Caserma di Civitanova Alta a rischio, l'allarme di Borroni: "Presidio fondamentale, c'è preoccupazione"

Il futuro della stazione dei carabinieri di Civitanova Alta finisce al centro del dibattito politico regionale dopo le indiscrezioni riguardanti una possibile chiusura del presidio. A sollevare il caso è il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che interviene con decisione sulla paventata ipotesi di cessazione delle attività legata a problematiche di carattere strutturale - ma non di inagibilità - dell’edificio che ospita la caserma nella città alta. "Si tratta di una notizia che desta forte preoccupazione - sottolinea Borroni - perché, anche nell'ipotesi in cui i militari venissero temporaneamente trasferiti e aggregati alla stazione di Civitanova Porto, si verrebbe comunque a perdere un presidio fondamentale per il territorio".  La stazione di Civitanova Alta rappresenta infatti un punto di riferimento essenziale per la sicurezza dell’intera area: oltre al centro storico e alle vaste zone di campagna circostanti, essa garantisce la copertura di un quadrante particolarmente sensibile, dove insistono anche i principali centri commerciali della città. Il consigliere evidenzia come la funzione della caserma sia vitale per l'equilibrio della zona: "La presenza dei carabinieri nella città alta è strategica e la sua eventuale chiusura rischierebbe di creare un vuoto in termini di controllo e prevenzione. La sicurezza dei cittadini civitanovesi deve rimanere una priorità assoluta". Per evitare che questo scenario si concretizzi, l'esponente regionale ha deciso di muoversi ufficialmente per fare piena luce sulla vicenda: "Sarà mia premura approfondire la questione nelle opportune sedi istituzionali, compresa la presentazione di una interrogazione in seno al Consiglio Regionale delle Marche, affinché si possano individuare soluzioni rapide e adeguate a tutela della comunità locale e della sicurezza del territorio", conclude Borroni. 

19/01/2026 16:10
Macerata, dal Pd ad Avs, M5S e civiche: centrosinistra compatto verso le elezioni

Macerata, dal Pd ad Avs, M5S e civiche: centrosinistra compatto verso le elezioni

Alleanza Verdi Sinistra, Casa Riformista, L’Altra Macerata, Macerata Bene Comune, Macerata Insieme, Movimento 5 Stelle, Officina delle Idee, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano e Strada Comune hanno formalizzato un accordo politico che sancisce la nascita di una coalizione ampia e di centrosinistra in vista delle prossime elezioni comunali a Macerata. Il documento programmatico sottoscritto pone al centro l’obiettivo di rispondere ai cambiamenti della città e proporre una reale alternativa all’attuale amministrazione, definita senza progetto di futuro. Tutti i firmatari si impegnano a sostenere con unità il programma di governo e la figura che guiderà la coalizione, scegliendo il candidato o la candidata sindaco attraverso un percorso trasparente e condiviso basato sul confronto democratico. L’accordo riflette la volontà di innovazione e discontinuità: prevede apertura alle nuove generazioni, promozione di linguaggi e modalità di governo più moderni e l’ipotesi che la guida della coalizione sia una figura esterna ai partiti tradizionali, espressione della società civile, dotata di competenze tecniche e visione strategica per il futuro del territorio, affiancata da una squadra di sostegno in grado di valorizzare il progetto comune. «Questo accordo non è solo una sommatoria di sigle, ma un patto politico e programmatico solido», si legge nel documento. «Vogliamo costruire una proposta di governo locale fondata sulla partecipazione, sulla giustizia sociale, sulla sostenibilità e sull’innovazione, capace di rispondere ai nuovi bisogni dei maceratesi».   Con la firma dell’intesa, il centrosinistra avvia ufficialmente la propria sfida elettorale, aprendo una stagione di ascolto e coinvolgimento dei cittadini per definire i dettagli di un programma in grado di rilanciare il futuro della città.

19/01/2026 14:39
Ondata di furti a Tolentino, il sindaco scrive al prefetto: “Serve maggiore sicurezza per i cittadini”

Ondata di furti a Tolentino, il sindaco scrive al prefetto: “Serve maggiore sicurezza per i cittadini”

A seguito della recente ondata di furti nelle abitazioni che sta interessando Tolentino, il sindaco Mauro Sclavi ha scritto al prefetto di Macerata chiedendo la convocazione di una riunione urgente sul tema della sicurezza. «Abbiamo registrato una crescente preoccupazione tra i cittadini, generata dagli ultimi episodi di criminalità, nonostante l’impegno costante delle forze dell’ordine», ha dichiarato il sindaco Sclavi. «La nostra comunità, attualmente impegnata in una fase importante di ricostruzione, vive questa situazione con forte disagio». Il primo cittadino ha voluto anche esprimere un sincero ringraziamento alle forze dell’ordine per il loro quotidiano impegno a tutela dei cittadini. «Come Amministrazione comunale abbiamo già adottato diverse azioni concrete in collaborazione con la Compagnia e la Stazione dei Carabinieri di Tolentino», ha sottolineato. Tra queste, il potenziamento della videosorveglianza urbana, l’aumento dell’organico della Polizia Locale e l’attivazione di una banca dati per l’interscambio di informazioni con l’Anagrafe comunale, per migliorare monitoraggio e prevenzione. Nonostante questi interventi, il sindaco Sclavi ritiene necessario un ulteriore impegno coordinato: «Abbiamo lavorato costantemente sul tema della sicurezza sin dal nostro insediamento, convinti che prevenzione e controlli possano garantire il rispetto della legalità». Per questo motivo, il sindaco ha richiesto la convocazione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di valutare l’attivazione di nuovi servizi di vigilanza e controllo sul territorio.

19/01/2026 14:26
Civitanova, Troiani smentisce: "Non ho interesse a ricandidarmi alla presidenza del Consiglio"

Civitanova, Troiani smentisce: "Non ho interesse a ricandidarmi alla presidenza del Consiglio"

Negli ultimi giorni circolava la notizia di un interesse da parte di Fausto Troiani, ex presidente del Consiglio comunale di Civitanova Marche, a ricandidarsi alla carica. Troiani ha ritenuto necessario chiarire la sua posizione, respingendo quanto circolato e sottolineando la volontà del suo gruppo, Vince Civitanova, di rispettare gli equilibri politici stabiliti all’inizio della legislatura. «Gli accordi post-elettorali prevedono che la presidenza del Consiglio comunale spetti al nostro gruppo – ha dichiarato Troiani –. Questo è un dato politico noto e mai smentito». L’ex presidente ha aggiunto che il gruppo non è interessato a incarichi per visibilità personale o vantaggi individuali, ma punta al rispetto delle intese che hanno permesso alla maggioranza di governare fino a oggi. Troiani ha precisato che il suo spirito non è quello di destabilizzare l’amministrazione né di spingere la città a elezioni anticipate. Tuttavia, ha ribadito la ferma posizione del gruppo riguardo alle eventuali forzature sugli accordi iniziali, sottolineando che la presidenza non può essere assegnata ad altre forze politiche senza alterare gli equilibri e tradire gli accordi di maggioranza. «Sul piano personale – ha aggiunto Troiani – non cerco poltrone né incarichi di rappresentanza. La mia politica non è fatta di visibilità o convenienze individuali. Resto a disposizione del centrodestra con la stessa lealtà di sempre, convinto che una coalizione funzioni quando ciascuno mette al primo posto gli impegni assunti e la responsabilità verso la città». Infine, Troiani ha avvertito che chi decidesse di non rispettare gli accordi dovrà assumersi le responsabilità di modificare radicalmente il quadro politico, con il rischio di vedere la presidenza assegnata all’opposizione o addirittura di interrompere anticipatamente la legislatura. «Sono scenari dannosi e che non abbiamo alcun interesse ad alimentare – ha concluso –. Per quanto ci riguarda, rimaniamo dove siamo sempre stati: seri, leali e coerenti».

19/01/2026 13:24
Sarnano, il Comune chiarisce sulla statale 78: “Lavori sollecitati da mesi"

Sarnano, il Comune chiarisce sulla statale 78: “Lavori sollecitati da mesi"

In merito alle notizie diffuse nei giorni scorsi sulla situazione della strada statale 78 in località Callarella, sollevate dal consigliere Andrea Merli, il Comune di Sarnano interviene per chiarire la propria posizione. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio Stampa del Comune,"l’amministrazione si è attivata tempestivamente già dall’estate scorsa, richiedendo formalmente l’intervento dell’Anas a seguito della caduta di massi sulla carreggiata". "Le sollecitazioni sono state ribadite più volte attraverso colloqui istituzionali e comunicazioni ufficiali, l’ultima delle quali inviata solo pochi giorni fa". Attualmente, i lavori sulla statale risultano fermi da mesi, con conseguente regolamentazione della viabilità tramite impianto semaforico e senso unico alternato. Una situazione che continua a generare disagi per automobilisti e residenti. “Al di là delle sterili polemiche, vogliamo sottolineare che l’ufficio tecnico comunale mantiene un costante dialogo con i responsabili dell’Anas per concordare e sollecitare l’avvio degli interventi nel più breve tempo possibile”, si legge nella nota del Comune. Il Comune evidenzia inoltre come la riapertura recente della strada provinciale 120, avvenuta a inizio dicembre con il congiungimento delle gallerie verso Sassotetto, abbia richiesto ulteriori coordinamenti istituzionali, "dimostrando l’impegno dell’amministrazione nel garantire la sicurezza e la viabilità sul territorio".

19/01/2026 12:10
Civitanova, il centrosinistra contro Troiani: no alla ricandidatura dopo la sfiducia in Consiglio

Civitanova, il centrosinistra contro Troiani: no alla ricandidatura dopo la sfiducia in Consiglio

Il coordinamento di centrosinistra interviene duramente nel dibattito politico di Civitanova Marche, prendendo posizione sulla possibile ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale dopo la sfiducia. “L’ipotesi surreale e sfrontata della eventuale ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale di Civitanova, dopo che il Consiglio stesso lo ha sfiduciato esprimendo il sentimento e la volontà di gran parte della cittadinanza, è la prova che la politica delle poltrone e del mantenimento del potere a tutti i costi si sta aggravando nell’ambito del centro-destra. Già il sindaco Ciarapica, confermando di non avere né la saggezza del buon amministratore né il senso del limite, aveva provato in una intervista a insistere su questa strada. Ma ora preoccupa che a ventilare questo sfregio alla volontà di Civitanova sia il Presidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui (Forza Italia), mostrando così di intendere il ruolo del governo nelle istituzioni non come servizio, ma come predominio senza riguardo per i cittadini, per l’autonomia dei Consigli Comunali e per i livelli minimi dell’etica pubblica”. Il coordinamento del centrosinistra mette l’accento sui temi centrali della vicenda politica di Civitanova Marche, dalla sfiducia a Troiani alla crisi del centro-destra, fino al ruolo delle istituzioni e al rispetto della volontà dei cittadini, richiamando la necessità di una Presidenza del Consiglio comunale credibile e imparziale.   “Pasqui si illude di risolvere tutto con una nuova votazione, con un centro-destra radicalmente diviso che per magia dovrebbe ricompattarsi. In tal modo, tra l’altro, si metterebbe in una luce ancora peggiore lo stesso Troiani, che dopo lo smacco subìto, dovrebbe ricomparire come se nulla fosse, dimostrando un attaccamento senza ritegno alla poltrona.Si conferma così che in questa parte dello schieramento politico prevale quella logica di potere che diventa prepotenza e che ha brillato soprattutto per il favore all'investimento selvaggio nell'urbanistica, senza nessun tipo di pianificazione. Il tutto a discapito della città e della maggioranza dei cittadini di ogni estrazione politica. Invece - e Pasqui se ne faccia una ragione - a Civitanova si è affermata la volontà trasversale agli schieramenti politici di avere finalmente una Presidenza del Consiglio comunale credibile, imparziale e adeguata a garantire democraticamente i lavori del Consiglio stesso”.

18/01/2026 15:20
Nasce la Commissione Unica Nazionale del grano duro: "Una vittoria per gli agricoltori marchigiani"

Nasce la Commissione Unica Nazionale del grano duro: "Una vittoria per gli agricoltori marchigiani"

"La nascita della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro rappresenta un traguardo storico per il mondo agricolo italiano e in particolare per le Marche, dove la coltivazione cerealicola ha un peso rilevante". Lo sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche: “La CUN è una vittoria che rivendichiamo, perché garantirà trasparenza nella formazione dei prezzi e tutelerà il reddito degli agricoltori”. La Commissione avrà il compito di definire un prezzo indicativo nazionale del grano duro, attraverso rilevazioni regolamentate e paritetiche tra produttori e industria, contrastando le manovre speculative che negli anni hanno destabilizzato il mercato cerealicolo. Nelle Marche, secondo i dati Istat, si contano 104mila ettari coltivati a cereali, di cui 79mila a grano duro, con una produzione superiore ai 4 milioni di quintali e un valore complessivo di circa 182 milioni di euro. Numeri importanti, ma oggi minacciati dall’emergenza economica che colpisce oltre 10mila aziende agricole regionali, messe a rischio da prezzi non più sostenibili. Coldiretti ricorda come la battaglia per una regolazione dei prezzi sia stata lunga: lo scorso settembre, oltre 40mila agricoltori hanno protestato a Bari contro il crollo delle quotazioni, tra cui centinaia di coltivatori provenienti dalle province marchigiane. “La CUN deve garantire la trasparenza dei prezzi – spiega Gardoni – e difendere il reddito degli agricoltori, minacciato da quotazioni troppo basse e dall’arrivo di prodotto estero spesso coltivato con pratiche non consentite in Italia”. Secondo Ismea, produrre un quintale di grano duro costa in media 31,8 euro al Sud e 30,3 euro al Centro-Nord, mentre negli ultimi quattro anni le quotazioni pagate agli agricoltori sono calate tra il 35% e il 40%. Oggi, mentre sugli scaffali la pasta può costare fino a 2 euro al chilo, al produttore restano appena 28 centesimi. Coldiretti chiede ora di rafforzare e difendere la CUN da possibili tentativi di boicottaggio, promuovere l’applicazione della legge contro le pratiche sleali e rilanciare i contratti di filiera. “La parola d’ordine resta vigilare – conclude Gardoni – perché dalla tenuta del grano dipende il futuro di migliaia di aziende marchigiane, ma anche la tutela del paesaggio agricolo e dell’economia delle aree interne”.

17/01/2026 12:31
Referendum giustizia, Sì o No? A Macerata arriva Serracchiani per il confronto con l'avvocato Giustozzi (FOTO e VIDEO)

Referendum giustizia, Sì o No? A Macerata arriva Serracchiani per il confronto con l'avvocato Giustozzi (FOTO e VIDEO)

Macerata è stata teatro di un momento di confronto pubblico sul referendum costituzionale sulla giustizia e, in particolare, sul tema della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, una questione che continua a dividere il mondo giuridico, politico e l’opinione pubblica. Questo pomeriggio, presso il Ristorante Centrale in Piazza della Libertà, cittadini, operatori del diritto ed esperti si sono ritrovati per approfondire una riforma destinata a incidere in modo significativo sull’equilibrio tra poteri dello Stato. L’incontro, intitolato "Diritto e attualità – Referendum costituzionale sulla giustizia: Sì o No a confronto", si è distinto per il taglio dialogico e per la volontà di offrire strumenti di comprensione al di là delle contrapposizioni ideologiche. Ad aprire i lavori sono stati gli avvocati Bruno Mandrelli e Romano Carancini, che hanno inquadrato il contesto giuridico e istituzionale della riforma, sottolineando la centralità del tema per la vita democratica del Paese. Nel corso del dibattito sono intervenuti il professor Giovanni Di Cosimo, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Macerata, l’avvocato Paolo Giustozzi e l’onorevole Debora Serracchiani, offrendo al pubblico punti di vista differenti sulle ricadute legali e pratiche del referendum e sul rapporto tra giustizia, politica e società civile. A sostenere le ragioni del Sì è stato Paolo Giustozzi, referente per il si della Camera Penale del Tribunale di Macerata. Giustozzi ha evidenziato come la separazione delle carriere rappresenti un principio di equilibrio e imparzialità del giudice: "Le ragioni per le quali dovremmo votare sì sono le ragioni per le quali questa riforma ancora non è stata varata da 25 anni, da quando l'Italia ha modificato la Costituzione prevedendo che le parti nel processo siano in condizioni di parità. Voglio dire che una difesa, un accusato vale quanto l'accusatore di fronte al giudice e soprattutto che il giudice sia equidistante, imparziale, cioè sia in una posizione di terzietà rispetto all'accusa come lo è rispetto alla difesa". Giustozzi ha poi aggiunto: "Sono condizioni, sono valutazioni talmente intuitive ed elementari che l'unica domanda è quella che ho fatto all'inizio, cioè come sia possibile che ancora non ci sia una separazione delle carriere come è prevista e attuata nella gran parte delle democrazie occidentali, nel mondo anche".  Di segno opposto la posizione dell’onorevole Debora Serracchiani, rappresentate nazionale PD per la Giustizia, che ha ribadito con forza le motivazioni del No: "Un no per difendere la Costituzione, un no per difendere la democrazia e un no perché siamo contro la legge del più forte. Questa riforma serve per la politica perché la politica abbia le mani libere, non vuole una magistratura che la controlli. Per questo motivo noi siamo contro e quindi votiamo no". Serracchiani ha, inoltre, posto l’accento sul rischio di indebolire i meccanismi democratici, affermando: "È anche una rinuncia all'esercizio della democrazia, bisogna scegliere e non bisogna lasciare decidere all'estrazione a sorte. Domani ci chiederanno di estrarre a sorte consiglieri comunali, parlamentari, gli amministratori di condominio o anche il medico che ci dovrà prendere in cura, quindi è assolutamente non accettabile l'estrazione a sorte dei magistrati".  

16/01/2026 18:48
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