Ussita, torna l'antico rito del Piantamaggio: tra faggi, canti e "furti" simbolici rinasce la primavera
Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini si rinnova un appuntamento che profuma di storia e comunità. Giovedì 30 aprile torna a Ussita il Piantamaggio, un antico rito pagano dedicato alla fertilità e al risveglio della natura. La tradizione, riportata in vita nel 2019 grazie alla memoria storica degli abitanti, all’associazione C.A.S.A. e alla Proloco Ussita 7.1, rappresenta oggi un momento fondamentale di coesione sociale per un territorio che sta ancora ricostruendo il proprio legame fisico e identitario dopo il sisma.
Il Piantamaggio segue un cerimoniale ben preciso. Sono le donne a scegliere il faggio più bello in faggeta: deve essere alto, longilineo e armonioso. Una volta tagliato - un gesto che rievoca l’antico "furto" dell'albero da parte dei giovani del paese - il tronco viene trasportato in centro. Qui le donne si occupano della scortecciatura, mentre agli uomini spetta il compito più faticoso: l'alzata. A differenza di altre località dove si usano mezzi meccanici, a Ussita il "maggio" viene issato esclusivamente con la forza delle braccia e delle funi.
L’evento non è solo una rievocazione, ma un invito a chiunque porti nel cuore questi luoghi. In un paese segnato dalle ferite del terremoto, il Piantamaggio vuole essere un richiamo per i proprietari delle seconde case e per i visitatori, offrendo l'opportunità di interagire con la comunità locale. La giornata sarà scandita dai canti dei poeti pastori e degli stornellatori, portando allegria casa per casa, fino alle aree SAE.
La festa inizierà alle ore 9:00 con la "Colazione degli amici" alla Madonnella di Frontignano (fave, vino e pecorino), seguita dal taglio del faggio. Dalle 15:30 le attività si sposteranno in paese: quest'anno, a causa dei cantieri in piazza, l'alzata degli uomini verrà effettuata in un luogo alternativo, sempre raggiungibile a piedi e trasportando l'albero a spalla. La serata si concluderà al Bar Due Monti alle ore 19:30 con una cena conviviale a base di stornelli e prodotti tipici (prenotazioni entro il 25 aprile al 370.1227568).
L'iniziativa è curata da C.A.S.A. – Cosa Accade Se Abitiamo, l'associazione che dal post-sisma opera a Frontignano come "porto di montagna", favorendo lo scambio culturale e la valorizzazione del territorio attraverso progetti di residenza e partecipazione attiva.

cielo coperto (MC)
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