Un traguardo storico che profuma di condivisione e impegno civile. Il Gruppo Scout Agesci San Severino Marche 1 e la comunità del Masci Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani hanno celebrato il loro 50esimo anno di scoutismo settempedano con un intenso incontro dal titolo "Generazioni di felicità", ospitato al teatro Italia, trasformando una ricorrenza associativa in un momento di profonda riflessione collettiva per tutta la città.
L’incontro ha ripercorso le tappe di un cammino iniziato nel 1975-1976, quando lo scoutismo cattolico mosse i primi passi nella città di San Severino Marche grazie alla visione di figure indimenticabili. Durante la serata, la memoria è andata ai fondatori, in particolare a don Aldo Romagnoli, Marta Bellomarì e Delio Stortini, anime storiche del movimento il cui esempio continua a guidare i giovani scout di oggi. Presente in prima fila, a testimoniare un legame mai interrotto, Andrea Stortini, figlio dei due fondatori e da sempre legato al mondo degli scout.
Per approfondire il senso pedagogico e sociale dello scoutismo, sono intervenuti due relatori con esperienze di lungo corso come Gualtiero Zanolini, già membro del Comitato mondiale dello scoutismo, che ha portato il suo contributo illustrando perché lo scoutismo è educativo, e Luca Lanari, referente nazionale per la formazione Masci, che ha sottolineato il valore dello scoutismo come proposta di senso anche nella vita adulta, anche attraverso servizio continuo alla società.
All’evento ha preso parte il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha espresso parole di grande ammirazione per la realtà scout settempedana: “Cinquant'anni non sono solo un numero ma rappresentano migliaia di chilometri percorsi lungo i sentieri della nostra terra, centinaia di notti passate sotto le stelle e, soprattutto, una 'generazione di felicità' che ha saputo crescere, formarsi e mettersi al servizio degli altri. Voi rappresentate quella San Severino Marche che non si ferma, che guarda al futuro con responsabilità e che mette al centro il valore del bene comune. Lo scoutismo è una palestra di vita: insegnate ai nostri giovani l’importanza della condivisione e del rispetto per la natura. L'augurio è che possiate continuare a lasciare il mondo un po' migliore di come lo avete trovato, con lo zaino in spalla e il sorriso di chi sa che la vera gioia sta nel donarsi agli altri” – ha sottolineato il primo cittadino a margine dell’incontro.
Il Gruppo San Severino 1 con le sue innumerevoli attività che spaziano dai campi estivi al supporto nelle emergenze (come dimostrato durante i tragici eventi sismici), si conferma una delle realtà educative più solide della provincia. Il titolo dell'evento, "Generazioni di Felicità", ha sintetizzato perfettamente il passaggio del testimone valoriale tra padri e figli che, da mezzo secolo, scelgono di indossare il fazzolettone per servire la propria comunità.
Una basilica di San Lorenzo in Doliolo gremita ha fatto da cornice, sabato scorso, all’emozionante concerto a lume di candela dal titolo “Le stanze delle emozioni”. L’evento ha incantato il pubblico grazie alla performance canora di Riccardo Brandi, accompagnata dalla suggestiva voce narrante di padre Luciano Genga.
L’iniziativa culturale promossa dall’associazione di promozione sociale Virgilio Puccitelli e dall’Accademia della Voce, in stretta collaborazione con l’associazione Help Sos Salute e Famiglia Odv Age e con Help Factory, è stata patrocinata dal Comune di San Severino Marche.
La serata si è snodata attraverso un percorso sensoriale dove la musica e le parole hanno guidato i presenti in un viaggio interiore. Al termine della performance, dopo lunghi e calorosi applausi, gli organizzatori hanno rivolto un profondo ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione: da chi ha accolto e custodito l’idea progettuale a chi ha lavorato con discrezione dietro le quinte.
Un ringraziamento speciale è stato riservato a padre Luciano Genga per l’intensità della sua narrazione e a tutta la cittadinanza che ha scelto di fermarsi ad ascoltare, portando con sé il messaggio finale dell’evento: “Le stanze delle Emozioni vivono ora nei vostri sguardi, in ciò che resta quando la musica tace e la gratitudine rimane”.
Allo speciale appuntamento non è mancato il sostegno dell’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha portato il proprio saluto istituzionale sottolineando il valore di simili iniziative capaci di coniugare arte, spiritualità e aggregazione comunitaria in uno dei luoghi simbolo della città.
Giovedì 30 luglio 2026 sarà una data speciale per il MIND Festival e per il pubblico marchigiano: i Cani tornano sul palco del Campo Sportivo Mariotti di Montecosaro Scalo , a distanza di 14 anni dalla loro prima, indimenticabile apparizione.
Era il 2012 quando quello che veniva liquidato come “l’ennesimo gruppo pop romano” arrivò al Mond come una rivelazione destinata a lasciare il segno. Oggi, dopo oltre un decennio e una carriera che ha inciso profondamente sull’immaginario della musica italiana, i Cani tornano dove tutto era cominciato.
La data marchigiana rientra nel tour estivo 2026, che prenderà il via il 5 luglio dopo il grande successo del tour autunnale nei club, andato interamente sold out. Un ritorno dal vivo molto atteso, che porterà la band sui palchi dei principali festival e nelle location più prestigiose d’Italia, da Bologna a Milano, da Genova a Roma, passando per Ypsigrock, Mi Ami, Locus Festival e Spring Attitude.
I biglietti saranno disponibili da mercoledì 4 febbraio alle ore 10 sul sito ufficiale di DNA Concerti.
Il concerto del 30 luglio a Montecosaro rappresenta uno degli appuntamenti più significativi dell’estate 2026: non solo una tappa del tour, ma un ritorno simbolico, carico di memoria e significato, per una band che continua a parlare a più generazioni.
Dal primo venerdì del mese di febbraio, ritorna la rassegna “Letture in Biblioteca” per bambini da 7 ai 10 anni, organizzata alla Biblioteca comunale Silvio Zavatti di viale Vittorio Veneto con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Civitanova Marche.
Venerdì 6 febbraio, alle ore 17,30, il pomeriggio di letture vedrà protagonista le vicende narrate nel libro: “Acchappanumeri e Perdigiorno” di Nietta Caridei, storie colorate e litigi in rima baciata, accidenti e bizzarri e oggetti spaiati che s'incastrano a perdifiato in un puzzle di parole, sogni e immagini. Una bambina inizia a raccontare ma poi cede la "voce" a due strani personaggi: Acchiappanumeri, razionale e coerente; Perdigiorno, fantasioso e magico. Perché l'autrice li ha accoppiati? L'enigma è svelato nel finale e, con le schede di scrittura (creativa), i giovanissimi lettori potranno fare altre scoperte.
La rassegna proseguirà venerdì 20 febbraio, alle 17,30, con un altro appuntamento dedicato ai più piccoli.
Il Lanciano Forum di Castelraimondo si prepara ad accogliere un evento musicale di rilievo nazionale. Sarà infatti Tullio De Piscopo il grande protagonista della scena, con la data zero del tour celebrativo “The last tour… Nun ’o saccio!”, che segna l’avvio di un viaggio musicale dedicato agli ottant’anni di uno degli artisti più influenti della musica italiana.
Prima tappa di questo percorso sarà dunque Castelraimondo, scelta come punto di partenza di un tour che ripercorrerà una carriera straordinaria, fatta di successi senza tempo, contaminazioni e innovazioni che hanno lasciato un segno profondo nella musica contemporanea.
L’appuntamento arriva subito dopo il ritorno di De Piscopo sul palco del Festival di Sanremo, dove a febbraio si esibirà nella serata delle cover insieme a LDA e Aka7even, reinterpretando “Andamento lento”, brano iconico che nel 1988 lo aveva già visto protagonista all’Ariston. Un ponte ideale tra passato e presente, capace di parlare anche alle nuove generazioni.
La data zero al Lanciano Forum rappresenterà un’occasione unica per il pubblico: un concerto-evento in anteprima, in cui Tullio De Piscopo porterà sul palco energia, memoria e passione, celebrando una carriera lunga oltre mezzo secolo. Un appuntamento imperdibile con uno dei più grandi batteristi e musicisti del panorama italiano, ancora oggi capace di emozionare e sorprendere.
Non è più solo una questione di date, né di un calendario estivo da riempire. L’Appennino Foto Festival ha confermato, negli anni, che la fotografia è molto di più: un attivatore di relazioni e un vero e proprio motore culturale per i territori. È da questa consapevolezza che nasce la preview dell’edizione 2026, andata in scena sabato scorso (31 gennaio), con un appuntamento che ha anticipato la prima delle tante novità che interesseranno Aff. Così, prima della partecipata conferenza a cura del giornalista Alessandro Curti, che ha affrontato il tema della fotografia e dell’intelligenza artificiale, l’incontro è servito per annunciare la prima importante evoluzione del festival che si apre a Tolentino e al concorso fotografico Impressum (ora Impressum_AffOpencall), da oggi non più entità distinta, ma parte del percorso di Appennino Foto Festival.
"Il festival cresce quando cresce il territorio - le parole del presidente di Ph3, Marco Gratani - e il territorio cresce quando smette di ragionare per confini stretti. Fare squadra è diventato fondamentale". Le novità, però, restano volutamente coperte. “Possiamo solo anticipare che tutto verrà svelato il 16 febbraio a Milano - ha aggiunto Gratani - quando saremo ospiti di Alessandro Curti nella Galleria Still per una conferenza stampa in cui racconteremo davvero cosa diventerà il festival”. Al centro di questa nuova fase c’è il tema delle sinergie, indicato come la base di tutte le novità.
"Le nostre radici restano ben piantate nei Cinque Comuni che hanno sempre creduto e sostenuto l’Appennino Foto Festival - ha proseguito Gratani - : Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona. Ma siamo convinti che quando esistono due realtà forti nello stesso settore, come Appennino Foto Festival e Impressum a Tolentino, non ha senso disperdere energie: vanno unite. Questo abbiamo fatto”.
Un concetto ripreso e approfondito da Stefano Ciocchetti, direttore artistico del festival, che ha raccontato come questa collaborazione sia nata in modo naturale. "Da fotografo, in alcuni casi anche membro della giuria di Impressum - ha spiegato - c’era già un dialogo avviato con Arianna Iommi (direttrice del concorso tolentinate). Ci siamo resi conto che entrambi avevamo tra le mani qualcosa di importante, qualcosa che stava crescendo. Continuare su strade parallele, però, avrebbe significato indebolire il potenziale di entrambi. Far crescere queste realtà in modo unitario - ha aggiunto - significa aumentare il valore dei due eventi e, soprattutto, dei territori che li ospitano”.
Gli ha fatto eco Arianna Iommi: “Sono presidente dell’associazione Hub62029 che ha creato Impressum, un concorso nato cinque anni fa - ha spiegato -. In questo periodo, da un concorso locale, basato sulla città, l’evento ha assunto un carattere internazionale e quando si cresce così tanto c’è bisogno di una organizzazione più strutturata che la nostra associazione non poteva più garantire. Così, sulla scia della collaborazione già avviata con Aff, abbiamo deciso di unire le forze per permettere a entrambe le realtà di consolidarsi ancora di più su panorama nazionale e internazionale”.
Una sinergia sostenuta da tutte le amministrazioni comunali coinvolte. “Dagli inizi nel 2019 a oggi - ha detto - siamo qui, alla settima edizione, a vedere quanto Aff sia cresciuto e si sia anche allargato a un territorio più vasto come quello di Tolentino. Siamo felici, a nome dei cinque Comuni, di accogliere la sinergia con questa città, consapevoli che in questi anni i due eventi abbiano portato visitatori e turisti in tutto il territorio”.
Per Tolentino presenti il sindaco Mauro Sclavi e l’assessore alla Cultura, Fabio Tiberi: “Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il concorso Impressum - ha detto Sclavi -, perché siamo consapevoli del suo valore e del valore culturale che questa iniziativa rappresenta per questa zona. Pensando alla sinergia tra Appennino Foto Festival e Impressum mi è venuta in mente l’immagine di una conchiglia vuota e del paguro che, crescendo, la sceglie come casa, perché nella sua evoluzione ha bisogno di spazi più grandi. È ciò che è successo tra queste due realtà”.
Un plauso è arrivato anche dalla Sottosegretaria alla presidenza della giunta regionale, Silvia Luconi: “Aff e Impressum hanno fatto tanta strada ed è bello vedere che ora camminino insieme - ha detto -. Un cammino che in questo 2026 si preannuncia pieno di lavoro e di soddisfazioni con il sostegno anche della Regione e dell’Usr che hanno ben compreso il valore di questa realtà”.
MACERATA - Si è svolta questa mattina a Corneto, accanto all’area dove sorgerà il nuovo polo scolastico, la cerimonia di intitolazione del piazzale ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale, conclude le celebrazioni per il 130esimo anniversario dell’Associazione a loro intitolata, che si sono svolte nel corso del 2025, e intende onorare la loro dedizione alla tutela dell’infanzia e il legame storico con l’ex Asilo della Pietà.
“Da anni l’Associazione Piombini Sensini promuove percorsi strutturati, seminari e giornate di studio rivolti a operatori, famiglie, insegnanti e studenti, mettendo al centro la cura del sé, la tutela dell’infanzia e la sensibilizzazione all’accoglienza – ha dichiarato il sindaco Sandro Parcaroli -. Temi fondamentali, che parlano di attenzione, responsabilità e umanità, e che contribuiscono a costruire una comunità più consapevole, inclusiva e solidale. Intitolare uno spazio pubblico a questa realtà significa affermare che questi valori ci rappresentano e ci uniscono. Questo piazzale vuole essere un luogo aperto, di incontro e di passaggio, proprio come l’idea di accoglienza e di crescita che l’Associazione porta avanti ogni giorno”.
Alla cerimonia ha partecipato anche la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Francesca D’Alessandro, che ha sottolineato il valore simbolico dell’intitolazione: “Attraverso i nomi che scegliamo di incidere nei luoghi della città raccontiamo i valori in cui crediamo e la memoria che vogliamo custodire. Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini rappresentano un esempio di dedizione, umanità e legame con la comunità. Intitolare loro questo spazio significa riconoscere il valore di chi, con il proprio impegno quotidiano, contribuisce a costruire il tessuto umano e sociale del territorio”.
A ricordare il lungo percorso dell’Associazione sono intervenuti la presidente Carla Maria Francalancia, il responsabile dei Servizi Andrea Marangoni e Stefano Perugini, nipote di Antonietta Piombini, che hanno ringraziato l’Amministrazione Comunale per la vicinanza e per aver dedicato questo spazio pubblico alle due figure storiche.
Torna in piena attività, con una nuova gestione familiare, la pasticceria e caffetteria “La Pasticciona” in via Giuseppe Collio, a San Severino Marche. Il locale, punto di riferimento per le colazioni e i momenti di pausa, riparte con l’entusiasmo della nuova titolare, Nadire Cani, affiancata dai figli Jurgen ed Elis.
L’attività punta sulla freschezza e sulla qualità delle materie prime, offrendo un’ampia scelta di prodotti dolci e salati artigianali. La vera novità risiede però nell'integrazione culturale dell’offerta: accanto ai classici della pasticceria italiana, i clienti potranno scoprire e gustare alcune specialità tipiche dell’Albania, portando un tocco di internazionalità e golosità.
Al tradizionale taglio del nastro ha voluto partecipare anche il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale a questa nuova sfida imprenditoriale.
“È sempre un momento di grande gioia quando un’attività del nostro territorio riparte con lo stesso slancio di chi l’aveva preceduta e, anche in questo caso, con il coinvolgimento delle famiglie e della nostra comunità. A Nadire e ai suoi figli vanno i miei migliori auguri: il loro coraggio e la volontà di investire nella nostra città, portando anche un pizzico della loro cultura d'origine, sono segnali importanti di vitalità e integrazione per la nostra realtà”.
La festa d’inaugurazione è stata un momento di grande calore umano, che ha visto la partecipazione della famiglia di Nadire, dei precedenti titolari, dei collaboratori, di tutto lo staff e di moltissimi amici e parenti accorsi per festeggiare il nuovo inizio.
Si è svolto nella serata di ieri l’incontro dal titolo “Iran, le ali della libertà”, promosso dalla consigliera comunale del gruppo misto Sabrina De Padova, con il supporto dell’associazione Jungle e il patrocinio del Comune di Macerata. Un evento partecipato e sentito, nato con l’obiettivo di offrire un momento di approfondimento e riflessione sulla drammatica situazione che l’Iran sta attraversando, analizzata sotto il profilo politico, giuridico, economico e umano.
Ad aprire i lavori è stata la consigliera De Padova, che ha ringraziato il pubblico presente e sottolineato l’importanza di non restare indifferenti di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani che continuano a colpire il popolo iraniano. A seguire, per i saluti istituzionali, è intervenuta la vicesindaco Francesca D’Alessandro, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni locali alla popolazione iraniana e la necessità di mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo, sostenendo con forza i valori della libertà e dei diritti fondamentali".
Nel suo intervento, De Padova ha ricordato il percorso di iniziative promosse nel corso degli anni di consigliatura sul tema iraniano. Il primo appuntamento, “Donna, Vita, Libertà”, nacque quando ricopriva il ruolo di presidentessa del Consiglio delle Donne, in seguito alla morte di Mahsa Amini, divenuta simbolo di una repressione violenta che ha colpito in particolare giovani e donne. Un impegno proseguito nel tempo attraverso incontri dedicati alla storia e alla politica iraniana, all’evoluzione del territorio e alle leggi che hanno segnato profondamente il Paese.
Tra questi, anche la presentazione del film “Leggere Lolita a Teheran”, alla presenza della produttrice Marisa Stocchi, che ha offerto uno sguardo più intimo e umano sulla resistenza culturale e sulla forza della parola come strumento di libertà.
L’evento “Iran, le ali della libertà” si è posto come un nuovo spazio di riflessione sulla situazione politica attuale, ma anche come un momento di speranza, per interrogarsi sul futuro del Paese e sulla possibilità di un riscatto. Oggi, infatti, le informazioni che arrivano dall’Iran sono spesso frammentarie: internet viene frequentemente oscurato, molti giovani hanno perso la vita e le proteste vengono represse con arresti di massa, violenze e un rigido controllo dei media. Il Paese appare inoltre sempre più isolato sul piano internazionale, tra sanzioni e tensioni geopolitiche.
Tra i relatori, il professor Alberto Febbrajo, docente di Sociologia del diritto ed ex rettore dell’Università di Macerata, ha analizzato la rivolta iraniana da una prospettiva sociologica, mettendola a confronto con altri contesti storici di mobilitazione e repressione. Il professor Alberto Pettinari, docente di Economia aziendale, ha invece approfondito la complessa situazione storico-economica del Medio Oriente, soffermandosi sul ruolo dell’Occidente e sugli scenari che potrebbero aprirsi per l’economia globale e il settore petrolifero in caso di un intervento militare statunitense.
Particolarmente toccante la testimonianza di Mojtaba Sadeghi, esperto di cultura iraniana e cittadino iraniano, che ha raccontato in prima persona ciò che sta accadendo nel Paese, dando voce alle paure ma anche alle speranze di una popolazione che continua a lottare per la propria dignità e libertà.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto e partecipato tra Sadeghi e alcuni cittadini iraniani presenti in sala, che hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, rendendo il dibattito ancora più intenso e autentico.
Dall’evento è emerso un auspicio forte e condiviso: che sul destino dell’Iran non prevalgano più interessi economici e giochi di potere, ma il rispetto dei diritti umani e la fine delle violenze sulla popolazione civile. “Iran, le ali della libertà” ha rappresentato così non solo un momento di analisi, ma anche un atto di responsabilità civile e di vicinanza concreta a un popolo che continua a chiedere libertà, giustizia e futuro.
Montefano si prepara a celebrare l’amore con un appuntamento esclusivo: sabato 14 febbraio Palazzo Carradori aprirà le sue porte a tutte le coppie desiderose di vivere un San Valentino indimenticabile.
La serata promette un’esperienza completa e multisensoriale, dove gusto, musica e atmosfera si fondono in un percorso emozionale pensato per rendere speciale ogni momento. Al centro dell’evento, un menù degustazione ideato dallo chef della struttura, che racconta l’amore attraverso sapori raffinati e abbinamenti ricercati. L’aperitivo sarà a base di olive e gamberi in tempura, mentre gli antipasti proporranno tartare di ricciola con salsa all’avocado e burratina con mazzancolle e crema di Pachino giallo in agrodolce. Il primo sarà un risotto all’aragosta con lime e frutti di bosco, seguito dal secondo, millefoglie di branzino con crema di zucca e cavolo nero croccante. La cena si concluderà con un tortino al cioccolato dal cuore caldo.
A rendere l’atmosfera ancora più romantica sarà la musica dal vivo del trio Name of the Band, che proporrà grandi classici rivisitati in chiave swing, jazz e funky, creando un sottofondo elegante e coinvolgente perfetto per brindisi e momenti indimenticabili. Maggiori dettagli sul gruppo sono disponibili su Instagram: www.instagram.com/nameoftheband.
L’evento si svolgerà negli ambienti storici di Palazzo Carradori, dove eleganza e accoglienza si incontrano, offrendo uno scenario unico per una serata intima e speciale.
Una proposta originale per regalare – o regalarsi – un San Valentino fuori dal comune, all’insegna del gusto, della musica e delle emozioni da condividere.
Costo della serata: €50 a persona (bevande comprese) . Prenotazione obbligatoria: 348 9046735
(Articolo pubbliredazionale)
Si è svolta ieri sera, presso il ristorante Le Case, una conviviale interclub che ha visto protagonisti il Rotary Club Macerata, presieduto da Annunziata Pagliariccio, e il Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”, guidato da Tobia Sardellini. All’incontro hanno partecipato autorità rotariane, civili e numerosi soci, a conferma di un appuntamento particolarmente sentito nel calendario dei due club.
Ospite della serata è stato il professor Fabio Berellini, del Rotary Club Assisi, facilitatore dell’apprendimento distrettuale nello staff del Governatore Roberto Calai, che ha condotto una sessione formativa dal titolo “Uniti dai valori, formati per servire – La formazione rotariana nel Distretto 2090”.
Nel suo intervento, Berellini ha posto l’attenzione sul valore concreto del tempo che i rotariani dedicano al servizio delle comunità. Citando uno studio del Johns Hopkins Center for Civil Society Studies, è emerso come il volontariato rotariano abbia un impatto economico di rilievo: il contributo di oltre 1,4 milioni di rotariani nel mondo è stimato in circa 850 milioni di dollari all’anno. Una cifra che rappresenta quasi nove volte le spese annuali complessive del Rotary International, a testimonianza della capacità moltiplicatrice dell’impegno volontario.
Non solo competenze professionali messe a disposizione, ma anche ore di lavoro, dedizione e presenza attiva che producono un impatto misurabile sulle comunità locali e internazionali.
La serata è stata anche un momento di riflessione per i due club maceratesi sull’importanza di valorizzare sempre più il tempo come risorsa preziosa, l’impegno come investimento sociale e la professionalità come strumento di trasformazione del territorio.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto tra i partecipanti sulle opportunità formative offerte dal Distretto 2090, ribadendo il ruolo centrale della formazione continua come elemento fondante dell’azione rotariana e del servizio alla comunità.
Civitanova Marche si prepara a vivere una settimana dedicata alle emozioni, alla cultura e all’amore con “Civitanova in Love – La città si innamora”, il nuovo progetto promosso dall’assessore al Turismo Mara Orazi in occasione di San Valentino. Un format diffuso e innovativo che intreccia letteratura, musica, spettacolo e commercio, coinvolgendo il centro cittadino e la Città Alta.
Evento di punta della rassegna sarà l’incontro con Francesco Sole, autore tra i più seguiti dal pubblico giovane, con oltre 4 milioni di follower sui social, in programma sabato 14 febbraio al Teatro Annibal Caro. L’autore presenterà il romanzo “I giorni in cui ho imparato ad amare”, accompagnato da un’esibizione musicale dedicata alle canzoni d’amore.
Tra le principali novità spicca anche lo spettacolo di videomapping sulla facciata di Palazzo Sforza, realizzato da Ad PlayMarche, spin off dell’Università di Macerata, e offerto dall’agenzia di comunicazione Saks: una narrazione visiva che trasformerà uno dei luoghi simbolo della città in un’esperienza suggestiva ed emozionale.
“Ho voluto immaginare un San Valentino come un percorso di emozioni diffuso in tutta la città, dal cuore del centro fino alla Città Alta – spiega l’assessore al Turismo Mara Orazi – per valorizzare luoghi, flussi e identità diverse di Civitanova. Francesco Sole rappresenta un linguaggio vicino alle nuove generazioni, mentre il videomapping è un segnale di innovazione e visione. Civitanova può raccontarsi anche attraverso eventi capaci di coinvolgere ed emozionare”.
Il calendario prende il via sabato 7 febbraio con l’accensione delle luminarie nel centro cittadino. Alle ore 17, ai Giardini Sesto Bruscantini, spazio alla musica con “Selfie d’amore in musica” e alla riflessione con il filosofo Paolo Morbidoni, protagonista dell’incontro “L’amore abita qui”. Nella stessa area sarà allestita anche un’installazione a forma di cuore, pensata come punto iconico per foto e momenti di condivisione.
Il programma prosegue domenica 8 febbraio alle ore 17.30 con lo spettacolo di videomapping su Palazzo Sforza, mentre per tutta la settimana, dal 7 al 14 febbraio, le Vetrine d’Amore coloreranno la città grazie alla collaborazione delle associazioni dei commercianti Centriamo e Viviamo Civitanova.
Il momento conclusivo sarà sabato 14 febbraio, giorno di San Valentino: nel pomeriggio, ai Giardini Sesto Bruscantini, l’esibizione musicale “Un cuore di emozioni” e, a seguire, l’incontro con Francesco Sole al Teatro Annibal Caro. L’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata su Eventbrite.
Presentato in anteprima al MAXXI di Roma, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti”, il nuovo docu-film nato da un’idea di Davide Rondoni, diretto da Massimo Popolizio e Mario Vitale, interpretato dallo stesso Popolizio e girato nelle Marche, già visibile su Rai Play e in onda in prima serata su Rai 3 venerdì 27 febbraio.
Massimo Popolizio guida lo spettatore in un intenso viaggio tra memoria personale e grande storia, nel ritratto inedito di uno dei più grandi poeti del Novecento. L’opera è prodotta da Gloria Giorgianni per Anele, Rai Documentari e Luce Cinecittà, con il contributo di Rai Teche e in associazione con Kublai Film ed è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, con il sostegno di Friuli-Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG e della Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia – Fondo Gorizia.
“Un docu-film di grande valore, che intreccia magistralmente due linee narrative, la fiction e il racconto documentaristico nella prova intensa di Massimo Popolizio, che oltre ad essere il coregista dell’opera, veste i panni di un attore in crisi che ritrova sé stesso attraverso la poesia di Ungaretti – Ha spiegato Andrea Agostini presidente della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – nel docu-film, dove hanno lavorato per una settimana nove maestranze marchigiane su quindici a conferma dell’impegno della produzione nel valorizzare il talento e il patrimonio locale, si potrà ammirare la bellezza della biblioteca comunale Planettiana di Jesi, di alcune ville della zona e del lungomare di Senigallia”.
Il docu-film si snoda attraverso due forme di racconto: la narrazione fiction vede come protagonista Massimo Popolizio in un viaggio tra i suoi ricordi personali - dall’infanzia all’adolescenza alla giovinezza - alla ricerca delle tracce lasciate nella sua esistenza da Giuseppe Ungaretti, con l’obiettivo di trovare l’ispirazione per scrivere il suo nuovo spettacolo teatrale; in parallelo vengono narrati, attraverso il linguaggio documentaristico, le fasi cruciali di vita del grande poeta, e di come i suoi scritti ma soprattutto la sua filosofia, dettata dall’amore per l’amore, siano ancora oggi una lezione senza tempo di grande ispirazione. Si viene quindi a delineare un dialogo immaginario, un confronto tra due uomini entrambi amanti della poesia e della parola, che hanno messo la loro vita, in due epoche completamente differenti, al servizio totale dell’espressione artistica.
Lungo questo viaggio, la presenza femminile, interpretata da Gaja Masciale, incarna diverse figure chiave della vita di Popolizio, divenendo simbolo dell’amore come forza vitale e musa ispiratrice, tema centrale sia per l’attore sia per Ungaretti.
La ricostruzione documentaristica, che intervalla il suggestivo viaggio nella vita personale di Massimo, si avvale di immagini e video di repertorio e interviste a testimoni illustri tra cui Bruna Bianco, Enrica Bonaccorti, Nicola Bultrini, Davide Rondoni, Sarah Stride e Iva Zanicchi, che regaleranno agli spettatori uno sguardo inedito sul poeta ermetico, attraverso aneddoti, frammenti di vita, ricordi e approfondimenti di chi ha avuto l’immensa fortuna di condividere momenti indimenticabili con Giuseppe Ungaretti.
La vita del Maestro verrà ripercorsa dagli anni dell’infanzia ad Alessandria d’Egitto, alla giovinezza a Parigi, in cui ribolle il fermento artistico e culturale dell’epoca, all’esperienza sul fronte della Prima Guerra Mondiale in trincea, che tanto lo segnò, fino alla vita pubblica del secondo dopoguerra e a quella privata con i suoi amori quali Jeanne Dupoix e Bruna Bianco.
Sarà il prestigioso Auditorium del Centro Mondiale della Poesia “Giacomo Leopardi” di Recanati a ospitare, sabato 31 gennaio alle ore 17, la presentazione del libro Figlie dell’Infinito, una raccolta di memorie che dà voce a 17 donne emigrate, accomunate da un’esperienza formativa decisiva: gli anni di studio trascorsi nel collegio femminile che sorgeva sul Colle dell’Infinito.
Il volume raccoglie racconti intensi e personali che riportano a un tempo non lontano, quando erano le famiglie italiane a lasciare il Paese per cercare lavoro e fortuna all’estero. Storie di partenze, sacrifici e speranze, viste attraverso lo sguardo di ragazze che hanno vissuto lontano dai propri affetti, ma che proprio a Recanati hanno costruito legami destinati a durare nel tempo.
Nonostante la distanza geografica, le ex allieve del collegio hanno mantenuto un rapporto vivo con la città che le ha accompagnate nella crescita. Il libro nasce anche con questo intento: custodire e rinnovare un patrimonio di relazioni, affetti e memoria condivisa, trasformando il ricordo in narrazione collettiva.
Tra le testimonianze più significative spicca quella di Cosima Santoro, oggi residente in Germania. La sua storia è già stata presentata a Colonia, nell’ambito di una mostra organizzata dall’associazione di emigrate italiane Makkaroni Settanta, in occasione dell’anniversario dell’accordo italo-tedesco del 1955 che regolava l’espatrio temporaneo dei lavoratori italiani.
Figlie dell’Infinito non è solo un libro di memorie, ma un ponte tra generazioni e Paesi, un racconto corale che intreccia identità, migrazione e appartenenza, restituendo dignità e voce a un capitolo fondamentale della storia sociale italiana.
Il Comune di Recanati ha celebrato oggi, 29 gennaio, la memoria degli Internati Militari Italiani (IMI) nei campi di prigionia tedeschi durante la Seconda guerra mondiale con una cerimonia solenne e la scopertura di una lapide commemorativa.
Le celebrazioni si sono svolte nella sala Giunta del Palazzo Comunale, alla presenza del vicesindaco Roberto Bartomeoli, dell’assessore alla Cultura Ettore Pelati, degli assessori Sabrina Bertini e Maurizio Paoletti e dei consiglieri Michele Brizi, Enrico Gelosi Enrici, Nicoletta Marzioli e Pierluca Trucchia.
Particolarmente sentita la prima parte dell’evento, con la prolusione della professoressa Amneris Ulderigi, promotrice dell’affissione della lapide. La docente ha ripercorso gli eventi che, a partire dall’Armistizio dell’8 settembre 1943, portarono alla cattura dei soldati italiani da parte dell’esercito tedesco e delle SS, per poi essere deportati nei campi di lavoro forzato in Germania, utilizzati come manodopera coatta in condizioni di fatto di schiavitù.
Successivamente, nel loggiato del Palazzo, è stata scoperta la lapide commemorativa a ricordo dei cittadini recanatesi deportati nei campi di lavoro e di prigionia, molti dei quali non fecero mai più ritorno a casa. La lapide è stata benedetta da don Roberto Zorzolo e una corona d’alloro è stata deposta dall’Amministrazione comunale, al suono del silenzio e alla presenza delle associazioni combattentistiche.
Con questa cerimonia, l’Amministrazione comunale, tra le prime nella Regione Marche, ha voluto omaggiare la “resistenza passiva” che gli IMI opposero alle violenze, agli abusi fisici e psicologici perpetrati durante la prigionia in territorio tedesco, con l’obiettivo di ricordare le vicende di chi pagò con la propria vita la lealtà all’Italia.
L’Amministrazione è inoltre impegnata in un’attività di ricostruzione genealogica, condotta da Claudio Anconetani dell’Istituto Nastro Azzurro, con il supporto del consigliere Brizi e dell’Ufficio Anagrafe, per risalire ai familiari in vita dei 329 internati recanatesi e consegnare loro la Medaglia d’Onore conferita agli Internati Militari.
Nel 2025 sono state attribuite diciotto medaglie ad altrettanti ex internati recanatesi, mentre nel corso del 2026 sono previsti cinquanta nuovi conferimenti.
Anche quest’anno Pieve Torina ha commemorato la Giornata della Memoria con un evento intenso e partecipato, dedicato al ricordo delle vittime dell’Olocausto e, in particolare, dei più piccoli. La cerimonia ha visto il coinvolgimento attivo degli alunni dell’Istituto Scolastico “Monsignor Paoletti”, protagonisti di un momento di riflessione e memoria collettiva.
Il sindaco Alessandro Gentilucci ha voluto ringraziare pubblicamente il dirigente scolastico Emilio Procaccini per la disponibilità e la collaborazione, sottolineando l’importanza di mantenere viva la consapevolezza storica, soprattutto tra le nuove generazioni.«È fondamentale – ha affermato – che i ragazzi conoscano ciò che è accaduto ad Auschwitz e negli altri campi di prigionia durante la Seconda guerra mondiale».
Nel corso della cerimonia, agli studenti è stato affidato un compito dal forte valore simbolico: la lettura ad alta voce dei nomi dei 207 bambini italiani di origine ebraica, rastrellati nel ghetto di Roma il 16 ottobre 1943, deportati ad Auschwitz e mai più tornati. Un gesto semplice ma potente, per ricordare le vittime innocenti e interrogarsi sulla brutalità della guerra, che ancora oggi continua a colpire soprattutto i più fragili.
L’iniziativa si è svolta davanti alla “targa d’inciampo” collocata lo scorso anno dal Comune all’interno del Parco Rodari. «Il 27 gennaio, come il 25 aprile, è una data simbolo per Pieve Torina e per tutto il territorio – ha concluso Gentilucci –. È essenziale che le nuove generazioni crescano con la consapevolezza dell’importanza dei valori della libertà, della dignità umana, del rispetto e della tolleranza. La Giornata della Memoria insegna tutto questo».
La commemorazione è proseguita con la proiezione del filmato “L’albero di Anne”, ispirato al diario di Anna Frank, nella sala immersiva del Museo della Nostra Terra, offrendo un ulteriore momento di riflessione e coinvolgimento emotivo.
Sarà un Carnevale "pop", diffuso e inclusivo quello che si appresta a vivere Civitanova Marche. L’edizione 2026 segna un cambio di passo deciso per la città costiera, puntando su un nome che mette d’accordo tutti: Cristina D’Avena. L’icona delle sigle animate sarà l’ospite d’onore di una manifestazione che quest’anno raddoppia i suoi appuntamenti, coinvolgendo sia il centro che il borgo storico.
Il sipario si alzerà domenica 15 febbraio nel cuore di Civitanova, con la tradizionale e coloratissima sfilata dei gruppi mascherati che vedrà proprio la presenza di Cristina D'Avena. La festa, tuttavia, non si esaurirà sul lungomare: martedì 17 febbraio le celebrazioni si sposteranno a Civitanova Alta, valorizzando l'identità storica della città in un'atmosfera magica e suggestiva.
"Abbiamo scelto un’impostazione diffusa - ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica -, capace di unire generazioni diverse attraverso la musica e di valorizzare le diverse anime del nostro territorio. La presenza di un’artista come Cristina D’Avena è il segno di una kermesse che vuole crescere e rinnovarsi".
L’assessore al Turismo Mara Orazi ha sottolineato le novità "green" e sociali di quest'anno. Tra i momenti più scenografici spicca “La Pioggia dei Palloni”, che vedrà cadere sulla piazza palloncini rigorosamente biodegradabili. Un occhio di riguardo sarà riservato anche ai più piccoli con allergie: i trampolieri che animeranno le vie distribuiranno infatti caramelle gluten free, garantendo a tutti i bambini la gioia del dolciume senza rischi.
Per chi volesse essere protagonista attivo della sfilata (coordinata dall'associazione Le Tate Junior), è già aperto l'avviso pubblico "Carnevalando 2026". Il Comune ha previsto incentivi economici per sostenere la creatività di scuole, parrocchie, quartieri e gruppi spontanei: 300 euro per gruppi da 15 a 30 persone; 400 euro per gruppi da 31 a 60 persone; 500 euro per gruppi oltre i 60 partecipanti.
Le domande devono essere presentate entro giovedì 5 febbraio 2026 tramite il sito istituzionale dell'ente. Altra novità rilevante è l'apertura ai privati. Scade sempre il 5 febbraio il bando per la ricerca di sponsorizzazioni, rivolto alle aziende e alle attività commerciali del territorio che vogliano legare il proprio brand a uno degli eventi più popolari e partecipati della provincia.
Dal palco dell’Ariston a quello del Brahma. Sabato 31 gennaio, il locale di Civitanova Marche ospiterà Bresh, protagonista di un dj set che segna l’arrivo in città di uno dei nomi più riconoscibili della nuova scena musicale italiana.
Il cantautore e rapper genovese ha raggiunto la ribalta nazionale con il brano “Guasto d’Amore”, diventato in breve tempo un vero e proprio manifesto generazionale e una delle canzoni italiane più cantate degli ultimi anni. A consolidare il suo percorso è arrivata poi la partecipazione al Festival di Sanremo, che ne ha ampliato ulteriormente la popolarità, confermandolo come artista capace di unire scrittura emotiva, credibilità e grande impatto sul pubblico. All’esperienza sanremese è seguito un nuovo progetto discografico e un tour di grande successo, con date sold out nei principali club e palazzetti italiani. Un percorso in continua crescita, costruito senza scorciatoie, che ha reso Bresh una delle voci più autentiche del panorama contemporaneo.
Al Brahma l’artista si presenterà in una veste diversa, con un dj set pensato per il contesto club, tra selezioni musicali, contaminazioni e atmosfere che promettono una serata ad alta intensità. Tutte le informazioni sull’evento sono disponibili sulle pagine social del Brahma.
Venerdì 30 gennaio, alle ore 20, presso l'HAB in Via Gramsci 24 a Macerata si terrà la presentazione del nuovo libro di Diego Fusaro, Odio la resilienza. Contro la mistica della necessità, pubblicato da Rizzoli. Un appuntamento culturale che si annuncia come un momento di confronto acceso e controcorrente, capace di mettere in discussione uno dei concetti più celebrati del nostro tempo.
Nel suo saggio Fusaro smonta la narrazione dominante sulla resilienza, presentata oggi come virtù fondamentale e universale, sostenendo invece che essa rappresenti un vero e proprio incubo per il futuro. La resilienza, secondo il filosofo, diventa la virtù dello schiavo moderno, colui che sopporta tutto senza reagire, che accetta l’esistente come unico orizzonte possibile.
L’uomo resiliente è il suddito ideale: rinuncia agli ideali, non lotta per nulla di grande e finisce per convincersi che la propria missione sia accettare un destino ineluttabile, arrivando persino a credere che la passività sia una forma di valore.
Da sempre, sottolinea Fusaro, chi detiene il potere invita a subire in silenzio, a sopportare con stoica resilienza per poter agire indisturbato. Contro questa logica, il libro rilancia una visione opposta dell’esistenza: vivere significa impegnarsi per cambiare il mondo, attraverso il pensiero critico e l’azione concreta, rifiutando la rassegnazione mascherata da virtù.
L’incontro rappresenta un’occasione per ascoltare dal vivo una delle voci filosofiche più discusse del panorama italiano e per dialogare sui temi della libertà, del potere e del senso autentico dell’agire umano. Info e prenotazioni: 351-6185716.
Il 2026 si apre all’insegna della grande fiction girata nelle Marche. Da venerdì 30 gennaio andrà in onda in prima serata su Canale 5 Colpa dei sensi, la nuova miniserie diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, con protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik, di nuovo insieme dopo Se potessi dirti addio. La serie sarà articolata in tre prime serate, per un totale di sei episodi da 50 minuti ciascuno.
La produzione vanta un cast ricco e prestigioso che comprende, tra gli altri, Tommaso Basili, Giorgia Würth, Francesco Venditti, Lina Sastri, Romano Reggiani, Nicole Delfino, Lorenzo Lavia, Marco Cocci, Nicola Pistoia, Rebecca Liberati e Rosanna Banfi. La sceneggiatura è firmata da Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Graziano Diana e Matteo Bondioli. Colpa dei sensi è una coproduzione RTI – Compagnia Leone Cinematografica, realizzata con il supporto della Marche Film Commission.
La fiction è ambientata in alcune delle location più suggestive della regione, tra Fermo, Porto San Giorgio, Ancona, Genga, Fabriano e Fossombrone. Sul set hanno lavorato circa 30 maestranze locali e oltre 250 marchigiani, tra attori, figurazioni speciali e comparse.
«Un triangolo amoroso esplosivo che si sviluppa tra segreti sepolti e un omicidio irrisolto – ha dichiarato Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission –. Dopo il successo di Balene su Rai 1, non potevamo aprire meglio il 2026: una nuova importante vetrina nazionale che accende i riflettori sulla bellezza e la varietà del nostro territorio».
Oltre alla messa in onda televisiva, Colpa dei sensi sarà disponibile gratuitamente anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity.
Durante la conferenza stampa di presentazione, svoltasi lo scorso giugno a Torre di Palme, Simona Izzo ha sottolineato la scelta delle Marche come ambientazione ideale: «Cercavamo un territorio autentico, ricco di scenari diversi. Qui abbiamo trovato luoghi bellissimi e anche tanti attori locali di grande valore». Un concetto ribadito anche da Ricky Tognazzi: «Le Marche sono una grande scenografia a cielo aperto. In pochi chilometri si passa dal mare alla montagna, tra storia, arte e paesaggi di straordinaria bellezza. Abbiamo trovato un’accoglienza calorosa e una grande professionalità delle maestranze locali».
La serie è stata girata tra la primavera e l’estate dello scorso anno per circa otto settimane, tra preparazione e riprese, con una pausa forzata dovuta a un infortunio di Gabriel Garko.
«Interpreto Davide, un colonnello che torna nel suo paese natale per vendere la casa di famiglia, ma che finirà per stravolgere i propri piani – ha raccontato l’attore –. Le Marche sono un territorio ancora tutto da scoprire, con un mare bellissimo, una cucina eccellente e persone straordinarie».
Anche Anna Safroncik ha espresso il suo legame con la regione: «Ho conosciuto le Marche da bambina allo Sferisterio di Macerata. Qui c’è un’energia speciale, una magia che si percepisce nell’aria e che si sentirà anche nella fiction».
La trama
Il ritorno di Davide nella sua città natale per assistere il padre morente, accusato di uxoricidio, lo costringe a fare i conti con il passato e con Laura, il suo grande amore giovanile, ora sposata con il suo migliore amico. Tra passioni mai sopite, segreti inconfessabili e un misterioso omicidio, Colpa dei sensi intreccia amore, mistero ed eros sullo sfondo delle architetture e dei paesaggi marchigiani.