Il turismo marchigiano vive una fase di crescita e trasformazione che richiede un cambio di passo sul piano organizzativo. Non basta più promuovere i territori: occorre costruire modelli di governance capaci di coordinare competenze, risorse, soggetti pubblici e privati, dando continuità alle progettualità e maggiore solidità alle destinazioni.
È questo il tema al centro di “(Let’s) Marche: verso una governance turistica dei territori chiara, sostenibile e consapevole”, l’incontro ospitato nell’Aula Magna del Polo Bertelli dell’Università di Macerata e promosso da Expirit Srl SB e Ideazione Srl nell’ambito dell’offerta formativa di DeA Destination Academy.
La mattinata ha riunito amministratori locali, rappresentanti istituzionali, operatori, associazioni, stakeholder e studenti, ponendo al centro una questione sempre più strategica per il sistema turistico regionale: come trasformare territori ricchi di risorse, progettualità ed esperienze in destinazioni organizzate, competitive e capaci di lavorare con continuità.

Prima dell’apertura dei lavori, Simone Betti, Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, ha portato i saluti dell’Ateneo, richiamando il ruolo dell’Università come presidio di ricerca, formazione e accompagnamento dei processi di sviluppo territoriale.
Ad aprire i lavori è stata Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale delle Marche, che ha fortemente voluto questo momento di confronto su un tema articolato e complesso, ma ormai necessario per accompagnare l’evoluzione del turismo marchigiano. Nel suo intervento ha richiamato l’importanza di affrontare la governance non come un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma come una condizione decisiva per rendere le Marche sempre più competitive, riconoscibili e capaci di valorizzare in modo coordinato le proprie molteplici identità territoriali.
Il confronto ha preso avvio da una lettura del contesto regionale. Mara Cerquetti, professoressa dell’Università di Macerata, ha restituito una fotografia puntuale del sistema turistico marchigiano, evidenziando segnali di vitalità ma anche squilibri da affrontare. La crescita dei flussi internazionali, la riscoperta dell’entroterra, l’interesse per borghi, turismo lento ed enogastronomia rappresentano elementi positivi, ma si accompagnano a criticità legate alla stagionalità, alla distribuzione dei flussi, alla trasformazione dell’offerta ricettiva e alla necessità di rafforzare i collegamenti tra costa ed entroterra.
Per gestire questa complessità, il cambio di passo è inevitabile. Enrico Ferrero, amministratore delegato di Ideazione, ha guardato ai modelli di Toscana, Emilia Romagna e Veneto e ha richiamato l’esigenza di passare da una lettura fondata sui soli output, come arrivi e presenze, a una valutazione più ampia degli impatti generati dal turismo: spesa, qualità dell’esperienza, benessere dei residenti, valore prodotto per le comunità e capacità delle destinazioni di organizzarsi nel tempo. “In questa prospettiva, le destinazioni sub-regionali sono chiamate a coordinarsi in modo più efficace, evitando frammentazioni e sovrapposizioni. Non servono mille sigle, ma DMO ben strutturate”.

Un ruolo di rilievo è stato affidato anche al tema dei dati, della misurazione e degli strumenti operativi. Giacomo Andreani, fondatore di Expirit e co-organizzatore della giornata, ha presentato ANDI – Audit Nazionale delle Destinazioni Italiane, uno strumento diagnostico sviluppato con Ideazione e testato su oltre 30 destinazioni italiane. ANDI nasce con l’obiettivo di misurare il grado di maturità organizzativa delle destinazioni, analizzando governance, offerta, comunicazione, sostenibilità e capacità gestionale. Uno strumento pensato per aiutare i territori a comprendere il proprio posizionamento, individuare priorità di intervento e trasformare la consapevolezza in programmazione concreta.
Particolarmente rilevante è stato l’intervento di Paola Marchegiani, dirigente del Settore Turismo della Regione Marche, che ha condiviso la visione regionale sul tema della governance e le linee di indirizzo per i sub-territori marchigiani. Al centro, l’esigenza di costruire modelli organizzativi sostenibili non solo dal punto di vista ambientale e sociale, ma anche gestionale ed economico. La programmazione regionale guarda infatti a sistemi territoriali capaci di unire pubblico e privato, sviluppare progettualità continuative, dotarsi progressivamente di risorse proprie e lavorare in una logica di autofinanziabilità nel tempo, con l’obiettivo di generare valore e impatti concreti per territori, imprese e comunità locali.

Il dibattito ha coinvolto anche esperienze territoriali già strutturate. Massimo Paolucci, direttore Marketing della DMO Riviera del Conero ed esperto di politiche territoriali, ha sottolineato l’importanza di connettere le risorse e rendere le DMO strumenti effettivi di raccordo tra pubblico e privato. La testimonianza della Riviera del Conero ha offerto un contributo concreto sul tema della continuità gestionale, della costruzione di relazioni stabili e della capacità di trasformare una visione territoriale in azioni condivise.
A completare il quadro, Marina Santucci, direttore dell’ATIM – Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche, ha richiamato il valore dell’identità e della qualità dell’accoglienza: il turismo contemporaneo non si limita alla vendita di posti letto o servizi, ma richiede esperienze autentiche, coerenti e ben organizzate, capaci di raccontare i luoghi e rispondere alle aspettative di un pubblico sempre più consapevole.
La giornata ha confermato come la governance turistica rappresenti oggi uno dei temi centrali per il futuro delle Marche. Non un concetto astratto, ma una leva concreta per migliorare la capacità dei territori di collaborare, programmare, misurare i risultati e dare continuità alle politiche turistiche.

L’incontro ha aperto una riflessione ampia e condivisa, raccogliendo l’interesse di amministratori, operatori e rappresentanti della filiera, che hanno riconosciuto nel confronto un passaggio importante per affrontare in modo serio e strutturato uno dei nodi più rilevanti dello sviluppo turistico regionale. La sfida, emersa con chiarezza, è trasformare questo primo momento di lavoro in un percorso continuativo, capace di accompagnare i territori marchigiani verso modelli di destinazione più chiari, sostenibili e competitivi.


nubi sparse (MC)
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