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Parco eolico nell’Appennino: "L’energia pulita non sia un pretesto per modelli invasivi"

Parco eolico nell’Appennino: "L’energia pulita non sia un pretesto per modelli invasivi"

Federcontribuenti Marche interviene nel dibattito sul progetto di parco eolico previsto nell’Appennino maceratese, tra i comuni di Gagliole e San Severino, al centro di un acceso confronto tra istituzioni, associazioni ambientaliste e comunità locali. Il progetto prevedeva la realizzazione di nove aerogeneratori alti circa 180 metri, per una potenza complessiva di quasi 30 megawatt, con impatti che avrebbero interessato diversi comuni dell’area montana.

La Regione Marche ha recentemente espresso un parere negativo di compatibilità ambientale, fermando per il momento l’iniziativa. La vicenda ha suscitato nuove polemiche dopo le dichiarazioni di esponenti di Legambiente, che hanno criticato il diniego della Regione sostenendo la necessità di accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili in un territorio che, secondo l’associazione, sconta un forte ritardo nella produzione energetica da fonti pulite.

"In questo contesto - scrive la segretaria regionale Maria Teresa Nori - Federcontribuenti ritiene necessario, così come rimarcato anche dal sindaco di Caldarola Fabbroni, riportare il confronto su un terreno di equilibrio e responsabilità. La transizione energetica è un obiettivo condivisibile e necessario ma – osserva Nori - non può trasformarsi in una scorciatoia che sacrifica territori fragili e paesaggi unici". Secondo Federcontribuenti, il nodo non riguarda la contrapposizione ideologica tra rinnovabili e tutela del paesaggio, "ma il modello di sviluppo che si intende perseguire. Perché - tiene a precisare la segretaria regionale dell'associazione dei consumatori - quando si parla di impianti alti quasi duecento metri in aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, è legittimo che cittadini e amministrazioni chiedano trasparenza, studi indipendenti e una pianificazione seria.

La transizione energetica deve essere sostenibile anche dal punto di vista sociale e territoriale, non solo ambientale". Federcontribuenti sottolinea inoltre come il tema delle rinnovabili richieda una strategia nazionale chiara, capace di evitare conflitti tra territori e progetti percepiti come invasivi. "Senza una pianificazione seria – conclude Federcontribuenti Marche – il rischio è quello di creare nuovi squilibri e nuove tensioni tra comunità locali e grandi operatori energetici. L’energia pulita è una necessità, ma non può diventare il pretesto per modelli di sviluppo che finiscono per compromettere proprio quei territori che dovrebbero invece essere tutelati e valorizzati". 

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