"Mafie sul territorio, serve subito la Dia nelle Marche": Fratelli d'Italia Potenza Picena scrive a Piantedosi
Una proposta formale per l'apertura di una sede regionale della Direzione Investigativa Antimafia. È questa l'iniziativa intrapresa dal circolo di Fratelli d’Italia di Potenza Picena, con l’avallo del coordinamento provinciale di Macerata, che ha redatto un documento volto a sollecitare un potenziamento dei presidi di legalità sul territorio marchigiano. La riflessione, che i promotori definiscono "non più rinviabile", muove da un'analisi della sicurezza economica e della tutela delle "libertà fondamentali dei cittadini marchigiani".
Nella nota diffusa dal circolo, viene riconosciuto l'operato dello Stato nel contrasto alla criminalità organizzata, citando le risultanze di recenti inchieste "tra cui l’operazione 'Potentia', nonché la parallela attività investigativa che ha disvelato un articolato traffico di stupefacenti provenienti dal Nord Africa, dalla Spagna e dall’Olanda".
Secondo gli esponenti del partito, tali episodi non sarebbero casi isolati ma confermerebbero "la crescente attrattività del nostro territorio per le organizzazioni criminali", con un riferimento anche agli assalti ai portavalori lungo la A14 condotti con "modalità paramilitari, uso di armi da guerra, mezzi incendiari e blocchi stradali".
Il documento richiama le Relazioni semestrali della Dia, evidenziando come, sebbene non vi sia un radicamento strutturato delle mafie tradizionali, si registri un interesse mirato verso il sistema produttivo regionale. Nello specifico, si legge nel comunicato, la ’ndrangheta guarderebbe alle piccole e medie imprese come a un "terreno favorevole per operazioni di riciclaggio e reinvestimento di capitali illeciti".
Un ulteriore motivo di preoccupazione per il circolo di Potenza Picena riguarda la gestione delle risorse pubbliche, con il richiamo al "rischio di infiltrazioni nella gestione delle ingenti risorse destinate alla ricostruzione post-sisma e all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza".
In questo scenario, che vede il porto di Ancona indicato come "snodo privilegiato dei traffici" gestiti anche da gruppi criminali stranieri, Fratelli d’Italia ritiene che i tempi siano maturi per valutare l'apertura di una sezione della DIA nelle Marche. La proposta non viene presentata come una reazione a un'emergenza del momento, ma come una "scelta strategica e lungimirante, capace di rafforzare la prevenzione, l'azione investigativa e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni".
Nelle conclusioni firmate dal coordinatore Claudio Pierucci, viene ribadito che una presenza stabile della Direzione Investigativa Antimafia rappresenterebbe un "argine concreto alle infiltrazioni criminali e un messaggio inequivocabile: lo Stato non arretra, ma presidia, conosce e protegge". L'obiettivo finale dell'iniziativa è garantire che la collettività possa esercitare i propri diritti in un contesto protetto, restando "vigili, determinati e, soprattutto, coraggiosi" di fronte alle nuove sfide della criminalità moderna.

cielo coperto (MC)
Stampa
PDF
