Grande partecipazione per “Gioco Infinito”, la manifestazione promossa dal Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna che dal 16 al 18 luglio ha unito scacchi, cultura e socialità tra Recanati e Osimo.
La tre giorni ha trasformato il gioco degli scacchi in uno strumento di confronto tra generazioni e discipline, con incontri dedicati a filosofia, letteratura, intelligenza artificiale e sport, oltre a tornei e attività aperte al pubblico.
Le tavole rotonde hanno visto la partecipazione di esperti come Guglielmo Ubaldi, Pierluigi Piscopo, Axel Rombaldoni, Massimo Adinolfi, Alessandro Barbaglia e Mario Boffo, moderati dal presidente del Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna Vincenzo Bondanese.
Il momento conclusivo si è svolto al Parco dei Torrioni di Recanati, dove famiglie, appassionati e curiosi hanno partecipato a laboratori artistici, iniziative filateliche e sfide sulla scacchiera.
Nel Torneo Federale Rapid omologato FSI il primo posto è andato a Daniel Fontanella, seguito da Alfonso Cudini ed Eros Senigagliesi. Nel torneo amatoriale si sono imposti Andrea Savoretti nella categoria adulti e Sofia Verhooggen Guzzini tra gli junior.
Soddisfazione da parte del Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna, che ha ringraziato istituzioni, associazioni, partner e volontari per la riuscita dell’iniziativa, confermando la volontà di continuare a promuovere gli scacchi come occasione di crescita culturale e aggregazione.
La manifestazione ha inoltre lasciato un segno filatelico: il timbro ufficiale dell’annullo dedicato all’evento resterà disponibile per 60 giorni presso l’ufficio postale centrale di Recanati.
Il prossimo appuntamento del CSR sarà con i tornei estivi in programma a Porto Recanati, Recanati e Porto Potenza Picena.
La bellezza incontra la rinascita del territorio. Venerdì 24 luglio Miss Universo Marche farà tappa allo Stadio Comunale di San Severino Marche nell’ambito dell’OnMood Sound Festival, portando in città una serata dedicata a moda, musica e valorizzazione dei luoghi colpiti dal sisma.
La scelta di San Severino Marche assume un significato particolare: l’evento, curato dall’agente regionale Luca Santarelli, vuole raccontare un territorio che, dopo le difficoltà legate al terremoto, continua a essere protagonista grazie a iniziative culturali, spettacoli e momenti di aggregazione.
Le aspiranti Miss saranno protagoniste della passerella, ma anche interpreti di un messaggio di resilienza e ripartenza. La serata unirà le sfilate del concorso alle atmosfere musicali del festival, creando un appuntamento capace di coinvolgere pubblico e partecipanti.
La tappa settempedana rappresenta uno dei momenti principali del tour regionale di Miss Universo Marche, che continua a portare il concorso nelle località simbolo delle Marche, valorizzandone bellezza e identità.
Sono ancora aperte le iscrizioni per le ragazze che desiderano partecipare al concorso e provare a conquistare l’accesso alle finali nazionali di Miss Universo Italy, primo passo verso il prestigioso appuntamento internazionale di Miss Universo.
Un’arte che non si limita a raccontare, ma vuole scuotere e far riflettere. Dal 26 luglio all’8 agosto la Galleria E. Mariotti di Sarnano ospiterà l’anteprima di “Manifesto”, la nuova mostra dell’artista Paul Albert Dari, inserita nella minicollettiva organizzata dall’associazione S’Art.
Dopo il successo ottenuto a Rovigo con la personale “Under the Skin”, presentata anche in un contesto istituzionale nella Prefettura di Rovigo, l’artista torna con un progetto dedicato alle inquietudini e alle contraddizioni del presente.
Attraverso una tecnica mista che unisce pittura e grafica, “Manifesto” propone una riflessione sulle ingiustizie sociali, sulle fragilità contemporanee e sui temi che attraversano la società di oggi. Le opere diventano strumenti di denuncia e di consapevolezza, con un linguaggio diretto e immediato.
Il titolo richiama volutamente l’estetica dei manifesti urbani: immagini pensate per catturare lo sguardo, fermare il passante e aprire uno spazio di confronto. Un’arte che sceglie quindi di prendere posizione e trasformarsi in voce critica del tempo presente.
L’appuntamento alla Galleria E. Mariotti di Sarnano rappresenta una nuova occasione per conoscere il percorso di Paul Albert Dari, tra ricerca artistica e impegno civile.
Un pomeriggio di musica, emozioni e talento ha inaugurato la prima edizione di “Un Palco per un Sogno”, il concorso musicale promosso dalla Fondazione Riccardo Messi che domenica 19 luglio ha portato sul palco del Teatro Gasparrini di Appignano 29 progetti musicali e oltre 80 artisti tra solisti e band.
Una giornata all’insegna della musica in tutte le sue forme, con concorrenti giovanissimi alla prima esperienza dal vivo e musicisti con percorsi già consolidati. Rock, pop, metal, rap, soul e musica d’autore hanno animato la competizione, suddivisa nelle categorie Under 18 e Over 18, offrendo al pubblico un programma vario e ricco di generi.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare spazio agli artisti emergenti e trasformare il ricordo di Riccardo Messi in un’opportunità concreta per chi sceglie l’arte come percorso di crescita. Artista appignanese scomparso prematuramente nel 2024, Riccardo Messi era illustratore, ceramista, formatore e musicista: una figura profondamente legata alla vita culturale del territorio.
La Fondazione Riccardo Messi, nata per custodirne l’eredità, ha scelto di promuovere un progetto capace di offrire ai giovani uno spazio di espressione, confronto e valorizzazione del proprio talento.
L’evento, ideato e presentato da Daniela Zepponi, è stato condotto insieme alla giovanissima Matilde Angeloni, accompagnando il pubblico alla scoperta delle storie e dei sogni nascosti dietro ogni esibizione.
A giudicare i concorrenti è stata una giuria composta da professionisti di diversi ambiti artistici e musicali: Mike Coacci, Morena Oro, Matteo Canesin, Andrea Palazzesi e Aldo Giovagnoli.
A conquistare l’accesso alla finale della categoria Over 18 sono stati gli Zefiro, la De.Lorean Band e i Cheese Shop. Per la categoria Under 18 hanno invece superato la selezione i Carolina Reapers, Giulia Sperandini e Sara Cipolletti. I sei finalisti torneranno sul palco il 23 luglio alle ore 21 per contendersi la vittoria nelle rispettive categorie.
Sono state assegnate anche alcune menzioni d’onore per valorizzare le esibizioni che hanno maggiormente colpito la giuria. Nella categoria Under 18 il riconoscimento è andato ai Dead Voltage, ai Nevercast e a Gabriele Montecchiari. Per gli Over 18 sono stati premiati Yoocasti e Buttaf, GG Fuckin’ T e Kalrau.
«La risposta è andata oltre ogni aspettativa – ha commentato Daniela Zepponi –. Dietro questi numeri ci sono giovani che hanno affrontato il loro primo palco, famiglie che li hanno sostenuti, band che hanno lavorato per mesi e artisti adulti che hanno scelto di rimettersi in gioco. Abbiamo creato uno spazio vero, accogliente e professionale nel quale ogni artista potesse sentirsi ascoltato e valorizzato».
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Appignano e il sostegno dell’assessora alla Cultura Lucia Santanatoglia. Importante anche il contributo del service Eliseo, di Roberto Cesca per la gestione delle basi musicali, delle aziende Serica ed Edil Capitani Giglietti, dei fotografi Alessandro Gasparrini e Lorenzo Fabbri, della Pro Loco di Appignano e della presidente Mariella Carnevali.
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato alla famiglia Taruschio-Messi, rappresentata da Tina Taruschio, mamma di Riccardo Messi, e da Enrico Taruschio, intervenuto per raccontare il presente e il futuro della Fondazione. Una scelta nata dal dolore della perdita, ma trasformata in un progetto capace di generare nuove occasioni di crescita e bellezza.
L’appuntamento è ora fissato per il 23 luglio con la finale di “Un Palco per un Sogno”, che nella seconda parte della serata ospiterà anche l’esibizione di Paolo Copponi e dei suoi Jovanotti Fortunati.
La prima edizione ha già dimostrato quanto il territorio abbia bisogno di occasioni capaci di dare voce alla musica, ai giovani talenti e ai sogni di chi sceglie l’arte come strada da percorrere.
Grande partecipazione per la Pastasciutta Antifascista in programma lunedì 27 luglio allo stabilimento balneare Solero. Le richieste hanno superato la disponibilità dei posti e gli organizzatori hanno chiuso le prenotazioni con diversi giorni di anticipo.
L'iniziativa, promossa da ANPI "Scipioni e Cutini" Potenza Picena, CGIL Macerata ed Emergency – Gruppo di Macerata, unirà il ricordo della storica Pastasciutta dei Fratelli Cervi a un momento di riflessione sui temi della pace, della salute e dei diritti.
La serata si aprirà alle 19 con gli interventi di Cinzia Canale, del direttivo ANPI Potenza Picena, e Lucrezia Boari, vicepresidente provinciale ANPI Macerata.
A seguire la tavola rotonda "Il diritto alla salute non ha confini", con Annalisa Cegna, direttrice dell'Istituto Storico di Macerata, Sonia Prosperi, segretaria generale FP CGIL Macerata, e Roberto Maccaroni, già responsabile sanitario del progetto SAR di Emergency. L'incontro affronterà il tema del diritto alla salute tra memoria costituzionale, servizi pubblici e crisi umanitarie internazionali.
Nel corso della serata sarà inoltre possibile firmare due proposte di legge di iniziativa popolare: una per il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e del diritto universale alle cure, l'altra sul principio "stesso lavoro, stesso contratto", a tutela dei diritti dei lavoratori.
La Pastasciutta Antifascista sarà accompagnata da un menù popolare e da una raccolta fondi a favore di Anffas Potenza Picena ed Emergency.
Dalle 22 circa spazio allo spettacolo "Il loro grido è la mia voce", con musica dal vivo e letture poetiche dedicate a Gaza e ad altri scenari di guerra. Sul palco saliranno Vago Bartowsky, Francesco Bigoni, Daniel McNally, Peppone Social Club, Paolo Rebichini ed Emanuele Sagripanti. Le letture saranno affidate a Cinzia Canale, Ismail Iljasi, Silvia Gelosi, Roberto Marconi, Francesca Morbidoni e Serafino Sargentoni.
L'appuntamento si conferma tra i principali eventi dell'estate civica di Porto Potenza Picena, nel segno della tradizione di Casa Cervi, della partecipazione e dell'impegno per i diritti e la solidarietà.
A causa dell'allerta meteo, il concerto di Chiara Galiazzo, inizialmente previsto per martedì 21 luglio, è stato rinviato a sabato 8 agosto.
L'appuntamento resta fissato alle 21.30 nel Cortile delle Clarisse e l'ingresso sarà gratuito.
Non subisce invece variazioni il resto del calendario del Macsi Festival 2026, che proseguirà regolarmente con il prossimo appuntamento in programma giovedì 23 luglio, quando il Cortile delle Clarisse ospiterà Giobbe Covatta con lo spettacolo "70. Riassunto delle puntate precedenti", sempre a ingresso gratuito.
Attore, scrittore e tra i più apprezzati interpreti della comicità italiana, Giobbe Covatta ha costruito una carriera unica, nella quale satira, ironia e impegno civile si intrecciano per affrontare con intelligenza temi sociali, ambientali e di attualità. Da oltre quarant'anni la sua comicità, brillante e pungente, diverte il pubblico offrendo al tempo stesso spunti di riflessione.
Con "70. Riassunto delle puntate precedenti", Covatta celebra i suoi 70 anni di vita e i 40 anni di carriera, ripercorrendo alcuni dei monologhi più celebri del suo repertorio. Un viaggio attraverso i temi che hanno caratterizzato il suo percorso artistico: religione, ambiente, ecologia, Terzo Mondo, donne e vecchiaia, raccontati con quello stile inconfondibile che lo ha reso uno dei volti più amati del teatro italiano.
Il Macsi Festival 2026 proseguirà poi giovedì 30 luglio con la conferenza della filosofa e saggista Lucrezia Ercoli, intitolata "Nostalgia canaglia".
Un debutto da incorniciare per il Trofeo “Le Due Fonti”, il nuovo circuito di gare cinofile a punti organizzato dalle Aziende Faunistico Venatorie Serrapetrona e Le Raje di Caldarola.
La prima edizione si è conclusa nei giorni scorsi con la disputa della finale, che ha richiamato numerosi appassionati e ha confermato fin da subito l’alto livello tecnico e sportivo della manifestazione.
La competizione si è svolta su starne, a coppia senza abbattimento, attraverso tre batterie: una ospitata a Serrapetrona e due a Caldarola, riservate alle categorie Inglesi e Continentali.
Le prove hanno regalato momenti di grande spettacolo e prestazioni di qualità, fino all’emozionante spareggio finale che ha assegnato il Trofeo. A conquistare il primo posto è stato Flavio Petrucci con il setter inglese Alan, al termine del confronto con Lorenzo Zamparini e Roland di Casa di Santo.
Nella batteria disputata a Serrapetrona, categoria Inglesi, il successo è andato a Daniele Moretti con il setter inglese Pablo, seguito da Fiona di Luciano Gabrielli e da Alan di Flavio Petrucci.
A Caldarola, sempre nella categoria Inglesi, primo posto per Franco Agliani con Eros, davanti a Raffaele Petrucci con Diana e Riccardo Cipriani con Zaira.
Per la categoria Continentali, invece, la vittoria è andata a Luigi Graziani con Tex.
Sono stati assegnati anche importanti riconoscimenti individuali: Blues, setter inglese di Riccardo Cipriani, è stato premiato come miglior maschio assoluto, mentre Furia, setter inglese condotto da Alessandro Pacioni, ha ottenuto il riconoscimento come miglior femmina. Tra i Continentali, il miglior maschio è risultato Tyson, kurzhaar di Silvano Morbidoni.
Un ruolo fondamentale è stato svolto dal corpo giudicante composto da Paride Galassi, Francesco Franca e Roberto Zeppa, che con esperienza e competenza hanno garantito valutazioni tecniche di alto livello.
Gli organizzatori hanno inoltre sottolineato l’importante contributo dei Consigli direttivi delle Aziende Faunistico Venatorie e dei collaboratori che hanno creduto nel progetto, insieme al sostegno degli sponsor e alla disponibilità delle location che hanno ospitato gare e premiazioni.
La cerimonia conclusiva, svolta sulle rive del Lago di Caccamo, ha rappresentato un momento particolarmente suggestivo, unendo sport, passione e valorizzazione del territorio.
Il successo della prima edizione lascia ora spazio al futuro: l’obiettivo degli organizzatori è trasformare il Trofeo “Le Due Fonti” in un appuntamento stabile della cinofilia marchigiana, capace di crescere negli anni e promuovere la cultura del cane da ferma, lo spirito sportivo e la collaborazione tra gli appassionati.
Una storia imprenditoriale iniziata oltre sessant'anni fa e che continua a crescere. Serr Plastix, azienda nata nel 1962 a Loro Piceno, ha inaugurato il suo secondo showroom, confermando un percorso di sviluppo fondato su innovazione, qualità e forte legame con il territorio.
La nuova struttura rappresenta un ulteriore passo avanti per un'impresa che, dalle colline del Maceratese, è riuscita negli anni a consolidare la propria presenza sul mercato, mantenendo saldi i valori trasmessi dai fondatori.
L'azienda nasce nel 1962 dall'iniziativa di cinque soci che, dopo aver visitato la Fiera Campionaria di Milano, rimasero colpiti da un prodotto allora innovativo: la tapparella in PVC. Da quell'intuizione prese forma Serr Plastix, destinata a diventare negli anni una realtà consolidata nel settore dei serramenti e dei sistemi oscuranti.
Nel 1991 è arrivato il passaggio alla seconda generazione. I figli dei fondatori hanno raccolto il testimone, ampliando la produzione con controtelai e cassonetti e dando nuovo impulso allo sviluppo aziendale.
Una svolta significativa è arrivata nel 2014 con l'apertura del primo showroom a Civitanova Marche, che ha consentito di ampliare ulteriormente l'offerta. Accanto ai prodotti realizzati direttamente dall'azienda sono stati introdotti finestre, porte, portoni blindati, grate di sicurezza e numerose soluzioni per l'oscuramento, offrendo ai clienti un servizio sempre più completo.
Nel 2026, forte dell'esperienza maturata negli ultimi anni, Serr Plastix ha scelto di aprire un secondo showroom vicino alla sede storica, tornando a investire nel territorio che ha visto nascere l'azienda.
La nuova struttura nasce con l'obiettivo di essere ancora più vicina ai clienti, mettendo a disposizione uno spazio moderno dove esperienza, consulenza e innovazione si incontrano.
Oggi l'azienda può contare su 10 collaboratori, affiancati da una rete di professionisti esterni che contribuisce quotidianamente alla realizzazione dei progetti.
All'inaugurazione hanno preso parte anche i sindaci del territorio, che hanno sottolineato il valore dell'investimento.
«È molto importante vedere un'azienda con una storia così significativa scegliere di aprire uno showroom nel nostro Comune e, più in generale, nel nostro territorio – ha dichiarato il sindaco di Colmurano, Mirko Mari –. Porto gli auguri dell'intera comunità e di tutta la vallata».
Soddisfazione anche da parte del sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni.
«È motivo di orgoglio vedere crescere un'azienda che ha sempre saputo interpretare i cambiamenti del mercato. Dopo l'apertura di Civitanova Marche, questo nuovo showroom non rappresenta soltanto un ulteriore successo imprenditoriale, ma testimonia anche il forte legame con il territorio. È un esempio positivo e una concreta speranza per tutta la vallata».
A oltre sessant'anni dalla sua fondazione, Serr Plastix continua così a guardare al futuro mantenendo saldo il rapporto con le proprie origini, dimostrando come innovazione e radicamento territoriale possano procedere insieme.
Otto secoli di storia tornano accessibili alla comunità. Porto Recanati ha celebrato l’inaugurazione del Castello Svevo recuperato, al termine dell’importante intervento di restauro e valorizzazione che ha restituito nuova vita a uno dei simboli più rappresentativi della città.
Un luogo che da secoli racconta il legame profondo tra Porto Recanati, il mare e la propria identità storica, ora pronto a diventare non solo un monumento da ammirare, ma uno spazio vissuto e una nuova attrazione culturale e turistica.
«Maestoso nel passato, radioso nel presente» è il messaggio scelto dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Michelini per accompagnare un progetto considerato strategico per la tutela del patrimonio cittadino.
«Oggi provo un profondo sentimento di orgoglio nel vedere questo progetto compiuto – ha dichiarato il sindaco Michelini –. Restituiamo alla città un luogo che appartiene alla sua storia più autentica, frutto di un lavoro condiviso che ha coinvolto istituzioni, tecnici e professionisti».
La giornata inaugurale si è aperta nella Pinacoteca comunale “Attilio Moroni”, dove sono stati illustrati il percorso progettuale, la complessità degli interventi e il valore storico dell’opera.
All’incontro hanno partecipato, insieme al sindaco Michelini, l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale delle Marche Silvia Luconi, il direttore dei lavori Rudi Togni e Federico Telarucci in rappresentanza dell’impresa Edileco Telarucci.
L’intervento è stato realizzato grazie al finanziamento ottenuto attraverso il bando regionale “Infrastrutture 2032” e ha visto la collaborazione tra Comune, Regione Marche, Soprintendenza, professionisti, imprese e uffici comunali.
I lavori hanno riguardato il restauro delle mura storiche, il recupero dei camminamenti di ronda, l’accesso alla Torre, la nuova illuminazione esterna del complesso e gli interventi di valorizzazione dell’Arena Beniamino Gigli.
Il Castello Svevo affonda le proprie origini nel XIII secolo e deve il suo nome all’imperatore Federico II di Svevia. Già nel 1285 era conosciuto come “Castrum Maris”, il Castello sul Mare, costruito come struttura difensiva della comunità sorta attorno alle sue mura.
Nel corso dei secoli il complesso venne ampliato e rafforzato. Il mastio quadrangolare, alto circa 25 metri, rappresenta ancora oggi la parte più antica e caratteristica della fortificazione.
Sul lato rivolto verso il mare è ancora visibile lo stemma della città di Recanati, mentre sul mastio meridionale è presente un simbolo che alcuni studiosi hanno collegato all’Ordine dei Cavalieri Templari, sebbene non vi siano prove documentarie di una presenza stabile dei Templari nel castello.
Nel tempo il Castello è diventato anche luogo di cultura e spettacolo grazie all’Arena Beniamino Gigli, oggi punto di riferimento per eventi, concerti e spettacoli lungo la costa adriatica.
La grande novità del recupero è rappresentata dall’apertura al pubblico dei camminamenti di ronda e dell’accesso alla Torre.
Per la prima volta cittadini e visitatori possono percorrere gli antichi passaggi utilizzati per la difesa del borgo e ammirare una prospettiva completamente nuova sul centro storico, sul mare Adriatico e sulle colline marchigiane.
«Il recupero delle mura storiche e l’apertura del camminamento di ronda rappresentano un traguardo di straordinario valore – ha sottolineato Michelini – perché non solo conserviamo la memoria del passato, ma la rendiamo finalmente accessibile e viva».
A rendere ancora più simbolico il momento inaugurale è stato il percorso sui camminamenti aperto da Camillo Casali e dalla giovanissima Virginia Sampaolesi, due generazioni unite idealmente nello stesso cammino tra memoria, presente e futuro.
Le celebrazioni sono proseguite con la Festa della Bandiera Blu 2026. In serata il Castello e la Torre Sveva sono stati protagonisti di un suggestivo videomapping dedicato alla storia della città e al rapporto con il mare.
Le immagini hanno raccontato Porto Recanati attraverso fotografie storiche e riprese contemporanee realizzate con il drone, fino alla proiezione della Bandiera Blu sulla Torre, simbolo della qualità ambientale e dell’impegno nella valorizzazione del territorio.
La giornata si è conclusa all’Arena Beniamino Gigli con il concerto gratuito della Civica Scuola di Musica “Qui dove il Mare Luccica”.
«Investire nella bellezza, nella cultura e nell’identità dei luoghi significa costruire opportunità e rendere la città sempre più attrattiva e accogliente – ha aggiunto il sindaco –».
Con il recupero del Castello Svevo, Porto Recanati compie così un passo importante nella valorizzazione del proprio patrimonio: un monumento restituito alla comunità che da oggi diventa simbolo del passato, ma anche protagonista del futuro della città.
Lo scorso mese il Rotary Club Tolentino, durante la presidenza di Iole Rosini, ha promosso il recupero della storica edicola sacra della Madonna della Tempesta, situata in contrada Regnano. Un intervento che ha restituito alla comunità un piccolo ma prezioso manufatto, simbolo della devozione popolare e della memoria storica del territorio.
Nel corso degli anni l'edicola aveva subito un progressivo deterioramento. In particolare, il tetto risultava gravemente danneggiato e in parte divelto, rendendo necessario un intervento di restauro per salvaguardarne la struttura e conservarne il valore storico e religioso.
L'iniziativa si inserisce nel costante impegno del Rotary Club Tolentino per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale locale. Fondamentale il contributo del socio Simone Scisciani, che ha eseguito il restauro, di Oliviero Rotini, autore della targa commemorativa, e dei residenti della contrada che hanno collaborato alla riuscita del progetto.
L'edicola restaurata è stata inaugurata nei giorni scorsi alla presenza di numerosi cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Hanno partecipato Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale delle Marche e originaria di Regnano, il governatore del Distretto Rotary 2090 Stefano Gobbi, la past president del Rotary Tolentino Iole Rosini, che ha ringraziato quanti hanno contribuito all'intervento, e l'attuale presidente del club Annarita Ortolani.
La cerimonia ha rappresentato un momento di forte partecipazione per la comunità, che si è ritrovata attorno a uno dei luoghi più identitari della contrada.
«Il primo ringraziamento che mi sento di rivolgere – ha dichiarato Silvia Luconi – è al Rotary Tolentino, con la past president Iole Rosini e il presidente Annarita Ortolani, che hanno accolto la nostra proposta di riqualificare un luogo che rappresenta un vero presidio della nostra comunità. Attorno a questa edicola si è sviluppata la storia di Regnano: dai mesi mariani alle prime feste della contrada, nate proprio qui quarant'anni fa».
L'edicola della Madonna della Tempesta è infatti legata a un'antica tradizione popolare. La leggenda racconta che un abitante del luogo, scampato a un grave incidente grazie all'intercessione della Vergine dopo che il suo cavallo si era imbizzarrito, fece costruire a proprie spese questa edicola in segno di riconoscenza, dedicandola proprio alla Madonna della Tempesta. Da allora il piccolo santuario è diventato un punto di riferimento religioso, sociale e culturale per gli abitanti della zona.
Il recupero assume un significato ancora più importante in un anno particolarmente simbolico per Regnano. Nel 2026 ricorre infatti il 130° anniversario della chiesa della contrada, costruita nel 1896, mentre dopo l'estate prenderanno il via i lavori di ristrutturazione post-sisma dell'edificio religioso.
«In tutti questi anni – ha aggiunto Luconi – la comunità si è sempre impegnata a mantenere vivo questo patrimonio, tramandandolo di generazione in generazione. Prima i nostri nonni, poi i nostri genitori e oggi noi, cercando di trasmetterne il valore anche ai nostri figli, perché le campagne rappresentano ancora uno dei presìdi sociali più importanti del nostro entroterra».
Con il restauro dell'edicola della Madonna della Tempesta, Regnano recupera così non soltanto un bene architettonico, ma un luogo ricco di significati, capace di custodire la storia, la fede e l'identità di un'intera comunità.
Il sipario si apre, la filosofia sale sul palcoscenico per le tre serate evento di Popsophia. Manca pochissimo all’avvio del festival a Civitanova in programma dal 25 al 27 luglio e che segna anche un compleanno, i 15 anni della manifestazione nata proprio a Civitanova Alta nel 2011.
È online il video del festival che racconterà questa maratona di 3 giorni con ospiti, filosofi, intellettuali, scrittori chiamati a ragionare attorno al tema del mito e della celebrità. La sigla di Popsophia immerge immediatamente nella dimensione dell’arte: un teatro vuoto dove un’aspirante attrice respira la magia dell’attesa, la sensazione del velluto del sipario, prima che questo si apra sull’infinità di possibilità che si trova di fronte.
Con la nuova sigla Popsophia lancia così i suoi attesissimi Philoshow che saranno il cuore della riflessione attorno al tema “The show must go on”. Un trittico di appuntamenti che possono essere letti proprio come una trilogia per raccontare, con spettacoli, il dietro le quinte del mondo dello spettacolo, dal musical, genere per eccellenza che unisce musica, teatro, ballo, cinema, passando per il rock immortale dei Queen fino a chi ha fatto la scelta di abbandonare le scene come Lucio Battisti.
I tre spettacoli sono la punta di diamante della programmazione estiva civitanovese e tornano là dove tutto era iniziato nel borgo storico di Civitanova in piazza della libertà dal 25 al 27 luglio.
Si inizierà sabato prossimo con “A star is born. Filosofia del musical, da Moulin Rouge a La La Land”, un viaggio fra i musical più famosi. Molto più che spettacoli, autentiche mitologie contemporanee. Sul palcoscenico prendono forma i grandi temi della filosofia: il desiderio di essere visti, il prezzo del successo, il confine tra finzione e realtà. Per la prima volta Popsophia dedica un philoshow a questo universo, un meta spettacolo, uno spettacolo che parla del mondo dello spettacolo capace di attraversare Broadway e Hollywood, il teatro e il cinema, trasformando la musica in racconto esistenziale. Con Lucrezia Ercoli, la filosofa Ilaria Gaspari. Il pubblico attraverserà un secolo di spettacolo accompagnato dalla musica dal vivo della Factory che eseguirà dal vivo alcuni brani entrati nella memoria collettiva di un genere e dell’immaginario comune.
Domenica 26 luglio arriverà il philoshow “The Show Must Go On" che dà il nome a questa edizione del festival. La canzone manifesto dei Queen diventa il filo conduttore di uno spettacolo dedicato alla band che ha trasformato il rock in teatro, fondendo opera lirica, glam, hard rock e pop in un linguaggio unico. A ottant'anni dalla nascita di Freddie Mercury, Popsophia rende omaggio all'artista che ha fatto della scena il luogo della libertà assoluta. Da I Want to Break Free, manifesto di emancipazione individuale, all'epica Bohemian Rhapsody, dalla ricerca di amore di Somebody to Love alla tensione esistenziale di Who Wants to Live Forever, lo spettacolo è un viaggio nella vita e nella musica di una band che, come dichiarava lo stesso Freddie Mercury è “la più assurda comparsa sulla faccia della terra”. Accanto a Lucrezia Ercoli, sul palco salirà Carlo Massarini, il "Mister Fantasy" della televisione italiana, che accompagnerà il pubblico dentro il mito dei Queen tra racconti, videoclip e immagini d'epoca. La Factory farà rivivere anche Radio Ga Ga, A Kind of Magic, Barcelona e naturalmente The Show Must Go On inni capaci di trasformare ogni concerto in un rito collettivo.
L’ultimo capitolo della trilogia, lunedì sera, 27 luglio con La filosofia di Lucio Battisti nello spettacolo “A Fari spenti” che riflette proprio sulla necessità di “spegnere” la luce della celebrità per riconquistare la propria identità. A raccontare la parabola artistica di Lucio Battisti ci sarà Leo Turrini, giornalista presente fin dalla prima edizione del 2011 che insieme a Lucrezia Ercoli attraverserà con aneddoti e storie il pensiero nascosto dietro le parole di Mogol e le intuizioni musicali di Battisti.
Prende il via martedì 21 luglio la programmazione del MACSI Festival 2026, la rassegna di Montecassiano dedicata ad arte, cultura, scienza e innovazione, che propone un calendario di appuntamenti capaci di unire spettacolo, cultura e valorizzazione del territorio.
La prima serata del festival, in programma alle 21,30 nella suggestiva cornice del Cortile delle Clarisse di Montecassiano, vedrà protagonista Chiara Galiazzo, una delle voci più riconoscibili e apprezzate della musica italiana.
L’artista porterà sul palco il suo “Odio l’estate – Duo acustico Summer tour”, un concerto in una dimensione più intima e raccolta, dove i brani più amati del suo repertorio saranno reinterpretati in chiave acustica, valorizzando l’eleganza della sua voce e il rapporto diretto con il pubblico. Il MACSI Festival, organizzato dal Comune di Montecassiano in collaborazione con la Pro loco di Montecassiano, nasce con l’obiettivo di promuovere una proposta culturale di qualità e di valorizzare gli spazi e il patrimonio storico del borgo attraverso appuntamenti dedicati alla musica, all’arte, alla cultura, alla scienza e all’innovazione.
L’ingresso al concerto sarà gratuito. La serata inaugurale apre il programma del MACSI Festival 2026, un percorso di 3 eventi pensato per coinvolgere il pubblico attraverso linguaggi diversi e creare momenti di condivisione e partecipazione nel cuore del territorio. Le prossime serate saranno il 23 luglio con Giobbe Covatta ed il 30 luglio con Lucrezia Ercoli.
Ci sono eventi che, anno dopo anno, diventano appuntamenti fissi dell'estate. Non solo perché richiamano tanta gente, ma perché riescono a creare quell'atmosfera che trasforma un semplice centro storico in un luogo di incontro, musica e condivisione. È questo lo spirito dell'Urbisaglia Beer Festival, che dal 23 al 26 luglio, dopo gli interventi di rigenerazione urbana del borgo, torna ad animare il cuore del paese con quattro serate a ingresso libero dedicate alla musica dal vivo, alla buona cucina, alla birra e al divertimento.
Per quattro giorni Urbisaglia cambierà volto. La piazza si riempirà di persone, gli stand gastronomici entreranno in funzione fin dal tramonto e il centro storico tornerà a essere un punto di ritrovo per famiglie, giovani e visitatori provenienti da tutta la regione.
Il programma musicale è uno degli elementi che ogni anno richiama il pubblico e anche questa edizione promette serate tutte da vivere. Si parte giovedì 23 luglio con l'energia dei The Rhumska Lions Party Band, prima del DJ set di Max Ruggeri. Venerdì 24 sarà la volta de I Varie Età, seguiti dal DJ set di Fabio F.
Ma è il sabato sera che cresce l'attesa. Sul palco saliranno gli After Eight Band, prima di lasciare spazio a un DJ Set a sorpresa di cui gli organizzatori non hanno ancora svelato il protagonista. Un nome tenuto volutamente riservato che sta già alimentando curiosità tra il pubblico e che promette di trasformare il centro storico in una grande pista da ballo fino a tarda notte.
A chiudere il festival, domenica 26 luglio, saranno invece i T.N.T. – Tributo agli AC/DC, con uno spettacolo dedicato a una delle band rock più iconiche di sempre.
L'Urbisaglia Beer Festival, però, non è soltanto musica. È un evento pensato per essere vissuto da tutti. Per tutta la durata della manifestazione sarà infatti presente un'area dedicata ai bambini con gonfiabili e giochi, così da permettere anche alle famiglie di trascorrere una serata in tranquillità.
La domenica riserverà inoltre una novità particolarmente attesa dai più piccoli. Grazie all'iniziativa Hobby Sport Young – Mini GP, organizzata dal Motoclub Fast Rider's Urbisaglia con il supporto della Federazione Motociclistica Italiana, bambini e bambine dai 6 ai 14 anni potranno provare gratuitamente l'esperienza della minimoto insieme a istruttori federali qualificati e con tutte le dotazioni di sicurezza necessarie. Un'occasione per avvicinarsi al motociclismo in modo educativo e sicuro.
Dietro il festival c'è un grande lavoro di squadra. La manifestazione nasce dalla collaborazione con il Comune di Urbisaglia, dalle realtà del territorio, dagli sponsor e da tante attività locali che ogni anno contribuiscono alla riuscita di altri eventi. È anche grazie a questa rete di collaborazione che l'Urbisaglia Beer Festival torna a vivere dopo la pausa dello scorso anno, con l'obiettivo di riportare nel centro storico migliaia di visitatori e offrire un'importante occasione di promozione del territorio.
Dal 23 al 26 luglio, dunque, Urbisaglia tornerà a fare quello che le riesce meglio: accogliere. Con la musica che riempie le piazze, il profumo del cibo appena preparato, i brindisi tra amici, le famiglie che passeggiano tra gli stand e un centro storico che, per quattro sere, è pronto a ripartire.
Pirati, libertà di esprimersi è la nuova mostra organizzata da “Percorsi Visivi” aps nei locali della Fototeca comunale Paolo Domenella, con il patrocinio della Città di Civitanova Marche.
In esposizione, le fotografie di una talentuosa e pluripremiata giovane fotografa, Dania Ferretti, che nei suoi scatti racconta una Civitanova che non si conosce o che asi vuole scegliere di non vedere.
L’inaugurazione avrà luogo sabato 25 luglio, alle ore 21,30 nei locali di vicolo Sforza, 6.
“Le fotografie di Dania Ferretti – si legge nella scheda tecnica dedicata all’autrice - restituiscono un ritratto che si allontana dall'immagine patinata della città delle discoteche e dei locali alla moda. C'è un'altra Civitanova, più nascosta e vera, fatta di cantine, garage, sale prove improvvisate: un sottosuolo dove una generazione ancora capace di avere qualcosa da dire si ritrova per esistere fuori dagli schemi imposti.
In queste immagini scorre un'energia arrivata da lontano, nello spazio e nel tempo: la Londra punk di fine anni Settanta, le sale underground dove la musica diventava gesto politico e i vestiti diventavano manifesto di un'identità rivendicata. L’autrice non osserva da fuori: è dentro quella scena, ne respira la polvere, ne coglie gli sguardi fieri, i corpi sudati, le chitarre distorte, i versi scritti a mano sui muri scrostati. Il suo obiettivo non giudica e non idealizza: documenta con onestà quasi brutale un bisogno primordiale e da sempre primario, per ogni generazione: quello di un'espressione libera, autentica e per questo meravigliosamente viva.
Pirati è un atto di resistenza visiva, prima ancora che estetica. È la fotografia che si fa cronaca di una gioventù che rifiuta di adeguarsi ai cliché da cartolina di una città balneare, e che nella notte underground di Civitanova trova ancora un porto sicuro dove essere, senza chiedere permesso, semplicemente se stessa”.
L'inaugurazione non si ferma dentro le sale della Fototeca, ma prosegue sulla sua splendida terrazza, dove due band dal vivo i Velvet Rain e gli Easy Chills animeranno la serata. Chi lo desidera potrà ricevere un ritratto stampato e un drink che accompagna chiacchiere e sguardi tra una foto e l'altra. Una mostra giovane, per i giovani, da vivere tutta d'un fiato, dentro e fuori, nella calda estate Civitanovese.
Un nuovo gesto concreto a sostegno dello sport paralimpico e della sicurezza delle persone. Giovedì mattina, nella sede direzionale di Banca Macerata, l’associazione Anthropos ha ricevuto in dono un defibrillatore semiautomatico, che andrà ad arricchire la dotazione destinata alle proprie attività sportive, contribuendo a garantire ancora maggiore sicurezza ad atleti, tecnici e tesserati.
Alla cerimonia erano presenti il direttore generale di Banca Macerata, Toni Guardiani, e il presidente di Anthropos, Nelio Piermattei.
La consegna del defibrillatore rappresenta un ulteriore passo nel percorso di collaborazione avviato due anni fa, quando Banca Macerata è diventata main partner dell’associazione. Un rapporto che, nel tempo, si è tradotto non solo nel sostegno alle attività sportive di Anthropos, ma anche in iniziative concrete a favore della sicurezza, dell’inclusione e del benessere delle persone.
Il nuovo defibrillatore sarà utilizzato durante le attività paralimpiche promosse dall’associazione, contribuendo a garantire una maggiore tutela e accompagnando la crescita di un sodalizio nato a Civitanova Marche e divenuto un punto di riferimento per lo sport paralimpico anche oltre i confini regionali.
“Ringrazio Banca Macerata, nelle persone del presidente Ferdinando Cavallini e del direttore generale Toni Guardiani,- afferma il presidente di Anthropos Nelio Piermattei:per l’ennesima dimostrazione di vicinanza e sostegno alla nostra realtà. Una collaborazione che ci consente di svolgere le attività paralimpiche con maggiore sicurezza e tranquillità, in un ambito nel quale la nostra associazione rappresenta una delle principali realtà a livello nazionale. La tutela dei nostri atleti, tesserati e tecnici viene prima di tutto, per questo è fondamentale avere a disposizione un defibrillatore, anche considerando che, purtroppo, non tutti gli impianti sportivi ne sono dotati”.
“Essere al fianco di Anthropos - prosegue il direttore generale di Banca Macerata, Toni Guardiani- significa contribuire concretamente a rendere lo sport un luogo sempre più sicuro, inclusivo e accessibile. Per una banca profondamente legata al territorio, sostenere una realtà che ogni giorno offre opportunità di crescita, autonomia e condivisione a tanti ragazzi e ragazze con disabilità significa investire nelle persone e nel valore della comunità. Abbiamo scelto di donare un defibrillatore semiautomatico di ultima generazione perché, nello sport come nella vita, la tempestività può fare la differenza. Questo gesto si inserisce in un percorso di collaborazione che prosegue durante tutto l’anno e che Banca Macerata desidera continuare a rafforzare, al fianco di Anthropos e di tutte le persone che ogni giorno ne fanno parte”.
Sarà Federico Buffa, maestro dello storytelling sportivo italiano, ad inaugurare Overtime MAMA, il nuovo progetto del Festival nazionale del racconto, dell’etica e del giornalismo sportivo, che nel corso del 2026 porterà spettacoli e incontri nei luoghi più suggestivi della provincia di Macerata, intrecciando cultura, sport, territorio e patrimonio storico.
L'appuntamento è in programma lunedì 20 luglio alle 21.30 nell'Anfiteatro Romano di Urbisaglia, dove Buffa porterà in scena "Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan", spettacolo dedicato al più grande cestista della storia.
L'evento nasce dalla collaborazione tra Direzione Regionale Musei Nazionali Marche, Parco Archeologico di Urbs Salvia, Comune di Urbisaglia, PlayMarche, MAMA e Overtime, con l'obiettivo di trasformare luoghi simbolo delle Marche in palcoscenici dove il racconto incontra la storia.
Il mito di Michael Jordan raccontato da Federico Buffa
Scritto e interpretato dallo stesso Federico Buffa, lo spettacolo ripercorre la straordinaria carriera di Michael Jordan, dalle prime stagioni in NBA fino alla consacrazione come leggenda dello sport mondiale.
Accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi, Buffa guiderà il pubblico attraverso le imprese del campione che, dal 1984 al 2003, ha rivoluzionato il basket conquistando sei titoli NBA e diventando un'icona capace di andare ben oltre il rettangolo di gioco.
Lo spettacolo non racconta soltanto i numeri e i record del campione americano, ma anche la sua dimensione umana, la determinazione, la capacità di trasformare le difficoltà in occasioni di riscatto e di costruire un marchio riconosciuto in tutto il mondo.
Una narrazione che intreccia sport, musica, storia e memoria, cifra stilistica che ha reso Federico Buffa uno dei più apprezzati narratori italiani.
Unica data nelle Marche
Quella di Urbisaglia sarà l'unica tappa marchigiana del tour 2026-2027 di "Number 23", destinato a toccare alcune delle location più prestigiose d'Italia.
I biglietti, al costo di 25 euro (20 euro il ridotto), sono disponibili presso l'Ufficio Turistico di Urbisaglia e sul circuito Vivaticket.
Con questo appuntamento prende ufficialmente il via Overtime MAMA, progetto che punta a valorizzare il territorio marchigiano attraverso il linguaggio universale dello sport e del racconto, portando il pubblico a vivere esperienze culturali in alcuni dei luoghi più affascinanti della provincia di Macerata.
Dal 9 luglio al 29 novembre 2026 PlayMarche Macerata presenta Studio Azzurro – L’immagine in movimento, un progetto espositivo realizzato da Studio Azzurro in collaborazione con PlayMarche Macerata, con il sostegno di Città di Macerata e Macerata Musei.
La mostra propone un percorso attraverso alcuni momenti fondativi e centrali della ricerca di Studio Azzurro, a partire dai primissimi lavori ancora legati alla pratica fotografica fino alle videoinstallazioni, ai videoambienti e alle opere interattive che hanno segnato la storia dello Studio. Fotografie, video, maquettes e videambientazioni ricostruiscono una traiettoria in cui l’immagine non è mai pensata come superficie chiusa, ma come dispositivo in relazione con lo spazio, il corpo, il tempo e lo spettatore.
.Per la prima volta il percorso espositivo prende avvio con alcuni esiti delle ricerca fotografica che da sempre ha affiancato la ricerca video. Questo nucleo originario rappresenta il punto di partenza di una sperimentazione che intreccia progressivamente fotografia e immagine in movimento, dando vita a un linguaggio capace di oltrepassare i limiti dello schermo e di trasformare lo spazio espositivo in un ambiente narrativo immersivo.
Grazie alla presenza di copiosi materiali di progetto relativi alle opere emerge la dimensione laboratoriale che attraversa tutta la storia di Studio Azzurro: un sapere trasmesso attraverso il fare insieme, la costruzione degli apparati, la condivisione delle competenze e il dialogo tra generazioni. Questa modalità di lavoro, oggi riletta anche alla luce degli studi sull’embodied knowledge, diventa una chiave per comprendere tanto le opere delle origini quanto le più recenti pratiche di ricostruzione, formazione e valorizzazione delle opere storiche.
Il percorso si apre con lavori relativi a opere nate nell’ambito del Centro di Documentazione di Palazzo Fortuny a Venezia, tra cui Quattro immagini con interferenze video del 1983, Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg) del 1984, Vedute (quel tale non sta mai fermo) del 1985 e Pareti. Figure strappate del 1986. Queste opere anticipano molte delle questioni che diventeranno centrali nella ricerca dello Studio: la frattura del quadro, la relazione tra immagine e architettura, la narrazione espansa, il dialogo tra presenza fisica e dispositivo tecnologico.
Accanto a questa ricognizione sulle origini, la mostra presenta alcune opere cardine della storia di Studio Azzurro, in scala reale adattata agli ambienti e in scala 1:10. Tra queste, Il giardino delle cose del 1992 segna il passaggio verso una relazione sempre più diretta e sensoriale tra spettatore e immagine. Il dittico video performativo
Il combattimento di Ettore e Achille prosegue nell›indagine intorno al superamento dello schermo e alla presenza del corpo nell’immagine. Una sezione centrale è dedicata a Dove va tutta ’sta gente, storica videoinstallazione realizzata nel 2000 e presentata a Dortmund per Vision Ruhr, qui proposta in una forma ridotta e adattata allo spazio. L’opera affronta il tema dei movimenti migratori nel Mediterraneo attraverso soglie invisibili che impediscono il passaggio e rendono inefficace il tentativo di avvicinamento dello spettatore. A distanza di ventisei anni, conserva una forza critica intatta e interroga con estrema lucidità le barriere, fisiche e simboliche, del presente.
Il percorso prosegue con Il colore dei gesti, una sinfonia sonora e cromatica per sei schermi e materie evocatrici del periplo mediterraneo. L’opera restituisce il Mediterraneo non solo come frontiera, ma come spazio di gesti, tecniche, memorie e saperi condivisi, suggerendo la possibilità di riconoscere un linguaggio comune lungo le sue coste.
Studio Azzurro – L’immagine in movimento attraversa così fotografia, video, teatro e installazione per restituire la complessità di una ricerca che ha saputo ridefinire il rapporto tra tecnologia e presenza, immagine e ambiente, memoria e responsabilità dello sguardo.
Il debutto della stagione lirica allo Sferisterio di Macerata è da sempre un rito di appartenenza, un appuntamento in cui la comunità si riconosce e si celebra. Ieri sera, venerdì 17 luglio, il palcoscenico marchigiano ha inaugurato il suo Macerata Opera Festival con un nuovo allestimento del Nabucco di Giuseppe Verdi, firmato dalla direzione artistica di Marco Vinco.
Un debutto che ha richiamato in platea le massime autorità regionali e un parterre di ospiti nazionali e internazionali.
Ma un altro spettacolo sorprendente è iniziato un’ora prima dell’opera, lungo la sfilata che conduce ai cancelli dell’arena. Sul red carpet dei maceratesi e dei tanti turisti è andato in scena un vero e proprio confronto generazionale sulla scelta del look, sospeso tra il rigore della tradizione e l’avanzata della casual revolution.
Fino a qualche anno fa, il codice d’abbigliamento per la Prima dello Sferisterio non ammetteva repliche: abito lungo per le signore, smoking o rigoroso papillon per gli uomini. Un formalismo che risponde ancora oggi al desiderio di onorare l’evento. Vestirsi eleganti significa uscire dalla consuetudine, staccarsi dalla quotidianità e regalarsi un momento speciale.
Anche ieri sera questo mondo ha brillato: lo si è visto nelle sete preziose, nei gioielli di famiglia e nel portamento fiero di chi sente che «la Prima sia una cosa seria».
A pochi centimetri da loro, tuttavia, si è visto un altro tipo di pubblico, composto anche da numerosi turisti stranieri, che hanno interpretato l’opera con la rilassatezza tipica di chi si appresta a vivere un concerto pop.
L’effetto visivo all’ingresso è stato un gioco di contrasti: il rosso e l’oro degli abiti eleganti si sono mescolati ai toni pastello delle camicie di lino sbottonate, ai mocassini comodi e alle T-shirt. Così, lo strascico e il sandalo gioiello della signora della Macerata bene hanno camminato accanto alle sneakers del ragazzo della porta accanto.
Questo nuovo filone contemporaneo rivendica una visione della cultura più democratica e accessibile: quella di chi vuole vivere la musica colta in totale libertà, rifiutando i vecchi cliché borghesi.
Mentre sul palcoscenico il capolavoro verdiano raccontava, attraverso le note immortali del “Va’, pensiero”, la storia del riscatto di un popolo oppresso, in platea andava in scena il riscatto di un pubblico moderno.
Quando però le luci si sono spente e la musica ha preso il sopravvento, l’abito è scomparso e le due generazioni si sono scoperte unite dalla stessa emozione: la magia delle note di Giuseppe Verdi.
“Questo luogo ha un valore particolare: qui c’è la casa di Giacomo Leopardi, forse il più grande poeta mai vissuto. È un onore e un privilegio suonare davanti alle finestre da cui lui si affacciava”. Con queste parole Giorgio Poi ha salutato il pubblico di Lunaria 2026, la rassegna estiva organizzata da Musicultura insieme al Comune di Recanati, regalando una serata sospesa tra musica e poesia nella suggestiva cornice della Piazzuola del Sabato del Villaggio.
Un luogo simbolico, reso ancora più speciale dalla presenza della contessa Olimpia Leopardi, ospite d’onore dal vicino Palazzo Leopardi, dove la storia del poeta continua a vivere.
La musica di Giorgio Poi ha incontrato la memoria leopardiana in un dialogo fatto di emozioni, parole e atmosfere. Il cantautore novarese, romano d’adozione e con importanti esperienze internazionali tra Londra e Berlino, ha portato sul palco il suo universo sonoro raffinato, tra pop d’autore, influenze indie e arrangiamenti dal respiro cinematografico.
Per circa un’ora e mezza la chitarra acustica di Giorgio Poi ha dialogato con il quartetto d’archi composto da Clarissa Marino al violoncello, Fausto Cigarini alla viola, Alessandro Trabace e Daniel Bozzi ai violini.
Una formazione capace di valorizzare le sfumature più intime dei brani del cantautore, dalle canzoni più amate del suo repertorio fino alle tracce dell’ultimo album “Schegge”, pubblicato nel 2025 per Bomba Dischi.
Le “piccole canzoni”, come le ha definite lo stesso Poi dal palco, hanno accompagnato il pubblico in un viaggio musicale malinconico e delicato, ironico e realistico, fatto di immagini, ricordi e suggestioni.
Fin dalle prime note di “I pomeriggi”, “Giochi di gambe” e “Nelle tue piscine”, la Piazzuola si è trasformata in un grande coro. Il pubblico ha accompagnato i brani con applausi e battiti di mani, dando vita a una serata di forte partecipazione.
“C’è un’atmosfera particolare questa sera, grazie Lunaria, grazie Recanati”, ha detto il cantautore, visibilmente emozionato.
La presenza del quartetto d’archi ha amplificato la dimensione emotiva delle canzoni, creando un intreccio tra suoni e immagini, tra visioni intime e melodie avvolgenti.
Nel corso della serata non sono mancati alcuni dei brani più rappresentativi della carriera di Giorgio Poi: da “Niente di strano”, singolo del debutto del 2016, a “Solo per gioco”, fino a “Un aggettivo un verbo una parola”, “Acqua minerale”, “Tutta la terra finisce in mare”, “Rococò” e “Non c’è vita sopra i 3000 kelvin”.
Il concerto è proseguito tra energia e leggerezza con “Giorni felici”, “Barzellette”, “Moai”, “Uomini contro insetti”, “La musica italiana” e la chiusura affidata all’amata “Vinavil”, accolta da una grande festa del pubblico.
A grande richiesta Giorgio Poi è tornato sul palco per i bis, eseguendo in solitaria “Erica cuore ad elica” e poi riproponendo, insieme agli archi, “Nelle tue piscine”, salutato da lunghi applausi.
Una serata che ha confermato la forza di Lunaria nel creare incontri unici tra artisti, luoghi e memoria.
I prossimi appuntamenti della rassegna saranno il 24 luglio con Dimartino al Colle dell’Infinito, il 29 luglio in Piazza Leopardi con il concerto dei Tiromancino e l’11 settembre al Castello di Montefiore con il vincitore assoluto di Musicultura 2026, Claudio Covato, insieme alla band XGIOVE.
Tolentino dedica tre serate al racconto e alla valorizzazione dell’Appennino colpito dal sisma. Nasce così “Pensieri in movimento. Talk letterari tra fumetti, libri e visioni”, il ciclo di incontri culturali promosso e sostenuto dal Comune di Tolentino nell’ambito del calendario dell’Estate Tolentinate.
La rassegna, ideata e condotta dalla giornalista Barbara Olmai, da anni impegnata nel racconto delle aree interne terremotate e dei percorsi di ricostruzione, propone un viaggio tra memoria, presente e futuro dei territori appenninici attraverso il confronto con docenti, storici, artisti e testimoni diretti.
Tre appuntamenti per offrire al pubblico uno sguardo approfondito sulle comunità colpite dal sisma, mettendo al centro immagini, esperienze e storie di resilienza. Un percorso che punta a valorizzare non solo le ferite lasciate dagli eventi sismici, ma anche le energie, le identità e le prospettive di rinascita di questi luoghi.
«Con “Pensieri in movimento” – sottolinea l’assessore al Turismo Diego Aloisi – arricchiamo ulteriormente il calendario dell’Estate Tolentinate con una rassegna che unisce cultura, riflessione e valorizzazione del territorio. Il turismo oggi passa anche dalla capacità di raccontare l’identità dei luoghi, le loro storie e il patrimonio umano che li caratterizza».
Gli incontri si svolgeranno nella suggestiva cornice di Largo Fidi, nel cortile della Biblioteca Filelfica, per tre martedì consecutivi.
Il primo appuntamento è in programma martedì 21 luglio alle 21.30 con il talk “Il paese senza sentieri”. Protagonista della serata sarà Valerio Barchi, fumettista che ha trasformato in immagini e narrazione il percorso del Cammino nelle Terre Mutate, itinerario attraverso i territori segnati dal terremoto.
All’incontro interverranno anche Jacopo Angelini, storico dell’ambiente e faunista, membro del direttivo dell’Associazione Cammino Terre Mutate, e Catia E. Gentilucci, promotrice del fumetto.
Il secondo appuntamento, fissato per martedì 28 luglio, sarà dedicato al tema “Abitare Internamente”. Un confronto sui territori delle aree interne, tra fragilità, bellezza e identità, attraverso gli sguardi della biologia e della sociologia. Barbara Olmai dialogherà con i docenti Unicam Andrea Catorci e Marco Giovagnoli.
La rassegna si chiuderà martedì 4 agosto con “Storie d’Appennino”, una serata dedicata alla dimensione storica, sociale ed economica delle montagne. Ospite sarà Augusto Ciuffetti, professore associato di Storia Economica alla Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche e studioso dei temi legati all’Appennino.
Durante l’incontro saranno protagonisti anche i racconti delle cittadine e dei cittadini dei Monti Sibillini, testimonianze dirette di chi continua a vivere e costruire il futuro di questi territori nonostante le difficoltà.