Sarà trasmesso il prossimo 2 gennaio alle 15.25 su Rai 3 il documentario che racconterà la figura del rivoluzionario agronomo e genetista Nazareno Strampelli, che proprio a Crispiero di Castelraimondo aveva avuto i natali nel 1866.
Prodotto da Ocean Productions in collaborazione con Rai Documentari per la regia di Maurizio Zaccaro e il soggetto di Fabio Campus e Maurizio Zaccaro, “Nazareno Strampelli. L’arte del grano” ripercorre la vita del nostro conterraneo, precursore della Rivoluzione Verde grazie ai suoi pionieristici studi in campo agrario.
Dopo essersi laureato a Pisa in scienze agrarie, Strampelli fu dapprima assistente presso l’Università di Camerino e poi insegnante per un breve periodo a Reggio Calabria. Ottenuta la cattedra sperimentale di granicoltura a Rieti, dette un impulso fondamentale alle sue ricerche: grazie anche alle teorie genetiche di Mendel, sperimentò l’ibridazione del frumento per creare delle varietà più fruttuose e più resistenti alle malattie. Il miglioramento genetico del grano e la sua maggiore resistenza anticiparono problemi attuali quali la scarsità di cibo e il cambiamento climatico.
Fondatore nel primo dopoguerra dell’Istituto nazionale di genetica per la cerealicoltura, grazie anche all’appoggio senatore Raffaele Cappelli, il genio e la lungimiranza di Strampelli sono tuttora indubbi e corroborati nel documentario dalle interviste agli esperti del settore.
Le cultivar ibridate da Strampelli – che non brevettò mai le sue idee, convinto che fosse più importante lasciarle in eredità al genere umano per combattere la fame e la miseria nel mondo – sono oggi diffuse in tutto il mondo: esportate dall’Italia si sono diffuse in Europa e in Asia, arrivando ad essere piantate anche in Messico, Cile e Argentina. Ai suoi grani, più che ai suoi scritti, “resta affidata la modesta opera sua, svolta nell’interesse della granicoltura del suo Paese”.

cielo sereno (MC)
Stampa
PDF
