Il governo non impugna la legge "anti-kebab" delle Marche: via libera definitivo
Il Consiglio dei ministri, riunito ieri, giovedì 24 settembre a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha deciso di non impugnare la legge regionale delle Marche sulla "valorizzazione e la riqualificazione dei centri storici, dei luoghi del commercio di particolare interesse e delle attività economiche che concorrono alla salvaguardia delle caratteristiche storico-culturali dei luoghi". Il provvedimento, che ha ormai superato il vaglio del governo, è passato alla cronaca politica come legge "food e decoro" o, più semplicemente, legge "anti-kebab".
Il testo, presentato dalla giunta guidata da Francesco Acquaroli, era stato approvato dal Consiglio regionale a fine luglio 2026, dopo essere stato inserito d'urgenza nell'ordine del giorno — una scelta che aveva scatenato le proteste dell'opposizione, secondo cui esistevano "priorità ben più urgenti", dalla sanità al caro-bollette.
Il dibattito in Assemblea era stato animato dallo scontro tra centrodestra e opposizione. Quest'ultima aveva accusato la maggioranza di voler inseguire posizioni identitarie di stampo vannacciano attraverso una norma percepita come discriminatoria nei confronti delle attività commerciali gestite da cittadini stranieri. La maggioranza, presidente Acquaroli in testa, aveva invece respinto le accuse, sostenendo che l'obiettivo del provvedimento fosse fornire ai sindaci uno strumento concreto per "legare un luogo a un'identità gastronomica" e contrastare la desertificazione commerciale dei centri storici.
Il punto più discusso della legge resta l'articolo 5, che attribuisce ai Comuni la facoltà di limitare "l'insediamento di determinate attività commerciali" nei centri storici e nelle aree di particolare interesse. Pur non citando mai esplicitamente kebab, minimarket etnici o altre attività riconducibili a specifiche comunità straniere, la norma lascia ai sindaci un margine di discrezionalità che, secondo le opposizioni, potrebbe tradursi in una selezione delle attività commerciali su base etnica piuttosto che su criteri oggettivi di decoro urbano.
Con la decisione del Consiglio dei ministri di non sollevare questioni di legittimità costituzionale, la legge regionale marchigiana diventa pienamente efficace. Sarà ora compito dei singoli Comuni marchigiani tradurla in regolamenti attuativi concreti: solo in quella fase si capirà se il provvedimento resterà un generico sostegno al commercio di vicinato o se assumerà i contorni restrittivi che il soprannome "anti-kebab" gli attribuisce fin dalla sua presentazione.

cielo sereno (MC)
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