Macerata, un gesto di solidarietà per i pazienti di Medicina Interna: donati dieci televisori
Un gesto concreto di solidarietà per rendere più confortevoli le giornate trascorse in ospedale. L’Associazione Casa Accoglienza Maceratese, presieduta dal dottor Claudio Gigli, ha donato al reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Macerata, diretto dal dottor Roberto Catalini, dieci televisori di grandi dimensioni, completi dei relativi supporti a parete.
Una donazione pensata per restituire ai pazienti un piccolo frammento della quotidianità durante la degenza, soprattutto a chi è costretto a trascorrere in ospedale periodi anche molto lunghi, lontano dalla propria casa, dagli affetti e dalle abitudini di tutti i giorni.
«I nostri pazienti sono spesso persone anziane, fragili, con più patologie e con degenze che a volte durano settimane – spiega il dottor Roberto Catalini, primario della Medicina Interna di Macerata –. Le giornate in ospedale possono diventare lunghe e pesanti, soprattutto quando i familiari se ne vanno. In questo modo un telegiornale, una partita o un programma che si guardava a casa possono restituire un po’ di normalità».
Un gesto semplice, dunque, ma con un valore importante per chi si trova ad affrontare una fase delicata della propria vita. La possibilità di guardare la televisione direttamente dalla propria stanza può contribuire a rendere meno pesante il tempo della degenza e a mantenere un legame con le proprie consuetudini.

Il ringraziamento alla Casa Accoglienza Maceratese arriva anche dalla direzione sanitaria.
«Ringrazio il dottor Claudio Gigli e con lui tutta l’Associazione Casa Accoglienza Maceratese per il sostegno costante che rivolge alla nostra realtà sanitaria», sottolinea la direttrice sanitaria Daniela Corsi.
Quella dei televisori, infatti, rappresenta solo l’ultima di una serie di donazioni effettuate dall’associazione a favore della realtà sanitaria locale.
«Questa è l’ultima donazione in ordine di tempo – aggiunge Corsi – e si aggiunge a una serie di elargizioni a favore della nostra Ast, testimoniando l’attenzione dell’Odv al territorio e soprattutto alle persone più fragili».
Un sostegno che va quindi oltre la semplice dotazione di strumenti e apparecchiature e che punta a migliorare anche la dimensione umana dell’assistenza.
“Curare significa anche questo: prendersi cura della persona nella sua interezza, non solo della sua malattia”, è il senso espresso dalla direzione sanitaria, a sottolineare il valore di iniziative che contribuiscono a rendere l’esperienza ospedaliera più accogliente e vicina ai bisogni dei pazienti.

cielo sereno (MC)
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