La pittrice civitanovese Rosanna Ciminari ha recentemente partecipato alla mostra d'arte contemporanea al Carrousel du Louvre di Parigi, un evento che attira oltre 10.000 visitatori e compratori di arte contemporanea.
Soddisfazione e onore per la città di Civitanova Marche che una civitanovese abbia raggiunto un così importante successo, confermando la sua eccellenza artistica a livello internazionale. Selezionata per la seconda volta, Ciminari aveva esposto lo scorso anno in una collettiva, mentre nei giorni scorsi ha potuto presentare i suoi quadri in una esposizione personale, in quella che è considerata una delle più importanti piazze dell'arte europea, piattaforma ideale per artisti affermati e di talento emergente, che mostrano le loro opere a un vasto pubblico e a collezionisti.
L'artista è stata seguita per tutto l'evento dalla amica Paola Ripari che, grazie alla sua dimestichezza con le lingue, ha fatto da interprete.
Per sottolineare l'importanza di questo evento e la vicinanza istituzionale alla concittadina, l'assessore Barbara Capponi è partita appositamente da Civitanova Marche per raggiungere Parigi e portare personalmente il saluto e il sostegno della città a Rosanna Ciminari in questa importante occasione.
"Ho conosciuto Rosanna qualche anno fa alle mostre dell'UCAI, visto che anche lei fa parte dell'Unione degli artisti cattolici Italiani - dichiara Capponi - e ho apprezzato subito, oltre che il suo talento, la sua umanità e sensibilità. Ho accolto con gratitudine la sua proposta di andare a trovarla e, nonostante una logistica da mettere in piedi un po' più complessa di quella necessaria per gli eventi in città, ho fatto in modo di esserci, e ho potuto ammirare sia la sua mostra che il grande entusiasmo e l'emozione che la sua persona e le sue opere suscitano sempre tra pubblico e colleghi artisti. Eravamo inoltre lì il giorno del famigerato furto dei gioielli e abbiamo vissuto la concitazione e il caos dell'imprevisto, che non hanno però minimamente minato il successo dell'expo, visto che il Carrousel è rimasto aperto. Un'avventura nell'avventura che rende ancora più memorabile e unica questa straordinaria esperienza della sua rassegna, di cui l'intera città è certamente orgogliosa. Ringrazio Rosanna per la sua amicizia e per avermi voluta a condividere questa occasione unica".
L'Art Shopping al Carrousel du Louvre, a cui la Ciminari ha preso parte, è un'iniziativa che rende l'arte contemporanea accessibile a tutti, situata all'interno di un edificio storico e culturale unico come il Louvre, visitato da milioni di turisti ogni anno. Conclude emozionata l'artista: "È stato un onore e una gioia immensa partecipare a un grande evento internazionale al Louvre, dove ho avuto l'opportunità di stabilire contatti significativi con gallerie di fama mondiale e un pubblico appassionato proveniente da ogni parte del globo, entusiasta di scoprire le mie opere. Ringrazio la mia famiglia, tutte le mie amiche, Paola, l'assessore Capponi e tutti coloro che mi sono stati vicini in questa incredibile esperienza".
Una straordinaria dimostrazione di solidarietà ha colorato di rosa le vie della Città di San Severino Marche per la nuova edizione della PittaRosso Pink Parade, la seconda edizione “settempedana” ela dodicesima a livello nazionale, registrando la partecipazione di più di 200 persone e raccogliendo oltre 5mila euro che verranno interamente devoluti alla Fondazione Umberto Veronesi per il finanziamento della ricerca scientifica contro i tumori femminili.
La grande “marea rosa” ha letteralmente invaso piazza del Popolo dove ci si è ritrovati prima di muoversi, unendosi idealmente a migliaia di persone in tutta Italia, verso il giardino storico monumentale “Giuseppe Coletti” e poi fino a Castello al Monte e ritorno.
A tracciare il bilancio entusiasmante dell’evento è Sara Cannillo, anima e organizzatrice dell’iniziativa locale: “Abbiamo preso parte oltre 200 persone, raccogliendo oltre 5mila euro che andranno tutti alla Fondazione Umberto Veronesi. Ho pensato a questa iniziativa perché credo sia fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica e la cittadinanza tutta a fare qualcosa per la ricerca, soprattutto per la ricerca per i tumori femminili. Il nostro è uno degli eventi diffusi che possono nascere anche da una sola persona che ha già una certa sensibilità perché ha dovuto affrontare situazioni difficili o perché ha avuto in casa persona malate, ma anche da un’associazione. Replicheremo questa camminata tutti gli anni”.
La Cannillo ha espresso anche la volontà di valorizzare ulteriormente la città: “Quest’anno abbiamo riproposto lo stesso percorso dello scorso anno che però vorremmo cambiare per far ammirare le tante bellezze di San Severino Marche, soprattutto nella sua parte più storica”.
L’evento, patrocinato dall'Amministrazione Comunale e supportato da Pro Loco e Croce Rossa Italiana, non è stato solo una camminata. Quest’anno il percorso ha previsto nuovamente un coinvolgimento speciale con il bar Garten e una sosta al giardino storico monumentale “Giuseppe Coletti”, dove si sono tenute diverse attività, tra cui una sessione con Letizia Ruggeri e un corso di difesa personale guidato dal maestro Boris Giachetta del J-Etic.
Fondamentale la presenza e l'incoraggiamento dell’oncologa Benedetta Ferretti, che ha raccomandato l’importanza della prevenzione e dell’attenzione all’alimentazione. Durante il tragitto, inoltre, i partecipanti hanno potuto ascoltare due toccanti testimonianze con un passaggio particolarmente emozionante che ha ricordato a tutti il valore della vicinanza umana.
L'Amministrazione Comunale è stata presente in prima linea con la sindaca Rosa Piermattei e gli assessori Michela Pezzanesi e Sara Clorinda Bianchi. Con loro anche la presidente della Pro Loco, Paola Miliani. A dare “voce” a tutte le attività il presentatore Marco Moscatelli.
“Questa manifestazione non è solo un evento sportivo non competitivo; è un potentissimo simbolo di solidarietà, di speranza e, soprattutto, di prevenzione - ha dichiarato il sindaco Piermattei, per poi sottolineare - Ogni passo che viene compiuto dai partecipanti è un contributo fondamentale per finanziare la ricerca scientifica e per salvare vite umane”.
Il primo cittadino settempedano ha inoltre ribadito l’impegno istituzionale di tutta l’Amministrazione locale: “Il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione del tumore al seno e noi, come Amministrazione, continueremo a ribadire l'importanza della prevenzione che è la nostra arma più forte. Per questo ho rivolto un pensiero di incoraggiamento e vicinanza a tutte le donne che hanno affrontato o stanno affrontando questa battaglia: la vostra forza è la nostra ispirazione”.
Negli anni precedenti, il progetto Pink Parade in Italia ha già raccolto oltre 8 milioni di euro, un contributo fondamentale per borse di ricerca. L’iniziativa di San Severino Marche rafforza questo impegno, contribuendo al messaggio che la diagnosi precoce,ottenuta anche attraverso stili di vita sani, porta a tassi di sopravvivenza che, per il tumore al seno ad esempio, superano l'88% se diagnosticato nelle fasi iniziali.
È stata inaugurata oggi la riqualificata area giochi presente all’interno del parco di Villa Cozza realizzata dal Comune di Macerata grazie al supporto e al sostegno di Iginio Straffi, fondatore e CEO di Rainbow, che ha deciso di donare alla comunità le attrezzature ludiche.
Nella rigenerata area giochi sono stati installati un nuovo castello giocattolo che è andato a sostituire quello precedente, un’altalena doppia e un cestone. Il progetto ha riguardato anche la realizzazione della nuova pavimentazione alveolare.
“Vogliamo ringraziare la generosità e la sensibilità di Iginio Straffi che ha dato un grande esempio a tutta la comunità con il suo nobile gesto che permetterà ai più piccoli di godere di un’area riqualificata e quindi più sicura e moderna - ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Dotare le aree comunali ludiche di spazi adeguati significa garantire la crescita, la socializzazione e l’integrazione delle nuove generazioni”.
“Questo parco è stato la casa dove siamo cresciuti in tanti ragazzi del quartiere Santa Lucia; qui abbiamo trascorso interi pomeriggi giocando a calcio, a nascondino e a chiacchierare di tutto – ha detto Iginio Straffi -. A Villa Cozza, tra risate e pianti, sono nate grandi amicizie che continuano a esistere anche oggi. In quest’era digitale, ora più che mai, i bambini hanno bisogno di un luogo fisico dove incontrarsi, giocare insieme e crescere in comunità. Nel mio piccolo sono impegnato da tempo per migliorare la formazione e speriamo anche la vita di bambini e ragazzi, pertanto ho raccolto con grande piacere l’invito del Comune di Macerata per costruire un nuovo angolo di divertimento e socialità in questo splendido parco, sperando che continui a essere il luogo dove nascono nuove amicizie mentre si diventa grandi”.
“Il parco di Villa Cozza, luogo del cuore di tanti maceratesi, è un gioiello della città e grazie alla generosità di Iginio Straffi siamo intervenuti anche qui come abbiamo fatto, in questi anni di Amministrazione, anche in tante altre aree ludiche e ricreative fondamentali per il tempo libero e il divertimento delle bambine e dei bambini – ha aggiunto l’assessore con delega ai Parchi Pubblici Paolo Renna -. Ci auguriamo che il gesto del fondatore del Gruppo Rainbow possa essere di esempio per altri che, mossi dall’amore per la propria città, vogliono contribuire a renderla migliore”.
Secondo appuntamento e secondo successo per la rassegna Dialettiamoci 14 al teatro comunale di Caldarola. Sabato sera è andata in scena la commedia “Una vita tribbulata” portata sul palco dalla compagnia Filodrammatica Sibilla di Pieve Torina. Il gruppo, per la prima volta ospite della rassegna di teatro dialettale organizzata dalla Compagnia Fabiano Valenti di Treia, si è detta entusiasta dell’accoglienza e ha ringraziato per l’ospitalità in un teatro che gli stessi attori hanno definito «un vero gioiello di cui ci auguriamo di essere stati all’altezza». Nessun dubbio su questo da parte del pubblico che ha partecipato calorosamente con risate e applausi a scena aperta.
La commedia scritta e diretta da Giuseppe Iori - che ha interpretato anche il ruolo di protagonista, circondato da un cast preparato e affiatato, capace di tenere il giusto ritmo imposto dal testo - ha conquistato gli spettatori con una storia dal sapore genuino e ironico: il protagonista Clemente, alle prese con una vita “tribbulata” tra debiti, dinamiche familiari e vicini invadenti, ha fatto ridere ma anche riflettere e commuovere. Sul palco, oltre alla comicità delle situazioni quotidiane, sono emersi temi universali: il peso delle responsabilità del capofamiglia tra gli anni ’60 e ‘70, il desiderio di rendere felici i propri cari nonostante le difficoltà economiche e le sfumature della vita rurale marchigiana in un’epoca di cambiamenti.
Dialettiamoci 14 prosegue con il prossimo appuntamento sabato 1 novembre alle 21.15, quando salirà sul palco del teatro comunale di Caldarola la compagnia I Gira…Soli di Castelfidardo con la commedia “La jella (venerdì 17)” scritta da Stefano Pesaresi e Roberto Perini per la regia di Roberto Perini. La commedia è inserita nel cartellone di Dialettiamoci, quattordicesima edizione del festival nazionale di teatro dialettale, organizzata dalla Compagnia Teatrale Valenti e dall’amministrazione comunale di Caldarola, unitamente ai Comuni di Belforte Del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona.
Ha il patrocinio di: Regione Marche, Unione Montana Monti Azzurri; Uilt Marche, Unpli Pro Loco Marche e Pro Loco Caldarola. Ha il sostegno di: Efi srl, Tec di Luca Pelacani, Assm Tolentino – Terme di Santa Lucia, SImonelli Group, Oro della Terra, Infissi Design, Imperatori Scavi, Rhutten, Valbeton, Mariotti, Fefè Giardinaggio Impresa di pulizie, Nuova Faltur Viaggi, Alimentari Fioretti, Tipografia San Giuseppe, Ricca Associati, Mobilificio Pontoni, Cosci Industria, Porzi Ezio elettricista, Lead Time, Idraulica Mancini, Bcc Banca dei Sibillini, Ing. Antenucci di Cessapalomboo, Erboristeria Il mondo delle erbe, Gatti Michele, Azzurro di Vallepietra Country House.
Ingresso: I° settore: 15 €, II° settore 10 € (Barcaccia e loggione)
Biglietti: È possibile l’acquisto on line su Liveticket ( https://www.liveticket.it/compagniavalentiaps). I biglietti delle prossime serate si potranno acquistare sempre in prevendita con la medesima modalità on line; la sera o il pomeriggio dello spettacolo, invece, direttamente a teatro, alle 19.30 il sabato e alle 15.30 la domenica.
Per Info: 335.7681738.
Porto Recanati – Si avvicina il periodo più magico dell’anno e la città si prepara a celebrarlo unendo arte, creatività e identità locale.In vista del programma natalizio “Insieme è Natale 2025”, il Comune lancia il concorso di idee “Un Natale da illustrare a Porto Recanati”, rivolto a illustratori e creativi di tutte le età.
L’iniziativa mira a valorizzare il talento artistico e la fantasia dei cittadini, invitandoli a realizzare un’illustrazione capace di raccontare Porto Recanati in una suggestiva chiave natalizia.L’opera vincitrice diventerà l’immagine ufficiale della campagna di comunicazione delle festività, comparendo su manifesti, volantini e canali social del Comune: un simbolo condiviso del Natale portorecanatese.
Il tema del concorso invita a rappresentare la città immersa nell’atmosfera delle feste, con i suoi luoghi iconici, come il Castello Svevo e l’albero di Natale, ma lasciando piena libertà espressiva agli artisti per interpretare lo spirito della comunità e della celebrazione.
Il concorso è aperto a tutti e le opere dovranno essere inviate entro il 18 novembre 2025 all’indirizzo e-mail del Comune.Il nome del vincitore sarà svelato domenica 30 novembre alle ore 17.00, durante la cerimonia di scioglimento delle ciurme presso la Chiesa del Suffragio, e successivamente annunciato anche sui canali ufficiali dell’Amministrazione.
Oltre al riconoscimento simbolico, l’autore dell’opera vincitrice vedrà la propria illustrazione diventare protagonista della campagna natalizia cittadina.Sono previste anche menzioni speciali per le creazioni più meritevoli, che saranno pubblicate online come omaggio alla creatività locale.
Un’iniziativa che unisce cultura, partecipazione e spirito natalizio, trasformando il Natale in un’occasione per raccontare, attraverso i colori e la fantasia, l’anima di una città che crede nella bellezza delle idee condivise.
Seguendo il tema dell’undicesima edizione del CFF, Gli incontri necessari, il Civitanova Film Festival e il Civitanova Classica Piano Festival lanciano assieme una serata dedicata al rapporto tra musica, film e poesia.
Mercoledì 29 ottobre l’appuntamento è al Teatro Annibal Caro, dove alle 21.15 andrà in scena lo spettacolo Vi spiego alcune cose - Viaggio tra le parole di Pablo Neruda e Federico Garcia Lorca, curato da Minimo Teatro e da Maurizio Boldrini, attore, regista, docente e ricercatore teatrale, e che avrà come ospite il musicista Héctor Ulises Passarella.
Le voci recitanti – Maurizio Boldrini e Flora Sarrubbo – danno vita ai versi di Neruda e García Lorca, accompagnati dal bandoneón di Héctor Ulises Passarella, dal pianoforte di Cristiana Millevolte e dal violino di Serena Cavalletti, in un dialogo costante tra parola e suono. Si alterneranno alcuni brani strumentali che portano il marchio ritmico e melanconico del Rio de la Plata, regione del Sud America tanto amata e anche frequentata dai due grandi poeti e amici.
Hector Ulises Passarella è considerato uno dei più grandi bandoneonisti, nonché uno dei più interessanti compositori di tango moderno. L’inconfondibile suono e la particolare espressività̀ del fraseggio gli hanno valso l’ammirazione del pubblico, della critica e di grandi musicisti come Ionesco Galati, Leo Brouwer, Luis Bacalov, Donati Renzetti, Placido Domingo, Yuri Bashmet; cineasti quali, Emidio Greco, Michael Radford e Robert Duvall. Memorabile la collaborazione con Luis Bacalov, per l’interpretazione di tante colonne sonore del maestro, a partire da quella famosissima, premiata con l’Oscar nel 1996, del film “Il Postino” con Massimo Troisi, fino a “Frontera Sur” con Federico Lupi, “Milonga” con Giancarlo Giannini, “Panni Sporchi” con Ornella Muti e Michele Placido, “The Love Letter” con Kate Capshaw e Tom Selleck, “Assassination Tango” con Robert Duvall.
“Sono entusiasta di questa collaborazione con il Civitanova Film Festival - dice il direttore artistico Lorenzo Di Bella - un incontro tra due realtà culturali della città che condividono la stessa visione: quella di un’arte in grado di dialogare, contaminarsi e arrivare al cuore del pubblico. La fusione tra colonna sonora e poesia rappresenta un terreno fertile per nuove esperienze artistiche e questo appuntamento ne è una splendida testimonianza”
Si è chiusa con una pedalata simbolica e partecipata la terza edizione di Primavera in Bici, il festival civitanovese dedicato alla mobilità sostenibile e al piacere di vivere la città su due ruote.Domenica 26 ottobre, l’evento conclusivo – la Pedalata dei Santi – ha visto famiglie, appassionati e cittadini condividere un percorso verso il Santuario di Santa Maria Apparente, dove si è tenuta la tradizionale Santa Messa dedicata ai ciclisti.
Organizzata dall’Assessorato alla Mobilità Sostenibile, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Fontespina 2000 e l’associazione Civitanova Green Life, la giornata ha rappresentato l’ultimo appuntamento di un’edizione ricca di sport, aggregazione e riflessione sul futuro della mobilità cittadina.
«Concludiamo un’edizione partecipata, viva, costruita insieme a tante persone che hanno deciso di esserci – ha dichiarato l’assessore Roberta Belletti –. Primavera in Bici è un progetto che unisce sport, cittadinanza attiva e attenzione alla qualità della vita. Ogni tappa è stata un’occasione per condividere valori, idee e un modo diverso di vivere la città. Ringrazio di cuore chi ha collaborato e chi ha pedalato con noi: la mobilità sostenibile non è solo una scelta ecologica, ma anche sociale, culturale e profondamente civica».
Con le sue quattro tappe – Esploriamo il mondo in bici, Bimbimbici, il Giubileo del Ciclista sulla Ciclovia delle Abbazie e infine la Pedalata dei Santi – Primavera in Bici ha coinvolto centinaia di persone, portando al centro dell’attenzione pubblica il valore della mobilità dolce come occasione per prendersi cura della città e della comunità.
Un festival che non si limita a promuovere la bicicletta, ma che racconta un’idea di Civitanova più vivibile, dinamica e umana.Una città che si muove davvero.
Venerdì 31 ottobre 2025, alle ore 17.30 inaugura, negli ambienti raccolti e suggestivi della Chiesa della Misericordia di San Severino Marche, antica costruzione del XIV sec., la mostra "La natura del segno nelle marche. Tracce di collezionismo fra primo e secondo Novecento", a cura di Maria Letizia Paiato.
Si tratta di un breve spaccato intorno al tema del disegno, o meglio del segno, con opere provenienti da collezioni private, quindi rare, quasi impossibili da vedere perché sporadicamente, se non mai, esposte al pubblico in musei o gallerie. È una piccola ma preziosa mostra che racconta un patrimonio “nascosto”, ma molto importante nella comprensione della diffusione e trasformazione del gusto nelle Marche, perlopiù delle provincie di Macerata ed Ancona, la cui importanza culturale e artistica si misura nel cospicuo numero di lavori esposti.
Oltre quaranta tra autori nati fra l’inizio del novecento e gli anni Sessanta del Novecento, il cui legame nel tempo si rintraccia proprio nel motivo del segno, sempre più spesso evidenziato come punto d’unione fra artisti di generazioni diverse e dediti a soluzioni formali eterogenee, ricorrente fra gli studi e le più recenti proposte espositive di arte contemporanea in regione. Segno, disegno ovvero idea, una parola molto cara a Giovan Battista Bellori quando, nel 1664, scrive il suo celebre discorso L’idea del pittore, dello scultore e dell’architetto, intorno al quale concettualmente si richiama un primo gruppo di opere su carta di artisti maturati nell’orbita del secondo Futurismo, il movimento costituitosi a Macerata nel 1932, promosso da Bruno Tano e attivo fino al 1942.
Oltre a Tano, i disegni di Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Umberto Peschi, Arnaldo Bellabarba e Wladimiro Tulli mostrano e dimostrano l’aderenza al linguaggio del futurismo mai abbandonata nei decenni o, come nel caso di Virginio Bonifazi un distacco da quello stile che tuttavia mai tradisce la forza dell’idea, del pensiero quale abbozzo o schizzo su cui riflettere nel processo creativo che genera l'opera pittorica, plastica o architettonica che sia.
La proposta espositiva si allarga in seguito ad uno sguardo sul disegno, anche quello inciso, non più inteso come bozzetto o progetto ma come motivo autonomo, opera compiuta, completa e significativa, trasmettendo lo stile di un'immagine più complessa.
Qui troviamo un ricco gruppo di artisti nati all’incirca fra la metà degli anni Venti e Quaranta, particolarmente attivi negli anni Settanta e Ottanta rispondenti ai nomi di Edgardo Mannucci, Arnoldo Ciarrocchi, Magdalo Mussio, Giuseppe Uncini, Franco Giuli, Claudio Cintoli, Silvio Craia, Luciano De Vita, Valeriano Trubbiani, Sirio Reali, Ubaldo Bartolini, Luigi Bartolini, Gino De Dominicis, Enzo Cucchi, Nino Ricci, Sandro Piermarini, Luigi Teodosi, Egidio Del Bianco, Ezio Bartocci e Carlo Cecchi. Maestri, in alcuni casi putativi e non, di tutta la successiva generazione, oggi in piena attività e anche legati al contesto accademico. Marina Mentoni, Teresa Marasca, Paolo Gobbi, Benito Leonori, Paolo Benvenuti, Sandro Acquaticci, Pierpaolo Marcaccio, Valerio Valeri e Bruno Mangiaterra chiudono questo significativo percorso espositivo che, sostenuto dall’idea di ricerca e di ricognizione di un linguaggio, vuole essere un libro aperto sull’arte del segno praticato in queste zone delle Marche, affrontando, senza pretese di esaustività ma in modo libero, espressioni creative caratterizzanti il territorio.
La mostra è sostenuta dal Comune di San Severino Marche, promossa dall’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata e dall’Associazione Yoruba diffusione arte contemporanea APS. È patrocinata da Fondazione Marche Cultura, dall’ Accademia di Belle Arti di Macerata, dalla Fondazione Salimbeni per le Arti figurative e da UTEAM, Università della terza età di San Severino Marche.
Si ringrazia per la collaborazione Gabriele Porfiri, presidente del Centro Studi Ivo Pannaggi di Macerata, l’Archivio Nino Ricci e la Collezione Pianesi-Principi di Macerata, la Collezione Bellabarba di San Saverino Marche, la Collezione Giuli-Pecchia di Fabriano, Claudio Buffarini Tenenti, Pierfrancesco Giannangeli, Andrea Giusti, Antonio Mercuri, Daniele Taddei, Patrizia Taddei e numerosi altri collezionisti e prestatori di Ancona, Bologna, Jesi, Macerata, San Severino Marche e Tolentino che hanno gentilmente messo a disposizione il proprio patrimonio per questa mostra.
Dopo i terremoti del 2016, il Palazzo Arcivescovile “Mons. Giacomo Boccanera” e il Museo diocesano sono tornati accessibili dal 16 ottobre 2025, restituendo alla città un presidio di arte e memoria. La riapertura, a nove anni dal sisma, segna un passaggio chiave nel percorso di ricostruzione culturale e civile di Camerino.
Il nuovo allestimento valorizza capolavori provenienti dalle chiese del territorio, con firme come Giovan Battista Tiepolo, il Baciccio e Valentin de Boulogne, in un percorso “tipologico” che dialoga con gli spazi storici dell’episcopio restaurato. Dal 16 ottobre a oggi oltre mille sono stati i visitatori di cui il 50% da fuori Camerino nonché dalla Danimarca, Canada, Polonia e Australia.
All’inaugurazione hanno preso parte istituzioni civili e religiose; la giornata è stata raccontata anche dalla stampa nazionale e da testate locali, che hanno sottolineato la portata simbolica dell’evento per l’intero cratere sismico.
A sottolineare il valore comunitario della riapertura, le parole di Monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche:
"Un momento importantissimo per la nostra comunità perché finalmente, dopo nove anni dal terremoto, riapriamo questo luogo, che è un luogo di bellezza, un luogo di speranza, un luogo dove ognuno di noi ritrova la propria identità. E' un momento veramente di rinascita per tutto il territorio, dove si potranno ammirare le tante opere d'arte di importante bellezza non solo per noi ma anche per l'Italia e per il mondo intero".
Giovedì 24 ottobre nei locali dello chalet “Arena delle luci “ di Cingoli ha avuto luogo l’ormai tradizionale appuntamento dell’Avis con i diciottenni del comune di Cingoli.
Si tratta di un’apericena che la presidente Floriana Crescimbeni, unitamente al Consiglio Direttivo, ama organizzare per informare i nuovi maggiorenni sulla possibilità e sull’importanza di donare sangue e che ha un positivo riscontro nella crescente presenza di giovani tra i nuovi donatori della sezione. L’aspetto scientifico è affidato al dottor Gabriele Marchegiani che, in questa occasione, si è soffermato sulla necessità di avere uno stile di vita sano, indice di rispetto nei propri confronti ma anche verso la società intera.
Stare in buona salute è anche la condizione fondamentale per donare sangue e plasma, gesto che consente a persone sconosciute di superare momenti di difficoltà e pericolo, gesto che non avrà mai un pagamento né un ringraziamento da parte di chi ne ha usufruito ma che rivela una sensibilità personale e un’apertura alla società da parte di chi lo ha compiuto.
Sul valore sociale della donazione ha insistito la professoressa Catia Bartolelli del Liceo linguistico e delle Scienze Umane di Cingoli che da sempre, con disponibilità e dedizione, affianca l’Avis in questa opera di promozione. La presidente Crescimbeni ha delineato le caratteristiche dell’Avis e illustrato gli aspetti più pratici della donazione; l’assessore alla cultura Jacopo Coloccioni ha portato il saluto dell’intera amministrazione comunale. Un momento particolarmente significativo è stato quello della testimonianza di alcuni giovani donatori: Brunori Enrico, Francioni Mattia, Carotti Nicola, Bravi Ginevra e Fogate Sofia con le loro parole e il loro esempio sono stati un incitamento verso la donazione.
Al termine dell’incontro la donatrice e poetessa Sara Francucci ha letto un suo componimento, scritto per l’occasione, invitando ancora una volta i ragazzi ad esprimere la grande generosità e la solidarietà che caratterizzano la loro giovane età. La serata, a cui hanno partecipato una trentina di diciottenni, l’infermiera Catia Carotti e i membri del Consiglio Direttivo dell’Avis, si è conclusa con un momento conviviale apprezzato da tutti i presenti.
Un pomeriggio partecipato, intenso e ricco di spunti quello che si è svolto all’Hotel Miramare per il secondo appuntamento della rassegna "Di che passo sei…", promossa dall’associazione Civitanova Cammina.
L’incontro, dal titolo "Benessere in movimento: corpo, mente ed emozioni", ha visto un pubblico numeroso e partecipe seguire con interesse gli interventi di tre professionisti di grande esperienza: Paolo Barbatelli, medico internista e geriatra, Marina Marchionni, osteopata, e Alessandra Ricciardella, counselor e formatrice in comunicazione assertiva.
Un dialogo vivace e accessibile, che ha affrontato il tema del benessere a 360 gradi: dall’importanza del movimento nella prevenzione della fragilità fisica all’equilibrio emotivo, fino alla capacità di ascoltare il proprio corpo come strumento di consapevolezza e salute.
Un confronto che ha unito scienza, esperienza e sensibilità, offrendo al pubblico stimoli concreti e riflessioni profonde su come il “camminare” possa diventare un atto di cura per sé stessi e per gli altri.
«Ogni incontro ci conferma che il benessere è una conquista che si costruisce insieme, passo dopo passo - ha dichiarato Roberta Belletti, Presidente di Civitanova Cammina -. Il successo di questa rassegna dimostra quanto ci sia bisogno di momenti autentici, dove informazione, emozione e relazione si incontrano. Il nostro obiettivo è far camminare le persone non solo con le gambe, ma anche con la mente e con il cuore».
Durante l’evento è stata inoltre presentata l’iniziativa solidale che accompagnerà Civitanova Cammina fino a fine anno: in ogni appuntamento della rassegna sarà presente una cassettina per la raccolta fondi destinata ad AIRC, a sostegno della ricerca contro il tumore al seno. Un gesto semplice, ma profondamente coerente con lo spirito dell’associazione, che da sempre unisce movimento e solidarietà.
L’appuntamento si è concluso in un clima di entusiasmo e gratitudine, con la promessa di nuovi incontri e nuovi temi per continuare un cammino che è ormai diventato comunità. "Di che passo sei…" continua, perché il passo giusto è quello che si fa insieme.
Un cielo plumbeo, un vento che fa danzare le foglie e, tra i vicoli del borgo, echi di risate sinistre e figure inquietanti: così Esanatoglia ha accolto i visitatori per l’edizione 2025 di "Paurosamente Esanatoglia", l’evento di Halloween che ha trasformato il centro storico in un vero e proprio scenario da film horror.
Organizzata dall’associazione Esattiva, la manifestazione ha saputo ancora una volta unire atmosfera, creatività e divertimento, conquistando grandi e piccoli. Ragni giganteschi, scheletri, teste mozzate e cimiteri improvvisati hanno animato il cuore del borgo, tra le cantine, i vicoli e le piazzette della Pieve, dove ogni angolo celava una sorpresa o un brivido.
Fin dalle prime ore del pomeriggio, un fiume di famiglie e bambini mascherati si è riversato per le vie del centro, tra lumini tremolanti, risate sataniche e musiche esoteriche diffuse dagli altoparlanti. I più piccoli, armati di coraggio e curiosità, hanno bussato alle porte per il tradizionale "Dolcetto o scherzetto", mentre i più grandi si sono lasciati catturare dall’atmosfera unica del borgo.
La serata è culminata in piazza Leopardi, dove il flusso dei visitatori si è raccolto per condividere momenti di festa e divertimento tra bibite, gonfiabili e spettacoli di fuochi d’artificio che hanno colorato il cielo sopra Largo Panicale. Anche la leggera pioggia, arrivata a fine serata come in un incantesimo, non ha fermato l’entusiasmo dei presenti.
Con "Paurosamente Esanatoglia", il paese ha saputo ancora una volta fondere tradizione, scenografia e spirito comunitario, regalando una notte di magia e brividi che resterà nel ricordo di grandi e piccoli. L’appuntamento, assicurano gli organizzatori, tornerà anche il prossimo anno - "paurosamente", ovviamente.
Grande affluenza di visitatori e molto entusiasmo per l'avvio della prima edizione della castagnata di Halloween a Villa San Filippo, frazione di Monte San Giusto.
Una scenografia curata nei dettagli ha trasformato i giardini della località sangiustese in un ambiente spettrale con fantasmi, teschi, lapidi tombali, laboratori magici, streghe, mostri e zucche.
Ma non è solo uno spettacolo coinvolgente, l'iniziativa alla sua prima edizione propone anche gustose specialità alimentari, castagne arrostite, arrosticini, patatine, hot dog, vin brulè, bibite "magiche".
Tutta l'organizzazione è curata dal Comitato Festeggiamenti Villa San Filippo. La presidente Nadia Paolini mostra la sua soddisfazione per quanto realizzato. "Una preparazione durata quattro mesi - spiega Nadia - ha coinvolto tutti i membri del comitato: Giada Antonelli, Marco Montecchiari, Ivana Caduta, Manuele Iamini, Gabriele Gaudenzi, Federica Foglia".
Un impegno che ha dimostrato le capacità e la passione di un gruppo direttivo con idee chiare sulle manifestazioni che raccolgono il favore del pubblico e l'apprezzamento delle amministrazioni pubbliche.
Nei giardini di Villa San Filippo si respira l'aria di una festa originale e realizzata con attenzione ai dettagli, dove grandi e piccoli possono passare un pomeriggio di divertimento e gustare alimenti di qualità. Appuntamento con la seconda giornata di festa oggi, domenica 26 ottobre.
Questa mattina a Penna San Giovanni si sono svolte le celebrazioni per il 106° anniversario della morte del carabiniere Giovanni Burocchi, insignito della medaglia d’oro al Valor Militare alla Memoria. Nato e cresciuto nella comunità montana, Burocchi cadde eroicamente a Fiume il 3 ottobre 1919, distinguendosi per coraggio e senso del dovere.
La cerimonia, organizzata dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con il Comune di Penna San Giovanni, ha visto la partecipazione di numerose autorità militari e civili, tra cui il colonnello Raffaele Ruocco, comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, i sindaci di Penna San Giovanni e Monte San Martino, e rappresentanti dell’associazione nazionale Carabinieri. Presenti anche i pronipoti dell’eroe, Elio Perfetti e le signore Paola e Marina Ceci.
La giornata è iniziata alle 11:30 con la celebrazione della messa presso la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Successivamente, gli ospiti si sono spostati al Belvedere Burocchi, dove la figura del carabiniere è stata ricordata attraverso la lettura della motivazione della medaglia d’oro al valor militare. Due militari dell’Arma, in grande uniforme storica, hanno deposto una corona di alloro al monumento commemorativo, accompagnati dalle note della “Leggenda del Piave” eseguita dalla banda cittadina. Il momento di raccoglimento si è concluso con l’esecuzione del “Silenzio” da parte del trombettiere.
Durante gli interventi, il sindaco Stefano Burocchi ha espresso gratitudine all’Arma dei Carabinieri e alla comunità per la partecipazione alla celebrazione, sottolineando il legame profondo tra Penna San Giovanni e il suo illustre figlio. Il colonnello Ruocco ha evidenziato come la commemorazione non sia solo un ricordo storico, ma un esempio di coraggio, dedizione e fedeltà al dovere da trasmettere alle nuove generazioni. Ha ricordato le ultime parole di Giovanni ai legionari prima di morire: “Siamo italiani come voi ma la consegna è sacra”, sottolineando la priorità della legalità e del servizio alla comunità rispetto ai sentimenti personali.
La cerimonia ha ricordato a tutti l’importanza di tramandare i valori di onore, dedizione e spirito di sacrificio, con la speranza che l’esempio di Giovanni Burocchi continui a guidare le future generazioni.
L’imprenditore Renzo Foglia premiato al Teatro Vaccaj. Menzioni d’onore per eccellenze locali e serata di spettacolo con i campioni italiani di danze caraibiche
Il prossimo 2 novembre, alle 20.45, al Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino, si terrà la cerimonia di consegna del premio “Ponte del Diavolo” al cittadino tolentinate dell’anno 2025. L’evento, inizialmente previsto per il 10 settembre e poi rinviato a causa del maltempo, rappresenta uno dei momenti più sentiti della vita culturale cittadina.
Quest’anno l’associazione “I Ponti del Diavolo”, di concerto con il sindaco, ha deciso di attribuire il riconoscimento principale all’imprenditore Renzo Foglia, fondatore dell’azienda Erreuno, per il suo impegno nel mondo del lavoro e per il contributo alla comunità tolentinate.
Durante la serata verranno inoltre consegnate menzioni d’onore a Paolo Bibini, meccanico della squadra nazionale italiana Under 23 di ciclismo; alla Confraternita della Cintura di San Nicola; all’architetto Enrico Crucianelli, amministratore unico di Rest Edile e presidente Ance Macerata; al Gruppo 82 Tolentino (basket); a Mauro Mogliani, artigiano e scrittore; al commissario capo Riccardo Zenobi del Commissariato di Civitanova Marche; alla Pallanuoto Tolentino per i 15 anni di attività; alla Futura Pallavolo Tolentino per i 50 anni di attività; alla violinista Lucia Sagretti; al Sermit e a don Rino Ramaccioni che festeggia 60 anni di sacerdozio; e alla squadra femminile dell’associazione Tennis Tolentino.
Nel corso della cerimonia si esibiranno i campioni italiani 2024 di danze caraibiche, Matteo e Alessandra Ballini, con una performance che farà da cornice alla consegna dei riconoscimenti.
L’iniziativa rientra nell’ambito della manifestazione “Sul Ponte del Diavolo… tra storia e leggenda”, organizzata dall’associazione artistico-culturale “I Ponti del Diavolo”, presieduta da Carla Passacantando, in collaborazione con il Comune di Tolentino e con il patrocinio della Prefettura di Macerata.
Nei giorni scorsi, grande successo per la rievocazione storica “Sul Ponte del Diavolo… tra storia e leggenda”, che ha richiamato un pubblico numerosissimo.
A catalizzare l’attenzione è stata la partecipazione dell’attore Fabio Fulco, testimonial dell’evento, che ha affascinato i presenti con la narrazione della celebre leggenda del Ponte del Diavolo. Fulco ha poi preso parte al corteo storico, sfilando per le vie del centro cittadino insieme a figuranti in abiti d’epoca, sbandieratori e tamburini.
Il corteo, partito da piazza Don Bosco, ha attraversato il centro fino a piazza della Libertà, dove si è tenuto uno spettacolo molto partecipato, per poi concludersi sul celebre Ponte del Diavolo. Qui sono stati rievocati momenti di vita del Duecento e, naturalmente, la leggenda che dà nome alla manifestazione, interpretata dal gruppo storico “Il Ponte del Diavolo”. Particolarmente apprezzata dal pubblico è stata la presenza del cane Billy, protagonista della rievocazione.
Alla serata hanno partecipato anche il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj e numerose autorità civili e religiose. L’evento ha visto la partecipazione delle cinque contrade cittadine — Ributino, Pianciano, Ancaiano, Paruccia e Calcavenaccio — impegnate in una spettacolare esibizione di sbandieratori. Il lancio della bandiera più in alto, momento clou della competizione, è stato vinto dalla contrada Calcavenaccio grazie alla bravura dello sbandieratore Giacomo Pagliarecci.
A rendere la serata ancora più coinvolgente, anche la dimostrazione del tradizionale gioco della ruzzola, realizzata con il supporto del Comitato provinciale di Macerata della Figest (Federazione italiana giochi e sport tradizionali). La competizione si è conclusa con un ex aequo tra Gino Appignanesi (contrada Ributino) e Bruno Appignanesi (contrada Pianciano).
L’evento si è chiuso con una degustazione di prodotti tipici e la consueta “caccia” all’autografo e ai selfie con Fabio Fulco, che si è mostrato disponibile e cordiale per tutta la durata della manifestazione. La rievocazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra l’associazione “I Ponti del Diavolo”, il Consiglio di contrada Pianciano – Ributino – Ancaiano – Calcavenaccio – Paruccia, il Comune di Tolentino e la Prefettura di Macerata, con il contributo degli sponsor: Assm, Terme di Santa Lucia, Panificio Montanari, Rhutten, Associati Fisiomed, Talamonti, Flati, Crucianelli Rest Edile, Erreuno, Ciavaroli, Avis, Ales, Vissani Macchine, Cantina Serboni, Floridea, Varnelli, Nerea, Tre Mori e Cartoleria Filelfo.
Si è aperta ieri a Macerata la 65ª edizione di Macerata Jazz, con un evento speciale che unisce due mondi apparentemente lontani: l’opera lirica e il jazz. La serata inaugurale ha visto la presentazione del progetto sperimentale “Jazz all’Opera”, ideato dal Maestro Massimo Morganti e commissionato dall’Associazione Sferisterio Eredi 100 Consorti in occasione del quarantesimo anniversario della cessione dell’Arena Sferisterio alla comunità maceratese (1985–2025).
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Daniele Massimi di Musicando e il consigliere Vieri Cicconi, con l’obiettivo di rendere omaggio alla città attraverso una reinterpretazione innovativa del repertorio lirico. Nove celebri pagine operistiche sono state rilette attraverso arrangiamenti originali di Morganti, dando vita a un incontro unico tra improvvisazione jazzistica e composizione orchestrale.
Protagonista della serata è stata la Colours Jazz Orchestra, accompagnata dai suoi solisti, capace di fondere scrittura orchestrale, improvvisazione e interplay, regalando al pubblico una performance di grande energia e creatività. Il progetto è realizzato in collaborazione con Musicando e con il patrocinio del Comune di Macerata, confermando il legame tra cultura, musica e comunità locale.
La rassegna prosegue venerdì 25 ottobre con la performance del grande batterista e percussionista Tullio De Piscopo, uno dei protagonisti del jazz italiano, confermando il livello internazionale della manifestazione.
A 63 anni dalla morte, la Città di Matelica lunedì 27 ottobre ricorderà e celebrerà la figura di Enrico Mattei.
Matelica, città natale dello statista e fondatore dell’Eni, ucciso in un attentato aereo, si fermerà per ricordarlo, alle ore 10.30 ci sarà un momento in sua memoria al cimitero per la deposizione della corona di alloro, a cui sarà presente l'amministrazione comunale, cariche istituzionali, i familiari, i pionieri dell’Eni e la cittadinanza.
Il suo esempio, i suoi valori, sono sempre più attuali: non è un caso che il Governo italiano cita spesso il cosiddetto “Piano Mattei”, una politica internazionale rivolta all’Africa su cui l'esecutivo punta molto.
Proprio in occasione dell'anniversario della scomparsa, si terrà il convegno internazionale “The Mattei Method”, dalle ore 9.30 alle ore 13.30 presso il Teatro Piermarini di Matelica, organizzato dalla Fondazione Social Economic Development Enrico Mattei, presieduta da Aroldo Curzi Mattei (pronipote dello statista e fondatore dell’Eni) in collaborazione con l’Italia, i Paesi del Golfo e dell’Africa per uno sviluppo concreto e sostenibile, con il patrocinio del Comune di Matelica e Forbes come media partner.
Con momenti toccanti, ricchi di testimonianze e ricordi, Appignano ha celebrato i 65 anni della sezione Avis del Comune che ha visto la partecipazione dell’intera comunità confermando il radicamento dell’AVIS nel tessuto sociale del borgo e la condivisione dei valori della solidarietà, dell’educazione alla donazione e del sostegno reciproco.
“Le celebrazioni per i 65 anni della sezione Avis di Appignano rappresentano un momento di grande orgoglio per la nostra comunità. - Ha dichiarato il sindaco di Appignano Mariano Calamita - Ringrazio quanti hanno reso possibile queste iniziative: i donatori, i volontari, le associazioni e i cittadini che hanno dimostrato con la loro partecipazione quanto la cultura del dono sia un valore condiviso e fondante per il nostro borgo. L’Avis è un pilastro di coesione sociale, memoria civile e speranza per il futuro. Continueremo a sostenere e promuovere l’educazione alla donazione, per rafforzare la solidarietà e coinvolgere sempre più i giovani”.
Tra i momenti più significativi: l’intitolazione del “Piazzale del Donatore” uno spazio simbolico benedetto e pensato come punto di incontro e riconoscimento per tutti coloro che con il loro gesto hanno sostenuto la missione dell’Avis e l’inaugurazione dell’installazione “Libro”, pensata per ricordare i fondatori della sezione e il segretario storico Alvaro Bozzi, figura di riferimento per la vita associativa locale.
Le celebrazioni hanno visto anche la funzione religiosa di don Gianluca Cerolini e il contributo del Corpo Bandistico città di Appignano che ha animato le vie del borgo. Nel corso della festa si è svolta la cerimonia di premiazione dei donatori, con riconoscimenti differenziati in base al numero delle donazioni effettuate: un segno tangibile di gratitudine per l’impegno costante di molti cittadini. Tra i premiati è emerso un donatore che è stato insignito del titolo di “donatore per eccellenza” per il grande numero di donazioni effettuate. Gli interventi del presidente della sezione e dei rappresentanti hanno ribadito come ogni donazione sia un contributo concreto alla vita delle persone in difficoltà e come la disponibilità dei volontari costituisca un patrimonio prezioso per l’intera comunità.
Un borgo che valorizza il territorio, promuove il benessere e invita a rigenerarsi immersi nella natura. È questa l’essenza del ciclo di eventi "LiberaMENTE", a Pioraco, che ha conquistato il secondo posto ex aequo nel bando Benessere e Qualità della Vita promosso dalla Regione Marche per la valorizzazione delle aree forestali regionali. Grazie al finanziamento ottenuto, sarà possibile ripristinare la cartellonistica divulgativa di alcuni sentieri, rendendo più fruibili i percorsi naturalistici del territorio.
Il programma prevede due appuntamenti domenicali, il 9 e il 16 novembre, che permetteranno ai partecipanti di riscoprire i tesori naturali di Pioraco attraverso camminate di diversa difficoltà, esperienze guidate nel bosco, degustazioni di prodotti locali e incontri con esperti del territorio.
Il primo evento partirà alle 9:30 dal Monumento ai Caduti di Pioraco con una passeggiata verso i castagneti di Monte Gualdo. Il percorso, di 8 km con 300 metri di dislivello e durata di circa 4 ore, sarà guidato dal dottore forestale Piergiorgio Ciarlantini e dalla guida ambientale escursionistica Luca Ciccola.
I partecipanti saranno accompagnati tra storie e curiosità sul patrimonio boschivo gestito dalla Comunanza Agraria Pioraco-Costa. L’escursione culminerà in una castagnata lungo il fiume, arricchita da prodotti autunnali della tradizione, per un’esperienza che unisce sport, natura e sapori locali.
Il secondo appuntamento si svolgerà nel Bosco Faito, con ritrovo sempre alle 9:30 al Monumento ai Caduti. La guida Barbara Migliorelli condurrà i partecipanti in un percorso di forest bathing, la pratica di immersione sensoriale nella natura, lungo 6 km con 150 metri di dislivello, adatto anche ai camminatori meno esperti.
Alle 13:00 l’iniziativa si concluderà presso i Musei di Pioraco, con l’intervento di Stefano Chelli, coordinatore del Corso di laurea “Ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali” di Unicam, che parlerà dei servizi ecosistemici forniti dalle foreste. Contestualmente, sarà possibile degustare trota e altri prodotti tipici locali.
L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti, ma è richiesta prenotazione obbligatoria. Un’occasione imperdibile per coniugare benessere, scoperta del territorio e cultura locale.
La manifestazione Monumenti Aperti arriva per la prima volta nelle Marche con l’edizione 2025 "dove tutto è possibile". La prima località ad essere interessata è Montefano, in provincia di Macerata, che nel weekend del 25 e 26 ottobre aprirà le porte del storico Teatro La Rondinella e del Ciclo Museo, il museo dedicato alle tradizioni ciclistiche.
"Monumenti Aperti" è un'iniziativa nazionale coordinata dalla OdV cagliaritana Imago Mundi, che consente l'accesso a centinaia di siti storici, artistici e architettonici solitamente inaccessibili. L'obiettivo è promuovere la cultura e sensibilizzare i cittadini sul valore del patrimonio culturale italiano attraverso visite guidate, attività didattiche e laboratori.
Nata a Cagliari nel 1997, la manifestazione si è diffusa in tutto il paese, coinvolgendo numerosi monumenti in un'unica iniziativa. I siti sono accessibili gratuitamente, durante l'evento i visitatori saranno accompagnati da studenti-guide, che offriranno un'esperienza didattica e immersiva.
Sarà l’occasione per scoprire il Teatro La Rondinella, un autentico gioiello delle Marche, definito “Teatro Bomboniera”, costruito alla fine del 1700 in risposta al crescente amore dei montefanesi per il Melodramma. La sua eleganza e intimità lo rendono un luogo speciale, dove ogni angolo racconta la passione per la musica e la cultura.
Il Ciclo Museo rappresenta un nuovo punto di riferimento per gli appassionati di ciclismo e per chi desidera immergersi nelle tradizioni locali, offrendo un viaggio nel tempo tra storie e mestieri e il ruolo della bicicletta nella vita passata. Entrambi i siti sono gestiti dall’Associazione Culturale La Rondinella.
L’evento “Marche Monumenti Aperti” ha il patrocinio del Comune di Montefano ed è curato dall’Associazione Culturale La Rondinella, con il supporto della Pro Loco di Montefano e sotto la supervisione del regista Marco Bragaglia. Durante i due weekend, i bambini delle classi 3^A, 3^B e 5^A della Scuola Primaria “Olimpia” e della classe II C della Scuola Secondaria "Falcone e Borsellino", parte dell'Istituto Comprensivo "Luca Della Robbia", saranno le guide d’eccezione.
I ragazzi hanno seguito un percorso di apprendimento delle strutture che verranno aperte e hanno trasformato la loro esperienza in diverse attività culturali. La 5^A si cimenterà in uno spettacolo, che verrà presentato durante le visite dei turisti. Alcuni lavori artistici, disegni, plastici e componimenti poetici, realizzati dalle classi 3^A e 3^B, saranno esposti nel Foyer del Teatro in una mostra temporanea, mentre gli studenti della II C hanno realizzato un progetto speciale online, disponibile sulle principali piattaforme di streaming: un podcast interamente scritto e registrato dagli studenti dedicato al Teatro La Rondinella, "Volare, alla scoperta di Montefano" (link). Tutti i ragazzi saranno identificabili dai loro “berretti rossi” con il logo di Monumenti Aperti, che li contraddistinguono come guide e saranno affiancati da volontari.
Un ringraziamento speciale va alle maestre e professoresse per la dedizione nel seguire gli alunni nella preparazione di Marche Monumenti Aperti, in particolare alla dirigente dell’istituto comprensivo Filomena Maria Greco, e a tutte le insegnanti coinvolte: Lucia Santanatoglia, Alice Palmieri, Leida Furiasse, Simona Corsetti, Laura Dario, Silvana Rinaldi, Emanuela Marini, Barbara Piervittori, Rosa Di Monte, Monica Valentini e Valentina Menichelli.
Il sindaco di Montefano, Angela Barbieri, esprime la sua soddisfazione per ospitare la prima edizione marchigiana di questa importante manifestazione e riconosce l’impegno dei ragazzi delle scuole, che si sono messi in gioco con dedizione per scoprire e mostrare il proprio paese