Eolico a Caldarola, il sindaco Fabbroni e la Coalizione TESS scrivono a Schlein: "No alla speculazione"
Dalla battaglia sul progetto eolico che interessa il territorio di Caldarola alla richiesta di un confronto diretto con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Il sindaco Giuseppe Fabbroni, tra i promotori locali della mobilitazione, e la Coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) rilanciano la loro posizione sui grandi impianti energetici previsti sui territori appenninici e lo fanno attraverso una lettera aperta indirizzata alla leader dem.
L'iniziativa arriva dopo l'incontro del 28 agosto tra Elly Schlein e alcuni promotori dell'appello per accelerare lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili, durante il quale sono state rivolte critiche alle Regioni accusate di rallentare la transizione energetica attraverso le proprie scelte sulla localizzazione degli impianti.
Una posizione che ha spinto la Coalizione TESS e i suoi sostenitori a chiedere un confronto per portare all'attenzione della segretaria del PD anche il punto di vista di amministratori locali, comitati, associazioni e rappresentanti dei territori che non mettono in discussione la necessità di sviluppare le energie rinnovabili, ma contestano il modello dei grandi impianti industriali in aree agricole, naturali e di particolare pregio paesaggistico.
È una posizione che a Caldarola trova un importante punto di riferimento proprio nel sindaco Giuseppe Fabbroni, che nei mesi scorsi aveva espresso la propria contrarietà al progetto eolico previsto sul territorio comunale. L'intervento ipotizzato prevede sette aerogeneratori da 5 MW, inizialmente dodici, con opere e infrastrutture connesse alla realizzazione dell'impianto.
Il tema, dunque, torna al centro del confronto politico locale e regionale dopo la recente bocciatura del progetto eolico Wind Energy Gagliole, decisione sulla quale Fabbroni e TESS avevano già espresso apprezzamento, chiedendo alla Regione Marche di assumere una posizione altrettanto netta anche sugli altri mega-progetti previsti nell'Appennino, compreso quello che interessa Caldarola.
Ora la Coalizione TESS guarda anche al confronto nazionale e, nella lettera a Schlein, mette nero su bianco una richiesta: "Non siamo contro le rinnovabili: chiediamo che la transizione sia pianificata, senza sacrificare paesaggio, agricoltura e territori".
Secondo i promotori dell'iniziativa, infatti, la discussione non può essere ridotta alla contrapposizione tra chi sostiene la transizione energetica e chi vi si oppone. Il nodo, sostengono, riguarda soprattutto dove e come realizzare gli impianti, quali aree destinare alle installazioni e quali territori, invece, debbano essere tutelati.
Nella lettera vengono richiamate le posizioni assunte da diversi presidenti di Regione del centrosinistra. Dalla Sardegna, dove la presidente Alessandra Todde ha più volte sottolineato la necessità di privilegiare aree industriali e già compromesse, all'Emilia-Romagna di Michele de Pascale, che ha evidenziato l'esigenza di collocare gli impianti dove gli impatti paesaggistici risultino più contenuti. Vengono inoltre citate le posizioni della Toscana e dell'Umbria, fino alla Puglia, come esempi di una discussione sulla transizione energetica che, secondo TESS, non può prescindere dalla tutela dei territori.
Nella missiva viene ricordato anche un precedente intervento della stessa Schlein, che nel maggio 2024 aveva parlato della necessità di coinvolgere le popolazioni locali nelle scelte sulla transizione energetica. Un principio che, secondo la coalizione, dovrebbe trovare applicazione concreta anche davanti ai progetti di grandi impianti eolici che interessano le aree interne e montane.
Uno dei punti centrali della lettera riguarda proprio le dimensioni degli impianti previsti sui crinali appenninici. TESS evidenzia come aerogeneratori alti oltre 200 metri, insieme a strade di accesso, piazzole, elettrodotti e altre infrastrutture, possano incidere in maniera significativa sull'assetto dei territori, con possibili conseguenze sul paesaggio, sulla biodiversità, sull'agricoltura e sulla vocazione turistica delle aree interne.
Il ragionamento si lega direttamente alla situazione di Caldarola, dove l'amministrazione comunale ha già espresso la propria contrarietà al progetto eolico. Fabbroni aveva infatti sottolineato come il problema non fosse rappresentato dalle fonti rinnovabili in sé, ma dal modello scelto per realizzarle: "Il rapporto costi-benefici dei grandi impianti in montagna è nettamente negativo. Noi non siamo contro le rinnovabili, ma contro questo modo di realizzarle".
La Coalizione TESS pone inoltre l'accento sul rischio di una "forte pressione speculativa" legata allo sviluppo dei grandi impianti, chiedendo maggiore trasparenza sugli investitori, sulle società proponenti e sulle effettive ricadute economiche per le comunità che ospitano le infrastrutture.
Altro capitolo contestato è quello degli eventuali espropri dei terreni, considerando che gli impianti possono essere qualificati come opere di pubblica utilità quando ne ricorrono i presupposti. Per TESS, proprio il richiamo all'interesse pubblico dovrebbe comportare una valutazione rigorosa delle alternative meno impattanti, soprattutto quando sono coinvolti terreni agricoli e aree di particolare valore paesaggistico.
La proposta della coalizione non si limita quindi alla contestazione dei progetti. Nella lettera vengono indicate anche alcune alternative considerate meno impattanti, come il fotovoltaico sui tetti e sulle superfici già urbanizzate o produttive, l'autoconsumo, le comunità energetiche, l'efficientamento energetico e l'ammodernamento delle infrastrutture esistenti, oltre alla valorizzazione delle diverse vocazioni energetiche dei territori.
Il fronte contrario ai mega-impianti industriali, intanto, punta ad allargarsi. La Coalizione TESS ricorda che sono oltre 100 i sindaci che hanno aderito all'appello nazionale trasmesso alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni il 5 luglio 2026, insieme a oltre 500 tra associazioni, comitati, amministratori, personalità pubbliche e rappresentanti della società civile.
Da qui la richiesta rivolta a Schlein: un incontro diretto con una delegazione della Coalizione TESS e dei firmatari della lettera, insieme a tecnici del CNR e di ISPRA, ingegneri e rappresentanti dei territori.
L'obiettivo dichiarato è aprire un confronto sul futuro della transizione energetica, mettendo sul tavolo dati, esperienze e proposte. Una partita che, per il territorio maceratese e per Caldarola in particolare, assume un peso concreto alla luce dei progetti eolici che continuano a interessare i crinali dell'Appennino.
La raccolta delle adesioni alla lettera aperta a Elly Schlein resterà aperta fino al 15 settembre. Per Fabbroni e la Coalizione TESS, la richiesta resta quella già espressa a livello locale: sviluppare le energie rinnovabili senza trasformare i territori appenninici nel prezzo da pagare per la transizione energetica.
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