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Politica Provincia Macerata

Mattatoio di Macerata, l'appello di 7 sindaci: "Il servizio resti pubblico, pronti a intervenire finanziariamente"

Mattatoio di Macerata, l'appello di 7 sindaci: "Il servizio resti pubblico, pronti a intervenire finanziariamente"

La vendita all’asta del Mattatoio di Villa Potenza scuote il panorama politico provinciale e spinge i primi cittadini del territorio a un’inedita presa di posizione comune. I sindaci di Treia, Appignano, Caldarola, Montecassiano, Montefano, Montelupone e Porto Recanati hanno deciso di intervenire direttamente nella vicenda del Cemaco, chiarendo che la struttura non è un affare privato ma un asset strategico per l'intera economia zootecnica delle Marche. «La polemica sull’esito dell’asta non è d’interesse solo per il Comune di Macerata — hanno dichiarato congiuntamente i sindaci — ma riguarda tutte le aziende e gli agriturismi della provincia, poiché questo è l’unico impianto di macellazione a marchio UE rimasto sul territorio».

Nel ricostruire la complessa storia di un declino iniziato nel 1992, i rappresentanti dei Comuni hanno evidenziato come la crisi sia nata da una gestione diventata negli anni un "carrozzone" pubblico appesantito da debiti e impianti obsoleti. «All’opinione pubblica e ai molti amministratori disinformati interessa la storia e le tappe che hanno portato alla crisi — spiegano i primi cittadini — sottolineando come la riduzione dei capi macellati e l'aumento dei costi di alimentazione degli animali abbiano reso la struttura finanziariamente insostenibile». Tuttavia, la vendita all'imprenditore Ilario Marcolini apre ora nuovi interrogativi che i sindaci intendono affrontare immediatamente con il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli.

«Chiediamo un incontro urgente al sindaco Parcaroli — si legge nel documento sottoscritto dalle amministrazioni — affinché si eviti che il passaggio al privato possa configurarsi come una speculazione edilizia». Il timore esplicito riguarda i due ettari di superficie adiacenti all’impianto, definiti come "molto appetibili" dal punto di vista dello sfruttamento urbanistico. «Vogliamo garanzie sulla prosecuzione dell’attività di macellazione controllata dai veterinari dell’Adt per tutti i produttori della nostra provincia», ribadiscono con fermezza, aggiungendo che la presenza di questa struttura è l'unico modo per rilanciare il settore legandolo alla qualità e al controllo igienico-sanitario.

In merito agli investimenti necessari per l'ammodernamento, i sindaci sono stati categorici: «Certamente non può essere posto in carico al privato l’onere dell’efficientamento dell’unico mattatoio a marchio UE; vanno attivate tutte le istituzioni, dalla Regione ai fondi europei, per sostenerlo finanziariamente». Ma è sull'ipotesi di gestione che arriva la proposta più forte. «Il Comune di Macerata richieda all’acquirente la stipula di una convenzione per il mantenimento del servizio — suggeriscono i sindaci — e qualora il privato non volesse proseguire nella gestione pubblicistica, il Comune proponga di riacquistare l’immobile approfittando del minor esborso di denaro emerso dall'asta». Su questo punto, i firmatari hanno lanciato un segnale di massima apertura: «A quest’ultima ipotesi, anche i nostri Comuni potrebbero partecipare finanziariamente, in un'ottica di corresponsabilità per rafforzare l'economia del territorio».

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