Torna di nuovo l'appuntamento per le visite guidate in notturna al Castello di Pitino, percorsi organizzati per far scoprire ai cittadini, ai turisti e afli appassionati le meraviglie storiche ed arichettoniche dello storico borgo fortificato.
Nella giornata di domenica 6 settembre, alle ore 21:00 la guida turistica abilitata dalla Regione Marche e dal Ministero del Turismo Paola Pistoni, accompagnerà i partecipanti in un suggestivo itineriario volto ad approffondire la ricca storia del castello, la sua importanza difensiva e la leggendaria torre a pianta circolare che svetta sulle colline circostanti.
L’appuntamento è fissato direttamente davanti alla porta d’ingresso del castello. Per affrontare il percorso in modo confortevole e in piena sicurezza lungo gli accessi della struttura, gli organizzatori raccomandano ai partecipanti di indossare calzature sportive.
La quota di partecipazione è di 5 euro a persona, mentre l’ingresso è gratuito per i minori fino a 10 anni.
La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata tramite un messaggio WhatsApp al numero 338.8007012.
Un inizio di settembre fatto di musica, spettacolo, cultura e grandi professionalità, che si sono incontrati lo scorso giovedì nella cornice dell’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati per il Premio Marche 2026 – Sanremo Music Awards.
La manifestazione, diretta dall'ideatore e patron del Sanremo Music Awards Nicola Convertino, è dedicata alla valorizzazione delle eccellenze e delle personalità che, attraverso talento, competenza e impegno, si sono distinte nei rispettivi ambiti.
Ad impreziosire l’edizione 2026, ci sono stati, tra gli altri, due ospiti d'onore di origine abruzzese, ossia la teramana Nancy Fazzini, e il rosetano Luca Giuliano, protagonisti di percorsi differenti tra musica, scienza, cultura, teatro e comicità.
Nancy Fazzini, è una neuropsicologa, musicoterapeuta, cantante e musicista, figura di rilievo nel panorama clinico nazionale per il lavoro nell’ambito della neuropsicologia e dell’autismo. Alla pratica clinica affianca attività di studio, formazione e divulgazione, confrontandosi e collaborando nel proprio percorso con autorevoli professionisti del settore dell’autismo.
È inoltre autrice nell’ambito di pubblicazioni specialistiche edite da FrancoAngeli, tra le più note case editrici italiane nel settore delle scienze psicologiche, sociali e della formazione.
Al percorso scientifico e professionale affianca una lunga esperienza artistica, che l’ha vista approdare a Sanremo Giovani e calcare importanti palcoscenici. Un profilo eclettico nel quale rigore scientifico e sensibilità artistica, neuroscienze e musica diventano parti di un unico percorso professionale ed espressivo.
Luca Giuliano, è invece un comico e cabarettista noto al pubblico attraverso importanti esperienze televisive e artistiche, tra cui Zelig Off, La sai l’ultima? e Tacchi a spillo.
Con il suo stile brillante, diretto e coinvolgente ha portato al Premio Marche uno spazio dedicato all’ironia e all’intrattenimento.
Il Premio Marche 2026 si conferma come un appuntamento capace di mettere in collegamento mondi apparentemente distanti e differenti forme di eccellenza: la canzone d’autore, la grande interpretazione musicale, le neuroscienze, l’impegno nell’autismo, la comicità e lo spettacolo.
Una manifestazione che vuole celebrare competenza, creatività, cultura e capacità di innovare.
Il cinema torna protagonista a Civitanova Marche con la dodicesima edizione del Civitanova Film Festival, in programma dal 9 al 18 ottobre prossimi. Una rassegna che, anche quest’anno, manterrà il grande schermo al centro della scena, aprendosi però a teatro, musica, letteratura e ad altri linguaggi capaci di dialogare con il cinema.
A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà “Il torto e la ragione”, un tema particolarmente attuale scelto dai direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi per interrogarsi sulle contrapposizioni che caratterizzano il presente.
«In questo periodo storico, dove sembra normale doversi schierare – spiegano Barbera e Fofi – ci vogliamo interrogare sulle reali distanze fra il torto e la ragione e sugli strumenti che abbiamo per non cedere ad una contrapposizione schematica e divisiva».
Un tema che il festival affronterà attraverso il cinema, mettendo in discussione le convinzioni personali e invitando il pubblico a confrontarsi anche con il punto di vista dell’altro. «Il cinema è pieno di eroi ed antagonisti, di riscatti e rivalse, di scontri ed incontri», sottolineano i direttori artistici, indicando nella settima arte lo strumento per raccontare «i flussi della vita, i torti, le ragioni e se c’è una parte dove stare».
Oltre 300 corti da tutto il mondo
Il cuore del Civitanova Film Festival resta il concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, che anche per questa edizione ha fatto registrare una partecipazione significativa: sono state oltre 300 le opere arrivate da ogni parte del mondo.
Dopo la selezione degli organizzatori, saranno 12 i cortometraggi chiamati a contendersi i diversi riconoscimenti del festival. Tra i premi spicca quello assegnato dalla giuria tecnica al miglior corto, intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi.
Accanto al concorso internazionale torna anche Corti Young, il progetto pensato per avvicinare gli studenti al linguaggio cinematografico. Il mini-concorso coinvolgerà le scuole del territorio, chiamando i ragazzi a votare la loro opera preferita all’interno di una selezione di cortometraggi dedicati a temi vicini alla loro esperienza.
Giorgio Pasotti omaggia Ennio Morricone
In attesa di conoscere nelle prossime settimane gli altri protagonisti e il programma completo, il festival ha già annunciato il primo grande ospite dell’edizione 2026: Giorgio Pasotti.
L’attore sarà protagonista il 16 ottobre al Teatro Rossini, dove salirà sul palco insieme al Quintetto Saverio Mercadante per un atteso omaggio a Ennio Morricone, uno dei più importanti compositori della storia del cinema.
Un appuntamento che unisce recitazione e musica e che si inserisce tra gli spettacoli fuori abbonamento della Stagione di Prosa civitanovese.
Le prevendite per lo spettacolo saranno attive su Vivaticket dal 15 settembre.
Il programma completo del Civitanova Film Festival sarà svelato nelle prossime settimane, insieme agli altri ospiti e agli appuntamenti che accompagneranno i dieci giorni della manifestazione.
Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.
“Noi abbiamo scelto di focalizzarci in un segmento di mercato che è quello degli esperti della meccanica e del tocco. Noi non vogliamo fare tutto, ma vogliamo fare bene. In maniera eccellente”.
Un tocco lungo 70 anni, fatto di passione, impegno e innovazione. Fatar, realtà imprenditoriale specializzata nella produzione di strumenti musicali elettronici e nata in una piccola bottega recanatese nel 1956, arriva ad un traguardo che riempie di orgoglio Marco Ragni, attuale amministratore delegato, nonché figlio del fondatore Lino Ragni.
“Con grande orgoglio siamo arrivati a festeggiare questo momento importante per l'azienda e anche per la famiglia, che da settant'anni si è impegnata nella sviluppo di strumenti musicali ed è riuscita a portare prodotti di eccellenza in tutto il mondo” dice l’amministratore delegato, festeggiando in concomitanza con i settant’anni dell’impresa, anche suoi vent’anni come direttore.
Per l’occasione, le porte dell’azienda si sono aperte per rendere visibili gli spazi in cui ogni giorno si crea la meccanica che scompare sotto le dita di chi suonerà quegli strumenti: un percorso che ne ha rievocato la storia, lo sviluppo e l’innovazione.
“Innovazione – io dico sempre – “non significa cambiare le cose, ma significa riuscire a capire quello che va conservato, perché il nostro mercato è fatto di strumenti musicali, strumenti di tradizione. Quindi dobbiamo capire questa tradizione e riuscire ad utilizzare le tecnologie innovative per portare il prodotto al tocco eccellente” continua Ragni.
A intervenire per l'occasione è stato anche il giornalista Nicola Porro, che in seguto ha aperto il talk: “Il traguardo di Fatar è un grande segnale per tutta Italia, perché noi ci siamo dimenticati – parlando di grandi temi come le guerre e l'intelligenza artificiale che incombe – che l'Italia è maniifatturiera e che ci sono grandissime piccole realtà che rendono ricco il nostro Paese. E una di queste ha compiuto settant'anni”.
Presente alla tavola rotonda tenutasi in occasione dei settant’anni di attività, anche il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa: “Ringrazio la famiglia Ragni per aver creduto in un gran progetto che è nato dalle botteghe e che, proprio grazie alla famiglia ha avuto la forza di poter crescere e far crescere una bella realtà nel territorio e anche all’estero, con la stessa Tunisia che ci ha creduto tantissimo ed è cresciuta in maniera esponenziale”.
Special guest della serata, inoltre, il responsabile della logistica di Amazon Italia Lorenzo Barbo, che vent’anni fa ha incrociato la sua strada con quella di Fatar come consulente dell’azienda nell’ambito di un percorso di ristrutturazione aziendale: “Mi lega un rapporto di amicizia con Marco e di affetto nei confronti dell’azienda; quindi, sono veramente onorato di essere stato invitato in un momento in cui si incrociano due strade” – dice Barbo, riferendosi all’apertura del nuovo magazzino nelle Marche, nonché polo logistico Amazon più grande d’Italia.
Il Ceo di Fatar riconosce che il cambiamento e l’innovazione, in questi settant' anni, non hanno riguardato solo la sua realtà. È proprio davanti all’innovazione esterna che lui stesso vede la sfida più grande, perché i nuovi macchinari e le nuove tecnologie oggi sono alla portata di tutti. La risorsa che Ragni mette al centro è quella umana, quella della cultura, del saper fare e della conoscenza dello strumento che da sempre permette di “portare sul mercato un oggetto che ha il valore proprio del territorio”.
Nonostante la nascita e lo sviluppo all’interno del distretto industriale tra Recanati, Osimo e Castelfidardo e il superamento della crisi del settore degli strumenti musicali negli anni Ottanta che ha visto Fatar resistere ed evolvere, l’amministratore delegato non risparmia una riflessione sul ruolo delle istituzioni: “Abbiamo bisogno che qualcuno apra quello zaino pieno di sassi pesanti che abbiamo sulle spalle e inizi a togliere qualcosa. Abbiamo bisogno di semplificare la burocrazia. Preferirei poter sviluppare aziende in un quadro normativo molto più semplificato”.
Non è mancato, infine, il ricordo al padre Lino: “Questi settant’anni li devo dedicare al fondatore, nonché mio padre. Il ricordo che mi rimane è di lui vestito sempre di verde – il colore di Fatar – al tavolo al centro del reparto, che crea a mano i suoi prototipi e che con la lima e gli altri utensili li tasta, alla ricerca del tocco”.
Fede, tradizione, musica, spettacolo e iniziative per tutta la comunità. Tolentino si prepara a celebrare San Nicola, compatrono della città, con un programma che intreccia appuntamenti religiosi e civili e che accompagnerà cittadini e visitatori per tutto il mese di settembre.
Il cartellone è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Mauro Sclavi, dal priore della Comunità Agostiniana padre Massimo Giustozzo, dal presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj, dal vicesindaco Alessia Pupo e dall’assessore alla Cultura Fabio Tiberi.
Al centro delle celebrazioni c’è naturalmente la figura di San Nicola da Tolentino, nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305. Intorno al 1275 venne destinato stabilmente al convento degli Eremitani di Sant’Agostino di Tolentino, dove rimase fino alla morte.
La sua presenza segnò profondamente la storia della città e dello stesso Ordine Agostiniano. Dopo la sua morte, il convento venne dedicato a San Nicola e divenne rapidamente un centro di riferimento per la devozione al santo, diffusasi nel corso dei secoli ben oltre i confini della città.
Il culto di San Nicola è legato anche alla tradizione dei panini benedetti, ricordati per il miracolo della guarigione da una grave malattia dopo l'intercessione della Madonna. Il santo è inoltre patrono delle anime del Purgatorio e viene invocato in diverse situazioni legate alla salute, all’infanzia e alle difficoltà della vita.
Il programma religioso
Le celebrazioni entreranno nel vivo martedì 8 settembre, quando al termine della Messa delle 18.30 sarà ricordato il Viatico di San Nicola.
Mercoledì 9 settembre, alle 18.30, si terranno i Solenni Primi Vespri di San Nicola.
Il giorno della festa, giovedì 10 settembre, alle 12.15 è prevista una cerimonia particolarmente attesa: la riapertura del Cappellone di San Nicola, dopo i lavori di restauro resi necessari dai danni del sisma. Alle 18.30 sarà celebrata la Santa Messa presieduta da monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata.
Le celebrazioni proseguiranno domenica 13 settembre con l’apertura del Perdono di San Nicola, alle 11, attraverso la Messa solenne presieduta da padre Gabriele Pedicino, priore provinciale.
Domenica 14 settembre, alle 17.45, partirà invece la processione di San Nicola attraverso le vie e le piazze della città. A seguire, alle 19, la Messa solenne sarà presieduta da Sua Eminenza il cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore del Tribunale della Penitenzieria Apostolica, con la partecipazione dei sindaci dell’Unione Montana dei Monti Azzurri e della delegazione del Comune di Modugno.
Musica, spettacoli e tradizione
Accanto agli appuntamenti religiosi, il programma civile propone numerosi eventi.
Mercoledì 9 settembre, alle 21 in piazza San Nicola, spazio alla musica con “Il canto della vita”, organizzato dall’associazione Cuori in Corsia Aps, con Tommaso Foresi e la partecipazione straordinaria del cantautore Tricarico.
Giovedì 10 settembre, alle 21 in piazza della Libertà, sarà assegnato il Premio Ponte del Diavolo al Cittadino tolentinate dell’anno, a cura dell’associazione “I Ponti del Diavolo” e dei Consigli di contrada Pianciano, Ributino, Ancaiano, Calcavenaccio e Parruccia.
Venerdì 11 settembre, sempre alle 21 in piazza della Libertà, appuntamento con la rassegna “MusicaUna” e lo spettacolo “Quell’appuntamento senza fine di Gino e Ornella”, con Paolo Notari e Valeria Visconti.
Sabato 12 settembre torna invece la storia con “Sul ponte del diavolo… tra storia e leggenda”, rievocazione in piazza della Libertà e al Ponte del Diavolo organizzata dall’associazione “I Ponti del Diavolo” e dai Consigli di contrada. All’evento parteciperà anche l’attore e regista Giorgio Pasotti.
La Fiera di San Nicola
Domenica 13 settembre sarà anche la giornata della tradizionale Fiera di San Nicola, che prenderà il via dalle 8 nel centro storico.
Nonostante i numerosi cantieri ancora aperti per la ricostruzione, gli organizzatori sono riusciti a predisporre oltre 120 bancarelle, distribuite tra piazza della Libertà, corso Garibaldi, via Battisti, Palazzo Europa, via Parisani, piazza Martiri di Montalto, via Filelfo, piazza Mauruzi e il primo tratto di via Filelfo.
In via della Pace, dalle 10, spazio agli spettacoli e alle animazioni dedicate ai bambini e alle famiglie.
La serata proseguirà in piazza della Libertà: alle 21.15 è in programma l’esibizione del Concerto di Fiati “Giuseppe Verdi”, diretto dal maestro Andrea Piergentili e organizzato dall’associazione musicale “Nazareno Gabrielli – Città di Tolentino”. Alle 22.30, infine, spazio alla tradizionale Tombola di San Nicola.
Gli appuntamenti di settembre
Il calendario proseguirà anche dopo la festa. Venerdì 18 settembre, alle 21.30 al Teatro Vaccaj, è in programma il concerto di chiusura della rassegna “Borghi in Jazz Festival”: Shades of Blue – Marco Postacchini Octet, a cura dell’Unione Montana Monti Azzurri e dell’associazione Tolentino Jazz.
Sabato 19 e domenica 20 settembre, alle Gallerie Sangallo e nel centro storico, sarà inaugurata la mostra fotografica “Impressum Photo Award”, nell’ambito dell’Appennino Foto Festival, visitabile fino all’11 ottobre.
Sempre sabato 19, dalle 10 alle 12 in piazza della Libertà, Tolentino ospiterà il checkpoint della manifestazione cicloturistica 5 Mila Marche, organizzata dall’Asd Bike Division.
Dal 19 al 27 settembre, infine, il Centro Tennis di via della Fraternità sarà teatro del Tolentino Open WTA 125, torneo internazionale femminile organizzato dall’Asd Tennis Tolentino.
A fare da cornice alle celebrazioni, dal 4 al 13 settembre, ci sarà inoltre la tradizionale Piccola Pesca di beneficenza nei locali del convento, insieme alle luminarie nelle vie e nelle piazze della città e al Luna Park in zona Sticchi.
Un programma particolarmente articolato che punta a riportare nel cuore di Tolentino la festa del suo santo, unendo devozione religiosa, identità cittadina, tradizioni popolari e cultura, in un mese che si annuncia ricco di appuntamenti.
Duecentomila euro per il primo stralcio dei lavori di consolidamento della scarpata di via Rossini a Morrovalle. È questo il principale risultato dell'incontro che si è svolto in Provincia tra il presidente Alessandro Gentilucci e il sindaco di Morrovalle Andrea Staffolani, dedicato alle principali questioni legate alla viabilità e alla sicurezza del territorio.
Il finanziamento riguarda un intervento necessario per migliorare la stabilità del versante e le condizioni di sicurezza della strada. Il rilevato stradale, sul quale poggia anche il marciapiede, presenta infatti alcuni tratti caratterizzati da materiale in scivolamento in prossimità delle abitazioni sottostanti.
Nel corso del confronto è stata inoltre affrontata la questione delle rotatorie previste sul territorio comunale. Una di queste, lungo la provinciale 86 a Morrovalle Scalo, è già stata finanziata con 500mila euro. Per una seconda rotatoria, prevista lungo la provinciale 6, è invece atteso il finanziamento attraverso la prossima variazione di bilancio.
"Da presidente della Provincia ritengo che il rapporto diretto con i sindaci sia fondamentale, perché sono le prime sentinelle del territorio: conoscono da vicino le problematiche delle comunità e ci consentono di avere un quadro puntuale delle situazioni sulle quali è necessario intervenire", commenta il presidente Gentilucci.
"Per questo sto incontrando i sindaci perché è attraverso il confronto che possiamo costruire una programmazione realmente efficace e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini. Come Provincia stiamo lavorando per garantire maggiore sicurezza sulle nostre strade attraverso interventi mirati e distribuiti un po' in tutte le zone - aggiunge il presidente della Provincia -. Non esistono territori di serie A e di serie B: l'obiettivo è intervenire dove emergono le maggiori criticità, programmando le opere in base alle necessità e alle risorse disponibili".
"Il finanziamento per via Rossini va esattamente in questa direzione: ascoltare il territorio, individuare le priorità e trasformare il confronto in interventi concreti", conclude il presidente della Provincia.
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Staffolani. "L'incontro segna un passaggio fondamentale per la sicurezza della nostra comunità. L'annuncio del presidente Gentilucci riguardo i lavori di consolidamento della scarpata in via Rossini va direttamente al cuore di ciò che riteniamo prioritario: la sicurezza dei nostri cittadini e la salvaguardia delle loro abitazioni".
"Mettere in sicurezza quel tratto significa restituire serenità a chi vive in quella zona e a chi la percorre ogni giorno, restituendo stabilità all'area. Desidero esprimere un sentito ringraziamento al presidente della Provincia e agli uffici tecnici per la grande sensibilità istituzionale e la prontezza d'ascolto. La collaborazione e la sinergia tra Enti si confermano lo strumento più efficace per proteggere il nostro territorio e garantire risposte certe e tempestive ai cittadini", chiosa Staffolani.
(Credit foto: Roberto Postacchini)
Trent’anni di giochi, sorrisi e condivisione. Magicabula raggiunge nel 2026 lo storico traguardo della 30ª edizione e si prepara a trasformare ancora una volta Colmurano in un grande regno dedicato ai bambini e alle famiglie.
Un anniversario importante per una manifestazione che, in tre decenni, è diventata un appuntamento consolidato non soltanto per il piccolo borgo maceratese, ma per tutto il territorio. E proprio il tema delle generazioni sarà uno dei fili conduttori di questa edizione: bambini che ieri partecipavano alle prime iniziative di Magicabula oggi possono tornare a Colmurano insieme ai propri figli, trasmettendo loro quella stessa meraviglia.
Per celebrare questa lunga storia è stata organizzata la mostra fotografica “Magicabula si racconta... trent’anni di sorrisi”, che attraverso fotografie e testimonianze ripercorrerà le tappe principali della manifestazione e i volti di chi, nel corso degli anni, l’ha vissuta.
Il trentennale avrà però anche un tema centrale rivolto al presente e soprattutto al futuro dei più piccoli: lo sport come strumento di crescita, inclusione e condivisione.
L’edizione 2026 porterà infatti a Colmurano una serie di laboratori pratici e dimostrativi dedicati a discipline diverse, dal motocross al judo, dal rugby al softball, accanto ad attività ormai tradizionali come lo skill-park in bike e i laboratori di danza.
Lo sport sarà raccontato non soltanto come competizione, ma soprattutto come occasione per imparare il rispetto delle regole, il fair play, la collaborazione e l’inclusione. A completare il percorso ci sarà l’appuntamento “A tu per tu con lo Sport: Sogna, Gioca, Cresci!”, con un’intervista dedicata ad atleti e allenatori del territorio marchigiano.
Non mancheranno i laboratori che negli anni sono diventati una presenza fissa di Magicabula: l’Officina di Nonno Nando, Salt’in bottiglia, La fabbrica dei campioni, Magiche bolle, Scacco Matto e il laboratorio del riuso.
Tra le proposte più curiose anche la “Notte in tenda”, un’esperienza pensata per vivere l’avventura direttamente al campo sportivo, e “Le Olimpiadi degli animali”, una camminata animata lungo la pista ciclabile di fondovalle.
Il programma si svilupperà da giovedì 3 a domenica 6 settembre, con appuntamenti distribuiti nel centro di Colmurano e nelle aree dedicate alla manifestazione.
Si parte giovedì 3 settembre alle 21, in piazza Carradori, con lo spettacolo di danza “The Rhythm of Love”, curato dalla Palestra Performance di Loro Piceno.
Venerdì 4 settembre, alle 18, sarà inaugurata nella Sala consiliare di piazza San Rocco la mostra fotografica dedicata ai trent’anni di Magicabula. In serata, alle 21.45, spazio alla “Notte in tenda, l’avventura comincia” al campo sportivo di contrada Piano.
La giornata di sabato 5 settembre sarà dedicata soprattutto ai laboratori. Dalle 15.30 prenderanno il via le attività per bambini, comprese le nuove proposte sportive. Alle 17.30, in piazza San Rocco, l’incontro “A tu per tu con lo Sport: Sogna, Gioca, Cresci!”. Alle 20 è in programma Mangiando insieme!, su prenotazione.
Il momento spettacolare della serata sarà alle 21.15, in piazza Carradori, con “La testa del Chiodo”, spettacolo teatrale della Compagnia della Rancia – Rancia Verdeblu, con la regia di Ada Borgiani.
Un intero fine settimana dedicato alla scoperta di uno dei patrimoni culturali più preziosi delle Marche. Sabato 12 e domenica 13 settembre il FAI Marche propone “Lo splendore dei Teatri Unesco nelle Marche”, iniziativa che per la prima volta riunirà in un unico appuntamento gli otto teatri marchigiani inseriti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.
Sei saranno le strutture visitabili nella giornata di sabato 12 settembre, mentre le altre due apriranno le porte al pubblico domenica 13. Un’occasione per conoscere da vicino i teatri condominiali all’italiana, modello architettonico e culturale unico, riconosciuto dall’UNESCO lo scorso 26 luglio con la proclamazione del “Sistema dei teatri condominiali all’italiana dell’Italia Centrale tra XVIII e XIX secolo” a Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
L’iniziativa nasce dalla volontà del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano di contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione di questo patrimonio, sottolineandone il valore storico, artistico e identitario. Il progetto è realizzato in sinergia con la Regione Marche, insieme alle amministrazioni comunali e alle fondazioni che gestiscono e valorizzano i diversi teatri.
«Lo splendore dei Teatri Unesco nelle Marche» coinvolgerà le delegazioni territoriali FAI, che accompagneranno i visitatori attraverso programmi di visita differenziati.
Sabato 12 settembre
La prima giornata sarà particolarmente ricca, con sei teatri aperti.
A Jesi, il Teatro G.B. Pergolesi sarà visitabile con un turno unico alle 18, su prenotazione.
Ad Ascoli Piceno, il Teatro Ventidio Basso aprirà dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.
A Offida, sarà possibile visitare il Teatro Serpente Aureo dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.
A Macerata, il Teatro Lauro Rossi proporrà turni di visita dalle 17 alle 19.
A San Severino Marche, il Teatro Feronia sarà protagonista di un turno unico alle 21.30.
A Fermo, infine, il Teatro dell’Aquila sarà visitabile alle 11, con partecipazione su prenotazione.
Domenica 13 settembre
La seconda giornata sarà dedicata agli altri due teatri marchigiani inseriti nel riconoscimento UNESCO.
A Fabriano, il Teatro Gentile da Fabriano accoglierà i visitatori alle 17.30, con turno unico su prenotazione.
A Urbania, il Teatro Bramante proporrà due appuntamenti, alle 10.30 e alle 16.
L’iniziativa rappresenta un’occasione particolare per scoprire non soltanto la storia dei singoli edifici, ma anche il sistema culturale e sociale che ha dato origine ai teatri condominiali all’italiana, una delle espressioni più originali della tradizione teatrale dell’Italia centrale tra Settecento e Ottocento.
Il riconoscimento Unesco ha infatti riunito sotto un’unica denominazione otto realtà profondamente legate ai rispettivi territori e alla storia delle comunità che le hanno costruite e mantenute nel tempo.
Il FAI Marche punta così a trasformare il riconoscimento internazionale in un’opportunità concreta di conoscenza e partecipazione, portando il pubblico dentro luoghi che rappresentano una parte fondamentale dell’identità culturale regionale.
Per due giorni, dunque, le Marche metteranno in mostra i propri teatri storici, con un itinerario che attraverserà Jesi, Ascoli Piceno, Offida, Macerata, San Severino Marche, Fermo, Fabriano e Urbania, celebrando un patrimonio che dal palcoscenico locale è arrivato sul più prestigioso palcoscenico internazionale: quello dell’Unesco.
MACERATA – Il concerto di Serena Brancale in programma questa sera allo Sferisterio di Macerata è stato annullato.
La comunicazione è arrivata dagli organizzatori di Sferisterio Live+, che hanno spiegato la cancellazione con «motivi organizzativi indipendenti dalla volontà dell’artista e di Sferisterio Live+».
Un annuncio che arriva a poche ore dall’appuntamento e che lascia quindi senza concerto il pubblico che aveva acquistato il biglietto per la serata.
Gli organizzatori hanno fatto sapere che chi ha acquistato i biglietti online o nei punti vendita autorizzati potrà richiedere il rimborso. La richiesta dovrà essere effettuata entro 20 giorni a partire da oggi, secondo le modalità previste per il canale attraverso il quale è stato effettuato l’acquisto.
Resta invece la speranza di poter recuperare in futuro l’appuntamento con l’artista. «Speriamo di vedere presto Serena sul palco dello Sferisterio», è il messaggio affidato agli organizzatori dopo l’annullamento.
Per il momento, dunque, il concerto di questa sera non si terrà e il pubblico è invitato a procedere con le richieste di rimborso entro i termini indicati.
(Foto tratta dalla pagina ufficiale facebook di Serena Brancale)
MONTECOSARO – Quattro concerti, grandi interpreti e le suggestive chiese del centro storico a fare da cornice. Montecosaro si prepara ad accogliere la 37ª edizione del “Settembre Musicale Montecosarese”, storica rassegna di musica classica organizzata dalla Corale Santa Cecilia e dal Blog Montecorriere.
La manifestazione, che anche quest’anno sarà a ingresso libero, prenderà il via sabato 12 settembre e proporrà un programma capace di spaziare dall’organo alla musica vocale, dalla fisarmonica elettronica alla tradizione della coralità polifonica.
Ad aprire la rassegna, nella chiesa di Sant’Agostino, sarà il concerto “Vox Callidi”, realizzato in collaborazione con il festival “Terra d’Organi Antichi”. Protagonista sarà l’organista messicano Felipe Adrian Rojero, chiamato a far risuonare il prezioso organo storico Gaetano Callido, accompagnando il pubblico attraverso alcune delle grandi sonorità della tradizione organistica.
Il secondo appuntamento è fissato per sabato 19 settembre, nella chiesa delle Anime, con “Nelle Anime, la voce e le sei corde”. Sul palco il soprano Chiara Marangoni e il chitarrista classico Vincenzo Ruggiero, impegnati in un programma nel quale voce e chitarra dialogheranno attraverso un repertorio raffinato e suggestivo.
Domenica 20 settembre, nuovamente nella chiesa di Sant’Agostino, sarà invece la volta di Diego Trivellini con lo spettacolo “101 strumenti in una fisarmonica speciale”. Al centro dell’esibizione le potenzialità della fisarmonica elettronica, utilizzata per riprodurre le sonorità di un’intera orchestra attraverso un unico strumento. Una proposta originale che punta a mettere insieme innovazione, tecnica e spettacolo.
A chiudere la rassegna, sabato 27 settembre, sarà come da tradizione la Rassegna di Cori Polifonici. Accanto alla Corale Santa Cecilia di Montecosaro si esibiranno il Coro Città di Sassoferrato e il Chorus Marignanensis di San Giovanni in Marignano, per una serata dedicata alla tradizione della musica corale.
«Ogni edizione del Settembre Musicale Montecosarese rappresenta un momento di crescita e di rinnovata passione», sottolinea il direttore artistico Giorgio Quattrini, che evidenzia il valore della rassegna come occasione di incontro tra artisti, pubblico e territorio.
Per Quattrini, infatti, il Settembre Musicale non è soltanto una successione di concerti, ma «un vero e proprio percorso che intreccia storia, tradizione e innovazione», capace di riportare al centro la forza e l’attualità della musica classica.
Un ruolo fondamentale è affidato anche alle location. Le storiche chiese del centro di Montecosaro, con il loro patrimonio artistico e architettonico, diventeranno parte integrante dell’esperienza musicale. Quest’anno, invece, resterà fuori dal programma il Teatro delle Logge, abitualmente protagonista della manifestazione, per consentire i lavori di restauro. L’obiettivo è restituire in futuro alla rassegna un teatro ancora più bello e accogliente.
Il Settembre Musicale si conferma così anche uno strumento di valorizzazione del patrimonio storico e culturale di Montecosaro, mettendo in relazione la musica con i luoghi e con la comunità.
Una scelta importante riguarda inoltre l’accessibilità: nonostante le difficoltà organizzative ed economiche, gli organizzatori hanno deciso di mantenere gratuiti tutti i concerti. «È una scelta alla quale teniamo molto – spiega Quattrini – perché permette a chiunque di avvicinarsi alla grande musica».
Il direttore artistico rivolge infine un ringraziamento a tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione della rassegna: dalla presentatrice Maria Tiziana Pepi al fotografo Marco Castignani, dalla Corale Santa Cecilia ai numerosi collaboratori, oltre al Banco Marchigiano, storico sponsor dell’iniziativa, e all’Amministrazione comunale di Montecosaro per il sostegno economico e morale.
Dopo 37 anni, il Settembre Musicale Montecosarese rinnova dunque il proprio appuntamento con il pubblico, confermandosi uno degli eventi culturali più longevi e significativi del territorio.
Cavalieri, uomini d’arme, mercanti, musici, danzatrici e combattimenti. Per una sera Civitanova Alta tornerà indietro di oltre sette secoli, trasformandosi in un grande palcoscenico a cielo aperto.
L’appuntamento è per sabato 5 settembre, dalle 19 a mezzanotte, con “Lo Gran Guasto di Civitate Nova”, la rievocazione storica dedicata agli avvenimenti che nel 1292 segnarono la storia della città medievale.
Il centro storico sarà trasformato in uno spazio scenico diffuso, nel quale strade, piazze e luoghi simbolici diventeranno parte integrante della rappresentazione. Il pubblico potrà muoversi tra piazza della Libertà, piazza XXV Luglio, piazza dell’Unità, via Duca d’Aosta, il chiostro di San Francesco e gli spazi dell’ex Pescheria, incontrando lungo il percorso rievocatori, attori, artisti e personaggi della Civitate Nova medievale.
Al centro dell’iniziativa ci sarà proprio il racconto del “Gran Guasto” del 1292, una vicenda ambientata in una città segnata dalla distruzione e dalla paura dopo l’attacco degli uomini d’arme provenienti da Fermo.
Con Civitate Nova chiamata a organizzare la propria difesa, il Podestà dovrà affidarsi anche a una masnada di soldati di mestiere guidata da Ubaldo Fossocaronte. Ma il pericolo non arriverà soltanto dall’esterno: tra le mura della città prenderanno forma sospetti, tradimenti e nuovi intrighi, fino alla drammatica resa dei conti.
La storia sarà raccontata attraverso scene recitate, momenti narrativi, combattimenti, musica, danza, spettacoli di fuoco e momenti corali, in un crescendo destinato a culminare nello scontro finale per la difesa della città.
Il cuore della rappresentazione sarà piazza della Libertà, dove prenderanno vita alcuni dei passaggi fondamentali della vicenda: dalla chiamata della compagnia armata al giuramento di fedeltà alla città, fino alla scoperta del tradimento, all’allarme per le porte spalancate e alla battaglia conclusiva.
Non sarà dunque una semplice sequenza di spettacoli, ma una narrazione itinerante, pensata per accompagnare progressivamente il pubblico dentro la vicenda. Gli spettatori potranno attraversare il centro storico seguendo personaggi ed eventi e, almeno per qualche ora, avere la sensazione di essere entrati nella Civitate Nova del 1292.
Il centro storico diventerà così parte della storia stessa, non una semplice scenografia. Musica, animazioni e spettacoli accompagneranno la serata nei diversi punti della manifestazione, fino alla grande rappresentazione conclusiva e al racconto delle conseguenze della battaglia.
L’obiettivo è quello di riportare cittadini e visitatori dentro la storia della propria città, attraverso un linguaggio capace di unire documentazione storica, teatro, rievocazione e spettacolo.
Un viaggio nel passato pensato anche per rafforzare il legame con la memoria e l’identità cittadina, trasformando per una notte Civitanova Alta nella Civitate Nova medievale, tra cavalieri, paure, tradimenti e battaglie.
LORO PICENO — Una giornata densa di emozione, memoria e profonda amicizia quella vissuta ieri, mercoledì 2 settembre, a Loro Piceno. Il borgo maceratese ha accolto i familiari di quattro veterani polacchi — Wacław Pacholski, Zygmunt Czarnecki, Zbigniew Nurowski e Józef Matuszewski — protagonisti di alcune delle pagine più difficili e significative della storia europea e della Seconda guerra mondiale anche in terra italiana.
Un’iniziativa dal forte valore simbolico che ha permesso ai familiari di ripercorrere idealmente le tracce dei propri cari, riscoprendo i luoghi e le testimonianze del passaggio del II Corpo Polacco guidato dal generale Anders.
La giornata ha preso il via nella residenza municipale. Ad accogliere gli ospiti è stato il sindaco Robertino Paoloni, che a nome dell'intera Amministrazione comunale ha espresso grande orgoglio ed emozione per la visita. Nel corso del ricevimento, il Comune ha voluto omaggiare i familiari con una brochure turistica dedicata alle bellezze locali e con alcune bottiglie del tradizionale Vino Cotto, suggellando l'incontro con un momento di convivialità.
Tra i momenti più significativi della mattinata, l'omaggio preparato da Luca Cimarosa: una serie di pennette USB contenenti migliaia di fotografie d'epoca raccolte in anni di ricerche. Un vero e proprio archivio della memoria in cui i familiari potranno cercare e, auspicabilmente, riconoscere i volti dei propri padri.
All'incontro ha portato il proprio saluto anche Mauro Radici, presidente dell'Ancr di Macerata e co-fondatore del progetto Polovers, da tempo impegnato nella valorizzazione della storia del II Corpo Polacco e dei legami di amicizia tra Italia e Polonia.
Successivamente, gli ospiti sono stati guidati da Luca Cimarosa in un percorso immersivo alla scoperta del paese. La visita ha toccato i mezzi corazzati della sua collezione privata, le suggestive Cucine del Castello e, cuore dell'itinerario, il museo dedicato alle due guerre mondiali, con un focus speciale sulla sezione riservata proprio al II Corpo Polacco.
Le storie di Wacław, Zygmunt, Zbigniew e Józef sono diverse ma profondamente intrecciate: soldati costretti dalla guerra a lasciare la propria patria, a compiere un lungo viaggio attraverso l'Europa e a stabilirsi in nuove terre alla fine del conflitto. Oggi, grazie ai loro figli e nipoti, quel ricordo torna a vivere nei luoghi che li videro protagonisti, rinsaldando il legame tra Loro Piceno e la storia d'Europa.
Arriva a Civitanova, dopo aver toccato Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, il viaggio di 'RotolArt – Arte in Viaggio'. La mostra sarà ospitata presso la Palazzina Cluana di Civitanova Marche dal 5 al 9 settembre, con inaugurazione ufficiale prevista per il 5 settembre alle ore 17:30, segnando così la terza tappa di un progetto di grande respiro culturale.
Il progetto, realizzato grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale di Civitanova Marche, del Sindaco Fabrizio Ciarapica, dell’Assessore al Turismo Mara Orazi e del consigliere comunale Gianluca Crocetti, è ideato dagli artisti napoletani Alfonso Caccavale e Antonio D’Antonio.
L’esposizione presenta 120 opere di artisti nazionali e internazionali, realizzate su rotoli di carta da pacchi. Caratteristica distintiva di "RotolArt" è il formato arrotolato delle opere: moduli di 100 × 50 cm che si sviluppano in un racconto visivo continuo.
Le opere, che integrano una vasta gamma di tecniche – dall'acrilico all'acquerello, dal collage materico all'arte digitale, fino a grafismi e forme astratte – si configurano come una sequenza di "fermi immagine" che, accostati, generano una narrazione dinamica, simile a un cortometraggio.
Per questa tappa civitanovese, il progetto è curato dalla docente Lucia Spagnuolo, alla quale gli ideatori hanno affidato la responsabilità della mostra. L’evento vedrà anche la partecipazione della Dottoressa Maria Giuseppina Coppola e dello scrittore Marco Rotunno e 10 artisti del territorio, selezionati per rappresentare al meglio la realtà artistica della zona.
"Siamo orgogliosi di accogliere alla Palazzina Cluana questa importante tappa di RotolArt. È un evento che arricchisce la nostra offerta culturale e consolida la nostra strategia di destagionalizzazione, offrendo alla città un’occasione di confronto con linguaggi artistici internazionali, senza dimenticare la valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio", dichiara il Sindaco Fabrizio Ciarapica.
L'assessore al Turismo Mara Orazi ha aggiunto: "Vogliamo che la nostra città sia una meta viva per tutto l'anno. RotolArt è un’occasione in più per attrarre visitatori e curiosità. Ringrazio tutti gli artisti e continueremo a lavorare per una Civitanova che sappia parlare al turista in ogni stagione."
Prevista per sabato 5 settembre la serata conclusiva del V Forum della Montagna e delle celebrazioni per la Battaglia del Pian Perduto, presso la Sala Amici del Trentino di Castelsantantelo sul Nera a partire dalle ore 11:00, quando si terrà l'incontro "Identità culturale e patrimonio dell'Appennino umbro-marchigiano. Un dialogo tra comunità".
All'incontro interverranno: Caterina Comino, Direttrice CEDRAV (Centro per la Documentazione e la Ricerca Antropologica della Valnerina); il Professore Giuseppe Rivetti, Presidente FAI Marche; Don Marco Rufini, già Pievano della Pievania dei Santi Benedetto e Scolastica in Norcia. In apertura dell’incontro, moderato da Barbara Olmai, previsti i saluti dell’Amministrazione Comunale.
L' evento sarà un' occasione di confronto in cui la storia e la tradizione millenaria della montagna potranno essere proposte come fondamenta per delineare le strategie per il futuro, promuovendo una visione integrata di sviluppo, coesione sociale e tutela del paesaggio.
Ma l'estate di Castelsantangelo sul Nera è stata caratterizzata anche da cammini, cultura, tradizioni e uno sguardo rivolto al domani: una serie di eventi che hanno animato il paese per settimane.
La riscoperta del territorio è passata per le letture tratte da "La battaglia del Pian Perduto", durante la quale i residenti, gli escursionisti e gli appassionati hanno potuto ripercorrere il cammino dei luoghi simbolo della storia.
Non ha visto meno entusiasmo l' escursione ad alta quota verso Monte Lieto e l'alta Valle Rapegna, con il Cai di Camerino, ampiamente partecipata e apprezzata.
Anche i sapori ed il saper fare locale hanno avuto la loro importanza, con il mercatino dell'artigianato presso l'Area Commerciale che ha permesso di riscoprire i tesori e le eccellenze del territorio.
La presentazione de “Il paese senza sentieri”, dell' autore Barchi, che ha trasportato nel linguaggio del fumetto la sua esperienza lungo il Cammino nelle Terre Mutate, ha raccontato la testimonianza di un percorso solidale e di conoscenza di sè e dell'ambiente circostante
Ricca di suggestioni, infine, la serata con la musica d'autore grazie al tributo a Fabrizio De André, a cura di Luciano Monceri.
L'intero progetto si inserisce all'interno delle iniziative previste dalla Legge Regionale delle Marche n 23 del 6 ottobre 2022, “Celebrazioni dell’anniversario della Battaglia del Pian Perduto”. Per consultare il programma dettagliato, è possibile visitare il sito istituzionale del Comune di Castelsantangelo sul Nera, oppure consultare i canali social ufficiali del Forum della Montagna.
È stata Campofilone a ospitare la festa regionale dedicata alle Bandiere Blu 2026, il riconoscimento assegnato dalla FEE ai Comuni che si distinguono per qualità delle acque, servizi, attenzione all'ambiente e sostenibilità. Le Marche confermano quest'anno 20 località premiate, distribuite lungo circa 185 chilometri di costa.
La cerimonia si è svolta nell'area anfiteatro sul lungomare di Ponte Nina, proprio nel territorio di Campofilone, che ha conquistato il prestigioso riconoscimento per la prima volta. Un appuntamento dedicato non soltanto al mare, ma anche alla capacità del territorio marchigiano di coniugare qualità dell'accoglienza, tutela ambientale e attrattività turistica.
Ad aprire la manifestazione è stato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha sottolineato il valore del riconoscimento e il percorso compiuto dalla regione negli ultimi anni.
"Il riconoscimento delle Bandiere Blu ha un valore sempre attuale, perché la qualità dell'offerta dei nostri servizi e delle nostre acque rappresenta un fiore all'occhiello", ha dichiarato Acquaroli. "È un risultato straordinario che sprona a continuare a lavorare insieme su questa strada".
Il presidente ha evidenziato come il risultato sia frutto del lavoro portato avanti da amministrazioni locali, istituzioni e imprese, sottolineando anche la crescita dell'attrattività turistica delle Marche. Un turismo che, secondo Acquaroli, non è più legato esclusivamente alle spiagge, ma sempre più orientato alla ricerca di esperienze diverse.
"Non c'è più soltanto il turismo balneare, ma anche quello dei borghi, gastronomico, la curiosità, la ricerca, la voglia di vivere qualcosa di unico. E le Marche hanno sicuramente tanto da raccontare anche da questo punto di vista", ha aggiunto. A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Campofilone Riccardo Verdecchia, che ha definito motivo di "grande soddisfazione e orgoglio" l'aver ospitato la cerimonia regionale.
Il primo cittadino ha sottolineato come dietro la Bandiera Blu ci sia "una comunità intera", composta da amministratori, uffici comunali, operatori turistici e commerciali, associazioni, volontari e cittadini.
"La Bandiera Blu non è soltanto un traguardo, ma anche una responsabilità e uno stimolo a proseguire con determinazione sulla strada della sostenibilità, della collaborazione tra territori e della crescita dell'attrattività delle nostre comunità", ha spiegato Verdecchia. "La Bandiera Blu è un traguardo. Ma, soprattutto, è un nuovo punto di partenza".
Nel corso dell'evento è intervenuto anche il presidente della Fondazione FEE Italia Claudio Mazza, che ha ribadito come il riconoscimento rappresenti il risultato di un percorso che mette insieme tutela dell'ambiente, qualità dei servizi, gestione responsabile del territorio ed educazione alla sostenibilità.
"Le 20 Bandiere Blu delle Marche confermate anche per il 2026 testimoniano una qualità diffusa e soprattutto la capacità dei Comuni marchigiani di lavorare insieme per tutelare il territorio e offrire un'accoglienza di eccellenza", ha affermato Mazza.
Le 20 Bandiere Blu delle Marche
Durante la cerimonia sono stati consegnati i riconoscimenti ai rappresentanti delle 20 località marchigiane premiate nel 2026: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo, Senigallia, Ancona (Portonovo), Sirolo, Numana, Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova Marche, Porto Sant'Elpidio, Fermo, Porto San Giorgio, Altidona, Pedaso, Campofilone, Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto.
Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori regionali Paolo Calcinaro e Francesca Pantaloni, numerosi consiglieri regionali, autorità locali e cittadini. Con 20 Bandiere Blu su circa 185 chilometri di costa, le Marche si confermano tra le regioni italiane più virtuose per densità di riconoscimenti: in media, si registra infatti una Bandiera Blu ogni 9,2 chilometri di litorale.
Il riconoscimento tiene conto di numerosi parametri, tra cui qualità delle acque di balneazione, gestione ambientale, efficienza dei servizi, raccolta differenziata, mobilità sostenibile, piste ciclabili, aree verdi, servizi turistici, accessibilità e sicurezza delle spiagge.
Un risultato che, oltre a premiare la qualità del mare marchigiano, guarda quindi alla capacità dei territori di costruire un modello turistico sempre più attento alla sostenibilità e alla valorizzazione complessiva della costa.
Cinquant'anni fa, sui 99 MHz in FM, prendevano vita le prime trasmissioni di Radio Caldarola, un'avventura nata quasi per gioco dall'entusiasmo di un gruppo di giovani e diventata, nel giro di poco tempo, una presenza importante nella quotidianità della comunità.
Erano gli anni delle radio libere, quando iniziare a trasmettere significava soprattutto avere inventiva, capacità di arrangiarsi e una buona dose di passione. A Caldarola, infatti, non c'erano apparecchiature pronte all'uso: trasmettitori, antenne, collegamenti e strumenti tecnici venivano recuperati, modificati o addirittura costruiti direttamente dai ragazzi.
Dietro una voce trasmessa nell'etere c'erano saldature, fili, componenti recuperati e numerose prove. Ogni problema diventava una sfida da risolvere e ogni soluzione contribuiva a rendere quella radio qualcosa di unico. Più che una semplice emittente, Radio Caldarola era diventata un luogo di incontro, di sperimentazione e di condivisione, dove i giovani potevano imparare e mettere a disposizione le proprie idee.
Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta furono tanti i ragazzi del paese a lasciarsi coinvolgere dall'esperienza. La radio finì così per diventare un punto di riferimento per la comunità, dando voce alle associazioni, alle iniziative locali e alle attività del territorio, oltre ad accompagnare le giornate dei caldarolesi con musica e programmi.
Il legame con il paese era profondo: chi stava davanti al microfono, chi preparava le trasmissioni e chi si occupava della parte tecnica non si limitava a fare radio. Stava contribuendo a costruire una nuova forma di comunicazione locale, capace di coinvolgere direttamente la comunità.
A distanza di mezzo secolo, quell'esperienza è tornata a rivivere nei racconti dei suoi protagonisti. I "ragazzi di Radio Caldarola" si sono recentemente ritrovati per una serata insieme, riscoprendo persone, episodi e ricordi di una stagione che per molti ha rappresentato molto più di un semplice passatempo.
È stato un vero e proprio tuffo nel passato, ma anche l'occasione per ritrovare quello spirito di amicizia e aggregazione che aveva accompagnato l'avventura della radio. Per tanti giovani di allora, quelle ore trascorse insieme tra microfoni, musica e apparecchiature erano diventate un modo per stare insieme e, allo stesso tempo, contribuire alla vita del paese.
Oggi, tra Internet, social network, podcast e piattaforme digitali, quel mondo fatto di apparecchi autocostruiti e soluzioni artigianali sembra lontanissimo. Eppure proprio la semplicità di quell'esperienza ne racconta ancora il valore: non erano i mezzi a fare la differenza, ma la capacità di costruire qualcosa insieme.
Il cinquantesimo anniversario di Radio Caldarola non è quindi soltanto una ricorrenza dal sapore nostalgico. È il ricordo di una generazione che, con strumenti limitati ma tanta inventiva, riuscì a creare una voce per il proprio paese.
Un amarcord che diventa anche una riflessione sul presente: perché, cinquant'anni dopo, l'eredità più preziosa di quella radio resta forse proprio quella fatta di amicizia, partecipazione e senso di comunità.
Un viaggio nella ricerca artistica di Ugo Caggiano, attraverso le opere realizzate negli anni Settanta, decennio segnato da sperimentazioni, materiali, colori e nuove forme espressive. È il percorso proposto dalla nuova mostra ospitata nelle stanze di Nino Caffè, in via Roma a Macerata, curata da Daniele Taddei e dedicata a uno dei periodi più significativi della produzione dell’artista, scomparso nel 2020.
Il taglio del nastro è in programma domenica alle 18. L’esposizione sarà poi visitabile gratuitamente fino al 3 gennaio 2027.
La mostra nasce dal lungo rapporto di Taddei con Caggiano e dal desiderio di riportare al centro quelle opere che, secondo il curatore, rappresentano in modo particolare la sua continua ricerca. Un artista che amava sperimentare con materiali e linguaggi diversi, trasformando elementi di uso comune in nuove possibilità espressive.
«La stanza a cui miro sempre era quella dove vengono gelosamente custoditi i lavori degli anni ’70», racconta Taddei, ricordando le visite nello studio di Caggiano a Serrapetrona. Opere nelle quali, spiega, accanto alla pittura compaiono «assemblaggi, applicazioni di materiali poveri» capaci di creare «un equilibrio di forme e di cromatismi di rara bellezza».
Il percorso espositivo restituisce proprio questa dimensione sperimentale: dalle plastiche alle stoffe, dalle grandi tele dai colori accesi alle opere realizzate con materiali poveri, fino alle sculture semoventi. Un universo nel quale ricorrono il gioco, il movimento, l’ironia e una particolare attenzione alla musicalità delle forme e dei colori.
Elementi che, secondo Taddei, raccontano anche l’uomo oltre che l’artista. Caggiano era infatti appassionato di lettura, natura, storia e musica, in particolare di jazz, e suonava il sax. «In quei lavori degli anni ’70 si incontrano tutte queste componenti», sottolinea il curatore.
Il decennio diventa così anche lo specchio di un’epoca attraversata da profonde trasformazioni sociali e culturali e da nuove correnti artistiche, dalla Pop Art all’Arte Povera.
Al centro della mostra resta però il linguaggio personale di Caggiano, fatto di ricerca e sperimentazione, ma anche di quel legame con l’infanzia e con il gioco che ha accompagnato tutta la sua produzione.
Un filo che oggi, attraverso queste opere, «viene ripreso e proseguito con questo straordinario evento che magicamente ci riporterà nuovamente a Lui».
Quale sicurezza serve oggi alle nostre città? E come conciliare la tutela dei cittadini con la difesa delle libertà e dei diritti? Saranno questi alcuni degli interrogativi al centro dell’incontro con Franco Gabrielli, in programma venerdì 4 settembre alle 21.15 al Cinema Cecchetti di Civitanova Marche.
L’appuntamento, organizzato dal Partito Democratico di Civitanova Marche, vedrà protagonista una delle figure più autorevoli del panorama italiano sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico. Gabrielli, nel corso della sua carriera, è stato capo della Polizia, capo del Dipartimento della Protezione civile e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi di informazione e sicurezza.
A intervistarlo sarà il giornalista Maurizio Blasi, in una serata che prenderà spunto dal volume “Contro la paura – Manifesto per una sicurezza democratica”, scritto da Gabrielli insieme a Carlo Bonini, vicedirettore di Repubblica, e pubblicato da Feltrinelli nell’aprile 2026.
Il libro sarà il punto di partenza per affrontare un tema particolarmente presente anche nel dibattito pubblico cittadino: quello della sicurezza, spesso al centro di contrapposizioni politiche e di narrazioni contrapposte.
Gabrielli e Bonini propongono nel volume un'idea di sicurezza democratica e relazionale, nella quale sicurezza e libertà non vengono considerate come valori contrapposti, ma come elementi entrambi necessari alla convivenza civile.
Un approccio sintetizzato dagli stessi autori nell’idea che «è possibile difendersi senza perdersi» e che «la sicurezza non è il privilegio dei più forti, ma il diritto dei più deboli».
Nel corso dell’incontro saranno quindi affrontate alcune delle questioni più attuali legate alla sicurezza: migrazioni, gestione dell’ordine pubblico, zone rosse, tutela delle forze dell’ordine, carceri, minori e sicurezza digitale.
Uno dei temi centrali sarà anche il rapporto tra sicurezza reale e percezione dell’insicurezza. Il confronto partirà dalla necessità di guardare ai dati e ai fenomeni concreti, senza tuttavia trascurare il modo in cui i cittadini vivono e percepiscono il tema della sicurezza nella quotidianità.
La serata offrirà così l’occasione per approfondire una questione complessa, andando oltre le semplificazioni e le contrapposizioni: come rendere le città più sicure senza comprimere diritti, libertà e coesione sociale.
L’incontro con Gabrielli rientra nel programma della Festa dell’Unità provinciale itinerante e rappresenta uno degli appuntamenti dedicati al confronto sui temi di maggiore attualità.
L’appuntamento è per venerdì 4 settembre alle 21.15 al Cinema Cecchetti di Civitanova Marche.
Una giornata interamente dedicata allo sport, al movimento e all’inclusione. Domenica 6 settembre il cuore di Civitanova Marche si trasformerà in un grande villaggio dello sport a cielo aperto con la sesta edizione di Sport Live – Il Festival dello Sport Marchigiano.
Dalle 9.30 alle 19, vie e piazze del centro cittadino saranno animate da esibizioni, dimostrazioni e prove pratiche, con la partecipazione di 65 società e oltre 70 discipline sportive provenienti dal territorio locale e regionale.
L'iniziativa è organizzata dalla Sport Live Asd, guidata da Domenico Rita, con il sostegno dell'Assessorato allo Sport della Città di Civitanova Marche, il patrocinio della Regione Marche, del Coni e del Comitato Italiano Paralimpico, oltre al supporto di sponsor privati.
A fare da scenario alla manifestazione saranno piazza XX Settembre, corso Umberto I, vialetto Nord e via Buozzi, che per un'intera giornata diventeranno spazi dedicati alla pratica sportiva.
Il programma spazia dagli sport di squadra alle arti marziali, dalle attività acquatiche alle discipline indoor, fino agli sport emergenti e alle attività adattate. Un'offerta pensata per coinvolgere non soltanto gli appassionati, ma anche famiglie, bambini, ragazzi e semplici curiosi.
Il valore aggiunto della manifestazione sarà infatti la possibilità di provare direttamente le diverse discipline, affiancati da istruttori qualificati e atleti. Non soltanto, dunque, sport da guardare, ma attività da sperimentare in prima persona.
«Il festival si conferma una vetrina d'eccellenza per la promozione dello sport e per le numerosissime associazioni e società del territorio», sottolinea il vicesindaco e assessore allo Sport Claudio Morresi, evidenziando come Civitanova possa trasformarsi per un giorno in un grande centro sportivo all'aperto, accessibile a tutti.
Per l'Amministrazione comunale, Sport Live rappresenta anche un'occasione per ribadire il ruolo dello sport come strumento di inclusione sociale, aggregazione e diffusione di valori sani, soprattutto tra i più giovani.
Sulla stessa linea l'organizzatore Domenico Rita, che definisce Sport Live «un appuntamento ormai consolidato del cartellone civitanovese», capace ogni anno di richiamare numerosi visitatori interessati a conoscere più da vicino le realtà sportive del territorio.
Ma il festival non sarà soltanto una grande vetrina delle discipline sportive. Formazione e inclusione saranno infatti due dei temi centrali della giornata. Sono previste attività rivolte a tutte le fasce d'età, con l'obiettivo di promuovere l'importanza del movimento quotidiano come strumento di prevenzione e benessere.
Particolare attenzione sarà dedicata inoltre allo sport integrato e alle discipline adattate, per sottolineare come l'attività motoria possa essere un diritto accessibile a tutti, senza distinzioni.
Spazio anche ai più piccoli, con laboratori e percorsi formativi dedicati al fair play, alla disciplina e al rispetto reciproco, valori che rappresentano una parte fondamentale della cultura sportiva.
Il messaggio della manifestazione è dunque quello di uno sport aperto, partecipato e inclusivo: una giornata nella quale le società possono presentarsi al pubblico e, allo stesso tempo, cittadini e visitatori possono scoprire nuove attività da praticare.
Tutte le aree saranno accessibili gratuitamente e gratuite saranno anche le prove pratiche.
L'appuntamento è quindi per domenica 6 settembre, dalle 9.30 alle 19, nel centro di Civitanova Marche, per una giornata all'insegna di sport, energia, divertimento e condivisione.
Due appuntamenti per parlare del presente, delle sue contraddizioni e dei cambiamenti che attraversano la società. È questo il filo conduttore di Kontempora 2026, il festival culturale ideato da Marca APS che torna a Camerino dopo il debutto dello scorso anno con il messaggio “Il coraggio del confronto”.
La rassegna nasce con l’obiettivo di creare uno spazio aperto di ascolto e dialogo, portando sul territorio voci, idee e punti di vista differenti sui temi della contemporaneità. Il confronto viene così inteso non come contrapposizione, ma come occasione per ascoltare, approfondire e interrogarsi su ciò che sta accadendo nella società.
A raccogliere l’invito saranno quest’anno Tommaso Cerno e Nicola Porro, due protagonisti del giornalismo e del dibattito pubblico nazionale, chiamati a confrontarsi con il pubblico di Camerino attraverso due incontri dedicati a temi e prospettive differenti.
Il primo appuntamento è fissato per domenica 6 settembre, alle ore 19, con Tommaso Cerno, giornalista e conduttore televisivo. Il titolo della serata sarà “Le ragioni di Giuda”, un incontro pensato come momento di riflessione attraverso lo sguardo e l’esperienza di Cerno.
Due settimane più tardi, domenica 20 settembre alle 19, sarà invece la volta di Nicola Porro, giornalista, conduttore televisivo e saggista. “Il presente senza filtri” è il titolo scelto per l’appuntamento, che sarà dedicato alla lettura dell’attualità e ai principali fenomeni politici, economici e sociali che caratterizzano il nostro tempo.
Entrambe le serate si svolgeranno nell’Auditorium dell’Accademia della Musica ABF “Franco Corelli”, a San Paolo di Camerino. Una struttura che negli ultimi anni ha assunto un ruolo importante nella vita culturale del territorio e che ospiterà così due occasioni di incontro rivolte non soltanto alla comunità camerte, ma a un pubblico più ampio.
La scelta di Camerino si inserisce nel percorso di Kontempora e conferma il legame della manifestazione con un territorio dalla forte tradizione culturale. L’intento degli organizzatori è infatti quello di proporre occasioni di discussione accessibili e capaci di coinvolgere persone con sensibilità e punti di vista diversi.
L’ingresso a entrambi gli appuntamenti sarà libero.